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LA VIA DELLA SETA DA LANZHOU A KASHGAR

CINA

icona orologio 17 GIORNI
minimo 10 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   8  ottobre    al   24  ottobre  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

Un itinerario alla scoperta di tre provincie della Cina nord-occidentale, attraverso il mondo tibetano del Gansu e del Qinghai fino a quello Uyghur dello Xinjiang, lungo alcuni degli affascinanti e mitici percorsi della Via della Seta. Un viaggio ricco di suggestivi paesaggi, dall'altopiano tibetano alle affascinanti oasi carovaniere del deserto del Taklamakan, fino alle alte vette innevate delle catene del Kunlun Shan, del Karakorum e del Pamir, tra complessi d'arte rupestre, - continua -

A PARTIRE DA: 4.900 €


ITINERARIO

Da Milano Malpensa per Pechino con volo diretto Air China delle 13,30. Arrivo la mattina dopo.

 

Arrivo a Pechino alle 05.30 e volo in coincidenza per Lanzhou (ore 09.25/12.00, orario soggetto a riconferma). Pranzo libero.

Arrivo a Lanzhou (altitudine 1520m). Trasferimento e sistemazione in hotel.

Lanzhou, capoluogo della provincia del Gansu, conta oltre i 3 milioni e mezzo di abitanti. La città si è strategicamente sviluppata lungo il corso del Fiume Giallo e ha visto alternarsi al suo governo realtà politiche differenti, sia cinesi sia provenienti dall’Asia Centrale, perennemente in lotta tra di loro. Trovandosi incuneata in una stretta vallata chiusa da ripide montagne a 1.600 metri di quota, Lanzhou è stata costretta a svilupparsi in un lungo corridoio che si estende da est a ovest per oltre 20 chilometri sulla sponda meridionale del Fiume Giallo. Di conseguenza la metropoli è “urbanisticamente” poco funzionale e richiede tempi piuttosto lunghi per gli spostamenti, costituisce un importante snodo stradale utilizzato da molti viaggiatori per raggiungere altri luoghi del Gansu. Cena e pernottamento al Lanzhou Crown Plaza 5* (o similare).

 

 

Nelle vicinanze della città di Lanzhou, c’è uno dei tanti complessi rupestri buddhisti in roccia che si trovano disseminati lungo le rotte carovaniere della via della seta: si tratta di Binglingsi, oggi raggiungibile soltanto per via fluviale attraverso un affascinante percorso che si snoda all’interno di gole scavate dall’acqua nelle formazioni calcaree. Il breve viaggio lungo il corso d’acqua termina in prossimità di una parete verticale di roccia nella quale anonimi monaci e artisti scolpirono, a partire dal V secolo, una serie di sculture celebranti il Buddha e la sua dottrina. Il sito è dominato da una statua di epoca Tang (618-907), alta 27 metri e raffigurante Maitreya, il Buddha del futuro, in posizione assisa, che segnala la presenza delle grotte ai navigatori. La parte superiore è stata scolpita in roccia di pietra arenaria, la parte inferiore è stata invece riportata con strutture di legno rivestite di argilla. Al termine della visita, dopo pranzo, proseguimento per Xiahe (in cinese), o Labrang (in tibetano), si attraversano suggestivi paesaggi caratterizzati da terrazzamenti ricavati sui rilievi di loess (roccia sedimentaria costituita da granuli di quarzo, calcite, idrossidi di ferro e minerali argillosi, formatasi per deposito detritico provocato dal vento in regioni pre-desertiche). In questa zona vive la minoranza mussulmana Hui e ci sono numerose moschee in forma di pagoda cinese con tanto di minareto. Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento al Labrang Civil Aviation Hotel 4*, hotel molto semplice ma abbastanza confortevole (o similare).

 

Prima colazione in hotel. Visita allo splendido monastero di Labrang che ha parzialmente resistito all'assalto della rivoluzione culturale mantenendo intatto circa la meta` dei suoi edifici e della sua spettacolare lamaseria, che conserva ancora antichi portali di legno finemente intagliati e dipinti.

