KYUSHU E SHIKOKU, ISOLE DI VULCANI E SAMURAI

GIAPPONE

  • KYUSHU E SHIKOKU, ISOLE DI VULCANI E SAMURAI

    GIAPPONE

    Viaggi con Esperto
    Durata 15 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 14  partecipanti
    Partenze

    A PARTIRE DA:  

    7.400€

    Giappone

    KYUSHU E SHIKOKU, ISOLE DI VULCANI E SAMURAI

    Il Giappone ha attirato moltitudini di avventurieri fin da quando Marco Polo parlò al mondo delle ricchezze di “Cipango”, l’isola che anche il navigatore Colombo tentava di raggiungere nel suo primo viaggio verso le Indie. Oggi come allora il Giappone esercita ancora il suo fascino, tra antico e moderno. La raffinata Kyoto, antica millenaria capitale, culla della cultura nipponica e ricca di siti UNESCO. Il complesso monastico buddhista sul Monte Koya (UNESCO). Il giardino Ritsurin a Takamatsu, sull’isola di Shikoku, tra i più belli del Giappone, e il villaggio di Yashima sul Mare Interno. Il santuario dei marinai a Kotohira e le pittoresche gole della valle di Iya, accessibili da meno di un secolo e rifugio di samurai. Il memoriale della pace di Hiroshima (UNESCO) di Hiroshima. Sull’isola di Kyushu tra gli scenari di Shimabara, le sorgenti termali e gli onsen di Beppu e la splendida baia di Nagasaki. Tutto questo e altro ancora, viaggiando per terra e per mare e sui “treni proiettile”, a oltre 320 km/h, e provando l’esperienza di dormire una notte in shukubo, l’alloggio dei monasteri. Un itinerario molto particolare nelle aree meno turistiche del Giappone!

    Ascolta ora la puntata di "Frammenti di Viaggio", il podcast di Kel 12, dedicata al Giappone.

