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LUXURY CRUISE E RENDEZ VOUS NEL DESERTO

OMAN

icona orologio 8 GIORNI
minimo 8 massimo 10 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2020

  • Dal   19  marzo    al   26  marzo  
Sistemazioni
Cruise Expeditions - Crociere

L’Oman con i suoi profumi di spezie, il mistero celato dietro a veli leggeri e antiche roccaforti di un passato glorioso, soggiace all’incontro meraviglioso tra l’Oceano Indiano e il deserti della Penisola arabica. È terra di nomadi e marinai, dove gli infiniti orizzonti di onde e di sabbia hanno scandito i ritmi dello sviluppo del Paese in tempi in cui, dal leggendario Simbad il marinaio, all’arrivo dei portoghesi fino ai traffici commerciali con le Indie fino a - continua -

A PARTIRE DA: 4.750 €


ITINERARIO

Partenza dall’Italia in serata con volo di linea via scalo internazionale e proseguimento per Muscat. Pasti e pernottamento a bordo.

 

Arrivo a Muscat di prima mattina, disbrigo delle formalità doganali ed incontro con il nostro referente locale.

Trasferimento privato in hotel dove è previsto il deposito bagagli e la prima colazione in una sala riservata prima dell’inizio delle visite. Anche se le camere non saranno ancora a disposizione, ci sarà modo di riposarsi e riprendere energie dopo il viaggio aereo.

In tarda mattinata inizio del tour della città dal souq di Muttrah, il vecchio quartiere della capitale omanita. Il suo mercato è anche conosciuto come Al Dhalam, parola araba che significa oscurità: tra i suoi vicoli e le botteghe, infatti, i raggi del sole non hanno la possibilità di filtrare, lasciando spazio alle lampade e alle vetrine luccicanti dei negozi. Costruito un tempo in adobe e foglie di palma, è stato completamente restaurato e oggi continua ad offrire, oltre souvenir per turisti, beni di prima necessità per gli abitanti. Successivamente ci sposteremo a piedi, vedendo dall’esterno il palazzo del Sultano e i forti gemelli di Jilali e Mirani. Muscat è una città moderna che tuttavia è stata costruita nel pieno rispetto dello stile architettonico arabo. Pranzo in ristorante locale. Visita al museo etnografico di Bayt Al Zubayr, ricavato in un museo privato che conta cinque diversi edifici, che illustrano la storia del Paese e gli usi e i costumi degli omaniti.

Al termine delle visite rientro in hotel nel pomeriggio. Cena e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione in hotel e ad attenderci ci aspettano i nostri mezzi off road con i quali partiremo alla volta dei monti Hajar.

Prima di lasciare la capitale visiteremo la Grande Moschea di Sultan Qaboos, la cui costruzione è durata sei anni (dal 1995 al 2001), e che vanta un enorme lampadario fatto interamente di cristalli Swarovski e un enorme tappeto persiano in pura seta. La moschea rappresenta, con il suo candore e le raffinate architetture in marmo bianco, la rinascita del Paese e la sua modernità pur fedele alla tradizione. Ultima visita a Muscat, lungo la via, alla fabbrica del profumo Amoauge, una delle eccellenze prodotte nel Paese. La casa produttrice propone fragranze uniche e raffinate, ispirate alla storia e alle tradizioni omanite.

Partenza in direzione di Jebel Akhdar. Pranzo in semplice ristorante locale e visita al villaggio di Al Hamra, che prende il nome dalla terra rossa con cui sono state costruite le vecchie case; proseguimento per Misfah al Ibreen, villaggio incastonato nella roccia, e passeggiata nel palmeto seguendo i falaj, antico sistema di canalizzazione dell’acqua nelle oasi risalente al VI secolo e iscritto dal 2006 tra i beni tutelati dall’Unesco. Nel pomeriggio iniziamo la salita per Jebel Akhdar, la cui strada si inerpica tra paesaggi brulli e rocce monumentali. Durante la salita lo scenario è affascinante e, quando raggiungeremo i 2000 metri, si aprirà la vista sulla vallata, i terrazzamenti coltivati e le alture circostanti. Sistemazione in lodge con vista mozzafiato sulle montagne, cena e pernottamento.

 

Prima colazione e discesa verso la pianura fino a raggiungere Nizwa, con il suo souq e il forte. Nizwa è la città più grande nella regione interna dell’Oman e fu capitale del regno nel VI e XVII secolo. Il forte fu costruito dal Sultano Bin Saif Al-Ya’Rub ed è stato abitato fino agli inizi del secolo scorso. La possanza architettonica è addolcita dalle porte in legno intagliato e dal gioco di ombre e luci che si appoggia incerto sugli intonaci restaurati da poco. Il forte è il più grande dell’intera penisola arabica. In città è tutto a portata di mano e si riesce a visitarla in breve. Dedali, porticati, cortili e il souq tradizionale, che ribolle di fermento, voci ed oggetti d’artigianato di ogni tipo, orci giganti, canestri, ceramiche, datteri di ogni tipo e tappeti.

