• ISOLE MARCHESI: LA TERRA DEGLI UOMINI

    POLINESIA

  • ISOLE MARCHESI: LA TERRA DEGLI UOMINI

    POLINESIA

    Cruise Expeditions - Crociere

    Durata 13 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 2  PARTECIPANTI
    Partenze VALIDITÁ DAL 19  gennaio  2021 AL 31  dicembre  2021

    PREZZO BASE PER 2 PERSONE:  

    4.450€

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    Polinesia

    ISOLE MARCHESI: LA TERRA DEGLI UOMINI

    Sono chiamate “la terra degli uomini” (Henua enana) in quanto risultano essere state una delle regioni maggiormente colonizzate e sottoposte ad immigrazioni. Si stima che l'uomo raggiunse le isole dell'arcipelago delle Marchesi intorno al 100 a.C., provenienti dalle isole Tonga e Samoa. Quindi la prima colonizzazione fu di tipo polinesiana. Gli spagnoli approdarono alle Marchesi molto più tardi. L'esploratore spagnolo Álvaro de Mendaña de Neira pensando d'aver raggiunto le Isole Salomone sbarcò il 21 luglio 1595. A questo gruppo di isole diede il nome di Marchese di Canete in onore del Viceré del Perù García Hurtado de Mendoza che lo aiutò a finanziare la sua impresa.
    A circa 1500 chilometri da Tahiti, le isole marchesi sono situate all’Equatore, all’estremo settentrione della Polinesia Francese.
    La natura in queste isole è la protagonista indiscussa. Esse sono estremamente montagnose ed estremamente selvagge: la presenza dell’uomo è limitata a pochi gruppi di persone che risiedono stabilmente solo in alcune di queste isole. L’intero arcipelago infatti è costituito da 12 isole di origine vulcanica e solamente sei di queste sono abitate. A seconda della posizione geografica, le isole si suddividono in gruppo nord, composto da Nuku Hiva, Ua Huka e Ua Pou e gruppo sud, composto da Tahuata, Fatu Hiva e le isolette di Hiva Oa. Caratteristica comune alle isole Marchesi è avere coste frastagliate e battute dalle correnti e di essere punteggiate da molte baie naturali.

    Noto per la tradizione artigianale, l’arcipelago risulta molto famoso per le antiche vestigia rappresentate dai monumenti tiki di Hiva Ora.
    In queste isole ha origine la sacra arte del tatuaggio, ancora oggi diffusa e praticata. Nell’arcipelago vengono ancora effettuati riti antichi, come ad esempio le caratteristiche danze. Le Marchesi risultano essere l’angolo di cultura più vivo della Polinesia.

