PUNA ARGENTINA CANYON E MONTAGNE COLORATE

ARGENTINA

  • PUNA ARGENTINA CANYON E MONTAGNE COLORATE

    ARGENTINA

    Viaggi con Esperto
    Durata 13 giorni
    Partecipanti minimo 8 massimo 12  partecipanti
    Partenze
      2024
    • Dal 10  agosto  al 22  agosto  
      In conferma
    • Dal 27  dicembre  al 8  gennaio  
      Garantita

    A PARTIRE DA:  

    5.500€

    Argentina

    PUNA ARGENTINA CANYON E MONTAGNE COLORATE

    Un viaggio che tocca alcuni dei paesaggi più spettacolari, selvaggi e sconosciuti delle regioni andine dell’Argentina del nord. Da Salta, la bella città coloniale ai piedi delle Ande, ci si inoltra tra le montagne. In questa regione si trovano alcuni degli ambienti naturali più scenografici di tutta la catena andina: la Quebrada de Humahuaca (Patrimonio UNESCO), una vallata di rocce multicolori, il “Cerro de los siete colores” (sito protetto dall’UNESCO), i grandi “salares”, bacini bianchissimi tra le montagne, antichi resti di laghi, le inaspettate formazioni glaciali nel deserto di alta quota, le lagune abitate da colonie di fenicotteri rosa, la miniera di zolfo a 5.200 metri dai colori psichedelici, le scenografiche formazioni del deserto rosso, i coni vulcanici nerissimi che si innalzano tra vette circondate da colate laviche, il “campo de Piedra Pomez”, inaspettato labirinto di torrioni di pomice bianca che emergono dalla sabbia nera, gli incontri con branchi di vicuñas, i graziosi pueblos andini dove il tempo sembra essersi fermato e ci si saluta con la gente del posto come vecchi amici. Il viaggio si effettua in fuoristrada percorrendo piste sterrate fino a passi di circa 4.500 mt, sotto cieli blu intenso, vulcani dalle cime innevate e spettacolari paesaggi desertici non ancora scoperti dal turismo. I pernottamenti si effettuano in buoni hotel, piacevoli e semplici “hosterias” locali. Nostro esperto in loco che incontreremo a Salta e resterà con noi per tutto il viaggio in Puna. Guida locale parlante italiano per la visita di Buenos Aires. 

    Ascolta ora la puntata di "Frammenti di Viaggio", il podcast di Kel 12, dedicata alla Puna Argentina.

     

