• LA IONIA, LA CAPPADOCIA E ISTANBUL

    TURCHIA

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    TURCHIA

    Viaggi con Esperto

    Durata 12 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 10 MASSIMO 16  PARTECIPANTI
    Partenze

    A PARTIRE DA:  

    2.950€

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    Turchia

    LA IONIA, LA CAPPADOCIA E ISTANBUL

    Il mare “Portatore di brezze dai profumi sconosciuti” ha arenato sulla costa asiatica la raffinatezza della cultura greca. Nell’ambito della formazione del popolo turco, la storia ha però avuto un effetto duplice: il mare da una parte, ma dalla parte opposta, dai territori profondi dell’Anatolia, movimenti ben più traumatici hanno realizzato il cambiamento sociale e culturale del Paese.

    Voltando le spalle alla costa egea, si guarda un nuovo film della storia antica che vede le marce dei persiani e poi l’affermarsi del cristianesimo e poi l’arrivo dei popoli dalle steppe dell’Asia e dell’islam, un susseguirsi di momenti che in un millennio ha cambiato non solo la storia ma anche la fisionomia stessa del popolo turco.

    La “Strada Reale” persiana da Efeso, attraversando tutta l’Anatolia centrale ed orientale, arrivava a Mossul, oggi in Iraq, per concludersi nel cuore dell’antica Persia.

    Proprio Erodoto racconta di un viaggio di Serse, figlio di Dario il Grande, attraverso la Turchia occidentale: “Serse provenendo dalla Frigia, diretto verso la Lidya, trovò un bivio, la strada di sinistra portava verso la Caria mentre la destra portava verso Sardis. Qui Serse vide un albero bellissimo, ne rimase colpito, lo adornò d’oro e lo rese sacro.”

