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  • ORISSA E BIHAR, GLI STATI ORIENTALI

    INDIA

  • ORISSA E BIHAR, GLI STATI ORIENTALI

    INDIA

    icona orologio 13 GIORNI
    minimo 8 massimo 10 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   28  dicembre    al   9  gennaio  
    • 2021

    • Dal   27  dicembre    al   8  gennaio  

    Un itinerario per tutti i viaggiatori che amano l'arte, la storia e le etnie! L’Orissa (antico regno Kalinga) è una regione che affascina sia chi è interessato al grande patrimonio artistico indiano e ricerca i segni della religione hindu, sia chi è attratto dalle popolazioni tribali. Con questo viaggio riteniamo di poter soddisfare entrambe le esigenze iniziando dal cosiddetto "triangolo sacro", dove si ergono gli antichi templi in stile Nagar di - continua -

    A PARTIRE DA: 3.900 €


    ITINERARIO

    Partenza dall’Italia per Delhi con arrivo verso le due di notte. Trasferimento in Hotel nei pressi dell’aeroporto.

     

     

    Al mattino partenza col volo diretto a Patna e trasferimento da Patna per Bodhgaya (volo Delhi -Patna : AI 409 - 10.35 / 12.15).

    Patna, capoluogo dello Stato del Bihar è un centro cittadino molto caotico. La distanza tra Patna e Bodhgaya è di 130 chilometri. Essendo le strade poco scorrevoli e spesso interrotte da lavori di ricostruzione (che durano anni!), occorre ), calcolare circa tre o quattro ore di autobus  per compiere il percorso.  

    Bodhgaya è il luogo sacro “basilare” nella storia del buddismo. Secondo tutte le informazioni storico-leggendarie, questo è il posto dove Sakyamuni raggiunse quel momento chiave della sua evoluzione spirituale che viene chiamato “Illuminazione”.

     

    Pranzo a Patna. Cena e pernottamento in Hotel.

     

    N.B. informiamo che questa giornata potrebbe risultare piuttosto pesante dopo il volo intercontinentale del giorno precedente. Scelta effettuata per poter svolgere l’itinerario nel periodo delle nostre vacanze natalizie in coincidenza con i giorni di mercato dell’Orissa.

     

    Se esiste un posto che ogni credente buddhista, nel corso della sua vita, vorrebbe poter visitare, questo è proprio il sito di Bodhgaya.  Tale affermazione non è casuale, migliaia di tibetani, residenti in Cina, ancestralmente legati alla vita del Buddha, non hanno mai avuto questo privilegio.

    Vi sono due punti chiave da visitare in quest’area sacra, il primo è nel centro cittadino dove si trova il luogo vero e proprio della Illuminazione ed il secondo ad un’ora circa di distanza dal centro dove, nella parete della formazione montagnosa, si trova la grotta dove Sakyamuni avrebbe vissuto per anni prima di raggiungere il momento chiave della sua vita religiosa; questo sito è conosciuto con il nome di Dungeswara.

    Un grande tempio è sorto accanto all’ albero di Ficus Religiosa dove il Buddha 2500 anni fa’ conobbe il suo momento “Magico”.   Il posto è frequentato, durante la stagione invernale, da migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo buddhista asiatico ed è, anche per questo, molto suggestivo. Bodhgaya, tra i centri sacri dei buddhisti, nonostante sia il luogo tra tutti più importante è il meno frequentato dai turisti stranieri e questo soprattutto a causa della insufficienza della rete stradale che la collega al resto dell’India.

     

    NB: Tutta l’ area intorno al tempio sacro è chiusa al traffico e l’ avvicinamento può essere fatto solo a piedi o in rikshaw. All’ interno dell’area sacra è proibito usare videocamere o smartphone. Solo l’ uso della semplice macchina fotografica è consentito.

     

    Pranzo, cena e pernottamento in Hotel.

