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INTI RAYMI

PERU'

icona orologio 16 GIORNI
minimo 10 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   11  giugno    al   26  giugno  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

Un viaggio nelle regioni del sud peruviano, alla scoperta della cultura Inca. In un periodo dell'anno particolare: il solstizio d'inverno dell'emisfero australe. Una giornata in cui, da tempo immemore, si celebra la festa dedicata a Inti, il Dio Sole, nella cornice delle rovine di Sacsayhuaman. Il tour è anche l'occasione per vedere alcuni dei luoghi più belli del Paese. Da Arequipa, soprannominata la Città Bianca, alle Isole Ballestas, considerate le - continua -

A PARTIRE DA: 4.900 €


ITINERARIO

Partenza da Milano e/o Roma con volo di linea via Madrid. Arrivo in serata a Lima e trasferimento privato all’Hotel Sol de Oro 5* o similare. Cena libera e pernottamento.

 

NB: La partenza è prevista da Milano Linate, l’arrivo è previsto a Milano Malpensa. Mentre in andata è possibile partire esclusivamente da Linate, per il ritorno abbiamo scelto i voli che offrono la connessione migliore. E’ possibile richiedere il rientro su Milano Linate al momento della prenotazione (soggetto a riconferma in base all’effettiva disponibilità del volo). Il primo volo utile per Milano Linate parte da Madrid alle 19.50.

Segnaliamo che a bordo delle tratte europee Iberia non prevede nessuna consumazione gratuita.

 

Dopo la colazione incontro con la nostra guida per iniziare la visita panoramica della città.

Lima, la “Città dei Re�, fondata da Pizarro nel 1535, ha vissuto distruzioni, terremoti, saccheggi, rinascite. Oggi il centro della città, che ha circa dieci milioni di abitanti, è in un’ansa del fiume Rimac. Il cuore è Plaza de Armas con la ragnatela di stradine del periodo di Pizarro e conserva varie strutture coloniali. I quartieri più rinomati sono Miraflores, San Isidro e Barranco.

Ci rechiamo nella Plaza de Armas col Palazzo del Governo, la Cattedrale e l’Arcivescovado che vediamo esternamente.

Visitiamo internamente la Casa Aliaga, un'antica casa del vicereame consegnata da Francisco Pizarro a uno dei suoi capitani (Jerònimo de Aliaga), dopo la fondazione della città.  Pranzo libero.

Tra i musei della capitale scegliamo di visitare il più interessante, il Museo Larco. Ospitato in un palazzo del XVIII secolo già residenza del viceré, custodisce opere collezionate da un privato, Rafael Larco Hoyle. Inaugura il museo nel 1926 dopo aver recuperato decine di migliaia di pezzi in varie regioni del Perù. Sono oggetti in ceramica di differenti culture, tessuti pregevoli e una raccolta di vasi precolombiani.

Al termine trasferimento per Paracas (Km 250, circa 3 ore 30 minuti di viaggio), percorrendo la Panamericana Sud che costeggia la costa del Pacifico.

E’ l’occasione per iniziare ad attraversare un pezzo costiero di territorio peruviano. Il tratto di costa è caratterizzato da pianure solcate dalla Carretera Panamericana. L’ambiente è desertico anche se ravvivato da qualche palmeto.

Cena e sistemazione all’Hotel Hacienda de Paracas 4* o similare.

 

Paracas è il punto di partenza per le visite alle isole. Dopo la colazione si parte per l’escursione in barca collettiva alle Isole Ballestas.

E’ opportuno dotarsi di abbigliamento adeguato in modo da proteggersi dal vento, spruzzi d’acqua e dai numerosissimi uccelli che circolano in zona. Il mare potrebbe essere agitato.

