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KASHMIR, ZANSKAR, LADAKH E IL FESTIVAL DI NAROS NASJAL

INDIA LADAKH

icona orologio 15 GIORNI
minimo 10 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   7  agosto    al   21  agosto  

Kashmir, Zanskar e Ladakh. Tre regioni ai piedi dell’Himalaya. Da esplorare in un itinerario che porta tra verdi vallate e passi di montagna, strade panoramiche sopra i quattromila metri e monasteri buddhisti. Un viaggio che inizia dal Kashmir, tra boschi e prati fioriti, giardini amati dagli imperatori mughal e cielo perennemente color cobalto. Un paesaggio che non si dimentica facilmente. Questo tour in fuoristrada prosegue tra colline, campi di riso, boschetti di noci e cespugli di - continua -

A PARTIRE DA: 3.600 €


ITINERARIO

Partenza al mattino con volo di linea Lufthansa da Milano Malpensa a Delhi via Monaco. Arrivo in nottata. Una volta terminate le formalità di ingresso, trasferimento e sistemazione all’hotel Holiday Inn New Delhi Airport.

Situato a pochi chilometri dall’aeroporto di Delhi, questo albergo 5 stelle si trova in una posizione ottimale soprattutto ai fini del nostro itinerario; si tratta di una struttura moderna e funzionale che offre ogni comfort. Buffet internazionale molto ricco e curato.

 

Al mattino trasferimento in aeroporto e partenza per Srinagar (1730 metri slm). All’arrivo trasferimento e sistemazione nelle  houseboat, le case galleggianti cullate dalle acque dei laghi Dal e Nagin, che divennero numerose verso la fine dell’800, in quanto il maharaja della città non permetteva agli inglesi di possedere dimore fisse nella valle. Oggi conservano il fascino “old England”. Siamo nel Kashmir, sulla cima dell’India, una valle tempestata di boschi, di paesini sospesi in un cielo perennemente cobalto e di prati fioriti. Questa fu la zona preferita dagli imperatori mughal che fecero costruire attorno al lago Dal quattro romantici giardini. Il pomeriggio è dedicato alla visita di Srinagar, la “città felice della bellezza e della conoscenza”, affollata e pittoresca, immersa in un’atmosfera tipicamente centro-asiatica, eppure i suoi abitanti sembrano distinguersi da quelli del resto dell’India, tanto che le vie che portano a sud vengono sempre indicate come “quelle che riportano in India”. Sulle rive del Dal visiteremo il giardino Shalimar, voluto dall'imperatore Jahangir  per la sua regina Nur Mahal. Pensione completa a bordo delle houseboat (2 o 3 in base al numero dei partecipanti) e pernottamento.

Le camere delle houseboat sono spaziose e arredate con mobili in stile, seppur non lussuosi; sono dotate di ventilatore a pale da soffitto e di bagni con vasca, lavandino e wc, con acqua corrente fredda e tiepida. L’elettricità è fornita sulle 24 ore e generalmente  c’è connessione wi-fi. Ogni houseboat è dotata di sala da pranzo, soggiorno e piccola veranda esterna con vista sul lago.

Le camere all’interno delle houseboat dispongono di letto matrimoniale.

 

 

Si risalgono i fianchi della valle, dove si trovano  i marg, i vasti alpeggi, per giungere a Gulmarg (2.690 m.), il "Prato Fiorito", una rientranza di forma circolare che domina la valle principale del Kashmir. Nelle giornate limpide, i panorami sono superbi: colline, campi di riso, boschetti di noci e cespugli di more selvatiche. I fianchi delle montagne sono ricoperti da grandi foreste d'abeti argentati, sicomori e betulle, è uno degli ultimi avamposti di una natura incontaminata e sontuosa. Rientro a Srinagar.

Pensione completa (pranzo in ristorante, cena e pernottamento in houseboat).

