MANCIURIA – IL FESTIVAL DEL GHIACCIO E DELLA NEVE

CINA

  • MANCIURIA – IL FESTIVAL DEL GHIACCIO E DELLA NEVE

    CINA

    Viaggi con Esperto
    Durata 14 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 26  dicembre   al 8  gennaio  
      Garantita
      145
    • 2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 17  gennaio   al 30  gennaio  
      Iscrizioni aperte
      145

    A PARTIRE DA:  

    4.900€

    Cina

    MANCIURIA – IL FESTIVAL DEL GHIACCIO E DELLA NEVE

    VIAGGIO NOVITÀ 2026 2027

    Un originale itinerario invernale in Manciuria, la regione nell’estremo nord-est della Cina, che comprende le sconosciute province di Jilin, Heilongjiang e Liaoning. Qui nacque la grande potenza militare mancese, nota come dinastia Qing, che conquistò la Cina nel 1644 e ne resse il potere imperiale fino al 1911. Un viaggio per gli amanti dei paesaggi, delle atmosfere e del freddo del Grande Nord, infatti in queste zone nei mesi di Dicembre-Febbraio si registrano delle temperature medie che variano tra un minimo di -25°C e un massimo di -10°C. Da Pechino, una delle grandi città della storia, con il Palazzo d’Estate, la Grande Muraglia, il Parco Olimpico, la Piazza Tien An Men, la Città Proibita, il Parco Jingshan e il Tempio del Cielo, alla città di Harbin, soprannominata “Piccola Mosca” per la sua atmosfera di avamposto della Russia imperiale. Da Shenyang, la prima capitale dell’Impero Manciù, con il Palazzo imperiale e i mausolei dei fondatori della dinastia Manciù, a Changchun, capitale dello stato fantoccio del Manchukuo, controllato dai giapponesi, che aveva come imperatore Puyi, l’ultimo imperatore cinese. Dall’isola fluviale di Wusong, dove scintillanti cristalli di ghiaccio si condensano sui rami dei salici piangenti e dei pini che costeggiano le rive del fiume Songhua, creando un paesaggio fiabesco, al fantastico Festival del Ghiaccio e della Neve a Harbin, dove artisti provenienti da tutto il mondo si riuniscono ogni anno per creare quelle che possono essere considerate delle vere e proprie opere d’arte: enormi sculture di ghiaccio e neve straordinariamente dettagliate, fantasiose e stravaganti… Se si vuole davvero avere una visione globale della Cina, non si può farlo senza trascorrere un periodo di tempo in questo paradiso invernale!