    ITINERARIO

    Partenza dall’Italia con volo internazionale di linea per Istanbul. Arrivo nel pomeriggio e trasferimento in hotel.Cena in ristorante. 
    La strada partendo da Istanbul percorre il territorio parallelo alla costa del mar di Marmara, sul lato europeo, fino a raggiungere Gelibolu (Gallipoli). La distanza è di circa 260 km percorribili in tre ore e mezza di autobus.  Qualche decina di chilometri dopo Gallipoli, a Eceabat, si trova il “Parco Nazionale Storico della Penisola di Gelibolu” nato per ricordare le migliaia di soldati caduti per la difesa della Turchia dall’ attacco franco-inglese nell’ aprile del 1915. Dopo Gallipoli si continua verso il punto di traghettamento dello Stretto dei Dardanelli (1200 metri nel suo punto più stretto) e si raggiunge la costa asiatica dove è il distretto di Canakkale.Troia si trova ad una trentina di chilometri da Canakkale. Con i suoi 4000 anni di storia è una delle città più antiche e più famose della storia dell’occidente. L’ avvicendarsi della vita di questa città, con le sue distruzioni e le ricostruzioni, si è depositato in diverse stratificazioni che l’archeologia distingue in numero di nove.Nel pomeriggio si visitano i pochi resti del sito e il nuovo museo costruito recentemente ed inaugurato solo nel 2018 con l ‘intento di dare un corredo archeologico più consistente alla visita di questa antica città “ormai fantasma” che è parte fondamentale della nostra storia e della nostra cultura europea. Gli scavi dell’archeologo Schliemann, iniziati nel 1871, avevano portato alla luce le diverse stratificazioni delle varie ricostruzioni e 42 abitazioni. Il cosiddetto “Tesoro di Priamo” venne trovato durante la conduzione di questi lavori.Molti oggetti preziosi che componevano il tesoro vennero inviati a Berlino ma alla fine della Seconda guerra mondiale i ritrovamenti furono trasferiti in Russia. Anche nel museo archeologico di Istanbul esiste una sezione dedicata ai ritrovamenti sul sito di Troia. Il nuovo museo di Troia è un nuovo spazio tutto da scoprire. La richiesta di restituzione dei reperti in gran parte trafugati è stata accettata solo dal Penn Museum della Pensilvania che ha restituito 24 oggetti in oro; Tutte le altre sedi contenenti oggetti della storia di Troia, compreso il museo archeologico di Istanbul, hanno rifiutato la restituzione. Dopo la sua inaugurazione, il nuovo museo di Troia è stato il primo della Turchia ad aver ricevuto un doppio riconoscimento: ha avuto la menzione speciale come museo europeo agli EMYA 2020 (European Museum of the Year Award) e la menzione speciale 2020/2021 dall’ Accademia Europea dei Musei (EMA).Con circa duemila reperti, distribuiti su un’area espositiva di tremila mq. il museo vuole raccontare i miti e le leggende che nell’ arco di cinquemila anni hanno segnato la storia del territorio di Troia e delle sue aree limitrofe.Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento Canakkale.  
    La distanza tra Canakkale e Pergamo è di 200 km circa, occorrono circa tre ore di macchina per coprire questa distanza.Pergamo, è passata alla storia per aver lasciato il suo nome alla pergamena. La forte concorrenza culturale tra questa città e la città di Alessandria d’Egitto, entrambe avevano una importante biblioteca, fece sì che l’Egitto, produttore di papiro e dell’unico tipo di carta che potesse essere usata per la composizione dei libri ne vietasse l’esportazione. Pergamo trovandosi senza fogli per la scrittura iniziò la lavorazione delle pelli di animale e diede vita a questa nuova base di scrittura che ebbe in seguito una grande diffusione e nonostante gli alti costi di produzione si diffuse in tutta l’Europa e sopravvisse fino all’ invenzione della carta.L’ antico centro era già molto importante nel III sec. aC. ed era costituito da un nucleo di base disposto a terrazze e dalla sua parte alta, l’acropoli, che accoglieva tutti i monumenti classici delle città greche: il teatro, i templi, l’agorà e la famosa biblioteca.Durante il periodo romano la città subì numerosi cambiamenti e vi nacquero diversi