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    Viaggi Su misura

    Durata 11 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 2  PARTECIPANTI
    Partenze VALIDITÁ DAL 1  gennaio  2021 AL 31  dicembre  2021

    PREZZO BASE PER 2 PERSONE:  

    2.900€

    PREZZO BASE PER 4 PERSONE:  

    2.300€

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    Peru'

    PACHAMAMA

    Viaggio nelle regioni del sud peruviano, un classico per chi vuole conoscere le civiltà precolombiane come Aymara e Incas l’ultimo popolo ad aver tentato di fermare la furia dei conquistadores. Oggi le loro testimonianze archeologiche sono una rivelazione, edifici costruiti magistralmente nel pieno rispetto della “Madre Terra” emergono prepotentemente dalla selva e dalle Ande rendendo questi luoghi unici al mondo. Un viaggio capace di farci apprezzare, del Perù, i luoghi principali e imperdibili.

    ITINERARIO

    Incontro in aeroporto con il nostro assistente parlante italiano, trasferimento privato e sistemazione in hotel. 
    Dopo la colazione incontro con la nostra guida per iniziare la visita panoramica della città. Lima, la “Città dei Re”, fondata da Pizarro nel 1535, ha vissuto distruzioni, terremoti, saccheggi, rinascite. Oggi il centro della città, che ha circa dieci milioni di abitanti, è in un’ansa del fiume Rimac. Il cuore è Plaza de Armas con la ragnatela di stradine del periodo di Pizarro e conserva varie strutture coloniali. I quartieri più rinomati sono Miraflores, San Isidro e Barranco. Ci rechiamo nella Plaza de Armas col Palazzo del Governo, la Cattedrale e l’Arcivescovado che vediamo esternamente. Tra i musei della capitale scegliamo di visitare il più interessante, il Museo Larco Herrera. Ospitato in un palazzo del XVIII secolo già residenza del viceré, custodisce opere collezionate da un privato, Rafael Larco Hoyle. Inaugura il museo nel 1926 dopo aver recuperato decine di migliaia di pezzi in varie regioni del Perù. Sono oggetti in ceramica di differenti culture, tessuti pregevoli e una raccolta di vasi precolombiani. 
    Colazione in hotel, trasferimento privato in aeroporto e volo per Arequipa. Arequipa, non a caso conosciuta anche come la "Città Bianca", ha gli edifici realizzati con “sillar”, una specie di pietra pomice vulcanica di color chiaro, duttile ma molto resistente.Anche ad Arequipa il cuore della città è Plaza de Armas con la Cattedrale che occupa  l’intero lato nord della Piazza. L’Iglesia de la Compania, chiesa gesuita tra le più antiche di Arequipa, presenta chiostri, una facciata finemente decorata, dipinti e un altare con motivi ornamentali tipici di uno stile assai ricco. Non mancano lamine d’oro a rendere ancora più “florida” questa espressione di architettura religiosa nota come “churrigueresche”. Ma il complesso architettonico che fornisce forte personalità alla città del sillar è certamente il Monastero di Santa Catalina, fondato nel 1580 da una nobildonna spagnola. Da alcuni decenni è possibile visitare una parte del complesso di oltre 20.000 metri quadri. E’ una vera cittadella con mura di cinta proporzionali all’importanza del luogo, passaggi angusti, stradine tortuose, chiostri, archi, abitazioni più o meno modeste, arredi, camere mortuarie, angoli e giardini fioriti, sale, lavanderie, torri, chiese, forni, celle, gallerie, cortili, affreschi e un tripudio di colori e contrasti che arricchiscono il quadro. In alternativa a questa visita è possibile dedicare del tempo al Museo Santuarios Andinos, istituito per conservare il corpo mummificato di Juanita, la “fanciulla dei ghiacci”. I resti di questa ragazza di circa 15 anni furono ritrovati nel 1995 sul ghiacciaio Ampato, nelle Ande: pare fosse stata offerta in sacrificio agli dei. (aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 18.00 escluso la domenica, che è aperto solo fino alle 15.00, attenzione per motivi di esposizione in teca i resti della Mummia Juanita sono visibili solo da Maggio a Dicembre nel periodo alternativo saranno esposti quelli della mummia Sarita, non altrettanto ben preservati). 
    Prima colazione e partenza lungo la strada che ci porta in serata a Puno sul Lago Titicaca. Quasi alla fine del lungo trasferimento, a pochi chilometri da Puno, si arriva in una zona con alture che declinano sino al piccolo Lago di Umayo, ornate dalle Torri di Sillustani. Le strutture che punteggiano il panorama sono state costruite come luoghi di sepoltura dai Colla che abitavano la regione nel periodo incaico. Usavano seppellire i defunti delle caste nobiliari all’interno di queste torri chiamate “chullpas”. Sono disseminate in una vasta area, ma quelle meglio conservate sono nella località di Sillustani. Presentano pianta circolare, alcune sono alte oltre dieci metri, con pareti esterne costituite da blocchi di pietra. All’interno oggi sono vuote. Il tempo gli archeologi e i tombaroli hanno fatto la loro parte. Nel passato, però, attraverso un’apertura nel lato orientale delle mura, oltre al cadavere, erano introdotti anche oggetti più o meno preziosi e cibo utili al defunto nella vita ultraterrena. A volte la tomba veniva usata per contenere le salme di intere famiglie. Alcune tombe monumentali sono ben conservate e il posto merita una sosta, in un ambiente lacustre che oltre a costituire una piacevole cornice ospita una notevole varietà animale e vegetale.Arrivo a Puno in serata, località risalente al XVII secolo, sulle rive del Lago Titicaca, il più alto specchio d’acqua navigabile del pianeta grande quanto l’Umbria (circa 4.400 kmq). Pranzo al sacco durante il trasferimento. 
