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  • LE PORTE DEL REGNO NEL DESERTO

    ARABIA SAUDITA

  • LE PORTE DEL REGNO NEL DESERTO

    ARABIA SAUDITA

    icona orologio 10 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   28  dicembre    al   6  gennaio  
    • 2021

    • Dal   12  febbraio    al   21  febbraio  
    • Dal   2  aprile    al   11  aprile  
    • Dal   3  dicembre    al   12  dicembre  
    • Dal   27  dicembre    al   5  gennaio  

    "Non tutti gli uomini sognano allo stesso modo, coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono al risveglio la vanità di quelle immagini, ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi perché può darsi che recitano i loro sogni ad occhi aperti per attuarli…” In questa citazione dal suo capolavoro “I sette pilastri della saggezza” è rappresentata la filosofia di vita di uno dei personaggi - continua -

    A PARTIRE DA: 5.650 €


    ITINERARIO

    Partenza da Roma Fiumicino per l’Arabia Saudita con volo di linea diretto. Cena a bordo e arrivo in tarda serata a Riyadh. Accoglienza da parte del corrispondente locale dopo il disbrigo delle pratiche doganali. Trasferimento privato in hotel e pernottamento.

     

    NB: per chi partisse da Milano o da altri aeroporti italiani, possibilità di prenotare il volo domestico di collegamento.

    Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla visita di Riyadh.

    Capitale dal 1932, è oggi una città moderna e funzionale, costellata da palazzi avveniristici e mirabolanti grattacieli, e conta più di 6 milioni di abitanti. Si trova a circa 600 metri di altezza, sull’altopiano del Najd, circondata da deserti roventi. Sono presenti più di 4.300 moschee e, per chi non è musulmano, la pratica della propria religione deve avvenire in luoghi privati. Iniziamo con la vecchia città di Diriyyah, che si trova a circa 20 km dal centro. È uno dei siti archeologici più importanti, da cui deriva la dinastia saudita; servì anche da capitale dell’Emirato di Diriyyah sotto la prima dinastia saudita dal 1744 al 1818. Dal 2010 il distretto di Turaif, ovvero il nucleo centrale dove si trovano palazzo Salwa e il palazzo Saad Bin Saud, è patrimonio dell’umanità Unesco. Tutti gli edifici, circondati da mura e torri di avvistamento, sono costruiti in mattoni a crudo e fortunatamente i recenti restauri ne hanno conservato, per visibili tratti, l’originalità. Il sito è un autentico museo a cielo aperto e senz’altro una piccola sorpresa, in una città moderna come Riyadh e che potrebbe sembrare nata dal nulla in mezzo al deserto. Pranzo libero nella zona “occidentale” delle ambasciate, in uno dei numerosi locali della zona pedonale.

    Rientrando in città, visitiamo il Museo Nazionale, inaugurato nel 1999 per celebrare il centenario dell'unificazione saudita. Le sale espositive contengono testimonianze e reperti dall’età della pietra all’Arabia moderna.

    Ci inoltriamo poi nel Dira Souq, famoso per la sua varietà di vecchi oggetti in rame e ottone, tra cui pugnali d'argento, gioielli e abiti beduini. Entrando dall'accesso principale, si sente sempre il profumo del legno di sandalo. Infine, il forte Musmak, costruito durante il regno di Abdullah bin Rashid nel 1895. Questo edificio, caratterizzato da spesse mura in argilla e da quattro torri di avvistamento, ebbe un ruolo importante nella storia del regno, poiché fu qui che la riconquista di Riyad, guidata da Ibn Saud, avvenne il 14 gennaio 1902. A seconda delle ore di luce della stagione in cui ci troviamo, sarà possibile vederlo anche illuminato, alla nostra uscita. Rientro in hotel e cena in ristorante locale.

     

    Prima colazione e visita della parte più moderna della capitale saudita. Di particolare richiamo è la Kingdom Tower, un grattacielo alto 311 metri e probabilmente l’immagine più iconica di Riyadh. Nel 2002 ha vinto un prestigioso premio internazionale per il suo design, caratterizzato da un ponte che collega le due sommità dell’edificio, formando un triangolo sospeso. Noi abbiamo previsto la salita fino all’ultimo piano, per avere un punto di vista privilegiato sulla città. Il pranzo libero potrà essere consumato qui oppure direttamente in aeroporto, a seconda dell’orario in cui verrà organizzata una piccola sorpresa. Si tratta di un incontro con una personalità particolarmente importante e molto “vicino” alla casa reale, di cui potremmo essere ospiti e fare una chiacchierata, per avere, da un punto di vista senz’altro privilegiato, un’idea del Paese che, per diversi aspetti, non è così facile da comprendere. Per motivi di privacy non ci è possibile dare maggiori dettagli e ovviamente tale incontro è suscettibile di variazioni anche all’ultimo momento.