edifici: il tem-pio dedicato a Traiano, quello dedicato a Faustina (moglie di Marco Aurelio), il tempio di Adriano ed anche quello dedicato all’ imperatore Caracalla. In realtà poco rimane di tutti queste costruzioni. Il grande tempio dedicato a Zeus, che era l’ opera greca più importante, venne completamente rimosso a fine ottocento su concessione del sultano ottomano. L’ acropoli resta suggestiva per la sua posizione dominante e per i resti che guardano le gradinate vertiginose dell’antico teatro gre-co.Di grande interesse sono anche le rovine della Asclepion, uno dei centri di cura più antichi della storia dell’ uomo, situato nella parte piana , al di sotto dell’acropoli.Una volta terminate le Visite di Pergamo si prende la strada per Izmir che dista 130 km, per un tempo di quasi due ore di percorrenza. Izmir è oggi una città assolutamente moderna e pochi sono i resti a ricordarne l’antichità. Sarà per il suo passato di colonia greca che si è sedimentato come finissima polvere sul fondo culturale della cittadinanza, sarà il suo volto affacciato al mare Egeo, sarà per il fatto che durante il periodo ottomano è stata la città portuale più importante, sarà che questa città è da sempre rivolta allo scambio commerciale e culturale…sarà per tutte queste ragioni, Izmir è una delle città più avanzate e più aperte del mondo turco.Izmir, come tante città mediterranee, guarda al mare come parte integrante della propria identità; Il suo centro vitale è infatti il suo lungomare, il Kordon, affollato da centinaia di persone nelle serate estive.Sistemazione in hotel a Izmir.Pranzo e cena in ristoranti locali. 
    Prima colazione in hotel. Sono appena 80 chilometri a separare Izmir da Efeso. Una volta lasciata la grande città continuiamo verso sud mantenendo una linea che è sempre al fianco della costa egea. Le rovine di Efeso sono tra le più rinomate della costa turca. Il sito emerse dagli scavi condotti a fine 1800 da parte di un gruppo di archeologi tedeschi. La città antica venne nominata da Augusto, nel 27 a.C., capitale dell’Asia Minore e i resti dell’epoca romana palesano infatti il grande ruolo che il centro ebbe durante il periodo romano, ma la sua importanza scende ben più in profondità nella storia. Efeso, col superbo tempio di Artemide, fu il fulcro della vita greca sulla costa asiatica e fu il proscenio dove recitarono la loro parte grandi personaggi quali Creso, dalla ricchezza proverbiale, i persiani e l’immancabile Alessandro Magno.La passeggiata tra le rovine della città, dal teatro Odeon, lungo la cosiddetta “via dei Cureti”, costeggiando la bellissima facciata della “Biblioteca di Celso”, poi il tempio di Adriano fino a giungere alla via del porto, è la sintesi visiva dell’intreccio tra la tendenza artistica greca e quella romana; un viaggio affascinante attraverso siti che hanno giocato un ruolo importantissimo nella formazione della cultura antica.Purtroppo, del maestoso e magnifico tempio di Artemide poco resta, una grande perdita considerando il peso che questo tempio ebbe nelle narrazioni storiche più antiche.A ricordo di Giovanni l’evangelista, ed intorno al suo luogo di sepoltura, sulla collina, a breve distanza dal sito dove si ergeva il tempio di Artemide, venne costruita nel VI sec. al tempo dell’imperatore Giustiniano una grande basilica cristiana; oggi la basilica è un sito di visita, ma l’edificio è in gran parte crollato.L’ultimo luogo da visitare che conclude la conoscenza di Efeso è fuori dal contesto archeologico; secondo alcune fonti, ancora molto discusse, Maria, in compagnia di Giovanni l’evangelista, avrebbe raggiunto Efeso intorno al 40 d.C. Il luogo dove Maria avrebbe soggiornato è diventato un punto di visita e di preghiera per una moltitudine di turisti e un centro di preghiera per i credenti cristiani. Al termine delle visite si parte alla volta di Kusadasi, ad appena 20 chilometri, dove sarà il nostro hotel.Pranzo e cena in ristoranti locali. 