    Itinerario di viaggio

    Partenza in tarda mattinata da Milano Malpensa con volo di linea Air China diretto per Pechino. Pernottamento a bordo.Pasti a bordo. 
    Arrivo a Pechino al mattino presto. Disbrigo delle formalità di ingresso, accoglienza e trasferimento in hotel per un’opportuna sosta dopo il volo internazionale (camere immediatamente disponibili). Pechino: città moderna, immensa, ma anche grande scrigno prezioso che conserva alcuni siti antichi e maestosi che attraggono il turismo da ogni angolo del pianeta. Animata dallo spirito dell’ottimismo e attraversata da immensi viali ricavati a costo d’abbattere le gioie del passato, percorsa da auto elettriche e di lusso… Nel suo cuore urbano nasconde ancora residui dei tradizionali “hutong”, le stradine fiancheggiate da case a corte, costruite secondo i criteri del “feng shui”, tipici della disposizione dei templi religiosi. Cavalcavia, grattacieli, tecnologiche realizzazioni per le Olimpiadi, un ritmo ed un dinamismo che paiono percorrerla 24 ore al giorno… Il nome della piazza più grande al mondo, Tien An Men, “Pace Celeste”, sembrerebbe suggerire che per trovare quiete sarebbe opportuno allontanarsi da questa città e rifugiarsi in cielo. Pechino è lo specchio della multiforme ed anche disomogenea, oltre che certamente interessante, realtà di questo grande, non solo geograficamente, Paese. Nel pomeriggio visita del Palazzo d'Estate (Patrimonio dell’Umanità UNESCO) alla periferia nord della città. L’elegante grandissimo comprensorio mostra padiglioni, giardini, corridoi coperti, colline ed un lago in parte artificiale su cui è stata realizzata un’enorme barca in marmo. Fu residenza estiva degli imperatori Qing, l’ultima dinastia che governò l’Impero dalla metà del XVII all’inizio del XX secolo. I fasti della residenza estiva sono legati in particolare alla figura della nota, nel bene e nel male, imperatrice Ci Xi. Vi si susseguono, oltre a schiere di visitatori, edifici, templi e sale con nomi poetici: “Sala della Benevolenza e Longevità”, “Tempio del Mare della Saggezza”, Padiglione del Profumo Buddhista… Al termine della visita rientro in hotel. Cena in hotel a base di hot pot, un antico e celebre piatto conviviale che consiste in una pentola di rame o metallo, tradizionalmente a forma di ciambella, contenente un brodo leggero e bollente, attorno alla pentola vengono disposti ingredienti crudi: carni, verdure, tofu, spaghetti…, che i commensali cuociono immergendoli brevemente nel liquido prima di consumarli, intingendoli in salse ricche e saporite. Pernottamento in hotel.Pasti: prima colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione escursione per la visita di un tratto della Grande Muraglia Cinese (Patrimonio dell’Umanità UNESCO, la più straordinaria opera ingegneristica del paese, che serpeggia dalla provincia del Liaoning, dove restano sparsi tratti diroccati mancesi, alle rovine sferzate dal vento nel deserto del Gobi e tra le sabbie del Xinjiang. La sezione della Grande Muraglia Cinese di Mutianyu si trova a circa 70 km a nord di Pechino. È una delle tratte più suggestive, restaurate e meglio conservate, molto apprezzata perché offre paesaggi spettacolari immersi nel verde ed è generalmente meno affollata rispetto alla famosa sezione di Badaling. Celebre per le sue torri di guardia di epoca Ming, si snoda per 3 km su un tracciato più antico risalente al regno dei Qi settentrionali. Decine di torri di avvistamento, camminamenti, mura di protezione alla via transitabile, strutture poderose che risalgono all’epoca Ming, si snodano in un ambiente che desta vero interesse. Per raggiungere la possente struttura è necessario percorrere una salita che si può evitare utilizzando la funivia. La prima parte della struttura fu iniziata, pare, nel V secolo a.C. con uno scopo difensivo. Da questo periodo, ogni dinastia costruì un proprio spezzone di muraglia per la difesa contro gli attacchi di popoli confinanti e tribù nomadi del nord. In realtà la Grande Muraglia risultò di scarsa efficacia come opera in grado di salvaguardare confini tanto estesi. Rivestì invece un ruolo d’estrema importanza relativamente alla sua capacità di stimolare e fortificare un’identità comune in una regione del mondo tanto vasta. Per la sua edificazione, avendo bisogno di un’immensa forza lavoro, si utilizzava mano d’opera di province annesse all’impero provenienti da luoghi e culture molto distanti. Il contatto fra questi uomini, e donne, favorì certamente in modo significativo l’omogeneizzazione di etnie e tradizioni diverse. Ma, fu usata anche come strada fortificata che permetteva rapidi spostamenti di uomini, merci e informazioni da una regione all'altra dell'Impero. Pranzo in ristorante locale.  