 

Si parte presto al mattino per l’esperienza indimenticabile di assaporare un giro sul Lago in shikara (imbarcazione simile alle nostre gondole). Su questo lago intere comunità vivono da secoli a bordo di case galleggianti, senza necessità di scendere mai a terra. I mercanti, il dottore, il sarto, tutto arriva navigando. Particolarmente suggestivo è il mercato degli ortaggi, su barche -bancarella, all'alba nel mezzo del lago. Proseguimento per Kargil. L'arrampicata su per le montagne comincia subito, appena lasciata Shrinagar. Prima tappa, un'ottantina di chilometri e mille metri più in su: Sonamarg, letteralmente "passo d'oro", ultimo centro abitato del Kashmir. Dopo di che, la strada comincia il suo vertiginoso zig zag verso il passo di Zoji-La (3450 mt), che segna il passaggio tra il panorama del Kashmir, con la flora montana e i larici alpini, e quello assolutamente privo di vegetazione del Ladakh. Kargil, ad un’altitudine di 2750 metri sulle rive del fiume Suru, era un punto di transito sulla rotta carovaniera verso la Cina, il Tibet e lo Yarken fino al 1949. Si entra in Ladakh. Qui le vette più elevate del mondo fanno da quinta a deserti lunari attraversati dal corso settentrionale dell’Indo. Terra di campi di grano, d’orzo e di miglio, terra di monasteri arroccati sulle colline.

Sistemazione all’hotel Zojila Residency di Kargil, un albergo molto semplice e modesto. Pranzo in ristorante; cena in albergo.

 

Il paesaggio della Valle di Suru da Kargil a Rangdum è un paradiso di vegetazione e di acqua che scorre impetuosa nel fiume e nei canali d’irrigazione. Man mano che si sale, lungo la strada stretta che segue le pieghe della roccia, i villaggi si fanno sempre più minuscoli, pugni di case di mattoni di fango nascoste tra campi di grano e boschetti di pioppi. Dietro una curva, la valle si allarga inaspettatamente, chiusa in fondo dal bastione dell’Himalaya: le due vette del Nun-Kun con i loro settemila metri, annunciano l’ingresso nel regno delle nevi. Sosta nel villaggio di Sanku, il più grande della zona con un bel bazar ricco di negozi e ristorantini e nel villaggio di Panikhar, all’ombra del massiccio Nun-Kun. La Valle di Suru è abitata ancora da musulmani, ed il confine religioso lo si raggiunge a Rangdum dove bandiere di preghiera, stupa ai bordi della strada e case in stile tibetano ne sono la testimonianza.

Pranzo picnic a Parkachik. Cena e pernottamento in campo tendato mobile a Rangdum (tenda tipo canadese con materassino, lenzuolo e piccolo cuscino).

 

Visita al monastero di Rangdum, che regna solitario tra le pasture degli yak ricche di stelle alpine. Fu fondato nel XIX secolo su una collina rocciosa nel cuore della valle. Partenza per il villaggio di Sani. Superato il Pensi La (4400 metri), punto più alto del viaggio, si entra nella valle dello Zanskar. Lungo il percorso visita allo spettacolare monastero di Zongkhul costruito intorno a due grotte che la leggenda vuole siano state il luogo di meditazione del famoso maestro Naropa, autore del testo sui sei yoga, una delle guide esoteriche principali utilizzate ancora oggi dagli yogi tibetani. Le pareti delle grotte conservano antichi dipinti attribuiti a Zadpa Dorje, celebre pittore dello Zanskar nel XVIII secolo. Pranzo picnic. Cena e pernottamento in campo tendato mobile a Tungri, a 5 Km da Sani (tenda tipo canadese con materassino, lenzuolo e piccolo cuscino).

 

Nota: questa sistemazione di campo rimarrà stabile anche per le tre notti seguenti.