    ITINERARIO

    Imbarco a Papeete verso le h. 10.00, sistemazione nella cabina e navigazione verso le Isole Tuamotu (orario d’imbarco: h. 7.00 – h. 9.00). L’arcipelago della Società (costituito dalle Isole Sopravento e dalle Isole Sottovento) è un insieme di isole alte tropicali circondate dalla laguna. L’isola principale è Tahiti, isola alta, con i suoi due splendidi massicci vulcanici: il più grande coronato da nuvole, si erge a più di 2.000 m. con il monte Orohena, nel cuore di Tahiti Nui, l’altro culmina a 1.300 m. con il monte Mairenui in mezzo a Tahiti. Le due isole collegate dall’istmo di Taravao, evocano una cometa di smeraldi, nell’alone turchese della loro stretta laguna. L’arcipelago della Società conta inoltre: Moorea, con i suoi picchi vulcanici che si riflettono nella acque tranquille della sua laguna, separata da Tahiti da soli 17 km. di mare profondo; Huahine, isola magica e selvaggia situata a 175 km. a nord-ovest di Tahiti; Raiatea e Taha’a, isole sacre dalle fertili vallate che condividono la stessa laguna; la celebre Bora Bora che domina l’irreale bellezza delle sue acque pescose, dei suoi “motu” ricoperti di palme e circondati da spiagge bianchissime e da giardini di corallo e Maupiti, isola del cuore, acciambellata in mezzo ad una laguna di giada. Tahiti è il cuore battente della Polinesia Francese. E’ contemporaneamente  la porta d’entrata del territorio con l’aeroporto di Tahiti Faa’a, il centro amministrativo che accoglie la capitale del paese, Papeete ed il polmone economico con il suo porto, le sue aziende ed i suoi commerci. La navigazione attraversa il braccio di mare che separa l’arcipelago della Società dall’arcipelago delle Tuamotu per approdare a Fakarava.Pensione completa e pernottamento a bordo. 
    Tuamotu è il più grande degli arcipelaghi polinesiani – le cui 76 isole ed atolli sono sparpagliati su un’area superiore a 20.000 km – è recentemente rinato a nuova vita grazie all’insediamento di circa 250 aziende perlifere ed allo sviluppo del turismo legato ai suoi tesori naturali sottomarini che lo rendono una meta da non perdere per le immersioni subacquee o lo snorkeling. Fakarava è il più grande atollo delle Tuamotu. L’intera mattinata sarà dedicata alla scoperta della sua meravigliosa laguna. A 450 km. da Papeete, l’atollo di Fakarava, antica capitale delle Tuamotu, è il secondo della Polinesia per le dimensioni. Quest’isola è rinomata per i suoi siti d’immersione eccezionali ed in modo particolare per il suo canale Nord che con i suoi 800 m. di larghezza è il più grande della Polinesia. Riserva della Biosfera Patrimonio dell’Umanità protetta dall’UNESCO, quest’isola vive oggi essenzialmente della perlicultura e di turismo. Pranzo a bordo e navigazione verso le isole Marchesi.Pensione completa e pernottamento a bordo.  
    Durante questa giornata di avvicinamento all’arcipelago delle Marchesi, è possibile rilassarsi con un libro su uno dei ponti della nave, nuotare nella piccola piscina o godere del panorama. La nave è dotata di una biblioteca nella quale si può trascorre il tempo libero per approfondire la cultura melanesiana anche parlando con lo specialista di tale cultura o con l’antropologo (a bordo di ogni crociera è infatti sempre presente un esperto della cultura delle isole Marchesi – lista degli esperti disponibile su richiesta). Anche lo staff della nave (rigorosamente polinesiano) è disponibile a dare qualsiasi informazione sugli usi e costumi della loro terra. Quasi ogni sera, lo staff intratterrà i partecipanti con canti e suoni di strumenti tradizionali (ukule). L’arcipelago delle Marchesi, con i suoi paesaggi potenti, i suoi dirupi ed i suoi picchi acuminati, le sue vallate profonde, impone la sua differenza. In queste isole ci sono poche pianure litoranee o spiagge di sabbia bianca, il loro fascino è altrove e dipende forse dalla forza della loro semplicità selvaggia. Nuku Hiva, Hiva Oa, Fatu Hiva,…per spostarsi nelle isole dai rilievi tormentati sono d’obbligo, i fuoristrada o il cavallo. Sono probabilmente proprio i loro paesaggi tormentati e maestosi, taglienti e generosi, che gli hanno valso il nome di “terra degli uomini”.Pensione completa e pernottamento a bordo. 
