PUNA EXPEDITION

ARGENTINA

  • PUNA EXPEDITION

    ARGENTINA

    Dune - Viaggi Spedizione
    Durata 16 giorni
    Partecipanti minimo 8 massimo 11  partecipanti
    Partenze
      2024
    • Dal 19  aprile  al 4  maggio  
      In conferma
    • Dal 19  ottobre  al 3  novembre  
      In conferma

    A PARTIRE DA:  

    7.340€

    Argentina

    PUNA EXPEDITION

    Un viaggio emozionante e per un certo verso nuovo perché raggiungiamo per la prima volta Fiambalà, base per l’esplorazione del Balcón de Pissis, dove le alte vette andine contornano un sistema di lagune multicolori e il vulcano El Peinado. Siamo in Puna argentina, nel Nord-Ovest del Paese. Un viaggio da noi sperimentato oramai da diversi anni che questa volta si spinge oltre le tappe che di solito prevediamo, in quei luoghi ancora più isolati dove è necessario dormire in tenda per due notti intervallando con una notte in casa famiglia nel piccolo villaggio di Antofalla, per rendere l’esperienza meno dura. Lideale per veri amanti del deserto che qui troveranno spazi sconfinati in un’ambiente d’altura inaspettato con l’incredibile privilegio dell’assoluta solitudine: intere giornate senza incrociare nessuno con la sensazione di essere in un posto unico e di partecipare ad un’avventura esclusiva.

    La Puna argentina ha l’aspetto di un altopiano, ma dal punto di vista geologico è una cordigliera vulcanica, caratterizzata da depressioni, che corre fra i 3000 e i 5000 metri di altitudine. Un paesaggio lunare dalla bellezza mutevole, con dune bianche, lagune smeraldo, distese nere di basalto, laghi salati, pennacchi di argilla, vulcani stilizzati come piramidi.

    Si parte da Salta,”la linda”, così è chiamata e dove, chiudendo gli occhi si può tornare al suo passato coloniale, con la Cattedrale che riunisce in sé elementi neoclassici, opera di architetti italiani ed elementi di barocco spagnolo; il cinquecentesco Convento de San Bernardo; El Cabildo coloniale con il suo lungo porticato e oggi sede di due musei e che si affaccia sulla bella Plaza 9 de Julio. Siamo pronti per affrontare un epico attraversamento del cuore desertico delle Ande. Cafayate zona dei vigneti d’altura, Quilmes con le sue rovine archeologiche più celebri del Paese fino a Fiambala, punto di partenza per l’esplorazione dell’area con il Balcón de Pissis e il magnifico canyon della Quebrada de las Papas. Attraverseremo il deserto di pietra pomice, dune bianche, vulcani colorati, questi sono alcuni dei magici luoghi che esploreremo. A questo punto ci addentreremo nella Puna più remota, che nasconde però i più bei deserti delle Ande. La nostra base per esplorare parte di questi deserti sarà l’oasi di El Penon, una piacevole locanda d’altura. Non possiamo perdere la visita alla Laguna Grande, un sistema di lagune a 4.200 m., sotto il cratere del vulcano Galan e dove, da settembre ad aprile arrivano a nidificare oltre 15.000 fenicotteri delle tre specie andine. Infine raggiungeremo la base di El Peinado, uno dei vulcani più belli della Puna con la sua laguna turchese: la base per una delle due notti in tenda e da qui verso le oasi di Antofalla e Antofallita, dove è prevista la seconda notte di campo che ci regalerà immagini sorprendenti che resteranno scolpite nei nostri cuori. Il viaggio continua fino a raggiungere il perfetto Cono di Arita e il Deserto del Labirinto, fermandoci per osservare e fotografare le decine e centinaia di piccoli picchi e colline.

