MANCIURIA

CINA

  • MANCIURIA

    CINA

    Viaggi con Esperto
    Durata 16 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 14  partecipanti
    Partenze

    A PARTIRE DA:  

    5.200€

    Cina

    MANCIURIA

    Un originale viaggio nel Dongbei, o per dirla in maniera più chiara in Manciuria, la regione nell’estremo nord-est della Cina, che comprende le sconosciute province di Jilin, Heilongjiang e Liaoning. Qui nacque la grande potenza militare mancese, nota come dinastia Qing, che conquistò la Cina nel 1644 e ne resse il potere imperiale fino al 1911. Un itinerario tra arte e natura ai confini con la Russia e la Corea del Nord, in zone di frontiera che possiedono un fascino particolare derivante dal mix di culture diverse. Dalla città di Harbin, con la sua architettura in stile russo, a Shenyang, la capitale dei Manciù (Patrimonio UNESCO), sul cui modello venne ridisegnata Pechino e il cui stile influenzò i principali monumenti cinesi di epoca Qing. Dall’antica cittadina di Xingcheng (XV sec.), uno dei centri storici meglio preservati della Cina, alla città di Shanhaiguan, dove la Grande Muraglia incontra il mare. Dall’imponente tempio ligneo di Fengguo, un capolavoro dell’arte orientale costruito durante la Dinastia Liao (XI sec.), allo straordinario complesso di Qingdongling con le Tombe Orientali dei Qing (Patrimonio UNESCO), le più belle e prestigiose della Cina. Dalla riserva naturale di Shangbaishan, dove si trova il favoloso Stagno Celeste, un lago di origine vulcanica incastonato tra le montagne, all’area vulcanica di Wudalianchi, ricca di grotte, pozze d’acqua e sorgenti termali… 