    Trasferimento nel primo pomeriggio in aeroporto. Partenza con volo domestico per Tabuk, importante centro commerciale non distante dal confine con la Giordania, nel nord ovest del Paese. All’arrivo trasferimento privato in hotel, dove ci aspetterà la cena, e pernottamento.

    Il geografo greco Tolomeo, in alcune sue opere, fa cenno ad una località chiamata "Tabawa", situata nella parte nord occidentale della Penisola Arabica, che sembra coincidere con la Tabuk odierna. Negli ultimi anni la città è letteralmente esplosa a livello urbanistico ed è cresciuta molto a livello economico e commerciale. Soprattutto, è il principale punto di partenza per la regione del nord ovest, una delle più affascianti dell’Arabia Saudita, ricca di vestigia nabatee e inserita in un ambiente naturale di rara bellezza.

    Partiamo quindi a bordo di mezzi 4x4 verso ovest: dopo circa un’ora lasciamo l’asfalto e ci inoltriamo nella Hisma Valley. Il paesaggio assomiglia molto a quello del vicino deserto del Wadi Rum, in Giordania, con dune di sabbia e imponenti formazioni rocciose, faraglioni di roccia e qualche insediamento beduino, con i quali, con un po' di fortuna, potremo condividere del chai o del caffè aromatizzato al cardamomo. Gli scorci grandiosi che si aprono sono sempre diversi e inaspettati. Attraverseremo questa porzione di deserto da sud verso nord, fino a ricongiungerci con la strada asfaltata che ci porta a Madyan. Questo sito archeologico è un piccolo gioiello nascosto, perché fuori da ogni itinerario turistico e perché ci offre subito un’idea della stratificazione culturale e architettonica di quest’area, e di quanto fosse importante ai tempi delle rotte commerciali. Quest’area infatti si trova in posizione strategica: a metà strada tra Mada’in Saleh e Petra, ma anche vicino ad Aqaba e al Mar Rosso. I reperti più antichi risalgono al II millennio a.C. e la tradizione vuole che Mosè, fuggendo dall’Egitto, si rifugiò proprio nell’area desertica di Madyan, dove gli venne affidato da Dio il compito di tornare in Egitto per liberare il popolo ebraico. Agli edifici più antichi, scavati nella roccia, si sovrappongono le tombe dei nebatei, nell’area di Mugha'ir Shu'ayb. La necropoli conta circa una trentina di tombe, alcune delle quali decorate con colonne e capitelli che sembrano ispirarsi allo stile greco. A differenza di Petra, qui è possibile affacciarsi all’interno e vedere chiaramente i singoli luoghi sepolcrali. Ormai mancano pochi chilometri per affacciarsi sul Mar Rosso, dove potremo trovare un buon posto per il pranzo a picnic. In quest’area attraverseremo con i fuoristrada il primo tratto del Wadi Tayyb, un canyon che si inoltra tra alte pareti di granito verso il massiccio di Tayeb Al-Ism. Tempo permettendo, potremo fare una breve passeggiata.

    Riprendiamo la strada principale verso sud, costeggiando il Golgo di Aqaba per una strada poco frequentata e che regala scorci selvaggi e struggenti. Spiagge incontaminate, mare cristallino, colline aspre e desertiche, spesso spazzate dal vento. Ed è proprio su una di queste spiagge che, nel 1960, fece un atterraggio di emergenza un idrovolante Catalina, appartenente al miliardario americano Thomas Kendall. Originario della California, Kendall aveva iniziato un anno prima un viaggio intorno al mondo con la sua famiglia a bordo dell’idrovolante. Il 22 di marzo si trovava nei pressi del promontorio di Ras Al Sheikh Hamid, poco distante da Sharm-el-Sheikh, quando un gruppo di miliziani beduini, scambiandolo per un areo spia israeliano, aprirono il fuoco. Il velivolo fu perforato da più di 300 colpi e dovette atterrare, schiantandosi sulla spiaggia. Kendall e la sua famiglia riuscirono a sopravvivere e, dopo essere stati portati a Jeddah, furono liberati; il Catalina, invece, è rimasto sulle spiagge, spezzato in due, ed è oggi un piccolo richiamo per i visitatori, affascinati dalla storia avventurosa che rappresenta. Ci riuniamo sulla strada principale fino a raggiungere il nostro hotel, appena fuori la città di Sharma. Cena e pernottamento.

