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  • INDIA DEL SUD: KARNATAKA E KERALA

    INDIA

  • INDIA DEL SUD: KARNATAKA E KERALA

    INDIA

    icona orologio 14 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   9  novembre    al   22  novembre  
    • 2021

    • Dal   8  novembre    al   21  novembre  
    Sistemazioni
    Land Expeditions - Viaggi con Esperto

    Il Karnataka è l’India della quiete, poco frequentata dal turismo. Un terra di grandi templi e complessi rupestri, distese coltivate a spezie e caffè e gole scavate da fiumi. Un’area prevalentemente rurale, ideale per immergersi in una cultura millenaria. Al contempo ricca di siti archeologici, i più affascinanti del Paese. Dalla raffinatezza architettonica all'essenza della natura, lo Stato del Kerala, dove l'influenza del mare e della montagna - continua -

    A PARTIRE DA: 3.700 €


    ITINERARIO

    Partenza con voli di linea per Mumbai via Dubai o altro scalo. Arrivo dopo le due di notte, dopo il disbrigo delle formalità dingresso si procede verso lalbergo.

     

    Mumbai è una città di 23 milioni di abitanti. L’ aeroporto si trova alla periferia del centro coloniale e un trasferimento comporterebbe diverse ore nel traffico cittadino, ciò rende impossibile prevederne la visita in una mattinata.

    Dopo il pranzo si lascia l’ albergo per raggiungere nuovamente l’ aeroporto per il volo nazionale che porta ad Hubli, nello Stato del Karnataka. Hubli è un centro moderno e modesto, da qui una volta arrivati si intraprende il viaggio che ci condurrà fino a Badami, il primo centro interessante nello sviluppo delle visite del Karnataka. Sono tre ore circa di trasferimento in pullman tra la località di partenza e quella di arrivo. Si arriverà a Badami dunque in serata. Essendo una località poco frequentata dal turismo, l’ albergo è una sistemazione semplice, molto utile, ma per nulla lussuosa. L’ uso della rete wi-fi è limitata alla sola area della reception. Le camere non dispongono di asciugacapelli.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

    Con questa giornata inizia una serie di visite di un interesse e di una bellezza architettonica veramente inaspettate. Il sud dell’ India è ancora una volta la testimonianza di quanto grande e ricco sia il patrimonio storico di questo Paese. Si lascia Badami dopo la colazione e dopo, poco più di una ventina di chilometri di strada attraverso le campagne, si raggiunge il sito di Pattadakal. Dal punto di vista architettonico (in un arco di tempo che va dal VI al XIII secolo) questi primi siti sono il paradigma della espressione più genuina dell’ architettura del sud dell’ India conosciuta col nome “Vesara”. Come si avrà modo di vedere nello svilupparsi del viaggio, questa tendenza artistica, che rappresenta la fase iniziale della fusione tra lo stile del sud e quello del nord, darà vita a strutture dalla raffinatezza indescrivibile.

    “Pattadakal” è un termine in lingua locale antica che viene tradotto  approssimativamente come  “ Luogo dell’ incoronazione nella valle rossa”.

    Il sito architettonico è lungo la riva del fiume Malakkava. Uno straordinario insieme di strutture, tutte con l’ ingresso rivolto ad oriente, tutte quante, aggregate, raccolte in uno spazio limitato e coeso. La bellezza di questo luogo è anche nella natura del colore della pietra: il colore ocra dei templi si pone in contrasto con l’ azzurro del cielo dando quell’ effetto di tridimensionalità e di profondità del dettaglio che si imprime profondamente nella fotografia

    Una volta terminate le visite di questo insieme si parte alla volta di Aihole che dista poco più di una decina di chilometri. Il percorso si sviluppa in un’area che presenta formazioni montagnose e lontane barriere verticali come falesie erose dal corso di antichi fiumi.

    Il sito di Aihole che si raggiunge dopo appena venti minuti di strada, si pone in modo completamente diverso da Pattadakal. Qui vi sono templi a grotta, templi ormai inglobati nella semplice architettura del villaggio e poi un insieme raccolto di basse strutture che sono per gli studiosi di architettura indiana una sorta di caposaldo per lo studio dell’ evoluzione architettonica di queste aree.

    Al termine della visite si ritorna per il pranzo in albergo.

