L’ORO DI ATAHUALPA

PERU'

  • L’ORO DI ATAHUALPA

    PERU'

    Viaggi con Esperto
    Durata 15 giorni
    Partecipanti minimo 9 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 31  ottobre   al 14  novembre  
      Completa
      150
    • Dal 28  dicembre   al 11  gennaio  
      Garantita
      150

    A PARTIRE DA:  

    4.500€

    Peru'

    L’ORO DI ATAHUALPA

    Viaggio nelle regioni del sud peruviano, un classico per chi vuole saperne di più sulla cultura Inca, senza rinunciare alla diversità dei paesaggi suggestivi del Paese. Tra le molte mete d'interesse archeologico, paesaggistico e antropologico presenti in una terra grande più di quattro volte l’Italia, abbiamo costruito un viaggio per proporre un incontro con gli aspetti più significativi del Perù. Prevediamo 3 pernottamenti nella zona di Cuzco e 1 in Valle Sacra alla fine del nostro viaggio per consentire soddisfacenti visite in tutta l'area, senza fretta.

    Il nostro viaggio inizia a Lima per poi proseguire lungo la costa desertica dell’Oceano Pacifico. Incontriamo le isole Ballestas, considerate da molti le Galapagos in miniatura per la loro fauna rara ed endemica e il mistero delle Linee di Nazca, posizionate in una piana di deserto terroso circondata da imponenti rilievi andini. Iniziamo a salire verso l’altopiano accompagnati da maestosi vulcani all’orizzonte. Ci accoglie Arequipa, la “città bianca” con gli edifici coloniali realizzati in pietra sillar. Saliamo ancora sulle Ande per raggiungere il Lago Titicaca, il lago navigabile più alto al mondo dove fiorì una cultura e civiltà Inca. Ecco quindi la Valle Sacra, l’Impero degli Incas, pietre e terrazzamenti, Cuzco, città leggendaria, montagne colorate e… immancabile, il maestoso e misterioso gioiello delle civiltà precolombiane, Machu Picchu.

    Perù vuol dire natura e cultura, ma anche gente che s’incontra ovunque negli animati mercati andini affollati dagli indios nei variopinti costumi.

    Passeremo dalla pianura costiera alle regioni degli altipiani, visiteremo siti archeologici e attraverseremo città e villaggi, noteremo ricche mescolanze etniche e linguistiche inserite in una complessa cultura cristiana, in cui il credo imposto dai colonizzatori ha trovato il modo originale di mescolarsi con le tradizionali credenze locali. Percorreremo pianure coltivate, deserti, praterie, terrazzamenti, lande sconfinate, aspre alture, riserve naturali, pianori aridi, strade che rievocano miti di viaggi come la Carretera Panamericana, sempre accompagnati da uno sfondo in cui dominano vulcani altissimi che bucano il cielo. Arriviamo a Cuzco con tappe programmate in modo da poter salire gradualmente di quota ed evitare gli effetti più spiacevoli dell’altitudine.

    Nel programma abbiamo incluso tutte le mete più classiche e 5 di queste, il centro storico di Lima, le Linee di Nazca, Arequipa, Cuzco e Machu Picchu, sono tra Patrimoni dell’Umanità. 