    Le sorprese non finiscono qui perché, giunti a Purmamarca, saremo letteralmente rapiti dal Cerro de Los Siete Colores (Patrimonio UNESCO) così detto per la varietà di colori che lo compongono e che mutano durante la giornata e che sono il prodotto di una complessa storia geologica che include sedimenti marini, lacustri e fluviali. Lo stesso villaggio di Purmamarca, con le sue case di adobe e un’incantevole chiesa seicentesca incorniciata da secolari alberi di algarrobo, merita una visita. Il ritorno è a Salta per concludere la nostra spedizione, attraversando la Quebrada de Humauaca, un profondo canyon scavato dal corso di un fiume su cui si ergono alte e scoscese pareti che ricordano la tavolozza di un pittore e che per la sua spettacolarità è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Prima di lasciare l’Argentina visitiamo la bella città di Buenos Aires. Ad accompagnare il viaggio, c’è il nostro Esperto dall’Italia e a guidare la spedizione, una guida locale selezionata.

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Roma in serata con volo diretto per Buenos Aires con arrivo previsto la mattina successiva. Cena e pernottamento a bordo volo.  NB: è possibile partire anche da altri aeroporti italiani utilizzando un volo di collegamento da/per Roma con Ita Airways, con relativo supplemento. Il volo da Milano invece non ha supplemento. Vi preghiamo di richiedere in anticipo al nostro Ufficio tale cambio all’atto della prenotazione per poterne verificare tariffa e disponibilità.  
    Arrivo al mattino, disbrigo delle formalità doganali e trasferimento con guida locale dall’aeroporto internazionale Ezeiza di Buenos Aires all’aeroporto locale di Aeroparque Jorge Newbery (distante 45 km – a seconda del traffico, il trasferimento può durare anche più di un’ora) in tempo utile per il proseguimento con il volo domestico per Salta.Accoglienza all’arrivo da parte dello staff locale e trasferimento privato in hotel in città. La cittadina, chiamata “Salta la linda” (cioè la bella), è situata a 1200 metri di altitudine sul versante orientale delle Ande, nel Nord Ovest argentino, una regione ricca di storia, colori e folklore. Sistemazione in un grazioso boutique hotel dove è prevista la cena.  Pasti: colazione a bordo, pranzo libero e cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione, visita a piedi del centro coloniale di Salta: Plaza 9 de Julio, L’Iglesia de San Francisco ed il Museo MAAM uno dei più importanti musei di archeologia al mondo dove potremo ammirare quanto ritrovato da una spedizione del National Geographic nel 1999 nel sito archeologico più alto del Pianeta, la cima del Vulcano Llullaillaco. Lassù a 6.790 mts, gli Inca svolsero una delle cerimonie sacre più importanti della loro storia e nell’ultima sala del Museo avrete la possibilità di osservare uno dei 3 bambini ritrovati in perfetto stato. Sarà un incontro unico, con creature che quasi sembrano dormire da più di 5 secoli. Il museo sarà inoltre un assaggio dei luoghi che esploreremo nei prossimi giorni.Al termine della visita, partenza verso sud per entrare nella Quebrada de las Conchas, un canyon di oltre 90 km ritagliato dall’erosione delle acque e dai numerosi terremoti, in una zona ricchissima di giacimenti rocciosi di argilla, ferro, calce, ceneri e fossili marini. Giacimenti sedimentari rossi risalenti in certi casi a 450 milioni di anni fa, riportati alla luce dalla spinta tettonica che ha prodotto la catena andina, sono stati erosi e modellati dagli agenti atmosferici nel corso delle ere geologiche dando luogo a delle formazioni spettacolari, uniche e così dissimili tra loro, che a ogni curva verrebbe continuamente voglia di fermarsi per fotografarle. Rimanendo nella Provincia di Salta raggiungiamo i verdi vigneti di Cafayate, terra di vino e folklore a quasi 1.700 mt. Cafayate è una piacevolissima cittadina che si sviluppa intorno alla piazza principale, con negozi aperti fino a sera inoltrata, caffè con tavolini all’aperto e numerosi ristoranti dove si possono assaggiare le rinomate specialità locali. Sistemazione in un resort nei pressi della cittadina. Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena inclusa. 