Funzionano ancora molti istituti universitari, tra i quali quello di medicina tibetana, con le sue gigantesche e odorose statue di burro di yak colorato, che dopo circa un decennio di maturazione vengono fatte a pezzi e usate come farmaci, tra magia ed erboristeria. La quiete che regna all'interno dell'impianto monasteriale, non viene mai turbata dalla pur febbrile attivita` e quando il sole e` forte i porticati dei cortili sono un ottimo riparo. Si puo` godere del posto, dell'aroma delle enormi incensiere che troneggiano al centro dei cortili, e del leggero rumore del vento contro i pesanti tendaggi bianchi e blu posti all'ingresso degli edifici principali. Il modo migliore per immergersi nell’atmosfera di Labrang è percorrere il kora di 3 km che circonda il monastero. Il sentiero e` fiancheggiato da ben 1174 ruote della preghiera, chorten imbiancati a calce e cappelle.

Dopo pranzo, partenza per Tongren, nota per la produzione artgianale di Thanka. I villaggi nelle immediate vicinanze di Tongren sono noti per la produzione artigianale di thangka (dipinti buddhisti) e le statue dipinte, le tipiche espressioni artistiche del mondo tibetano, che i loro abitanti realizzano da secoli. Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento all’Hotel Hong Fend De 4* (o similare). La sistemazione è piuttosto spartana e il servizio lento ma la posizione è comoda. Si tratta della migliore sistemazione del posto in grado di ospitare gruppi.

 

Prima colazione in hotel. Visita del Monastero Long Wu Si (Rongwo Gonchen Gompa) e del Wu Tun Si (Monastero Alto e il Basso). Dopo le visite, partenza in pullman per Xining, pranzo lungo la strada.

Il Rongwo Gonchen Gompa è un immenso e labirintico complesso dalla pianta irregolare, composto da cappelle e appartamenti dei monaci datati dal 1301 in poi e restaurati. ll monastero di Wutun e` sede della famosa scuola di artisti-monaci fondata nel XVI secolo e le cui opere d'altissimo livello (dipinti e sculture) sono disseminate in tutto il Tibet. La famosa (almeno in Tibet) arte di Repkong (Tongren), e` appannaggio non solo dei monaci della scuola di Wutun. Infatti anche la popolazione non monastica dei villaggi dei dintorni annovera un non usuale numero di abili artisti, che si tramandano lo stile e le tecniche da varie generazioni familiari.

Dopo pranzo in ristorante locale, partenza in pullman per Xining.

Sosta al monastero di Ta’er (il Monastero di Kumbum). Visita dell’università monastica di Kumbum Jampaling, che si trova ad una trentina di chilometri dalla città ed è uno dei cinque grandi centri di studio della scuola Gelugpa in Tibet. Fu edificata nel XVI secolo da Rinchen Tsondru, discepolo del grande maestro Tsong Khapa, attorno a un albero e allo stupa che segnano il luogo in cui egli nacque. Divenne uno dei centri monastici principali del Tibet, con una miriade di templi e conventi e nei secoli subì attacchi e saccheggi anche da parte dei musulmani. Negli anni ’90 venne in buona parte restaurato e oggi ospita una comunità di monaci di cui i tibetani sono circa la metà. Arrivo a Xining e trasferimento in Hotel.

Cena e pernottamento al Qing Hai Hotel 5* (o similare).

 

Prima colazione in Hotel e proseguimento in pullman per Zhangye.

Pranzo in ristorante lung oil percorso.

Visita della statua del “Buddha dormiente” più grande della Cina: 35 m. di lunghezza per 8 m. di altezza, all’interno di una struttura in legno del 1098, risalente alla dinastia degli Xia occidentali. Arrivo e visita al tempio Zhangye.

Cena e pernottamento allo Zhang Ye Hotel 5* (o similare).

 

Prima colazione in hotel. Escursione nel Parco Geologico Zhangye-Danxia (tutelato dall’UNESCO), a circa 35 km. Trattasi di una vasta area montagnosa e desertica caratterizzata da particolari stratificazioni di rocce colorate, la cui gamma di sfumature e proporzioni creano un caleidoscopio di colori e uno spettacolo mozzafiato. Lungo il tragitto sosta a Juquan per la visita di una delle straordinarie tombe del periodo Wei e Jin. Il luogo di sepoltura risale a più di 1500 anni fa ed è costituito da numerose tombe sotterranee costruite in mattoni, perfettamente conservate, che contengono raffinatissimi dipinti raffiguranti la vita del tempo.