    Dedichiamo il pomeriggio alla visita delle magnifiche grotte di Badami fino al tramonto sui templi sulla riva del lago. Badami è una cittadina in parte modernizzata ed in parte rimasta molto ancorata alle abitudini di vita più tradizionali dell’ India. Il quartiere più antico del nucleo è quello che si sviluppa  presso la  parte sacra e storica. Una rupe erosa a forma di ferro di cavallo contorna un piccolo lago artificiale. Le pareti rosate di arenaria cadono verticalmente sul bordo dell’acqua dove un tempio, della stessa materia delle pareti rocciose e dello stesso colore, si riflette nella superficie piatta del lago. Sul fianco sud-orientale del ferro di cavallo, a metà altezza, si intravedono, dal lago, gli scavi delle grotte. La visita di questi lavori non è faticosa, l’ altezza della salita non è troppo impegnativa. Si tratta di una sequenza di quattro grotte scavate a diversi livelli di altezza della parete. I lavori di scavo sono molto antichi, vengono collocati tra il V ed il VI secolo. Le prime tre grotte sono dedicate a divinità induiste mentre l’ ultima è del culto jainista. Anche questi lavori sono impressionanti! Le due più grandi hanno spazi molto ampi, ricavati nel fianco della roccia. Al loro interno vi sono sequenze di grandi pilastri dalla forma quadrata oppure rotonda sfaccettata con capitelli di fogge diverse.  Sulle pareti frontali, in una serie di altorilievi, sono rappresentate le figure divine o le loro manifestazioni.  Insomma, la sola descrizione non può rendere la  complessità di tali lavori. Il sole al tramonto inonda  di rosso le pareti verticali, il tempio sulla riva ed l’ acqua  stessa del lago.

    Cena in hotel.

     

    La mattina si lascia l’ albergo di Badami per intraprendere il trasferimento in autobus verso il centro di Hampi. Sono circa 200 chilometri di strada ed occorrono quattro ore per compiere il percorso. In questa parte di territorio le campagne sono generalmente più piatte di quelle che invece si troveranno in una seconda fase del viaggio. Coltivazioni di pianura come soia, arachidi, girasole,anacardi, sesamo, peperoncino, cotone, sorgo e mais accompagnano il trasferimento. Nel sud dell’ India come in tanta parte del Paese non esistono delle vere e proprie autostrade; si tratta in genere di “superstrade” a due corsie per senso di marcia oppure semplici strade regionali, a doppio senso, come collegamento tra città e città.

    Si arriva per il pranzo all’ albergo di Hampi, una struttura sicuramente più adeguata alle aspettative del turismo occidentale rispetto alla sistemazione di Badami.

    Siamo al centro di tante storie leggendarie. Tante storie narrate sui bassorilievi dei templi di tutta l’ India ci conducono qui, la leggendaria terra di Kishkinda, tanto cruciale nella storia epica del Ramayana.

    Dedicheremo il pomeriggio all’ escursione verso il sito di Anegundi. Appena sopra il centro archeologico di Hampi, sullo sperone a pochissimi chilometri di distanza, si trovano i resti di questo sito che la leggenda lega alla storia di Hanuman, rappresentato in forma di scimmia, uno degli attori fondamentali della storia di Rama.

    Il sito di Anegundi, anch’esso come Hampi riconosciuto dall’ Unesco quale Patrimonio dell’ Umanità, essendo un tantino defilato rispetto al cuore di Hampi è piuttosto tralasciato dal turismo. Grazie a questa mancanza di attenzioni, questo antico villaggio fortificato ha mantenuto un aspetto più popolare, più genuino; dettaglio quest’ultimo che si coglie soprattutto nei momenti di grande flusso del turismo indiano.

    Al termine della escursione si rientra in albergo. Cena e pernottamento.

     

    Il sito archeologico di Hampi è una sequenza di ambienti sacri e ambienti civili unica in tutto il grande e immensamente ricco territorio indiano. Qui non si tratta di un insieme di templi o di antichi palazzi in rovina come spesso se ne possono incontrare in altri Stati indiani; qui si è nel cuore di una ricchissima capitale medievale, al centro di interessi religiosi e commerciali molto importanti.

    Vi sono testimonianze di viaggiatori occidentali tra il 1400 ed il 1600, che hanno lasciato descrizioni preziosissime per la ricostruzione della vita reale di Hampi prima del suo abbandono.

