LUNGO LA PAMIR HIGHWAY

KIRGHIZISTAN TAGIKISTAN

  • LUNGO LA PAMIR HIGHWAY

    KIRGHIZISTAN TAGIKISTAN

    Dune - Viaggi Spedizione
    Durata 17 giorni
    Partecipanti minimo 8 massimo 12  partecipanti
    Partenze
      2024
    • Dal 12  luglio  al 28  luglio  
      Completa
    • Dal 16  agosto  al 1  settembre  
      Iscrizioni aperte

    A PARTIRE DA:  

    5.100€

    Tagikistan - Kirghizistan

    LUNGO LA PAMIR HIGHWAY

    Questo straordinario viaggio si sviluppa attraverso il Tagikistan e il Kirghizistan, due delle cinque repubbliche indipendenti sorte in Asia Centrale nel corso del 1991 conseguentemente al crollo dell’ex Unione Sovietica. Perno geopolitico e immenso serbatoio di riserve naturali, l’Asia Centrale ammalia i viaggiatori amanti dell’avventura con territori immensi e ricchi di fascino storico, artistico e naturale, dove avvennero per secoli fittissimi scambi commerciali e religiosi tra i popoli uzbeki, kazaki, kirghizi, turkmeni e tajiki. Il fiume Pyanj, l’Oxus delle fonti classiche, che segna il confine con l’Afghanistan; il Corridoio di Wakhan, uno dei rami più frequentati della Via della Seta, nonché scenario del “Grande Gioco” tra Gran Bretagna e Russia agli inizi del XX secolo; i pastori nomadi kirghizi, che migrano attraverso i “jailo”, i pascoli estivi d’alta quota, con mandrie di yak e capre … ma soprattutto l’altopiano del Pamir, il “Tetto del Mondo”, uno spettacolare deserto d’alta quota con laghi blu, praterie, vallate e ghiacciai. Un viaggio che richiede un certo spirito di adattamento, in una delle aree meno turistiche di tutta l’Asia. Tutti i gruppi sono accompagnati dai nostri esperti Tour Leader.

