KARAKORUM HIGHWAY, SUL TETTO DEL MONDO

CINA KIRGHIZISTAN PAKISTAN

  • KARAKORUM HIGHWAY, SUL TETTO DEL MONDO

    CINA KIRGHIZISTAN PAKISTAN

    Viaggi con Esperto
    Durata 18 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 12  partecipanti
    Partenze
      2024
    • Dal 2  settembre  al 19  settembre  
      In conferma

    A PARTIRE DA:  

    4.950€

    Kirghizistan - Cina - Pakistan

    KARAKORUM HIGHWAY, SUL TETTO DEL MONDO

    La Karakorum Highway, o Zhong-Pa gong lu, grande strada sino-pakistana, come dicono i cinesi, è il cammino che permette alla Cina occidentale di sboccare sull’oceano. L’unico. L’alternativa, da Kashgar, è un treno lungo più di quattromila chilometri, fino a Pechino. Per questo è stata costruita.

    È un viaggio sul tetto del mondo, su e giù per le montagne più alte e le vallate più scoscese, per mano con i fiumi del mito, lungo una rotta che collega l’Asia Centrale, quella nomade, ex sovietica, con il bacino del Tarim e il deserto del Taklamakan, e poi questo con le propaggini più settentrionali del subcontinente indiano, dove le vette aguzze delle catene maggiori dell’Himalaya si stemperano nelle opulente pianure dell’Indo. Sono i luoghi del Great Game, la guerra di spionaggio consumatasi a cavallo tra il XIX e il XX secolo tra Regno Unito e Russia per il controllo dell’Asia Centrale. Luoghi del sogno e del mistero. Per chi è stanco di aspettare. Che l’ora giusta per partire in quella zona può non arrivare mai. La strada è il leitmotiv del nostro viaggio.

