PATAGONIA CARRETERA AUSTRAL E RUTA 40

ARGENTINA CILE

  • PATAGONIA CARRETERA AUSTRAL E RUTA 40

    ARGENTINA CILE

    Viaggi con Esperto
    Durata 16 giorni
    Partecipanti minimo 4 massimo 12  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 24  ottobre   al 8  novembre  
      Completa
      162
    • Dal 22  novembre   al 7  dicembre  
      Garantita
      162

    A PARTIRE DA:  

    5.300€

    Argentina - Cile

    PATAGONIA CARRETERA AUSTRAL E RUTA 40

     

    L’itinerario, inconsueto e intenso, organizzato in esclusiva per Kel 12, viene effettuato quasi interamente via terra in pulmino. Sono ben 4 i Parchi Nazionali che visitiamo durante il nostro viaggio, 1 in Cile e 3 in Argentina, oltre alla Riserva Naturale della Penisola Valdés. La libertà che ci regala il viaggiare via terra con il nostro veicolo privato rende possibile disegnare un circuito assolutamente originale spaziando dalla Patagonia argentina a quella cilena, raggiungendo luoghi remoti altrimenti difficilmente accessibili, godendo degli spazi sterminati e della varietà di ambienti che questa regione offre, scoprendo una Patagonia che resterà segreta a chi invece sceglierà di visitarne esclusivamente le principali attrazioni spostandosi in aereo. Utilizziamo solamente due voli interni, uno all’inizio e uno alla fine del viaggio; il primo ci conduce da Buenos Aires a Trelew, dove inizia la nostra avventura in Patagonia. Il secondo, a conclusione del nostro percorso, ci riporta a Buenos Aires da El Calafate per prendere il volo di rientro in Italia. Considerata la vastità del territorio argentino, questi voli si rendono necessari per raggiungere la Patagonia, la nostra destinazione, senza dover aggiungere ulteriori giorni a un viaggio già lungo aggravandone inutilmente il costo.I trasferimenti via terra, anche lunghi, non vanno intesi come l’indispensabile fatica da affrontare per spostarsi da un luogo all’altro. Sono invece l’essenza stessa del viaggio: occasione di attraversare distese senza fine, di percorrere spazi che meritano soste, di cercare un rapporto più ravvicinato con la realtà locale e possibilità di osservare luoghi altrimenti non raggiungibili. Per i pernottamenti abbiamo selezionato buoni hotel ben posizionati o dotati di una forte personalità laddove esiste una vasta offerta e i migliori disponibili nelle altre località, sempre cercando soluzioni in grado di offrire, oltre allo star bene, l’assorbimento di atmosfere tipiche del posto.Le cene di norma si consumano in hotel per non essere costretti a uscire la sera dopo giornate a volte intense e garantire maggiore rilassatezza, i pranzi potranno essere semplici box lunch perché lungo il percorso non si trovano ristoranti. Il mercato turistico offre prezzi anche molto diversificati. La nostra proposta non parte dalla necessità di presentare quote di partecipazione basse. Privilegiamo invece, come in questo caso, servizi certamente superiori alla media assicurando un rapporto qualità/prezzo positivo e un itinerario originale e ricco di contenuti.

    Al termine del viaggio di gruppo, è possibile prolungare il soggiorno con un'estensione individuale a Ushuaia, alle Cascate di Iguazù oppure nel Parco Nazionale Torres del Paine (Cile). Su richiesta, saremo lieti di fornirvi un preventivo personalizzato.

    Ascolta ora la puntata di "Frammenti di Viaggio", il podcast di Kel 12, dedicata alla Patagonia Argentina.

     