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Roma in serata con volo diretto per Buenos Aires. Cena e pernottamento a bordo. NB: è possibile partire anche da altri aeroporti italiani utilizzando un volo di collegamento per Roma con la compagnia aerea ITA Airways, con relativo supplemento. Vi preghiamo di richiedere al nostro Ufficio Prenotazioni tale informazione all’atto della prenotazione, per verificarne la tariffa e la disponibilità.    
    Arrivo al mattino e proseguimento con il volo domestico per Salta (a volte, a seconda anche della compagnia aerea utilizzata, potrebbe rendersi necessario un trasferimento supplementare tra i due aeroporti di Buenos Aires, in questo caso all’arrivo in aeroporto troverete un assistente locale parlante italiano che predisporrà il trasferimento e l’imbarco sul volo per Salta). Accoglienza all’arrivo da parte dello staff locale e trasferimento privato in hotel. La cittadina, chiamata “Salta la linda” (cioè la bella), è situata a 1200 metri di altitudine sul versante orientale delle Ande, nel Nord Ovest argentino, una regione ricca di storia, colori e folklore. Sistemazione in un grazioso boutique hotel, pranzo libero e in funzione dell’orario di arrivo del volo si effettua la visita libera del centro in stile coloniale della città, con la sua piazza centrale e le belle chiese, e dell’interessantissimo Museo MAAM, dove si possono ammirare i corpi perfettamente conservati dal gelo e dall’aria secca di tre bambini Inca, ritrovati nel 1999 da una equipe del National Geographic sulla vetta del vulcano Llullaillaco a 6.790 mt (in mancanza di tempo alcune visite potrebbero saltare) Pasti: colazione a bordo, pranzo libero e cena in hotel.
    Visita della città qualora non fosse stata effettuata il pomeriggio precedente ovvero partenza in fuoristrada verso nord, attraversando dapprima una zona di fitta foresta, chiamata ‘Yungas de transiciòn’ e poi alcuni tipici pueblos, per entrare nella Quebrada de Humahuaca lungo la strada che costituiva l’antico “Camino Real” degli Inca, via di comunicazione tra Buenos Aires e Lima. La vegetazione è qui differente poiché siamo in una zona di transizione tra gli altipiani andini e le foreste, diventa subtropicale di alta quota e con un clima caldo-umido. Poi la strada inizia a salire fino a raggiungere i 2.500 metri di altezza. Si prosegue lungo questa quebrada (una valle molto stretta) per ammirare dei paesaggi veramente spettacolari di montagne colorate dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.   Dalla Quebrada de Humahuaca inizia la nostra salita fino ai 4300 m del belvedere di Hornocal lo “cerro de los 14 colores”, ovvero la montagna dei 14 colori. Ritorno verso sud e quindi si lascia la valle principale per raggiungere Purmamarca, un “pueblo” disteso alle falde dello scenico Cerro dei Sette Colori (luogo protetto dall’UNESCO). Sistemazione in hotel e pernottamento.  Pasti: colazione in hotel, pranzo in un ristorante e cena inclusa. 
    Purmamarca è dominata dalla scenografica montagna i cui differenti colori sono dovuti a una stratificazione naturale con colori come verde, rosso, giallo e viola. Qui ci attende una breve e piacevolissima camminata. Una bella strada conduce a un passo a 4.200 metri tra montagne innevate e brulle; ecco subito sull’altro lato appare il bianco specchio di Salinas Grandes che si tinge di ogni colore con le differenti luci del giorno, creando effetti veramente spettacolari. Si raggiunge il centro di questo deserto di sale con le vetture, circondati da un paesaggio surreale, dove poter ammirare le vasche di acqua blu da cui si raccoglie il prezioso minerale. Ancora poche decine di chilometri d’asfalto lungo la strada che conduce verso il Cile e raggiungiamo l’antica capitale della puna, Susques, dove si trova la più antica chiesa del nord e forse dell’attuale Argentina, costruita nel 1598. Visita alla semplice e fiera comunità di Susques. Si attraversano i campi colorati di oro dalla paja brava (il particolare tipo di erba che caratterizza gli altopiani andini), si costeggia il vulcano Tuzgle di 5500 m con le sue colate laviche e arrivo al Viaducto de la Polvorilla, costruito nel 1930 e alto 220 mt, l’ardito ponte della ferrovia che collega l’Argentina al Cile, attualmente non più utilizzata. Arrivo al borgo minerario di San Antonio de Los Cobres e sistemazione per la notte in una hosteria locale.Pasti: colazione in hotel, pranzo in un ristorante, cena in hosteria.   
