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LA VALLE DELLO ZANSKAR, IL LADAKH E IL FESTIVAL DI NAROS NASJAL

INDIA LADAKH

icona orologio 15 GIORNI
minimo 10 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

Kashmir, Zanskar e Ladakh. Tre regioni ai piedi dell’Himalaya. Da esplorare in un itinerario che porta tra verdi vallate e passi di montagna, strade panoramiche sopra i quattromila metri e monasteri buddhisti. Un viaggio che inizia dal Kashmir, tra boschi e prati fioriti, giardini amati dagli imperatori mughal e cielo perennemente color cobalto. Un paesaggio che non si dimentica facilmente. Questo tour in fuoristrada prosegue tra colline, campi di riso, boschetti di noci e cespugli di - continua -

A PARTIRE DA: 3.600 €


ITINERARIO

Partenza al mattino con volo di linea Lufthansa da Milano Malpensa a Delhi via Francoforte o altra compagnia IATA, secondo il volo riconfermato. Arrivo in nottata. Una volta terminate le formalità di ingresso, trasferimento e sistemazione al Pullman New Delhi Aerocity.

Situato a pochi chilometri dall’aeroporto di Delhi, questo albergo 5 stelle si trova in una posizione ottimale soprattutto ai fini del nostro itinerario; si tratta di una struttura moderna e funzionale che offre ogni comfort.

 

Prima colazione in albergo e trasferimento in aeroporto per prendere il volo diretto Leh. Dopo poco più di un’ora di volo, osservando dall’alto le cime himalayane coperte di neve e ghiaccio, si giunge nella capitale dell’antico regno del Ladakh, posta a 3.500 metri di altitudine. Trasferimento in albergo.

Sistemazione al The Zen Ladakh Hotel (www.thezenladakh.com), un buon albergo di recente costruzione classificato tra i migliori di Leh.

Aperta al turismo solo nel 1974, la città di Leh oggi accoglie numerosi viaggiatori provenienti da tutti i paesi del mondo, ma i suoi abitanti non sembrano aver modificato molto il loro modo di vivere, forse perché, fin dal passato sono stati abituati a vedere passare e soggiornare nella loro capitale stranieri provenienti dai quattro angoli dell’Asia. Infatti, la città ebbe un passato prestigioso e fu attraversata per lungo tempo dalle carovane, trovandosi nel cuore d’importanti vie di comunicazione. La sua posizione geografica la rese un centro privilegiato di scambi commerciali, lungo la via di comunicazione che collega il Kashmir all’Asia Centrale. Le carovane provenienti dalla Russia, da Kashgar e dal Turkestan si riunivano  a Khotan prima di arrivare a Leh. Lhasa, la capitale del Tibet, era collegata a Leh attraverso una strada che costeggiava il versante nord dell’Himalaya. Nel bazar di Leh si poteva vedere una folla pittoresca dove, i colori incredibili dei costumi tradizionali si mescolavano al cangiante dei turchesi che ornano le acconciature delle donne ladakhe. A causa dei problemi sorti nello Xinjiang alla fine degli anni trenta, gli scambi economici tra il Kashmir e l’Asia Centrale si arrestarono bruscamente e, durante la Seconda Guerra Mondiale le frontiere diventarono impenetrabili. Se verso la fine degli anni ’70 la città presentava ancora l’aspetto delle città d’oasi dell’Asia Centrale, dalla metà degli anni ’80, si è modernizzata.

Pomeriggio a disposizione per riposo e acclimatamento.

Pensione completa in albergo.

 

Iniziamo con la visita al Gompa di Samkar, a 3 km da Leh, residenza ufficiale del capo dei Lama del Ladakh. Il tempio principale ricorda quello di Spituk e vi si trova una statua di Vajrabhairava. All’interno, una cappella con le statue di Tsong Khapa e dei suoi discepoli principali. Nel portico si possono ammirare i Re delle quattro direzioni, una Ruota della Vita e il Vecchio uomo di lunga vita. I muri della galleria che si trova sotto il tempio mostrano illustrazioni della vita monastica. Un tempio, sotto il portico, contiene una copia di Kanjur e dei Buddha del passato, del presente e del futuro.