    È la giornata conclusiva della visita della costa egea.  Essendo la giornata piuttosto piena, occorre partire un po’ presto la mattina per poterci soffermare con un minimo di tranquillità sui primi luoghi che visiteremo. I siti che si visitano nel corso della mattinata fanno parte di quell’ insieme di nuclei fondati, proba-bilmente a partire dal 1000 a.C. da parte dei coloni greci al fine di realizzare dei porti e delle sta-zioni commerciali su quel tratto di costa asiatica che prese il nome di Ionia. Su queste terre che si affacciano al mare nacquero dei centri religiosi così importanti da attrarre l’attenzione e la tutela anche da parte di quei popoli che si sovrapposero per conquista alla gente greca fondatrice: prima i persiani e poi i macedoni trovarono nell’ambito del sacro un momento di fusione culturale con lo spirito greco. Sia Priene sia Didima sono resti di grande fascino, di grande suggestione che il grande turismo di massa fino ad ora, fortunatamente, ha completamente ignorato. PrieneMolto suggestiva la sua posizione in quanto il nucleo abitato si trovava ai piedi un alto roccione sulla cui cima era l’acropoli.Tra le rovine dell’antico sito si distinguono: il tempio di Atena del IV sec. a.C., l’agorà, il piccolo teatro ed i resti delle mura che proteggevano il nucleo intero.Priene, a causa del suo forte legame con la Grecia, venne lasciata all’ incuria nel periodo romano ed infine perse del tutto la sua importanza sotto il dominio bizantino.È un sito molto suggestivo, isolato, poco frequentato dal turismo di massa. I grandi blocchi di colonne scanalate, disordinatamente sparsi a terra creano uno scenario da quadro surrealista.Per raggiungere la collina del sito occorre camminare per una quindicina di minuti su un sentiero di pietra. Didima È una sosta molto importante per capire più precisamente la forma architettonica del tempio classico greco sulla costa della Ionia. La struttura originaria del tempio di Apollo risaliva al 500 a C. ma venne pesantemente danneggiata dai persiani e fu ricostruita ed ingrandita al tempo di Alessandro Magno.  Secondo le testimonianze che ci sono giunte, questo tempio doveva essere   un poco inferiore, per volume, al tempio di Artemide di Efeso. Purtroppo, di quest’ultimo non è rimasto che lo spazio perimetrale, ma che cosa doveva essere se era ancora più grande di questo grandioso tempio di Apollo. Possiamo immaginare il carisma, la forza, l’ascendente dell’oracolo del tempio sulle popolazioni greche e locali. Questo era un santuario impressionante che incuteva rispetto tanto per la mole architettonica quanto per la forza dei vaticini enunciati dai sacerdoti.Didima è un sito immancabile e, anche qui come a Priene, essendo fuori dalla “rotta veloce”, pochi turisti arrivano. Le colonne del tempio sono mastodontiche, il loro diametro è enorme, impressionante, inimmaginabile.Una volta terminata la visita il nostro percorso volge le spalle alla costa egea per addentrarsi nel territorio interno della Turchia. Sono circa 190 chilometri di distanza, circa tre ore di macchina, per raggiungere Aphrodisia.Anche questo sito non è così altamente visitato dal turismo di massa; eppure, è un luogo interessantissimo e ricchissimo di resti. Aphrodisia era un insediamento probabilmente molto antico che diventò particolarmente importante nel periodo greco per il culto della dea Aphrodite, la dea della bellezza e della passione. Questa divinità, nata dalle spume del mare, e sospinta dalle brezze verso le coste greche verrà ampiamente celebrata dai romani con il nome di Venere. Il sito è piuttosto esteso; occorre una passeggiata di almeno un’ora per vedere tutte le rovine   che sono soprattutto del periodo romano. Aprhodisia aveva un grandissimo stadio, un bellissimo teatro, un foro molto particolare poiché    accoglieva al suo centro, in forma ovoidale, una grande vasca di acqua e poi aveva delle terme fatte costruire dall’ imperatore Adriano ed aveva infine un grande portico a tre piani che costituiva una sorta di corridoio processionale ed era parte di un tempio denominato “Sebasteion” o “Tempio degli imperatori”. Questo corridoio era decorato da una serie di grandi lastre in marmo bianco i cui bassorilievi raccontavano le storie dei miti greci o dell’Impero Romano. Il museo costruito alla porta del sito espone diverse statue provenienti dagli scavi della città e una serie di circa 80 di queste lastre di bassorilievi che in totale, a decorazione dell’intero Sebasteion, dovevano essere duecento. Al termine delle visite si prende la strada verso Pamukkale che dista un centinaio di chilometri quindi un’ora e mezza circa di macchina.Sistemazione in hotel. Pranzo in ristorante, cena in Hotel o in ristorante. 