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Milano con voli di linea per Osaka, con uno scalo intermedio. Pasti e pernottamento a bordo. 
    Finalmente in Giappone! Questo paese ha affascinato un numero incalcolabile di avventurieri fin da quando Marco Polo, nel XIII secolo, fece scoprire al mondo “Cipango il paese dai tetti d’oro”. Sebbene il Giappone dei nostri giorni non sia più l’eldorado del passato, il “Nuovo Cipango” esercita ancora un fascino irresistibile. Arrivo all’aeroporto di Osaka e, dopo aver espletato le formalità doganali, trasferimento in Hotel con assistente locale parlante inglese. Cena libera.  
    Prima colazione e incontro con la guida locale. Partenza con pullman privato per Kyoto.Inizio di una intera giornata di visite delle città con un veicolo privato. Antica capitale del Giappone per più di mille anni, dal 794 al 1868, cioè fino a quando l’imperatore Meiji spostò la capitale a Tokyo, Kyoto fu la culla della raffinata cultura del periodo Heian. L’insieme dei suoi siti storici è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Infatti, la città è ricca di tradizioni storiche e culturali come testimoniano i numerosissimi templi, monumenti e palazzi sparsi ovunque. Il giardino di pietra del tempio buddista di Ryoan-ji, della scuola dei monaci Rinzai e risalente alla metà del XV secolo, nonostante la sua semplicità e austerità è considerato l’icona dei giardini zen del Giappone. Il tempio Kinkakuji, ossia il Padiglione d’oro, forse il più famoso della antica capitale, venne eretto intorno al 1400 ai bordi di uno stagno, su cui sembra fluttuare immerso tra i suoi riflessi dorati e il verde lucente degli alberi che lo ammantano.Appena fuori dal centro si raggiunge la rigogliosa zona collinare di Arashiyama, che già nel periodo Heian era meta preferita dalla corte imperiale per le sue passeggiate. Uno dei ponti sul fiume Hozu, il Togetsukyo (che significa “ponte che attraversa la luna”), è divenuto il simbolo di questa località in cui boschi, foreste di bambù, templi e santuari, conferiscono un’aura di serenità e di distacco dalla vicina popolosa città. Li vicino il tempio Tenryuji, il “tempio del Drago Celeste”, costruito nel XIV sec. dalla setta buddista zen Rinzai. Il tempio, dichiarato Patrimonio UNESCO, è rinomato – come il Ryoanji – per il suo meraviglioso giardino, progettato secondo i più antichi principi Zen, con al centro uno stagno circondato da rocce e alberi, tra i quali ciliegi e aceri, per riprodurre un paesaggio naturale con effetto del tutto rilassante. Lo splendore di questo giardino raggiunge il suo apice durante la fioritura dei ciliegi in primavera e la ricchezza cromatica dei colori d’autunno. La visita di Arashiyama termina con una piacevole passeggiata lungo il sentiero che taglia in mezzo a una fitta foresta di bambù. Al soffio del vento gli alti steli protesi verso il cielo, ondeggiano dolcemente producendo un suono così rilassante che il Governo lo ha indicato come uno dei ‘cento suoni da preservare’ del Paese.   Al termine delle visite trasferimento in albergo e sistemazione.Per la cena ci recheremo nel quartiere di Gion utilizzando i mezzi pubblici. Per le strade di Gion si possono incontrare, più facilmente nel tardo pomeriggio, geishe e maiko (le apprendiste geishe) dalle ricercate acconciature e avvolte da eleganti e raffinatissimi kimono tradizionali. Il quartiere di Gion è pieno di ristoranti, vicoli e stradine lungo i romantici canali, che alla sera si illuminano e si riempiono di riflessiDopo cena, rientro in hotel con i mezzi pubblici.  
    È necessario preparare un bagaglio a mano con l’occorrente per una notte in quanto i bagagli grandi verranno trasferiti a mezzo corriere dall’Hotel di Kyoto all’Hotel di Tokushima.  È consentito un solo collo, in caso di valige extra verrà richiesto un supplemento di circa 30 euro. Prima colazione e con un minibus o bus privato mattinata dedicata alle ultime visite di questa antica e millenaria capitale. Da sempre Kyoto è considerata il cuore dell’arte e l’anima del Giappone, è una città museo ricca di Patrimoni Unesco e si stima che da sola detenga oltre il 15% dei tesori nazionali. Visita al Castello Nijo, antica dimora dello shogun Tokugawa Leyasu in occasione delle sue rare visite in città. La costruzione, risalente al 1600, si distingue da altri castelli; è rinomata per l’architettura elaborata, le splendide sale adorne d’ampie superfici dorate e parquet e il bel giardino arricchito da specchi d’acqua. Le visite proseguono con l’antico tempio buddhista di Kiyomizu-dera (Patrimonio Unesco), letteralmente “il tempio