LA FESTA DI CASABINDO NELLA PUNA

ARGENTINA

  • LA FESTA DI CASABINDO NELLA PUNA

    ARGENTINA

    Viaggi con Esperto
    Durata 15 giorni
    Partecipanti minimo 9 massimo 12  partecipanti
    Partenze
      2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 11  agosto   al 25  agosto  
      Iscrizioni aperte
      160

    A PARTIRE DA:  

    5.600€

    Argentina

    LA FESTA DI CASABINDO NELLA PUNA

    Un’avventura straordinaria che parte e si conclude a Salta, la splendida città coloniale ai piedi delle Ande, porta d’ingresso a un mondo di montagne, altipiani e culture millenarie.
    Attraverseremo una delle regioni più scenografiche di tutta la cordigliera andina: dalla Quebrada de Humahuaca, vallata di rocce multicolori e Patrimonio UNESCO, al celebre Cerro de los Siete Colores, fino agli abbaglianti salares, deserti bianchi tra le montagne, antichi fondali lacustri oggi trasformati in paesaggi surreali. Il viaggio ci porta tra meraviglie inattese: formazioni glaciali in alta quota, lagune popolate da fenicotteri rosa, deserti rossi solcati da canyon e pinnacoli, vulcani nerissimi che si stagliano su colate di lava e il magico Campo de Piedra Pómez, un incredibile labirinto di torri di pomice bianca che emergono dalla sabbia nera. Lungo il percorso, l’incontro con branchi di vicuñas, animali simbolo della Puna, e con i pueblos andini, dove il tempo sembra essersi fermato e l’accoglienza della gente locale scalda il cuore. In uno di questi villaggi, Casabindo, il 15 agosto si celebra la Festa della Vergine dell’Assunzione con una suggestiva e colorata corrida popolare, incruenta e profondamente radicata nella tradizione. Un’occasione unica per immergersi nel folclore autentico e nell’allegria di queste comunità isolate.

    Il viaggio si svolge interamente in fuoristrada, su piste sterrate che raggiungono passi a oltre 4.500 metri di altitudine, tra vulcani innevati, cieli blu profondo e paesaggi desertici ancora lontani dalle rotte del turismo. I pernottamenti sono previsti in buoni hotel, accoglienti hosterías locali e case-famiglia per vivere appieno l’atmosfera del luogo. A guidare una delle vetture durante il viaggio nella Puna sarà un nostro Esperto locale, profondo conoscitore del territorio.

    Il viaggio prevede una piacevole sosta a Buenos Aires, per scoprire il fascino vibrante della capitale argentina.

    Ascolta ora la puntata di "Frammenti di Viaggio", il podcast di Kel 12, dedicata alla Puna Argentina.

     