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Roma per Buenos Aires. Cena e pernottamento a bordo.  NB: è possibile partire anche da altri aeroporti italiani utilizzando un volo di collegamento per Roma con Ita Airways, con supplemento. Vi preghiamo di richiedere al nostro Ufficio Prenotazioni il volo di collegamento all’atto della prenotazione per verificarne la tariffa e disponibilità.      
    Arrivo al mattino nella capitale argentina, disbrigo delle formalità aeroportuali e accoglienza in aeroporto dal personale del nostro corrispondente in loco, riconoscibile dal cartello recante il logo Kel12 e trasferimento nell’hotel in città per qualche ora di riposo dopo il lungo volo. In tarda mattinata e dopo il pranzo libero, inizio del tour panoramico di Buenos Aires di 4 ore, con sosta ai luoghi di maggior interesse.  Diamo uno sguardo d’insieme alla capitale, senza pretendere di conoscerla a fondo o fare visite approfondite, in quanto il nostro soggiorno è molto breve. Al termine del tour, rientro in hotel per il pernottamento e riposo dopo la lunga giornata.Pasti liberi. Buenos Aires fu fondata per la prima volta nel 1536, quando vi giunse l’esploratore spagnolo Pedro de Mendoza con i suoi battelli e stabilì un accampamento lungo il Rio de la Plata. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò una seconda e definitiva volta la città col nome di Ciudad de la Santíssima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Dalla sua fondazione fino al 1700 Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Progressivamente acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.Nel 1800 gli inglesi tentarono di impadronirsi ripetutamente della città, ma senza successo. Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà del XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera.L'immigrazione italiana fu la prima ad arrivare in modo massiccio. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60% dell'immigrazione totale, per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola.Sul fronte interno, lo sviluppo del grande porto di Buenos Aires e il predominio economico corrispondente hanno provocato un periodo di scontri civili. La separazione definitiva tra la città di Buenos Aires e la provincia è avvenuta nel 1880, quando la città è stata dichiarata "capitale federale" della nazione.Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli. La seconda immigrazione, verificatasi nella seconda metà del secolo, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano a inserirsi nel tessuto sociale argentino.Oggi attorno alla città gravita quasi la metà della popolazione argentina. L'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti circa 14 milioni di abitanti ed è la seconda più grande metropoli dell’emisfero sud dopo San Paolo in Brasile.Il centro della città è Plaza de Mayo, nucleo dell’insediamento originale, risalente al 1580, dove si trovano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale), la Cattedrale Metropolitana e il Museo del Cabildo (si visitano esternamente). L’obelisco, uno dei monumenti principali della capitale, sorge nella Plaza de la República, all'intersezione fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. Qui si riuniscono tutte le linee della metropolitana cittadina. Poco distante, sull’Avenida 9 de Julio (l’arteria più larga di Buenos Aires, con il traffico che ne consegue), si può osservare l’elegante e monumentale facciata del Teatro Colòn, che occupa un intero isolato.San Telmo è il quartiere più antico di Buenos Aires, facilmente raggiungibile a piedi da Plaza de Mayo percorrendo l’Avenida Defensa. E’ caratterizzato da vie strette, strade acciottolate, bassi edifici in stile coloniale e innumerevoli negozi di antiquariato che gli conferiscono un fascino un po’ retrò. Alla fine del XIX secolo, a causa dell’epidemia di febbre gialla che colpì la città, i membri più abbienti della società si trasferirono nel vicino quartiere della Recoleta (ancora oggi importante quartiere residenziale di classe), e a San Telmo le antiche ville (conventillos) furono convertite in case popolari per i più disagiati. Oggi il quartiere attira sempre più artisti, bohemien, giovani studenti, rendendolo un luogo caratteristico. Proseguendo lungo la Avenida Defensa si lascia alle spalle San Telmo e si entra nel vivace e popolare quartiere della Boca, così chiamato perché è nato intorno al porto ormai non più attivo, che si trova all'imboccatura (boca) della confluenza del Riachuelo con il Rio de la Plata.Il cuore della Boca è il Caminito, con le sue caratteristiche case colorate. La zona si sviluppò soprattutto grazie agli immigranti genovesi che gli conferirono l'aspetto attuale. Le case venivano infatti dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti.Ristoranti con tavoli all’aperto, spettacoli di tango in strada e negozietti vari completano il vivace quadretto. La Boca è anche la sede di una delle squadre di calcio più famose al mondo, il Boca Juniors, e del celebre stadio La Bombonera, Puerto Madero, l’antico porto cittadino, è stato riconvertito in una vivace zona moderna. 
