Dune - Viaggi Esplorazione
13 giorni
minimo 8 massimo 12 partecipanti
-
Dal 25 aprile al 7 maggioIscrizioni aperte145
-
Dal 10 ottobre al 22 ottobreIscrizioni aperte145
2027
Status partenza
Impronte
A PARTIRE DA:
4.980€
Kazakistan - Uzbekistan
L’ECO DI TETIDE: NELLE TERRE EMERSE DELL’USTYURT TRA CATTEDRALI E RELITTI
VIAGGI NOVITÀ 2026 2027
Nella mitologia greca, Tetide era la dea del mare e della fecondità delle acque, sposa del titano Oceano e madre dei principali fiumi del mondo. E il suo nome identificava un oceano immenso che, a cavallo tra 65 e 250 milioni di anni fa, separava i due supercontinenti Laurasia e Gondwana. Il tempo non ha scalfitto i miti e le leggende che la riguardano, ma ha drasticamente mutato la struttura geologica e ambientale di quell’enorme distesa d’acqua, contribuendo a plasmare un paesaggio a tratti alieno, quasi surreale, che oggi è una delle ultime frontiere dell’Avventura.
Il nuovo volto della regione, più a est del Mar Caspio e solcato a oriente dalla Via della Seta, nato dall’antico prosciugamento dell'Oceano della Tetide, si chiama l’Ustyurt. È il fondale marino sollevato e poi scolpito dall'erosione millenaria dei venti e del sole. Il risultato è un paesaggio lunare di una bellezza selvaggia: canyon sconfinati, monoliti calcarei che emergono come cattedrali sommerse e scarpate vertiginose (chink) che virano dal bianco gesso al rosa tenue, fino alle sfumature ocra e ruggine delle rocce sedimentarie. In questo labirinto di calcare, ogni strato geologico racchiude la memoria del pianeta sotto forma di conchiglie fossili e denti di squalo preistorici perfettamente conservati. L’Ustyurt è un altopiano di 200.000 km2 – due terzi dell’Italia – principalmente stepposo, con un clima estremo che spazia dai 45° d’estate ai -35° d’inverno, scarsamente popolato e dimenticato a lungo da turisti e viaggiatori: a cavallo tra Kazakistan e Uzbekistan (tra le regioni del Mangystau e del Karakalpakstan) resta silenzioso, sgretolandosi al ritmo delle ere geologiche. Dallo Spazio, sembra un grande punto vuoto: sta a noi carpirne i segreti e coglierne la bellezza silenziosa.
Il nostro viaggio comincia ad Aktau, fondata negli anni Cinquanta come centro minerario e industriale per l'estrazione dell'uranio e del petrolio. Con mezzi 4x4 costeggiamo il mar Caspio verso nord, attraverso località di retaggio russo e sovietico che celano piccole, grandi sorprese: come Fort Shevchenko, fondata originariamente nel 1717 sotto Pietro il Grande come fortezza, deve il suo nome attuale al celebre poeta, pittore e patriota ucraino Taras Shevchenko, che fu esiliato qui dal regime zarista tra il 1850 e il 1857 con il divieto assoluto di scrivere e dipingere. La sua memoria è ora conservata in un piccolo, interessante museo. Dopo il vecchio villaggio di pescatori di Bautino, con le sue case in pietra, scendiamo a piedi nel cratere di Zhygylgan, un’enorme voragine circolare, che nasconde fossili, impronte di dinosauro e un laghetto a forma di cuore. Poi Torish, ovvero la “Valle delle Sfere”, cosparsa di centinaia di gigantesche palle di pietra, alcune delle quali con un diametro superiore ai 2 metri; Sherkala, il “Leone di Roccia”, uno straordinario sperone di roccia calcarea alto più di 300 metri che si erge dal piatto deserto e che da alcune angolazioni assomiglia a un’enorme yurta; il Canyon Jylshy, un incredibile lunga frattura scavata dall’erosione dell’acqua in una bianca formazione di gesso; il suggestivo lago salato di Tuzbair. Tra i paesaggi più spettacolari, le singolari e imponenti formazioni rocciose bianco latte di Bozhira; Kyzylkup, una formazione di strati sedimentari bianchi e rossi che la fanno somigliare a una fetta di millefoglie alla fragola; la moschea sotterranea di Shopan Ata, circondata da migliaia di tombe monumentali.