     

    NB: la zona ha una scarsissima presenza di strutture ricettive e i pochissimi hotel presenti possono essere requisiti per ospitare le autorità o i loro ospiti, anche senza congruo preavviso. Pertanto, in questo caso, il pernottamento sarà spostato presso la città di Duba.

    Prima colazione e partenza per Al Ula attraverso uno dei percorsi più belli del viaggio: la Disah Valley. Per raggiungerla scendiamo prima verso sud, fino alla città di Duba; poi ci inoltriamo nell’entroterra fino ad arrivare ad Al Disah, un piccolo paesino all’imbocco del canyon, lungo il quale si svilupperà la nostra pista. Stretta tra scoscese pareti di arenaria, circondata da formazioni rocciose spettacolari, è davvero molto diversa dai luoghi attraversati il giorno precedente. Qui c’è ancora acqua, presente tutto l’anno, e il fondo del canyon è verde e rigoglioso, ricco di palme. Possiamo solo immaginarci, ai tempi dei nabatei o dei romani, cosa significasse per le carovane attraversare luoghi come questo, prima di attraversare il deserto. Ci fermiamo a fare picnic lungo la via, prima di riprendere l’asfalto e di salire di qualche centinaio di metri. Avremo una vista dall’alto della Disah Valley, e non solo: scopriremo di aver attraversato solo uno dei mille percorsi, alcuni ciechi e pochi altri possibili, di un dedalo di montagne e wadi che caratterizza quest’area di straordinaria rilevanza geologica. Il miglior avvicinamento all’oasi di Al Ula che nel tardo pomeriggio si vedrà all’orizzonte.

    Sistemazione in campo tendato, cena e pernottamento.

     

    Dopo la prima colazione al campo, inizieremo la giornata che forse ci darà maggiori soddisfazioni, in cui ci immergeremo completamente nella storia, nell’archeologia ma anche nella natura e nel deserto.

    Iniziamo da “Lei”, tanto attesa: Mada'in Saleh. Un luogo di profonda bellezza e carico di suggestioni per il connubio estremo tra la natura e l’opera dell’uomo. Primo sito patrimonio Unesco dell’Arabia Saudita, nel 2008, anche conosciuto con il nome di Al Hijr, era nota ai tempi degli antichi greci, grazie alla testimonianza di Strabone, come Hegra. Sembra che i primi insediamenti risalgano attorno all’ VIII secolo a.C., ma è sotto il regno dei Nabatei che la città si espanse e, tra il 100 a.C. e il 75 d.C., furono realizzate tutte le principali opere che caratterizzano il sito. I Nabatei regnavano da Damasco a Gaza fino alle frontiere con lo Yemen, per conoscere poi un inesorabile declino con l’arrivo dei Romani, che conquistarono l’area corrispondente oggi alla Giordania per prendere il controllo delle principali rotte commerciali che in quest’area confluivano, dalla via della Seta a quella dell’Incenso, proveniente proprio dalla penisola Arabica. Ormai è accertato da alcuni ritrovamenti che fin qui si spinsero le truppe le truppe dell’imperatore Traiano, e che l’area probabilmente fece parte della provincia dell’Arabia Petrea, con capitale Petra.

    I grandi sepolcri, con architetture ben squadrate ricavate dalle pareti delle
    formazioni rocciose, conferiscono all'intero paesaggio un aspetto surreale. La più imponente delle tombe è la Qasr Farid, contraddistinta da una massiccia facciata monumentale e forse l’immagine più iconica del sito. La tomba era stata fatta costruire per un valoroso condottiero che, a quanto pare, morì in battaglia senza mai riuscire ad usufruire del luogo predisposto. A differenza di Petra, qui non vennero sepolti i re nabatei, ma altre importanti personalità. Per chi ha già visitato il sito giordano, l’emozione resta comunque intatta. Perché qui non ci sono stretti siq per raggiungere i luoghi sepolcrali, che sono tutti esposti lungo la vallata di Al Ula, affacciati verso il deserto e grandi orizzonti. Anche la lontananza dai centri abitati, dalle stesse strutture turistiche, comunque poche, contribuisce alla sensazione di spaesamento e meraviglia, nel vedere opere umane così raffinate in un luogo così remoto. Da visitare anche il Diwan, sala del parlamento nabateo, costituita da un'immensa stanza ricavata nel cuore della roccia (e qui sì potremmo attraversare un piccolissimo siq) e visita alla Hijaz Railway station, la stazione della linea ferroviaria ottomana distrutta da Lawrence d’Arabia, che proprio qui aveva una sua fermata.

