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  • L’ANTICA ”TERRA DEI FUOCHI”

    AZERBAIJAN

  • L’ANTICA ”TERRA DEI FUOCHI”

    AZERBAIJAN

    Viaggi con Esperto

    Durata 7 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 8 MASSIMO 14  PARTECIPANTI
    Partenze

      2021

    • Dal 7  novembre  al 13  novembre  
    • Dal 26  dicembre  al 1  gennaio  
    • 2022

    • Dal 16  aprile  al 22  aprile  
    • Dal 8  maggio  al 14  maggio  

    A PARTIRE DA:  

    1.580€

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    Azerbaijan

    L’ANTICA ”TERRA DEI FUOCHI”

    Le antiche chiese albanesi, le moschee, i grattacieli della cosmopolita Baku che convivono con i resti persiani e del socialismo reale. I pozzi di petrolio, i caravanserragli lungo la Via della Seta e i villaggi sulle montagne del Caucaso nei quali sopravvive l’arte dei tessitori di tappeti.  L’Azerbaijan è una terra ancora da esplorare, lontana dai circuiti turistici, ma dall’ospitalità innata. Un Paese che alza il vessillo dell’orgoglio identitario in un contesto ricco di contraddizioni, in equilibrio tra le tradizioni dell’Asia Centrale e i rapporti con l’Europa. La costa che si affaccia sul Mar Caspio, massicciamente sfruttata dall’industria petrolifera, rappresenta la culla della civiltà, come dimostrano le incisioni rupestri di dodicimila anni fa o il tempio del fuoco di Ateshgah, edificato sopra una sorgente di gas naturale e luogo sacro agli zoroastriani. L’esperienza non potrebbe essere completa se il viaggio non comprendesse il Nakhchivan, terra fuori dal tempo, ricca di storia e che, dice la tradizione, fu scelta da Noè dopo il diluvio universale come casa per la propria famiglia.