Durante le due ore in barca (dalle 08.00 alle 10.00 circa) ci avviciniamo ad archi di roccia e grotte, osserviamo pellicani, leoni marini, i pinguini di Humboldt e altri uccelli acquatici produttori di guano. Tale fauna antartica può vivere alle basse latitudini del Perù, per la corrente di Humboldt che arriva dal sud e consente la vita a enormi quantità di pesci che costituiscono l’alimentazione per le colonie di uccelli. Il cormorano e il pellicano peruviano “sula� sono i maggiori produttori di guano. Questi depositi erano già noti agli Incas che utilizzavano la preziosa sostanza come concime perché contiene azoto e fosforo. Un uso che continuerà anche dopo specie durante il periodo coloniale del XIX secolo, quando lo strato di guano superava i 30 metri.

Si giunge poi in vicinanza di un gigantesco candelabro tracciato a terra con modalità simili alle “Linee di Nazca�. Lasciata barca e costa andiamo verso sud est continuando sulla Carretera Panamericana per Nazca.

Arrivo e pranzo.

Nel pomeriggio è possibile il sorvolo delle “linee� per osservare l’area desertica che conserva le figure che tanto interesse suscitano nei visitatori. Ovviamente, l’effettuazione dei voli è subordinata alle condizioni atmosferiche. Le "Linee di Nazca", realizzate da popolazioni locali pare durante un lungo periodo, dal X secolo a.C. al XII d.C. sono un intricato complesso di figure animali e geometriche. Sul loro significato non ci sono interpretazioni univoche. Forse si trattava di “percorsi� legati a cerimonie sacre e sociali o al culto di elementi della natura quali acqua e montagne. Altri studiosi le considerano una sorta di calendario astronomico da osservarsi solo dal cielo. Restano, però, ancora interrogativi legittimi su alcuni aspetti delle complesse opere. Cena libera. Pernottamento all’Hotel Nazca Lines 3* o similare.

 

NB: L’escursione alle Isole Ballestas è effettuata con lancia a motore condivisa con altri passeggeri internazionali. I nostri partecipanti disporranno però della propria guida privata in italiano.

 

Facoltativo:  Sorvolo sulle Linee di Nasca (circa 35 minuti di volo, per ragioni legate al clima, i voli possono essere ritardati o cancellati) Servizio condiviso con guida pilota parlante spagnolo/inglese, costo circa 90/100 Usd per persona da pagarsi esclusivamente in loco. Chi fosse interessato è pregato di segnalarcelo all’atto dell’iscrizione al viaggio.

 

Partenza di buon mattino e giornata di trasferimento ancora verso sud est.

La maggior parte dell’itinerario, che inizialmente si svolge nell’entroterra, percorre poi il litorale lungo la Carretera Panamericana, con l’Oceano Pacifico a destra e il deserto a sinistra. Si allontana poi dal mare per cominciare a salire sino agli oltre duemila metri di Arequipa.

Sacaco è il primo centro che si attraversa giungendo in vista del mare, a circa 100 chilometri da Nazca. Poi arriva Chala, uno dei tanti piccoli villaggi sul Pacifico dedito alla pesca. Camanà s’incontra dopo altri 250 chilometri circa, dove il fiume omonimo si getta in mare. Qui la nostra strada abbandona la costa ed inizia a salire sino ad Arequipa mentre la Carretera devia verso sud per dirigersi ed entrare in Cile. Il Dipartimento di Arequipa, nel sud est del Perù, comprende zone costiere e della Sierra, con ambienti climatici e paesaggi diversificati.

Arequipa ha una storia antica, come dimostrano i dipinti rupestri ritrovati nella regione. Nel XV secolo gli Incas espandono la loro presenza nella zona venendo in contatto con genti del posto che eccellono nell’agricoltura. Ne sono ancora oggi segno evidente i sistemi di coltura e irrigazione. Fondata dagli spagnoli nel 1540 ha avuto un ruolo notevole nelle lotte per l’indipendenza del Paese durante il XIX secolo.

Arrivo in serata. Pranzo in ristorante lungo la strada. Cena e pernottamento all’Hotel Casa Andina Private Collection 4* o similare.