 

 

Abbarbicato su una superficie rocciosa che si affaccia sul villaggio sottostante, che appare come un’oasi, troviamo il pittoresco monastero di Tongde. Siamo sulla strada tra Padum e Zangla. Lo Zanskar è una valle del Ladakh, una delle più antiche regioni abitate del mondo, con valli selvagge e solitarie a più di 4000 metri nel cuore dell'Himalaya. Il suo nome deriva dal fiume che l’attraversa, affluente dell’Indo. E’ popolata da circa 14000 persone di origine tibetana e di stretta osservanza buddhista. Quello di Tongde è il secondo complesso monastico per grandezza di tutto lo Zanskar ed è abitato da una comunità di una sessantina di Lama. La salita al monastero è un po’ faticosa ma la splendida vista dall’alto ripaga totalmente della fatica per raggiungerlo. Proseguimento per Tsazar per ammirare gli affreschi di squisita fattura nel vecchio monastero ed arrivo a Zangla, nella zona più a nord della vallata. Zangla fu governata da un re fino a 20 anni fa. Il vecchio castello in rovina domina la valle dalla cima di una collina. Nelle vicinanze si trova un vecchio convento di monache buddhiste che merita una visita per osservarne l’austero stile di vita.

Pranzo picnic. Cena e pernottamento in campo tendato mobile a Tungri.

 

A Sani protetto da un muro di cinta ed ombreggiato da rari alberi, vi è l’antico monastero che custodisce una statua dell’antico predicatore Naropa totalmente coperta da veli e lo stupa con i resti di Kanishka, un maestro che visse intorno all’anno mille; alcuni degli affreschi che emergono dalla penombra degli interni di questo luogo suggestivo sono attribuiti a Zadpa Dorje. Immediatamente fuori dal complesso monastico si trova un vecchio cimitero circondato da un anello di antiche sculture di pietra, che riflettono l’influenza artistica indiana. Al mattino si assisterà alle rappresentazioni sacre del Naro Nasjal, importante celebrazione religiosa in cui viene evocata la presenza di Naropa con le danze dei lama in un tripudio di colori. Al pomeriggio partenza per Karsha (18 km), un villaggio ricco di alberi e coltivazioni. Già da lontano appare davanti ai nostri occhi il più grande monastero Gelugpa dello Zanskar del XII secolo, fondato da Pagpa Sherap ed oggi abitato da più di 150 monaci. Il monastero ha diverse cappelle, quasi 150 celle per i Lama residenti, molti oggetti di grande valore artistico come statue e manufatti in rame e bronzo. Di particolare interesse è il Lhabrang, un ampio tempio le cui pareti sono decorate ancora con gli affreschi datati oltre 300 anni.

Pranzo, cena e pernottamento in campo tendato mobile a Tungri.

 

Oggi, secondo e ultimo giorno delle celebrazioni, è il clou del festival perché  viene esposta la  veneratissima  statua di Naropa e le danze rituali proseguono fino al pomeriggio. Nel XI secolo, dopo essere stato abate di Nalanda, l’università monastica indiana più importante di quei tempi, il maestro soggiornò a lungo nell’eremo di Dzongkul, vicino a Sani per realizzare gli insegnamenti mistici ricevuti dal suo Guru Tilopa. Al termine del suo ritiro la popolazione di Sani e i monaci lo implorarono di restare ma, non potendo accontentarli, Naropa lasciò all’abate di Sani un’immagine di sé grande come un chicco di grano che avrebbe sostituito la sua presenza fisica nel villaggio. Prodigiosamente la minuscola statua crebbe da sola di dimensioni, diventando grande più di una spanna, fatta di oro e abbellita con pietre preziose, e venne custodita e venerata a Sani per i secoli seguenti finché non fu trafugata da un musulmano che, per paura dell’ira della popolazione, la gettò nel fiume Doda. La statuetta fu miracolosamente ritrovata lungo la riva da un monaco e da allora è custodita nel tempietto all’interno del recinto sacro del villaggio.

Pranzo, cena e pernottamento in campo tendato mobile a Tungri.

 

La zona di Tungri, Sani e Padum è l’area più profonda, raggiungibile con le macchine, del territorio dello Zanskar. Da questo punto comincia il ritorno verso la vallata dell’Indo, il cui bacino è il grande raccoglitore delle acque che provengono da tutte le vallate a meridione e a settentrione del suo corso.

Si spende la giornata viaggiando verso Parkachik dove si arriverà nel pomeriggio. Sistemazione in campo tendato mobile (tenda tipo canadese con materassino, lenzuolo e piccolo cuscino).