     

     

    Lo Stato indiano del Bihar prende il suo nome dal termine in lingua sanscrita “Vihara” che significa “Comunità monastica”, “Monastero”. Al fianco dello Stato dell’Uttar Pradesh, il Bihar è la regione dove si sviluppò quasi interamente la vita storica del fondatore del buddhismo. Qui  nacquero e si svilupparono i maggiori centri di studio della lingua sanscrita e della filosofia buddhista. Nalanda, il sito che visiteremo durante questa giornata, è conosciuto come la più importante università buddhista prima che le invasioni mussulmane del XII° secolo la riducessero in rovine. Abbiamo numerose testimonianze storiche di eruditi stranieri che ,dopo viaggi lunghissimi, approdarono  a Nalanda per apprendere i fondamenti filosofici della religione. Questi viaggiatori, spronati dalla ricerca della verità religiosa, hanno lasciato descrizioni dell’università, nel VII° secolo, come di un mondo entusiasmante per gli studi che vi si compievano.  Nalanda, nei secoli prima della distruzione, arrivò ad ospitare forse fino a diecimila monaci, era il centro scolastico più ambito per quegli studenti che avessero voluto ricercare la perfezione della conoscenza filosofica.

    Dopo la visita al sito di “Nalanda ed al museo archeologico ad esso associato, si parte alla volta dell’ aeroporto di Patna.

    Nel pomeriggio avremo il volo per Delhi con coincidenza per  Bhubaneswar, dove inizia il viaggio nello Stato dell’ Orissa.

    Lunch box, cena e pernottamento in Hotel.

     

     

     

    Bhubaneswar è una città importante con traffico talvolta molto intenso, come d’altra parte la molte altre  città indiane. Il centro ha un patrimonio templare enorme. Alcuni templi sono come soffocati nel nucleo  cittadino altri invece sono stati salvati dal ministero  dei beni culturali oppure , essendo tutt’ora aree di grande passaggio di fedeli, si sono salvaguardate grazie alla loro persistente sacralità.

    Dedicheremo la mattina alla visita dell’ insieme architettonico che comprende tre piccoli corpi templari , tra cui il tempio Mukteshwar, che sono molto significativi perché rappresentano i tasselli base della evoluzione architettonica dell’ India centro-orientale. Poco distante da questo insieme si sviluppa l’ area sacra del grande tempio “Lingaraj Mandir “la cui cupola raggiunge i cinquantaquattro metri , ma il cui ingresso è  riservato ai soli indù.

    Al termine della visita delle aree architettoniche centrali , faremo una breve escursione verso i siti di Udaygiri e Khandagiri. Sono luoghi  molto frequentati, in certe giornate, dal turismo locale. Essi consistono di  una serie di scavi nella formazione collinare di pietra arenaria. Le grotte più antiche risalgono al II°sec avanti Cristo.. e sono dedicate a figure jainiste. La famiglia reale della dinastia Kalinga che finanziò la parte più importante degli scavi, ha lasciato una scritta di 117 righe, presso una delle grotte, che racconta i fatti storici del regno a cavallo del 168 AC e 153 AC cioè la fase di governo del re Kharavela che fu il più famoso della stirpe.

    Al termine di queste visite faremo sosta al museo dedicato alle tribù dell’ Orissa...bella struttura moderna con una collezione significativa di opere artigianali ed esempi decorativi delle diverse tribù che avremo occasione di conoscere direttamente  durante il nostro viaggio.

    Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in Hotel.

     

     

     

     

    Il viaggio prosegue per Konarak per ammirare lo straordinario tempio di Surya, il dio del sole. Il complesso, protetto dall’ Unesco, è una delle forme architettoniche più straordinarie dell’ India. L’ insieme è composto di tre blocchi allineati: il corpo delle danzatrici, il luogo della preghiera ed infine il Sancta Sanctorum, sormontato da una cupola vertiginosa  che col tempo è andata completamente distrutta.

    I diversi blocchi sono scolpiti con bassorilievi che raccontano momenti diversi della vita politica e religiosa del regno e sono affiancati, ai due lati  esterni, da ventiquattro rappresentazioni di grandi ruote di carro. Il grande carro del dio sole si muove idealmente verso oriente. 

    Dopo la sosta pranzo, continuiamo il nostro viaggio in direzione del villaggio di Raghurajpur.

