MOSAICO CENTROAMERICANO

EL SALVADOR HONDURAS NICARAGUA

  • MOSAICO CENTROAMERICANO

    EL SALVADOR HONDURAS NICARAGUA

    Viaggi con Esperto
    Durata 15 giorni
    Partecipanti minimo 9 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 1  novembre   al 15  novembre  
      Completa
      179
    • Dal 27  dicembre   al 10  gennaio  
      In conferma
      179

    A PARTIRE DA:  

    5.700€

    El Salvador - Nicaragua - Honduras

    MOSAICO CENTROAMERICANO

    Un viaggio intenso e molto vario, in quel “Mosaico Centroamericano” che si snoda tra El Salvador, Honduras e Nicaragua: lo visitiamo via terra, grazie alle ridotte dimensioni dei Paesi che attraversiamo. Proponiamo questo itinerario nuovo, tra cittadine coloniali, foreste, fiumi, mari, laghi, vulcani, villaggi, isole, che incontra una storia fatta di archeologia e folclore, anche al di fuori dagli itinerari più gettonati, impreziosito da alcuni siti Patrimonio UNESCO. E’ un viaggio dedicato a chi vuole concedersi un gran tour in una regione ancora al di fuori dalle classiche rotte turistiche, dove la varietà è la caratteristica più rilevante; una proposta originale adatta a soddisfare anche i viaggiatori più esperti, curiosi di conoscere nuovi angoli di mondo. Utilizziamo barche e bus per avere piena autonomia di movimento senza essere legati a voli interni, con trasferimenti via terra mai noiosi, anche impegnativi certo, per via di alcune tratte lunghe.

    L’abbiamo chiamato “mosaico” perché, proprio come nei mosaici, avviciniamo elementi assai vari per comporre un tutt’uno.  Tre Paesi del Centro America: El Salvador, Honduras e Nicaragua, poco considerati dal turismo, ma dalle significative "tessere" selezionate, adatte a rappresentarli al meglio, per un viaggio dalle molte sfumature. 