Dopo pranzo rientro in città. Lungo il percorso sosta fotografica nel Parco Olimpico, noto anche come “Olympic Green”, un enorme complesso urbanistico e sportivo situato nel distretto di Chaoyang, costruito per ospitare i Giochi Olimpici e Paraolimpici di Pechino 2008. Il parco è suddiviso in diverse macro-aree e le sue principali attrazioni sono sicuramente: il Nido d'Uccello, l'iconico Stadio Nazionale progettato dallo studio di architettura Herzog & de Meuron, famoso per la sua particolare struttura esterna a griglia metallica, e il Cubo d'Acqua, il Centro Acquatico Nazionale, ex sede delle gare di nuoto, famoso per la sua facciata che ricorda delle bolle d'acqua.  Si prosegue per l’hotel nei cui pressi è possibile esplorare a piedi il vivace quartiere degli hutong che si affaccia sul lago Hohuai. Cena occidentale in hotel. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione passeggiata per Piazza Tien An Men, la piazza pubblica più grande del mondo (440.000 mq). La fantasia e la conoscenza dei fatti che questo spazio narra, possono presentarcela di volta in volta come un deserto lastricato, il cuore di Pechino, la piazza più grande del mondo, il vuoto che disorienta, il centro simbolico dell’universo cinese, la megalomania del regime, il luogo con l’ultimo ritratto di Mao, la piazza della protesta e delle repressioni. Per Mao era il simbolo dell’eroicità del partito comunista cinese, anche se il modello architettonico, nonostante i non idilliaci rapporti con l’allora Unione Sovietica, riflette certamente i canoni artistico-ideologici del “realismo socialista” di matrice sovietica. La sua prima sistemazione a piazza pare risalga al XVII secolo, ma la sua fama è legata essenzialmente alla storia contemporanea della Cina. Qui il 1° ottobre del 1949 Mao proclamò la fondazione della Repubblica Popolare, e quasi tutti gli edifici che vi sorgono appartengono a questo periodo: il Palazzo dell'Assemblea del Popolo, il Museo Storico Nazionale, il Monumento agli Eroi del Popolo. In epoca più recente, nel 1989, sulla stessa spianata si consumò una delle pagine meno onorevoli del regime. Si continua con la visita della maestosa Città Proibita (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), il complesso monumentale più importante e meglio conservato della Cina, nonché il palazzo più grande al mondo. Il nome evocativo deriva dal divieto di accesso imposto per 500 anni ai comuni mortali, quando erano in vigore una serie di rituali elaborati e un rigido protocollo regale, che contribuirono ad ammantare di un’atmosfera ultraterrena quella che fu la residenza isolata di due dinastie imperiali (ming e Qing), fino a quando con l’intervento della repubblica venne deposto l’ultimo imperatore Qing. Gli edifici e gli spazi aperti sono dislocati accuratamente secondo i canoni tradizionali. La disposizione segue un asse nord-sud che inizia dalla Porta del Sud e giunge sino alla Porta della Grandezza Divina. Difficile elencare la serie di padiglioni, giardini, cortili, sale, luoghi per riunioni, banchetti e ricevimenti, aree abitative private e quant’altro necessitasse ad una famiglia imperiale che solo in caso di grave bisogno se ne allontanava. Il tutto è indicato con nomi assolutamente fantasiosi e gradevoli che richiamano agiatezza e rapporto con realtà eteree e ultraterrene, come si confaceva alla dimora di personaggi con forti addentellati divini. Così possiamo bearci di avvicinare la Sala dell’Armonia Suprema, il Palazzo della Purezza Celeste… Molte di queste splendide ed imponenti realizzazioni risalgono al XV secolo, anche se hanno subìto vari rimaneggiamenti nei periodi successivi. Nella costruzione della Città Proibita fu impiegato circa un milione di operai, per erigere gli 800 padiglioni e le 9000 stanze (il numero 9 ed i suoi multipli erano molto cari all’Imperatore). Le strutture sono circondate da un fossato largo 50 metri, ove scorre un corso d’acqua navigabile in barca, e da una cinta muraria di 13 metri d'altezza. Un colore che spesso caratterizza i tetti in ceramica è il giallo-oro, tonalità riservata all'imperatore. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio visita del Parco Jingshan, noto anche come “Collina del Carbone”, uno storico giardino imperiale situato nel cuore di Pechino. Collocato strategicamente a ridosso dell’uscita nord della Città Proibita, è famoso per la collina artificiale alta 46 metri che offre la migliore vista panoramica a 360 gradi sull'intera città e sui tetti del palazzo imperiale. Sulla sommità della collina si trova il Padiglione Wanchun, “Padiglione delle Diecimila Primavere”, il punto più alto del centro cittadino da cui si scattano le classiche foto con i tetti dorati della Città Proibita. Il parco è stato per secoli parte integrante dei complessi di svago e culto della famiglia reale. Cena in ristorante tipico a base di anatra laccata, la principale e più nota specialità della cucina pechinese. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in ristorante locale. In Cina l'anatra laccata al miele fu per secoli un piatto consumato all'interno della corte imperiale. La ricetta iniziò poi a diffondersi anche tra le classi agiate di Pechino grazie a cuochi che avevano prestato servizio a corte e che dopo aver lasciato il palazzo imperiale aprirono ristoranti in città. Nel 1864 Yang Quanren aprì il ristorante Quanjude e introdusse un metodo di cottura più efficiente. Il ristorante divenne molto noto sia in patria che all’estero e la ricetta si diffuse nel resto del mondo, diventando nel secolo successivo uno dei simboli della nazione asiatica. 
    Dopo la prima colazione trasferimento alla stazione ferroviaria per l’imbarco sul treno veloce per Shenyang (G3601, 07:20-10:46), capoluogo della provincia del Liaoning, nella regione storicamente nota come Manciuria. All’inizio del XVII secolo, Shenyang, allora conosciuta con il nome di Mukden, fu dichiarata dall’Imperatore Nurhachi la prima capitale dell’Impero Manciù in espansione. Nurhachi morì nel 1626, quando i lavori del suo palazzo erano appena iniziati, e gli successe il suo ottavo figlio, Huang Taiji, che consolidò ed estese l’influenza manciù sulla Cina settentrionale. Nel 1644 i manciù, dopo aver sbaragliato i ming, conquistarono Pechino e vi istaurarono la dinastia Qing. Allora Shenyang divenne un centro di potere secondario e la sua importanza cominciò a declinare. A prima vista la città può sembrare poco attraente, una metropoli congestionata dal traffico con un’immensa distesa di quartieri dall’architettura socialista. Tra gli edifici grigi, tuttavia, si celano antiche vestigia, ben conservate, di epoca manciù. Il punto di riferimento della città è la gigantesca statua di Mao nella centrale piazza Zonghshan. Arrivo a Shenyang, accoglienza e passeggiata lungo la Zhongjie Pedestrian Street, la via pedonale più antica della Cina, che fonde edifici storici tradizionali e architettura moderna. Si procede con la visita del Palazzo Imperiale, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una “Città Proibita” in miniatura caratterizzata da tratti manciù. Le strutture principali furono iniziate durante il regno di Nurhachi (1559-1626) e portate a termine, nel 1936, dal figlio Huang Taiji. Il cortile centrale ospita elaborati edifici cerimoniali e gli appartamenti imperiali. Il complesso è formato da 14 edifici, non tutti aperti al pubblico. Di fronte alla porta principale, sull’altro lato del cortile, sorge l’edificio più importante del complesso: lo splendido Palazzo Dazheng o “Gran Palazzo del Governo”, a pianta ottagonale e con il tetto a doppia gronda. L’ingresso è delimitato da pilastri attorno ai quali si attorcigliano due draghi dorati, mentre l’interno presenta un soffitto a cassettoni, riccamente decorato, e il sontuoso trono su cui fu incoronato il nipote di Nurhachi, l’imperatore Shunzhi. Si conclude con il Mausoleo di Nurhachi, risalente al 1629, conosciuto come Fuling o Tomba Orientale, che ospita le spoglie di Nurhachi, fondatore della dinastia Qing, e di sua moglie. Una struttura imponente, con mura fortificate e una torre a tre piani, tra le conifere del parco Dongling. Dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2004, è un capolavoro di architettura funeraria Manciù. Al termine delle viste trasferimento in hotel. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale. 
    Dopo la prima colazione escursione verso nord (12 km, circa mezz’ora) per la visita del Mausoleo di Huang Taiji (1592-1643), all’interno del parco Beiling. Sebbene sia stato il padre ad aprire per primo la strada all’imperialismo, fu il figlio a ottenere la tomba più bella, anche se non visse abbastanza per assistere alla conquista della Cina. Nel complesso, costruito nel 1643 e ancora in buone condizioni, si accede attraverso un ingresso fiancheggiato da due padiglioni. Un viale costeggiato da statue di elefanti, cavalli e leoni, che ricordano le Tombe Ming, conduce al tumulo centrale, detto Zhao Ling, “Tomba Luminosa”. Da non perdere il Tempio Long’en, la struttura di culto principale del sito, in cui venivano officiati i riti di commemorazione e il culto degli antenati imperiali. Rappresenta una delle massime espressioni dell’architettura cerimoniale e sacra della Cina imperiale. Pomeriggio di relax al Qinghe Peninsula Spa Hot Spring, un enorme complesso termale che unisce piscine termali al coperto e all’aperto, saune, giochi d’acqua, massaggi, aree per il relax e una ricca offerta gastronomica. Vengono forniti accappatoi, asciugamani, pantofole e set di cortesia. Le aree spogliatoio e alcune piscine interne sono divise per genere, permettendo di rilassarsi senza l’uso di costumi. Al termine delle attività termali rientro in hotel. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel.  