    Questo villaggio è conosciuto per alcune forme di creazioni artigianali semplici , ma molto antiche e tradizionali: la forma più importante  è il  disegno o la scrittura su listelli di foglia di palma ( gli antichi testi religiosi, prima dell’ introduzione della carta, erano su questo tipo di materiale) e la forma più folcloristica sono i  “Patachitra” ovvero disegni colorati su tele di cotone che riprendono la rappresentazione più tradizionale ispirandosi alle sorgenti creative “tribali”. Nel villaggio di Raghurajpur si trova la modestissima casa del maestro artigiano. Questo maestro è  il detentore della conoscenza delle arti tradizionali. Molti giovani dalle campagne circostanti si recano presso la sua casa per l’ apprendimento di questa pratica artigianale. L’ insegnamento non si limita solamente al disegno o al colore ma anche alla recitazione dei mantra o , nel caso dei bambini, alle diverse posture della danza…

    Quelle sessantadue posizioni della danza che sono rappresentate nei bassorilievi intorno al corpo anteriore del tempio di Konark sono le posizioni apprese e praticate dai bambini (maschi) e sono quelle danze religiose che accompagnano le grandi feste religiose  annuali.

    Il viaggio prosegue verso Puri, affacciata sul golfo del Bengala, uno dei luoghi più sacri del pellegrinaggio hindu. 

    Pranzo in ristorante e cena in Hotel.

     

     

    Dedichiamo la mattinata alla visita del  tempio  Jagannath. In realtà l’ accesso alla parte interna del tempio è vietata ai non indù, ma l’ area sacra è molto più ampia del solo nucleo templare. Il percorso che circonda il tempio è molto vivace a curioso così animato come è di pellegrini, bancarelle, ristoranti di strada.  Puri, conosciuta anticamente col nome di Purushottam, e con tale nome citata nei testi sacri, è considerata la casa del “Dio dell’ Universo” appunto “Jagannath. La figura che si trova nel Sancta Sanctorum del tempio sarebbe la rappresentazione del dio Visnu ma in questo caso si manifesta con una delle sue reincarnazioni ovvero Krisna col fratello e la sorella. L’ aspetto più peculiare è però il fatto che queste rappresentazioni sono un raro e chiaro esempio di affiliazione delle credenze religiose  tribali dell’ Orissa  alla religione induista, infatti le forme che sono nate da questa affiliazione sono sculture, disegni e colori assolutamente tribali e locali e non hanno nulla a che spartire con le rappresentazioni classiche indiane di queste stesse  divinità.

    Al termine della visita lasceremo Puri diretti verso Gopalpur. La strada scendendo  verso sud talvolta lambisce la zona costiera affacciandosi sul golfo del Bengala o sul lago Chilika che è una sorta di laguna divisa ala mare del golfo da una striscia di sabbie lunga un centinaio di chilometri.

    Nel tardo pomeriggio arriveremo a Gopalpur dove sarà il nostro pernottamento. Questo centro sarà , per noi, l’ ultimo insediamento  lungo la zona costiera perché nelle giornate successive, il nostro viaggio si indirizzerà verso le parti interne della regione, tra le pianure e le colline delle aree tribali. Pranzo in ristorante e cena in albergo.

     

     

    E’ una giornata di trasferimento con direzione primaria verso occidente. La costa marina resta alle nostre spalle. A mano a mano che si penetra nei territori interni comincia il carattere speciale del territorio dell’ Orissa. Essa è l’ unica regione dell’ India ad essere rimasta fermamente immersa nel carattere tribale con i suoi piccoli villaggi disseminati qua e là e le sue distinte popolazioni  che da secoli rispettano i diversi insediamenti territoriali.

    Vi sono nuclei tribali  che essendo più vicino alle arterie di passaggio, normalmente zone pianeggianti, si sono lasciati maggiormente coinvolgere dalla modernità e vi sono villaggi , di solito quelli in aree più collinari ,che sono rimasti più isolati e chiusi su loro stessi e sulle loro tradizioni. Vi sono infine persone di tribù, insediate in aree normalmente difficili da raggiungere ,che  si possono incontrare solo nei giorni di mercato quando lasciano le loro case per raggiungere dopo ore di cammino il posto dello scambio. 