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Milano o Roma al mattino con volo Iberia per Madrid. Proseguimento con volo intercontinentale su San Salvador. Arrivo, incontro con il nostro autista e trasferimento privato in hotel. Sistemazione e pernottamento. Cena libera.  *per partenze da altre città, è richiesto un supplemento da quantificare e da richiedere al nostro ufficio in fase di prenotazione.  
    Dopo la colazione incontro con la nostra guida e partenza per il sito archeologico di Joya de Cerèn, tanto famoso da essere definito come “la Pompei Maya” e dal 1993 è Patrimonio Unesco. La sua particolarità sta nel fatto che, al pari di quanto successe a Pompei, vi si trovano quasi integre scene di quotidianità preziose per la conoscenza della realtà maya di quel periodo. La città e i suoi abitanti, intorno al 600 d.C., furono sorpresi da un’eruzione del “Caldera” le cui ceneri ricoprirono tutto per secoli. Solo nel 1976 durante alcuni lavori agricoli, si scoprirono i primi resti della città. Da quel momento gli interventi di scavo hanno riportato a nuova vita case, mobili, magazzini, tavole imbandite e cibo, (tra cui la manioca che per la prima volta diede conferma della presenza di questo tubero nell’alimentazione degli americani). Successivo trasferimento al Parco Nazionale Cerro Verde, che custodisce un antico vulcano immerso in una splendida cornice naturale, circondato dai maestosi vulcani attivi Izalco e Santa Ana (Llamatepec). Qui ci attende una facile camminata nella frescura della foresta; avremo occasione di avvistare numerose specie di uccelli tropicali, tra cui tucanetti smeraldo, gazze, picchi, motmot e colibrì. La camminata, della durata di circa 1 ora, offre punti panoramici spettacolari: da un lato il cratere del Vulcano Izalco, dall’altro il magnifico lago craterico di Coatepeque, considerato uno dei più suggestivi del Paese. Quindi proseguimento per la “Ruta de las Flores” in direzione della graziosa cittadina di Concepcion de Ataco. Arrivo e sistemazione in hotel. Pranzo in corso di visita e cena libera. Pernottamento. 
    Dopo la colazione, iniziamo la giornata con una breve ma piacevole visita ad Ataco, uno dei pittoreschi villaggi della Ruta de las Flores, noto per le sue strade acciottolate, i colorati murales che decorano le facciate delle case e l’atmosfera tranquilla che invita a una passeggiata rilassante tra artigianato locale e caffetterie tradizionali.Terminata la visita, partiamo in direzione est verso la città di Santa Ana, una delle più importanti del Salvador. Qui ci attendono alcune delle sue principali attrazioni: la maestosa Cattedrale neogotica, simbolo della città con le sue candide guglie; l’elegante Teatro Nazionale, tra i più antichi del Centro America, e il Palazzo Municipale, che racconta il passato coloniale della città con la sua architettura solenne.Proseguiamo poi il nostro viaggio verso Copán, in Honduras, situata a circa 250 chilometri di distanza (circa quattro ore di viaggio). Durante il tragitto attraversiamo due frontiere internazionali: prima quella con il Guatemala, e successivamente quella con l’Honduras.Lungo la strada è previsto il pranzo in corso di escursione, per assaporare la cucina locale e fare una piacevole pausa. Arriviamo a Copán nel pomeriggio, dove ci sistemiamo in hotel per un po’ di meritato riposo. Cena libera e pernottamento. 
    Prima colazione in hotel. Occupiamo la mattinata con la visita delle rovine di Copàn, definito “l’Ateneo del Mondo Maya”. Abitato da prima del X sec. a.C.  il sito vede il massimo splendore dal VII al IX secolo d.C. C’è chi afferma che la sua scoperta abbia rappresentato per l’archeologia un passaggio non meno fondamentale di quello dell’assai più famosa Tikal. In ogni caso, Copàn è certamente un tassello fondamentale per completare la conoscenza del meglio che esprime visivamente la cultura maya in tutta l’America Centrale. In particolare, la Scalinata dei Geroglifici, oltre ad avere importanza rilevantissima storica e culturale, a nostro giudizio è in assoluto tra le opere più belle del mondo maya. Il tutto è circondato da un’ombrosa foresta che aggiunge interesse alle rovine