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Roma in mattinata con volo diretto per Buenos Aires e arrivo in serata. Dopo il disbrigo delle formalità aeroportuali, accoglienza in aeroporto dal personale del nostro corrispondente in loco, riconoscibile dal cartello recante il logo Kel12 e trasferimento nell’hotel in città per il pernottamento. Pranzo a bordo e cena libera.  NB: è possibile partire anche da altri aeroporti italiani utilizzando un volo di collegamento per Roma con la compagnia aerea ITA Airways, con relativo supplemento. Vi preghiamo di richiedere al nostro Ufficio Prenotazioni tale informazione all’atto della prenotazione, per verificarne la tariffa e la disponibilità.  
    Dopo la prima colazione, giornata di visita della città con sosta ai luoghi di maggior interesse. Rientro al termine in hotel e pernottamento.   Pasti: prima colazione a bordo, pranzo e cena liberi.  Buenos Aires fu fondata per la prima volta nel 1536, quando vi giunse l’esploratore spagnolo Pedro de Mendoza con i suoi battelli e stabilì un accampamento lungo il Rio de la Plata. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò una seconda e definitiva volta la città col nome di Ciudad de la Santíssima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Dalla sua fondazione fino al 1700 Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Progressivamente acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.Nel 1800 gli inglesi tentarono di impadronirsi ripetutamente della città, ma senza successo. Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà del XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera.L'immigrazione italiana fu la prima ad arrivare in modo massiccio. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60% dell'immigrazione totale, per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola.Sul fronte interno, lo sviluppo del grande porto di Buenos Aires e il predominio economico corrispondente hanno provocato un periodo di scontri civili. La separazione definitiva tra la città di Buenos Aires e la provincia è avvenuta nel 1880, quando la città è stata dichiarata "capitale federale" della nazione.Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli. La seconda immigrazione, verificatasi nella seconda metà del secolo, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano a inserirsi nel tessuto sociale argentino.Oggi attorno alla città gravita quasi la metà della popolazione argentina. L'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti circa 14 milioni di abitanti ed è la seconda più grande metropoli dell’emisfero sud dopo San Paolo in Brasile.Il centro della città è Plaza de Mayo, nucleo dell’insediamento originale, risalente al 1580, dove si trovano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale), la Cattedrale Metropolitana e il Museo del Cabildo (si visitano esternamente). L’obelisco, uno dei monumenti principali della capitale, sorge nella Plaza de la República, all'intersezione fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. Qui si riuniscono tutte le linee della metropolitana cittadina. Poco distante, sull’Avenida 9 de Julio (l’arteria più larga di Buenos Aires, con il traffico che ne consegue), si può osservare l’elegante e monumentale facciata del Teatro Colòn, che occupa un intero isolato.San Telmo è il quartiere più antico di Buenos Aires, facilmente raggiungibile a piedi da Plaza de Mayo percorrendo l’Avenida Defensa. E’ caratterizzato da vie strette, strade acciottolate, bassi edifici in stile coloniale e innumerevoli negozi di antiquariato che gli conferiscono un fascino un po’ retrò. Alla fine del XIX secolo, a causa dell’epidemia di febbre gialla che colpì la città, i membri più abbienti della società si trasferirono nel vicino quartiere della Recoleta (ancora oggi importante quartiere residenziale di classe), e a San Telmo le antiche ville (conventillos) furono convertite in case popolari per i più disagiati. Oggi il quartiere attira sempre più artisti, bohemien, giovani studenti, rendendolo un luogo caratteristico. Proseguendo lungo la Avenida Defensa si lascia alle spalle San Telmo e si entra nel vivace e popolare quartiere della Boca, così chiamato perché è nato intorno al porto ormai non più attivo, che si trova all'imboccatura (boca) della confluenza del Riachuelo con il Rio de la Plata.Il cuore della Boca è il Caminito, con le sue caratteristiche case colorate. La zona si sviluppò soprattutto grazie agli immigranti genovesi che gli conferirono l'aspetto attuale. Le case venivano infatti dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti.Ristoranti con tavoli all’aperto, spettacoli di tango in strada e negozietti vari completano il vivace quadretto. La Boca è anche la sede di una delle squadre di calcio più famose al mondo, il Boca Juniors, e del celebre stadio La Bombonera, Puerto Madero, l’antico porto cittadino, è stato riconvertito in una vivace zona moderna.