    Itinerario di viaggio

    Partenza in tarda mattinata da Milano Malpensa con volo di linea Air China diretto per Pechino. Pernottamento a bordoPasti: cena a bordo. 
    Il Palazzo di Puyi, l’ultimo imperatore cineseArrivo a Pechino e proseguimento con volo in coincidenza per Changchun, nella provincia di Jilin. Arrivo, accoglienza e trasferimento in hotel. Changchun è storicamente nota con il nome di Hsinking, “la Nuova Capitale”, per il suo ruolo di capitale, dal 1932 al 1945, del Manchukuo (ex Manciuria), lo stato fantoccio controllato dai giapponesi che aveva come imperatore Xuantong, meglio conosciuto con il nome di Puyi, l’ultimo imperatore cinese. Oggi l’economia della grande e anonima città si distingue per l’industria automobilistica e per la produzione cinematografica. Nel pomeriggio visita del Palazzo dell’ultimo imperatore. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione a bordo, pranzo libero, cena in ristorante locale.  Nel 1908, all’età di due anni, Puyi divenne imperatore a Pechino per ordine della morente imperatrice vedova Cixi. Sebbene costretto ad abdicare nel 1912 dal governo repubblicano, egli mantenne i suoi privilegi reali, continuando a risiedere come un anacronismo vivente nella Città Proibita. Fuori la nuova repubblica stava venendo a patti con la democrazia e con il Novecento, e la vita di Puyi, limitata dai rituali di corte, sembrava, in confronto, quasi un sogno. Nel 1924 fu espulso dai nazionalisti, preoccupati per ciò che rappresentava, ma i giapponesi lo protessero e alla fine trovarono il modo di utilizzarlo, a Changchun, come un simbolo che dava legittimità al loro governo. Catturato dai sovietici nel 1945 e consegnato nel 1950 ai comunisti cinesi, venne internato in un istituto per la “rieducazione”. Liberato nel 1959, visse facendo il giardiniere nel Giardino Botanico di Pechino. Morì il 17 Ottobre 1967. La sua biografia ha ispirato “L’ultimo imperatore”, il premiatissimo film di Bernardo Bertolucci. Lo studio, la camera da letto e il tempio dell’imperatore fantoccio del Manchukuo, così come gli appartamenti della moglie e degli amanti, e persino il bagno (da dove, stando a quanto si racconta, Puyi approvava tutte le decisioni del governo) sono stati ricostruiti e ospitano, tra i numerosi oggetti dell’epoca, alcune fotografie dello sfortunato sovrano e del suo entourage. 
    Dopo la prima colazione partenza verso est per la città di Jilin, originariamente fondata come fortezza nel 1673 e gravemente danneggiata e saccheggiata dai soldati russi durante la Seconda guerra mondiale. Visita del Wen Miao, il tempio di Confucio, costruito affinché il grande saggio potesse portare fortuna agli abitanti della città che speravano di superare lo huicao (l’esame imperiale) notoriamente molto difficile. Visita della Chiesa Cattolica, divenuta un simbolo della città, completamente devastata durante la Rivoluzione Culturale e ricostruita nel 1980. Visita del Museo della Pioggia di Meteoriti che espone il frammento più grande della violenta pioggia di meteoriti che si abbatté sulla zona di Jilin nel marzo 1976, pare che sia il più grande esemplare del mondo con un peso di 1.770 kg. Si continua verso sud con un lungo trasferimento per la Riserva Naturale del Monte Changbai che si trova al confine con la Corea del Nord. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. 
     Dopo la prima colazione intera giornata dedicata alla Riserva Naturale del Monte Changbai (Monte Sempre Bianco) noto anche come Monte Paekdu, che si estende lungo il confine tra Cina e Corea del Nord. Grazie alle variazioni di quota, e conseguentemente di temperatura, nella riserva vivono molte specie di piante e animali. Tra i 700 e i 1.000 m crescono le conifere miste e le latifoglie; tra i 1.000 e i 1.800 m sono presenti le conifere resistenti al freddo, come ad esempio l’abete del drago (Picea asperata); tra i 1.800 e i 2.000 m si estende una terza fascia di foresta; infine, sopra i 2.000 m il paesaggio è caratterizzato dalla tundra alpina battuta dai venti e priva di vegetazione d’alto fusto. La principale attrazione della riserva è il Tian Chi, lo “Stagno Celeste”, un suggestivo lago formatosi all’interno di un cratere vulcanico a quota 2.194 m. Il lago ha un perimetro di 13 km ed è circondato da rocce appuntite dal profilo frastagliato e da 16 cime montuose la più alta delle quali è il Bayan Feng, la “Vetta della Roccia Bianca”, che raggiunge i 2.749 m. Si dice che nelle acque del lago vive un mostro, forse un lontano parente di quello di Loch Ness. Il fiume Erdaobai sgorga dal Tian Chi e forma una cascata di 68 m dalla quale hanno origine a loro volta i fiumi Songhua e Tumen. (N.B. La Riserva del Monte Changbai è frequentata da numerosi turisti cinesi e sud-coreani, ma  per godere di una tranquilla passeggiata basta allontanarsi un poco dai sentieri più battuti). Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. Tra i molti miti nati in questa zona, il più affascinante è quello relativo all’origine della razza manciù. Secondo la leggenda tre ninfe celesti scesero in riva al lago alla ricerca dei piaceri terrestri e decisero di fare un bagno. Mentre giocavano nell’acqua improvvisamente apparì una magica gazza che lasciò cadere una bacca rossa. Una delle ninfe raccolse il frutto per sentirne il profumo e inavvertitamente la bacca le scivolò tra le labbra. Così rimase in cinta e diede alla luce un bel bambino con una gran parlantina. Dal bambino ebbero origine a loro volta i manciù e la loro dinastia. Una leggenda coreana vuole invece che il Signore del Cielo sia giunto sul Monte Changbai e, incantato dalla sua bellezza, abbia dato origine all’antica Corea. Più recentemente, la cultura popolare nord-coreana ha eletto la zona a luogo di nascita di Kim Il Sung, il “Grande Leader”, (in realtà gli storici pensano che sia nato a Khabarovsk, in Russia). 
    Presto al mattino partenza verso nord-est per il Lago Jingpò che si trova nell’estremo sud dell’Heilongjiang, la provincia più settentrionale della Cina. Il nome Heilongjiang, “Fiume del Drago Nero”, evoca il corso d’acqua che si snoda lungo il confine tra la Cina e la Russia. Lungo il percorso sosta in un villaggio coreano i cui abitanti coltivano il ginseng. Si prosegue per il Lago Jingpo, “Lago dello Specchio”, che deve il nome ai riflessi delle foreste verdeggianti che si rispecchiano nelle sue acque cristalline. Il lago si è formato, nell’ansa del fiume Mudan, grazie alle colate laviche di cinque eruzioni vulcaniche. Il lago ha un profilo a forma di S; con una lunghezza di 45 chilometri da nord a sud e una larghezza media di 2-3 chilometri copre un'area di circa 90 chilometri quadrati. Visita del Jingpo Lake World Geopark caratterizzato da splendidi scenari e un clima piacevole. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza verso nord-est. Prima di lasciare la zona del lago visita della Cascata Diaoshuilou. Si prosegue per la cittadina di Mudanjiang e prima di raggiungerla si svolta verso nord-ovest per la città di Harbin, il capoluogo della provincia di Heilongjiang. Verso la metà dell’Ottocento i russi si appropriarono di alcune porzioni di territorio dell’Heilongjiang e l’influsso della Russia aumentò verso la fine del secolo, quando gli operai russi cominciarono la costruzione della ferrovia da Vladivostok a Haerbin. In seguito alla rivoluzione russa del 1917, un gran numero di rifugiati si riversò nell’Heilongjiang che ancora oggi conserva diversi edifici in stile russo costruiti proprio in quell’epoca. Lungo il percorso sosta nella città di Hengdaohezi per la visita del Garage delle Locomotive della Chinese Eastern Railway, un singolare edificio a forma di ventaglio costruito dai russi nel 1903. Molto interessante è anche il Villaggio dei Pittori, ricavato nel vecchio quartiere russo, che dagli anni ’50 ospita artisti provenienti da tutta la Cina. Si prosegue per Harbin. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale. 
    Dopo la prima colazione partenza verso nord per la Riserva Naturale di Wudalianchi, “i cinque laghi collegati”, un parco geotermico disseminato di piccoli vulcani e sorgenti termali. Le ultime eruzioni si sono verificate nel 1719 e nel 1720, quando la lava fuoriuscita dai crateri bloccò il corso del Bei He, il “Fiume del Nord”, e formò una serie di laghi di sbarramento. Nel pomeriggio escursione nel parco per la visita della Sorgente d’acqua calda Wenpo (passeggiata di 1h½), della Sorgente d’acqua fredda Beiqen (passeggiata ½h) e del Giardino Yinshen. Attesa del tramonto sulla riva de Lago Yaoquan. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.   