    Durante questa giornata di trasferimento si incontrano villaggi di tribù Saora e villaggi di Kondh, detti Desia Kondh, che sono quei nuclei che hanno maggiormente risentito della modernità pur rimanendo in qualche modo a lato di essa.

    La questione della “modernizzazione” delle tribù è un tema molto delicato. Si nota in qualche villaggio quanto  la pressione della religione, su questi nuclei che sono sempre stati di base animista, abbia portato cambiamenti strutturali abbastanza importanti. In ogni caso ciò che colpisce nei piccoli villaggi è il grande senso di accoglienza e la riservatezza delle persone, due aspetti che lasciano  sempre un ricordo molto caldo nel visitatore. 

    Nel tardo pomeriggio si giunge a Daringbadi. In questo villaggio , a circa 900 metri di quota, si trova un semplice “Eco-cottage” dove pernottare.

    Pranzo al sacco.

    Cena e pernottamento in un hotel semplice e spartano. In questa zona non ci sono buone strutture in grado di ospitare gruppi.

     

    I Kondh sono una delle popolazioni più conosciute e numerose dell’Orissa che contano quasi un milione di membri. Vivono ancora oggi in armonia con la natura dedicandosi alla caccia; parte del loro sostentamento è dovuto anche ai frutti ed alle piante dalle quali estraggono l’olio per cuocere il cibo e rimedi medicinali. La caratteristica delle donne di queste tribù è il tatuaggio del viso, con “linee magiche “che rappresentano il muso della tigre e neutralizzano la magia nera di uno sciamano che, secondo un’antica credenza, di notte trasformava le donne nei feroci felini.

    La popolazione Kondh si suddivide, a seconda delle aree e delle abitudini in quattro sottogruppi: Desia, Kutia, Dongaria e Kuvi. I territori circostanti il centro di Daringbadi e Kothgarh sono aree leggermente collinari dove vivono soprattutto i Kondh del gruppo Kutia che sono il sottogruppo caratterizzato dalla già descritta tradizione del tatuaggio del viso.

    Sul nostro tragitto si incontra il mercato di Kotgarh, che tra i diversi mercati che visiteremo è il meno importante.

    Nel pomeriggio si continuerà nella zona pianeggiate che conduce a Rayagada, che si trova a circa 300 metri di quota.

    Pranzo al sacco e cena in albergo.

     

     

    Si parte presto per assaporare l’atmosfera del pittoresco mercato settimanale di Chatikona (che si tiene solo al mercoledì) con le minoranze dei Dhongariya Kondh. Le donne, molto belle e talvolta tatuate, indossano con innata eleganza numerose collane in ottone e alluminio e tre anelli alle narici. Tengono raccolti i capelli con delle piccole spille e minuscoli falcetti e le mani e le braccia sono ornate da anelli e numerosi braccialetti con decorazioni a rombo che rappresentano il sangue dei sacrifici rituali. Attraversando paesaggi collinari straordinari con sosta in alcuni villaggi dove è molto diffusa la produzione manuale di ceste di bambù, nel tardo pomeriggio si raggiunge Semiliguda. Rispetto alla quota di Rayagada siamo risaliti di circa cinquecento metri.

    Pranzo in albergo a Rayagada.

    Cena e pernottamento all’Hotel Lemon Castle, un’altra semplice e spartana struttura tra le migliori disponibili.

     

     

     

    Continua l’esplorazione dell’area tribale con l’escursione al famoso mercato di Onkudelli (che si tiene solo il giovedì), per veder arrivare i Bonda con grandi cesti sul capo pieni di prodotti agricoli da vendere. 