    Itinerario di viaggio

    Al mattino partenza dall’Italia per Biškek via Istanbul con volo di linea. Arrivo a Bishkek dopo la mezzanotte. Incontro con la guida locale, parlante inglese, che ci accompagnerà in hotel. Pasti a bordo. Pernottamento in hotel. 
    In tarda mattinatya, dopo la prima colazione, visita della capitale kirghiza, con i suoi punti nevralgici: il monumento a Manas, l’eroe nazionale kighizo, il Museo Statale di Storia, la Piazza Ala Too, la Piazza Vecchia con l’edificio del Parlamento e la Piazza della Vittoria. Biškek è caratterizzata da grandi boulevard ed edifici di epoca sovietica ed oltre ad essere la capitale del Paese ne è il principale centro industriale. Sebbene non sia una città particolarmente interessante, come sempre uno sguardo alla capitale consente di introdurci a molteplici aspetti del Paese che ci accingiamo a visitare. Pensione completa e pernottamento in hotel. 
    Dopo la colazione lasciamo Biškek per dirigerci verso il Lago Son Kul (gli ultimi 90 Km del percorso sono su sterrato).Lungo il percorso sosta alla Torre di Burana, che grazie a un buon restauro di epoca sovietica è possibile visitare. Il minareto fu costruito nella città di Balasagun, una delle capitali dello stato di cultura turca karakanide dell’XI-XII secolo. Se possibile visitiamo il piccolo museo locale (non sempre aperto); si potranno anche osservare le “balbas”, antiche tombe dei Turkic, antico quanto esteso gruppo etnico i cui discendenti popolano ancora numerose aree asiatiche, dalla Mongolia al cuore dell’Asia Centrale.Proseguiamo quindi per il villaggio di Kochkor dove potremo pranzare e condividere qualche ora con le famiglie kirghize del luogo. In questa zona gli abitanti vivono ancora secondo gli usi semplici della tradizione e questa è un’opportunità di conoscere la loro vita quotidiana, il loro lavoro. I villaggi della vallata sono noti per la produzione di “airan”, lo yogurt, e “kumis”, bevanda nazionale a base di latte di cavalla fermentato, mentre le donne sono abili tessitrici e lavorano abilmente la lana di pecora per ottenere variopinti tappeti. Nel tardo pomeriggio arrivo al secondo grande lago del Paese, il lago Son Kul. Sistemazione in campo di yurte, le tipiche tende dell’Asia Centrale, rifugio delle genti del Tian Shan, fatte di legno, feltro, lana di pecora e tappeti (i servizi, essenziali, sono in comune). Cena e pernottamento al campo. Le yurte sono le tipiche tende dei nomadi della steppa dell’Asia centrale. Hanno la struttura in legno rivestita di feltro e il pavimento ricoperto di tappeti; alte e spaziose assomigliano a vere e proprie abitazioni, vi si sta comodamente in piedi e sono dotate di materassi, lenzuola,cuscini e coperte. Permettono di assaporare fino in fondo l’atmosfera e la cultura dei nomadi. 
    Colazione e mattinata dedicata a esplorare i dintorni del lago Son Kul e a conoscere le famiglie nomadi kirghize che vi abitano. Qui è facile incontrare famiglie di allevatori nomadi con le loro tende di feltro da cui fuma quasi sempre un focolare, i loro recinti, i loro cavalli. Visiteremo una famiglia, ne saluteremo decine. Dopo il pranzo viaggeremo tra i monti della catena Tian Shan, le “Montagne Celesti”, fino a Naryn.  Il cuore montagnoso del Kirghizistan offre splendide vallate, cascate, canyon, formazioni rocciose d’ogni tipo, con panorami da riempire gli occhi e il cuore. Non è raro incontrare anche luoghi di sepoltura. Preferiscono riposare accanto una strada o un fiume, i kirghizi, per non smentire il loro animo nomade. In tombe in muratura, stabili, creano uno strano contrasto con la loro vita da viandanti L’arrivo è previsto in serata nella cittadina di Naryn. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Oggi ci attende una lunga e bellissima giornata! Siamo pronti per il grande balzo verso la Cina. Ma prima faremo una sosta a Tash Rabat, caravanserraglio del XIV secolo. Edificio in pietra restaurato con cura, questo caravanserraglio ospitava i mercanti che, con i loro animali, si muovevano lungo la Via della Seta. Le sue origini si perdono nel tempo, sebbene l’evidenza dei reperti archeologici suggerisca che il sito fosse occupato già a partire dal X secolo. Saliremo poi verso il Torugart Pass (3750 m), la nostra porta per il Regno di Mezzo. Il tragitto è affascinante. Sono zone desertiche, montane, aspre. Verso la frontiera ancor di più. I Monti Celesti intorno e sullo sfondo, la strada dritta, evanescente, il filo spinato per lunghi chilometri in mezzo al nulla. Dopo At Baši diventa una pista sassosa e da qualche tempo può anche essere piena di camion diretti, come noi, alla frontiera. Sì, perché lassù entriamo in Cina, nella provincia dello Xinjiang Uyghur. Dopo le formalità doganali kirghize, la nostra guida kirghiza ci accompagnerà per un pezzo fino alla cima del passo, all’interno di una zona neutrale di sette chilometri, quella che divideva i due giganti d’Asia, due mondi. Sull’altro versante della montagna incontreremo la guida cinese, ci registreremo e ripartiremo verso Kashgar. La strada oltreconfine è tutta un cantiere, segno della modernità cinese che avanza. A fine giornata, sbrigate le formalità doganali cinesi lungo la strada, arriveremo a Kashgar. Pensione completa. Pernottamento in hotel.  