    Si arriva a Hiva Oa, dove guide esperte vi porteranno a visitare la baia di Puamau in cui sono stati scoperti i più grandi “tiki” della Polinesia, strane statue ai piedi delle quali sono stati posati ciottoli, che parlano ancora il linguaggio dei tempi ancestrali. Il sito della vallata di Taaoa, come quello di Hanaui, Hanapeteo o Hanatekua, annovera migliaia di antichi luoghi di culto, “mea’e”, emersi dal nulla fra i blocchi di lava. Il sito di Lipona, verosimilmente abitato dal XVo SVI secolo, è ritenuto uno dei siti più ricchi di testimonianze e di vestigia dell’antica società marchisiana. Fu per celebrare la vittoria di una tribù su un’altra che vennero edificati i grandi tiki che caratterizzano questo sito. Sul paepae Pahival (terrazza in fondo), Takaii onora la memoria di un capo guerriero famoso per la sua forza leggendaria; ricavato nel ke’etu (tufo rosso) e un po’ in disparte, un altro tiki seduto rappresenterebbe la sua sposa, Fau Poe. Sul paepae Mataeiha, all’entrata del me’ae, sono raggruppati gli elementi della vita cerimoniale: casa del massimo sacerdote, spazio per la cucina. In questo sito la vegetazione è particolarmente ricca e sono presenti pandani, alberi del pane, baniani, ma anche manghi, papaie e palme da cocco.Pensione completa e pernottamento a bordo.  
    Navigazione nella spettacolare baia di Taiohea, un gigantesco anfiteatro vulcanico dominato dalle scogliere torreggianti bagnate dalle cascate e che rappresenta una delle meraviglie dell’isola di Nuku Hiva. Nel giugno del 1842, Nuku Hiva è la prima delle isole Marchesi ad essere sulla rotta casuale della baleniera a bordo della quale il più grande romanziere del mare, Herman Melville, si appresta a scoprire un paese del quale “nessuna descrizione saprebbe renderne la bellezza”. “Grandiose” e “sorprendenti”, sono le parole che s’impongono quando lo sguardo si posa sugli strapiombi imponenti di Nuku Hiva e scivola poi lungo i loro fianchi che si tuffano nell’immensità dell’oceano. I segreti che racchiude l’isola sembrano impenetrabili, ben protetti da una vegetazione che ricopre la “Terra degli uomini” con questo velo di mistero, indescrivibile eppure ben presente. Con un fuoristrada sulle orme di Melville, lungo scoscese strade di montagna fino al villaggio di Hatiheu per visitare un sito archeologico. Pranzo nel ristorante di Yvonne, uno dei migliori delle Marchesi, dove la specialità è il maiale cotto in un forno sottoterra. Avrete modo di incontrare Yvonne che è anche il sindaco della città . Dopo il pranzo, si prosegue per la valle di Tapivai, luogo di molte leggende, cascate e fiumi segnano un percorso protetto da “tiki” scolpiti nella pietra e coperti di muschio, luoghi di culto sacri “me’ae” e immense piattaforme di pietra “paepae hiamoe” dove i Taipi costruivano le loro case. Enigmatici petroglifi di uccelli, tartarughe e pesci sacri sono scolpiti su enormi macigni. Dopo le visite, a bordo del tender dell’Aranui lungo il fiume si ritorna sulla nave, ancorata nella baia.Pensione completa e pernottamento a bordo.  
    Dal ponte della nave, ammirerete le guglie slanciate delle montagne di Ua Pou. Ogniqualvolta la nave attracca, gli abitanti delle isole ci danno il benvenuto e mentre l’equipaggio scarica le merci di vario tipo e carica i sacchi di copra (polpa secca delle noci di cocco), esplorerete la piccola cittadina di Hakahau con la sua chiesa al cui interno si trova un baldacchino in legno fatto a mano. E’ facile incontrare in questa isola alcuni intagliatori di talento. Si salirà fino in cima ad un’altura da cui avrete una vista da togliere il respiro delle montagne coperte dalle nuvole. Al ristorante Rosalie, gusterete un vero pranzo marchesiano: il frutto dell’albero del pane, alimento base della cucina delle marchesi assieme alla capra al curry, all’aragosta alla griglia, al pesce crudo marinato nel succo di lime e bagnato nel latte di cocco, il taro e le banane rosse dolci.Pensione completa e pernottamento a bordo.  