    Questa popolazione, che più di qualsiasi altra ha mantenuto gli usi e i costumi tradizionali, chiama sé stessa Remo, parla una lingua difficile e incomprensibile alle altre tribù e ha sviluppato un’efficiente tecnica di coltivazione del riso a terrazze sulle pendici delle colline. Vengono chiamati il “popolo nudo” perché le donne indossano soltanto una striscia di stoffa intorno ai fianchi chiamata “ringa”, il petto nudo è coperto da numerosissimi fili di perline che utilizzano anche per ricoprire il capo completamente rasato. La loro esclusione dal contesto dell’India che si sviluppa, l’alta mortalità infantile e il loro spirito bellicoso, provocano un costante decremento della popolazione. Oggi ne restano poche migliaia di individui concentrati esclusivamente in questa zona. 

    Sulla stessa area mercatale, più tardi, in mattinata, giungono anche alcuni esponenti della tribù Gaddaba di un sottogruppo chiamato “Hollar”; la caratteristica delle donne anziane di questo gruppo etnico è quella di indossare grandi e pesanti collari di alluminio.

    Al termine della visita del mercato si fa rientro verso Semiliguda e durante il percorso faremo sosta in qualche villaggio della tribù Gaddaba Boro, ancora un sottogruppo della etnia Gaddaba, che però a differenza del gruppo Hollar non ha, dal punto di vista estetico, veri segni distintivi.

    Pranzo al sacco e cena in albergo.

     

     

    Si lascia Semiliguda e dopo pochi chilometri si giunge al mercato di Kunduli. Mercato piuttosto grande ed interessante. L’ area mercatale è preceduta dal mercato dei bovini, molto caratteristico, e poi si apre sull’ insieme dove le diverse merci: vasi di terra cotta, vestiti, verdure, sementi, cesti si dividono gli spazi. Il mercato si conclude infine nell’ area dove avviene la  vendita dei caprini. Si tratta di un mercato molto vivace ma non caratterizzato dalla presenza di figure tribali provenienti dai villaggi isolati come nei mercati visti precedentemente. Si tratta di gente appartenente alla tribù Paroja molto dedita alla produzioni agricola di ortaggi e molto più amalgamata con la popolazione delle cittadine dell’ Orissa .

    Al termine della visita del mercato si intraprende la strada che ci porta all’ingresso dello  Stato confinante, quello dell’ Andra Pradesh, per raggiungere infine  il centro di Visakapatnam dove si trova l’ aeroporto.

    La distanza tra Semiliguda e Visakapatnam è di 180 chilometri. La strada attraversa zone collinari  in saliscendi frequenti ed un passo, ad 800 metri di quota, della catena montuosa “Salur" , che si frappone tra lo Stato dell’ Orissa e quello dell’ Andra Pradesh. Dopo il passo, in forma zigzagante la strada scende verso la cittadina di Saluru a circa 400 metri di quota, dove si trova il punto  di controllo burocratico tra i due Stati indiani. 

    Nel pomeriggio avanzato dei giunge infine all’ aeroporto di Visakapatnam.

    Volo per Delhi. Cena e camere a disposizione presso un hotel vicino all’aeroporto in attesa di prendere il volo notturno per l’Italia.

     

    Volo notturno diretto in Italia con scalo.

     

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    Segnaliamo che il Dipartimento del Turismo e Cultura dell’Orissa a partire dal febbraio del 2012 ha imposto delle nuove regole comportamentali a tutela dei villaggi tribali. L’intento di tali limitazioni è quello di tutelare le popolazioni locali e preservarne l’autenticità e cultura.  Permessi: per accedere all’ aerea tribale è necessario inviare la copia del passaporto e del visto di ingresso in India almeno 3 settimane prima della partenza: è indispensabile quindi provvedere - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    • Viaggio che include le aree più interessanti dell'Orissa e quattro mercati dove si incontrano varie popolazioni tribali
    • In Orissa si viaggia con fuoristrada Toyota con tre passeggeri per auto, con il posto finestrino garantito
    • All'inizio del viaggio lo Stato del Bihar, alla ricerca della vita del Buddha

    ESPERTI

      

    GIOVANNI DARDANELLI

    • Dal 28  dicembre  2020 al 9  gennaio  2021
    • Dal 27  dicembre  2021 al 8  gennaio  2022

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