    Itinerario di viaggio

    Partenza molto presto al mattino da Milano e/o Roma con volo di linea via scalo europeo. Arrivo a Lima in serata e incontro con il nostro assistente in Perù per il trasferimento privato in hotel. Cena libera e pernottamento.  Nota: sono possibili partenze da altre città con supplemento su richiesta, da richiedere all’atto della prenotazione.  
    Dopo la prima colazione, incontro la nostra guida per iniziare la visita panoramica della città. Lima, la “Città dei Re”, fondata da Pizarro nel 1535, ha vissuto distruzioni, terremoti, saccheggi, rinascite. Oggi il centro della città, che ha circa dieci milioni di abitanti, è in un’ansa del fiume Rimac. Il cuore è Plaza de Armas con la ragnatela di stradine del periodo di Pizarro e conserva varie strutture coloniali. I quartieri più rinomati sono Miraflores, San Isidro e Barranco. Ci rechiamo nella Plaza de Armas col Palazzo del Governo, la Cattedrale e l’Arcivescovado che vediamo esternamente. Visitiamo internamente la Casa Aliaga, un'antica casa del vicereame consegnata da Francisco Pizarro a uno dei suoi capitani (Jerònimo de Aliaga), dopo la fondazione della città. Tra i musei della capitale scegliamo di visitare il più interessante, il Museo Larco. Ospitato in un palazzo del XVIII secolo già residenza del viceré, custodisce opere collezionate da un privato, Rafael Larco Hoyle. Inaugura il museo nel 1926 dopo aver recuperato decine di migliaia di pezzi in varie regioni del Perù. Sono oggetti in ceramica di differenti culture, tessuti pregevoli e una raccolta di vasi precolombiani. Al termine trasferimento per Paracas, percorrendo la Panamericana Sud che costeggia la costa del Pacifico sostanzialmente desertico, anche se ravvivato da qualche palmeto e oasi.  Pranzo libero. Cena e sistemazione in hotel. 
    Paracas è il punto di partenza per le visite alle isole. Dopo la colazione si parte per l’escursione in barca collettiva alle Isole Ballestas (è opportuno dotarsi di abbigliamento adeguato in modo da proteggersi dal vento e dagli spruzzi d’acqua). Durante le due ore in barca le cui acque potrebbero essere mosse, (dalle 08.00 alle 10.00 circa) ci avviciniamo ad archi di roccia e grotte, osserviamo pellicani, leoni marini, i pinguini di Humboldt e altri uccelli acquatici produttori di guano. Tale fauna antartica può vivere alle basse latitudini del Perù, per la corrente di Humboldt che arriva dal sud e consente la vita a enormi quantità di pesci che costituiscono l’alimentazione per le colonie di uccelli. Il cormorano e il pellicano peruviano “sula” sono i maggiori produttori di guano. Questi depositi erano già noti agli Incas che utilizzavano la preziosa sostanza come concime perché contiene azoto e fosforo. Un uso che continuerà anche negli anni successivi, specie durante il periodo coloniale del XIX secolo, quando lo strato di guano superava i 30 metri. Si giunge poi in vicinanza di un gigantesco candelabro tracciato a terra con modalità simili alle “Linee di Nazca”. Lasciata barca e costa andiamo verso sud est continuando sulla Carretera Panamericana per Nazca. Nel pomeriggio, arrivo a Nasca. Pranzo e cena liberi. Pernottamento in hotel. NB: L’escursione alle Isole Ballestas è effettuata con lancia a motore condivisa con altri passeggeri internazionali, con guida a bordo parlante spagnolo/inglese.  
    Partenza di buon mattino e giornata di trasferimento ancora verso sud est. La maggior parte dell’itinerario, che inizialmente si svolge nell’entroterra, percorre poi il litorale lungo la Carretera Panamericana, con l’Oceano Pacifico a destra e il deserto a sinistra. Si allontana poi dal mare per cominciare a salire sino agli oltre duemila metri di Arequipa. Sacaco è il primo centro che si attraversa giungendo in vista del mare, a circa 100 chilometri da Nazca. Poi arriva Chala, uno dei tanti piccoli villaggi sul Pacifico dedito alla pesca. Camanà s’incontra dopo altri 250 chilometri circa, dove il fiume omonimo si getta in mare. Qui la nostra strada abbandona la costa ed inizia a salire sino ad Arequipa mentre la Carretera devia verso sud per dirigersi ed entrare in Cile. Il Dipartimento di Arequipa, nel sud est del Perù, comprende zone costiere e zone della Sierra, con ambienti climatici e paesaggi diversificati. Arrivo nel tardo pomeriggio ad Arequipa (2.335 mslm). La città ha una storia antica, come dimostrano i dipinti rupestri ritrovati nella regione. Nel XV secolo gli Incas espandono la loro presenza nella zona venendo in contatto con genti del posto che eccellono nell’agricoltura. Ne sono ancora oggi segno evidente i sistemi di coltura e irrigazione. Fondata dagli spagnoli nel 1540 ha avuto un ruolo notevole nelle lotte per l’indipendenza del Paese durante il XIX secolo. Pranzo e cena liberi. Pernottamento in hotel. 