dell’acqua pura” per via dell’acqua che scorre all’interno del suo complesso. Edificato sulla cima di un pendio durante la fondazione di Kyoto, alla fine del sec. VIII, è famoso per la struttura lignea a palafitta e per la terrazza da cui si gode il superbo panorama che abbraccia una splendida valle e offre una vista magnifica della città. Pranzo libero nei dintorni del tempio.Dopo pranzo si raggiunge un altro luogo simbolo della città: il Fushimi Inari Taisha, il “santuario della volpe”, fondato nel IX secolo sebbene il santuario principale risalga al 1494. In Giappone ci son più di 40.000 santuari dedicati al culto della volpe, animale noto per la sua astuzia e quindi associato al successo nel campo degli affari. Infatti i migliaia di torii color rosso cinabro posti sul pendio dietro al santuario di Fushimi Inari sono stati donati…da aziende!  Al termine della visita si lascia definitivamente Kyoto e sempre in minibus si parte per Monte Koya (o Koyasan). La strada taglia dapprima attraverso paesaggi rurali per poi inerpicarsi lungo le pendici montane ricoperte da fitte foreste. Si risale un dislivello di quasi mille metri e anche le temperature diventano più fresche. Arrivo previsto nel tardo pomeriggio, dopo circa 3h di percorrenza, e sistemazione in uno dei monasteri presenti in questo luogo sacro, un’esperienza davvero particolare sebbene la loro semplicità. Koyosan è uno dei luoghi più suggestivi dove vivere l’esperienza di pernottare in shukubo, il tipico alloggio-dormitorio dei templi. Un piccolo assaggio della vita monastica, che si arricchisce con la cena vegetariana preparata e servita al tramonto dai monaci, presentata con raffinatezza e preparata con ottimi ingredienti naturali. Sistemazione nel tempio di Fukuchi-in, con un bel giardino tradizionale giapponese e una piccola vasca termale a disposizione degli ospiti. Gli shukubo, come i ryokan, sono dotati di vasche in cui uomini e donne usufruiscono separatamente. Nella maggior parte dei monasteri le vasche sono alimentate da acqua termale, proprio come gli onsen, a differenza dei sento (i bagni pubblici giapponesi) che le riempiono solo di acqua riscaldata. Cena e pernottamento nel tempio, in camere in stile giapponese con bagni in comune (i bagni sono suddivisi per uomini e per donne e in media vi è un bagno ogni 2-3 alloggi), dormendo sul futon srotolato sul tatami.Le camere, simili a quelle del ryokan ma più austere, sono stanze senza pareti divisorie, con il pavimento ricoperto di “tatami” (pannelli rettangolari affiancati, fatti con paglia di riso intrecciata e pressata). Il mobilio è costituito solamente da un tavolo basso, da sedie con solo schienale e senza gambe e da porte scorrevoli, gli “shoji”. Si dorme su un “futon” (materasso realizzato con materiali naturali) che viene srotolato alla sera dai monaci inservienti mentre gli ospiti sono a cena.
    All’alba, previo il consenso dei monaci, chi vorrà potrà assistere alla cerimonia mattutina con la recita del mantra. Un momento spirituale da assaporare nell’intimità di un assoluto silenzio. Al termine colazione vegetariana preparata dai monaci e a seguire la visita a piedi di Koyasan. Il Monte Koya (o Koyasan) è la “Mecca” della setta esoterica buddhista Koyasan Shingon. Il buddismo esoterico detto anche “Mikkyo” fu fondato nel IX sec. in Giappone dal maestro Kukai, chiamato anche Kobo Daishi, che, avvicinatosi al buddismo in Cina, rientrò nel suo paese dopo aver appreso i riti lamaistici e le arti simboliche. Sulla sommità del monte, ricco di cedri rossi giapponesi, sorge una piccola città-monastero dove si trova il tempio di Okuno-in, il mausoleo in cui sono conservate le spoglie del maestro.   In tutto sulle pendici del Monte Koya son stati eretti più di 120 templi che ogni anno accolgono circa un milione di pellegrini che giungono da tutto il paese per dedicarsi al raccoglimento spirituale. Visita del tempio principale Kongobuji (Patrimonio UNESCO) e di tutto il complesso monastico. Questo tempio, risalente alla fine del XVI sec., si visita – come molti altri – senza scarpe ed è costituito da numerose sale, alcune dorate e dai soffitti scolpiti, separate tra di loro da porte scorrevoli finemente dipinte con motivi floreali o paesaggistici. Al termine della visita tempo libero a disposizione per il pranzo. Partenza da Koyasan e proseguimento con veicolo privato per l’isola di Shikoku.Pur rappresentando solo il 5% della superficie totale del Giappone, l’isola di Shikoku è la quarta per estensione dell’intero arcipelago. Shikoku significa letteralmente “i quattro paesi”, cioè le quattro prefetture in