    Presto al mattino, trasferimento in aeroporto in coincidenza con il volo domestico per Salta. Accoglienza all’arrivo da parte dello staff locale e trasferimento privato in hotel. La cittadina, chiamata “Salta la linda” (cioè la bella), è situata a 1200 metri di altitudine sul versante orientale delle Ande, nel Nord Ovest argentino, una regione ricca di storia, colori e folklore. Sistemazione in un grazioso “hotel de campo”, pranzo libero e in funzione dell’orario di arrivo del volo si effettua una prima visita del centro della città, con la sua piazza centrale e le belle chiese, e dell’interessantissimo Museo MAAM, dove si possono ammirare i corpi perfettamente conservati dal gelo e dall’aria secca di tre bambini Inca, ritrovati nel 1999 da una equipe del National Geographic sulla vetta del vulcano Llullaillaco a 6.790 mt (in mancanza di tempo la visita del MAAM viene riprogrammata per la mattina successiva).  Pasti: prima colazione, pranzo libero e cena in hotel.  
    Visita della città qualora non fosse stata effettuata il pomeriggio precedente e successiva partenza in fuoristrada verso nord, attraversando dapprima una zona di fitta foresta, chiamata ‘Yungas de transiciòn’ e poi alcuni tipici pueblos, per entrare nella Quebrada de Humahuaca lungo la strada che costituiva l’antico “Camino Real” degli Inca, via di comunicazione tra Buenos Aires e Lima. La vegetazione è qui differente poiché siamo in una zona di transizione tra gli altipiani andini e le foreste, diventa subtropicale di alta quota e con un clima caldo-umido. Poi la strada inizia a salire fino a raggiungere i 3.200 metri di altezza del giardino dei cardones.Dalla Quebrada de Humahuaca inizia la nostra salita fino ai 4300 m del belvedere di Hornocal lo “cerro de los 14 colores”, ovvero la montagna dei 14 colori. Ritorno verso sud e quindi si lascia la valle principale per raggiungere la località di Huacalera. Sistemazione in hotel e pernottamento.  Pasti: colazione in hotel, pranzo in un ristorante e cena inclusa. 
    Prima colazione in hotel. Huacalera è un piccolo villaggio situato esattamente sul Tropico del Capricorno, celebre per le sue colline dai colori intensi e per la chiesetta coloniale che custodisce preziosi affreschi barocchi. Dopo una breve visita, partenza verso nord attraversando l’altopiano andino fino a raggiungere Abra Pampa, conosciuta come la “Siberia dell’Argentina” per il suo clima rigido e gli spettacolari paesaggi della puna, una regione di altitudine caratterizzata da vasti spazi aperti, vegetazione rada e un’atmosfera quasi surreale.Proseguimento per il villaggio storico di Casabindo, uno dei pochi centri abitati sopravvissuti nella zona più isolata della provincia di Jujuy. Questo minuscolo centro è famoso per la sua chiesa in adobe, un capolavoro dell’architettura coloniale immerso nel nulla, e per il “toreo de la vincha”, un evento unico che unisce rituali preispanici e tradizione spagnola. Non si tratta di una corrida cruenta: qui, giovani locali affrontano il toro con l’intento di strappargli una fascia (la vincha) legata tra le corna, in un gesto di coraggio e devozione alla Vergine Maria dell’Assunzione. Un momento carico di simbolismo che racconta l’identità profonda di questo popolo.Al termine di questo evento, partenza per la tranquilla comunità di San Francisco de Alfarcito, un pittoresco villaggio andino circondato da montagne aspre e silenziose. Qui, il tempo sembra essersi fermato: l’accoglienza calorosa degli abitanti, le tradizioni ancestrali ancora vive e il paesaggio intatto offrono uno sguardo autentico sulla vita quotidiana dell’altopiano. Sistemazione e pernottamento in diverse strutture semplici ma accoglienti, gestite dalla comunità locale.  La comunità di San Francisco de Alfarcito rappresenta un esempio virtuoso di gestione collettiva e solidarietà locale. Tutte le attività presenti nel villaggio — gli alloggi, il ristorante, la visita del pueblo guidata e i piccoli negozi tessili artigianali — sono frutto di un impegno condiviso e profondamente radicato nel territorio. I proventi vengono equamente redistribuiti tra le famiglie residenti, garantendo non solo un sostegno economico concreto, ma anche la valorizzazione del tessuto sociale e culturale della comunità. Un modello di economia partecipata che rafforza il senso di appartenenza e preserva l’identità del luogo. Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in un ristorante locale.   
    Dopo la prima colazione partenza lungo la strada che conduce verso il Cile fino a raggiungere l’antica capitale della puna, Susques, dove si trova la più antica chiesa del nord e forse dell’attuale Argentina, costruita nel 1598. Visita alla semplice e fiera comunità di Susques. Si attraversano i campi colorati di oro dalla paja brava (il particolare tipo di erba che caratterizza gli altopiani andini), si costeggia il vulcano Tuzgle di 5500 m con le sue colate laviche e arrivo al borgo minerario di San Antonio de Los Cobres.Cielo blu scuro, campi dorati, paesaggi che lasciano senza fiato. Entriamo nel cuore della puna (la regione dell’altopiano andino) più remota, misteriosa e affascinante. Attraversiamo il villaggio di Santa Rosa de los Pastos Grandes, il lago salato multicolore di Pocitos e poi l’incredibile deserto del Labirinto caratterizzato da centinaia di “cupole” rocciose rosse che si attraversano con un percorso tortuoso e scenografico. Si raggiunge quindi il piccolo canyon della Garganta del Diablo. I paesaggi cambiano in continuazione, siamo nel cuore dell’altopiano andino. Entriamo nella zona di Tolar Grande, ricca di salares, montagne colorate, misteriose formazioni saline e alcuni dei vulcani più alti al mondo. Pernottamento presso l’Hosteria Casa Andina di Tolar Grande. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic, cena in hosteria o presso una famiglia. La Casa Andina, gestita dalla Municipalità di Tolar Grande e inaugurata nel 2012 per incentivare l’accoglienza turistica in questa remota area della puna salteña, dispone di sole 6 camere con bagno privato. È interamente costruita in adobe e pietra vulcanica, secondo le tecniche tradizionali delle comunità locali. I pasti, colazione e cena, vengono serviti in un ristorante semplice del paese, che propone un menù fisso. 