    Arequipa, non a caso conosciuta anche come la "Città Bianca", ha gli edifici realizzati con “sillar”, una specie di pietra pomice vulcanica di color chiaro, duttile ma molto resistente.Il secondo centro del Perù, di quasi un milione di abitanti, si trova in ottima posizione circondata, protetta e minacciata da vulcani coperti di nevi, deserti, canyon. La sua altitudine pur non elevatissima consente l’opportuno acclimatamento prima di proseguire verso quote più alte. E’ questo uno dei motivi per cui soggiorniamo due notti ad Arequipa, in modo da permettere una salutare sosta, oltre che visite appropriate. La visita della città inizia con la visita del vivace mercato cittadino di San Camilo per un’immersione nella cultura che contraddistingue la zona. Anche ad Arequipa il cuore della città è Plaza de Armas. La Cattedrale, funestata da una serie di eventi negativi è sempre riuscita a tornare alla sua immagine originaria. Occupa l’intero lato nord della Plaza de Armas. L’Iglesia de la Compania, chiesa gesuita tra le più antiche di Arequipa, presenta chiostri, una facciata finemente decorata, dipinti e un altare con motivi ornamentali tipici di uno stile assai ricco. Non mancano lamine d’oro a rendere ancora più “florida” questa espressione di architettura religiosa nota come “churrigueresche”. Ma il complesso architettonico che fornisce forte personalità alla città del sillar è certamente il Monastero di Santa Catalina, fondato nel 1580 da una nobildonna spagnola. Accoglieva novizie provenienti da facoltose famiglie rigidamente selezionate, ma la vita nel monastero era improntata a comportamenti non sempre di elevata spiritualità e senso di sacrificio. Nel tempo, però, le regole sono state cambiate per farne luogo di reale clausura, addirittura pregno di mistero sin quasi alla fine del XX secolo. Da alcuni decenni è possibile visitare una parte del complesso di oltre 20.000 metri quadri. E’ una vera cittadella con mura di cinta proporzionali all’importanza del luogo, passaggi angusti, stradine tortuose, chiostri, archi, abitazioni più o meno modeste, arredi, camere mortuarie, angoli e giardini fioriti, sale, lavanderie, torri, chiese, forni, celle, gallerie, cortili, affreschi, anche i colori presentano toni e contrasti che arricchiscono il quadro.A seguire, visita del museo Santuarios Andinos o MUSA, nato per esporre e preservare il patrimonio archeologico della regione di Arequipa. Ospita l’intera collezione del rituale Inca di Capac Cocha che consiste in oggetti utilizzati durante il rito, ritrovati tra le montagne e i vulcani del Perù, ma l’attrazione principale resta la mummia Juanita, perfettamente conservata e scoperta nel 1995 durante una spedizione sul vulcano Ampato a più di 6.000 mslm. Juanita era una giovane ragazza morta all’età di 13 anni sacrificata durante un rito religioso (in alcuni mesi dell’anno la mummia non è presente nel museo e viene sostituta  con una copia o altra mummia).  Pasti liberi e pernottamento in hotel. 
    Prima colazione e partenza lungo la strada che ci porta in serata a Puno sul Lago Titicaca. Quasi alla fine del lungo trasferimento, a pochi chilometri da Puno, si arriva in una zona con alture che declinano sino al piccolo Lago di Umayo, ornate dalle Torri di Sillustani. Le strutture che punteggiano il panorama sono state costruite come luoghi di sepoltura dai Colla che abitavano la regione nel periodo incaico. Usavano seppellire i defunti delle caste nobiliari all’interno di queste torri chiamate “chullpas”. Sono disseminate in una vasta area, ma quelle meglio conservate sono nella località di Sillustani. Presentano pianta circolare, alcune sono alte oltre dieci metri, con pareti esterne costituite da blocchi di pietra. All’interno oggi sono vuote. Il tempo gli archeologi e i tombaroli hanno fatto la loro parte. Nel passato, però, attraverso un’apertura nel lato orientale delle mura, oltre al cadavere, erano introdotti anche oggetti più o meno preziosi e cibo utili al defunto nella vita ultraterrena. A volte la tomba veniva usata per contenere le salme di intere famiglie. Alcune tombe monumentali sono ben conservate e il posto merita una sosta, in un ambiente lacustre che oltre a costituire una piacevole cornice ospita una notevole varietà animale e vegetale.Arrivo a Puno in serata, località risalente al XVII secolo, sulle rive del Lago Titicaca, il più alto specchio d’acqua navigabile del pianeta grande quanto l’Umbria (circa 4.400 kmq). Pranzo e cena liberi. Pernottamento in hotel. 