    Dopo la prima colazione visita della Residenza del Generale Zhang Xueliang, un’imponente e storica villa dei primi del Novecento. Costruita nel 1922, fu la sfarzosa residenza privata e quartier generale del noto signore della guerra Zhang Zuolin e di suo figlio, il “Giovane Maresciallo” Zhang Xueliang. Con il soprannome di “Vecchio Maresciallo” ci si riferisce a Zhang Zuolin (1875-1928), che controllò la Manciuria negli anni '20, fino al suo assassinio. Ex bandito diventato generale, estese il suo controllo su Pechino nel 1926 e stabilì una solida base autonoma in Manciuria, governando de facto la regione e coniando una propria moneta. Pur dipendendo fortemente dagli aiuti dell’Armata del Kwantung giapponese, Zhang mantenne una notevole indipendenza politica, rifiutandosi costantemente di cedere il controllo totale della Manciuria a Tokyo. Ritenuto un ostacolo per i piani di espansione nipponici, il 4 giugno 1928 fu assassinato vicino a Shenyang, quando il treno su cui viaggiava venne fatto saltare in aria dall’intelligence giapponese. A seguito della sua morte, il potere passò al figlio Zhang Xueliang (1901–2001), soprannominato “il Giovane Maresciallo”, il quale divenne noto per l’Incidente di Xi'an del 1936, un evento cruciale che costrinse il leader nazionalista Chiang Kai-shek ad allearsi con Mao Zedong contro l’invasione giapponese. Il complesso copre un’area di 36.000 metri quadrati ed è un affascinante mosaico di stili architettonici cinesi, occidentali e giapponesi. All’interno è possibile ammirare oltre 15.000 reperti storici, inclusi mobili d’epoca e gli arredi originali dell’ufficio del Generale. In tarda mattinata trasferimento alla Stazione ferroviaria di Shenyang in tempo utile per l’imbarco sul treno veloce per Chengchung (G8007, 11:16-12:55). Arrivo a Chengchung, accoglienza e trasferimento in hotel. Changchun è storicamente nota con il nome di Hsinking, “la Nuova Capitale”, per il suo ruolo di capitale, dal 1932 al 1945, del Manchukuo (ex Manciuria), lo stato fantoccio controllato dai giapponesi che aveva come imperatore Xuantong, meglio conosciuto con il nome di Puyi, l’ultimo imperatore cinese. Nel pomeriggio visita del Museo del Changchun Film Studio, considerato la culla del cinema della Nuova Cina. Inaugurato nel 2014, l’enorme complesso copre oltre 46.000 metri quadrati e preserva gli esterni in stile Art Déco degli anni '30. Le attrazioni principali del museo includono: la Changchun Film Art Gallery, che espone le primissime cineprese, costumi di scena, sceneggiature e apparecchiature di illuminazione risalenti a film storici della cinematografia cinese; il Laboratorio di Stampa, che offre la possibilità di vedere come venivano sviluppate e distribuite le pellicole prima dell’era digitale; le aree interattive ed eventi, con varie mostre tematiche sugli effetti speciali e sale dedicate alle proiezioni e alla musica cinematografica. Cena in ristorante locale. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale. 
    Dopo la prima colazione escursione al Parco Nazionale della Foresta di Jingyuetan, situato a 18 km dal centro di Changchun, una spettacolare oasi ecologica. Famoso per ospitare la più grande foresta artificiale d’Asia, questo parco di 96 chilometri quadrati vanta una copertura forestale del 96% e fonde natura incontaminata e paesaggi incantevoli. Il cuore del parco è rappresentato dal Lago Jingue, un bacino artificiale a forma di mezzaluna, circondato da foreste, che ricorda il famoso Lago Sun Moon di Taiwan. In inverno, il parco si trasforma in un paradiso di neve e ghiaccio, offrendo percorsi per motoslitte sul lago ghiacciato e la possibilità di ammirare formazioni naturali spettacolari come i blocchi di “ghiaccio blu” (N.B. Le attività sportive invernali tipo sci e motoslitta non sono incluse). Rientro a Changchun nel pomeriggio per partecipare ad un food tour tra i vicoli di Guilin Hutong. Questo vivace area pedonale ospita circa 200 negozi che offrono specialità e snack da tutta la Cina. I vicoli della zona sono famosi per fondere la cucina tradizionale della Manciuria con la vicina cucina coreana. I migliori cibi da strada da non perdere durante un tour includono: il Lao Chang Chunbing, sottili crêpes tradizionali (involtini mancesi) arrotolate e farcite con carne saltata in padella e verdure; il Micun Bibimbap, il tipico riso in pentola di pietra (dolsot bibimbap), servito bollente con carne, verdure e una salsa piccante (molto diffuso in quest’area grazie alla forte influenza etnica coreana); il Tteokbokki, gli gnocchi di riso coreani dal sapore dolce e piccante; gli Spiedini e il Barbecue Mancese, carni arrosto speziate, cotte su griglie a vista e insaporite con cumino; i Daga, sofficissimi dolci tradizionali di riso glutinoso, spesso ripieni o glassati. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena food tour. 