Proseguiamo con la visita del palazzo-fortezza che domina la città di Leh. Costruito nel 1600, nell’epoca in cui il re del Ladakh dominava su quasi tutta la totalità del Tibet occidentale, il palazzo rappresenta un esempio notevole d’architettura monumentale, allo stesso modo del Potala di Lhasa che fu costruito tra il 1645 e il 695 dal Quinto Dalai Lama. Nonostante sia circondato dalle montagne che lo fanno sembrare più piccolo di quanto non sia, rapportato su scala umana è veramente imponente. Infatti, la sua facciata principale è larga circa 60 metri e alta 58 m. Si erge per nove piani e la sua costruzione fu voluta dal re Senge Namgyal. È rimasto disabitato dal 1834, quando la famiglia reale fu deposta e si trasferì a Stok. Il palazzo di Leh fa parte di un insieme di costruzioni che occupano la cima del Namgyal Tsemo. Questo insieme comprende appunto la fortezza, edificata nel 1520 da Tashi Namgyal, il Gonkhang, il Tempio delle divinità Guardiane, edificato dallo stesso re, di colore rosso che contiene un’immagine di Mahakala con sei braccia. Più in basso si trova il tempio dedicato a Maitreya (il Buddha del futuro). Lungo il crinale si possono vedere i resti di diverse torri di guardia. Sul versante meridionale del crinale si trova un chorten, sopra il quale si erge un tempio dedicato a Padmasambhava. Sullo stesso fianco si possono vedere due scuderie e il Gompa Soma (il nuovo tempio), un edificio a due piani. Sul fianco a sud-ovest si trovano due templi: uno è consacrato ad Avaloiketesvara e l’altro a Matreya. Sotto il palazzo si possono ancora vedere diversi edifici interessanti anticamente dentro le mura della città vecchia di Leh.

Prima di rientrare in albergo per il pranzo esploreremo la labirintica viabilità della città vecchia che si trova alle spalle della Jama Masjid, la moschea sunnita. Di recente la gente del posto ha cominciato a restaurare molte delle strutture più pregevoli ed è cominciata la costruzione del nuovo Central Asian Museum. Non molto lontano da questo si erge un albero sacro che si narra essere stato piantato nel 1517 da un mistico sikh, mentre secondo un’altra versione, sarebbe invece nato magicamente da un bastone da passeggio lasciato qui da Staksang Raspa, il guru del grande re del Ladakh, Sengee Namgyal. Passeggiata nel polveroso quanto coloratissimo bazar.

Nel pomeriggio partenza per Stakna, a circa 21 Km da Leh, per la visita del suo piccolo monastero buddhista appartenente alla scuola Drugpa e fondato alla fine del XVI sec. dal maestro bhutanese Chosje Jamyang Palkar.

Partiamo in direzione del villaggio di Stok, situato sulla riva sinistra dell’Indo, all’altitudine di Leh da cui dista 14 Km, è diventato la residenza della famiglia reale dopo essere stato nel passato la residenza di un ministro. Il re Tsepaldondup (1790-1841) ricostruì il palazzo e vi fece erigere una statua d’argento della divinità femminile Tara. Qui vi fu esiliata la famiglia reale nel 1834, dopo la sua sconfitta contro l’esercito di Zorwar Singh. Il palazzo ospita un piccolo museo dove sono esposte le peyrak (ornamenti da cerimonia) della regina oltre ad una notevole collezione di thanka.

Sosta panoramica al Shanti Stupa e rientro in albergo 

Pensione completa in albergo.

 

Dopo la prima colazione partenza per Kargil attraversando Khalse, Lamayuru percorrendo il passo Namiki-la (3.700 mt). Sosta a Lamayuru per il pranzo.

Dopo aver ammirato il meraviglioso paesaggio roccioso colorato, cominciamo la nostra discesa lungo le curve kangaroo fino ad arrivare a Kargil.

Lungo la strada si visita la Magnetic Hill, il memorial di guerra di Kargil e si potrà ammirare il luogo di confluenza dei fiumi Indo e Zanskar.

Sistemazione all’hotel Highlands Mountain di Kargil, un albergo molto semplice e modesto.

Cena e pernottamento in albergo.

 

Il paesaggio della Valle di Suru da Kargil a Rangdum è un paradiso di vegetazione e di acqua che scorre impetuosa nel fiume e nei canali d’irrigazione. Man mano che si sale, lungo la strada stretta che segue le pieghe della roccia, i villaggi si fanno sempre più minuscoli, pugni di case di mattoni di fango nascoste tra campi di grano e boschetti di pioppi. Dietro una curva, la valle si allarga inaspettatamente, chiusa in fondo dal bastione dell’Himalaya: le due vette del Nun-Kun con i loro settemila metri, annunciano l’ingresso nel regno delle nevi. Sosta nel villaggio di Sanku, il più grande della zona con un bel bazar ricco di negozi e ristorantini e nel villaggio di Panikhar, all’ombra del massiccio Nun-Kun. La Valle di Suru è abitata ancora da musulmani, ed il confine religioso lo si raggiunge a Rangdum dove bandiere di preghiera, stupa ai bordi della strada e case in stile tibetano ne sono la testimonianza.

Pranzo picnic a Parkachik. Cena e pernottamento in campo tendato mobile a Rangdum (tenda tipo canadese con materassino, lenzuolo e piccolo cuscino).