    Dopo la colazione, trasferimento al porto e imbarco sul battello per l'escursione sul lago Titicaca (3.900 mslm), lo specchio d'acqua navigabile più alto del mondo. Dal porto lacustre di Puno alle isole fluttuanti degli Uros. Gli Uros appartengono ad una cultura antica ed ospitano delle isole artificiali costruite per la crescita del giunco. Il giunco viene tessuto nelle zone dove cresce più rigoglioso e dal mantello naturale. Su di esso vennero costruite case e si cucina all'aria aperta per evitare possibili incendi. Dopo un'ora e mezza di viaggio, fermata all'Isola di Taquile, abitata da oltre diecimila anni. Fu dominata dalla cultura Tiahuanaco li lingua aymarà fino al XIII secolo, quando gli incas la conquistarono e introdussero la lingua quechua. Breve visita dell’isola e dopo pranzo rientro al porto principale per intraprendere il viaggio di ritorno a Puno nel tardo pomeriggio in hotel, cena libera e pernottamento.  
    In mattinata partenza con mezzo privato verso Cuzco, attraverso il paesaggio dell’arido altipiano andino. Ci fermiamo a Pucarà, Raqchi, Andahuayllas per le visite oltre alla sosta per il pranzo. Pucarà non è uno straordinario centro, ma ne approfittiamo per dare un’occhiata al locale museo. Raqchi è nota per i resti del Tempio di Huiracocha (Viracocha).  Andahuaylillas, offre una chiesa gesuita del XVII secolo e un’atmosfera coloniale con costruzioni di quel periodo. La chiesa conserva ricchi motivi baroccheggianti e una cappella, “la piccola Sistina”. (Di solito i richiami a opere note creano eccessive aspettative e sviliscono l’opera in questione). Il punto più elevato del percorso è il passo Abra La Raya a circa 4300 metri. E’ il confine tra la regione di Puno e di Cuzco. Pranzo in ristorante locale durante il tragitto. Arrivo e sistemazione in hotel.  Cena libera e pernottamento. 
    Prima colazione e giornata dedicata alla visita della città. La prima meta della giornata è il mercato locale di San Pedro, un luogo che, come per Arequipa permette di immergersi nell’autenticità della vita locale e di scoprire un vivace spaccato della cultura andina. A seguire, visita di Sacsayhuaman, enorme complesso iniziato in epoche preistoriche e poi completato dagli Incas, ove è ancora oggi celebrata la cerimonia dell'adorazione del Dio Sole nella rievocazione in costume dell’Inti Raymi il 24 giugno.  Sacsayhuaman - Lo scenario è poderoso ed è notevole l'impressione suscitata perché non si riesce a immaginare come, senza l'ausilio di macchine complesse, abbiano sollevato e collocato quei massi in modo così preciso. Sono i più maestosi resti di una fortezza inca. Tre giganteschi bastioni su differenti livelli testimoniano della tradizionale tecnica costruttiva, con i grossi macigni che si incastrano perfettamente l’uno nell’altro. Massi imponenti sono a testimoniare un antico sito, originariamente fu una fortificazione militare e religiosa. I resti, anche se fanno comprendere la rilevanza delle strutture, costituiscono meno di un quinto dell’iniziale manufatto con macigni anche di 300 tonnellate l’uno. Parte di tale materiale è stato nel tempo usato per realizzare edifici nel centro di Cuzco. Cuzco si ritiene il luogo archeologico per eccellenza delle due Americhe. Ritenuta città sacra, è stata anticamente la culla dell'impero Inca e in seguito, pur cedendo rilevanza a Lima, un'importante base del dominio coloniale. Non può che trarre origine dal mito. Inti, il dio del Sole, nel XII secolo ritiene che sia giunto il momento di dare al popolo che lo adora un capo e una capitale. Così decide di creare Manco Capac. La leggenda prevede che colui che diventerà il primo Inca nasca nell’Isola del Sole, sul Lago Titicaca. A lui il dio Inti dona una verga d’oro, una specie di bastone da rabdomante, che serve a Manco Capac per individuare il luogo in cui fondare il centro del suo impero. La verga d’oro si conficca in terra proprio dove oggi sorge Cuzco. Da quel momento diviene “l’ombelico del mondo”, definizione che impegnerà per sempre il nome della città. Cuzco, infatti, vuol dire ombelico in lingua quechua. L'impero di cui Cuzco è stata capitale ebbe il periodo più rilevante l’ultimo secolo prima della conquista spagnola. Ciò che si sa della storia precedente della città è narrata nei “Commentari reali degli Incas”, scritti da Garcilaso de la Vega, sulla base delle narrazioni degli stessi Incas. Da allora Cuzco ha poca influenza nella storia del Perù, con l’eccezione dei moti contro la Spagna del 1780 guidati da Tupac Amaru II e la “scoperta” nel 1911 di Machu Picchu, la cui vicinanza ha creato un flusso turistico che ha reso Cuzco la meta turistica più frequentata. La visita prosegue con Plaza de Armas, il centro da cui si dipartono stradine acciottolate e vie commerciali che percorreremo a piedi. Visiteremo la Cattedrale, l’Iglesia de la Compania, il Tempio di Koricancha, il Museo d’Arte Precolombiano, la pietra con i 12 angoli, Plaza San Blas. Questi.  Pasti liberi e pernottamento in hotel. 