    Dopo la prima colazione visita del Palazzo dell’ultimo imperatore. Nel 1908, all’età di due anni, Puyi divenne imperatore a Pechino per ordine della morente imperatrice vedova Cixi. Sebbene costretto ad abdicare nel 1912 dal governo repubblicano, egli mantenne i suoi privilegi reali, continuando a risiedere come un anacronismo vivente nella Città Proibita. Fuori la nuova repubblica stava venendo a patti con la democrazia e con il Novecento, e la vita di Puyi, limitata dai rituali di corte, sembrava, in confronto, quasi un sogno. Nel 1924 fu espulso dai nazionalisti, preoccupati per ciò che rappresentava, ma i giapponesi lo protessero e alla fine trovarono il modo di utilizzarlo, a Changchun, come un simbolo che dava legittimità al loro governo. Catturato dai sovietici nel 1945 e consegnato nel 1950 ai comunisti cinesi, venne internato in un istituto per la “rieducazione”. Liberato nel 1959, visse facendo il giardiniere nel Giardino Botanico di Pechino. Morì il 17 Ottobre 1967. La sua biografia ha ispirato “L’ultimo imperatore”, il premiatissimo film di Bernardo Bertolucci. Lo studio, la camera da letto e il tempio dell’imperatore fantoccio del Manchukuo, così come gli appartamenti della moglie e degli amanti, e persino il bagno (da dove, stando a quanto si racconta, Puyi approvava tutte le decisioni del governo) sono stati ricostruiti e ospitano, tra i numerosi oggetti dell’epoca, alcune fotografie dello sfortunato sovrano e del suo entourage. Al termine della visita partenza in bus per la città di Jilin, originariamente fondata come fortezza nel 1673 e gravemente danneggiata e saccheggiata dai soldati russi durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel pomeriggio visita del Wen Miao, il Tempio di Confucio, costruito affinché il grande saggio potesse portare fortuna agli abitanti della città che speravano di superare lo huicao (l’esame imperiale) notoriamente molto difficile. E’ il più grande tempio confuciano della Cina nord-orientale. Riconosciuto come uno dei quattro più importanti del Paese, fu fondato nel 1736 (durante la dinastia Qing) e ricostruito nella sua forma attuale nel 1907.Il complesso si estende per oltre 16.000 metri quadrati e presenta uno stile architettonico classico che richiama i palazzi imperiali. La sala principale ospita la statua laccata d’oro di Confucio e tavolette votive in legno, oltre a 52 lastre di pietra con l’intero testo dei Dialoghi (Lunyu). Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. 
    Presto al mattino (alle 05:30) partenza in bus per l’Isola di Wusong (Rime Island), che si trova lungo il corso del fiume Songhua a circa 50 chilometri da Jilin. Nei mesi di Gennaio e Febbraio, in presenza di un forte contrasto termico tra l’aria fredda e l’acqua non ghiacciata del fiume, si verifica un fenomeno molto singolare: scintillanti cristalli di ghiaccio si condensano sui rami dei salici piangenti e dei pini che costeggiano le rive del fiume, creando un paesaggio fiabesco, ricoperto da un bianco cristallino di gelo che luccica nella brezza invernale e che assume l’aspetto di un etereo dipinto (N.B. La formazione dei cristalli di ghiaccio non è garantita ogni giorno, poiché dipende dalle condizioni di temperatura e umidità). Al termine della visita rientro a Jilin in tempo utile per l’imbarco sul treno veloce per Harbin (D554, 09:06-11:06) soprannominata “Piccola Mosca” per la sua atmosfera di avamposto della Russia imperiale. Verso la metà dell’Ottocento i russi si appropriarono di alcune porzioni di territorio dell’Heilongjiang. Nel 1896 la Russia stipulò un accordo con la Cina per realizzare una linea ferroviaria da Vladivostok a Harbin, allora un piccolo villaggio di pescatori. Agli operai russi seguirono gli ebrei russi e i bielorussi in fuga dopo la rivoluzione bolscevica del 1917. Oggi Harbin, il cui nome deriva da una parola mancese che significa “posto per asciugare le reti da pesca”, conserva diversi edifici in stile russo costruiti proprio in quell’epoca. Nella moderna e vasta città industriale, nonostante i cinesi rappresentino la maggior parte della popolazione, si incontrano ancora tanti volti stranieri. In serata passeggiata lungo la Via Zhongyang, l'iconica via pedonale di Harbin, costruita originariamente nel 1898 dai russi, famosa per la sua splendida architettura europea (in stile barocco e rinascimentale) e per l’atmosfera vivace. Si estende da Piazza dei Difensori Sovietici fino al Fiume Songhua. E’ il centro nevralgico della città, ove si trovano più di 70 edifici storici europei, che le hanno valso il soprannome di “Arbat d'Oriente”. In inverno si trasforma in un “Paese delle Meraviglie” costellato di magnifiche sculture di ghiaccio illuminate. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione al sacco, pranzo libero, cena in ristorante locale. 
    L'alba in inverno a Harbin (alle 06:30) regala uno spettacolo affascinante in cui i primi raggi del sole tingono di tonalità calde la vasta distesa ghiacciata del fiume Songhua. Si può camminare direttamente sul fiume (con l’ausilio di ramponi) e si possono ammirare carrozze a cavallo o sculture di ghiaccio illuminate dalla prima luce. Dopo la prima colazione intera giornata dedicata alle manifestazioni e alle installazioni del Festival del Ghiaccio e della Neve che si tiene ogni anno a Harbin nei mesi di Gennaio e Febbraio (N.B. Per la partenza del 26 Dicembre è prevista la partecipazione alla cerimonia ufficiale di apertura del Festival del Ghiaccio e della Neve il 5 Gennaio). Il festival si svolge in diverse zone della città che per l’occasione si riempiono di enormi sculture di ghiaccio e neve straordinariamente dettagliate, fantasiose e stravaganti. Si spazia da edifici famosi, come la Città Proibita e le cattedrali europee, ad animali e interpretazioni di antiche leggende. Artisti provenienti da tutto il mondo vengono invitati per collaborare alla creazione di quelle che possono essere considerate delle vere e proprie opere d’arte. Di notte le sculture sono illuminate da meravigliose luci colorate. Anche se fa molto freddo e il sole tramonta a metà pomeriggio questo evento, che prevede anche spettacoli di pattinaggio artistico, una gran varietà di sport invernali, cerimonie nuziali sul ghiaccio, mostre fotografiche…, è la principale attrattiva turistica della città. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione visita esterna della Chiesa di Santa Sofia, costruita dai russi nel 1907 e sapientemente restaurata. La maggior parte delle chiese ortodosse di Harbin fu saccheggiata durante la Rivoluzione Culturale e poi lasciata andare in rovina. Resto della giornata dedicata alle attrattive e manifestazioni del Festival del Ghiaccio e della Neve. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale. 
    Dopo la prima colazione trasferimento alla Stazione ferroviaria in tempo utile per l’imbarco sul treno veloce per Pechino (G106, 09:38-14:26). Arrivo a Pechino, accoglienza e partenza per la visita del Tempio del Cielo (Patrimonio dell’Umanità UNESCO). Si tratta di uno splendido manufatto in purissimo stile Ming divenuto uno dei simboli più riconosciuti della capitale. E’ la massima rappresentazione stilistica della famosa dinastia e si trova racchiuso da una cinta muraria con porte d’ingresso orientate verso i quattro punti cardinali. Qui, ad ogni solstizio, gli imperatori proprio perchè “Figli del Cielo”, celebravano i riti per propiziare il buon raccolto, condizione prima per mantenere la stabilità, la pace sociale e perpetuare la loro potestà. Il tempio presenta un’architettura che è la trasposizione delle teorie cosmologiche tradizionali cinesi per le quali il cielo è rotondo e la terra su cui poggia è quadrata (concetti ben evidenti anche nel guscio della tartaruga, non a caso tenuta da sempre in gran considerazione). Per questo l’altare circolare del XVI secolo è formato da una base quadrata su cui si elevano tre piattaforme circolari decrescenti che poggiano una sull’altra. Nella realizzazione di questa grande ma graziosa struttura, il numero nove ricorre molto spesso in molti suoi aspetti, perché tale numero possiede un altissimo valore simbolico essendo associato al potere imperiale. Più in generale nella cosmologia antica i numeri dispari sono ritenuti espressione della sfera divina, ed il nove è particolarmente rilevante perché è “l’ultimo dei numeri dispari ad una sola cifra”. Al termine della visita cena in ristorante locale e trasferimento in hotel nei pressi dell’aeroporto. Camere in day-use per un breve riposo e una doccia prima di recarsi all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea Air China diretto per l’Italia. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in hotel. 
    Arrivo a Milano Malpensa al mattino presto.    