cui è divisa. Sebbene sia ben collegata con le altre isole da ponti, traghetti e aerei, rimane una zona quasi anacronistica in cui il sud del Giappone, ancora ‘rurale e contadino’, si contrappone al nord, più industrializzato e turistico. Shikoku è anche famosa per “il pellegrinaggio degli 88 templi”, un percorso ideale di circa 1200 chilometri che collega 88 santuari dell’isola, di cui molti legati al culto del maestro Kobo Daishi. Non è raro incontrare gli henro, i pellegrini riconoscibili dal cappello di paglia, il bastone e l’abito bianco.In circa quattro ore, lungo la strada che affaccia sulla baia di Osaka, attraversando il sistema di ponti che collegano la piccola isola di Awaji con Honshu e Shikoku, si raggiunge la moderna città di Tokushima, sovrastata dal monte Bizan ch’è anche il simbolo della città. All’arrivo sistemazione in Hotel. Cena libera e pernottamento.
    Al mattino, dopo la prima colazione, visita di Tokushima con il veicolo privato. Dapprima si raggiunge la base della funivia che collega la città con la sommità del monte Bizan, il cui nome letteralmente significa ‘sopracciglio’ per la sua peculiare forma. In pochi minuti si arriva in cima, da cui è possibile godere una vista quasi a 360° della zona circostante; in una giornata particolarmente tersa si possono anche vedere, oltre l’isola di Awai e le vaste pianure di Tokushima, anche Kobe e Wakayama. Lungo i pendii del monte si scorgono santuari e templi, mentre su in cima è possibile ammirare una piccola pagoda birmana costruita per onorare la memoria dei soldati caduti durante la Seconda guerra mondiale. Una volta ridiscesi alla base della funivia, si visita l’Awa Odori Kaikan, il museo dedicato alle danze awa legate al divertimento, davvero molto popolari e non solo nella prefettura di Tokushima, dove hanno avuto origine, ma in tutto il Giappone. Nel museo – oltre a oggetti, costumi e strumenti musicali legati al ballo tradizionale – si assisterà a una coreografica esibizione delle danze stesse. Al termine della visita tempo a disposizione per il pranzo libero.Si lascia Tokushima e dopo circa un’ora e mezza di macchina si raggiunge Takamatsu, il porto più importante del versante orientale di Shikoku e affacciato sul Mare Interno di Seto. Takamatsu, oggi capoluogo della prefettura di Kagawa, fu in passato il feudo del potentissimo e temuto clan dei Matsudaira.Visita del magnifico Parco Ritsurin, uno dei più celebri e storici giardini del Giappone, risalente al XVII secolo: si estende su un’area di circa 75 ettari, con dolci colline ricoperte da boschi di pino, alberi sempreverdi e piante ornamentali, tutto accuratamente selezionato per garantire colori e fioritura in tutte le stagioni. Piccoli stagni e canali, ponti e sentieri, conferiscono al parco un’atmosfera del tutto zen. Il parco ospita, oltre alla grande varietà botanica, un padiglione del tè adagiato sulle sponde di un laghetto e alcuni laboratori artigianali che lavorano oggetti di legno. Ci si sposta nella zona orientale della città, sulla verde collina di Yashima, contesa nei secoli da clan di samurai per la sua visuale strategica e teatro di molte battaglie, che si protende nel Mare Interno offrendo viste spettacolari dai suoi punti panoramici. La sommità della collina ospita l’antico tempio buddista di Yashima-ji dedicato anche a tanuki (una specie di cane procione), divinità dal carattere un po’ burlone che può cambiar sembianze per far scherzi alla gente. Al termine delle visite rientro in città e sistemazione in hotel. Cena libera e pernottamento.Tra le tante specialità gastronomiche della regione da poter gustare ci sono anche i sanuki udon, una variante di noodles ma più consistenti, simili alle fettuccine, serviti solitamente nel brodo dashi. 
    Al mattino, col mezzo privato, si raggiunge in circa un’ora e mezza di strada la vicina Kotohira dove si trova il santuario di Kotohira-gu, uno dei più popolari e amati del Giappone, chiamato anche Kompira-san e consacrato a Omono-Nushi, il kami (cioè il protettore) dei naviganti. Fondato nell’XI secolo sul fianco del monte Zozu, il culto legato al santuario è frutto di un sincretismo tra shintoismo e buddismo e tuttora marinai e pescatori vi si recano per invocare protezione; per accedere al tempio principale occorre salire una lunga e suggestiva scalinata di qualche centinaio di gradini in pietra, la ‘fatica’ sarà però appagata dallo spettacolare panorama che si gode dall’alto. Se rimane del tempo a disposizione si effettua una breve visita al celebre teatro Kanamaruza, il più antico teatro kabuki di tutto il paese, costruito nel 1835. La visita del teatro, che finora ha ospitato migliaia di rappresentazioni, è interessante anche quando il palcoscenico è vuoto. Singolare è il meccanismo girevole che da quasi due secoli viene fatto ruotare da uno stuolo di uomini vigorosi che stanno sotto il palcoscenico, mentre il pubblico assiste allo spettacolo seduto sul tatami.   