    Dopo la colazione visita in battello del Lago Titicaca, lo specchio d'acqua navigabile più alto del mondo con le isole galleggianti degli Uros. Sulle rive del lago, fiorì una grande cultura preincaica: la cultura Tiwanacu. Oggi la regione è in gran parte popolata dagli aymara che parlano una lingua diversa dai quechua. Le isole galleggianti degli Uros sono costituite da piattaforme galleggianti costruite con la “totora”, una vegetazione tipica del luogo. Questo materiale è utilizzato da secoli per realizzare non solo le isole galleggianti, ma anche piccole imbarcazioni, oggetti di uso quotidiano, articoli di artigianato. Lo sviluppo del turismo ha modificato la vita reale di ogni giorno degli abitanti di queste isole. In verità, la maggior parte degli Uros oramai non vivono più sulle piattaforme galleggianti, ma le raggiungono al mattino prima dell’arrivo dei turisti. In ogni caso si tratta di un’escursione interessante perché l’ambiente, le attività e i costumi dei locali non sono diversi da quando abitavano qui in modo permanente. Visita dell'isola di Taquile. Pranzo in ristorante sulla spiaggia di Collalta affacciata su lago. Nel pomeriggio rientro a Puno. 
    In mattinata partenza con mezzo privato verso Cuzco, attraverso il paesaggio dell’arido altipiano andino. Ci fermiamo a Pucarà, Raqchi, Andahuayllas per le visite oltre alla sosta per il pranzo. Pucarà non è uno straordinario centro, ma ne approfittiamo per dare un’occhiata al locale museo. Raqchi è nota per i resti del Tempio di Huiracocha (Viracocha).  Andahuaylillas, offre una chiesa gesuita del XVII secolo e un’atmosfera coloniale con costruzioni di quel periodo. La chiesa conserva ricchi motivi baroccheggianti e una cappella affrescata spettacolare. Il punto più elevato del percorso è il passo Abra La Raya a circa 4300 metri. E’ il confine tra la regione di Puno e di Cuzco. Pranzo lungo il percorso presso un ristorante locale. Arrivo in serata a Cusco. 
    Dopo la colazione visita della città. Inizio dal tempio Coricancha, uno dei più importanti palazzi della città. Dedicato al dio del sole è stato convertito in convento dopo l’arrivo degli spagnoli. Visita della Cattedrale costruita tra il 1560 e il 1664. Al pomeriggio, proseguimento delle visite con la fortezza di Sacsayhuaman, enorme manufatto iniziato in epoche preistoriche e poi completato dagli Incas. Lo scenario è poderoso ed è notevole l'impressione suscitata perché non si riesce a immaginare come, senza l'ausilio di macchine complesse, abbiano sollevato e collocato quei massi in modo così preciso. Sono i più maestosi resti di una fortezza inca. Tre giganteschi bastioni su differenti livelli testimoniano della tradizionale tecnica costruttiva, con i grossi macigni che si incastrano perfettamente l’uno nell’altro. Massi imponenti sono a testimoniare un antico sito, originariamente fortificazione militare e religiosa. I resti, anche se fanno comprendere la rilevanza delle strutture, costituiscono meno di un quinto dell’iniziale manufatto con macigni anche di 300 tonnellate l’uno. Parte di tale materiale è stato nel tempo usato per realizzare edifici nel centro di Cusco. Proseguimento con la visita della Puka Pukara, a 7 km da Cusco; una struttura architettonica presumibilmente utilizzata per scopi militari con diverse camere, bagni, acquedotti, mura e torrioni. Sosta alle fontane di Tambomachay costruzioni famosa per la fine ingegneria idraulica. Rientro a Cusco. 
    La giornata è dedicata all'escursione in alcuni villaggi andini nella Valle Sacra: Chinchero, Moray e le saline di Maras. Chinchero, “il posto dove nasce l’arcobaleno”, è un luogo delizioso. Chiesa coloniale, resti inca, locali in abiti tradizionali, terrazzamenti… nulla manca per una piacevole sosta. Moray, strano luogo ad una quarantina di chilometri da Cusco, è stato scoperto negli anni ’30 dello scorso secolo attraverso foto aeree che hanno individuato quei cerchi concentrici. In sostanza si tratta di terrazzamenti circolari concentrici realizzati scavando il terreno per un centinaio di metri verso il basso formando una sorta di enorme vasca a gradoni, con cerchi più grandi che vanno man mano restringendosi più in fondo. Il posto