    Itinerario di viaggio

    Partenza al mattino da Milano Malpensa con volo di linea Turkish Airlines via Istanbul. Arrivo a Dushanbe (706 m) dopo la mezzanotte. Espletamento delle formalità d’ingresso, accoglienza e trasferimento all’hotel. Pernottamento in hotel. Pasti: pranzo e cena a bordo.  
    Con magnifiche montagne sullo sfondo, tranquilli viali alberati ed eleganti edifici neoclassici, Dushanbe è una picevolissima città. Fino agli inizi del XX secolo Dushanbe, che in lingua tajika significa “lunedì”, era un piccolo villaggio conosciuto principalmente per il suo bazar settimanale. Prima colazione e giornata dedicata alla visita della città e dintorni. Il Museo Nazionale d’Antichità, con interessanti reperti (tra cui un piccolo ritratto in avorio di Alessandro Magno) derivanti dai siti greco-battriani di Takht-i-Sangin e Kobadiyan, oltre a originali dipinti murali sogdiani provenienti da Penjikent; il pezzo forte del Museo è la statua del Buddha dormiente di Adjina-Tepe, risalente a 1.500 anni fa (epoca kushanica), lunga ben 13 metri. Il Museo Nazionale Bekhzod, con sezioni dedicate alla storia naturale, all’etnografia e all’archeologia (chiuso il lunedì). Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio escursione ai resti della Fortezza di Hissar (XIII secolo) occupata agli inizi del ‘900 dai mitici guerriglieri basmachi, bande locali di turchi e tajiki che combattevano per la libertà contro l’Armata Rossa. La fortezza è raffigurata sulla banconota da 20 TJS. Di fronte alla fortezza si ergono due semplici madrase: la Medressa-i Kuhna del XVI secolo e la Medressa-i-Nau, di epoca successiva. Rientro a Dushanbe. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in ristorante locale.  
    Dopo la prima colazione partenza verso sud, per una lunga giornata di trasferimento lungo il tratto iniziale della mitica Pamir Highway, la strada che attraversa il Pamir collegando Dushanbe a Osh in Kirghizistan, una strada in pessime condizioni. Ci si avvia verso il remoto Pamir lasciandosi alle spalle la capitale del Tagikistan. Lungo il percorso soste per godere delle vedute sul Bacino di Nurek e per visitare il Palazzo-fortezza di Hulbuk, ristrutturato recentemente ma risalente all’XI secolo. Si prosegue verso est transitando per la città di Kulob e salendo al Passo Shurabad (2.220 m). Dal passo si fa ingresso nella regione autonoma del Gorno-Badakshan (GBAO), La strada scende verso una profonda valle rocciosa, percorsa dallo stretto ma tumultuoso fiume Panji che segna il confine tra Tagikistan e Afghanistan. Si risale il corso del fiume Panji verso nord godendo di straordinarie vedute sul lato afghano dove un precario e incerto sentiero collega minuscoli centri abitati con case in pietra e adobe posti in mezzo a chiazze di verde tra nude pareti di roccia a strapiombo. Arrivo a Kalaikhum (1.200 m) nel tardo pomeriggio. Pernottamento in guest-house con bagno in comune.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in guest-house  
    Partenza verso sud lungo il confine con l’Afganisthan segnato dal corso del fiume Pyanj. Arrivo nella cittadina di Khorog (2.100 m.), il capoluogo della regione autonoma del Gorno-Badakshan (GBAO), che si estende su entrambe le sponde del turbolento fiume Gunt. Pernottamento in semplice hotel.Pasti: colazione in guest-house, pranzo e cena in ristorante locale. La popolazione della regione autonoma del Gorno-Badakshan, isolata da secoli nelle valli d’alta quota, parla una lingua diversa non solo da quella dei tajiki di pianura, ma anche da quella parlata dalle altre comunità della regione montana.  Tuttavia le popolazioni di montagna del Pamir sono strettamente legate dalla fede comune nell’ismailismo sciita, introdotto nel Badakhshan nell’XI secolo da Nasir Khusraw. L’attuale leader spirituale degli ismailiti è Karim Aga Khan, che gli abitanti del Pamir venerano come diretto discendente del profeta Maometto nonchè 49° imam. La casa tradizionale del Pamir, “huneuni chid”, è costituita da una grande stanza sorretta da cinque colonne, con quattro aree rialzate disposte attorno a una buca centrale, da una cucina e da un atrio. La luce naturale proviene da un lucernaio nel tetto. Le cinque colonne simboleggiano i cinque profeti maggiori, oltre che i cinque pilastri dell’islam e, come sostengono alcuni, le cinque divinità di Zoroastro (le origini delle case risalgono infatti a 2.500 anni fa, ben prima dell’avvento dell’islam). 