    Dopo la prima colazione, dedichiamo le prime ore della mattina alla visita del sito archeologico di Hierapolis, un sito fondato intorno al 200 a.C, come centro termale, che vide l’afflusso e la convivenza di genti di provenienze ed estrazioni culturali diverse. Greci, romani, bizantini, ognuna di questi popoli lasciò testimonianza in tratti architettonici diversi. Negli ultimi anni, squadre di archeologi italiani, hanno condotto restauri (per esempio il restauro del famoso Plutonium, ovvero il santuario del dio Hades dove gli antichi pensavano si trovasse la porta dell’inferno) e scavi per il rinvenimento dell’insediamento più profondo che risalirebbe al VII sec. a C.Oltre ai lavori di recupero del suddetto “Plutonium”, gli italiani hanno lavorato anche al restauro del teatro; ne hanno rimontata la scena facendone una delle strutture teatrali più complete tra quelle presenti sul nostro viaggio.A lato del sito di Hierapolis, si trova il famoso ambiente di Pamukkale riconosciuto quale patrimonio dell’umanità dall’ Unesco nel 1988. Le acque termali, ricche di calcite, hanno creato composizioni a cascata di un bianco abbagliante lungo il versante meridionale della collina.  Al termine di queste visite, dunque a metà mattinata, si comincia il viaggio che ci porterà verso il cuore dell’Anatolia, la città santa di Konia. È una distanza un po’ impegnativa, si tratta di 400 chilometri, circa sei ore di tempo con la pausa pranzo. Konia fu uno dei centri nevralgici del potere politico sotto la dominazione dei turchi Selgiuchidi, ma è particolarmente famosa per la sua importanza religiosa, fu infatti la sede di riferimento di uno degli ordini “Sufi” più famosi nel mondo dell’Asia centrale, quello dei Dervisci Rotanti. Terminiamo la giornata con la visita del centro spirituale fondato da Mevlana, il padre spirituale della suddetta corrente religiosa, che oggi ospita la sua ed altre tombe importanti.Sistemazione in Hotel.Pranzo e cena in ristoranti locali. 
    Dopo una breve visita ad una piccola scuola coranica del XII sec. “Ince Minareli medrese” famosa per il lavoro decorativo sulla sua facciata, lasciamo la città di Konia, diretti verso la regione della Cappadocia. La distanza che dovremo percorrere è di 240 Km (3 ore). Avremo anche la pausa pranzo, dunque, raggiungeremo la nostra destinazione verso metà pomeriggio.La Cappadocia è quel luogo dove il lavorio imprevedibile della natura che ha plasmato, in milioni di anni, il territorio, si è fuso con la volontà umana di addomesticare l’ambiente, di creare spazi che fossero vitali, protettivi. Così questo territorio che si è formato nel corso di 60 milioni di anni in seguito ad eruzioni vulcaniche e poi al dilavamento delle grandi acque ha visto da 10 mila anni a questa parte, lo sforzo umano nello scavo per la realizzazione di ambienti per la vita quotidiana. In epoca cristiana, in quelle stesse rocce di tufo, è avvenuta la realizzazione di spazi religiosi: chiese ed ambienti di preghiera. È come se in Cappadocia trovassimo la sintesi delle più profonde esigenze umane: il bisogno di protezione nel vivere più elementare ed il bisogno di seguire ed obbedire all’insondabile meccanismo della fede.La Cappadocia comprende diverse province dell’Anatolia centrale, ma è nella provincia di Nevesehir e in modo particolare intorno all’area di Goreme che si sviluppa la maggiore concentrazione di formazioni erose e scavi sotterranei.Grotte preistoriche, monasteri e chiese dipinte, spazi per la vita e spazi per la sepoltura… gli ambienti sotterranei della