sperse in una vasta area. Le iscrizioni sulla gradinata, “i glifi”, hanno consentito notevoli passi avanti nella comprensione di aspetti storici e della stessa particolare scrittura maya. La sua importanza è attestata anche dal suo inserimento nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Ne visitiamo i luoghi più significativi, tra cui la Gran Plaza, le steli dei Signori di Copàn, il Campo de la Pelota e il Tempio delle Iscrizioni. Il periodo di massimo splendore di Copán si colloca verso la fine dell’VIII secolo, mentre i segni del suo declino iniziano a manifestarsi chiaramente attorno al XIII secolo. Secondo gli studi più accreditati, questo processo sarebbe strettamente legato all’insufficienza delle risorse alimentari, incapaci di sostenere una popolazione in costante crescita, soprattutto a causa delle caratteristiche geografiche e ambientali della regione. Con il progressivo abbandono del sito, la giungla tropicale ha lentamente ripreso il controllo sull’area, avvolgendo le antiche strutture e celandole alla vista per secoli. Oggi si contano migliaia di resti archeologici, ma solo una piccola parte è stata riportata alla luce e sottoposta a restauro. Una quantità significativa di materiale giace ancora sepolta sotto strati di terra e vegetazione, in attesa di essere riscoperta (la sovrintendenza del posto prevede che la visita si svolga con una guida locale, quasi sempre in lingua spagnola). Terminata la visita, partenza per rientrare in El Salvador passando nuovamente per la doppia frontiera e raggiungere Suchitoto, una deliziosa cittadina sulle rive del Lago Suchitlan. Un’atmosfera moderatamente internazionale, le strade di ciottoli e le case splendidamente ristrutturate e colorate non sembrano aver sofferto molto durante la guerra civile. Suchitoto è un comune dall'identità molto forte tanto da avere un proprio inno, uno stemma e una loro bandiera. Arrivo sistemazione in hotel. Pranzo in corso di visita e cena libera. Pernottamento. 
    In lingua “Nahuatl” Suchitoto significa “Flower bird”, per alcuni, però, il nome indicherebbe “nobile” o avrebbe riferimento a un fiore a forma di uccello. Sia come sia, ognuno di questi significati ben si adatta al luogo per la “signorilità” e la “grazia” che lo caratterizzano. Ha mantenuto un patrimonio architettonico notevole anche per la sua lontananza dalle zone sismiche più attive del Paese.  Il terremoto che nella metà dell’Ottocento colpì San Salvador, convinse molte famiglie della borghesia locale a trasferirsi proprio a Suchitoto. Ciò determinò la comparsa di una delle due sue peculiarità sociali. L’altra è la presenza di una componente “illuminata e progressista” che ha contribuito notevolmente a fare della cittadina uno dei centri più attivi durante la guerra civile. Iniziamo la giornata con la partenza per un “bird watching tour” in barca nel Lago di Suchitlan. Questo lago, il più esteso del Salvador, di oltre 130 chilometri quadrati, ospita una notevolissima varietà di uccelli che qui nidificano o transitano, approfittando delle tante ospitali isole che punteggiano il grande specchio d’acqua. Al rientro a terra, iniziamo con la vista del centro di Suchitoto, la Plaza Centenaria, da cui dipartono le strade lastricate. La Chiesa di Santa Lucia si mostra subito a lato della piazza con la facciata bianca, la cupola ricoperta di porcellane, i rivestimenti interni in legno. Si potrà camminare tra portici, il Parco Centrale e quello di San Martin, con gratificante rilassatezza. La zona nord ovest della cittadina offre vedute del Lago di Suchitlàn. Nel pomeriggio, ci rechiamo in una “hacienda añilera” per conoscere il processo artigianale di produzione “dell’añil” e di colorazione delle stoffe, tradizionale attività del posto. Si tratta di una sostanza colorante azzurra ottenuta in genere per macerazione di foglie di xiquilite o “indigofere” da qui il nome del colore “indaco in uso fin dai tempi degli antichi Maya. Pranzo in corso di escursione. Resto della giornata libero. Per cena, abbiamo la possibilità di provare in prima persona l’esperienza di cucinare il piatto nazionale, le “pupusas”, un impasto di farina di mais e acqua cotto in padella, solitamente farcito con formaggio e accompagnato da un’insalata di cavolo cappuccio marinato. Oggi le pupuserias (i negozi specializzati in pupusas) le propongono nella versione più ricca, ovvero ripiena di fagioli, carne e avocado.  Al termine della cena, rientro in hotel e pernottamento. 