    Al mattino colazione e partenza per il Nord Ovest della Provincia di Catamarca a pochi chilometri dal Cile. Visita alle Rovine pre-incaiche di Quilmes, datate probabilmente intorno all’anno 1000 d.C. e le meglio conservate di tutta l’Argentina. Questo insediamento, costruito lungo i fianchi di una montagna, fu l’ultima roccaforte dell’agguerrita tribù locale dei quilme che diedero filo da torcere ai conquistadores, prima di arrendersi nel 1665 dopo una drammatica e stoica resistenza durata decenni e terminata con la deportazione a opera degli spagnoli. Passando dai piccoli centri di Santa Maria, Belén e Londres, quest’ultimo fondato dagli spagnoli nel 1558 con il nome di Londres de la Nueva Inglaterra, in omaggio alla Regina Maria Tudor. Viaggiamo lungo il primo “Camino Real”, usato dei Conquistadores spagnoli nelle prime spedizioni nell’attuale territorio argentino, che seguivano i cammini incaici dall’Alto Peru verso sud. Queste quindi furono le prime regioni ad essere conquistate e qui si trovavano le prime cittadine coloniali usate per il trasporto di merci e minerali.  A pochi km da Londres visitiamo il sito archeologico Incaico di El Shinkal, adagiato sulle colline che dominano strategicamente il passaggio nella valle sottostante. Un luogo molto suggestivo che era un punto nevralgico lungo uno dei principali cammini incaici (Qhapac ñan) che, scendendo da Cuzco fino a poche centinaia di km ancora più a Sud di Shinkal. Gli Inca lo percorrevano alla ricerca di giacimenti di metalli preziosi nella parte più meridionale dell’Impero. Nel pomeriggio viaggiamo sulla Ruta del Adobe, il cammino usato dagli spagnoli per unire i primi territori conquistati ad Est delle Ande con la regione ad Ovest, l’attuale Cile. A testimonianza della ricchezza di questi villaggi oggi polverosi e quasi dimenticati, visitiamo le chiese di Adobe rimaste perfettamente conservate. Nel tardo pomeriggio arrivo nel villaggio di Fiambalà, ai piedi dei Vulcani e delle dune di sabbia bianca più alte del Pianeta. Cena e pernottamento in Hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena inclusa. 
    Prima colazione. Dal Villaggio di Fiambalà, seguiamo per una cinquantina di km la strada che porta verso il Passo di San Francisco al confine con il Cile. E’ questa la Regione de Los Seimiles, dove si trovano i picchi, in questo caso tutti vulcani, più alti della terra ad esclusione dell’Himalaya. Noi abbiamo scelto di spingerci lungo una strada secondaria in 4x4 fino ad un balcone naturale con una vista spettacolare sui vulcani e su un sistema di lagune multicolori. E’ lo stesso percorso usato dalle spedizioni andinistiche per arrivare al campo base del Vulcano Pissis (6.900 slm). E’ il nostro primo contatto con il cuore delle Ande e la nostra prima escursione in altura, tra montagne colorate, piccole lagune e branchi di vigogne. Rientro nel pomeriggio a Fiambalà dove le auto 4x4 saranno preparate per il giorno successivo, per l’epico attraversamento delle Ande che ci porterà finalmente sull’altopiano andino della Puna. Cena e pernottamento in Hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena inclusa. 