    Attraversiamo lo scenografico Salar di Arizaro in tutta la sua lunghezza da Nord a Sud e tra effetti di miraggio, proprio nel mezzo della distesa salina, osserviamo un perfetto cono roccioso nero che si innalza: è il “Cono di Arita”, una montagna sacra che non può essere scalata.  Un altro passo montano tra i fantasmagorici paesaggi colorati di queste alture e si raggiunge il grande Salar di Antofalla. Lo seguiamo bordeggiando tra montagne colorate, formazioni di roccia e cristalli fino a raggiungere il villaggio di Antofalla, un piccolo pueblo di case erette con mattoni di adobe (antica tecnica tradizionale con cui si impasta il fango o l’argilla, spesso con erba secca, fino a ottenere una mistura che una volta essiccata sarà in grado di resistere a intemperie ed escursioni termiche), abitato da circa 40-50 abitanti.  …un luogo veramente unico.Si attraversa il bacino e ci si addentra tra montagne, vallate e coni vulcanici con un percorso selvaggio, magnifico e sempre diverso a ogni curva. Pernottamento in casa famiglia. Pasti: colazione a Tolar Grande, pranzo al sacco, cena in casa famiglia.  Il pernottamento ad Antofalla è previsto presso una casa privata della famiglia Ramos, un’abitazione semplice e autentica, suddivisa in due blocchi.Il blocco principale, che ospita anche la cucina e la sala da pranzo comune, dispone di tre camere con bagno privato e di una camera con bagno esterno ad uso esclusivo. Il secondo blocco offre invece due camere che condividono un unico bagno esterno alla struttura.Colazione e cena vengono preparati e serviti nel blocco centrale, in un ambiente familiare e accogliente.Va tenuto presente che l’elettricità è disponibile fino alle ore 24:00 e viene riattivata alle 09:00 del mattino successivo.Soggiornare qui è un’esperienza unica: semplice, genuina, e resa speciale dalla calorosa ospitalità della famiglia Ramos. La disposizione delle stanze verrà decisa dall’organizzazione in anticipo in base al numero effettivo dei partecipanti.   
    Partiamo per una giornata di grande suggestione attraversando il maestoso salar di Antofalla, un deserto salato di rara bellezza. Raggiungiamo un mirador panoramico, da cui si apre una vista mozzafiato sull’immensità del paesaggio andino. Proseguiamo verso la Quebrada di Calalaste, considerata uno dei luoghi migliori per l’osservazione di camelidi selvatici, come vigogne e lama, immersi nel loro habitat naturale.La strada ci conduce poi alla vasta pianura di Antofagasta, un’area particolarmente ricca di fauna andina, dove i branchi di vigogne e lama si muovono liberi in un contesto incontaminato.Arriviamo infine ad Antofagasta de la Sierra, la più grande oasi lungo l’antica via carovaniera verso San Pedro de Atacama, un luogo di storia e vita nel cuore dell’altopiano. Da qui proseguiamo fino a El Peñón, piccolo villaggio che funge da base per le escursioni del giorno seguente. Pernottamento in una confortevole hostería locale, perfetta per un meritato riposo. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria. 
    Giornata dedicata all’escursione in un luogo assolutamente inaspettato, il Campo de Piedra Pomez, una vera e propria meraviglia naturale: un’immensa area di pietra pomice di oltre 80 chilometri quadrati, solidificata in curiose formazioni rocciose alte sino a 10 metri, circondate da sabbia grigia e nera di origine vulcanica, erose dai venti in forme di funghi, torrioni e panettoni. Le valli nascoste tra le montagne circostanti sono occupate da enormi dune di sabbia bianca che creano un ambiente lunare e in forte contrasto con le colate laviche e i coni vulcanici. Seguendo tracce appena evidenti raggiungiamo le formazioni di pietra pomice e avremo tempo per perderci in camminate e scoprire questo ambiente magico e fantasmagorico. L’architettura bizzarra, il cielo cobalto, i contrasti di colori e la solitudine del luogo, rendono indimenticabile questa visita. Si prosegue in un bellissimo paesaggio desertico in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne. Se c’è ancora tempo disponibile, valutato da guida e capo autista, si prosegue lungo la pista fino alle pendici del vulcano Carachi Pampa. Nel pomeriggio si ritorna a El Penon, cena e pernottamento in hosteria.  Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria. 