Cappadocia raccolgono tutto quanto può placare le tensioni della necessità del vivere e di quella del morire dell’essere umano antico. Durante il trasferimento da Konia a Cappadocia faremo sosta per la visita del Caravanserraglio di Sultanhani, un edificio così solido e curato da far capire quanto fosse importante l’attenzione al commercio ed alle carovane sotto l’impero selgiuchide e ottomano.Nel pomeriggio, appena raggiunta la Cappadocia, cominceremo   la visita della valle pietrificata di Goreme con le sue chiese decorate di affreschi. Sono ambienti facilmente raggiungibili ma dallo spazio piuttosto ridotto. A Goreme vi sono una decina di luoghi da visitare tra chiese scavate nella roccia e sale di vita monastica. Alcune chiese sono molto piccole ed hanno lavori di pittura molto modesti, altre invece, hanno colori vivaci e sono importanti esempi per il tipo di arte figurativa che si è venuta a sviluppare in seno a queste comunità cristiane piuttosto isolate.Al termine delle visite, si procede verso l’albergo.Pranzo in ristorante, cena in Hotel oppure in ristorante. 
    In mattinata possibilità di effettuare (in forma facoltativa) un volo in mongolfiera sull’ ambiente della Cappadocia. Tutta la giornata sarà dedicata alle visite dei villaggi e delle vallate del luogo: la cittadella di Uchisar, Zelve, la valle di Pasabag con i famosi (Peribacalar) “Camini delle Fate”, Avanos, Urgup con le chiese di S. Teodoro e Pankarlik riccamente dipinte, Mustafa Pasha con chiese scavate e rifugi, e Sinasos.Pranzo in ristorante. Cena in ristorante o in Hotel. *Escursione in mongolfiera: il volo in mongolfiera è senza dubbio un’esperienza molto suggestiva. Dall’altezza di volo si possono cogliere, da un punto di osservazione ideale, i “Camini delle Fate”, i canyon e le vallate che compongono un territorio così particolare.La Cappadocia offre un ambiente di volo per mongolfiere particolarmente stabile. La durata del volo in sé varia da 45 a 60 minuti. Il tragitto di volo, la sua direzione, è condizionato dalla direzione delle brezze mattutine. Chi avesse deciso di partecipare a questa escursione, viene prelevato dall’albergo un’ora prima dell’alba e trasferito sul luogo del decollo. La durata dell’intera escursione è di circa tre ore. Il volo può subire l’annullamento in caso di condizioni meteorologiche non adeguate con conseguente restituzione del costo dell’escursione. Questa opzione sarà prenotabile solamente in corso di viaggio. Il costo della escursione è di circa 270 euro (l’importo esatto è da verificare e confermare prima della prenotazione). 
    La Cappadocia è notoriamente lo spazio territoriale, dell’altopiano anatolico, più famoso per le sue articolazioni morfologiche quindi le ragioni per l’estensione delle visite non mancano certamente.In questa giornata dedicheremo la mattina al trasferimento e alla visita del sito di Derinkuiu che dista circa un’ora di auto dal cuore della Cappadocia. Derinkuiu è la città sotterranea più completa che si possa visitare in Cappadocia. Questi centri di vita sotterranea nacquero, non si sa esattamente in quale periodo storico, per sfuggire alle violenze degli invasori e vennero nel tempo ampliate ed elaborate in modo da renderle luoghi di sopravvivenza per intere comunità, anche per periodi abbastanza lunghi. L’ampliamento delle città sotterranee portò ad una elaborazione dei livelli di scavo verso il basso e nel caso di Derinkuiu la città arrivò ad avere fino ad otto livelli sotterranei. Parte di questi livelli sono visibili e sono molto interessanti per scoprire come, in questi scavi, la popolazione avesse risolto i vari problemi legati all’ aerazione, al mantenimento delle derrate e degli animali, e ai sistemi di chiusura che erano fondamentali per la protezione della comunità.Al termine della visita di questo sito si continua fino alla valle di Ilhara. Si tratta di una lunga valle stretta nel canyon del fiume Melindiz che si sviluppa nella sua parte più caratteristica tra il villaggio di Selim e il villaggio di Ihara. Essendo un luogo particolarmente adatto al