Dopo il pranzo, ospitati presso una famiglia locale per entrare meglio in contatto con la popolazione e la loro ospitalità, partenza alla volta del deserto. Lungo la strada breve passeggiata tra i sobborghi di Ibra, una delle città più antiche del Paese, famosa in passato per suoi cavalieri ed importante snodo commerciale, nonché base di partenza per il deserto del Wahiba. Nel piccolo villaggio di Mansfah, alle porte della città, si possono ancora vedere sontuosi palazzi in rovina, lascito dei traffici dei mercanti del XIX secolo che, sotto il sultanato di Said Bin Sultan, rappresentarono il momento di massima fortuna per questa regione.

Si parte alla volta del deserto dove raggiungeremo il nostro campo tendato di lusso per una notte a nostro uso esclusivo, dove ci uniremo ai viaggiatori degli altri quattro gruppi che, assieme a noi, assisteranno al concerto di musica e silenzio tra le dune del deserto del pianista e compositore Alessandro Martire.

 

Rendez Vous tra le dune del Wahiba Desert

 

Ci piace pensare che, pur non costituendo una comunità, chi viaggia con noi lo faccia perché sceglie non solo un itinerario ben confezionato, ma ritenga pure di far parte di un insieme di persone con cui abbia qualcosa in comune, attratti da un altrove che custodisce terre e facce diverse.

Ci piace pensare che questo senso della condivisione trovi l’ambiente più adatto per manifestarsi in particolari condizioni di viaggio. Quando, oltre a proporre modi di partecipazione crediamo interessanti, si crei quella sfumatura che accentui la sensazione di prendere parte a qualcosa di speciale. Ciò è accresciuto dall’essere con altri, condividendo un’occasione che moltiplica per ognuno le sensazioni. Perché, a volte, ciò che non trasmetti agli altri appare un po’ meno vero.

Per questo proponiamo un’iniziativa che dia la possibilità di vivere un’esperienza con sfumature normalmente impossibili da apprezzare, se non in circostanze come questa.

Infatti, siamo convinti che un concerto possa non essere solo note create da un pur valente concertista. L’esecuzione tra le dune è condivisione di un’occasione che, persino noi che per mestiere programmiamo viaggi, sino ad ora mai abbiamo avuto modo di apprezzare.

La “festa” comune inizia dopo l’imbrunire accolti da deboli torce e candele, che ci indicano il percorso da seguire per giungere dove non troveremo altro che un pianoforte e uno sgabello per Alessandro Martire.

Il risultato pensiamo possa essere molto coinvolgente, perchè oltre al piacere dei suoni apprezzeremo il semplice essenziale grandioso ambiente che ci accoglie. Anche le luci non saranno invadenti perché devono solo essere in grado di farci intravvedere da dove originino le note.

 

Concerto, tra le dune, per pianoforte silenzio e oscurità.

 

Abbiamo avuto modo di chiedergli come definirebbe in poche sillabe la sua musica.

Ci ha risposto che “La mia è musica contemporanea, colonna sonora”.

In un primo momento abbiamo pensato che fosse un’affermazione di eccessiva modestia. Pensandoci bene, però, non è così.

Al centro dell’autodefinirsi, non mette il carattere della sua musica. Non è “contemporanea” il termine che mi piace sottolineare, ma “colonna sonora”. È una definizione che non va intesa come sminuente, vuol solo far intendere una non pretenziosità.

Lui non si mette al centro dell’attenzione in modo esclusivo. Non vuole sottrarre spazio ad altre sensazioni. A volte non privilegia in modo netto, come fanno in genere i concertisti, i luoghi chiusi e ovattati dove il pubblico comodamente seduto è attratto esclusivamente da un palco, un pianoforte, uno sgabello e un faro su un pianista che accentra su di sé ogni interesse e senso.

Alessandro Martire sceglie di esibirsi anche dove la situazione può distrarre i presenti perché attratti da un contesto particolare. Lui non ha timore e non è geloso di vedersi sottrarre attenzione. Così lo scorso agosto ha fatto galleggiare il suo pianoforte sul Lago di Como e ora ha accettato il nostro invito di affondare le gambe del suo strumento nella sabbia di un deserto. Confermando che ama condividere con ciò che lo circonda l’interesse di quelli venuti ad ascoltarlo, cosciente della forza del suo suono.

 

Inoltre, nel definire “colonna sonora” la sua musica contemporanea, c’è la consapevolezza che “colonna” indichi un aspetto indispensabile per consentire ad un’opera umana, musicale o meno poco importa, di stare in piedi e riuscire a svolgere la sua funzione.

Basti pensare che la colonna sonora dei rapporti umani è la parola.

Nel suo caso è ciò che usa per creare un legame emotivo, è il suo modo di comunicare. Non è semplice sottofondo di luoghi e momenti che colpiscono i sensi perché legati alla bellezza, alla visione di spicchi di mondo che non conosciamo ancora, di un tramonto, di un lago d’acqua, di un mare di sabbia, di una notte senza luci.

Ecco cosa aspettiamo ci dia questo concerto.