 

Arequipa, non a caso conosciuta anche come la "Città Bianca", ha gli edifici realizzati con “sillar�, una specie di pietra pomice vulcanica di color chiaro, duttile ma molto resistente.

Il secondo centro del Perù, di quasi un milione di abitanti, si trova in ottima posizione circondata, protetta e minacciata da vulcani coperti di nevi, deserti, canyon. La sua altitudine pur non elevatissima consente l’opportuno acclimatamento prima di proseguire verso quote più alte. E’ questo uno dei motivi per cui soggiorniamo due notti ad Arequipa, in modo da permettere una salutare sosta, oltre che visite appropriate.

Anche ad Arequipa il cuore della città è Plaza de Armas. La Cattedrale, funestata da una serie di eventi negativi è sempre riuscita a tornare alla sua immagine originaria. Occupa l’intero lato nord della Plaza de Armas. L’Iglesia de la Compania, chiesa gesuita tra le più antiche di Arequipa, presenta chiostri, una facciata finemente decorata, dipinti e un altare con motivi ornamentali tipici di uno stile assai ricco. Non mancano lamine d’oro a rendere ancora più “florida� questa espressione di architettura religiosa nota come “churrigueresche�.

Il complesso architettonico che fornisce forte personalità alla città del sillar è certamente il Monastero di Santa Catalina, fondato nel 1580 da una nobildonna spagnola. Accoglieva novizie provenienti da facoltose famiglie rigidamente selezionate, ma la vita nel monastero era improntata a comportamenti non sempre di elevata spiritualità e senso di sacrificio. Nel tempo, però, le regole sono state cambiate per farne luogo di reale clausura, addirittura pregno di mistero sin quasi alla fine del XX secolo. Da alcuni decenni è possibile visitare una parte del complesso di oltre 20.000 metri quadri. E’ una vera cittadella con mura di cinta proporzionali all’importanza del luogo, passaggi angusti, stradine tortuose, chiostri, archi, abitazioni più o meno modeste, arredi, camere mortuarie, angoli e giardini fioriti, sale, lavanderie, torri, chiese, forni, celle, gallerie, cortili, affreschi…

Anche i colori presentano toni e contrasti che arricchiscono il quadro.

Il corpo mummificato di una bambina Incas di mezzo millennio fa, è esposto in una vetrina temperata del Museo Santury. La particolarità di “Juanita, la principessa di ghiaccio� sta nel suo stato di mantenimento, perché ritrovata nel ghiacciaio di un vulcano che la recente eruzione del 1975 ha riportato in superficie. L’altro motivo di interesse consiste nel fatto che gli studi effettuati sui resti confermano i rituali di sacrifici umani che si effettuavano nella regione dedicati al dio della montagna.

Durante il tempo libero nel pomeriggio sarà possibile passeggiare in uno dei quartieri per assorbire un poco della sua gradevole atmosfera e recarsi in uno dei negozi di artigianato, “antichità� e prodotti in lana di alpaca e vigogna. I quartieri di Chilina, con vista su terrazzamenti antichi, o di Yanahuara col mirador che propone uno sguardo sulla città e sul vulcano Misti, possono essere mete piacevoli.

Pasti liberi e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e partenza lungo la strada che ci porta in serata a Puno sul Lago Titicaca. Quasi alla fine del lungo trasferimento, a pochi chilometri da Puno, si arriva in una zona con alture che declinano sino al piccolo Lago di Umayo, ornate dalle Torri di Sillustani. Le strutture che punteggiano il panorama sono state costruite come luoghi di sepoltura dai Colla che abitavano la regione nel periodo incaico. Usavano seppellire i defunti delle caste nobiliari all’interno di queste torri chiamate “chullpas�. Sono disseminate in una vasta area, ma quelle meglio conservate sono nella località di Sillustani. Presentano pianta circolare, alcune sono alte oltre dieci metri, con pareti esterne costituite da blocchi di pietra. All’interno oggi sono vuote. Il tempo gli archeologi e i tombaroli hanno fatto la loro parte. Nel passato, però, attraverso un’apertura nel lato orientale delle mura, oltre al cadavere, erano introdotti anche oggetti più o meno preziosi e cibo utili al defunto nella vita ultraterrena. A volte la tomba veniva usata per contenere le salme di intere famiglie.