    Ritorniamo verso l’isola di Hiva Oa, per visitarne però una parte diversa rispetto all’andata. Nel piccolo e grazioso paese di Atuona, si trova ancora l’atmosfera di una sottoprefettura dell’epoca coloniale. Questo paese è ancora oggi meta di pellegrinaggio da parte degli ammiratori di Paul Gauguin che vi soggiornò dal 1901 al 1903 e di Jacques Brel che vi abitò fino al 1978. Entrambi gli artisti sono sepolti nel cimitero Calvaire che domina la baia di Atuona.Scoperta nel 1595 dal navigatore Alvaro de Mendana de Neira, l’isola di Tahuata (“aurora” in marchesiano) è la più piccola dell’arcipelago. Accessibile solamente da Hiva Oa, quest’imponente isola vulcanica dai versanti scoscesi è dominata dal monte Tumu Mea Ufa, che culmina ad un’altezza di 1.050 m. sopra alle cinque vallate selvagge che costituiscono l’isola. “E’ una delle rare volte in cui ho provato il desiderio di possedere della terra” scrisse il navigatore Alain Gerbault, sedotto dalla sabbia bianca e dalla verdeggiante vegetazione che riveste le baie gemelle di Iva Iva Nui e Iva Iva Iti. L’isola del monoi è l’unica dell’arcipelago ad essere circondata da formazioni coralline, che proteggono le sue magnifiche spiagge deserte di sabbia bianca, bagnate da limpide acque, come a Hana Moenoa. A pochi chilometri di distanza da Vaitahu, si trova il villaggio di Hapatoni, capoluogo posto sulla riva del mare, si snoda intorno ad un’ampia baia, lungo una strada costruita su un’unica pavimentazione. Case graziose, una chiesa monumentale stele commemorative conferiscono a questo villaggio una fisionomia curiosa di piccola provincia all’altro capo del mondo. Il suo centro artigianale, peraltro, ricorda che a Tahuata, quasi tutti gli uomini, giovani e meno giovani, sono scultori; questi ultimi lavorano il legno di rosa, gli ossi di cavallo oppure i rostri di pesce spada. Le sculture magnifiche, stimolano la ricerca del significato dei tradizionali motivi marchesiani. Pensione completa e pernottamento a bordo.  
    Fatu Hiva è la più meridionale, la più irrigata, la più lussureggiante, la più lontana e la più autentica isola dell’arcipelago delle Marchesi. Posta all’estremo sud dell’arcipelago, l’isola è formata da due vulcani incastonati in rilievi tormentati, scanditi dal ritmo del sole e dal passo dei cavalli in libertà. I due pacifici villaggi di Omoa e Hanavave, tagliati fuori dal mondo, al riparo di scoscese pareti rocciose che orlano lo spazio verdeggiante fino all’oceano, sono collegati da un’unica strada, che può essere percorsa in 4X4, a cavallo o a piedi. Sotto gli occhi del visitatore si stendono 17 km. di panorama indimenticabile, avvicinandosi alla baia delle Vergini, una delle baie più belle del mondo, chiamata così per i grandi picchi rocciosi che la circondano, le cui forme evocano delicate silhouette femminili. Centro artistico per eccellenza delle Marchesi, l’isola del “tapa” è il regno degli artigiani che riproducono, su stoffe prodotte dalle fibre di determinati tipi di legno, disegni ispirati agli antichi tatuaggi marchesiani. Le “mama” cui è tradizionalmente affidata la pittura su “tapa”, affiancano a questa attività quella della confezione di “umuhei”, bouquet profumati che impregnano i capelli con i loro aromi seducenti. A Omoa, dove si trova anche il primo sculture di noci di cocco, la gentilezza della popolazione lascerà indelebili nel visitatore le impressioni colorate di questa atmosfera ricca di storia.Pensione completa e pernottamento a bordo. 
    Ua Huka, con i suoi 77 km² di montagna, è una delle più piccole isole delle Marchesi. Riserva della “grande casa” degli dei a strapiombo sull’oceano, quest’universo selvaggio offre una natura preservata che alterna clivi scoscesi ad altipiani desertici. Queste ampie distese verdeggianti sono il regno delle capre e di circa 1.500 cavalli selvaggi, che pascolano lungo l’unica strada dell’isola, poco lontano dalla riserva botanica. Vero e proprio paradiso di piante tropicali, questo meraviglioso giardino completa l’arboreto, che raccoglie oltre 300 specie di alberi provenienti da tutto il mondo e la cui collezione di agrumi è la più importante al mondo. E’ sempre ad Ua Huka che si trovano i più antichi siti archeologici delle Marchesi, sperduti in mezzo ad un’abbondante manto vegetale. I misteriosi petroglifi di Vaikivi, scolpiti sulla pietra grigia, come pure i tre superbi “tiki”, che accompagnano i numerosi “me’ae” del sito di Hane invitano a penetrare la cultura marchesina, molto ben rappresentata nel museo comunale. L’arte tradizionale espressa nelle botteghe di fabbricazione degli arazzi di “tapa” (cortecce battute e decorate con motivi tradizionali) o in quelli di produzione dell’olio do monoi marchesiano “Kumu hei”, si manifesta specialmente nella scultura su legno o su pietra, specialità della regione. Gli artigiani, che lavorano sia il legno di “miro” o di “tou” sia la pietra vulcanica o l’osso, realizzano dei “Tiki”, delle lance o delle mazze.Pensione completa e pernottamento a bordo.  