raccoglimento, questo canyon fu il luogo prescelto dai monaci bizantini per la costruzione di ambiti di meditazione e di preghiera. Nacquero così, ai piedi delle rupi verticali le chiese cristiane che ancora oggi si possono visitare lungo il tracciato di questa passeggiata.L’ intera valle si sviluppa su una distanza di 15 chilometri ma la camminata finalizzata alla bellezza del paesaggio ed alle emergenze artistiche più importanti si svolge lungo un breve tratto a ridosso del villaggio di Belisirma, si tratta di una camminata di circa due chilometri che ci conduce alla scoperta di quello che è considerato uno dei luoghi paesaggistici più suggestivi della Cappadocia.  Nel pomeriggio proseguiremo verso il bellissimo sito di Seliime dove, in un ambiente di coni mo-dellati, si trova quello che è considerato il più grande complesso monastico scavato della roccia della Cappadocia.Al termine di queste visite si farà rientro verso il nostro albergo che si trova nella zona di Avanos.Pensione completa. 
    In mattinata volo domestico per Istanbul. Una volta arrivati all’aeroporto di Istanbul, occorre mettere in conto almeno un’ora o un’ora e mezza, dipende dal traffico, per raggiungere il centro città dove è situato il nostro albergo.Dedicheremo le ore rimanenti del pomeriggio alla visita del Grand Bazar di Istanbul che è raggiungibile a piedi dal nostro albergo con una camminata di venti minuti. Il “Bazar “è una realtà profondamente radicata nella cultura più orientale del Paese. Quando si percorre la Turchia odierna, la realtà autentica dei bazar si trova solo nelle terre meridionali ovvero nella fascia ai confini con l’Iran, l’Iraq, la Siria.  Istanbul, essendo per carattere un grande polo cosmopolita e commerciale, ha mantenuto questa bellissima realtà di merci e colori che ha sempre affascinato per esotismo i viaggiatori europei. Al termine della visita si rientra in hotel.Mezza pensione (pranzo libero in quanto previsto a cavallo dell’orario di volo). 
    Museo archeologico di Istanbul e nel pomeriggio visita del cuore di Costantinopoli, con la chiesa di S. Sophya, l’ippodromo, la cisterna e la moschea blu. Infine, visita alla moschea di Solimano Il museo archeologico di Istanbul è una raccolta di reperti che, accogliendo tutte le fasi storiche della Turchia si presenta come un insieme difficile da affrontare. Diciamo che per una persona appassionata e desiderosa di approfondire i temi della visita, una giornata intera sarebbe appena sufficiente per sentirsi appagata. Questa premessa serve a prospettare una visita che vuole essere mirata alle parti storiche che si sono visitate durante il nostro itinerario senza perdersi nel crogiolo della storia millenaria dell’altopiano anatolico. Pensiamo quindi di affrontare questa visita con la volontà di esaurire nell’ arco massimo della mattinata il percorso museale tra punti più attinenti al viaggio che abbiamo appena terminato di compiere. Al termine della visita del museo ci concentreremo nel cuore veramente storico di Istanbul: il quartiere di Sultanhamet, quel quartiere, verso la punta della penisola, dove l’Impero Romano d’oriente mise le sue radici e fondò i suoi simboli.  Paradigmi che per mille anni resteranno solidi a rappresentare, non tanto il centro del potere, ma soprattutto una storia, una scuola che nel corso dei secoli permeerà il pensiero europeo e riemergerà, come sede di conservazione della cultura greca antica, alla fine del medioevo nel fiorire del nostro periodo rinascimentale.La nostra visita del centro storico comprenderà la chiesa-museo (oggi riconvertita in moschea) di S.Sophya, l’ ippodromo e la “Cisterna” che sono  le testimonianze più rappresentative dell’origine di fondazione dell’impero romano d’oriente e per finire la “Moschea Blu” come simbolo dell’architettura islamica che si impiantò, dopo la conquista ottomana, nel cuore della antica  tradizione cristiana. Al termine della visita della mattinata, nel dopo pranzo, dedicheremo alcune ora nella visita della più grande e nota moschea di Istanbul, la moschea di Solimano il