Alcune tombe monumentali sono ben conservate e il posto merita una sosta, in un ambiente lacustre che oltre a costituire una piacevole cornice ospita una notevole varietà animale e vegetale.

Arrivo a Puno in serata, località risalente al XVII secolo, sulle rive del Lago Titicaca, il più alto specchio d’acqua navigabile del pianeta grande quanto l’Umbria (circa 4.400 kmq). Leggero lunch-box durante il trasferimento. Cena e pernottamento all’Hotel Casa Andina Private Collection 4* o similare.

 

 

Dopo la colazione partenza in battello per l'escursione sul Lago Titicaca, lo specchio d'acqua navigabile più alto del mondo, e alla visita delle isole galleggianti degli Uros.

Sulle rive del lago, fiorì una grande cultura preincaica: la cultura Tiwanacu. Oggi la regione è in gran parte popolata dagli aymara che parlano una lingua diversa dai quechua. Le isole galleggianti degli Uros sono costituite da piattaforme galleggianti costruite con la “totora�, una vegetazione tipica del luogo.

Questo materiale è utilizzato da secoli per realizzare nonsolo le isole galleggianti, ma anche piccole imbarcazioni, oggetti di uso quotidiano, articoli di artigianato. Lo sviluppo del turismo ha modificato la vita reale di ogni giorno degli abitanti di queste isole. In verità, la maggior parte degli Uros oramai non vivono più sulle piattaforme galleggianti, ma le raggiungono al mattino prima dell’arrivo dei turisti. In ogni caso si tratta di un’escursione interessante perché l’ambiente, le attività e i costumi dei locali non sono diversi da quando abitavano qui in modo permanente.

Facciamo poi una breve sosta all'isola Taquile, quindi proseguiamo per l'isola di Suasi. Sistemazione all’Hotel Isla Suasi 4* e pranzo.

Pomeriggio dedicato alle passeggiate e al relax sull'isola. Possibilità di escursioni facultative in kayak. Cena in hotel.

 

Nb: il programma dell'escursione all'isola di Suasi è curato dall'hotel di Suasi ed è su base collettiva, con guida in lingua inglese/spagnola

 

Prima colazione e mattinata a disposizione per godersi l'incanto del lago.

Verso mezzogiorno, rientro in battello a Puno. Pranzo al sacco.

Sistemazione in hotel. Il pomeriggio è a disposizione per passeggiate lungo le rive del lago o per attività individuali.

Cena libera e pernottamento.

 

In mattinata partenza con mezzo privato in direzione per Cusco (Km 380, circa 8 ore di viaggio) nel paesaggio dell’arido altipiano andino.

Ci fermiamo a Pucarà, Raqchi, Andahuayllas per le visite oltre alla sosta per il pranzo.

Pucarà non è uno straordinario centro, ma ne approfittiamo per dare un’occhiata al locale museo. Raqchi è nota per i resti del Tempio di Huiracocha (Viracocha).  Andahuaylillas, offre una chiesa gesuita del XVII secolo e un’atmosfera coloniale con costruzioni di quel periodo. La chiesa conserva ricchi motivi baroccheggianti e una cappella, “la piccola Sistina�. (Di solito i richiami a opere note creano eccessive aspettative e sviliscono l’opera in questione). Il punto più elevato del percorso è il passo Abra La Raya a circa 4300 metri. E’ il confine tra la regione di Puno e di Cuzco.

Pranzo in ristorante locale durante il tragitto. 