    Riprendiamo i 4x4 e ci inoltriamo subito nel deserto, appena fuori il gate del sito archeologico. Qui, scegliendo una posizione panoramica tra le formazioni di arenaria, faremo un pranzo a picnic e ci sarà la possibilità di fare due passi. Nel pomeriggio continueremo a inoltrarci nel deserto, questa volta fuoripista, esplorando gli angoli più belli e sperduti. Modellate dal vento, scolpite dall’acqua, le pareti di roccia, le guglie, le torri che emergono dalle sabbie sono la scenografia perfetta che segnano il connubio tra opera dell’uomo, vista la mattina, e quella della natura. Prima di tornare al campo ci godremo la magia del tramonto, con le sue luci e i suoi colori, prendendo un tè con un piccolo aperitivo. Terminiamo questa lunga e intensa giornata con una cena in uno dei raffinati ristornati locali che, soprattutto nel periodo invernale, vengono allestiti, oppure in una delle migliori farm dell’oasi. Pernottamento in campo tendato.

     

    Dopo la prima colazione faremo un piccolo salto indietro nel tempo, recandoci in un sito abitato prima dell’arrivo dei nabatei: a Dedan. La vecchia capitale del regno di Lihyan, citata nell’antico testamento e la cui origine sembra provenire più a sud, visse il suo splendore dal VI al II secolo a.C., quanto subirono l’influsso dei nabatei. La loro fortuna fu l’attività intensiva di irrigazione che gli consentiva, grazie anche ad una maggiore presenza di acqua, di coltivare la terra della vallata di Al Ula e, allo stesso, tempo, si dedicarono al commercio: incenso, mirra, spezie provenienti dall’Arabia meridionale. Il popolo lihyanita fu noto anche agli antichi romani, tanto che Plinio si riferisce all’odierno golfo di Aqaba, proprio come Golfo di Lihyan. Oggi sono visibili centinaia di tombe, la cui più celebre è la tomba dei Leoni, per le decorazioni ai lati dell’ingresso che simboleggiavano probabilmente lo status e il potere del defunto, mentre altre tesi affermano che fossero le teste dei leoni fossero state scolpite per proteggere il sonno dei morti.

    Proseguiamo visitando dei siti limitrofi dove sono state rinvenute antiche iscrizioni, in realtà disseminate un po' ovunque nell’area di Al Ula. Le più antiche risalgono tra il IX e il X secolo a.C., e percorrono tutta la storia degli abitanti della regione e delle carovane che passano di qui: troviamo scritte in aramaico, tamudico, dadanitico, nabateo, greco, romano e arabo.

    Pranzo in una farm dell’oasi e partiamo poi per un’escursione in un’altra area dove il deserto si mostra nella sua veste più belle, questa volta con sabbie bianche. Rientro al campo tendato, cena e pernottamento.

    Prima colazione e, prima della partenza, visita della vecchia Al Ula. Il centro, abitato fino alla fine del XX secolo, è noto come Ad-Deerah; in fase di parziale restauro, è costituito da una serie di case in argilla (ce ne sono fino ad un migliaio) anche su due o tre piani, dominate da un forte. 

    Partiamo poi in direzione di Tabuk, questa volta prendendo la strada principale. Ci fermeremo a Tayma, la più grande oasi ai margini del deserto del Nafud e altro luogo citato più volte nell’antico testamento, dove sembra si stabilì una comunità ebraica, probabilmente dopo la diaspora. È qui che fu ritrovata una famosa stele risalente al VI secolo a.C., scoperta da Charles Hubert nel 1883 e ora esposta al Museo del Louvre, in cui vengono elencate le principali divinità dell’epoca. La città ancora oggi è molto interessante, tra il forte, palmeti, antichi pozzi e incisioni. Pranzo in ristorante locale.

    Nel pomeriggio proseguiamo per Tabuk, recandoci direttamente all’aeroporto per il volo domestico che ci porterà a Jeddah.

    All’arrivo, previsto in serata, trasferimento privato in hotel. Cena e pernottamento in hotel.

    Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla visita di Jeddah.