 

Visita al monastero di Rangdum, che regna solitario tra le pasture degli yak ricche di stelle alpine. Fu fondato nel XIX secolo su una collina rocciosa nel cuore della valle. Partenza per il villaggio di Sani. Superato il Pensi La (4400 metri), punto più alto del viaggio, si entra nella valle dello Zanskar. Lungo il percorso visita allo spettacolare monastero di Zongkhul costruito intorno a due grotte che la leggenda vuole siano state il luogo di meditazione del famoso maestro Naropa, autore del testo sui sei yoga, una delle guide esoteriche principali utilizzate ancora oggi dagli yogi tibetani. Le pareti delle grotte conservano antichi dipinti attribuiti a Zadpa Dorje, celebre pittore dello Zanskar nel XVIII secolo. Pranzo picnic. Cena e pernottamento in campo tendato mobile a Tungri, a 5 Km da Sani (tenda tipo canadese con materassino, lenzuolo e piccolo cuscino).

 

Nota: questa sistemazione di campo rimarrà stabile anche per le tre notti seguenti.

 

 

Abbarbicato su una superficie rocciosa che si affaccia sul villaggio sottostante, che appare come un’oasi, troviamo il pittoresco monastero di Tongde. Siamo sulla strada tra Padum e Zangla. Lo Zanskar è una valle del Ladakh, una delle più antiche regioni abitate del mondo, con valli selvagge e solitarie a più di 4000 metri nel cuore dell'Himalaya. Il suo nome deriva dal fiume che l’attraversa, affluente dell’Indo. E’ popolata da circa 14000 persone di origine tibetana e di stretta osservanza buddhista. Quello di Tongde è il secondo complesso monastico per grandezza di tutto lo Zanskar ed è abitato da una comunità di una sessantina di Lama. La salita al monastero è un po’ faticosa ma la splendida vista dall’alto ripaga totalmente della fatica per raggiungerlo. Proseguimento per Tsazar per ammirare gli affreschi di squisita fattura nel vecchio monastero ed arrivo a Zangla, nella zona più a nord della vallata. Zangla fu governata da un re fino a 20 anni fa. Il vecchio castello in rovina domina la valle dalla cima di una collina. Nelle vicinanze si trova un vecchio convento di monache buddhiste che merita una visita per osservarne l’austero stile di vita.

Pranzo picnic. Cena e pernottamento in campo tendato mobile a Tungri.

 

A Sani protetto da un muro di cinta ed ombreggiato da rari alberi, vi è l’antico monastero che custodisce una statua dell’antico predicatore Naropa totalmente coperta da veli e lo stupa con i resti di Kanishka, un maestro che visse intorno all’anno mille; alcuni degli affreschi che emergono dalla penombra degli interni di questo luogo suggestivo sono attribuiti a Zadpa Dorje. Immediatamente fuori dal complesso monastico si trova un vecchio cimitero circondato da un anello di antiche sculture di pietra, che riflettono l’influenza artistica indiana. Al mattino si assisterà alle rappresentazioni sacre del Naro Nasjal, importante celebrazione religiosa in cui viene evocata la presenza di Naropa con le danze dei lama in un tripudio di colori. Al pomeriggio partenza per Karsha (18 km), un villaggio ricco di alberi e coltivazioni. Già da lontano appare davanti ai nostri occhi il più grande monastero Gelugpa dello Zanskar del XII secolo, fondato da Pagpa Sherap ed oggi abitato da più di 150 monaci. Il monastero ha diverse cappelle, quasi 150 celle per i Lama residenti, molti oggetti di grande valore artistico come statue e manufatti in rame e bronzo. Di particolare interesse è il Lhabrang, un ampio tempio le cui pareti sono decorate ancora con gli affreschi datati oltre 300 anni.

Pranzo, cena e pernottamento in campo tendato mobile a Tungri.

 

Oggi, secondo e ultimo giorno delle celebrazioni, è il clou del festival perché  viene esposta la  veneratissima  statua di Naropa e le danze rituali proseguono fino al pomeriggio. Nel XI secolo, dopo essere stato abate di Nalanda, l’università monastica indiana più importante di quei tempi, il maestro soggiornò a lungo nell’eremo di Dzongkul, vicino a Sani per realizzare gli insegnamenti mistici ricevuti dal suo Guru Tilopa. Al termine del suo ritiro la popolazione di Sani e i monaci lo implorarono di restare ma, non potendo accontentarli, Naropa lasciò all’abate di Sani un’immagine di sé grande come un chicco di grano che avrebbe sostituito la sua presenza fisica nel villaggio. Prodigiosamente la minuscola statua crebbe da sola di dimensioni, diventando grande più di una spanna, fatta di oro e abbellita con pietre preziose, e venne custodita e venerata a Sani per i secoli seguenti finché non fu trafugata da un musulmano che, per paura dell’ira della popolazione, la gettò nel fiume Doda. La statuetta fu miracolosamente ritrovata lungo la riva da un monaco e da allora è custodita nel tempietto all’interno del recinto sacro del villaggio.