è esteticamente significativo, ma ancor più importante sembra essere la motivazione della bizzarra realizzazione. Questi andenerías, terrazzamenti, sarebbero serviti per creare più microclimi, tanti quanti sono i livelli di scavo. Si tratterebbe di laboratori-serre per sperimentazioni agricole utili a individuare le stagioni migliori per impiantare vari tipi di coltivazioni nelle diverse regioni del Perù. I terrazzamenti, realizzati scavando il terreno e costruendo mura di contenimento, erano irrigati con complesse canalizzazioni. Permettevano la coltivazione di circa 250 specie vegetali, grazie ai variegati microclimi. Altri studi sembrano invece dimostrare che fosse un centro astronomico finalizzato allo studio delle stagioni, che analizzava le variazioni della luce solare e delle ombre delle alture circostanti. A Maras (visita non consentita durante la stagione umida da novembre ad aprile) osserviamo pendici montane decorate da migliaia di piccoli appezzamenti allagati delimitati da muretti di contenimento. Potrebbero sembrare risaie, ma il colore biancastro di quegli infiniti rettangoli pieni d’acqua ci conferma che si tratta di saline. L’origine di quel sale non ha bisogno di interpretazioni, perché più in alto vi è una sorgente d’acqua calda con elevato contenuto salino incanalata nelle pozze. L’evaporazione dell’acqua fa emergere il sale che da centinaia di anni è raccolto manualmente dai locali. Pranzo in corso di escursione. Nel pomeriggio partenza per Ollantaytambo, tipico esempio della pianificazione urbana degli inca, ancora abitato come in passato. Ollantaytambo, l’accesso occidentale alla Valle Sacra, il più rappresentativo villaggio della valle, chiamato semplicemente Ollanta, è sovrastato dalla fortezza inca. E’ un grande sito archeologico che, benché sia denominato "fortezza", fu un "tambo", città di ristoro e alloggio per comitive che intraprendevano lunghi viaggi. Il tracciato delle strade acciottolate, le piazze e le fondamenta delle case sono di origine inca e mostrano una delle più significative manifestazioni dell’urbanistica di quell’epoca. Dal XIII secolo le sue viuzze, gli edifici in pietra, le opere di canalizzazione per l’irrigazione, le elaborate fiancate montane, fanno da contorno alle rovine della fortezza. Questa, pur essendo un’opera di difesa militare, era ed è ancora considerata anche luogo sacro. Da Ollata treno serale per Aguas Calientes. Arrivo e sistemazione in hotel.  NB: Sul treno si può portare solo il bagaglio a mano con lo stretto necessario per una notte (max 5 kg per persona). Il bagaglio principale potrà essere lasciato in deposito in hotel.   
    Presto al mattino partenza in direzione di Machu Picchu a bordo dei bus che collegano Aguas Calientes all’ingresso del sito archeologico. Nel luglio del 1911 l’antropologo-storico statunitense Bingham sale su un altipiano dove gli abitanti della zona da sempre sapevano che esistevano i resti della “città perduta degli Incas”. Vi arriva su segnalazione ed accompagnato da un contadino della zona, Melcho Arteaga. Uno degli aspetti curiosi della vicenda sta nel fatto che nessuno ancora conosce il nome vero della “ciudad perdida”. Neppure i successivi scavi e restauri hanno apportato elementi utili alla conoscenza della sua denominazione. Per tutti, dalla “scoperta” sarà solo “Machu Picchu”, che è la definizione della montagna su cui nel XV secolo fu edificata “l’ultima città degli Incas”. Costruita tra i picchi delle Ande è rimasta in parte sepolta dalla vegetazione. Ma il motivo vero per cui non era stata ritrovata dagli occidentali, sta nel semplice fatto che i resti non sono visibili dal basso, dalla vallata dell'Urubamba. Gli Incas eseguirono opere monumentali di alto livello architettonico, che né il tempo né le calamità naturali sono riusciti a intaccare completamente. Simmetria e solidità, sofisticate tecniche costruttive della pietra dura, sono i principi in base ai quali furono edificate strutture destinate a resistere nei secoli. Passeggeremo nei luoghi più importanti attorniati da abitazioni, terrazzamenti, osservatori, monoliti, sentieri, piazze, quartieri religiosi, templi, cimiteri, mura… Pranzo libero. Al termine della visita rientro a Machu Picchu Pueblo e nel pomeriggio rientro in treno a Poroy e proseguimento in bus per Cuzco. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. 
    Prima colazione. Mattina a disposizione a Cuzco. Pranzo libero. Nel pomeriggio, trasferimento in aeroporto e volo di rientro a Lima. Arrivo e sistemazione in hotel. 
    Prima colazione. Trasferimento privato in aeroporto e fine del tour. Volo di rientro in Italia non incluso.  

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    L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILE -  Promuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre. Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, in [...]