    Situata nel Mar Rosso, la città era originariamente un villaggio di pescatori. Nel 647 d.C. il califfo musulmano ‘Uthman B. ‘Affan la trasformò in un porto per i pellegrini musulmani che vi transitavano durante il viaggio che li portava alla Mecca. Ancora oggi Jeddah è un crocevia per milioni di pellegrini che arrivano in aereo o via mare. Negli ultimi anni, come molte altre città della penisola arabica, ha visto un notevole sviluppo urbanistico, anche se più tradizionale e, salvo lungo la corniche, evitando di svilupparsi in verticale. La città è la seconda per numero di abitanti, che oggi sfiorano i 4 milioni.

    Visiteremo di prima mattina il tradizionale mercato del pesce, con le barche dei pescatori appena arrivate, e la corniche, ovvero il lungo mare dove si trovano molti alberghi, la passeggiata, alcune moschee tra cui la Moschea dellIsola, progettata dallarchitetto egiziano AbdelWahed ElWakil nel 1943; è unita alla terraferma da una sottile striscia di terra che induce a recarvisi in pellegrinaggio con andamento solenne. Curiose sono anche le sculture che adornano le rotonde di alcune strade e che sono diventate un vero simbolo della città: troviamo una bicicletta gigante, un incensiere, unauto bianca su un tappeto volante e tantissime altre immagini eccentriche ma significative.  Ci sposteremo poi al museo Abdul Rauf Khalil, che ospita una ricca collezione di oggetti, testimoni della cultura millenaria del paese. Pranzo in ristorante locale.

    Nel pomeriggio continuiamo le visite della città, recandoci nel vecchio quartiere di Al Balad, il centro storico della città iscritto tra i patrimoni dell’umanità dellUnesco. Abbiamo lasciato appositamente questarea per ultima per sorprenderci ancora una volta dei volti di questo Paese. Ad Al Balad sorgono più di quattrocento palazzi storici, i più antichi dei quali risalgono a cinquecento anni fa e che ricordano le case yemenite. Visita di palazzo Nassif, un esempio straordinario di architettura Saudita, dimora privata di una delle più antiche famiglie di mercanti della città. Poi ci recheremo nel Suq, con le sue botteghe artigianali. E infine tempo libero a disposizione, perché la cosa più bella è forse semplicemente perdervi tra le viuzze sottili, adornate qua e là da vasi di fiori, e scoprire i volti e li sguardi di chi ancora vi abita. Rientro in hotel e cena libera, con il tour leader a disposizione per portarvi magari in uno dei numerosi ristornati di pesce.

    Dopo la prima colazione trasferimento privato in aeroporto per il volo internazionale di linea diretto per l’Italia. L’arrivo è previsto a Milano Malpensa nel primo pomeriggio.


     

     

    1. La moderna Riyadh

    3. Gli spettacolari paesaggi della Disah Valley

    2. I palazzi del quartiere Al Balad, Jeddah

    4. Sabbia e formazioni di arenaria nei pressi di Al Ula

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    Il viaggio è dedicato a viaggiatori esperti e consapevoli del contesto culturale in cui ci si trova. È pertanto richiesto un certo spirito di adattamento per quanto riguarda i servizi usufruiti e che potrebbero non corrispondere a quelli di standard occidentale o essere soggetti a modifiche non dipendenti dalla nostra volontà. Kel 12 ha selezionato alcuni tra i migliori servizi turistici disponibili ma è bene tenere in considerazione che, siccome il mercato turistico non è sufficientemente - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    - IL VIAGGIO E' UNA NOVITA' ASSOLUTA IN UN PAESE CHE RAPPRESENTA UNA DELLE ULTIME FRONTIERE DA SCOPRIRE
     
    - BEN TRE NOTTI IN CAMPO TENDATO AD AL ULA, LA LEGGENDARIA PETRA PERDUTA NEL DESERTO
     
    - PERNOTTAMENTI IN STRUTTURE SELEZIONATE E PERSONALMENTE TESTATE: HOTEL 5* A RIYADH, JEDDAH E SHARMA E UNO DEI MIGLIORI CAMPI TENDATI AD AL ULA
     
    - OCCUPAZIONE DELLE AUTO 4X4 DI SOLI TRE PASSEGGERI E POSTO FINESTRINO SEMPRE GARANTITO A TUTTI I VIAGGIATORI

    ESPERTI

      

    Esperto Kel 12

    • Dal 28  dicembre  2020 al 6  gennaio  2021
      

    GIOVANNI DARDANELLI

    • Dal 12  febbraio  2021 al 21  febbraio  2021
    • Dal 3  dicembre  2021 al 12  dicembre  2021
      

    PAOLO BROVELLI

    • Dal 2  aprile  2021 al 11  aprile  2021
    • Dal 27  dicembre  2021 al 5  gennaio  2022

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