    Dopo la prima colazione partenza per raggiungere La Union, la nostra ultima tappa salvadorena prima della traversata del Golfo di Fonseca e raggiungere così il Nicaragua. Arrivo nel pomeriggio e resto della giornata a disposizione. Pranzo libero e cena inclusa. Pernottamento in hotel.  
    Dopo la prima colazione in hotel, si parte di buon mattino fino a raggiungere la cittadina portuale di La Unión, affacciata sul Pacifico. Da qui ha inizio un suggestivo trasferimento in barca verso la costa nicaraguense, con destinazione Potosí, circa due ore di navigazione attraverso il magnifico Golfo di Fonseca.Questa vasta insenatura dell’Oceano Pacifico, scoperta nel 1522 dal conquistador spagnolo Gil González de Ávila, prende il nome dal potente vescovo di Burgos, Juan Rodríguez de Fonseca, uno degli artefici della politica coloniale spagnola. Il golfo si estende per circa 260 chilometri di costa, spartiti tra Honduras (185 km), Nicaragua (45 km) e El Salvador (30 km). Durante la traversata, lo sguardo si perde tra panorami di straordinaria bellezza: imponenti vulcani che svettano all’orizzonte, villaggi di pescatori che punteggiano le rive, e un mosaico di isole tropicali ricche di flora e fauna selvaggia, dove la natura sembra ancora padrona incontrastata del territorio.All’arrivo a Potosí, cittadina portuale del Nicaragua, si espletano le formalità d’ingresso prima di proseguire il viaggio via terra verso la storica città di León. Il paesaggio cambia ancora, offrendo nuovi scorci di vita nicaraguense lungo il tragitto. L’arrivo è previsto nel pomeriggio, con sistemazione in hotel e tempo a disposizione per un po’ di relax o una prima esplorazione in autonomia.Pranzo e cena liberi, per gustare a proprio ritmo le specialità locali o semplicemente lasciarsi guidare dai profumi delle strade. 
    Dopo la prima colazione, partenza in direzione del Cerro Negro, il più giovane vulcano dell’emisfero occidentale, nonché uno dei più accessibili del Nicaragua, con i suoi 675 metri di altezza. Questo cono scuro, nato da un precedente flusso di lava, ha eruttato più di venti volte dal 1850, modellando un paesaggio affascinante e ancora in evoluzione. L’ultima eruzione significativa risale all’agosto del 1999. Dalla base del vulcano, un sentiero in saluta di ciottoli lavici, conduce in circa un’ora fino al bordo del cratere, ancora fumante. Da qui si apre una vista straordinaria sulla catena vulcanica di Los Maribios. La discesa avverrà in un modo decisamente originale: in tavola, scivolando lungo il pendio sabbioso del vulcano. Un’attività divertente per chi se la sente! Per chi preferisse evitare la discesa su tavola, è possibile rientrare a piedi lungo il sentiero, tenendo presente che il terreno, composto da sabbia e materiale vulcanico, può risultare un po’ impegnativo.Nel pomeriggio visita di Leòn, la città più liberale del Nicaragua, centro culturale e intellettuale del paese. La città è costellata di monumenti alla rivoluzione, tra cui notevoli murales sandinisti, di numerose e raffinate chiese coloniali e di edifici di rappresentanza. Sulle sue strade si affacciano antiche case in stile spagnolo con muri in argilla bianca, tetti in tegole rosse, robuste porte in legno e freschi patios fioriti. La Cattedrale “La Asunciòn”, la più grande del Centroamerica, decorata da enormi dipinti di Antonio Sarria raffiguranti le stazioni della Via Crucis, recentemente è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Pernottamento in hotel. Pranzo e cena liberi. 