Quella sera il suo intervento musicale sarà al centro dell’interesse, anche se in modo non eclatante. Sarà parte preponderante di quelle impressioni che ci arriveranno anche dalla scena in cui si esibisce, sospingendo e amplificando le emozioni che nascono in quel luogo.  

Un luogo che non vogliamo illuminare oltre l’indispensabile, per godere di quanto ci sia da sentire e scoprire senza gli occhi.

Così di notte, all’oscuro, non sappiamo se con o senza stelle, con i piedi sulla sabbia, avremo occasione di udire il silenzio riempito da una colonna sonora. Pensieri e suggestioni saranno i protagonisti, e si costruiranno seguendo le note di Alessandro.

 

Sappiamo che si tratta di un “azzardo” perché il deserto è associato al silenzio, ed è il silenzio ciò che normalmente si viene a cercare qui.

Solo la luna, e non sempre, può entrare e violare lo spazio dedicato all’infinitamente piccolo dei granelli di sabbia e all’infinitamente grande delle stelle.

Non citeremo le parole con cui le strofe di The Sound of Silence si rivolgono al silenzio per motivare la nostra scelta, perché Simon e Garfunkel vedono nel silenzio l’incapacità di comunicare tra gli uomini, mentre per noi il silenzio sarà il filo delle emozioni che lo stare nel deserto crea, che interromperemo solo per riempirlo con altre ancora più corpose.

A noi è sembrato che potesse essere gradito udire il silenzio, inframmezzandolo, interrompendolo per un breve tempo con sonorità che possono valorizzare ulteriormente lo stare qui.

Proponiamo per la prima volta un intervento “ingombrante”. Mai, abbiamo introdotto nei nostri eventi un elemento così dirompente come i suoni che si sovrappongono al silenzio. Mai abbiamo stravolto un luogo come facciamo ora. Ma lo facciamo senza invadenza, mutando l’equilibrio stabilito dall’assenza di parole rumori e luce solo con note. Niente fari e palco, scenografie, colori e fumi, amplificatori e sedie, sipario e poltrone per stare più comodi.

In piedi, o seduti sulla sabbia, lasciamo che sia solo il pianoforte di Alessandro a rafforzare il legame col circostante, con suoni adatti a riempire lo spazio tra granelli di sabbia e stelle.

 

Prima colazione nel deserto e rientro a Muscat per l’imbarco sullo yacht Al Zahra, che ci aspetta ormeggiato all’Al Mouj Marina. Sistemazione nelle cabine, breve briefing sull’imbarcazione e l’itinerario di crociera e partenza alla volta delle isole Daymaniyat. Pranzo e cena a bordo. 

Ci aspettano due giorni di rilassante crociera alla scoperta delle Isole Daymaniyat, un paradiso tropicale con fondali da far invidia alle Isole Seychelles e non solo… Unica riserva naturale marina dell’Oman, le isole Daymaniyat sono un luogo eccezionale noto per i giardini di corallo e l'abbondante fauna acquatica. Questo gruppo di nove isole disabitate conserva infatti una barriera corallina che si estende fino a una profondità di 20 metri. La parte nord delle isole è rocciosa, mentre la parte meridionale ha meravigliosi reef per chi ama lo snorkeling. A bordo possibilità di prendere il sole e rilassarsi, prendere un aperitivo al tramonto e farsi coccolare da uno staff sempre a disposizione. Pasti e pernottamento a bordo.

Rientro in porto la mattina presto o, a seconda delle condizioni del mare, la sera precedente. Sbarco all’Al Mouj Marina e trasferimento privato all’aeroporto per il volo di linea via scalo internazionale. Possibilità di fermarsi a Dubai o rientrare direttamente in Italia.


 

 

  1. Delfino al largo delle Isole Daymaniyat
  2. Il villaggio di Riwaygh

 

  1. Tipico pranzo a bordo di Al Zahra
  2. Scorcio del souk di Nizwa

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Il viaggio è adatto a tutti e non presenta particolari difficoltà. Gli spostamenti a terra interessano solamente tre giorni di viaggio e le strutture sono state selezionate per offrire un alto livello di comfort e servizi. La crociera a bordo dello yacht Al Zahra è un’esclusiva Kel 12 e permette a chi vuole esplorare le isole Daymaniyat e agli amanti del mare di non rinunciare a servizi di alta qualità e a qualche “coccola”. E’ necessario il visto di entrata e passaporto con - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

- CONCERTO ESCLUSIVO NEL DESERTO DEL PIANISTA E COMPOSITORE DI FAMA INTERNAZIONALE ALESSANDRO MARTIRE

- SIAMO L'UNICO OPERATORE IN ITALIA A PROPORRE UNA CROCIERA DI LUSSO IN OMAN

- ITINERARIO DISEGNATO PER OFFRIRE ESPERIENZE "IMMERSIVE" ANCHE GRAZIE A SISTEMAZIONI LUXURY

ESPERTI

  

FABRIZIO CRUSCO

  • Dal 19  marzo  2020 al 26  marzo  2020

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