    La leggendaria città-oasi di Kashgar è la più occidentale di tutte le città cinesi posta ai margini del bacino del Tarim prima che i contrafforti dei Tien Shan e del Pamir si uniscano creando una barriera formidabile ad ogni comunicazione. Qui le due Vie della Seta, quella meridionale proveniente da Dunhuang e quella settentrionale proveniente da Turfan, si congiungevano e da qui la vecchia rotta carovaniera puntava verso gli alti passi dell'attuale Tagikistan e quindi scendeva nella valle di Fergana e poi verso Samarcanda. Meno battuta, ma ugualmente importante, un'altra strada carovaniera attraversava il Pamir poco dopo l'attuale Tashkurgan e qui attraversando una regione culturalmente tibetana raggiungeva infine la valle dell'Indo e, di qui, le grandi città commerciali della Persia. L’antico splendore di Kashgar è ormai scomparso da lungo tempo, ma la città continua ugualmente a possedere un’insolita forza di attrazione, unico avamposto della civiltà a separare i deserti dello Xinjiang dai picchi ghiacciati del Karakorum. Il continuo flusso di popolazione cinese con le scuse più diverse sta ormai trasformando anche Kashgar in una città a popolazione mista, con l'elemento cinese ormai in procinto di diventare maggioranza su uiguri, tagiki, uzbeki e kirghizi. Oggi, oltre a riposarci dopo i primi intensi giorni di viaggio, visiteremo la città con la tomba di Abakh Hoja (Xiang Fei in cinese), un santo sufi del XVII secolo e la grande Moschea del XV secolo che richiama nel portale centrale la grande arte timuride di Samarcanda e Bukhara. Pensione completa e pernottamento in hotel. 
    La domenica è il giorno del mercato settimanale di Kashgar. Se è vero che la Cina ha invaso di merci moderne il mercato tradizionale, è anche vero che tra le tante mercanzie alcune resistono all’omologazione, i cappelli, le pelli e alcuni tessuti locali, ma la parte del mercato rimasta più autentica è quella popolare e contadina, quella del mercato del bestiame dove pastori e mercanti si avvicendano intorno a una pecora in una danza antica di trattative fatte di gesti, di occhiate indifferenti, di strette di mano che si ripetono uguali da secoli. Dedicheremo tutta la mattinata al mercato. Dopo il pranzo ripartiamo diretti al passo Khunjerab. È proprio a Kashgar che comincia la KKH (KaraKorum Highway), che arriva fino ad Abbottabad, oltre le montagne, già verso la capitale del Pakistan. Tra Kashgar e il passo faremo molte soste fotografiche. Ogni momento è buono. Una delle principali sarà quella sul lago Karakul, ai piedi del Muztagh Ata (7546 m), il “padre delle montagne”, una delle vette più elevate della zona. La strada da Kashgar al confine è d’una varietà infinita, piena di sorprese. Di certo incontreremo gli accampamenti di pastori tagiki, che quassù vengono a passare l’estate prima della grande transumanza di settembre, quando tornano a valle. Ci saranno greggi, cammelli battriani, dzu (specie di piccoli yak), caffetani, copricapi, barbe. Passeremo accanto al triplice confine, dove la Cina incontra il Tagikistan e l’Afghanistan. Così fino a Tashkurgan, l’ultima cittadina prima del confine. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Breve visita panoramica della città, dove pare sia passato anche Marco Polo, venendo però dall’Afghanistan. Ora è la capitale del territorio autonomo concesso ai tagiki cinesi. È all’uscita da questa città che ci saranno anche i controlli doganali e di polizia per continuare ed essere autorizzati a valicare il passo, a monte di una cinquantina di chilometri. Poi, saliamo finalmente al passo Khunjerab (4693 m). È una salita lenta e appassionante, fino alle casupole di frontiera cinese e pakistana. Sarà un passaggio radicale, come quello dal Torugart. Oltre il valico la strada comincia a scendere ripida. Cambia tutto, non solo la gente. È uno spartiacque deciso e le montagne, da questa parte, sono umide e scoscese. Il primo abitato sarà Sost, dove si sbrigheranno le formalità pakistane, saluteremo la nostra guida cinese e conosceremo quella pakistana, con cui poi concluderemo il tour. Lì pranzeremo e proseguiremo verso la valle dell’Hunza lungo il ghiacciaio Batura (il secondo più lungo al mondo, 76 km), attraverso i villaggi di Passu e Gulmit, e lungo le rive del lago Attaabad, tragicamente creato nel 2010 da una devastante frana. Arrivo in serata a Karimabad, già Baltit, sede di un importante forte. La valle dell’Hunza fu per più di un millennio uno stato indipendente, anche se altalenante tra varie alleanze con i giganti intorno, come la Cina, per esempio, e poi l’India britannica. Questo, fino alla sua annessione al Pakistan (1947) e soprattutto all’anno 1974, quando l’allora presidente pakistano Ali Bhutto decise di abolire quel tipo di regime, molto diffuso nelle Northern Areas (i Territori del Nord), e incorporare tutti i vari territori, staterelli all’interno dello stato democratico.Tutto il viaggio di oggi sarà molto fotogenico, con diversi picchi da ammirare, come il Jagged Tupupdan Sar, i Passu Peaks, le Gulmit Towers, ecc. Pensione completa. Pernottamento in hotel.   