    Un italiano, Niccolò Conti, passato nella città di Hampi nel 1420, ne descrive la sua estensione, la sua forza militare, la potenza del suo re, il numero enorme delle mogli che teneva a corte…sono descrizioni che lasciano pieni di stupore. Ma come Niccolò Conti abbiamo racconti di un inviato persiano Abdul Razzaq nel 1442, di un inviato portoghese Duarte Barbosa nel 1501 e così di seguito perché sono tante le testimonianze di viaggiatori provenienti dalla sponda marina occidentale ad aver raggiunto questo sito.

    La nostra giornata è una camminata di alcuni chilometri da un sito sacro ad un altro, dal passaggio sulla collina rocciosa al pianoro lungo la riva del fiume, dai resti di un mercato ad un altro.

    Le strutture più grandi e complesse sono quelle sacre che pur essendo oggi considerate “monumenti” continuano a mantenere al loro interno un sancta sanctorum dove i bramini officiano per i pellegrini indù.

    Mattinata molto suggestiva tutta quanta dedicata al settore del sito che includeva gran parte degli templi e delle aree commerciali.

    La testa importante all’ inizio della camminata è il grande tempio Virupaksha e la fine è il tempio Vittala, anch’esso grande e famoso per la straordinaria struttura del carro di pietra trainato dagli elefanti.

    *(NB: per chi non potesse compiere tutto il tragitto a piedi si può organizzare un trasferimento in parte in bus e auto elettrica per non perdere la visita delle  strutture principali del sito)

     

    Al termine della mattinata si interrompe la visita per la pausa pranzo.

    Nel pomeriggio continueremo le visite, toccando tutte le rovine delle strutture che componevano quella che era la parte residenziale con la sala delle assemblee, la terrazza reale, il palazzo sull’ acqua, le stalle degli elefanti di corte ed ancora alcune strutture sacre che ovviamente neanche in questa parte non potevano mancare.

    Giornata intensa e ricchissima di scorci paesaggistici, dettagli architettonici e tanta storia tra leggenda e realtà.

    Dopo il tramonto si rientra in albergo per la cena e il pernottamento.

     

    E’ la giornata dedicata ad uno dei trasferimenti più lunghi del viaggio. Il percorso da Hampi, passando per la fortezza di Chittradurga, fino al posto di arrivo che è Chikmagalur conta quasi 300 chilometri.

    Il tragitto nelle prime ore della mattinata taglia una fascia di territorio piuttosto brullo e diremmo inusuale per lo Stato del Karnataka, poi piano si addentra tra formazioni montagnose che in lontananza interrompono l’ orizzonte. E’ la morfologia territoriale più adatta per la costruzione di una fortezza solida e inespugnabile, infatti si arriva presso il centro di Chittradurga dove ci fermiamo per fare la visita dei resti di quella che era una fortezza impressionante. Abbiamo viaggiato circa per tre ore dal momento della partenza.

    Il centro abitato ai piedi della collina rocciosa del forte seppure non sembri grande gode di un traffico caotico e tipicamente indiano.

    Una serie di rampe rocciose portano all’ ingresso vero e proprio dell’ antica cittadella.

    La storia dell’ esistenza di un luogo fortificato è testimoniata da alcune iscrizioni che risalgono al tempo della dinastia Maurya quindi già più di duemila anni fa, ma le rimanenti strutture e la sua forma attuale risale al 1500 e resistette come tale fino all’ occupazione inglese.

    Dopo la visita, faremo la sosta in un ristorante locale, molto semplice, per il pranzo.

    Nel pomeriggio continuiamo il trasferimento in un ambiente che cambia e diventa più armonioso, più verde con sfumature più avvincenti.  Si va verso le terre fertili delle coltivazioni di canna da zucchero, zenzero, palme da cocco e palme da noce di Betel.

    Verso sera si giunge nella zona di Chikmagalur, area leggermente collinare, dove si trova l’ albergo che farà da base di partenza per le visite dei complessi architettonici successivi.

    Cena e pernottamento in Hotel.

     

    Si apre il sipario verso un’altra giornata incredibile: territorio collinare, vegetazione accogliente, piantagioni di caffè, Palme da cocco e gli incredibili siti archeologici di Belur e Halebid.

    Sono strade asfaltate, strette, ma le distanze da percorre nella giornata non sono lunghe.

    Con questi templi del XIII secolo, troviamo l’ apice della raffinatezza artistica raggiunta dalla dinastia Hoysala. E’ veramente difficile fare un paragone tra il livello di questi templi ed altri disseminati sul territorio indiano. Di fronte ai lavori sulla pietra e nella pietra dei templi di Belur e Halebid il pensiero corre alla grandezza artistica raggiunta dagli artisti alla scuola del regno Chandela di Khajuraho.  Chi tra gli appassionati di India non conosce Khajuraho, il simbolo dell’eccellenza scultorea nell’ India del XI secolo?