    Sveglia notturna e trasferimento in aeroporto per il volo di linea per Trelew, dal gallese “tre”, che significa villaggio e “lew”, diminutivo di Lewis, fondatore di Trelew e capo della colonia di gallesi che colonizzarono la valle del fiume Chubut.All’arrivo, incontro con il nostro Accompagnatore residente in loco che ci guiderà fino al El Calafate in un percorso via terra che ci porterà alla scoperta della Patagonia. Delimitata geograficamente ad ovest e a sud dalle Ande, e ad est da plateau e bassipiani, la Patagonia è una regione di ampie pianure steppiche, alle quali si susseguono altopiani che raggiungono oltre i 1000 metri di quota, caratterizzati da un'enorme distesa sassosa ricoperta da una vegetazione prevalentemente erbacea ed arbustiva. Verso le Ande la steppa cede il posto a formazioni rocciose caratterizzate da porfido, granito e lave basaltiche, la vita animale diventa più abbondante e la vegetazione più lussureggiante, con boschi di faggi e conifere.Trelew, che è sorta nella verde valle scavata dal fiume Chubut, è la sede dell’aeroporto più vicino per raggiungere Punta Tombo e la Penisola Valdes, le nostre mete di oggi e domani.Dopo una breve pausa in ristorante per consumare la colazione, partenza in pulmino per l’escursione alla pinguinera di Punta Tombo, dove si trova una nutrita colonia di pinguini, detti di Magellano. Quando arriva la primavera australe, in questo promontorio situato a 125 km a sud di Trelew, il pinguino di Magellano giunge al suo appuntamento annuale. Dopo un lunghissimo viaggio tocca terra per fare il suo nido. Da metà settembre a metà aprile si radunano più di un milione di esemplari e la zona diventa così la colonia di pinguini (pinguinera) più grande del mondo. Nel pomeriggio, trasferimento a Puerto Madryn per il pernottamento in hotel e qualche ora di riposo prima della cena. Puerto Madryn si trova a circa 65 km a nord di Trelew ed è la base di partenza ideale da cui effettuare la visita della Penisola Valdes.Pasti liberi.  
    Dal 1999 la Penisola Valdes è sotto la tutela dell’Unesco per preservare il suo ecosistema unico al mondo. Si tratta di un territorio pianeggiante che si inoltra nell'Oceano Atlantico e costituisce una delle più importanti riserve di fauna marina e avicola al mondo. Data la sua estensione, ci vuole una giornata per visitarla e conoscere alcuni punti importanti per l’osservazione della fauna selvatica. Scarsamente abitata dagli uomini, questa terra arida dove si fonde il blu del cielo con il blu intenso delle sue acque, è territorio di guanachi, nandù e una grande varietà di specie di uccelli marini. Sulle sue coste frastagliate, a strapiombo sul mare, trovano rifugio molte specie di uccelli che giungono qui per svernare, attirati dal clima particolarmente favorevole alla riproduzione. Una delle maggiori attrattive di questo santuario naturale è la Balena Franca Australe (che arriva ogni anno nel mese di giugno e si può osservare fino a inizio dicembre; solo in questo periodo è possibile effettuare un’escursione facoltativa, non inclusa nella quota, in barca per ammirare le balene da vicino). Ma non è sola. Qui vive e continua a prosperare colonie di leoni marini che vedremo a Punta Cantor, che avremo modo di raggiungere prima di una sosta in una delle saline presenti nella Penisola Valdes. Durante i trasferimenti, con un po’ di fortuna, potremo osservare anche altri animali come guanachi, nandù (struzzo sudamericano), volpi, armadilli e lepri patagoniche. Da Puerto Piramides, l’unico centro abitato della Penisola Valdes si rientra a Puerto Madryn. Pasti liberi e pernottamento in hotel. 
    La mattina dopo colazione, lasciamo la costa atlantica per addentrarci nell’entroterra e dirigerci verso il Cile. La strada attraversa le ampie pianure della Patagonia, dove la brulla steppa domina il paesaggio con i suoi spazi sconfinati e il senso di libertà che solo questi territori sanno offrire.Lungo il percorso si susseguono scenari sempre diversi: distese di arbusti bassi modellati dal vento, altipiani ondulati, formazioni rocciose e improvvisi cambi di colore del terreno, che passa dal giallo ocra al grigio e al rosso. Non è raro avvistare guanachi al pascolo, nandù che attraversano la strada o rapaci che sorvolano silenziosi l’orizzonte.Piccoli insediamenti rurali e antiche estancias punteggiano il tragitto, testimoniando una presenza umana discreta in un ambiente vasto e dominante. La luce, intensa e limpida, amplifica la percezione delle distanze e regala scorci improvvisi: un canyon scavato da un fiume, formazioni rocciose imponenti e all’orizzonte le prime sagome delle Ande che annunciano l’avvicinarsi a Esquel, porta d’accesso al magnifico Parque Nacional Los Alerces.Pranzo e cena liberi. Pernottamento in hotel. 