    Dopo la prima colazione, la giornata è dedicata al trasferimento verso una delle mete più affascinanti del Nicaragua: l’isola di Ometepe. Si parte verso sud in direzione del porto di San Jorge, da dove ci si imbarca sul traghetto che, in circa un’ora di navigazione, attraversa le acque tranquille del lago Cocibolca – noto anche come Lago Nicaragua – uno dei più grandi laghi di acqua dolce del continente. Con una profondità che varia tra i 20 e i 60 metri, il lago ha storicamente rappresentato un collegamento strategico tra l’Oceano Pacifico e l’Atlantico, tanto che fu più volte considerato come possibile sede alternativa (o complementare) al Canale di Panama. All’orizzonte, l’isola di Ometepe si staglia in tutta la sua imponenza. È la più grande isola lacustre al mondo, formata da due maestosi vulcani – il Maderas e il Concepción – che svettano oltre i 1.300 metri. Il suo nome, “Ome-Tepelth” in lingua azteca, significa proprio “Due Montagne”, e racconta già molto del carattere forte e primordiale di questo luogo. L’attività vulcanica ha lasciato in eredità un suolo particolarmente fertile, che ha favorito lo sviluppo dell’agricoltura, ancora oggi attività principale per gran parte dei circa 35.000 abitanti. Le prime tracce di insediamenti umani risalgono al 2000-2500 a.C., a testimonianza di una lunga e profonda relazione tra l’uomo e questa terra di fuoco e acqua. L’arrivo sull’isola è previsto nel primo pomeriggio. Tempo libero per rilassarsi e godere della tranquillità del luogo, in una struttura affacciata su una splendida spiaggia lacustre. Pasti liberi. Pernottamento. 
    Un’intera giornata dedicata alla scoperta dell’isola di Ometepe, vero gioiello naturale sospeso tra lago e cielo. Plasmata nei secoli dall’attività dei suoi due vulcani, l’isola conserva un’anima antica, fatta di paesaggi rigogliosi, tradizioni vive e miti che ancora oggi sembrano abitare la sua terra. La giornata inizia con la visita alla Finca Magdalena, una storica fattoria situata sulle pendici del Vulcano Maderas. Tra piantagioni di caffè e sentieri ombreggiati, si raggiungono alcune incisioni rupestri precolombiane: simboli scolpiti nella pietra che raccontano frammenti di vita e spiritualità delle antiche popolazioni dell’isola. Un vero tuffo nel passato, tra archeologia e tradizione orale.Si prosegue quindi verso la Riserva Naturale di Charco Verde, un’area protetta dove la vegetazione tropicale incontra le acque calme del lago. Cuore della riserva è la Laguna di Chico Largo, luogo ricco di fascino e leggende, legate a spiriti e trasformazioni che alimentano ancora oggi l’immaginario locale.Nel pomeriggio, tempo per rilassarsi e rinfrescarsi all’Ojo de Agua, una sorgente naturale d’acqua cristallina incastonata in un piccolo angolo di foresta. Circondata da alberi di mango e banani, questa piscina naturale offre un momento di benessere immersi nella quiete di Ometepe. Rientro in hotel nel tardo pomeriggio. Pranzo e cena inclusi. Pernottamento. 
    Dopo la prima colazione, rientro con il traghetto a San Jorge e partenza in direzione nord per Granada con arrivo in tarda mattinata. L’antica capitale, fondata nel 1524 dal conquistatore spagnolo Francisco Hernandez de Cordoba, per secoli è stata chiamata “La Gran Sultana” per le sue bellezze architettoniche risalenti all’epoca coloniale. Visita della città che prevede: il Convento di San Francesco, dove una delle sue sale ospita le splendide statue zoomorfe, trovate sull’isola Zapatera (un’isola vicina all’arcipelago delle Isletas), scolpite dal popolo choronga prima dell’arrivo degli spagnoli; la Chiesa della Merced, dove si ha l’opportunità di salire sul campanile per godere di spettacolari vedute sulla città, sul lago Nicaragua e sul vulcano Mombacho. Al termine partenza per l’esplorazione del suggestivo arcipelago di Las Isletas, situato nelle acque tranquille del lago Nicaragua, a pochi chilometri da Granada, tra i canali naturali e fitte vegetazioni che separano le oltre 360 isole vulcaniche.Queste piccole isole, nate da una violenta eruzione del vulcano Mombacho più di ventimila anni fa, formano oggi un paesaggio unico, dove la natura e la vita umana convivono in perfetto equilibrio. Alcune ospitano comunità di pescatori, altre sono divenute dimore private o resort esclusivi, immerse in una lussureggiante cornice tropicale.Durante la navigazione, si possono osservare numerose specie di uccelli esotici, scimmie tra le fronde, e una grande varietà di flora endemica. Rientro a Granada e pernottamento. Pranzo e cena liberi. 