    Partenza di primo mattino per un giorno di Viaggio che solo pochi veicoli compiono ogni anno. Lasciata la zona delle Dune bianche di Fiambala (sede della tappa più tecnica del Rally Dakar) ci incanaleremo lungo il letto di un fiume quasi secco in questa stagione per arrivare al piccolo villaggio di Las Papas dove ancora vive una piccola comunità che nella stagione umida spesso rimane completamente isolata dal mondo. Una piccola traccia ci porterà poi a salire verso il cielo cobalto superando una valle dopo l’altra per raggiungere a quasi 4.000 metri l’entrata all’altopiano. Inizieremo a comprendere qual è la magia della Puna, ovvero l’incredibile varietà del paesaggio. In pochi metri lasciata a sud la vista a sud della cordillera andina, entreremo in una zona di deserto bianco, tanto da essere chiamata dai locali il piccolo sahara. In 4x4 lo attraverseremo completamente, scollinando tra sabbia bianca e neri vulcani, nella depressione che ospita il famoso Campo de Piedra Pomes: una vera e propria meraviglia naturale, un’immensa area di pietra pomice lunga oltre 50 km, solidificata in curiose formazioni rocciose alte sino a 10 metri, circondate da sabbia grigia e nera di origine vulcanica, erose dai venti in forme di funghi, torrioni e panettoni. Tra le valli delle montagne circostanti si nascondono enormi dune di sabbia bianca, creando un ambiente lunare in forte contrasto con le colate laviche e i coni vulcanici. Seguendo tracce appena evidenti raggiungiamo le formazioni di pietra pomice, che avremo tempo di esplorare a piedi camminando in questo ambiente fatato e fantasmagorico. L’architettura bizzarra, il cielo cobalto e la solitudine del luogo, rendono indimenticabile questa visita, dai colori magici e i contrasti cangianti col mutare del taglio di luce. In serata si raggiunge El Penon e sistemazione nell’ottima hosteria locale. Pernottamento. Pasti: prima colazione in hotel, pranzo a pic nic e cena in hosteria.  
     Giornata dedicata all’esplorazione della Regione del Vulcano Galan e la sua Caldera. Arrivati alla cittadina di Antofagasta de la Sierra, prenderemo una traccia secondaria che ci porterà in un’enorme area coperta di rocce di ignimbrite, i depositi delle varie esplosioni del Vulcano Galan che ricoprono centinaia di km quadrati. Queste rocce sono state scavate da fonti d’acqua vulcaniche in più piccoli canyon, uno di questi è Real Grande. A piedi visiteremo questa stretta e lunga valle dove vengono ad abbeverarsi branchi di vigogne, uccelli e i predatori locali i puma. Siamo ad oltre 4.300 metri e lungo una pista aperta da pochi anni, raggiungeremo il bordo della Caldera del Vulcano Galán a 4.800 metri con ampie vedute di questo mondo a parte. La caldera ha un diametro di 42 km ed al suo interno troviamo fonti di acqua solforica in ebollizione, lagune di arsenico, e altri specchi d’acqua  dove sono stati trovati campo di stromatoliti viventi. Usciremo dalla  Caldera a sud raggiungendo poi lo specchio d’acqua di Laguna Grande, residenza privilegiata di una delle maggiori colonie di fenicotteri del sud America, con una popolazione che varia di anno in anno ma normalmente conta con 15.000 esemplari. Avremo tempo di osservano in silenzio la vita di questi misteriosi animali, ascoltando il concerto dei loro versi. Nel tardo pomeriggio scenderemo verso El Peñon lungo una valle ricca di un prato giallo che con i raggi del tramonto prende una colorazione oro intenso. Cena e pernottamento in hosteria. Nota: a causa delle condizioni metereologiche non così prevedibili di questa zona, la visita alla Quebrada Real Grande, può essere sostituita con Laguna Diamante, situata a circa 4.600 metri, che deve la sua colorazione color smeraldo o turchese, a seconda della luce, alla presenza di arsenico nelle sue acque. Non lontano dalla laguna si trova un campo geotermico con fuoriuscita di acqua bollente.  
    Oggi effettueremo un nuovo salto verso una delle zone in assoluto più belle e remote dell’altopiano argentino. Torneremo a sfiorare il Campo di Piedra Pomes ed il Vulcan Blanco, il responsabile si pensa della esplosione pliniana che ha causato la formazione del Campo stesso, raggiungendo poi Laguna Purulla. In questa giornata dove ci muoveremo spesso in pura navigazione senza seguire quindi tracce precise, solcheremo valli dai colori difficilmente descrivibili, dove si avventurano solo pochi veicoli ogni anno. Dovremo attraversare ostacolo li tecnici come delle punte di lava con i nostri mezzi 4x4 per infine giungere sotto il cono perfetto del Vulcano Peinado al luogo del nostro primo Campo. Siamo a 3.900 metri in uno scenario unico al mondo: la sagoma cilindrica del Peinado, la laguna azzurra e blu di fronte, poi solo silenzio e deserto. Per i più temerari a pochi metri dal campo ci sono delle pizze d’acqua termale calda dove farsi un bagno rilassante. Cena organizzata e servita dalle nostre guide sotto un mare di stelle. Pasti: prima colazione all’hosteria, pranzo a pic nic e cena al campo.  