    Prima colazione in hotel e partenza per la visita del Parco Nazionale di Los Alerces. Siamo in uno degli scenari più affascinanti di tutta l’Argentina, una regione con una fitta vegetazione a causa del contributo costante delle piogge. Si tratta di 263.000 ettari protetti dal 1937 con l’obiettivo primario di salvaguardare la specie arborea che gli dà il nome, l’alerce (Fitzroya cupressoides), una varietà di conifera d’alto fusto che attecchisce nelle foreste temperate umide della Patagonia. Il parco infatti custodisce alberi di una bellezza straordinaria: alcuni esemplari contano oltre 3.000 anni di età e raggiungono i 60 metri d’altezza. Al termine, si parte lungo la Carretera Austral, voluta nel 1976 dal Generale Augusto Pinochet per controllare il territorio del Cile meridionale, altrimenti accessibile solo per vie d’acqua. La Carretera Austal collega Puerto Montt a Villa O’Higgins attraverso 1.350 km di strada prevalentemente sterrata che hanno conosciuto negli ultimi anni una progressiva, inesorabile asfaltatura. Ciononostante è ancora oggi una delle strade più spettacolari al mondo; il suo fascino intramontabile sta nell’ispirazione geopolitica che l’ha fatta nascere, nella sua storia umana recente, ma soprattutto nella bellezza dei paesaggi in cui s’insinua. Dopo aver attraversato la fitta selva valdiviana, con i suoi boschi umidi, felci giganti, cascate nascoste e una vegetazione lussureggiante che avvolge la strada, raggiungiamo la cittadina di La Junta. Situata nella regione di Aysén, La Junta è un piccolo centro immerso in un contesto naturale straordinario, alla confluenza di fiumi dalle acque limpide e circondato da montagne ricoperte di foreste. Pasti liberi. Ristorante locale, pernottamento in hotel. 
    Prima colazione in hotel. partenza per la visita del Parco Nazionale Queulat, in un paesaggio intagliato e dominato dall’acqua. I laghi sottili giacciono fra le pareti ripide della montagna come pietre preziose nascoste, tra l’acqua bianca dei fiumi impetuosi, i canyons del parco e foreste di sempreverdi. Queulat, per sua fortuna, è meno frequentato di altri parchi più conosciuti del Cile, nonostante alcune meraviglie naturali, come il “Ventisquero Colgante” o ghiacciaio appeso, una delle maggiori attrazioni naturalistiche del Cile. Si riparte quindi per Coyhaique. Nel corso del trasferimento, sosta al villaggio di Puerto Puyuhuapi, adagiato su uno dei più bei fiordi cileni, celebre per la caratteristica architettura. Nel pomeriggio si prosegue attraverso la selva valdiviana con arrivo in hotel in serata.Pranzo a pic nic durante le viste, cena libera e pernottamento in hotel. 
    Dopo colazione lasciamo il Cile per rientrare in Argentina, affrontando una lunga ma spettacolare tappa di trasferimento. Il percorso si snoda attraverso il suggestivo Passo La Llave, un valico panoramico di grande impatto, da cui lo sguardo abbraccia rilievi frastagliati e scenari suggestivi della Patagonia.Per gran parte del tragitto costeggiamo le rive del maestoso Lago General Carrera, il secondo lago più grande del Sud America, celebre per i suoi colori intensi che variano dal turchese al blu profondo a seconda della luce e del vento. Le acque si alternano a pareti rocciose, baie isolate e ampi tratti aperti dove il paesaggio si fa ancora più vasto e scenografico.Arrivo in serata dopo aver passato la dogana a Los Antiguos, ubicato sulle rive meridionali di questo lago che dal lato argentino si chiama Lago Buenos Aires. Pasti liberi e pernottamento in hotel.  
    Prima colazione. Partenza al mattino molto presto. Finalmente oggi imbocchiamo un’altra mitica strada, la Ruta Nacional 40, la strada più lunga e spettacolare d’Argentina. La RN 40, creata nel 1935, unisce 3 regioni e 11 province del Paese, dall’estremo nord fino al “finis terrae” del sud, come una gigantesca colonna vertebrale lunga più di 5.000 km. In parte su asfalto e in gran parte su graniglia, dopo esserci lasciati alle spalle la cittadina di Perito Moreno, raggiungiamo la valle del Rio Pinturas, dove ci fermeremo per visitare la “Cueva de las Manos Pintadas” (Patrimonio Unesco). Considerata la Cappella Sistina dell'arte preistorica di queste latitudini, la grotta si trova nello stupendo canyon creato dal Rio Pinturas, all’interno del Parco Nazionale Perito Moreno (da non confondersi con il più noto ghiacciaio omonimo). Qui centinaia di impronte di mani in negativo, riprodotte in moltissimi colori, si sovrappongono le une alle altre. Secondo gli studiosi le pitture corrispondono a diversi periodi o stili differenti: il più antico risale a circa diecimila anni fa e si caratterizza per le scene di caccia nelle quali si vedono gruppi di cacciatori che inseguono greggi di guanachi nei colori rosso, viola e ocra. Nel secondo gruppo stilistico, datato tra i cinque e i settemila anni fa, il tema centrale sono gruppi di guanachi più statici. Si vedono rappresentati con i cuccioli e la figura umana non è vincolata agli animali, bensì è disegnata di fronte, stilizzata, con gambe corte e un solo braccio. Queste stupende pitture, considerate le più antiche del Sudamerica, furono eseguite molto probabilmente da cacciatori paleolitici che arrivarono dall'Europa attraverso lo stretto di Bering.  