    Dopo la prima colazione partenza verso sud. Si lascia la Pamir Highway e si continua a costeggiare il fiume Pyanj lungo il confine afghano. Lungo il percorso si effettua una breve deviazione per raggiungere le antiche sorgenti termali Garm Chashma, molto popolari tra i tajiki. Si raggiunge poi Ishkashim (2.500 m.), il centro regionale nonchè il villaggio più grande del Wakhan. Si prosegue verso est fino ad arrivare alla fortezza di Khakha (epoca kusanide, III secolo a.C.), che sorge su una piattaforma di roccia naturale. Attualmente il forte è occupato dalle guardie di frontiera tajike. Poco distante si trova l’interessante mazar (mausoleo ismailita) di Shah-i-Mardan Hazrati Ali, uno dei molti posti in Asia centrale che si vanta di essere il luogo di sepoltura del genero del Profeta. Infine arrivo nel villaggio tradizionale di Yamg (2.750 m.). Pernottamento in casa privata. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in casa privata. Le case tradizionali del Pamir sono caratteristiche e accoglienti, la struttura in legno e muratura è rivestita di intonaco e il pavimento è ricoperto di tappeti. Generalmente pulite, permettono di assaporare fino in fondo l’atmosfera e la cultura degli abitanti di questa regione. Le stanze, alte e spaziose, sono dotate di materassi (poggiati direttamente sui tappeti) e coperte. In ogni ambiente si dorme in 4/6 persone. La doccia (spesso costituita da secchi  d’acqua) e le latrine sono in comune (spesso è a disposizione una sola latrina). Si consiglia di portare sacco lenzuolo, sacco a pelo, asciugamano, sapone e carta igienica.  Il Corridoio di Wakhan e il Grande Gioco Le carte geografiche mostrano, all’estremo nord-est dell’Afghanistan, un sottile peduncolo che si protende verso il Turkestan cinese e divide le alte terre del Tagikistan dal labirinto montano del Chitral (Pakistan). Questo curioso “dito” è noto con il nome di Corridoio di Wakhan. Qui passava uno dei rami più frequentati della Via della Seta. Nel XIX secolo avventurieri, esploratori e spie percorrevano quest’area con l’intento di accattivarsi il favore del khanato uzbeko di Kokand e cercando di superarsi gli uni con gli altri in una guerra fatta di doppi giochi e spionaggio ad alta quota, che in inglese viene ricordata con il nome di “Great Game” (Grande Gioco). Lo scenario che vi fece da sfondo rappresentò la prima “guerra fredda” tra Oriente (Russia) e Occidente (Gran Bretagna). I russi alla fine prevalsero prendendo possesso della regione in nome dello zar. Gli accordi sui confini anglo-russi siglati nel 1895 assegnarono alla Russia gran parte del Pamir e crearono il Corridoio di Wakhan, la scomoda lingua di terra afghana che divideva i due ex imperi.  
    Dopo la prima colazione visita della casa museo del mistico sufi, astronomo, musicista Mubarak Kadam Wakhani (1843-1903), dove è ancora visibile la pietra che il religioso usava come calendario solare. Escursione al vicino Forte di Yamchun (3.250 m.), un complesso fortificato del XII secolo che vanta la posizione più spettacolare di tutta la valle di Wakhan, con tanto di mura multiple e torri di guardia rotonde. Poco lontano si trovano le sorgenti termali di Bibi Fatima, così battezzate in onore della sorella del Profeta Maometto. Le donne pensano di poter accrescere la loro fertilità visitando le formazioni di calcite a forma di utero.   Partenza verso nord-est, sempre lungo il confine con l’Afghanistan, fino a raggiungere le rovine di Vrang che meritano una sosta per i singolari stupa buddhisti del IV secolo. Proseguendo verso Langar si avvistano le rovine dell’Abrashim Qala, la “Fortezza della Seta”, costruita per difendere questo tratto della Via della Seta dalle incursioni cinesi e afghane. Arrivo nel villaggio di Langar (3.000 m.) che sorge nel punto in cui i fiumi Pamir e Wakhan confluiscono per formare il fiume Pyanj. Il fiume Pyanj diventa poi l’Amu Darya (il mitico Oxus delle fonti classiche) che scorre verso ovest segnando il confine uzbeko-afghano e un tratto di quello uzbeko-turkmeno e andando infine a morire nell’agonizzante Lago d’Aral. Molto interessante il mazar di Shoh Kambari Oftab, l’uomo che introdusse la religione ismailita a Langar: la tomba del santo è decorata con corna di pecore selvatiche e stambecchi, ombreggiata da alberi secolari e cintata da un alto muro in pietra. Per i più atletici è possibile effettuare un mini-trekking (1 ora di salita verticale, 300 m di dislivello) per raggiungere un sito con  incisioni rupestri e una veduta mozzafiato della catena dell’Hindukush. Pernottamento in casa privata. Pasti: colazione in casa privata, pranzo in ristorante locale, cena in casa privata. 