Arrivo e sistemazione all’Hotel Agustos Urubamba 4* o similare nell’area di Urubamba, nella Valle Sacra.  Cena e pernottamento.

 

Prima colazione.

La giornata è dedicata all'escursione in alcuni villaggi andini nella Valle Sacra: Chinchero, Moray e le saline di Maras.

Chinchero, “il posto dove nasce l’arcobaleno�, è un luogo delizioso. Chiesa coloniale, resti inca, locali in abiti tradizionali, terrazzamenti… nulla manca per una piacevole sosta. Moray, strano luogo ad una quarantina di chilometri da Cuzco, è stato scoperto negli anni ’30 dello scorso secolo attraverso foto aeree che hanno individuato quei cerchi concentrici. In sostanza si tratta di terrazzamenti circolari concentrici realizzati scavando il terreno per un centinaio di metri verso il basso formando una sorta di enorme vasca a gradoni, con cerchi più grandi che vanno man mano restringendosi più in fondo. Il posto è esteticamente significativo, ma ancor più importante sembra essere la motivazione della bizzarra realizzazione. Questi andenerías, terrazzamenti, sarebbero serviti per creare più microclimi, tanti quanti sono i livelli di scavo.

Si tratterebbe di laboratori-serre per sperimentazioni agricole utili a individuare le stagioni migliori per impiantare vari tipi di coltivazioni nelle diverse regioni del Perù. I terrazzamenti, realizzati scavando il terreno e costruendo mura di contenimento, erano irrigati con complesse canalizzazioni. Permettevano la coltivazione di circa 250 specie vegetali, grazie ai variegati microclimi.

Altri studi sembrano invece dimostrare che fosse un centro astronomico finalizzato allo studio delle stagioni, che analizzava le variazioni della luce solare e delle ombre delle alture circostanti.

A Maras osserviamo pendici montane decorate da migliaia di piccoli appezzamenti allagati delimitati da muretti di contenimento. Potrebbero sembrare risaie, ma il colore biancastro di quegli infiniti rettangoli pieni d’acqua ci conferma che si tratta di saline. L’origine di quel sale non ha bisogno di interpretazioni, perché più in alto vi è una sorgente d’acqua calda con elevato contenuto salino incanalata nelle pozze. L’evaporazione dell’acqua fa emergere il sale che da centinaia di anni è raccolto manualmente dai locali.

Pranzo in corso di escursione.  Rientro in albergo. Cena libera e pernottamento.

 

Partenza con il nostro mezzo privato attraverso i bei paesaggi della Valle Sacra degli Inca, diretti alla cittadina di Ollantaytambo, tipico esempio della pianificazione urbana degli inca, ancora abitato come in passato.

Ollantaytambo, l’accesso occidentale alla Valle Sacra, il più rappresentativo villaggio della valle, chiamato semplicemente Ollanta, è sovrastato dalla fortezza inca. E’ un grande sito archeologico che, benché sia denominato "fortezza", fu un "tambo", città di ristoro e alloggio per comitive che intraprendevano lunghi viaggi.

Il tracciato delle strade acciottolate, le piazze e le fondamenta delle case sono di origine inca e mostrano una delle più significative manifestazioni dell’urbanistica di quell’epoca. Dal XIII secolo le sue viuzze, gli edifici in pietra, le opere di canalizzazione per l’irrigazione, le elaborate fiancate montane, fanno da contorno alle rovine della fortezza. Questa, pur essendo un’opera di difesa militare, era ed è ancora considerata anche luogo sacro.

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio partenza in treno turistico per Machu Picchu Pueblo. Arrivo e sistemazione all’Hotel Tierra Viva Machu Picchu 3* o similare (l’hotel si raggiunge a piedi dalla stazione ferroviaria).

Cena libera e pernottamento.

 

NB: Sul treno si può portare solo il bagaglio a mano con lo stretto necessario per una notte (max 5/8 kg per persona). Il bagaglio principale potrà essere lasciato in deposito in hotel.