Il campo mobile sarà allestito con gli equipaggiamenti a bordo delle vetture. Verranno fornite tende a igloo da due persone (non è possibile avere la tenda ad uso singola) e materassini in gommapiuma. Il montaggio delle tende, molto facile e veloce, sarà a cura dei partecipanti e lo staff sarà disponibile in caso di evenienze. Necessario portare il sacco a pelo, di buona qualità e adatto alle basse temperature (di notte scendono anche sotto lo zero) e un cuscino. Per le cene si utilizzeranno tavoli e sedie da campeggio e i pasti saranno curati dallo staff. Acqua, in quantità moderata, e catini saranno a disposizione per lavarsi.  
    Mentre le guide preparano la colazione, i primi raggi del sole iniziano a colorare il paesaggio circostante. Il mattino è il momento ideale per effettuare una passeggiata lungo la laguna del Peinado es effettuare le migliori fotografie della zona. Preparate le vetture, si dovrà superare il punto più tecnico della giornata, una ventina di metri di guado di una parte della laguna, per poi dirigersi verso il Salar di Antofalla il più lungo al mondo e sede della nostra esplorazione. Visiteremo Botejuela un minuscolo villaggio dove sino a qualche decennio fa era attivo un geyser con viste mozzafiato sullo stesso Salar. Sul cammino per l’oasi di Antofalla visiteremo gli Ojos del Campo, piccole pozze grandi quanto uno stagno ciascuna di colore diverso dall’altro, con tonalità che vanno dal blu al rosso al verde. In questo territorio arido e sterile, sopraffatto da vulcani, saline e deserti, carente di acqua e con la vegetazione che non supera la dimensione massima di un cespuglio, le uniche macchie di verde sono le piccole aree “umide” chiamate vega. Generalmente grandi pochi ettari, le vega rappresentano l’unico concentrato di vita nel giro di decine di km, laddove la densità di popolazione non supera le due persone per kmq e da ogni vega traggono sussistenza al massimo un paio di famiglie, se non a volte un nucleo solo. È il caso di Antofalla, villaggio di circa 40 anime, dove ci aspetta la Famiglia di Olga e Anibal per ospitarci nelle case che hanno costruito per accomodare intrepidi viaggiatori. Cena preparata dalla comunità locale e notte nella loro struttura, basica ma molto piacevole.  Nel piccolo villaggio di Antofalla, prevediamo il pernottamento in due case private. La prima casa, di recente costruzione dispone di tre camere con bagni privati (non tutti all’interno della propria camera) e un’accogliente sala da pranzo comune dove vengono consumati i pasti. La seconda casa invece dispone di due camere ed un bagno in condivisione. Colazione e cena sono preparati e serviti presso la medesima, attentamente selezionata dal nostro corrispondente locale. Per entrambe le case private, l’esperienza sarà autentica, l’accoglienza calda e originale!  La disposizione delle stanze verrà decisa dall’organizzazione in anticipo in base al numero effettivo dei partecipanti.  