    Dopo la prima colazione camminata mattutina (circa 1 ora tra andata e ritorno) fino ai resti del Forte di Ratm che, circondato su tre lati da alti pendii, vanta una postazione strategica. Partenza verso nord-est lungo il corso del fiume Pamir, con il Pamir Centrale che incombe a nord e l’Hindukush che si intravede a sud, oltre il Corridoio di Wakhan. Lungo la riva afghana del fiume si osservano le scene di vita dei villaggi e spesso piccole carovane di cammelli che percorrono i sentieri lungo il fiume. Dal villaggio di Khargush si punta decisamente verso nord attraverso il Passo Karghush (4.344 m.), da dove si gode di un’incredibile panorama sul massiccio afghano di Koh-i-Pamir. Si procede verso il lago salato di Chokur-Kul per raggiungere successivamente la Pamir Highway. Ancora verso nord-ovest fino al villaggio di Bulunkul, uno sperduto insediamento tajiko fuori dal mondo, nei cui pressi si trova lo Yashil-Kul (Lago Verde, 3.734 m), un sorprendente lago turchese incastonato in un deserto dalle tonalità ocra. Si continua verso est sempre lungo la Pamir Highway costruita dagli ingegneri militari sovietici fra il 1931 e il 1934 allo scopo di facilitare il trasporto di truppe e approvigionamenti in questo remoto avamposto dell’impero sovietico. Trattandosi di una delle principali direttrici per il contrabbando della droga, sulla strada ci sono numerosi posti di blocco presso i quali è necessario registrarsi. Sosta al grandioso punto panoramico con vista sui laghi salati dell’ampia pianura di Alichur. Si costeggiano i laghi Tuz-Kul (Lago del Sale) e Sassyk-Kul (Lago Puzzolente) per giungere al villaggio di Alichur, dominato da un’originale moschea che sembra ricoperta da una glassa di zucchero. Pernottamento in casa privata. Pasti: colazione in casa private, pranzo in ristorante locale, cena in casa private.  
    Dopo la prima colazione visita della vicina sorgente sacra di Ak-Balyk (Pesce Bianco) dove una polla di acqua sorgiva sorprende per la trasparenza delle sue acque. La pianura nei dintorni di Alichur è una delle più fertili della regione e in estate è punteggiata dalle yurte dei nomadi kirghizi. Si prosegue poi per Murgab attraversando il Passo Naizatash (4.137 m.) e effettuando una deviazione per la visita della grotta neolitica di Shakhti, nella spettacolare Valle di Kurteskei, dove si trovano le interessanti pitture rupestri di colore rosso, perfettamente conservate, che rappresentano una scena di caccia all’orso. Arrivo a Murgab (3.600 m.), ex guarnigione zarista. Pernottamento in semplice hotel.Pasti: colazione in casa privata, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.  
    Partenza verso nord, lungo la Pamir Highway. Lungo il percorso gli occhi si riempiono dello straordinario panorama dell’Altopiano del Pamir Orientale, un deserto popolato da pastori nomadi e yak e disseminato di laghi dai riflessi turchesi, che ricorda il paesaggio tibetano. Il Pamir è chiamato dalla gente del posto Bam-i-Dunya, “Tetto del Mondo”. In persiano antico il termine pamir significa “pascoli ondulati”. Non esiste una catena del Pamir vera e propria, ma piuttosto una serie complessa di catene montuose, separate da vallate, ad alta quota. Il Pamir contiene tre delle quattro montagne più alte dell’ex Unione Sovietica, che culminano nei 7.495 metri del Koh-i-Samani, un tempo chiamato Picco del Comunismo. A nord di Murgab la strada costeggia il confine cinese, in alcuni punti la doppia staccionata, sormontata da filo spinato, corre a meno di 20 metri. Ben presto le montagne si fanno più vicine e la strada comincia ad arrampicarsi verso il Passo Ak-Baital (Cavallo Bianco, 4.655 m.), il punto più alto del percorso, che offre una vista panoramica mozzafiato a 360°. Si raggiungono poi le rive del Lago Kara-Kul (3.914 m.) creato da un meteorite circa 10 milioni di anni fa. I nomadi lo chiamano Chong Kara-Kul (Grande Lago Nero) paragonandolo al Kishi Kara-Kul (Lago Nero Minore) che si trova lungo la strada del Karakorum nel Pamir cinese. Sosta nel villaggio di Kara-Kul avvolto in un’atmosfera irreale. Pernottamento in casa privata.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in casa private. 