    Prima colazione in hotel e intera giornata a disposizione nella capitale dell’impero Inca. A Cusco il tempo non basta mai e godersi la città in piena liberta è un lusso. Muoversi lentamente per scoprire e approfondire le mille cose viste e sentite. Pasti liberi e pernottamento. In alternativa è possibile organizzare un’escursione alle Rainbow Mountains (montagne arcobaleno 5.000 mslm) di Palcoyo. Dal 2015 le Rainbow Mountains del Perù sono state rese accessibili ai turisti e sono diventate meta di escursione di un numero sempre maggiore di visitatori. In particolare, Vinicunca è la località più nota a livello mondiale e ogni giorno si contano centinaia di visitatori. Non tutti sanno però che a soli 20 chilometri di distanza, in direzione sud, si trovano non una, ma ben tre montagne colorate. Composta da colori ocra e rossi, con strisce verdi, blu e bianche, la splendida catena montuosa di Palcoyo è meravigliosamente isolata e visitata da poche decine di viaggiatori al giorno. Raggiungerla richiede una camminata abbastanza semplice, senza grandi dislivelli, il che rende Palcoyo una validissima alternativa più accessibile rispetto al faticoso trekking verso Vinicunca. Scegliamo di recarci qui non solo perchè la località è molto meno affollata ed è di più facile accesso, ma anche perchè Palcoyo offre, a nostro giudizio, un’esperienza più autentica rispetto a Vinicunca, proprio perchè si può camminare in armonia con la natura circostante apprezzandola pienamente e non in mezzo a una fila interminabile di turisti. Per arrivare a Palcoyo sono necessarie circa 4 ore di bus da Cuzco. Una volta superato il villaggio di Combapata, si passa di fianco a un ponte risalente all’impero Inca e, dopo circa 30 minuti di camminata, si possono già osservare i primi rilievi colorati. Proseguendo la camminata in leggera pendenza per circa un’ora, si raggiungono i tre principali punti di osservazione da cui si gode della splendida vista sulla catena montuosa. I colori che si osservano a Palcoyo sono delle magnifiche, vibranti sfumature sui toni del blu, verde, giallo e rosso, dati da depositi minerari presenti nel sottosuolo: il giallo deriva dalla presenza di zolfo, il rosso dal ferro, il blu dal cobalto…Pranzo al sacco. Rientro a Cuzco nel tardo pomeriggio. Cena libera e pernottamento in hotel. 
    Prima colazione in hotel. Partenza con il nostro mezzo privato attraverso i bei paesaggi della Valle Sacra degli Inca, diretti alla cittadina di Ollantaytambo, tipico esempio della pianificazione urbana degli inca, ancora abitato come in passato. Ollantaytambo (2.800 msls), l’accesso occidentale alla Valle Sacra, il più rappresentativo villaggio della valle, chiamato semplicemente Ollanta, è sovrastato dalla fortezza inca. E’ un grande sito archeologico che, benché sia denominato "fortezza", fu un "tambo", città di ristoro e alloggio per comitive che intraprendevano lunghi viaggi. Il tracciato delle strade acciottolate, le piazze e le fondamenta delle case sono di origine Inca e mostrano una delle più significative manifestazioni dell’urbanistica di quell’epoca. Dal XIII secolo le sue viuzze, gli edifici in pietra, le opere di canalizzazione per l’irrigazione, le elaborate fiancate montane, fanno da contorno alle rovine della fortezza. Questa, pur essendo un’opera di difesa militare, era ed è ancora considerata anche luogo sacro. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio partenza in treno turistico per Machu Picchu Pueblo. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena libera e pernottamento. NB: Sul treno si può portare solo il bagaglio a mano con lo stretto necessario per una notte (max 5 kg per persona). Il bagaglio principale potrà essere lasciato nel deposito dell’hotel del rientro da Machu Picchu. 