Tempo a disposizione per il pranzo libero per poi proseguire verso il centro dell’isola, lungo una strada che taglia all’interno, in mezzo a un paesaggio di verdi colline e montagne dal profilo frastagliato. In questi luoghi s’è alimentata la fama della valle di Iya, per più di dieci secoli uno dei luoghi più segreti e inaccessibili del Giappone. Già dal XII sec. la valle, difesa dalle più profonde gole del paese, diventò il rifugio ideale, una sorta di Shangri-La, per clan di samurai e temerari avventurieri. Solo nei primi anni ’20 del secolo scorso, con la costruzione delle prime strade, questa valle divenne più accessibile e ancora adesso alcuni anziani si riferiscono ai non residenti come ai forestieri. Le vette, spesso avvolte dalla foschia, conservano ancora oggi come allora un’atmosfera intrisa di spiritualità e una volta entrati nella valle si ha la sensazione di essersi lasciati il mondo alle spalle.   In pochi minuti a piedi si raggiunge il fondo della gola di Oboke per effettuare una breve navigazione di mezzora in barca sulle acque smeraldine del fiume Yoshino, che a tratti scorre impetuoso in mezzo alle ripide pareti bianche di roccia levigata. Poi l’emozionante attraversamento del ponte Kazurabashi, uno dei tre ponti ora rimasti (fino a un secolo fa erano una dozzina) per passare da una sponda all’altra del fiume. Questi ponti, alti una decina di metri e non più lunghi di cinquanta, hanno la peculiarità di aver una struttura fatta di liane intrecciata, una tecnica utilizzata sin dal sec. XII dai samurai del clan degli Heike per tenere a bada gli inseguitori e mettersi al sicuro nella valle tagliando agevolmente il cordame con la loro katana. Oggi i ponti di liana sono stati designati dal Governo come Patrimonio Culturale del Giappone e vengono ricostruiti ogni tre anni. Lasciata la valle di Iya si prosegue per la città di Kochi, con arrivo previsto nel tardo pomeriggio. Sistemazione in semplice Hotel 3*. Cena libera e pernottamento.
    Prima colazione in Hotel e incontro con la guida.Kochi, con la sua natura rigogliosa, è la perla dell’isola di Shikoku. Le visite di questa giornata vengono effettuare con veicolo privato.Dopo la visita al mercato locale della domenica si procede per il Castello di Kochi. Si tratta di uno dei pochi castelli giapponesi ad avere mantenuto la sua struttura originale in legno. Risalente all’inizio del XVIII sec. Il castello era la sede dei signori Yamauchi, che governavano la regione circostante, allora conosciuta come Tosa, durante il periodo Edo. Da allora gli edifici del castello sono stati designati “importanti proprietà culturali” e ora ospitano tesori locali e oggetti storici.Pranzo libero.Nel pomeriggio ci si reca verso il punto panoramico della montagna Godaisan e dove si trova il tempio Chikurin-ji, uno degli 88 templi tappa importante del pellegrinaggio dello Shikoku.Ritorno e Hotel. Cena libera. 
    Prima colazione in Hotel.Trasferimento a Matsuyama con pullman privato (2 ore e 40 minuti circa).Intera giornata dedicata alla visita di Matsuyama. La città, affacciata sul Mare Interno di Seto e grazie alla presenza di ben due porti, ha subito negli ultimi decenni una impennata nell’industria e nel commercio, tant’è che oggi è la città più grande e importante dell’isola. Rinomata anche per le sue fonti termali, una delle attrattive di Matsuyama sono le terme di Dogo Onsen Honkan, costruite alla fine dell’Ottocento e frequentate da imperatori e da alcuni dei più famosi letterati dell’epoca Meiji, tra cui il celebre scrittore Natume Soseki che qui vi ambientò il suo romanzo Botchan.  Dopo più di un secolo dalla loro inaugurazione, Dogo Onsen conserva ancora l’atmosfera delle vecchie stazioni termali di una volta. Tempo a disposizione per il pranzo libero e al pomeriggio, in funivia, si raggiunge una delle colline che dominano la città per ammirare Matsuyama Jo, uno dei dodici castelli ancora originali di tutto il Giappone, sopravvissuto alle distruzioni dell’era post feudale del tardo ‘800 che rase al suolo buona parte dei simboli degli antichi poteri. Eretto ai primi del ’600, il castello ha un’architettura articolata, ben difeso da una cinta muraria in pietra e più torrioni e torrette gli danno nel complesso un aspetto grandioso e perfetto. Dalla sua posizione strategica si domina l’intera pianura sottostante, in cui si estende la città fino al mare scintillante. Al termine della visita rientro in hotel e tempo libero fino all’ora di cena. Per chi avesse ancora voglia di fare due passi è piacevole prendere il sentiero che dal castello scende verso la città, attraversando il parco. Cena libera e pernottamento.  