    Cielo blu scuro, campi dorati, paesaggi che lasciano senza fiato. Entriamo nel cuore della puna (la regione dell’altopiano andino) più remota, misteriosa e affascinante. Attraversiamo il villaggio di Santa Rosa de los Pastos Grandes, il lago salato multicolore di Pocitos e poi l’incredibile deserto del Labirinto caratterizzato da centinaia di “cupole” rocciose rosse che si attraversano con un percorso tortuoso e scenografico. Si raggiunge quindi il piccolo canyon della Garganta del Diablo. I paesaggi cambiano in continuazione, siamo nel cuore dell’altopiano andino. Entriamo nella zona di Antofalla, ricca di salares, montagne colorate, misteriose formazioni saline e alcuni dei vulcani più alti al mondo. Pernottamento presso una casa famiglia ad Antofalla o l’Hosteria Casa Andina, se non disponibile. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic, cena presso una famiglia o in hosteria. Nel piccolo villaggio di Antofalla, prevediamo il pernottamento in due case private. La prima casa, di recente costruzione, è di proprietà della famiglia Ramos. Dispone di tre camere con bagni privati (non tutti all’interno della propria camera) e un’accogliente sala da pranzo comune dove vengono consumati i pasti. La seconda casa invece dispone di due camere ed un bagno in condivisione. Colazione e cena sono preparati e serviti presso la casa della famiglia Ramos, attentamente selezionata dal nostro corrispondente locale. Per entrambe le case private, l’esperienza sarà autentica, l’accoglienza calda e originale! La disposizione delle stanze verrà decisa dall’organizzazione in anticipo in base al numero effettivo dei partecipanti.  L’hosteria Casa Andina è di proprietà della Municipalità di Tolar Grande. Inaugurata nel 2012 per implementare la offerta di ospitalità in questa remota area della Puna Salteña, dispone di pochissime camere e interamente costruita in adobe e pietra vulcanica, seguendo fedelmente le tecniche tradizionali di costruzione delle comunità locali.  
    Attraversiamo lo scenografico Salar di Arizaro in tutta la sua lunghezza da Nord a Sud e tra effetti di miraggio, proprio nel mezzo della distesa salina, osserviamo un perfetto cono roccioso nero che si innalza: è il “Cono di Arita”, una montagna sacra che non può essere scalata.  Un altro passo montano tra i fantasmagorici paesaggi colorati di queste alture e si raggiunge il grande Salar di Antofalla. Lo seguiamo bordeggiando tra montagne colorate, formazioni di roccia e cristalli fino a raggiungere la piccolissima oasi di Antofallita, dove vive un solo nucleo familiare, con una vista incredibile sul salar.  Siamo proprio in mezzo alle Ande, si prosegue fino all’omonimo villaggio di Antofalla, un piccolo pueblo di case erette con mattoni di adobe (antica tecnica tradizionale con cui si impasta il fango o l’argilla, spesso con erba secca, fino a ottenere una mistura che una volta essiccata sarà in grado di resistere a intemperie ed escursioni termiche), abitato da circa 40-50 abitanti.  …un luogo veramente unico. Si attraversa il bacino e ci si addentra tra montagne, vallate e coni vulcanici con un percorso selvaggio, magnifico e sempre diverso a ogni curva. Passando dalla Quebrada di Calalaste, uno dei posti migliori dove avvistare dei camelidi allo stato selvatico, si raggiunge quindi la pianura di Antofagasta. La zona è tra le più ricche in assoluto di branchi di vigogne e di lama. Arrivo ad Antofagasta de la Sierra, la più grande oasi lungo la via carovaniera per San Pedro de Atacama, Si prosegue poi sull’altopiano fino a El Penon, base per le escursioni del giorno seguente. Pernottamento nell’ottima hosteria locale. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria. 
    Giornata dedicata all’escursione in un luogo assolutamente inaspettato, il Campo de Piedra Pomez, una vera e propria meraviglia naturale: un’immensa area di pietra pomice di oltre 80 chilometri quadrati, solidificata in curiose formazioni rocciose alte sino a 10 metri, circondate da sabbia grigia e nera di origine vulcanica, erose dai venti in forme di funghi, torrioni e panettoni. Le valli nascoste tra le montagne circostanti sono occupate da enormi dune di sabbia bianca che creano un ambiente lunare e in forte contrasto con le colate laviche e i coni vulcanici. Seguendo tracce appena evidenti raggiungiamo le formazioni di pietra pomice e avremo tempo per perderci in camminate e scoprire questo ambiente magico e fantasmagorico. L’architettura bizzarra, il cielo cobalto, i contrasti di colori e la solitudine del luogo, rendono indimenticabile questa visita. Si prosegue in un bellissimo paesaggio desertico in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne. Se c’è ancora tempo disponibile, valutato da guida e capo autista, si prosegue lungo la pista fino alle pendici del vulcano Carachi Pampa. Nel pomeriggio si ritorna a El Penon, cena e pernottamento in hosteria. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria. 