Pranzo, cena e pernottamento in campo tendato mobile a Tungri.

 

La zona di Tungri, Sani e Padum è l’area più profonda, raggiungibile con le macchine, del territorio dello Zanskar. Da questo punto comincia il ritorno verso la vallata dell’Indo, il cui bacino è il grande raccoglitore delle acque che provengono da tutte le vallate a meridione e a settentrione del suo corso.

Si spende la giornata viaggiando verso Parkachik dove si arriverà nel pomeriggio. Sistemazione in campo tendato mobile (tenda tipo canadese con materassino, lenzuolo e piccolo cuscino).

Pranzo picnic. Cena al campo.

 

Si prosegue per Lamayuru. Sulla strada sosta per la visita a Mulbekh dove, oltre alla statua rupestre del Buddha Maitreya che molti archeologi considerano essere non più tarda del V secolo, si trovano due monasteri posti su di un vicino ripido colle. Andando avanti verso Lamayuru si entra nella “valle della luna”, dove le bizzarre erosioni, secondo la tradizione, indicano la presenza di un antico lago che si dice sia stato fatto defluire dal santo Naropa, che passò qui un lungo periodo di meditazione, ragion per cui quest’oasi è considerata una terra pura. Visita del monastero, posto arditamente tra pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano il villaggio circondato da montagne completamente desertiche; è uno dei contesti naturali più pittoreschi del Ladakh.

Pranzo picnic. Cena e pernottamento all’hotel Moonland, un albergo semplice e modesto.

 

Si parte per Dha (85 km) per entrare in contatto con la comunità dei Drok-pa e condividerne la vita nei villaggi. Questo popolo si distingue per razza e cultura dagli altri popoli del Ladakh. I villaggi da loro abitati sono solo 5, la loro comunità è dunque molto piccola, hanno tratti somatici puramente indo-ariani che hanno conservato inalterati attraverso i secoli. Le loro pratiche culturali e religiose si avvicinano maggiormente all’antica religione animista, conosciuta come  Bonchos . Dopo la visita ai villaggi si prosegue alla volta di Uleytokpo.

Pernottamento all’Ule Ethnic Resort o altra struttura. Pranzo picnic;

Cena in hotel.

 

Sulla strada per Leh vi sono dei monasteri che meritano di essere visitati. Il primo che si incontra, sulle rive del fiume Indo, è il santuario di Alchi, uno dei più antichi del Ladakh. Secondo gli storici, il monastero fu fondato nell’XI secolo da Kal-dan Shes-rab, un nobile tibetano che si trasferì in questa regione per sfuggire alla corrente induista e islamica. Per questo qui si trova uno squisito sapore tibetano. Likir, conosciuto anche come Klu-Kkhjil (che significa “spiriti dell’acqua”) fu in seguito dedicato all’ordine monastico dei “berretti gialli”. Questo monastero contiene enormi immagini d’argilla del Buddha, numerosi manoscritti antichi e una vasta collezione di thanka. L’ultimo monastero è quello di Phyang, che possiede tre templi principali.  Arrivati a Leh (3500 metri slm) sistemazione in uno dei migliori alberghi della città, The Zen Ladakh, ottima struttura in posizione centrale. Pranzo in ristorante. Cena in albergo.

 

Trasferimento all’aeroporto e partenza per Delhi. Sistemazione in camere ad uso giornaliero al Pullman New Delhi Aerocity (le camere sono disponibili normalmente solo dalle ore 12.00). In serata ci si trasferisce in aeroporto per il volo diretto in Italia.

Pensione completa.

 

Volo notturno per l’Italia via Zurigo o altro scalo secondo la compagnia riconfermata. Arrivo in Italia.

 


 

 

 

 

1. Interno monastero a Mulbekh  2. Paesaggio verso Uleytokpo  3. Valle di Zanskar

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 La data del Festival, basata sul calendario lunare, può variare fino all’ultimo momento e talvolta senza preavviso.L’altitudine, seppur mediamente inferiore a quella di altri paesi himalayani, può dare nei primi giorni un lieve fastidio.I trasporti nello Zanskar e in Ladakh saranno effettuati con fuoristrada tipo Toyota Innova (o similare) utilizzati con un massimo di 3 passeggeri + autista. Ci preme segnalare che l’utilizzo di comode vetture con soli tre passeggeri a bordo, - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Si utilizzano comodi fuoristrada con soli tre passeggeri a bordo e, per ciascuno, il posto vicino al finestrino garantito
  • Il viaggio si svolge in occasione del festival di Naro Nasjal nel monastero di Sani, il più antico della regione

 

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