    È necessario preparare un bagaglio a mano con l’occorrente per una notte in quanto i bagagli grandi verranno trasferiti a mezzo corriere dall’Hotel di Matsuyama all’Hotel di Beppu.Al mattino, dopo la colazione, trasferimento al porto Kanko-ko di Matsuyama e imbarco sul traghetto veloce (Super-Jet Ferry) che collega direttamente con Hiroshima in 1h15m circa di navigazione. All’attracco del ferry al porto ci sarà ad attendere un veicolo privato con cui effettuare il trasferimento in città e successivamente la visita.All’arrivo si inizia con la visita del castello di Hiroshima, ricostruito nell’immediato dopoguerra. Hiroshima era un importante centro militare sin dal medioevo, da qui partirono alcune spedizioni che si apprestarono a invadere la Corea già nel secolo XVI. La fortezza fu un importante bastione degli eserciti del clan Tokugawa (periodo Edo); nel XIX sec. durante l’invasione della Manciuria ospitò addirittura l’imperatore.Tempo a disposizione per il pranzo libero e nel pomeriggio le visite proseguono con il Parco Commemorativo della Pace (sito UNESCO) e il Museo della Bomba Atomica, dedicati al ricordo della tragedia che alla fine del 1945 causò la distruzione della città e la morte di circa 200.000 persone. Questi luoghi non hanno nulla di sensazionalistico e che impressioni morbosamente, come magari ci si aspetterebbe, ma sono stati ricreati proprio affinché tutti possano visitarli, per comprendere gli orrori di una guerra nucleare e fungere da monito per l’umanità. Oggi Hiroshima, ricca e fervida cittadina portuale sul delta del fiume Ota, è orgogliosa della sua rinascita.   Nel tardo pomeriggio si raggiunge l’hotel. Per cena, tra le specialità gastronomiche da assaggiare si consiglia l’okonomiyaki, molto simile a una gustosa focaccia alla piastra farcita con uova e verdure, solitamente cavolo cappuccio tritato (ma esistono saporite varianti con spinaci o pesce o carne), che i locali chiamano “la pizza di Hiroshima” e costituisce un pasto completo e nutriente. Il distretto di Hiroshima è anche il primo in Giappone per l’allevamento di ostriche, principalmente consumate sia crude sia cotte alla piastra o nel brodo di miso, un condimento naturale ricavato dai semi di soia. Cena libera e pernottamento in hotel.  
    Prima colazione in Hotel e incontro con la guida locale.Trasferimento a piedi alla stazione di Hiroshima (30 minuti circa). Partenza con treno proiettile che in meno di un’ora fermerà alla stazione di Kokura (prefettura di Fukuoka), sull’isola di Kyushu. Il mezzo di trasporto per antonomasia in Giappone sono i treni: veloci, frequenti, puliti, confortevoli e spesso molto costosi. I servizi vanno dalle piccole linee locali agli shinkansen o “bullet train” (treno proiettile), simbolo del Giappone moderno. Gli shinkansen possono raggiungere una velocità superiore ai 320 km/h e sono efficientissimi e super sicuri. Posti riservati in carrozza di seconda classe. Proseguimento con pullman privato per Beppu (2 ore circa).  Oltre ad essere una località termale e rinomata stazione balneare, Beppu è anche famosa per i suoi tanti jigoku, dei piccoli laghi di acqua e di fango ribollenti e di vario colore, dal bianco al rosso intenso. I jigoku sembrano delle sorgenti infernali, curiose e impressionanti allo stesso tempo e sebbene siano diventati delle attrazioni turistiche è comunque interessante poter vedere questo atipico fenomeno geotermico.Sette sono gli “inferni” per cui la città è nota, di cui cinque nel solo distretto centrale di Kannawa. Se ne visiteranno alcuni. Visitarli è un’esperienza a volte resa meno intensa dalla presenza di molti visitatori, ma che rende comunque anche la diversità del modo in cui l’attività sotterranea si manifesta in superficie. A Kannawa, l’azzurro intenso dell’“inferno del mare”, Umi jigoku, circondato da pozze minori di colore rossastro all’interno del suo giardino è sorprendente, poco più dell’acqua lattiginosa dell’ “inferno dello stagno bianco” ma ovviamente l’attesa maggiore è sempre per l’ “inferno della pozza di sangue”, Chinoike jigoku, per il rosso intenso dell’acqua fumante sottolineato ancora più dal verde scuro del parco che lo circonda nel distretto cittadino di Shibaseki. Nel vicino Tatsumaki jigoku, un