    Partenza verso nord per il confine con il Kirghizistan, tracciato poco prima del Passo Kyzyl Art (4.282 m). Si lasciano le auto tajike e si percorrono circa 200 m a piedi per raggiungere quelle kirghize. La frontiera  kirghiza è situata altri 20 km più avanti, circa mezz’ora di strada sterrata attraverso paesaggi scenografici. L’attraversamento del confine è un vero e proprio passaggio spazio-temporale, dalla desolata zona semidesertica del Pamir tagiko si viene catapultati nelle verdi praterie del Pamir kirghizo, pullulanti di cavalli al galoppo e rapaci in volo. Si fa ingresso in Kirghizistan per intraprendere la discesa nell’ampia Valle dell’Alay fino a raggiungere il villaggio di Sary Moghul (3.200 m.), 30 km a ovest di Sary Tash. Si percorre una scenografica pista che addentrandosi tra le montagne conduce ai prati di Achik Tash (3.600 m) al Campo Base del Picco Lenin. Sistemazione in campo tendato proprio di fronte ai ghiacciai del Picco Lenin. Pernottamento in campo tendato.Pasti: colazione in casa privata, pranzo in ristorante locale, cena in campo tendato. Il campo tendato, di proprietà del nostro corrispondente locale, è composto da grandi tende fisse con due confortevoli brandine dotate di sacco a pelo. Wc e lavandini in strutture separate comuni per tutte le tende, sauna, tenda ristorante.  
    Intera giornata dedicata ai dintorni di Achik Tash. L’habitat della Valle dell’Alay è quello tipico dei jailoo, i pascoli d’alta quota dell’altopiano kirghizo. Il campo base offre spettacolari vedute del Picco Lenin (7.134 m., la vetta oggi ufficialmente chiamata Koh-i-Garmo), montagna famosa per essere uno dei 7.000 metri più accessibili al mondo. Possibilità di passeggiare ai piedi della montagna, tra i numerosi laghi morenici sparpagliati intorno al campo tendato. In Kirghizistan le tradizioni nomadi sono ancora vive e non mancano gli incontri con i cavalieri al pascolo e le piacevoli soste nei loro accampamenti di yurte. I più intrepidi e allenati possono anche percorrere la prima parte del sentiero che conduce alla vetta del Picco Lenin. Pernottamento in campo tendato.Pasti: colazione, pranzo e cena in campo tendato. 
    Partenza verso nord lungo l’ultimo tratto della Pamir Highway attraverso i contrafforti nord-orientali della catena Alay-Pamir, che si estende per 500 km da Samarcanda allo Xinjiang cinese. Il percorso è paesaggisticamente spettacolare e colorato tra il rosso dei canyon, il verde della vegetazione e il giallo delle praterie. Si scende a Osh (800 m.), la seconda città del Kirghizistan, nonché il centro amministrativo della vasta e popolosa provincia che circonda il versante kirghizo della Valle di Fergana. La città di Osh ha una storia antichissima, che risale almeno al V secolo a.C., uno dei più importanti luoghi di transito lungo la “Via della Seta”. I mongoli la distrussero nel XIII secolo, ma nei tempi che seguirono essa risorse diventando più prospera che mai.  Il punto di riferimento principale della città è il cosiddetto “Trono di Salomone”, un’incombente, spoglia e frastagliata altura rocciosa, da secoli importante luogo di pellegrinaggio per i musulmani, poiché sembra che una volta il profeta Maometto sia giunto fin qui a pregare. Osh conserva pochissime testimonianze del suo passato e oggi ha l’aspetto di una cittadina sovietica. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in campo tendato, pranzo in ristorante locale, cena in famiglia uzbeka. 
    Dopo la prima colazione partenza verso nord-est per la cittadina di Ozgon, una delle antiche capitali del Khanato Karakhanide tra il X e il XII secolo. C’è anche una leggenda secondo cui la città sarebbe nata come accampamento per le truppe di Alessandro Magno. Ciò che resta del suo intenso passato è un quartetto di edifici karakhanidi: tre mausolei del XII secolo e un minareto tronco dell’XI secolo con pregevoli motivi decorativi in mattoni, terracotta lavorata e intarsi in pietra. Si continua per la città di Jalal-Abad, la “città di Jalal”, dal nome di un famoso guerriero del XIII secolo, la terza città del Kirghizistan. Pranzo in ristorante locale. Dopo pranzo si risale sull’altopiano lungo una strada sterrata panoramica, attraversando il Passo Kaldama (3.060 m), sulla catena dei Monti Fergana. Arrivo nel villaggio di Kazarman (1.230 m). Pernottamento in casa privata.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in casa privata.  