Pranzo picnic. Cena al campo.

 

Si prosegue per Lamayuru. Sulla strada sosta per la visita a Mulbekh dove, oltre alla statua rupestre del Buddha Maitreya che molti archeologi considerano essere non più tarda del V secolo, si trovano due monasteri posti su di un vicino ripido colle. Andando avanti verso Lamayuru si entra nella “valle della luna”, dove le bizzarre erosioni, secondo la tradizione, indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione, ragion per cui quest’oasi è considerata una terra pura. Visita del monastero, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano il villaggio circondato da montagne completamente desertiche; è uno dei contesti naturali più pittoreschi del Ladakh.

Pranzo picnic. Cena e pernottamento all’hotel Moonland, un albergo semplice e modesto.

 

Si parte per Dha (85 km) per entrare in contatto con la comunità dei Drok-pa e condividerne la vita nei villaggi. Questo popolo si distingue per razza e cultura dagli altri popoli del Ladakh. I villaggi da loro abitati sono solo 5, la loro comunità è dunque molto piccola, hanno tratti somatici puramente indo-ariani che hanno conservato inalterati attraverso i secoli. Le loro pratiche culturali e religiose si avvicinano maggiormente all’antica religione animista, conosciuta come  Bonchos . Dopo la visita ai villaggi si prosegue alla volta di Uleytokpo.

Pernottamento all’Ule Ethnic Resort, in accoglienti cottage. Pranzo picnic; cena al Resort.

 

Sulla strada per Leh vi sono dei monasteri che meritano di essere visitati. Il primo che si incontra, sulle rive del fiume Indo, è il santuario di Alchi, uno dei più antichi del Ladakh. Secondo gli storici, il monastero fu fondato nell’XI secolo da Kal-dan Shes-rab, un nobile tibetano che si trasferì in questa regione per sfuggire alla corrente induista e islamica. Per questo qui si trova uno squisito sapore tibetano. Likir, conosciuto anche come Klu-Kkhjil (che significa “spiriti dell’acqua”) fu in seguito dedicato all’ordine monastico dei “berretti gialli”. Questo monastero contiene enormi immagini d’argilla del Buddha, numerosi manoscritti antichi e una vasta collezione di thanka. L’ultimo monastero è quello di Phyang, che possiede tre templi principali.  Arrivati a Leh (3500 metri slm) sistemazione in uno dei migliori alberghi della città, The Zen Ladakh, ottima struttura in posizione centrale. Pranzo in ristorante. Cena in albergo.

 

Trasferimento all’aeroporto e partenza per Delhi. Sistemazione in camere ad uso giornaliero all’Holiday Inn New Delhi International Airport (le camere sono disponibili normalmente solo dalle ore 12.00). In serata ci si trasferisce in aeroporto per il volo diretto in Italia.

Pensione completa.

 

Viaggio notturno per Monaco e coincidenza per l’Italia con voli Lufthansa. Arrivo a Milano Malpensa in mattinata.


 

 

 

 

1. Interno monastero a Mulbekh  2. Paesaggio verso Uleytokpo  3. Lago Dal

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 La data del Festival, basata sul calendario lunare, può variare fino all’ultimo momento e talvolta senza preavviso.L’altitudine, seppur mediamente inferiore a quella di altri paesi himalayani, può dare nei primi giorni un lieve fastidio.I trasporti in Kashmir e Ladakh saranno effettuati con fuoristrada tipo Toyota Innova (o similare) utilizzati con un massimo di 3 passeggeri + autista. Ci preme segnalare che l’utilizzo di comode vetture con soli tre passeggeri a bordo, permette di - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Si utilizzano comodi fuoristrada con soli tre passeggeri a bordo e, per ciascuno, il posto vicino al finestrino garantito
  • Il viaggio si svolge in occasione del festival di Naro Nasjal nel monastero di Sani, il più antico della regione

 

ESPERTI

  

GIANCARLO D'ANNA

  • Dal 7  agosto  2019 al 21  agosto  2019

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