    Prima colazione e partenza questa volta verso ovest per la visita del vulcano Masaya situato al centro dell’omonimo Parco Nazionale. Il vulcano Masaya, ancora attivo, è circondato da vulcani minori e da fonti termali. Le leggende raccontano che le popolazioni indigene gettavano giovani donne nella lava bollente per placare la furia di Chaciutique, la dea del fuoco. Gli spagnoli invece, credevano che il vulcano fosse abitato da demoni, la porta dell’inferno. Si sale in  minibus fino al cratere principale, da dove è possibile continuare a piedi per raggiungere un ulteriore punto panoramico con vista mozzafiato sul cratere fumante. Al termine, si prosegue per la visita dei villaggi di Catarina e San Juan de Oriente, “Los Pueblos Blancos”, pittoreschi villaggi che offrono artigianato e folklore locale. Prima di rientrare a Granada sosta alla Laguna de Apoyo, un lago vulcanico formatosi 200 secoli fa e profondo 200 metri che ha fama di essere il più pulito e profondo del paese. Al termine partenza per Managua. Pasti liberi e pernottamento.  
    Prima colazione e visita della città. Managua si adagia lungo la sponda meridionale dell’omonimo lago e ospita oltre un quarto della popolazione del Paese. Il recente sviluppo economico ha dato vita a un vero e proprio boom edilizio, ma la città racconta anche un’altra realtà, fatta di forti contrasti e profonde disuguaglianze che si percepiscono con immediatezza.Il primo sguardo su Managua sarà dall’alto, con una sosta al punto panoramico dominato dalla statua del rivoluzionario Augusto César Sandino, simbolo dell’identità nazionale. Dalla terrazza affacciata sul cratere del lago Tiscapa, lo sguardo spazia fino alla catena di vulcani che si staglia all’orizzonte, regalando un colpo d’occhio potente e suggestivo.Proseguiremo poi con un’introduzione ai luoghi simbolo della città e della sua storia: Plaza de la Revolución, la Cattedrale e il maestoso Teatro Nazionale (visita esterna), custode della cultura nicaraguense. Al termine, trasferimento in aeroporto per il volo per San Salvador. Arrivo e trasferimento in hotel in città. Pasti liberi e pernottamento in albergo. 
    Dopo la colazione incontro con la nostra guida per la visita della città di San Salvador, la capitale dello stato più piccolo dell’America Centrale, un territorio montuoso che comprende un altopiano vulcanico e due catene vulcaniche, che si estendono da est verso ovest separate dal fiume Lempa. La visita include la Chiesa del Rosario; il Teatro Nazionale, che con i suoi tocchi francesi di stile rinascimentale, rococò, romantico e Art Nouveau lo rendono uno degli edifici più belli da vedere in città; il palazzo nazionale costruito nel 1866 e ricostruito in seguito di un incendio; infine la cattedrale.  Pranzo libero e partenza per l’aeroporto in tempo per il volo per l’Italia con scalo a Madrid. Pernottamento e cena a bordo.  
    Arrivo a Madrid e coincidenza per la destinazione finale.    1. El Salvador, murales                    2. Lago Suchitlan                           3. Granada  

    Perché con noi

    • Viaggio tra Nicaragua, El Savador, Honduras: uno spaccato dell'America centrale in un unico itinerario percorso via terra
    • Dormiamo due notti sull'Isla de Ometepe e visitiamo le bellezze naturali del Nicaragua come il vulcano Masaya e il Cerro Negro 
    • Attraversiamo il golfo de Fonseca tra Nicaragua ed El Salvador
    • Visitiamo il sito Maya di Copàn (Honduras)

    I nostri esperti

    MARCO STEFANO GIUSSANI

    Dal 1  novembre  2026 al 15  novembre  2026

    DA ASSEGNARE

    Dal 27  dicembre  2026 al 10  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

    L’ITINERARIO (da leggere con attenzione) – L’itinerario prevede un programma ricco e articolato, con numerose visite e trasferimenti, talvolta lunghi, su strade che non sempre si presentano in buone condizioni. Tuttavia, i trasferimenti non devono essere considerati come una semplice fatica necessaria per spostarsi da un luogo all’altro, bensì come un'opportunità preziosa per avvicinarsi all’ambiente, al paesaggio e alla realtà locale che ci circonda.I trasferimenti via terra [...]