    Le nuove luci del giorno illuminano Antofalla, ed è piacevole camminare tra le case e i salici piangenti del villaggio. D’estate i locali producono nei campi circostanti, a 3.300 metri, patate fave e qualche frutto. Useremo il mattino per arrampicarci sulla costa di una montagna con viste a 360 gradi sul Salar di Antofalla per poi giungere alla Vega Colorada. Qui le famiglie di Antofalla hanno i pascoli dei loro lama, ma è facile vedere grossi branchi di vigogne unirsi alle pecore e ai lama dei pastori. I pascoli sono segnati dallo scorrere di numerosi ruscelli e tutt’intorno montagne di argilla offrono uno spettacolo unico. Torneremo ad Antofalla per il pranzo per poi partire nel pomeriggio verso la zona nord del Salar, colma di giacimenti di minerali, piccole lagune e colori. Oltre alla bellezza delle montagne circostanti, visiteremo la Laguna Verde per poi arrivare alla nuova base del campo dell’oasi di Antofallita dove oggi vivono solo due persone: un piccolo paradiso, un mini pascolo ricco vegetazione e acqua costante. Dormiremo all’ombra dei salici di fronte alla distesa sterminata del Salar. Pasti: colazione in casa famiglia, pranzo a pic nic e cena al campo. Il campo mobile sarà allestito con gli equipaggiamenti a bordo delle vetture. Verranno fornite tende a igloo da due persone (non è possibile avere la tenda ad uso singola) e materassini in gommapiuma. Il montaggio delle tende, molto facile e veloce, sarà a cura dei partecipanti e lo staff sarà disponibile in caso di evenienze. Necessario portare il sacco a pelo, di buona qualità e adatto alle basse temperature (di notte scendono anche sotto lo zero) e un cuscino. Per le cene si utilizzeranno tavoli e sedie da campeggio e i pasti saranno curati dallo staff. Acqua, in quantità moderata, e catini saranno a disposizione per lavarsi.   
    Mentre le guide si occupano della colazione e poi di smontare il campo, il tempo a disposizione consente di passeggiare nell’atmosfera rilassante dei pascoli. Lasciamo il Salar di Antofalla per un ultimo giorno di grande avventura. Ci aspetta infatti la depressione del Salar di Arizaro e di fronte a esso il cuore della Cordillera Andina con i picchi del Vulcano Llullaillaco e Socompa. Superata una vega dove è possibile osservare famiglie di suris, lo struzzo andino, scivoliamo via verso il bordo del Salar di Arizaro per giungere al  Cono di Arita, che spicca nero e dalla forma perfetta in mezzo al bianco Salar. Arizaro significa “cimitero di avvoltoi”: sembra impossibile ma le carovane di mucche guidate dagli arrieros che partivano dalle valli che abbiamo conosciuto nei primi giorni di viaggio, arrivavano fin quassù per poi dover attraversare questo immenso salar, e proseguire verso le città minerarie in Cile dove venivano acquistati gli animali.  Una parte del bestiame moriva per stenti o freddo, causa il vento blanco (neve) d’inverno e il vento negro (sabbia d’estate). Per questo qui volavano condor e avvoltoi in attesa del prossimo pasto.  Molto più comodamente oggi attraversiamo lo scenografico Salar di Arizaro in tutta la sua lunghezza, tra gli effetti del miraggio, raggiungendo la zona di Tolar Grande, nato come scalo ferroviario per il treno che collegava Salta alle coste dell’Oceano Pacifico. L’area di Tolar è famosa per i suoi enormi giacimenti di argilla che formano uno dei deserti più sorprendenti di questo viaggio, il deserto del Labirinto: lo attraverseremo in tutta la sua lunghezza fermandoci per osservare e fotografare le decine di centinaia di picchi e colline. La cosa più strana è che questo deserto di rocce sedimentarie è l’unica testimonianza di un periodo geologico ben più antico delle Ande, portato alla luce dai movimenti tettonici dovuti all’elevazione della stessa catena montuosa.Visita degli Ojos del Mar, altre pozze multicolori ricche di stromatoliti, insiemi di batteri, alghe e minerali, le forme di vita più antiche del nostro Pianeta in grado di produrre fotosintesi, ovvero i creatori primordiali dell’atmosfera terrestre ovvero della vita sulla Terra. Arrivo a San Antonio de los Cobres in serata.  Pasti: colazione al campo, pranzo pic nic, cena in Hotel.  