Proseguimento per Jiayuguan.

Cena e pernottamento al Jiayuguan Kai Tong Hotel 5* (o similare).

 

Prima colazione in hotel. Visita alla fortezza, al museo e all’ultimo tratto di Grande Muraglia. Pranzo in ristorante durante l’escursione.

All’estremo opposto del corridoio del Gansu si trovava uno degli ultimi avamposti cinesi di frontiera: Jiayuguan, il “Passo Jiayu”, dove, durante l’epoca Ming (1368 - 1644), terminava la Grande Muraglia, la cui estremità occidentale era segnata dalla impressionante fortezza, in solida terra battuta e legno, che domina ancora oggi incontrastata il semi-desertico paesaggio nei pressi di Jiayuguan. Il forte aveva funzione di dogana, entro cui dovevano transitare tutti coloro che uscivano dalla Cina. Protetto da mura alte oltre 10 metri, il forte si è meritato l’appellativo di “imprendibile passo sotto il cielo”. Ciascun angolo è provvisto di una torre di guardia, mentre i monumentali ingressi sono sovrastati da punti di avvistamento che toccano i 17 metri di altezza.

Cena e pernottamento al Dunhuang Xuaxia International Hotel 5* (o similare).

 

Prima colazione in Hotel.

Sei chilometri a sud di Dunhuang, presso il Mingsha Shan, il deserto si apre in un’oasi dando vita ad un paesaggio altamente suggestivo. Alla base di dune di sabbia, alcune delle quali raggiungono addirittura i 200-300 metri di altezza, si trova uno splendido specchio d’acqua noto come il Lago della Mezzaluna. La scarpinata fino alla cima della duna è molto faticosa, ma una volta arrivati si potrà ammirare lo spettacolo delle sabbie ondulate delimitate da pioppi verdi.

Nel pomeriggio visita al museo di Dunhuang, presso il quale ci si potrà fare un’idea più precisa di quello che si incontrerà andando a visitare le Grotte di Mogao, distanti 25 chilometri dalla città.

Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in Hotel.

 

Prima colazione in hotel. Al mattino visita alle grotte di Mogao.

È in mezzo alle sabbie e alle dune, ai piedi delle propaggini più orientali del massiccio del Kunlun, che sorge quella che all’epoca della via della seta era l’ultima città cinese, sede dal 117 a.C., del comando militare di tutti gli eserciti Han in Occidente: Dunhuang, il cui nome significa “Faro illuminante”. Costituiva l’estremo limite occidentale dell’impero, porta d’entrata e di uscita dalla Cina, oltre la quale si distendevano i tracciati dei percorsi carovanieri interrotti dalle rinfrescanti oasi. Ancora in epoca Han era qui che terminava la Grande Muraglia: alcuni isolati, suggestivi resti delle fortificazioni difensive erette quando Dunhuang venne eletta al rango di prefettura, nel 117a.C., possono essere ammirati nei pressi di Mogao, là dove si trova il complesso artistico delle cosiddette “Grotte dei Mille Buddha”, un vero e proprio santuario celebrante la fede buddhista attraverso affreschi e sculture realizzati entro le cavità aperte nel fianco della collina, realizzate a partire dal IV secolo fino al XIV d.C. Più di mille grotte sono scavate nella roccia del monte Mingsha e se ne sono conservate 492. L’insieme di architettura interna, scultura e pittura murale compone uno spettacolo magnifico: i personaggi principali delle scene sono stati spesso plasmati in tuttotondo e poi dipinti, mentre episodi narrativi della vita del Buddha, figure mitiche, elementi floreali   e ornamentali, donatori, paesaggi sono dipinti con pigmenti minerali sulle pareti, rese uniformi con un miscuglio di fango, sterco, intonaco e poi imbiancate. Dopo il pranzo, trasferimento in pullman alla stazione di Liuyuan (130 km, un’ora e mezza) e partenza in treno per Turpan, ore 17.25/20.59, in prima classe (orario soggetto a riconferma). Arrivo e incontro con la guida dello Xinjiang, trasferimento in hotel. Cena e pernottamento in Hotel 4 stelle.