    Prima colazione e intera giornata dedicata a escursioni nei dintorni dell’oasi di El Penon. In un bellissimo paesaggio desertico, in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne, la pista risale un’ampia vallata che porta alla bella Laguna Grande, uno specchio d’acqua che - a seconda della sua abbondanza e del tasso di concentrazione dei sali - riflette le maestose vette circostanti e ospita colonie di migliaia di fenicotteri rosa delle tre specie andine. Si prosegue in una delle zone meno antropizzate della Puna, affascinanti e desolati paesaggi, dove svettano torrioni di lava solidificata. Salendo continuamente, a circa 4.800 mt, si arriva al bordo del cratere del vulcano Galan. La caldera, antichissima e molto grande (circa 40 km di diametro) è stata scoperta qualche decina di anni fa solo grazie alle foto satellitari, proprio perché essendo così ampia, da poco la percezione di essere su un vulcano. Solo una ventina di anni fa alcuni prospettori minerari hanno trovato il passaggio per raggiungere il vulcano con gli automezzi. Ancora oggi questo luogo è raggiunto da poche decine di persone ogni anno. Le tracce scendono all’interno e attraversando la pianura che occupa la parte centrale del cratere si raggiunge la Laguna Diamante, situata a circa 4.600 mt, che deve la sua colorazione color smeraldo o turchese, a seconda della luce, alla presenza di arsenico nelle sue acque. Non lontano un campo geotermico con fuoriuscita di acqua bollente. Nel pomeriggio si rientra a El Penon ripercorrendo la strada tra valli, lagune e vulcani, con una prospettiva diversa e una vista sempre incantevole. Pernottamento. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria.
    Dopo un ultimo passo a oltre 4.000 mt si lascia l’ambiente della Puna e inizia la discesa dall’altopiano, percorrendo la valle Calchaqui. Superando i campi amarillos di Paja Brava improvvisamente appare, nella stretta valle tra alte montagne rocciose, una immensa duna di sabbia bianca. E’ un paesaggio davvero spettacolare, entrando ora nella valle di Hualfin abitata dalla amena comunità raccolta nel piccolo pueblo. Seguendo poi la mitica Ruta 40 (la strada che costeggia le Ande dal confine con la Bolivia fino alla Terra del Fuoco, per oltre 4.000 km) ci dirigiamo verso nord. Il paesaggio cambia, man mano che si procede e si scende di quota l’ambiente desertico cede spazio ai primi ambienti verdeggianti. Sosta nelle campagne del distretto di Santa Maria. Continuando si visitano le rovine preincaiche di Quilmes, le meglio conservate di tutta l’Argentina e con una storia drammatica alle spalle.  Fino a qui si spingeva il tratto di cammino Inca più meridionale dell’Impero. Entrati nella Provincia di Salta raggiungiamo i verdi vigneti di Cafayate, terra di vino e folklore a quasi 1.700 mt. Cafayate è una piacevolissima cittadina, d’impronta oramai turistica, che si sviluppa intorno alla piazza principale, con negozi aperti fino a sera inoltrata, caffè con tavolini all’aperto e numerosi ristoranti dove si possono assaggiare le rinomate specialità locali. Sistemazione in un resort nei pressi della cittadina. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic o ristorante, cena inclusa. 
    Giornata conclusiva dello strabiliante percorso nella regione del Nord-Ovest dell’Argentina e ultime emozioni del viaggio. Lungo il tragitto dedicheremo del tempo all’esplorazione di una meraviglia naturale di questa regione. Si entra nella Quebrada de las Conchas, un vero e proprio canyon di oltre 50 km ritagliato dall’erosione delle acque, in una zona ricchissima di giacimenti rocciosi di argilla, ferro, calce e ceneri. Giacimenti sedimentari rossi risalenti in certi casi a 450 milioni di anni fa, riportati alla luce dalla spinta tettonica che ha prodotto la catena andina, sono stati erosi e modellati dagli agenti atmosferici nel corso delle ere geologiche dando luogo a delle formazioni spettacolari, uniche e così dissimili tra loro, che a ogni curva verrebbe continuamente voglia di fermarsi per fotografarle. Arrivo a Salta nel primissimo pomeriggio e tempo a disposizione per un’ultima piacevole passeggiata nel centro cittadino o per degli acquisti. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in resort, pranzo libero e cena inclusa. 
    Prima colazione e trasferimento privato in aeroporto e partenza per Buenos Aires. Arrivo e dopo l’incontro con la guida locale parlante italiano, partenza per un tour di mezza giornata per Buenos Aires. Al termine del tour panoramico, rientro in hotel e pernottamento. Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi. Buenos Aires fu fondata per la prima volta nel 1536, quando vi giunse l’esploratore spagnolo Pedro de Mendoza con i suoi battelli e stabilì un accampamento lungo il Rio de la Plata. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò una seconda e definitiva volta, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Dalla sua fondazione fino al 1700 Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Progressivamente acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata. Nel 1800 gli inglesi tentarono di impadronirsi ripetutamente della città, ma senza successo. Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà del XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera. Oggi attorno alla città gravita quasi la metà della popolazione argentina. L'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti circa 14 milioni di abitanti ed è la seconda più grande metropoli dell’emisfero sud dopo San Paolo in Brasile. Il centro della città è Plaza de Mayo, nucleo dell’insediamento originale, risalente al 1580, dove si trovano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale), la Cattedrale Metropolitana e il Museo del Cabildo. L’Avenida Florida, collega Plaza de Mayo con Plaza Jose de San Martin ed è una delle passeggiate più popolari essendo completamente pedonabile, piena di negozi e di ristoranti. Plaza Jose de San Martin è il cuore verde di Buenos Aires. Vi si trovano, oltre a bei palazzi, il monumento al generale San Martin, che realizzò l'indipendenza argentina e successivamente combatté per quelle del Perù e del Cile.  Nell’adiacente piazza si innalza la Torre Monumentale o degli Inglesi, chiamata così perché donata dai britannici nel 1909 in occasione del centenario della Rivoluzione di Maggio. L’obelisco, uno dei monumenti principali della capitale, sorge nella Plaza de la República, all'intersezione fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. Qui si riuniscono tutte le linee della metropolitana cittadina. Poco distante, sull’Avenida 9 de Julio (l’arteria più larga di Buenos Aires, con il traffico che ne consegue), si può osservare l’elegante e monumentale facciata del Teatro Colòn, che occupa un intero isolato.San Telmo è il quartiere più antico di Buenos Aires, facilmente raggiungibile a piedi da Plaza de Mayo percorrendo l’Avenida Defensa. E’ caratterizzato da vie strette, strade acciottolate, bassi edifici in stile coloniale e innumerevoli negozi di antiquariato che gli conferiscono un fascino un po’ retrò. Alla fine del XIX secolo, a causa dell’epidemia di febbre gialla che colpì la città, i membri più abbienti della società si trasferirono nel vicino quartiere della Recoleta (ancora oggi importante quartiere residenziale di classe), e a San Telmo le antiche ville (conventillos) furono convertite in case popolari per i più disagiati. Oggi il quartiere attira sempre più artisti, bohemien, giovani studenti, rendendolo un luogo caratteristico soprattutto la domenica, quando c’è la feria (mercato) e si possono acquistare oggetti di ogni tipo e assistere a improvvisati spettacoli di tango in strada.Proseguendo lungo la Avenida Defensa si lascia alle spalle San Telmo e si entra nel vivace e popolare quartiere della Boca, così chiamato perché è nato intorno al porto ormai non più attivo, che si trova all'imboccatura (boca) della confluenza del Riachuelo con il Rio de la Plata. Il cuore della Boca è il Caminito, con le sue caratteristiche case colorate. La zona si sviluppò soprattutto grazie agli immigranti genovesi che gli conferirono l'aspetto attuale. Le case venivano intatti dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti.Ristoranti con tavoli all’aperto, spettacoli di tango in strada e negozietti vari completano il vivace quadretto. La Boca è anche la sede di una delle squadre di calcio più famose al mondo, il Boca Juniors, e dello celebre stadio La Bombonera.  
    Prima colazione in hotel. Giornata a disposizione e pranzo libero. A seconda dell’orario del volo, trasferimento in aeroporto e partenza con il volo per il rientro in Italia. Pernottamento a bordo. 
    Arrivo in Italia.    Quebrada de las Cochas      2. Il Deserto del Labirinto        3. La Puna

    Perché con noi

    • Tour Leader  esperto in loco per tutto il viaggio in Puna 
    • Si viaggia in 4x4 con 3 passeggeri a bordo oltre l’autista su Toyota Hilux. Posto finestrino garantito
    • Il viaggio è plastic free: i partecipanti riempiono la propria borraccia da un contenitore d’acqua ricaricabile sempre a disposizione sui mezzi
    • Abbiamo inserito un giorno con visita a Buenos Aires con guida locale parlante italiano

    I nostri esperti

    LUIS ALBERTO GIRAMONTI

    Dal 10  agosto  2024 al 22  agosto  2024

    DA ASSEGNARE

    Dal 27  dicembre  2024 al 8  gennaio  2025

    Approfondimenti di viaggio

     Viaggio di grande interesse paesaggistico e naturalistico, particolarmente adatto agli amanti del deserto e a chi privilegia i grandi scenari naturali autentici e l’immersione in ambienti incontaminati dove la presenza dell’uomo è molto limitata. Il nostro itinerario si concentra infatti nella zona della Puna argentina, un deserto d’altitudine. La Puna, dal punto di vista geologico, è una cordigliera vulcanica, caratterizzata da depressioni, che corre fra i 3000 e i 5000 metri di [...]