    Dopo la prima colazione intera giornata dedicate alla Riserva Naturale di Wudalianchi. Si inizia con la visita del Longmen Stone Village (Fortezza di Pietra di Loongmen), la più grande piattaforma lavica vulcanica all’interno dell’area paesaggistica. Situato nella parte orientale del geoparco, Longmen Stone Village si è formato più di 900.000 anni fa durante la prima eruzione del vulcano Longmenshan. Dopo che la lava si è raffreddata e solidificata, le colate laviche inferiori hanno continuato ad avanzare e a fratturarsi in enormi blocchi. Ripetute eruzioni vulcaniche e terremoti hanno infine modellato l’area in un altopiano lavico a forma di scudo che copre circa 50 chilometri quadrati, disseminato di laghi di lava contenenti blocchi di roccia che misurano oltre cinque metri di diametro, ammassati in formazioni irregolari, simili alle mura crollate di un’antica fortezza, da cui il suggestivo nome di “Fortezza di Pietra di Longmen”.Si prosegue con l’area panoramica di Wenbo, spesso descritta come una “meraviglia vulcanica in stile bonsai”. Si tratta di un piccolo lago barriera ad alta magnetizzazione formatosi quando le colate laviche vulcaniche hanno bloccato il sistema fluviale.  L’area panoramica si estende per oltre 1.800 metri ed è composta da tre laghetti interconnessi. Ogni laghetto presenta un aspetto diverso, con piante acquatiche e strati di alghe che ricordano le barriere coralline sottomarine. L’area conta inoltre 26 sorgenti artesiane sotterranee alimentate da risorse geotermiche. La temperatura dell’acqua si mantiene intorno ai 14 °C durante tutto l’anno e, anche durante gli inverni con temperature che raggiungono i - 40 °C, i laghetti rimangono liberi dal ghiaccio.Infine si conclude con la visita del Monte Yaoquan, il più piccolo e il più basso dei 14 vulcani di Wudalianchi, che raggiunge un’altitudine di circa 350 m. La montagna è particolarmente famosa per le sue sorgenti termali fredde ricche di anidride carbonica e oligoelementi, che gli hanno valso il nome di “Acqua Santa”. L’acqua può essere utilizzata sia per bere che per lavarsi e si ritiene che favorisca la salute dell’apparato digerente, la cura della pelle e il benessere generale. Il cratere del vulcano ha una forma caratteristica che ricorda una tradizionale poltrona cinese in stile Ming. I pendii sono fittamente ricoperti da foreste di querce e betulle, mentre nella zona si possono trovare anche rari paesaggi lavici primordiali. All’interno del cratere del vulcano Yaoquan si trova il Tempio Zhongling, uno dei rari templi al mondo costruiti all'interno di un cratere vulcanico. A differenza dei tradizionali templi cinesi che si rivolgono a sud, il Tempio Zhongling è rivolto a ovest, a simboleggiare la vicinanza al Paradiso Occidentale. Lungo il suo asse centrale si succedono: la Porta della Montagna, la Sala dei Re Celesti, la Sala di Mahavira, la Biblioteca dei Sutra e la Sala del Buddha Disteso. Originariamente costruito tra il 1917 e il 1928, il tempio ha subito numerose modifiche nel corso degli anni. La maggior parte delle strutture attuali è stata ricostruita dopo il 1990 e ora presenta sale dorate dall’atmosfera solenne e sacra. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza verso sud. Nei dintorni di Harbin visita del Parco della Tigre Siberiana. Si prosegue per Harbin, soprannominata “Piccola Mosca” per la sua atmosfera di avamposto della Russia imperiale, sebbene molta dell’antica architettura sia stata abbattuta e sostituita con edifici e grattacieli senz’anima. Visita, solo dall’esterno, dell’Harbin Opera House, un avveniristico centro per le arti dello spettacolo progettato dalla nota agenzia di architetti cinese MAD guidata da Ma Yansong. Si conclude la giornata con una passeggiata nello storico Quartiere di Laodaowai per ammirare la rara architettura barocca cinese: facciate occidentali con elementi interni cinesi. Pernottamento in hotelPasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale. La missione del Parco della Tigre Siberiana è quella di salvare dall’estinzione la tigre della Manciuria, detta anche tigre dell’Amur, una delle più rare al mondo, che sopravvive nella Cina del Nord-Est, in Corea del Nord e in Russia Orientale. Nonostante che la tigre della Manciuria goda dell’attenta protezione da parte del governo cinese e sia stata riconosciuta come una delle specie più a rischio di estinzione di tutto il pianeta, il suo destino è tuttora incerto. I problemi più gravi per la sua salvaguardia sono l’ampliamento e l’inquinamento delle città, che invadono il territorio degli animali, e la lucrosa attività del bracconaggio: le ossa della tigre, soprattutto quelle femorali, sono preziosissime per la medicina cinese tradizionale, mentre la pelle viene venduta a prezzi elevati sul mercato nero. Il governo cinese ha creato dei centri di allevamento della tigre, tra cui il parco di Harbin, con lo scopo di ripopolare l’habitat della tigre, allevandola in cattività e reintroducendola poi in natura. I sostenitori della salvaguardia di questo felino ritengono però che l’animale debba avere contatti minimi con l’uomo. Invece i centri di riproduzione cinesi, in stile zoo-safari, visitati da turisti che scattano fotografie ai felini mentre si cibano di mucche e galline, inducono gli animali a sviluppare il gusto per il bestiame domestico e ad associare il momento del pasto alla presenza di persone e veicoli. Perciò, nonostante il numero degli esemplari di tigri che vivono in cattività sia notevolmente cresciuto negli ultimi anni, il destino della tigre della Manciuria rimane ignoto. 