Nota: Segnaliamo che la camminata per la visita della Cueva de las Manos ha una durata di circa un’ora e si sviluppa principalmente su passerelle pianeggianti; lungo il percorso sono presenti solo alcune scale. L’itinerario si estende per circa 800 metri complessivi. Si consiglia di portare con sé una borraccia e di indossare un abbigliamento adeguato alle condizioni climatiche del momento. L’intero percorso è esposto al sole e non sono presenti zone d’ombra. Al termine, riprendiamo il nostro percorso tra pista e  asfalto, fino a raggiungere il villaggio di Lago Posadas nel tardo pomeriggio. Pranzo a pic nic durante le visite, cena libera e pernottamento in hotel.  NOTA: Il pernottamento al Lago Pousadas, è previsto nell'Estancia Suyai oppure nell’hotel Rio Tarde, questo perché l’Estancia Suyai dispone solo di 6 camere, mentre l’hotel Rio tarde dispone di 9 camere. Il gruppo pertanto potrebbe essere suddiviso nelle due strutture. I due hotel si equivalgono, se l’Estancia Suyai gode di una bella posizione fronte lago ma dispone di camere molto semplici, l’hotel Rio Tarde, situato nel villaggio di Lago Posadas, offre invece un maggior comfort alberghiero. Desideriamo informarvi che l’Hotel Rio Tarde è una tipica casa patagonica con sole 9 camere, due delle quali condividono un bagno ad uso esclusivo. 
    Dopo la prima colazione, insieme al nostro accompagnatore partiamo per un’escursione alla scoperta dello straordinario complesso lacustre formato dal Lago Pueyrredón e dal Lago Posadas. Qui la natura regala un contrasto sorprendente: le intense acque azzurre del primo si affiancano alle sfumature verde smeraldo del secondo, separati da una sottile lingua di terra lunga circa tre chilometri.Esploreremo la Cueva del Puma: una camminata semplice e adatta a tutti si snoda tra imponenti pareti rocciose e paesaggi desertici, offrendo scorci suggestivi e un contatto autentico con l’ambiente patagonico. Raggiungeremo poi un mirador naturale che domina la valle del Río Oro, caratterizzata da ampi spazi e dai colori intensi tipici della regione. Da qui si gode anche di un punto di osservazione privilegiato sul versante nord del Cerro San Lorenzo (3.706 m), una delle vette più maestose della Patagonia australe.Al termine delle visite raggiungiamo una tipica estancia patagonica, dove ci attende un tradizionale asado argentino (non incluso). Pasti liberi e pernottamento in hotel. 
    Oggi ci attende una lunga tappa verso sud, sempre seguendo la Ruta 40. Ci dirigiamo verso la zona dei grandi ghiacciai, attraverso un paesaggio caratterizzato dalle sterminate distese di cespugli tipici della pampa patagonica, dove potremo osservare diversi uccelli e la tipica fauna.  Sullo sfondo, ci invita ad avanzare lo spettacolo maestoso della cordigliera andina da cui svettano il Cerro Torre e il Fitz Roy. Arrivo nel pomeriggio a El Chaltén, piccolo villaggio ai piedi di queste due cime colossali. Oggi El Chaltén è conosciuto come la capitale nazionale del trekking, grazie alla grande quantità di sentieri che offre agli amanti di questa disciplina.Pasti liberi e pernottamento in hotel.  
    Dopo la colazione, a seconda anche delle condizioni del tempo, faremo una delle due escursioni proposte.  Mirador del Fitz Roy e Cerro Torre (1,45 minuti a tratta – pendenza 200 m.s.l.m. di dislivello – difficoltà media)Con una camminata lungo una salita non impegnativa, potremo raggiungere il Mirador del Fitz Roy e Cerro Torre. La posizione strategica del mirador offre una bella veduta d’insieme sulla Valle del Rio de las Vuelta e del Rio Fitz Roy; inoltre, da qui si possono apprezzare gli impressionanti picchi di granito del Cerro Torre e del Cerro Fitz Roy, la cui cima è spesso avvolta dalle nubi. Tra le ardue vette della terra questa montagna non è tra le più alte, ma certamente fra le più temibili. Battuta da piogge e venti della pampa, irta di guglie ribelli e di torrioni ghiacciati, ha sempre scaturito negli uomini un riverente senso di terrore. L’inizio del sentiero è dal paese di El Chalten,  Glaciar Los Huemules (1.30 minuti a tratta - 200 metri di dislivello (dai 500 ai 700 m s.l.m. – difficoltà media)Il sentiero si snoda attraverso scenari sempre diversi e sorprendentemente suggestivi. Si comincia con un tratto pianeggiante che conduce a tre incantevoli cascate immerse nella foresta, tra profumi di muschio e suoni d’acqua cristallina. Poi il percorso sale, in alcuni punti più ripidamente, tra eleganti boschi di ñires e lengas, regalando scorci sempre più ampi e luminosi. All’improvviso il paesaggio si apre… e davanti agli occhi appare la spettacolare laguna glaciale color smeraldo, incastonata ai piedi del maestoso ghiacciaio Huemul. Un luogo che lascia senza fiato e ripaga ogni passo del cammino. Per questa camminata è necessario raggiungere il punto di inizio del sentiero in auto per un percorso di circa 37 km su strada in gran parte sterrata e nelle giornate limpide è possibile ammirare il Cerro Torre e in particolare il Cerro Fitz Roy da diverse angolazioni.  