    Perché con noi

    • Un originale itinerario invernale tra arte, natura e festival, ai confini con la Russia e la Corea del Nord, in zone di frontiera sconosciute al turismo internazionale.
    • Il fantastico Festival del Ghiaccio e della Neve nella città di Harbinsi che per l’occasione si riempie di enormi sculture di ghiaccio e neve straordinariamente dettagliate, fantasiose e stravaganti.
    • Le principali attrazioni di Pechino nell'insolita atmosfera invernale.
    • Il Palazzo Imperiale di Shenyang, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una Città Proibita in miniatura caratterizzata da tratti manciù.
    • Il paesaggio fiabesco dell'isola fluviale di Wusong con gli alberi ricoperti di scintillanti cristalli di ghiaccio.
    • Pernottamenti in selezionati hotel 4* e 5*.

    I nostri esperti

    GIANCARLO MEONI

    Dal 26  dicembre  2026 al 8  gennaio  2027

    DA ASSEGNARE

    Dal 17  gennaio  2027 al 30  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

    Voli – I voli di linea scelti per questo itinerario sono operati da AIR CHINA via Pechino. Il programma di viaggio è stato elaborato in base agli operativi attuali dei voli in partenza da Milano Malpensa. Le partenze da altre città (compresa Roma) comportano un piano voli diverso che non è possibile confermare. Air China opera voli anche da Roma Fiumicino ma con frequenze settimanali diverse da Milano.  I voli nazionali ITA atterrano a Milano Linate e comunque non possono essere [...]