    Dopo la prima colazione completamento della visita dei siti d’interesse di Harbin. Il Parco Zhaolin, un'importante area espositiva del famoso Festival del Ghiaccio e della Neve che si tiene ogni anno ad Harbin durante la stagione invernale. Il festival si svolge in diverse zone della città che per l’occasione si riempiono di enormi sculture di ghiaccio e neve straordinariamente dettagliate, fantasiose e stravaganti. Artisti provenienti da tutto il mondo vengono invitati per collaborare alla creazione di quelle che possono essere considerate delle vere e proprie opere d’arte. Passeggiata nel quartiere di Daoliqù, in cui si snoda la bella e acciottolata Zhongyang Daje con le sue viuzze laterali. Visita della Chiesa di Santa Sofia, costruita dai russi nel 1907. Passeggiata nel Parco Stalin, il viale alberato che costeggia il fiume Songhua, pieno di statue, campi da gioco e piccoli caffè. Dopo pranzo trasferimento alla stazione ferroviaria per l’imbarco sul treno veloce per Shenyang (circa 2 ore di viaggio), capoluogo della provincia del Liaoning. Arrivo a Shenyang e passeggiata lungo la principale via pedonale. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale.  All’inizio del XVII secolo, Shenyang, allora conosciuta con il nome di Mukden, fu dichiarata da Nurhaci la prima capitale dell’Impero Manciù in espansione. Nurhaci morì nel 1626, quando i lavori del suo palazzo erano appena iniziati, e gli successe il suo ottavo figlio, Abahai, che consolidò ed estese l’influenza manciù sulla Cina settentrionale. Nel 1644 i manciù, dopo aver sbaragliato i ming, conquistarono Pechino e vi istaurarono la dinastia Qing. Allora Shenyang divenne un centro di potere secondario e la sua importanza cominciò a declinare. A prima vista la città può sembrare poco attraente, una metropoli congestionata dal traffico con un’immensa distesa di quartieri dall’architettura socialista. Tra gli edifici grigi, tuttavia, si celano antiche vestigia, ben conservate, di epoca manciù. Il punto di riferimento della città è la gigantesca statua di Mao nella centrale piazza Zonghshan. 
    La Città Proibita in miniaturaDopo la prima colazione intera giornata dedicata alla visita dei principali siti d’interesse di Shenyang. Il Palazzo Imperiale, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una Città Proibita in miniatura caratterizzata da tratti manciù. Le strutture principali furono iniziate durante il regno di Nurhaci (1559-1626) e portate a termine, nel 1936, dal figlio Huang Taiji. Di fronte alla porta principale, sull’altro lato del cortile, sorge l’edificio più importante del complesso: il Gran Palazzo del Governo, con il soffitto a cassettoni e l’elaborato trono. Fu in questa struttura che nel 1644 venne incoronato l’imperatore Shuzhi, che guidò la conquista di Pechino e l’invasione manciù della Cina. Il Mausoleo dell’Est, il luogo di sepoltura di Nurhaci e della sua amata, risalente al 1629, tra le conifere del parco Dongling. Una struttura imponente, con mura fortificate e una torre a tre piani. Il Mausoleo del Nord, il luogo di sepoltura di Huang Taiji (1592-1643), all’interno del parco Beiling. Sebbene sia stato suo padre ad aprire per primo la strada all’imperialismo, fu il figlio a ottenere la tomba più bella, anche se non visse abbastanza per assistere alla conquista della Cina. Nel complesso, costruito nel 1643 e ancora in buone condizioni, si accede attraverso un ingresso fiancheggiato da due padiglioni. Un viale costeggiato da statue di elefanti, cavalli e leoni, che ricordano le Tombe Ming, conduce al tumulo centrale, detto Tomba Luminosa. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale.  