    Presto al mattino partenza in direzione di Machu Picchu Ruinas a bordo dei bus turistici collettivi che collegano Machu Picchu Pueblo all’ingresso del sito archeologico. Nel luglio del 1911 l’antropologo-storico statunitense Bingham sale su un altipiano dove gli abitanti della zona da sempre sapevano che esistevano i resti della “città perduta degli Incas”. Vi arriva su segnalazione ed accompagnato da un contadino della zona, Melcho Arteaga. Uno degli aspetti curiosi della vicenda sta nel fatto che nessuno ancora conosce il nome vero della “ciudad perdida”. Neppure i successivi scavi e restauri hanno apportato elementi utili alla conoscenza della sua denominazione. Per tutti, dalla “scoperta” sarà solo “Machu Picchu”, che è la definizione della montagna su cui nel XV secolo fu edificata “l’ultima città degli Incas”. Costruita tra i picchi delle Ande è rimasta in parte sepolta dalla vegetazione. Ma il motivo vero per cui non era stata ritrovata dagli occidentali, sta nel semplice fatto che i resti non sono visibili dal basso, dalla vallata dell'Urubamba. Gli Incas eseguirono opere monumentali di alto livello architettonico, che né il tempo né le calamità naturali sono riusciti a intaccare completamente. Simmetria e solidità, sofisticate tecniche costruttive della pietra dura, sono i principi in base ai quali furono edificate strutture destinate a resistere nei secoli. Passeggeremo nei luoghi più importanti attorniati da abitazioni, terrazzamenti, osservatori, monoliti, sentieri, piazze, quartieri religiosi, templi, cimiteri, mura. Pranzo in corso di escursione. Al termine della visita rientro a Machu Picchu Pueblo e nel pomeriggio rientro in treno a Ollantaytambo o Poroy e trasferimento in hotel posizionato in Valle Sacra. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena libera e pernottamento. NB: vi preghiamo di leggere attentamente nella sezione “Bene a Sapersi” le nuove misure entrate in vigore per la regolamentazione dell’accesso al sito archeologico di Machu Picchu, allo scopo di preservare questo ambiente unico sia dal punto di vista storico che naturale. 
    Prima colazione. La giornata è dedicata all'escursione in alcuni villaggi andini nella Valle Sacra: Chincheros, Moray e le saline di Maras.Chinchero (3.700 mslm), “il posto dove nasce l’arcobaleno”, è un luogo delizioso. Chiesa coloniale, resti inca, locali in abiti tradizionali, terrazzamenti… nulla manca per una piacevole sosta. Moray (3.500 mslm), strano luogo scoperto negli anni ’30 dello scorso secolo attraverso foto aeree che hanno individuato quei cerchi concentrici. In sostanza si tratta di terrazzamenti circolari concentrici realizzati scavando il terreno per un centinaio di metri verso il basso formando una sorta di enorme vasca a gradoni, con cerchi più grandi che vanno man mano restringendosi più in fondo. Il posto è esteticamente significativo, ma ancor più importante sembra essere la motivazione della bizzarra realizzazione. Questi andenerías, terrazzamenti, sarebbero serviti per creare più microclimi, tanti quanti sono i livelli di scavo. Si tratterebbe di laboratori-serre per sperimentazioni agricole utili a individuare le stagioni migliori per impiantare vari tipi di coltivazioni nelle diverse regioni del Perù. I terrazzamenti, realizzati scavando il terreno e costruendo mura di contenimento, erano irrigati con complesse canalizzazioni. Permettevano la coltivazione di circa 250 specie vegetali, grazie ai variegati microclimi. Altri studi sembrano invece dimostrare che fosse un centro astronomico finalizzato allo studio delle stagioni, che analizzava le variazioni della luce solare e delle ombre delle alture circostanti. A Maras (3.300 mslm) osserviamo pendici montane decorate da migliaia di piccoli appezzamenti allagati delimitati da muretti di contenimento. Potrebbero sembrare risaie, ma il colore biancastro di quegli infiniti rettangoli pieni d’acqua ci conferma che si tratta di saline. L’origine di quel sale non ha bisogno di interpretazioni, perché più in alto vi è una sorgente d’acqua calda con elevato contenuto salino incanalata nelle pozze. L’evaporazione dell’acqua fa emergere il sale che da centinaia di anni è raccolto manualmente dai locali (la visita viene fatta esclusivamente da un punto panoramico, non si può entrare nelle vasche delle saline). Pranzo in corso di escursione.  Al termine, trasferimento in aeroporto a Cusco in coincidenza con il volo per Lima. Arrivo e trasferimento in hotel. Cena inclusa e pernottamento. 
    Prima colazione in hotel e visita del vibrante quartiere di Barranco, il quartiere artistico e culturale di Lima, rinomato per la sua vivace scena creativa e l’architettura coloniale ben conservata. Un tempo rifugio di poeti e intellettuali, oggi ospita musei, gallerie d’arte contemporanea e residenze storiche. Il celebre Ponte dei Sospiri e le scogliere panoramiche offrono scorci suggestivi sull’oceano Pacifico. Pranzo in ristornate locale e al termine, trasferimento in aeroporto per il volo per l’Italia. Cena a bordo. Pernottamento a bordo. 
    Arrivo in Italia.    Isla Suasi, Lago Titicaca    2. Fortezza di Ollantaytambo, Valle SacraIncontri, Arequipa  