    Le facciate perimetrali dei templi di Belur e Halebid propongono sculture tridimensionali con dettagli ornamentali incredibili, irripetibili. Una abilità artigianale nel cesellare la pietra che non si trova forse da nessun’altra parte. Le forme femminili, le posizioni della danza, della musica, della leggiadria e poi le innumerevoli storie delle narrazioni epiche e le storie delle divinità sono raccontate in una infinita serie di altorilievi.

    Il tempio di Belur è molto suggestivo come insieme poiché completamente inserito nel cuore della cittadina stessa, diciamo che non vi è soluzione di continuità tra esterno ed interno e, nonostante ovviamente la differenza delle linee architettoniche, non vi è nulla di artificioso

    Al termine della visita continueremo verso la cittadina di Hassan per la sosta pranzo presso l’ Hoysala Village, un lodge inserito in un contesto botanico molto curato e importante.

    Nel pomeriggio ci dirigiamo verso il tempio di Halebid. E’ il secondo esempio dell’alto livello artistico già descritto per la narrazione del tempio di Belur.

    Anche qui la perfetta finitura di certi dettagli non è facilmente descrivibile. Le colonne degli interni non sono quadrate ma rotonde con scanalature circolari cosi profonde e perfette che non sarebbero fattibili con un semplice scalpello. In verità sia a Belur sia ad Halebid ci troviamo di fronte ad un materiale molto particolare: la “Steatite”, comunemente detta “Pietra Saponaria”, che avendo in sé una grande quantità di talco risulta  molto plasmabile e lavorabile (anche al tornio ).

    Al termine della visita si rientra in Hotel a Chickmagalur che si trova già sulla nostra traiettoria. Cena e pernottamento.

     

    E’ la seconda giornata con un importante trasferimento. Sono 210 chilometri circa dal punto di partenza al punto di arrivo, che è la città di Mysore, ma nel mezzo faremo sosta per una visita completamente diversa da ciò che si è visto fino ad ora: il sito sacro di Sravanabenagola. Collocato in un contesto paesaggistico articolato, il tempio più importante di questo luogo si eleva sulla cima di una collina granitica e guarda dall’ alto il lago ai suoi piedi ed villaggio che ne contorna i bordi.

    Sravanabenagola è un centro di culto jainista. La statua che si eleva sul picco della collina rocciosa è parte della collina stessa poiché è il suo stesso granito che è stato scavato e scolpito, nell’ arco di dodici anni. La figura scolpita è  Balùbali, un asceta jainista la cui dedizione ed irremovibilità nella meditazione è rappresentata dai vegetali rampicanti scolpiti sulle sue gambe e sulle sue braccia. Il blocco venne scolpito nel 981 dC ed ha un’altezza di quasi 18 metri.

    La salita che porta alla statua è una scalinata di, si dice, 614 gradini, ma in verità molti gradini sono di pochi centimetri, puri sbalzi della roccia. Tutta la salita va fatta senza scarpe, è un luogo sacro di pellegrinaggio ed è senz’altro un’esperienza interessante.

    Durante questa giornata, non avendo ristoranti di appoggio lungo il tragitto, faremo un pranzo picnic.

    Nel pomeriggio si continua verso la città di Mysore dove si arriverà presumibilmente nel tardo pomeriggio.

    Cena e pernottamento in Hotel.

     

    Appena terminata la colazione si lascia la città per raggiungere il tempio di Somnathpur, ultimo gioiello architettonico del viaggio in Karnataka e si continua poi verso le rovine dell’ antica fortezza di Srirangapatnam.

    Della fortezza come struttura non rimangono che resti diroccati di mura all’ interno dei quali il villaggio si è sviluppato. Era una fortezza in pianura, non sopraelevata, e se non fosse per la testimonianza fisica dei suoi bastioni quasi non la si potrebbe indovinare. La parte più interessante di quel che resta è il  tempio Sri Ranganathaswamy, tutt’ ora vivo e centro importante di pellegrinaggi . E’ un tempio con delle parti interne molto antiche ed è punto di riferimento speciale per coloro che prediligono tra le altre divinità, la figura del dio Visnu.

    Una volta conclusa la visita, si fa ritorno verso Mysore per il pranzo a picnic.