    Intera giornata di navigazione che potrà essere dedicata al relax, bagni di sole, letture, riposo, approfondimento della cultura locale.Pensione completa e pernottamento a bordo.  
    Il “grande cielo”, Ra’roa in paumotu, una linea di orizzonte che si perde all’infinito, una laguna turchese con aree di mare interno. È l’atollo dei superlativi ed è anche il più vasto della Polinesia: le terre emerse dell’anello corallino si estendono per 78 km da nord-ovest a sud-est e potrebbero contenere l’isola di Tahiti. Questo atollo delle Tuamotu settentrionali è considerato un paradiso per i subacquei – una fama internazionale legata alle ricchezze della fauna della barriera corallina di grosse specie (squali, delfini, mante). Alcuni resti litici dei marae e delle fosse per uso agricolo, tendono a dimostrare che Rangiroa fu popolata intorno al X secolo e che possedeva almeno sei villaggi. La tradizione orale riporta di una grande cataclisma che, introno al 1560 avrebbe distrutto le costruzioni della parte occidentale dell’atollo. Nel XVI secolo Rangiroa tessé importanti relazioni con le altre isole delle Tuamotu settentrionali e con l’arcipelago della Società.Pensione completa e pernottamento a bordo. Nota bene: cambio stopover alle Isole TuamotuDa Novembre 2020 ad Aprile 2021 e da Novembre 2021 a Dicembre 2021, la sosta all’Isola di Rangiroa sarà sostituita dall’ atollo di Makatea. Più vicina alle stelle, così si può definire l’isola di Makatea, il cui cielo splendente ha una luminosità unica, grazie alla sua lontananza dal mondo e all’abbandono in cui versa. Abbandono, sì, perché quest’isola – elevata, non un atollo –  appartenente all’arcipelago delle Tuamotu (che vanta altre 77 formazioni madreporetiche a forma di anello irregolare) ha avuto un passato glorioso.Situata a circa 200 km a nord est di Papeete è un’isola diversa dalle altre a causa della sua morfologia e della sua nascita. 7 kmx7 km, una specie di mezzaluna irregolare o piuttosto un fagiolo, con scogliere di circa 80 m sul mare,  Makatea è in realtà un antico atollo che si è sollevato a causa dei movimenti tettonici. la parte superiore di Makatea è quindi l’antica “bacinella” della laguna, che col tempo si è riempita di resti di materiale organico marino che si é trasformato in fosfato, utilissimo fino a pochi anni fa nella produzione di fertilizzanti. Dall’inizio del 1900 agli anni 50, Makatea è stato il cuore economico della Polinesia ed i fosfati si esportavano nel mondo intero. L’unico treno mai esistito in Polinesia era appunto qui e serviva al trasporto del prezioso materiale dalla zona interna sino alla darsena.  
    A poco più di un’ora d’aereo da Tahiti, Bora Bora è un’isola di 29 kmq. Le fanno da contorno una laguna tre volte più grande delle altre e una barriera corallina piena di isolotti che le hanno dato il nome di “perla del Pacifico”. Fa parte del gruppo di isole sottovento nell’arcipelago della Società ed è sicuramente l’isola più visitata della Polinesia francese. Sicuramente la sua laguna è uno dei motivi principali che spinge la maggior parte dei visitatori a raggiungere quest’isola. Secondo la leggenda gli dei avrebbero creato Vavau (il “primogenito”, antico nome di Bora Bora) prima delle altre isole: Mai te po ra (“uscita della notte, mondo degli dei”) sarebbe così diventato Pora Pora, poi Bora Bora. Popolata a partire dal IX secolo, l’isola occupò un posto preponderante nello spazio politico e religioso della Polinesia fino al XVIII secolo: il re Puni di Faanui l’unificò nel XVIII secolo e conquistò le altre isole Sottovento esclusa Huahine. James Cook fu il promo europeo a sbarcare a Bora Bora nel 1769. Tapo II vi regnò dal 1812 al1860, mentre nel 1818 ebbe inizio l’evangelizzazione dell’isola. Dal 1961 il turismo diventa la punta di diamante dell’economia locale, con la costruzione dei primi bungalow di lusso su palafitte. Vero e proprio acuqario, la vasta e profonda laguna di Bora Bora possiede una flora e una fauna particolarmente ricche. Nelle sue acque è possibile ammirare le evoluzioni di una moltitudine di pesci lagunari ma anche razze manta, razze leopardo, squali pinna nera…Pensione completa e pernottamento a bordo. 
    L’arrivo a Papeete è previsto verso le h.9.30 del mattino. 