    ITINERARIO

    Incontro con il Tour Leader a Milano Malpensa e partenza per l’Azerbaijan con volo di linea via scalo internazionale. Pasti a bordo. All’arrivo a Baku, dopo il disbrigo delle pratiche doganali, incontro con il nostro referente locale e trasferimento privato in hotel. A seconda del tempo a disposizione, breve briefing del viaggio da parte del Tour Leader. Sistemazione nelle camere e pernottamento.
    Partenza verso sud per la Riserva dei Petroglifi di Qobustan (Patrimonio dell’Umanità UNESCO) dove una serie di grotte conservano numerosi petroglifi risalenti a circa 12.000 anni fa quando una comunità di cacciatori-raccoglitori si insediò nella zona. I temi più comunemente raffigurati sono il bestiame, gli animali selvatici e varie figure umane, soprattutto sciamani. Si continua per la visita di un curioso gruppetto di piccoli vulcani di fango: montagnole di forma conica che eruttano un fango denso, freddo e grigio. Si riparte verso nord-est per la Penisola di Absheron disseminata di vecchie istallazioni petrolifere: arrugginite torri di trivellazione che riempiono l’orizzonte come curiose sculture astratte. Già nel XIII secolo Marco Polo citava nelle sue cronache la Penisola di Absheron con le sue numerose sorgenti di gas naturale. Visita del Tempio del Fuoco di Ateshgah che si trova su una sorgente di gas naturale che per secoli fu ritenuta sacra dagli zoroastriani. Il tempio, che risale al XVIII sec, fu costruito da adepti indiani che praticavano forme estreme di ascetismo e che vivevano nel caravanserraglio di forma pentagonale che circondava l’edificio sacro. Il particolare più interessante del tempio è il focolare di pietra con quattro condotte laterali che sputano fiamme. Lo zoroastrismo si diffuse in Asia Centrale tra il VI e il X secolo DC e fu la principale religione monoteista fino all’espansione dell’Islam; basata sugli insegnamenti di Zarathuštra raccolti nell’Avesta, il libro sacro, è oggi ancora diffusa in India e in piccole comunità in Iran, Tajikistan e Azerbaijan. Il tempio è costruito sopra una sorgente di gas naturale e il fuoco sempre acceso è ritenuto sacro; l’unico altro esempio di un tempio simile, al di fuori del subcontinente indiano, si trova a Yazd, in Iran.Visita della Montagna di Fuoco (Yanar Dag), una delle attrattive più singolari della penisola, dove esiste ancora una fiamma che brucia ininterrottamente e che crea un muro di fuoco lungo 10 metri. Purtroppo oggi quasi tutte le sorgenti di gas naturale sono estinte a causa della ridotta pressione sotterranea provocata dall’estrazione del petrolio. Rientro a Baku nel tardo pomeriggio. Pernottamento in hotel.Pasti: prima colazione, pranzo libero e cena in un ristorante locale 
    La capitale dell’Azerbaigian sorge su un golfo del Mar Caspio e fonde eterogenei elementi culturali europei e asiatici. Il termine Baku potrebbe derivare dal persiano bad kube (città dei venti) o dall’antica parola caucasica bak (sole/dio), possibile allusione al suo ruolo di centro del culto del fuoco sin dai tempi più antichi. La città visse i primi momenti di gloria nel XIII secolo quando divenne capitale sotto la dinastia degli Shirvanshah. La sua fortuna moderna è dovuta all’estrazione del petrolio che fu avviata già nel 1872 sotto l’Impero Russo. Baku sta vivendo un vero e proprio boom economico e l’affascinante città vecchia, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO, circondata da sempre nuovi moderni e alti edifici, sta diventando una specie di “city” finanziaria. Visiteremo a piedi l’Icheri Sheher, la città vecchia dove si trovano il Palazzo degli Shirvan-Shah, fatto costruire dall’omonima dinastia che regnava nel XV secolo, e la Torre della Vergine, alta 29 metri, avvolta da un’aurea di mistero. Una leggenda narra infatti che un ricco nobile si innamorò della propria figlia, la quale, dilaniata tra l’obbedienza al padre e la repulsione per l’incesto, chiese di farsi costruire una torre dalla dove ammirare i propri possedimenti; l’edificio, mentre la ragazza cercava di guadagnare tempo, salì sempre più in altezza, finché la povera fanciulla ci salì per gettarsi nel vuoto. Anche nella realtà la sua origine è però dibattuta: alcune teorie affermano che fosse una torre difensiva, altre un osservatorio astronomico e altre ancora una torre del silenzio, dove i zoroastriani lasciavano i cadaveri dei morti in pasto agli avvoltoi. Proseguimento per Via dei Martiri, monumento commemorativo dedicato inizialmente ai morti durante la repressione dell’Armata Rossa nel 1990, e in seguito anche ai caduti nella guerra con l’Armenia per il Nagorno Karabakh. Nel pomeriggio visiteremo il Belvedere di Highland Park, con la superba vista panoramica della città; il Museo dei Tappeti, ospitato in un imponente palazzo neoclassico, che ripercorre la storia della manifattura dei tappeti in Azerbaigian; la Torre della Vergine, una torre in pietra dalla forma affusolata alta 29 m, la cui forma attuale risale al XII secolo; il Palazzo degli Shirvanshah, un affascinante complesso di edifici in pietra arenaria, risalenti in gran parte al XV sec, che fu la sede della dinastia che regnò nel nord-est dell’Azerbaigian durante il Medioevo; il singolare Museo dei libri in Miniatura; passeggiata tra le vie pedonali dell’elegante centro cittadino. Pernottamento in hotel.Pasti: prima colazione, pranzo libero e cena in un ristorante locale.     