 

Presto al mattino partenza in direzione di Machu Picchu a bordo dei bus che collegano Machu Picchu Pueblo all’ingresso del sito archeologico.

Nel luglio del 1911 l’antropologo-storico statunitense Bingham sale su un altipiano dove gli abitanti della zona da sempre sapevano che esistevano i resti della “città perduta degli Incas�. Vi arriva su segnalazione ed accompagnato da un contadino della zona, Melcho Arteaga. Uno degli aspetti curiosi della vicenda sta nel fatto che nessuno ancora conosce il nome vero della “ciudad perdida�. Neppure i successivi scavi e restauri hanno apportato elementi utili alla conoscenza della sua denominazione. Per tutti, dalla “scoperta� sarà solo “Machu Picchu�, che è la definizione della montagna su cui nel XV secolo fu edificata “l’ultima città degli Incas�. Costruita tra i picchi delle Ande è rimasta in parte sepolta dalla vegetazione. Ma il motivo vero per cui non era stata ritrovata dagli occidentali, sta nel semplice fatto che i resti non sono visibili dal basso, dalla vallata dell'Urubamba.

Gli Incas eseguirono opere monumentali di alto livello architettonico, che né il tempo né le calamità naturali sono riusciti a intaccare completamente. Simmetria e solidità, sofisticate tecniche costruttive della pietra dura, sono i principi in base ai quali furono edificate strutture destinate a resistere nei secoli. Passeggeremo nei luoghi più importanti attorniati da abitazioni, terrazzamenti, osservatori, monoliti, sentieri, piazze, quartieri religiosi, templi, cimiteri, mura…

Pranzo libero. Al termine della visita rientro a Machu Picchu Pueblo e nel pomeriggio rientro in treno a Ollantaytambo e proseguimento in bus per Cusco. Arrivo e sistemazione all’Hotel Casa Andina Private Collection 4* o similare. Cena e pernottamento.

 

Prima meta della giornata è Sacsayhuaman, enorme manufatto iniziato in epoche preistoriche e poi completato dagli Incas, ove è ancora oggi celebrata la cerimonia dell'adorazione del Dio Sole nella rievocazione in costume dell’Inti Raymi il 24 giugno. Lo scenario è poderoso ed è notevole l'impressione suscitata perché non si riesce a immaginare come, senza l'ausilio di macchine complesse, abbiano sollevato e collocato quei massi in modo così preciso. Sono i più maestosi resti di una fortezza inca. Tre giganteschi bastioni su differenti livelli testimoniano della tradizionale tecnica costruttiva, con i grossi macigni che si incastrano perfettamente l’uno nell’altro. Massi imponenti sono a testimoniare un antico sito, originariamente fortificazione militare e religiosa. I resti, anche se fanno comprendere la rilevanza delle strutture, costituiscono meno di un quinto dell’iniziale manufatto con macigni anche di 300 tonnellate l’uno. Parte di tale materiale è stato nel tempo usato per realizzare edifici nel centro di Cusco. Torneremo qui per assistere alla rievocazione dell’Inti Raymi e apprezzarne ancora la potenza architettonica.

Cusco si ritiene il luogo archeologico per eccellenza delle due Americhe. Ritenuta città sacra, è stata anticamente la culla dell'impero Inca e in seguito, pur cedendo rilevanza a Lima, un'importante base del dominio coloniale. Non può che trarre origine dal mito. Inti, il dio del Sole, nel XII secolo ritiene che sia giunto il momento di dare al popolo che lo adora un capo e una capitale. Così decide di creare Manco Capac. La leggenda prevede che colui che diventerà il primo Inca nasca nell’Isola del Sole, sul Lago Titicaca. A lui il dio Inti dona una verga d’oro, una specie di bastone da rabdomante, che serve a Manco Capac per individuare il luogo in cui fondare il centro del suo impero. La verga d’oro si conficca in terra proprio dove oggi sorge Cusco. Da quel momento diviene “l’ombelico del mondo�, definizione che impegnerà per sempre il nome della città. Cusco, infatti, vuol dire ombelico in lingua quechua.