    Prima colazione e intera giornata dedicata a escursioni nei dintorni dell’oasi di El Penon. In un bellissimo paesaggio desertico, in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne, la pista risale un’ampia vallata che porta alla bella Laguna Grande, uno specchio d’acqua che - a seconda della sua abbondanza e del tasso di concentrazione dei sali - riflette le maestose vette circostanti e ospita colonie di migliaia di fenicotteri rosa delle tre specie andine. Si prosegue in una delle zone meno antropizzate della Puna, affascinanti e desolati paesaggi, dove svettano torrioni di lava solidificata. Salendo continuamente, a circa 4.800 mt, si arriva al bordo del cratere del vulcano Galan. La caldera, antichissima e molto grande (circa 40 km di diametro) è stata scoperta qualche decina di anni fa solo grazie alle foto satellitari, proprio perché essendo così ampia, da poco la percezione di essere su un vulcano. Solo una ventina di anni fa alcuni prospettori minerari hanno trovato il passaggio per raggiungere il vulcano con gli automezzi. Ancora oggi questo luogo è raggiunto da poche decine di persone ogni anno. Le tracce scendono all’interno e attraversando la pianura che occupa la parte centrale del cratere si raggiunge la Laguna Diamante, situata a circa 4.600 mt, che deve la sua colorazione color smeraldo o turchese, a seconda della luce, alla presenza di arsenico nelle sue acque. Non lontano un campo geotermico con fuoriuscita di acqua bollente. Nel pomeriggio si rientra a El Penon ripercorrendo la strada tra valli, lagune e vulcani, con una prospettiva diversa e una vista sempre incantevole. Pernottamento.  Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic o ristorante, cena inclusa. 
     Dopo la prima colazione, lasciamo definitivamente l'altopiano della Puna, con i suoi paesaggi estremi e l’atmosfera rarefatta che ci ha accompagnato nei giorni scorsi.Dopo un ultimo passo a oltre 4.000 mt inizia la discesa dall’altopiano, percorrendo la valle Calchaqui. Superando i campi amarillos di Paja Brava improvvisamente appare, nella stretta valle tra alte montagne rocciose, un’immensa duna di sabbia bianca. E’ un paesaggio davvero spettacolare, entrando ora nella valle di Hualfin abitata dalla amena comunità raccolta nel piccolo pueblo. Seguendo poi la mitica Ruta 40 (la strada che costeggia le Ande dal confine con la Bolivia fino alla Terra del Fuoco, per oltre 4.000 km) ci dirigiamo verso nord. Il paesaggio cambia, man mano che si procede e si scende di quota l’ambiente desertico cede spazio ai primi ambienti verdeggianti. Sosta nelle campagne del distretto di Santa Maria. Si raggiungono così i verdi vigneti di Cafayate, terra di vino e folklore a quasi 1.700 mt. Cafayate è una piacevolissima cittadina, d’impronta oramai turistica, che si sviluppa intorno alla piazza principale, con negozi aperti fino a sera inoltrata, caffè con tavolini all’aperto e numerosi ristoranti dove si possono assaggiare le rinomate specialità locali. Sistemazione in un resort nei pressi della cittadina. Pasti: colazione in hosteria, pranzo in ristorante locale, cena inclusa. 
        Giornata conclusiva dello strabiliante percorso nella regione del Nord-Ovest dell’Argentina e delle nostre ultime emozioni del viaggio. Partenza per Salta, lungo la Ruta 40 che la collega a Molinos e Cachi, attraverso la scenografica Quebrada de las Flechas.Dopo pranzo ripartenza verso il Parco Nazionale Los Cardones che si estende per circa 650 km² su entrambi i lati della Ruta 33. Il parco prende il nome dal cactus a candelabro, noto comunemente con il nome di cardón. In assenza di foreste, il cardón rappresenta da sempre un importante fonte di legname per la fabbricazione di travi, porte, finestre e il suo uso molto comune si osserva sia nelle attuali abitazioni indigene sia nelle chiese di epoca coloniale della regione. In meno di 100 km, si attraversano ben cinque diversi ecosistemi, lungo valli colorate e montagne di velluto color verde, circondati da Cerro Turrion, sulla cui cima nidificano colonie di condor. Siamo nelle Valles Calchaquíes che sono tra le più affascinanti località dell’Argentina e meno turistiche: una combinazione affascinante di aspri paesaggi, artigianato tradizionale, piccoli villaggi di adobe e alcuni dei migliori vini del paese. a suo tempo, la popolazione indigena diaguita (calchaquí) di queste valli oppose una strenua resistenza al dominio spagnolo. Nel XVII secolo, gli spagnoli tentarono due volte di imporre il lavoro forzato ai diaguita, ma si ritrovarono a dover mantenere sul posto degli uomini armati per impedire ai nativi di coltivare i loro campi e attaccare i convogli merci. Ultimo tratto di strada lungo la Cuesta del Obispo e arrivo a Salta nel pomeriggio. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in resort, pranzo libero e cena inclusa.  
    Prima colazione e trasferimento privato in aeroporto e partenza per Buenos Aires. Arrivo e trasferimento in hotel. Pomeriggio a disposizione per visitare autonomamente la bella Buenos Aires. Pernottamento in hotel.  Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi. 
    Prima colazione in hotel. Mattinata a disposizione ed eventuale pranzo libero. A seconda dell’orario del volo, trasferimento in aeroporto e partenza con il volo per il rientro in Italia. Pernottamento a bordo. 
    Arrivo in Italia.    Quebrada de las Cochas      2. Il Deserto del Labirinto        3. La Puna Foto di Azzali Luca