    Perchè con Kel12?

    Viaggio che esplora la parte più remota della Polinesia e anche quella meno turistica. Navighiamo con l'Aranui 5, una nave cargo/passeggeri che oltre ad essere il modo migliore per conoscere tutte le Isole Marchesi, è ancora oggi il mezzo utilizzato per far arrivare in queste isole la maggior parte delle merci.  

    Esperto Kel 12

    Dal 6  febbraio  2021 al 18  febbraio  2021

    Dal 20  febbraio  2021 al 4  marzo  2021

    Dal 6  marzo  2021 al 18  marzo  2021

    Dal 20  marzo  2021 al 1  aprile  2021

    Dal 8  aprile  2021 al 20  aprile  2021

    Dal 24  aprile  2021 al 6  maggio  2021

    Dal 22  maggio  2021 al 3  giugno  2021

    Dal 10  giugno  2021 al 22  giugno  2021

    Dal 26  giugno  2021 al 8  luglio  2021

    Dal 15  luglio  2021 al 27  luglio  2021

    Dal 5  agosto  2021 al 17  agosto  2021

    Dal 21  agosto  2021 al 2  settembre  2021

    Dal 18  settembre  2021 al 30  settembre  2021

    Dal 7  ottobre  2021 al 19  ottobre  2021

    Dal 23  ottobre  2021 al 4  novembre  2021

    Dal 6  novembre  2021 al 18  novembre  2021

    Dal 27  novembre  2021 al 9  dicembre  2021

    Dal 16  dicembre  2021 al 28  dicembre  2021

    Approfondimenti di viaggio

    Viaggiare in tempo di Covid19 (aggiornato ad ottobre 2020) L'attuale protocollo delle autorità sanitarie della Polinesia francese prevede che venga eseguito un test RT-PCR nasofaringeo negativo entro 72 ore prima della partenza aerea dal paese di origine e un altro autotest 4 giorni dopo l'arrivo (un kit e la procedura è data in aeroporto all'arrivo) che può essere eventualmente presa a bordo e trasmessa dall'Aranui al laboratorio di Tahiti. Aranui adotta un’ulteriore procedura [...]