 

Turfan, una delle oasi più suggestive della Via della Seta, è adagiata a circa 154 metri sotto il livello del mare, alle pendici dei “Monti in Fiamme”, verde di alberi e di vigneti, resa fertile da un antico e ingegnoso sistema di canali sotterranei, i qarez, che convogliano le acque di monti innevati e distanti, un'area in cui per secoli sono fioriti insediamenti indoeuropei, cinesi e uyghur che hanno rappresentato importanti tappe lungo il tratto settentrionale della Via della Seta. Tra gli abitanti, numerosi sono gli uyghur, discendenti delle antiche popolazioni turche dell’Asia Centrale che vennero convertite alla fede islamica nel IX secolo d.C. Infatti uno dei monumenti più interessanti di Turfan è proprio la Moschea di Amin, edificata da un governatore locale nella seconda metà del XVIII secolo e famosa soprattutto per il suo minareto cilindrico tutto in mattoni e alto 45 metri circa.

Gaochang, è stata fondata dai Tang nel VII secolo e successivamente capitale degli Uyghur. Dell’antica città, costruita in terra battuta, sono ancora visibili le mura perimetrali e i resti del monastero buddhista che si trovava nella parte sud-occidentale. Nei pressi di questa, a quasi 50 chilometri di distanza dall’oasi di Turfan, su un fianco delle “Montagne in Fiamme”, è possibile ammirare ciò che resta del complesso di grotte buddhista di Bezeklik: una grossa parte degli affreschi che un tempo ornavano le pareti delle grotte furono rimossi dall’esploratore tedesco Albert Von le Coq, che alla fine del secolo scorso li portò a Berlino, dove tuttavia andarono quasi completamente distrutti durante i bombardamenti della II guerra mondiale. Al cimitero di Astana venivano seppelliti gli abitanti della città di Gaochang. All’interno delle tombe, segnalate dalla presenza di un piccolo tumulo funerario, sono state trovate numerosissime sete, preservatesi grazie al clima secco della zona.

Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.

 

Partenza in pullman per Urumqi. Sosta per visitare delle Rovine di Jiaohe. Arrivo a Urumqi e trasferimento in aeroporto per il volo diretto a Kashgar.

Andando verso ovest, si incontrano le suggestive Rovine di Jiaohe, un avamposto militare creato in epoca Han per la protezione della frontiera. I resti di Jiaohe, che significa “confluenza di due fiumi”, si trovano su uno sperone roccioso che domina la vallata sottostante. Urumqi è un nome di origine mongola che allude a un luogo di fertili terre da pascolo, un’oasi insomma. Tuttavia, l’atmosfera bucolica è ormai un lontano ricordo per questa città vivace e trafficata che, a partire dalla fine degli anni ’90, ha conosciuto uno sviluppo straordinario, dovuto in gran parte agli incentivi offerti dal governo cinese che ha voluto rafforzarne il ruolo di bastione strategico ed economico per la Cina occidentale. La quantità di grattacieli non è certo paragonabile a quella delle megalopoli orientali, ma la città vanta un’economia vivacissima e si sta rapidamente affermando come uno dei principali centri urbani dell’Asia centrale. Qui prendiamo il volo per la leggendaria città-oasi di Kashgar, la più occidentale di tutte le città cinesi posta ai margini del bacino del Tarim prima che i contrafforti dei Tien Shan e del Pamir si uniscano creando una barriera formidabile ad ogni comunicazione.

Pranzo in ristorante lungo il percorso (oppure snack a bordo secondo l’orario del volo Urumqi-Kashgar). Cena e pernottamento al Yue Xing Jin Jang Hotel 5* (o similare).

 

Prima colazione in hotel. Kashgar fu da sempre un crocevia dell’Asia centrale e vide i passaggi dei più importanti eserciti del mondo, da quelli persiani a quelli di Ghengis Khan. Attualmente è una grossa città abitata prevalentemente dall’etnia Uigur, ma i cinesi Han stanno man mano prendendo il sopravvento.