    Perché con noi

    • Viaggio tutto via terra da Lima a Cusco, percorrendo parte della Panamericana da Nasca ad Arequipa 
    • Tutte le escursioni private con guide parlanti italiano (ad esclusione delle navigazioni alle Ballestas e sul Lago Titicata)
    • Possibilità del sorvolo delle Linee di Nasca
    • Tre notti a Cusco, una a Machu Picchu Pueblo ed una in Valle Sacra, per avere tempi comodi per esplorare l'intera area
    • Uno dei giorni a Cusco è libero per godesi la capitale Inca in autonomia o per effettuare l'escursione facoltativa alle Rainbow Mountains
    • La visita dei mercati locali di Arequipa e di Cusco 
    • Tempi perfetti e percorso di acclimatamento progressivo tutto on the road da Lima a Cusco

    I nostri esperti

    PATRIZIA DI COSIMO

    Dal 31  ottobre  2026 al 14  novembre  2026

    GIOVANNI CONTE

    Dal 28  dicembre  2026 al 11  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

    ITINERARIOUn viaggio attraverso le regioni più celebri del Sud del Perù, con un itinerario che si sviluppa prevalentemente via terra e prevede un solo volo domestico (Cusco/Lima). Questa scelta consente un approccio graduale all’altitudine, riducendo gli effetti più fastidiosi legati alle quote e permettendo di apprezzare pienamente la varietà dei paesaggi andini.L’itinerario, pur intenso e ricco di esperienze, è stato studiato con tempi equilibrati, che garantiscono visite [...]