    Dopo la prima colazione partenza verso est lungo una sconnessa strada sterrata che, attraverso una serie di passi, porta a oltre 3.000 m. per raggiungere uno degli angoli più incantevoli del Kirghizistan centrale: il lago alpino Song-Kol (3.020 metri). La pista avanza sinuosa attraverso i terreni montuosi e all’orizzonte sembra scomparire nel cielo, forse è per questo che Song-Kul significa “l’ultimo lago”. Il lago è circondato dai rigogliosi pascoli jayloo, molto apprezzati dai pastori nomadi della valle di Kochkor che vi trascorrono i mesi estivi con il loro bestiame: yak, pecore e cavalli. Pranzo e sistemazione in campo di yurte. Pomeriggio dedicato all’esplorazione dei dintorni del lago e alla visita di una famiglia di ospitali nomadi kirghizi, che usualmente invitano i passanti nelle loro yurte per offrire tè, yogurt fresco (airan), formaggio stagionato (kurut) e latte fermentato di giumenta (kumys). L’aria frizzante e tersa dei pascoli di alta montagna, lontani dall’inquinamento luminoso e dallo smog, garantisce stellate di una bellezza mozzafiato. Pernottamento in campo turistico di yurta.Pasti: colazione in casa privata, pranzo e cena in campo di yurte. Le yurte sono le tipiche tende dei nomadi della steppa dell’Asia centrale. Hanno la struttura in legno rivestita di feltro e il pavimento ricoperto di tappeti; alte e spaziose assomigliano a vere e proprie abitazioni, vi si sta comodamente in piedi e sono dotate di letti con materassi, lenzuola, coperte e una stufa centrale. Sono generalmente pulite e permettono di assaporare fino in fondo l’atmosfera e la cultura dei nomadi. I bagni sono in comune.   
    Si continua verso nord-est attraverso il villaggio di Kochkor famoso per essere il centro dell’artigianato kirghizo. Visita di un laboratorio per la lavorazione del feltro gestito da un collettivo femminile locale; il prodotto più tipico è sicuramente lo shyrdak, il tappetino usato dai nomadi, decorato con motivi floreali, corna di stambecco e fantasiosi arabeschi; i colori naturali sono ricavati dalle foglie di pero e lampone, dalle radici di dalia e betulla, dal ginepro, dall’amaranto e dall’assenzio. Si prosegue per le rovine dell’antica città di Balasagun, fondata durante il regno di Sogdiana e divenuta in seguito una delle capitali dei karakhanidi, dove ancora si innalzano i resti della Torre di Burana, un minareto a pianta ottagonale dell’XI secolo. Molto interessante l’adiacente raccolta di balbal, le stele funerarie simili a totem (VI-X secolo). In serata arrivo a Bishkek (800 metri), la capitale del Kirghizistan, che sorge al margine settentrionale dei monti Kyrgyz Alatau, un braccio della catena del Tian Shan. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in campo di yurte, pranzo e cena in ristorante locale. 
    Intera giornata dedicata alla visita di Bishkek. Il suo nome attuale deriva dal vecchio nome kazako pishpek che è la zangola di legno utilizzata per produrre il kumys (il latte fermentato di giumenta, la bevanda nazionale). La verde, tranquilla e rilassata capitale kirghiza è in perfetta sintonia con il resto del paese incastonato tra le montagne. Visita della principale Piazza Ala-Too ex Piazza Lenin, dove si affacciano i principali edifici governativi, per assistere al cambio della Guardia d’Onore. Visita della Piazza della Vittoria, in cui campeggia un imponente monumento commemorativo in forma di yurta eretto in occasione del 40° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Passeggiata nel Parco Dubovy, frequentato da mamme con bambini nelle calde domeniche estive, con caffè all’aperto, alcune sculture moderne e molte querce secolari. Tempo libero per lo shopping nei grandi magazzini statali TSUM, dove il terzo piano è interamente dedicato agli oggetti artigianali e ai souvenir kirghizi. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per il volo di linea Turkish Airlines via Istanbul per l’Italia. Arrivo a Milano Malpensa nel tardo pomeriggio.    

    Perché con noi

    • un viaggio/spedizione di grande interesse paesaggistico e culturale dedicato principalmente alla regione montuosa del Pamir tra Tagikistan e Kirghizistan, una delle zone meno turistiche dell'Asia
    • organizziamo viaggi in quest'area geografica dal 2010 e siamo stati i primi in Italia a proporre questo itinerario
    • un itinerario molto intenso e vario che consente di visitare luoghi unici al mondo
    • utilizzo di ottimi fuoristrada con 3 passeggeri per auto

    I nostri esperti

    Cecilia Bechstein

    Dal 12  luglio  2024 al 28  luglio  2024

    DA ASSEGNARE

    Dal 16  agosto  2024 al 1  settembre  2024

    Approfondimenti di viaggio

    Altre informazioni: Voli – Il viaggio è programmato con voli da Milano Malpensa con Turkish Airlines (o può essere utilizzata altra compagnia IATA in caso di cambi operativi o disponibilità). La partenza da Roma Fiumicino è possibile su richiesta senza supplemento tariffario. La partenza da altri aeroporti italiani è possibile su richiesta e aggiungendo il relativo supplemento. Organizzazione e Trasporti – Si utilizzano moderne vetture fuoristrada 4x4 tipo Toyota Land [...]