Il mattino visita al mausoleo di Abakh Hodja, strana costruzione costruita nel XVII secolo in onore della famiglia Hodja proveniente da Samarcanda che assomiglia al Taj Mahal, ma con piastrelle verdi sui muri e sulla cupola. Proseguimento alla visita dell'interessante mercato domenicale. Carretti trainati da asini, gente a piedi e a cavallo di tutte le differenti etnie della regione, coi loro caratteristici abbigliamenti, portano le mercanzie più svariate che vengono barattate e vendute, trasformando così il bazar, nel punto focale di tutte le attività della città. Poi la Moschea Id Khan, antica di 400 anni e in stile persiano. Cena e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione in hotel. Partenza in pullman per Tashkurgan, con sosta al Lago Karakul. Tashkurgan è una piccola cittadina al confine con il Tagikistan, ma la vera attrattiva non è la città in sè, quanto lo spettacolo della natura che si mostra agli occhi lungo la strada per raggiungerla.

A Kashgar inizia infatti la Karakorum Highway, la strada asfaltata internazionale più alta del mondo che collega la Cina (Kashgar appunto) con il Pakistan, attraversando la catena montuosa del Karakorum e superando il passo del Kunjerab a 4.700 metri di altitudine circa. È lunga 1.200 chilometri.

La Karakorum Highway permette l’accesso a 5 delle montagne che superano gli 8.000 metri. Oggi potremo ammirare, complice una bella giornata, il Muztagh Ata, il “padre delle montagne”, una delle vette più alte in zona (7.546 mt), comodamente seduti in pulmino.

Sosta al lago Karakul, bacino artificiale dall’acqua turchese, sempre in territorio cinese. (Da non confondere con il vero lago Karakul che si trova in Tajikistan).

La strada da Kashgar verso Tashkurgan è d’una varietà infinita, piena di sorprese. Di certo incontreremo gli accampamenti di pastori tagiki, che vivono nelle yurte e che quassù vengono a passare l’estate prima della grande transumanza di settembre, quando tornano a valle. Incontreremo greggi, cammelli battriani, dzu (specie di piccoli yak), caffetani, copricapi, barbe. Cena e pernottamento all’Hotel Crowne Inn 4* (o similare).

 

Prima colazione e visita alla “Collina di pietra” di Tashkurgan, a 3.200 metri di quota. Già nel II secolo avanti Cristo il geografo greco Tolomeo aveva descritto questo contrafforte merlato che si erge su un altopiano circondato di cime innevate come la stazione carovaniera all’estremità più occidentale della Cina. Oggi, a parte un vialone alberato e le rovine di un forte, non c’è altro, ma si gode di una vista a perdita d’occhio sulle praterie color verde acceso e sulle montagne circostanti. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio rientro a Kashgar rifacendo la stessa strada già percorsa all’andata. Cena e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione in Hotel. Tempo libero e pranzo libero. In tempo utile trasferimento in aeroporto per il volo diretto a Pechino con scalo tecnico a Urumqi. Da qui si prosegue con il volo notturno in coincidenza  per Pechino per rientrare in Italia. Pernottamento a bordo.

 

Arrivo a Milano Malpensa al mattino.

 


 

 

 

  1. Grotte di Mogao, Dunhuang   2. Parco Geologico Zhangye-Danxia   3. Turfan

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Il visto: ricordiamo che è necessario il passaporto con validità non inferiore a sei mesi, il modulo Kel 12 ed il modulo del consolato cinese debitamente compilati ed una foto tessera a colori. Suggeriamo di dotarsi anche di due altre foto formato tessera, oltre a quella necessaria per il visto, e della fotocopia del passaporto. Ciò potrebbe rivelarsi assai utile nel caso di smarrimento del documento). Ogni partecipante è tenuto a verificare personalmente la validità e le caratteristiche - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Itinerario esclusivo Kel 12 lungo parte della leggendaria Via della Seta cinese
  • E' un viaggio inconsueto nella Cina più profonda, attraverso diversi mondi; dal mondo tibetano del Gansu e del Qinghai fino a quello Uyghur della provincia dello Xinjiang
  • Visitiamo Jiayuguan, il “Passo Jiayu”, dove terminava la Grande Muraglia

ESPERTI

  

Gianna Djaba

  • Dal 8  ottobre  2019 al 24  ottobre  2019

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