Per chi preferisce un’opzione più rilassante, l’ultima alternativa è una piacevole passeggiata nei dintorni del Lago del Desierto, a breve distanza dall’inizio del sentiero per il Glaciar Los Huemules e a pochi passi dal confine con il Cile.Qui il ritmo si fa lento e contemplativo: il lago, dalle acque intense e profonde, è abbracciato da splendidi boschi di ñires e lengas che si riflettono sulla superficie, incorniciando cime maestose e vallate silenziose.  Nel pomeriggio, costeggiando i laghi Viedma e Argentino, proseguiamo in direzione sud. I laghi si aprono tra alte montagne, piccole vallate e baie piene di fascino. Ai piedi della "mesa" di Miguens si trova El Calafate, che si affaccia sulle acque turchesi del Lago Argentino.La cittadina è uno dei luoghi più visitati d’Argentina in quanto è la principale porta d’entrata al Parco Nazionale Los Glaciares, che offre alcune delle meraviglie naturali più straordinarie del continente.Arrivo in serata, sistemazione in hotel e pernottamento.Pasti liberi e pernottamento in hotel.  Nota: le escursioni previste per questa giornata potrebbero essere sostituite da camminate o trekking autonomi. In ogni caso, l'accompagnatore parteciperà a una delle due escursioni indicate, scegliendo quella con il maggior numero di iscritti. 
    Prima colazione. La prima parte della giornata è a disposizione per effettuare, se le condizioni meteorologiche lo permettono, un’escursione facoltativa in barca sul Lago Argentino (il pagamento è da effettuarsi in loco), lungo il Brazo Norte, per la visita al vasto fronte dei ghiacciai Upsala e Spegazzini, il più alto ghiacciaio all’interno del Parco Nazionale. L’escursione è resa suggestiva dagli iceberg in mezzo a cui si naviga (normalmente ci s’imbarca alle 08.30 e si sbarca alle 16.00). Il Lago Argentino è il terzo lago sudamericano per dimensioni dopo il Titicaca e il Buenos Aires, con una superficie complessiva di circa 1.560 chilometri quadrati. La navigazione nel Brazo Norte è particolarmente avventurosa e affascinante perché s'incontrano imponenti iceberg galleggianti alla deriva di un azzurro incredibile, oltre a panorami inusuali e di rara bellezza.Nel pomeriggio ci attende l’appuntamento forse più atteso di tutto il viaggio, la visita al gigante di ghiaccio, il Ghiacciaio Perito Moreno.Lasciato il pulmino nel parcheggio all’ingresso del Parque Nacional Los Glaciares, ci si incammina sulle passerelle, disposte su tre livelli, da cui si può godere degli splendidi panorami del Ghiacciaio Perito Moreno. Per le sue caratteristiche estetiche e naturali uniche al mondo, fu incorporato nel 1981 nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dall'UNESCO. Dal “hielo continental”, l'immensa massa di ghiaccio della calotta della cordigliera delle Ande, si distaccano 47 formazioni glaciali fra le quali figurano i ghiacciai Viedma, Upsala, Onelli e il celeberrimo Perito Moreno, che costituisce il motivo principale della nostra visita. La sua particolarità è di essere un ghiacciaio in movimento e uno dei pochi esistenti sulla terra che avanza e non retrocede come avviene per la maggior parte di essi. Situato fra il Brazo Rico e il Canal de los Tempanos, ha un fronte di 5 chilometri e un'altezza di 60 metri sopra il livello dell'acqua del braccio meridionale del Lago Argentino. Dal centro servizi all’interno del parco dove si trovano il bar, self-service e i bagni, iniziano le passerelle, la cui mappa è visibile all’ingresso, che consentono una bella camminata davanti al ghiacciaio. Ampie terrazze con panchine sono ottimi punti per osservare gli enormi blocchi di ghiaccio e le altissime pareti di mille tonalità di azzurro. In un’ora circa di cammino si completano tutte le passerelle dei sentieri giallo e rosso, che permettono di vedere il fronte da diverse angolature. La vista è impressionante e il rumore provocato dallo stridere delle masse di ghiaccio e, a volte, da improvvise rotture, regala la sensazione di essere di fronte a un gigante vivo e sarà uno dei ricordi più emozionanti che porteremo con noi.  Pasti liberi e pernottamento in hotel.
    Dopo la prima colazione raggiungiamo l’aeroporto di El Calafate in coincidenza con il volo di rientro a Buenos Aires previsto nel pomeriggio. Salutiamo il nostro accompagnatore e ci imbarchiamo. Arrivo e resto del pomeriggio libero per poter trascorrere le ultime ore in città. Le camere sono disponibili dalle ore 15.00. Pasti liberi e pernottamento in hotel.  
    Prima colazione. A seconda dell’orario del volo, trasferimento all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo in partenza per l’Italia.Pasti liberi.  
    Arrivo in Italia.     Caminito, Buenos Aires    2. Cueva de las Manos Pintadas  