    Dopo la prima colazione partenza verso ovest per la città di Beining, perduta nel cuore della pianura mancese. Visita dei principali siti d’interesse di Beining, centro di primaria importanza durante la Dinastia Liao. Particolarmente degne di nota le Pagode Gemelle del Tempio Chongxing, due magnifiche strutture, costruite durante la dinastia Liao, poste l’una di fronte all’altra a una distanza di circa 40 metri. Le pagode, quasi identiche, hanno un basamento in pietra di forma ottagonale, che simboleggia il fiore di loto; la pagoda orientale è alta 43,8 metri mentre quella occidentale 42,7 metri. Le nicchie nelle pareti del basamento contengono statue di Buddha seduto, mentre raffinate sculture di Bodhisattva e Apsaras volanti decorano le superfici esterne. Il Tempio di Beizhen, dedicato al Dio del Monte Yiwulu e costruito, ai piedi della montagna omonima, durante la Dinastia Jin. Stele in pietra indicano che il tempio fu ricostruito e ampliato tra il 1421 e il 1495 durante la Dinastia Ming. Degna di nota la Big Hall, la più grande costruzione del tempio nonché il suo centro simmetrico, dove la famiglia imperiale partecipava alle cerimonie sacrificali. Le pareti interne sono decorate da 32 pannelli dipinti che riproducono, con vivido realismo, scene di vita che coinvolgono ufficiali civili e militari vissuti tra la Dinastia Han e la Dinastia Ming. Nel pomeriggio proseguimento verso ovest per la città di Yixian dove si trova il Tempio Fengguo, uno dei più grandi capolavori dell’arte orientale. Il grande tempio ligneo, fondato nel 1020 durante la Dinastia Liao, fu ampliato nel corso dei secoli successivi. L’edificio più importante è la Danxiongbao Hall, una vasta sala che contiene sette grandi statue di Buddha. Ciascuno dei Buddha è affiancato da due statue di Bodhisattva. Dietro ai sette Buddha, rivolta verso la porta posteriore della sala, si trova una statua di Guanyin, la personificazione femminile di Avalokitesvara, il Bodhisattva della Grande Compassione. Al termine della visita si continua verso sud per Jinzhou, dove l’arrivo è previsto in serata. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione passeggiata lungo la strada pedonale del centro storico di Jinzhou che unisce la Pagoda del Nord a quella del Sud. Partenza verso sud per il Monte Bijia, una curiosa isola-penisola, situata lungo la costa del Mar di Bohai, collegata alla terraferma da un istmo di terra che emerge durante le fasi di bassa marea. L’isola-penisola è consacrata al taoismo. Dal Padiglione Sanging, un edificio in pietra di sei piani, si gode di una meravigliosa vista sulla baia. Si continua verso sud-ovest per la cittadina storica di Xincheng situata tra le verdeggianti foreste dei Monti Shoushan a nord e le spumeggianti acque del Mar di Bohai a sud. Costruita all’epoca dei Ming (1368-1644), Xincheng è un esempio eccezionalmente ben conservato di città cinese tradizionale che offre ai visitatori la rara opportunità di farsi un’idea degli stili architettonici e degli ideali urbanistici della Cina imperiale. La forma perfettamente quadrata della sua intatta cinta muraria è dovuta al pensiero filosofico cinese secondo il quale il cielo è rotondo e la terra è quadrata. In sostanza la forma quadrata, simbolizzando la solidità della terra, avrebbe dovuto garantire una continuità e una sorta di eternità all’esistenza della città. Nel mezzo di ciascuno dei quattro lati delle mura esterne è posta una porta d’ingresso, mentre la Torre del Tamburo è situata esattamente nel centro della città. Questo schema architettonico simmetrico aveva principalmente una funzione militare difensiva e in aggiunta dava alla popolazione una sensazione estetica di salubrità. Nel pomeriggio passeggiata per le vie del centro storico, molto suggestiva la prospettiva della strada pedonale principale con due porte commemorative in pietra finemente decorate. Da non perdere la visita del Tempio di Confucio, il più antico tempio nella Cina del Nord-Est nonché il più grande del Liaoning. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel.  
    Dopo la prima colazione partenza verso sud-ovest per la città portuale di Qinhuangdao nella provincia dell’Hebei. Il brullo e spopolato altopiano che si spinge verso nord dal Golfo di Bohai marcò a lungo i confini settentrionali della Cina e fu il palcoscenico di numerose battaglie contro gli invasori. Il marchio della sua storia sanguinosa rimane la Grande Muraglia, che si arrampica zigzagando lungo crinali solitari. Le parti della muraglia oggi ancora visibili sono i resti della più tardiva ed estesa fortificazione della dinastia Ming, cominciata nel XIV secolo come deterrente contro i mongoli. Arrivo nella città di Shanhaiguan, il “Passaggio fra le Montagne e il Mare”, cotruita come fortezza sotto la dinastia Ming per difendere