L'impero di cui Cusco è stata capitale ebbe il periodo più rilevante l’ultimo secolo prima della conquista spagnola. Ciò che si sa della storia precedente della città è narrata nei “Commentari reali degli Incas�, scritti da Garcilaso de la Vega, sulla base delle narrazioni degli stessi Incas.

Da allora Cusco ha poca influenza nella storia del Perù, con l’eccezione dei moti contro la  Spagna del 1780 guidati da Tupac Amaru II e la “scoperta� nel 1911 di Machu Picchu, la cui vicinanza ha creato un flusso turistico che ha reso Cusco la meta turistica più frequentata.

Plaza de Armas è il centro da cui si dipartono stradine acciottolate e vie commerciali che percorreremo a piedi. La Cattedrale, l’Iglesia de la Compania, il Tempio di Koricancha, il Museo d’Arte Precolombiano, la pietra con i 12 lati, Plaza San Blas sono i luoghi più important che visitiamo.

In serata (ma l’ora d’inizio non sempre è prevedibile con esattezza), iniziano le manifestazioni che si concluderanno il giorno dopo con la rievocazione dell’antica Festa del Sole a Sacsayhuaman. Si tratta di sfilate delle varie congregazioni religiose che riempiono alcune delle vie centrali con costumi e ritualità assai interessanti. E’ un momento tra i più autentici dell’Inti Raymi cui chi vorrà potrà assistere seguendo l’accompagnatore.

Pasti liberi e pernottamento in hotel.

 

Oggi è il momento in cui si svolge “l’Inti Raymi�, celebrata in occasione del solstizio d’inverno. E’ certamente uno dei più coinvolgenti, coloratissimi e partecipati eventi popolari sudamericani.

Il popolo degli Incas venerava il dio Sole come massima espressione della forza celeste che aveva in mano il destino dell’uomo oltre che dell’intero universo. Da sempre il genere umano ha individuato nel sole una “potenza� cui rapportarsi per chiedere il suo intervento nel favorire l’agricoltura, fornire luce e calore. Egizi e Maya, tra gli altri, seppur in epoche, con nomi e modalità diverse, erano tra coloro che identificavano nell’astro più vicino alla terra l’essere supremo da adorare a e a cui rivolgere sacrifici.

Nel caso specifico degli Incas, la ricorrenza particolare veniva celebrata in coincidenza col solstizio d’inverno dell’emisfero sud, giorno in cui il sole è alla massima distanza dal nostro pianeta.

Gli Incas e l’Inca, astronomi e adoratori del Sole, con i riti del 24 giugno, ne propiziavano il riavvicinamento alla terra. Il problema assai sentito dal popolo andino era proprio legato al momento in cui il Sole era più lontano dalla terra. Avevano il sacro terrore che potesse continuare ad allontanarsi dal nostro pianeta sino ad abbandonare definitivamente il pianeta e i suoi figli lasciandoli senza calore, luce e soli. La festa dell’Inti Raymi aveva quindi il compito di agevolare il riaccostamento del sole per continuare a poter ricevere i suoi effetti benefici indispensabili alla vita dell’uomo.

Questa celebrazione, proibita durante l’occupazione spagnola perché ritenuta sacrilega in quanto non cattolica, assume tuttora significati di ritorno ai tradizionali valori religiosi popolari e di simbolica indipendenza dagli antichi dominatori spagnoli. Per questo, ancora oggi, migliaia di indigeni provenienti dai quattro “Suyos�, le quattro direzioni, si danno appuntamento qui.