geyser emette a intervalli regolari i getti di acqua bollente sul suggestivo sfondo della collina retrostante. Per il pranzo libero si consiglia di acquistare in stazione le tipiche bento box, cioè confezioni di cibo fresco, preparate in giornata, di varietà e grandezza differenti, molto in uso e pratiche in Giappone per il pasto nei trasferimenti in treno, disponibili ovunque presso le stazioni. Anche dai distributori automatici si può acquistare cibo fresco oppure le piccole rivendite hanno spesso snack pratici per il consumo, come gli onigiri (polpette di riso bianco avvolte da un foglio di alga secca, dalla forma triangolare, con all’interno un ripieno spesso a base di pesce tipo tonno o salmone). Al termine delle visite trasferimento all’hotel di Beppu, dotato di onsen a disposizione degli ospiti.  Cena e pernottamento in Hotel. 
    Prima colazione in Hotel. Partenza verso la località termale di Yufuin. Si farà una passeggiata nella Yunotsubo Shopping Street e la visita al Lago Kinrin Kinrin (Photo stop al Sagiridai Observatory).Proseguimento per Kumamoto, sul versante opposto dell’isola, attraversando paesaggi molto belli. Kyushu è l’isola del Giappone col maggior numero di vulcani attivi, tra i primati annovera il Monte Aso (1.592 mt), che con l’incredibile caldera di 128 km di circonferenza è il cratere più grande al mondo. Kumamoto, fiorente centro culturale in passato e oggi città dinamica riconvertita alla modernità. Fondata agli inizi del 1600 per volere del potente signore Kato Kiyomasa, per secoli fu una tipica città-castello. A Kumamoto e nei suoi dintorni visse buona parte della sua vita il leggendario grande maestro di spada e samurai, nonché pittore e scrittore, Musashi Miyamoto, considerato il più grande samurai giapponese della storia.Pranzo previsto in ristorante. Cuore della città di oggi e di sempre, la mole del castello di Kumamoto domina il suo paesaggio da una bassa collina. La costruzione della sua versione originale completata nel 1607 dopo sette anni di lavoro, si deve al Kato Kiyomasa, feudatario fondatore della città. Considerato inespugnabile per le sue caratteristiche difensive e le sue dimensioni, andò anch’esso in parte incendiato nel 1877. Ricostruito e restituito all’antico splendore nel 1960, è stato pesantemente danneggiato dal terremoto del 2016, al punto che il restauro e soprattutto la stabilizzazione del complesso sono ancora in corso. Resta comunque visitabile in parte grazie a una piattaforma soprelevata che sovrasta l’area dei lavori. Il torrione centrale, accessibile, ospita vestigia dell’epoca feudale e ricostruzioni in scala e, dal piano superiore si può godere una visione panoramica della città e dei dintorni. Prossimo all’entrata, il mercato turistico costruito in stile “samuraico” rende almeno l’idea delle città-castello dell’era Tokugawa.Al termine delle visite trasferimento in hotel. Sistemazione in Hotel categoria 3*. Cena libera e pernottamento.   
    Al mattino si torna vicino all’area del castello per una breve visita della seconda principale attrazione di Kumamoto, il meraviglioso Suizenji Jojuen, giardino del XVII secolo e in origine progettato come parte di un complesso templare ma poi trasformato dal clan Hosokawa in ambiente ideale ad ospitare una casa da tè andata distrutta e sostituita nel 1912 con un piccolo edificio con il tetto di paglia vecchio di quattro secoli in origine collocato nel palazzo imperiale di Kyoto. Lo stile del giardino, che custodisce anche altri edifici, tra cui un sacrario shintoista, è quello del periodo Momoyama, caratterizzato da ricercata semplicità ma estrema raffinatezza formale, entrambe influenzate dall’affermarsi della cerimonia del tè. Centrale la riproduzione o “suggestione”  di paesaggio di foreste e colline tondeggianti. Domina lo stagno principale la riduzione in scala del Monte Fuji che, come altri elementi del complesso, richiama il percorso della Tokaido, la principale via di comunicazione che per secoli ha collegato la capitale imperiale Kyoto al centro dello shogunato, Tokyo.Trasferimento privato al porto di Kumamoto e imbarco sul traghetto che, attraversando in circa un’ora la baia di Ariake, raggiunge sull’altro lato la penisola di Shimabara e l’omonima cittadina. Da qui è già possibile scorgere a ovest la sagoma conica del Monte Unzen. Partenza dal porto di Shimabara con un veicolo privato verso Unzen. La strada che conduce a Nagasaki attraversa una bellissima area vulcanica, disseminata anch’essa di jigoku ribollenti, fumarole e immancabili onsen. Buona parte del territorio da Shimabara fino alle porte di Nagasaki