l’estremità orientale della Grande Muraglia. La muraglia attraversa le montagne Yanshan verso nord e forma le mura orientali della città, incontrando il mare pochi chilometri a sud. Lungi dall’essere un castello solitario, Shanhaiuguan nacque come centro di una rete di fortificazioni e piccoli fortini, ora in rovina, sparsi in tutte le direzioni e collegati da una serie di torri segnaletiche costruite intorno alle montagne. Visita della Porta Orientale, nota anche con il nome di “Primo Passo Sotto il Cielo”. Un tratto di muraglia, recentemente restaurato, alto 12 m, con una torre di guardia principale che raggiunge i 14 m. La torre ha due piani, un doppio tetto, sessantotto feritoie per gli arcieri e un’iscrizione calligrafica, attribuita allo studioso Xiao Xian, che recita “Primo Passo Sotto il Cielo”. Visita del Museo della Grande Muraglia, un bell’edificio in stile tradizionale, in cui sono esposti oggetti antichi e una raccolta di fotografie. Si conclude con la Testa del Vecchio Drago, il tratto finale della Grande Muraglia che arrivava serpeggiando al mare. In realtà ciò che si può osservare oggi è stato ricostruito alla fine degli anni ’80. Il nome di questo tratto deriva dalla leggendaria testa di drago scolpita, che anticamente era rivolta verso il mare. Si prosegue per la città di Qinhuangdao. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza verso ovest per lo straordinario complesso delle Tombe Orientali dei Qing (Qingdongling), le più belle e prestigiose della Cina, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si prosegue verso ovest per il Tempio Dule, il cui padiglione centrale (Guanyin), risalente al 984 (Dinastia Song) è ritenuto uno degli edifici in legno più antichi di tutta la Cina. Arrivo a Pechino nel tardo pomeriggio. Camere in day-use per un breve riposo e una doccia. Dopo cena trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea Air China diretto per l’Italia. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. La vasta area sepolcrale di Qingdongling ospita le tombe di cinque imperatori, 14 imperatrici e 136 consorti imperiali. Tra le montagne che circondano il sito sono sepolti principi, nutrici imperiali e altri personaggi importanti. Due tombe in particolare sono di una qualità superba, pari alla levatura dei personaggi che ospitano: la Tomba dell’Imperatore Qianlong e la Tomba dell’Imperatrice Cixi. L’imperatore Qianlong (1711-1799), uomo colto, sensibile e raffinato, iniziò i preparativi per la sua dimora post mortem quando aveva 30 anni. La sua tomba occupa una superficie pari a mezzo kmq. Alcune delle camere in pietra sono decorate con sutra tibetani e sanscriti, e le porte presentano bassorilievi con figure di Bodhisattava. Anche l’imperatrice Cixi (1835-1908), dal forte e autoritario temperamento, con cui si chiuse la grande stagione imperiale, cominciò i preparativi con un certo anticipo. La sua tomba fu ultimata circa trent’anni prima della sua morte e fu sottoposta a ingenti opere di restauro prima ancora di accogliere le sue spoglie. Nella decorazione sulla facciata del sepolcro la Fenice (simbolo dell’imperatrice) appare sopra il Drago (simbolo dell’imperatore) e non al suo fianco come di consueto.  
    Arrivo a Milano Malpensa al mattino presto.   Cattedrale S. Sofia, Harbin Estremità orientale Grande Muraglia Monte Changbai  

    Perché con noi

    •    Un originale itinerario tra arte e natura ai confini con la Russia e la Corea del Nord, in zone di frontiera sconosciute al turismo internazionale. •    Il Palazzo Imperiale di Shenyang, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una Città Proibita in miniatura caratterizzata da tratti manciù.  •    Il grande tempio ligneo Fengguo, fondato nel 1020, uno dei più grandi capolavori dell’arte orientale.  •    Lo straordinario complesso delle Tombe Orientali dei Qing (Qingdongling), le più belle e prestigiose della Cina, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. •    Pernottamenti in selezionati hotel 4* e 5*.  

    Approfondimenti di viaggio

    Voli – I voli di linea scelti per questo itinerario sono operati da AIR CHINA via Pechino. Il programma di viaggio è stato elaborato in base agli operativi attuali dei voli in partenza da Milano Malpensa. Le partenze da altre città (compresa Roma) comportano un piano voli diverso che non è possibile confermare. Air China opera voli anche da Roma Fiumicino ma con frequenze settimanali diverse da Milano.  I voli nazionali ITA atterrano a Milano Linate e comunque non possono essere [...]