Poncho antichi e coloratissimi, riti a noi non familiari e perciò molto interessanti, sacrifici, preghiere, simbolismi, danze, azioni sceniche ironiche, intreccio di lingue a volte assolutamente incomprensibili come il “quechua�…

Provengono da ogni parte del Perù, si concentrano nella zona della fortezza di Sacsayhuaman nelle vicinanze di Cusco, per rinnovare ogni anno il loro legame col Sole e riaffermare la fierezza della loro autonomia culturale.

Durante i festeggiamenti, i locali ballano e cantano abbigliati con i costumi tipici tradizionali che rappresentano le diverse corporazioni delle città e tribù dell’Impero Inca. In questa occasione rievocano simbolicamente l’antico rito in cui avvenivano sacrifici di animali, gestualità satiriche, danze… il tutto con modalità espressive a noi certo estranee, ma non per questo meno coinvolgenti.

La festa, ovviamente, ha sostituito la propria intrinseca sostanza puramente sacra anticamente attribuita dagli adoratori del dio sole. La presenza sempre più consistente del turismo non ha però stravolto il significato storico e religioso. Non è più un’incontaminata “celebrazione�, ma resta in ogni caso una manifestazione di non banale folclore locale.

Insomma, pur non avendo più l’originario carattere di genuino rito spirituale (del resto in quel caso non sarebbe stata certo consentita tale presenza di estranei), continua ad essere un’opportunità di incontro per genti provenienti da molti angoli del Paese, e una possibilità di conoscenza di un'importante tradizione popolare per noi occidentali.

Anche il luogo storico in cui affluiscono migliaia di indigeni e stranieri, contribuisce a rendere lo spettacolo un “evento�. Proprio di questo si tratta, una ricorrenza che ancora oggi riesce ad essere “evento�, anche perché ha come sfondo uno scenario poderoso. Massi imponenti restano a testimoniare un antico sito che originariamente era una fortificazione con una funzione militare e religiosa. Nella grande radura pianeggiante adiacente la fortezza si svolge il culmine della rievocazione della Festa del Sole. Ma gli abitanti di Cusco riempiono anche molte strade della città. Già dalla prima parte della mattinata, in genere nei paraggi della cattedrale, inizia la festa, che di fatto è il proseguimento di quella della sera precedente, e vede coinvolte molte persone abbigliate con vestiti tradizionali.  Al termine di questa fase ci si reca nei pressi della fortezza di Sacsayhuaman per assistere, da una postazione appositamente realizzata, alle rappresentazioni che rievocano l’antico rituale.

Leggero lunch box per pranzo durante le celebrazioni della festa.

Il resto del pomeriggio, se le visite previste saranno già state terminate, tempo a disposizione per approfondire qualche aspetto di Cusco che abbia particolarmente incuriosito o per girovagare in autonomia.

Cena libera e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e mattinata a disposizione. Pranzo libero.

Trasferimento in aeroporto per il volo di linea per Lima (14.35/16.07, orario soggetto a riconferma). Arrivo e proseguimento con il volo di linea per l’Italia via Madrid. Pernottamento a bordo.

 

Arrivo in Italia.


 

 

 

  1. Lago Titicaca     2. Saline di Maras     3. Festival dell’Inti Raymi

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 â€¢Privilegiamo mezzi terrestri per un approccio graduale con le altitudini ed evitare gli effetti più fastidiosi delle quote. Utilizziamo sempre bus privati e un unico volo da Cusco a Lima a fine viaggio. L’itinerario è intenso, ma con tempi ottimizzati per consentire visite adeguate e anche sufficienti occasioni di tempo libero per approcci individuali con le località visitate, per acquisti o relax.  â€¢I trasferimenti via terra possono comportare tempi - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Gruppo piccolo per garantire un contatto più approfondito con la realtà locale
  • Esperto accompagnatore dall'Italia in grado di farci apprezzare ancora di più l'Inti Raymi, il festival dedicato al Dio Sole degli Incas a cui partecipiamo

ESPERTI

  

PAOLO GHIRELLI

  • Dal 11  giugno  2019 al 26  giugno  2019

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