Magnifico.La città di Istanbul conta circa duemila moschee e molte hanno caratteristiche molto particolari però la struttura della moschea del Solimano, forse anche per la sua posizione dominante che si coglie da tante aree della città, è quella più impressionante.La moschea è il simbolo del momento più importante, dal punto di vista politico, economico e culturale della città durante la sua vita islamica. Costantinopoli venne conquistata nel 1453, da quel momento terminò la sua fase di capitale cristiana e con il nome di Istanbul cominciò la sua nuova vita di capitale mussulmana dell’impero ottomano.L’ architetto Mimar Sinan, grande genio e costruttore nel XVI secolo, rivoluzionò le proporzioni dei monumenti religiosi islamici e nella moschea del Solimano realizzò in grandi dimensioni, il suo sogno e la sua opera d’arte. La moschea, una volta completata divenne anche il mausoleo di famiglia, al suo interno si possono visitare anche le tombe dello stesso  Solimano il Magnifico  e della moglie Haseki  Hurrem Sultan ( Rossellana). Al termine di queste visite si rientra in albergo.Pensione completa. NB: Occorre segnalare un dettaglio molto importante: durante i momenti di grande affluenza turistica il centro di Istanbul è molto affollato ed i tempi di accesso ai monumenti così come i tempi delle visite sono difficili da definire con precisione. Soprattutto per quanto riguarda la chiesa di S.Sophya, da quando il governo l’ha dichiarata “Moschea” , essendo passata da monumento turistico a monumento religioso non ha più biglietto di accesso e le code all’ entrata sono diventate lunghe e snervanti. La chiesa, oggi dichiarata “Moschea” ha alcuni momenti, durante il corso della giornata, in cui i fe-deli entrano per la preghiera.  Durante quelle preghiere le visite dei turisti vengono sospese per 30 o 40 minuti. In definitiva le attese talvolta sono molto lunghe e estenuanti.Questo tipo di gestione del monumento rende davvero difficile il lavoro degli operatori del turismo tanto che molte agenzie oggi rinunciano all’ ingresso per mancanza di tempo.*A causa della difficoltà di programmazione della visita della chiesa di S. Sophia, le visite nell’ arco della nostra giornata potrebbero subire variazioni o slittamenti rispetto all’ ordine sopra descritto. 
    La mattina ci restano alcune ore per un ultimo sguardo su Istanbul. Cosa di meglio per avere una panoramica rilassante sulle linee architettoniche della città se non la navigazione sul Bosforo.Partendo dal quartiere di Eminonu, l’imbarcazione percorre il canale del Bosforo lasciando che la vista si dispieghi  sulla costa asiatica da una parte e sulla costa europea dall’ altra . Quest’ultima è punteggiata, sul lungomare dagli edifici storici di fine ‘800 e più in profondità, più in lontananza, dal  panorama del nucleo cittadino della famosa “Torre di Galata” o della dominante e quasi irreale emergenza della grande moschea di Solimano il Magnifico. Scorci immancabili e memorabili di un centro storico che rappresenta uno dei tasselli fondamentali nella storia dell’incontro architettonico tra il pensiero cristiano-europeo ed il mondo mussulmano-orientale.Al termine della navigazione, ci avvieremo verso la zona aeroportuale per prendere il volo di rientro in Italia.Pranzo libero.       

    Perché con noi

    • il tour è stato disegnato e sarà accompagnato dell'esperto della destinazione 
    • tutti gli hotel selezionati sono di categoria 4 e 5 stelle 
    • in un solo viaggio esploriamo la zona della Ionia, della Cappadocia e delle terre del sud

    Approfondimenti di viaggio

    ITINERARIOL’ itinerario è ricco di luoghi da visitare ed è molto intenso, ma non stressante. Molte delle giornate di viaggio comportano trasferimenti in autobus, in qualche caso un po’ lunghi. Le distanze ed i tempi di viaggio sono indicati nel dettaglio giornaliero.Questo itinerario non comporta difficoltà particolari; solo talune camminate nei siti archeologici potrebbero essere un po’ difficoltose per persone con problemi di deambulazione.Il circuito potrà essere effettuato in [...]