    Prima colazione. Da San Antonio prenderemo la Ruta 40 per attraversare una parte più umida della Puna dove si trovano alcuni dei paesini più remoti della regione. Avremo anche modo di visitare il Viaducto la Polvorilla, costruito nel 1930 e alto 220 mt, l’ardito ponte della ferrovia che collega l’Argentina al Cile, attualmente non più utilizzata. Si attraversano i campi colorati di oro dalla paja brava (il particolare tipo di erba che caratterizza gli altopiani andini) e si costeggia il vulcano Tuzgle alto 5.500 mt.  Passando nei paesini di Sey, Pastos Chicos e Susques avremo modo di osservare la semplice vita di questa gente ancora dedita alla pastorizia. Proseguiamo su una bella strada che conduce a un passo a 4.200 metri tra montagne innevate e brulle; sull’altro lato appare il bianco specchio di Salinas Grandes che si tinge di tonalità differenti in base alla luce del giorno, creando effetti spettacolari.  A piedi si raggiunge il centro di questo deserto di sale, circondati da un paesaggio surreale, dove poter ammirare le vasche di acqua blu da cui si raccoglie ancora oggi il sale. L’ultimo passo andino, l’Abra de Lipan considerato uno dei passi più belli delle Ande, è l’uscita dalla Puna. Da qui entreremo nel territorio della Quebrada de Humahuaca. Il Villaggio di Purmamarca, un “pueblo” disteso alle falde dello scenico Cerro dei Sette Colori (luogo protetto dall’UNESCO) ci aspetta per trascorrere la notte. Sistemazione in hotel e pernottamento. Pasti: colazione al campo, pranzo in un ristorante e cena inclusa. 
    Prima colazione e partenza per la visita dei villaggi di Uquìa e Tilcara con i loro tipici mercati artigianali. Successiva partenza per la Quebrada de Humahuaca, un profondo canyon caratterizzato dall’esposizione di strati di rocce sedimentarie di diversi colori, che conferiscono alla zona un’insolita bellezza. La vegetazione è qui differente poiché siamo in una zona di transizione tra gli altipiani andini e le foreste del Parque Nacional Calilegua.  Dalla Quebrada de Humahuaca inizia la nostra salita fino ai 4.300 m del belvedere di Hornocal lo “cerro de los 14 colores”, ovvero la montagna dei 14 colori. In serata rientro a Purmamarca. Partenza per il rientro a Salta e concludere così la nostra spedizione. Cena e pernottamento nella bella Finca Valentina, una casa rurale molto accogliente.  Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante e cena in hotel.  
    Prima colazione e trasferimento privato in aeroporto in tempo utile per il volo per Buenos Aires. Arrivo e trasferimento in hotel. Sistemazione e pernottamento. Secondo l’orario di arrivo e la disponibilità delle camere in hotel incontro con la guida parlante italiano per un tour panoramico di mezza giornata per Buenos Aires. Buenos Aires fu fondata per la prima volta nel 1536, quando vi giunse l’esploratore spagnolo Pedro de Mendoza con i suoi battelli e stabilì un accampamento lungo il Rio de la Plata. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò una seconda e definitiva volta, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Dalla sua fondazione fino al 1700 Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Progressivamente acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata. Nel 1800 gli inglesi tentarono di impadronirsi ripetutamente della città, ma senza successo. Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà del XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera. Oggi attorno alla città gravita quasi la metà della popolazione argentina. L'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti circa 14 milioni di abitanti ed è la seconda più grande metropoli dell’emisfero sud dopo San Paolo in Brasile. Il centro della città è Plaza de Mayo, nucleo dell’insediamento originale, risalente al 1580, dove si trovano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale), la Cattedrale Metropolitana e il Museo del Cabildo. L’Avenida Florida, collega Plaza de Mayo con Plaza Jose de San Martin ed è una delle passeggiate più popolari essendo completamente pedonabile, piena di negozi e di ristoranti. Plaza Jose de San Martin è il cuore verde di Buenos Aires. Vi si trovano, oltre a bei palazzi, il monumento al generale San Martin, che realizzò l'indipendenza argentina e successivamente combatté per quelle del Perù e del Cile.  