    Partenza verso est. Sosta nel villaggio di Maraza per la visita del Mausoleo di Diri Baba. Si prosegue per la città di Shemakha, per secoli centro di cultura e di scambi mercantili, nonché l’antica capitale degli Shirvanshah. Purtroppo terremoti, incendi e invasioni hanno lasciato poco del suo grandioso passato. Visita della Moschea del Venerdì e del Cimitero degli Shirvanshah con il Mausoleo di Yeddi Gumbez. Si continua lungo una strada di campagna che attraversa un paesaggio di colline ricoperte da fitti boschi ai piedi delle montagne del Caucaso fino a raggiungere il sito dell’antica Qabala, menzionata nel 77 a.C. nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, una delle più importanti città dell’antico Regno di Aran, chiamato anche Albania caucasica (senza alcun legame con l’odierna repubblica balcanica), che cominciò a emergere intorno al IV secolo a.C.. Convertitisi al cristianesimo intorno al 325 d.C., gli Albani furono successivamente islamizzati e turchizzati fino a divenire gli attuali Azeri. Qabala, dopo una serie di violenti attacchi, fu definitivamente devastata nel XVIII secolo dall’invasore persiano Nader Shah. La città non si risollevò mai più, e le sue rovine, attualmente non custodite, furono scoperte solo nel 1959. Visita della chiesa monofisita nel villaggio di Nidj, nei pressi di Qabala. Si prosegue verso nord-est per l’incantevole cittadina di Sheki, addormentata tra verdi montagne. Pernottamento in hotel.Pasti: prima colazione, pranzo libero e cena in un ristorante locale.     
    Nel 1740 Sheki divenne capitale di un khanato indipendente e continuò a prosperare, come importante nodo commerciale, anche sotto l’Impero Russo. Infatti Sheki sorgeva nel punto in cui la via carovaniera tra Baku e Tbilisi incrociava la strada che, attraversando le montagne, raggiungeva Derbent nel Dagestan. Visita del Palazzo del Khan, del Museo di Storia e Cultura Locale, del Caravanserraglio e della Moschea del Venerdì. Nel pomeriggio trasferimento nel vicino villaggio di Kish dove si trova una Chiesa Albanese, con il caratteristico campanile di forma tondeggiante, restaurata e trasformata in un museo molto interessante. E’ il posto ideale per imparare qualcosa sulla misteriosa Albania caucasica. In realtà il sito dove sorge la chiesa risale a un periodo di gran lunga anteriore all’epoca cristiana, con resti di tombe risalenti probabilmente all’Età del Bronzo. Partenza verso sud-est per Baku. Pernottamento in hotel.Pasti: prima colazione, pranzo libero e cena in un ristorante locale.  
    Partenza verso nord lungo la pianura costiera del Mar Caspio, l’antica rotta commerciale tra Derbent (in Dagestan, Russia) e Baku. Il piatto paesaggio semidesertico muta in modo improvviso e inaspettato con la torreggiante sagoma del Beshbarmag Dag (“Monte delle Cinque Dita”, 520 m). Si prosegue verso nord per la tranquilla cittadina di Quba che sorge sulla cima di una parete rocciosa in posizione dominante rispetto al fiume Qudiyalcay. Passeggiata lungo le silenziose vie fiancheggiate dalle case russe del XIX secolo e da numerose moschee come la variopinta Moschea di Haci Cafar e la singolare Moschea di Cuma, a pianta ottagonale, con la caratteristica cupola metallica a punta. Visita del vicino villaggio di Krasnaya Sloboda dove vive una particolare comunità ebraica che si riunisce in due sinagoghe. Visita di un laboratorio tradizionale che produce i famosi tappeti di Quba. Rientro a Baku nel tardo pomeriggio. Pernottamento in hotel.  Pasti: prima colazione, pranzo libero e cena in un ristorante locale.  
    Visita del futuristico centro culturale Heydar Aliyev, il cui nome fu dato dall’Ex presidente dell’Azerbaigian. Il complesso, progettato dall’archistar Zaha Hadid, ospita una sala conferenze con tre auditorium, una biblioteca ed un museo. Nel pomeriggio, trasferimento all’aeroporto per il volo serale per l’Italia via scalo intermedio. Pasti: prima colazione, pranzo libero e cena libera o a bordo.  

    Perchè con Kel12?

      - VISITIAMO I 2 SITI PATRIMONIO UNESCO MA ANCHE LUOGHI MENO CONOSCIUTI  

    I nostri esperti

    Marco Giussani

    Dal 7  novembre  2021 al 13  novembre  2021

    Esperto Kel 12

    Dal 26  dicembre  2021 al 1  gennaio  2022

    Dal 16  aprile  2022 al 22  aprile  2022

    Dal 8  maggio  2022 al 14  maggio  2022

    Approfondimenti di viaggio

    CARATTERISTICHE DEL VIAGGIOViaggio di spiccato interesse storico-archeologico e paesaggistico. Si segnala che l’Azerbaigian è un paese con poca tradizione turistica. L’efficienza delle guide, degli autisti e dei servizi in genere non è certamente paragonabile a quella dei vicini caucasici, è pertanto necessaria una certa dose di tolleranza e di pazienza. CLIMA Il clima è di tipo continentale con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e tra l’estate e l’inverno. [...]