L’itinerario, che si svolge in un deserto surreale interrotto qua e là da mandrie di cammelli e greggi di pecore, ci porta poi oltre i confini arbitrariamente disegnati sulla carta. Con un treno notturno compiremo un’epica traversata della steppa attraversando la frontiera con l’Uzbekistan per raggiungere un’autentica chimera nel deserto: il lago d’Aral. Un tempo il quarto lago più grande al mondo, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “mare”, e oggi diviso in due dopo decenni di prosciugamento dovuti alla coltivazione intensiva di cereali e campi di cotone. Forse il più grande disastro ecologico del XX secolo, anche se oggi esistono dei programmi di recupero. Le sue rive salate e un po’ malinconiche, offrono ancora panorami struggenti e refrigerio che avremo modo di apprezzare, testimoni della sua bellezza quanto del suo destino.
Il lago d’Aral ci apre le porte del Karakalpakstan, la terra dei karakalpaki un tempo parte della Corasmia, un regno nomade lungo la Via della Seta. Moynaq, con il suo emblematico “cimitero della navi”, l’antica Necropoli di Mizdakhan, il paese di Chimbay, dove vengono ancora prodotte le yurte e la torre del Silenzio zoroastriana di Chilpik Kala. Siti archeologici e laboratori artigiani che ci accompagnano alla scoperta di un altro autentico gioiello nascosto nel deserto: il Museo Savitsky a Nukus. Una storia avvincente e avventurosa, in cui Igor Savitsky ha salvato dalla censura sovietica centinaia di opere pittoriche dell’Avanguardia Russa, che oggi formano un patrimonio culturale di inestimabile valore, tanto che il museo si è guadagnato l’appellativo di Louvre nel deserto. Ma la sua storia, il suo patrimonio, la resilienza culturale che esprime, al pari del Museo Shevchenko, ci parla di una terra indomita, remota, dura. Ma che non perde mai l’essenza, tra un sorriso di un pastore nomade e un’opera d’arte, la sua genuina, semplice, umanità.
Ai margini della steppa raggiungiamo infine Khiva, la più distante delle città carovaniere uzbeke: e dove molti qui trovano il remoto, noi riabbracceremo la “civiltà”. Il tramonto sulle sue possenti mura d’argilla sarà l’ultimo saluto alla steppa selvaggia che scompare oltre l’orizzonte.
Itinerario di viaggio
Perché con noi
- Siamo stati gli scopritori - a livello turistico - del Mangystau, e siamo i primi che lo proponiamo con il Karakalpakstan
- Un itinerario lungo e variegato, un'avventura tra paesaggi mozzafiato e straordinari musei nella steppa
- Arriviamo fino al mitico Lago d'Aral e concludiamo il viaggio a Khiva, città carovaniera lungo la Via della Seta
- Utilizzo di ottimi fuoristrada con 3 passeggeri per auto e posto finestrino garantito
- 4 pernottamenti in campo mobile e 2 pernottamenti in tipici campi di yurte
I nostri esperti
CATERINA BORGATO
Dal 25 aprile 2027 al 7 maggio 2027
FABRIZIO VIELMINI
Dal 10 ottobre 2027 al 22 ottobre 2027
Approfondimenti di viaggio
CARATTERISTICHE DEL VIAGGIO Questo è un viaggio unico e pioneristico che solamente Kel 12 propone tra i tour operator organizzati. Il concept del tour è unire i fili, attraverso il nostro incedere, di ciò che la natura ha unito e l’uomo ha diviso: l’altopiano dell’Ustyurt – di cui andremo alla scoperta - è un altopiano calcareo che ricopre ciò che un tempo, milioni di anni fa, era occupato dal vasto oceano Tetide. Oggi si dipana tra due regioni di straordinario interesse [...]