è stato dichiarato area protetta per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturalistico. In quest’area è stato istituito nel 1934 il Parco Naturale Unzen-Amakusa, il primo Parco Nazionale del Giappone. Sosta al passo di Nita-toge dove un breve tratto di funivia panoramica porta in cima al Monte Myokendake. Dalla piattaforma superiore della funivia, a circa 1.300 m.s.l.m., è possibile spaziare con la vista sul Mare di Ariake e sul Parco che, grazie a una vegetazione fitta e variegata, offre colori diversi in ogni stagione. Pranzo in un ristorante locale.Proseguimento per Nagasaki. La città, affacciata sul mare, si sviluppa in una baia protetta da verdi colline tal da essere soprannominata la “San Francisco del Giappone”. La città gode di un clima mite e piacevole, che si contrappone all’articolato fenomeno vulcanico che ha nell’Unzen il suo cuore bollente. È sorprendente la recettività e l’apertura della gente di Nagasaki a tutto ciò ch’è nuovo; una inclinazione ereditata dal passato quando già il suo porto, costruito dai portoghesi intorno al 1570, fu per quasi tre secoli l’unico punto d’ingresso nel paese delle mercanzie e della cultura occidentale. I missionari gesuiti prima e i commercianti olandesi successivamente, diedero un forte impulso al commercio e allo scambio culturale della città. Una storia, quella di Nagasaki, che tra alti e bassi nel corso dei secoli, motivata da gelosie commerciali ma mascherata da argomentazioni religiose contro l’incalzare del cristianesimo, vide più volte la scacciata, il confino e perfino la persecuzione degli stranieri e dei convertiti, culminata con l’eccidio di circa 40.000 cristiani nel 1637. Anche Nagasaki conobbe la terrificante potenza della bomba atomica che il 9 agosto 1945, tre giorni dopo Hiroshima, distrusse la città. Oggi i segni di quella tragedia rivivono nel Parco della Pace. Per la sera sistemazione in un confortevole Hotel 3*. Cena libera e pernottamento. 
    Prima colazione e visita ai giardini Glover, un parco con villa in stile occidentale (la prima del Giappone), costruita nel 1863 come residenza del ricco uomo d’affari scozzese a cui deve il nome, che fece fortuna nel Kyushu a seguito della forzatura degli Stati Uniti di far riaprire il paese ai commerci con l’occidente. Al termine della visita partenza verso il nord dove l’attività vulcanica ha dato impulso non solo alla chimica e all’ingegneria ma, indirettamente, anche all’arte. I fenomeni geotermici hanno generato una grande varietà di argille che da secoli vengono impiegate nella produzione della ceramica. L’abilità dei giapponesi, applicata alle nozioni importate dai celebri vasai coreani, diede luogo a un movimento artistico a cui seguì anche una forte crescita economica. Quando nel XVII sec. le fornaci di Arita iniziarono a lavorare a pieno ritmo, assieme a quelli dei vicini villaggi di Karatsu e Imari, le ko-Imari, cioè le “ceramiche di Imari”, divennero una delle varietà di porcellane più famose del mondo, tra le prime smaltate a colori e non più monocromatiche. Molti giapponesi e olandesi accumularono enormi fortune poiché queste ceramiche si guadagnarono presto la fama presso tutte le corti europee del tempo e non vi fu aristocratico che non ne possedette. Comunemente si adopera il termine Imari ma in realtà la creazione di queste eleganti e raffinate porcellane avviene nei forni di tutto il distretto (Arita-Karatsu-Imari).   Sosta lungo la strada ad Arita, per la visita del Museo della Ceramica del Kyushu, che offre una esauriente panoramica delle ceramiche realizzate nell’isola da 400 anni in qua. Tempo a disposizione per il pranzo libero.Proseguimento per l’aeroporto di Fukuoka per prendere il volo di rientro in Italia via Tokyo o altro scalo intermedio. Pasti liberi, pernottamento a bordo. 
    Al mattino arrivo all’aeroporto di Milano Malpensa.   

    Perché con noi

    Viaggio insolito nelle isole del sud, Shikoku e Khyushu: anima autentica del Giappone dall'epopea dei samurai all'era moderna, tra templi antichi, città moderne, sorgenti termali e natura vulcanica  

    Approfondimenti di viaggio

      VOLI I voli di linea scelti per questo itinerario sono diretti, senza scali intermedi, operati dalla compagnia All Nippon Airways (ANA).Il programma di viaggio è stato elaborato in base agli operativi attuali dei voli in partenza da Milano Malpensa. Le partenze da altre città (compresa Roma) comportano un piano voli diverso che non è sempre possibile confermare. In caso di prenotazioni di gruppo, suggeriamo di raggiungere Milano per partire tutti insieme con gli stessi voli. [...]