    Dedicheremo il pomeriggio alla visita della parte interna del Palazzo del Maharajah. Questo complesso, completato  nel primo decennio del 1900  dal Maharajah della dinastia Wodeyar di Mysore, è  considerato una delle più grandiose  residenze reali di tutta l’ India. Il suo è uno stile “Indo-saraceno” rielaborato dall’ inglese Henry Irwin che ne fu l’ architetto.

    Al termine delle visite si rientra in hotel per la cena ed il pernottamento.

     

    Lasciamo Mysore in mattinata per una nuova destinazione Wayanad, un nuovo Stato: il Kerala; un mondo diverso dove la Natura con il suo verde e i suoi diversi piani di sfumature è la vera artefice del nuovo percorso. Ci si lascia alle spalle i grandi lavori architettonici con le loro immense storie, i loro significati reconditi e la loro filosofia e ci si addentra nel tema della natura che incontrastata plasma il paesaggio e le sue bellezze e che non ha mai  intrinsecamente valori ambigui o opinabili.

    Occorrono tre ore di strada per raggiungere l’ area di Wayanad, famosa per essere uno degli spazi paesaggistici più belli del Kerala. Il territorio si sviluppa in livelli montagnosi distribuiti tra una quota di 700 metri fino ad una quota massima di 2100. Il distretto di Wayanad è considerato uno degli otto poli di biodiversità più importanti al mondo e come tale è riconosciuto dall’ Unesco.

    Il passaggio attraverso questo ambiente ci conduce fino alle grotte di Edakkal, grotte naturali e sicuramente, come testimoniano alcuni graffiti, usate come ripari naturali dalle popolazioni durante il paleolitico ed il neolitico. Il sito stesso delle grotte offre panorami spettacolari sull’ ambiente circostante.

    Al termine della visita si continua verso l’ albergo.

    Pranzo in ristorante o a picnic e cena in Hotel.

     

    Da Wayanad, la mattina, con un percorso di circa due ore si raggiunge Calicut dove prendiamo il treno veloce per il trasferimento verso Cochin, sulla costa del Mare Arabico, e dove si giungerà verso sera.

    Il centro di Cochin è famoso per il suo passato legato alla storia coloniale ed alla storia del commercio delle spezie. Dal punto di vista paesaggistico, la zona di Cochin è conosciuta per la rete di canali del suo entroterra.

    Cochin è il punto finale di questo nostro viaggio.

    Pranzo al sacco, cena e pernottamento in Hotel.

     

    Trasferimento al mattino verso Alleppey, dove ci si imbarca su una Houseboat per la navigazione nelle “Backwaters”, così come viene denominata la rete di canali che si insinuano nella terra ferma.

    E’ un momento della visita del territorio di Cochin molto classico e molto rilassante.

    Avremo pranzo a bordo e nel pomeriggio, utilizzando delle barche più piccole, navigheremo in alcuni canali stretti per cogliere al meglio la bellezza paesaggistica dell’ ambiente e la sua vita giornaliera.

    Cena e pernottamento a bordo della “Casa galleggiante”.

     

    La mattina, dopo la colazione, si lascia la “Casa galleggiante” e si ritorna verso Cochin. Arrivo, sistemazione in Hotel e pranzo.

    Dedicheremo il pomeriggio alla visita della parte coloniale della città ovvero il quartiere di Fort Cochin. Si visita il palazzo olandese di Mattancherry, del XVI secolo con i suoi dipinti murali molto ben conservati, poi la sinagoga al centro del quartiere ebraico nel cuore del commercio delle spezie ed infine la chiesa di S. Francesco, che è la chiesa  cristiana più antica dell’India e  la basilica della Santa Croce, costruita dai portoghesi nella metà del 1500.

    Al termine delle visite si rientra in Hotel.

    Cena e camere a disposizione fino al trasferimento in aeroporto. Volo di rientro in Italia via Dubai o altro scalo.

     

    Arrivo in Italia.


     

     

     

     

    1, Mysore Palace  2. Hoysaleshvara Temple – Halebidu   3. Sravanabelagola

     

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILEPromuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre.Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, in cui si - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

     

    • Il percorso include i siti archeologici più affascinanti dell'intero sud dell'India, in una regione poco battuta dai circuiti turistici
    • Sistemazioni di ottimo livello, alcuni resort e boutique hotel di grande fascino

    ESPERTI

      

    GIOVANNI DARDANELLI

    • Dal 9  novembre  2020 al 22  novembre  2020
    • Dal 8  novembre  2021 al 21  novembre  2021

    GALLERY