    Perché con noi

    • Grandi “salares”, bacini bianchissimi tra le montagne, antichi resti di laghi, inaspettate formazioni glaciali nel deserto di alta quota, lagune abitate da colonie di fenicotteri
    • Si viaggia in piccoli gruppi, in compagnia di un Esperto in loco parlante italiano (Luis Giramonti) che guida una delle vetture (da Salta a Salta)
    • Si scopre la Puna a bordo di Toyota Hilux con massimo 3 passeggeri (posto finestrino garantito)
    • Si pernotta in case famiglia, per un approccio autentico e più vicino alla vita locale (a San Francisco de Alfarcito e ad Antofalla)
    • Si dedica una giornata alla visita di Buenos Aires con guida locale parlante italiano
    • Si partecipa alla Festa della Vergine dell’Assunzione a Casabindo in Puna

    I nostri esperti

    LUIS ALBERTO GIRAMONTI

    Dal 11  agosto  2027 al 25  agosto  2027

    Approfondimenti di viaggio

    INFORMAZIONI SUL VIAGGIO Viaggio di grande interesse paesaggistico e naturalistico, particolarmente adatto agli amanti del deserto e a chi privilegia i grandi scenari naturali autentici e l’immersione in ambienti incontaminati dove la presenza dell’uomo è molto limitata. Il nostro itinerario si concentra infatti nella zona della Puna argentina, un deserto d’altitudine e nel nord ovest argentino, tra quebrade e vigneti per acclimatarsi prima di intraprendere il viaggio in altura. La Puna, [...]