    Perché con noi

    • Itinerario esclusivo sul mercato italiano
    • Il nostro Esperto locale, di origine italiana, ci conduce nei luoghi più belli e nascosti della Patagonia, inaccessibili al turismo di massa
    • Minibus privato dalla Penisola Valdes a El Calafate
    • Sosta spettacolare al Lago Posadas lungo la Ruta 40
    • Si visita il Parco andino di Los Alerces caratterizzato da alberi secolari
    • Si visita il sito UNESCO della Cueva de los Manos incastonato nell'affascinate canyon del Rio Pinturas 
     

    I nostri esperti

    UMBERTO SALVAGNINI

    Dal 24  ottobre  2026 al 8  novembre  2026

    Dal 22  novembre  2026 al 7  dicembre  2026

    Approfondimenti di viaggio

    CARATTERISTICHE GENERALIViaggio intenso che permette di visitare un’ampia porzione della Patagonia tra Argentina e Cile, adatto ai viaggiatori curiosi che non temono lunghi percorsi in pulmino e amano osservare ampi spazi di territorio. Questo itinerario si svolge tutto via terra in Patagonia con un pulmino privato per avvicinarsi a luoghi al di fuori delle rotte turistiche, altrimenti irraggiungibili. I due voli interni che si utilizzano sono funzionali allo svolgimento dell’itinerario. A [...]