Nell’adiacente piazza si innalza la Torre Monumentale o degli Inglesi, chiamata così perché donata dai britannici nel 1909 in occasione del centenario della Rivoluzione di Maggio. L’obelisco, uno dei monumenti principali della capitale, sorge nella Plaza de la República, all'intersezione fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. Qui si riuniscono tutte le linee della metropolitana cittadina. Poco distante, sull’Avenida 9 de Julio (l’arteria più larga di Buenos Aires, con il traffico che ne consegue), si può osservare l’elegante e monumentale facciata del Teatro Colòn, che occupa un intero isolato.San Telmo è il quartiere più antico di Buenos Aires, facilmente raggiungibile a piedi da Plaza de Mayo percorrendo l’Avenida Defensa. E’ caratterizzato da vie strette, strade acciottolate, bassi edifici in stile coloniale e innumerevoli negozi di antiquariato che gli conferiscono un fascino un po’ retrò. Alla fine del XIX secolo, a causa dell’epidemia di febbre gialla che colpì la città, i membri più abbienti della società si trasferirono nel vicino quartiere della Recoleta (ancora oggi importante quartiere residenziale di classe), e a San Telmo le antiche ville (conventillos) furono convertite in case popolari per i più disagiati. Oggi il quartiere attira sempre più artisti, bohemien, giovani studenti, rendendolo un luogo caratteristico soprattutto la domenica, quando c’è la feria (mercato) e si possono acquistare oggetti di ogni tipo e assistere a improvvisati spettacoli di tango in strada.Proseguendo lungo la Avenida Defensa si lascia alle spalle San Telmo e si entra nel vivace e popolare quartiere della Boca, così chiamato perché è nato intorno al porto ormai non più attivo, che si trova all'imboccatura (boca) della confluenza del Riachuelo con il Rio de la Plata. Il cuore della Boca è il Caminito, con le sue caratteristiche case colorate. La zona si sviluppò soprattutto grazie agli immigranti genovesi che gli conferirono l'aspetto attuale. Le case venivano intatti dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti.Ristoranti con tavoli all’aperto, spettacoli di tango in strada e negozietti vari completano il vivace quadretto. La Boca è anche la sede di una delle squadre di calcio più famose al mondo, il Boca Juniors, e dello celebre stadio La Bombonera.  Al termine del tour panoramico, rientro in hotel. Pranzo e cena liberi  Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi. 
    Prima colazione in hotel. Trasferimento in aeroporto in tempo utile per il volo per il rientro in Italia. Pasti liberi. Pernottamento a bordo. 
    Arrivo in Italia.                  La Puna      2. Il Deserto del Labirinto        3. Carachi Pampa

    Perché con noi

     

    • Si viaggia in 4x4 con 3 passeggeri a bordo oltre l’autista su Toyota Hilux. Posto finestrino garantito
    • Il viaggio è plastic free: i partecipanti riempiono la propria borraccia da un contenitore d’acqua ricaricabile sempre a disposizione sui mezzi
    • Raggiungiamo la remoza zona del vulcano Peinado e la località di Fiambalà e dormianmo due notti in tenda e una in casa famiglia

    I nostri esperti

    MARCO STEFANO GIUSSANI

    Dal 19  aprile  2024 al 4  maggio  2024

    OMAR FRAGOMENI

    Dal 19  ottobre  2024 al 3  novembre  2024

    Approfondimenti di viaggio

      CARATTERISTICHE DEL VIAGGIO - Itinerario esplorativo molto scenografico, di grande interesse paesaggistico e naturalistico, particolarmente adatto agli amanti del deserto e a chi privilegia i grandi scenari naturali autentici e l’immersione in ambienti incontaminati dove la presenza dell’uomo è molto limitata, con tre giorni di mini-spedizione (giorni 8,9,10) in una regione assolutamente non turistica.  Il nostro itinerario si concentra infatti nella zona della Puna [...]