    L’escursione alla magnifica vallata di Nagar, dominata dai monti Rakaposhi (7788 m), Diram (7266 m) e un’altra manciata di ‘Settemila’, prenderà tutta la mattinata. Anch’essa formava un principato autonomo, che seguì le stesse sorti di quello dell’Hunza. Rientriamo a Karimabad per il pranzo e visitiamo la fortezza di Baltit e il bazar. All’ora del tramonto ascesa all’Eagle Nest, da dove si godono panorami d’eccezione. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Prima di lasciare Karimabad, visiteremo i villaggi della zona, come Altit, con la sua fortezza, prima residenza dei mir, i sovrani della valle dell’Hunza, prima che traslocassero nella più recente fortezza di Baltit. Altro villaggio interessante è Ganish, che si dice essere il primo insediamento della Via della Seta lungo la valle dell’Hunza. Un villaggio denso di storia, con edifici lignei d’epoca e antiche torri di guardia. Ricominceremo quindi la nostra discesa verso sud. Seguiremo la KKH fino a Gilgit, che visiteremo nel pomeriggio. Sarà forse possibile anche assistere a una partita di polo, uno degli sport più importanti della regione (ne verificheremo la fattibilità in loco). Gilgit è il luogo dove lasceremo temporaneamente la KKH per prendere verso est, verso il Kashmir. Poco dopo la città esiste una targa che indica il punto in cui la catena del Karakorum si unisce ad altre due tra le cordigliere maggiori del pianeta: Himalaya e Hindukush. Un luogo suggestivo. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Cominceremo la giornata di mattina presto, imboccando la lunga deviazione verso sud-est, lungo la valle dell’Indo, per esplorare il Baltistan, che comprende l’Azadi Kashmir, il Kashmir Libero. È una zona delicata, che confina con il Kashmir indiano, più a meridione, un territorio da decenni conteso tra i due grandi paesi del subcontinente. Ma è pure un’altra delle regioni che vogliono dare spettacolo, adiacente al grande Parco Naturale del Karakorum centrale. L’arrivo è previsto nel pomeriggio a Skardu. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Questa giornata ci porterà prima a Shigar, per la visita della fortezza, da poco restaurata e trasformata in un hotel, delle piccole moschee e quindi alla nostra meta, Khaplu, il tutto esplorando la zona e le montagne intorno. Il villaggio è situato in un punto molto aperto, affacciato alla confluenza della valle di ben tre fiumi, Shyok, Hushe e Saltoro, il che lo rende particolarmente interessante. Anche il villaggio in sé riserva diversi gioielli, come lo stesso forte, trasformato come il precedente in hotel, diversi edifici e moschee antiche. È chiamato Piccolo Tibet, per la sua popolazione proveniente da queste regioni, e sempre fu a presidio degli accessi del vicino Ladakh, l’altro Piccolo Tibet della zona. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Partenza per Machlu, dove oggi ci attendono magnifiche visioni (sperando in una bella giornata e nel cielo terso). Machlu è una delle tante zone da cui partono lunghi trekking sulle montagne. Continueremo quindi in jeep verso Hushe, seguendo dapprima il fiume Shyok e puntando poi verso nord. Il luogo è davvero panoramico, il villaggio si trova infatti a più di 3000 metri su un terrazzo pianeggiante, ed è l’ultimo della valle, il più remoto, con una vista spettacolare sulla piramide del Masherbrum (7821 m) e sui ghiacciai circostanti. Il villaggio è molto semplice e composto da una cinquantina di case, ma la gente è cordiale e ospitale, avvezza ad accogliere i trekkers e gli alpinisti che tentano la scalata alle grandi cime dei dintorni.Visita alla piccola scuola e pranzo in semplice guest-house. Nel tardo pomeriggio rientro a Khaplu. Cena e pernottamento in hotel (Serena Khaplu Palace 3* o similare). 
    Lasciamo Khaplu per rientrare a Skardu, lungo l’unica strada di collegamento, già percorsa all’andata. Potremo utilizzare il pomeriggio per bighellonare nel bazar, visitare il Manthal Buddha e salire a piedi alle rovine del Forte di Kahpochu (salita a piedi di circa 30 minuti) per un ultimo sguardo ai bei panorami della valle. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Riprendiamo la Karakorum Highway in direzione di Chilas. La strada taglia i fianchi delle montagne in fondo alle quali scorre l'Indo, e costeggia il versante nord del maestoso Nanga Parbat (8125 metri) che potremo ammirare sperando in una giornata di bel tempo. Chilas è una tappa fondamentale della strada carovaniera che collegava la pianura a Gilgit. Già nel II secolo a.C. un importante ramo della Via della Seta passava di qui collegando la Cina con il regno di Gandhara. Su questa strada passavano mercanti, missionari, studenti, pellegrini e invasori. La sua lunga storia è testimoniata dalle numerose incisioni rupestri che si possono osservare lungo tutta la Karakorum Highway. Le incisioni raffigurano soprattutto animali, uomini, scene di caccia, ruote, Buddha, stupa e se ne osserva la più alta concentrazione proprio nei pressi di Chilas.Pensione completa e pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza per Islamabad. Ci attende un lungo percorso  alla fine del quale ci lasceremo definitivamente alle spalle la Valle dell’Indo. Percorriamo la vecchia strada dell’Indo attraverso il Babusar Pass, a quota 4175 metri verso la Valle di Kaghan. Con un po’ di fortuna possiamo incontrare gli accampamenti dei nomadi che si spostano con i loro animali negli alti pascoli dell’Hazara. Costeggiando il Lago Lulusar raggiungiamo il villaggio di Naran (2400 m), il centro più attivo della valle. Continuiamo ad avanzare verso sud in direzione della conca di Abbottabad, attraverso un bel paesaggio montano di foreste di pini, interrotte da laghi azzurri. Percorrendo la strada tra i boschi, s’intravvedono in alto le vette innevate del Koh-i-Makra (3900 m) e del Malika Parbat (5290 m), il monte più alto della Valle di Kaghan. Il nome della città di Abbottabad, la più popolosa toccata dalla KKH, ricorda il capitano James Abbottabad, primo Deputy Commissioner dell'Hazara, dove era giunto come consigliere dei Sikh. Numerosi reggimenti e l’Accademia Militare Pakistana hanno i loro quartieri qui. Oltrepassata Abbottabad il paesaggio si fa collinoso, salutiamo la KKH e proseguiamo verso Islamabad. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Prima colazione in hotel. Poco distante da Islamabad visitiamo il sito archeologico di Taxila (V sec a.C - V sec. d.C), per uno sguardo sulla cultura ellenistica e buddhista della zona. Dario I di Persia annesse Taxila all'impero achemenide nel 518 a.C., Alessandro il Grande la conquistò nel 326 a.C., lasciandovi una guarnigione di macedoni che perdettero la città nel 317 a.C. a beneficio di Chandragupta Maurya, che conquistò tutto il Punjab, e dei suoi successori tra i quali il nipote Ashoka che la trasformò in un fiorente centro di studio buddhista. Il sito fu in continua espansione tra il V e il I secolo a.C. diventando, con Peshawar, uno dei due principali centri del Regno di Gandhara. Posto nel punto di congiunzione di tre importanti rotte commerciali, svolse anche un ruolo economico e militare molto importante. Nella zona furono fondati diversi centri abitati. Visitiamo il museo che raccoglie una ricca collezione di arte Gandhara. Sono inoltre esposti oggetti che raccontano la vita degli abitanti dell'antica Taxila, utensili, monete, pesi, gioielli e monili, giocattoli. Fra i vari reperti, un ombrello di pietra che svettava un tempo sopra uno stupa, e statue che ci illustrano quale fosse l'abbigliamento degli abitanti. Terminata la visita, rientriamo a Islamabad. Nel pomeriggio ne visitiamo i luoghi più significativi, come la grande moschea di Shah Faisal, una delle più grandi dell’intera Asia. Ampi viali alberati e quartieri ariosi caratterizzano questa città ordinata, molto occidentale e poco orientale, architettata in maniera razionale quando, negli anni Sessanta, fu tirata su dal nulla per sostituire la troppo isolata Karachi nel ruolo di capitale. Tempo a disposizione per acquisti o, se le condizioni lo permetteranno, per dare uno sguardo alla vicina città di Rawalpindi.Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Sveglia in piena notte per il trasferimento in aeroporto e il volo di rientro in Italia via Istanbul. Pasti a bordo.      Campo di yurte, Lago Son Kul   2. Mercato di KashgarKarimabad, Valle dell’Hunza 

    Perché con noi

    • Siamo stati tra i primi a tornare in Pakistan e, insieme ai nostri Esperti, che ben conoscono la Karakorum Highway e questa parte di mondo, abbiamo costantemente perfezionato la nostra proposta. • Il viaggio prevede le migliori sistemazioni disponibili e permette di visitare le zone più spettacolari lungo la Karakorum Highway, che percorriamo interamente da nord a sud.

    I nostri esperti

    PAOLO BROVELLI

    Dal 2  settembre  2024 al 19  settembre  2024

    Approfondimenti di viaggio

    Il viaggio è programmato con voli da Milano Malpensa con Turkish Airlines (o può essere utilizzata altra compagnia IATA in caso di cambi operativi o disponibilità). La partenza da Roma Fiumicino è possibile su richiesta senza supplemento tariffario. La partenza da altri aeroporti italiani è possibile su richiesta e aggiungendo il relativo supplemento.  Un viaggio composito che attraversa tre Paesi diversi, complicato e non per tutti. Necessita di una buona capacità di adattamento, [...]