RITORNO ALL’ASSEKREM: TIMIMOUN, GHARDAIA, TAMANRASSET

ALGERIA

  • RITORNO ALL’ASSEKREM: TIMIMOUN, GHARDAIA, TAMANRASSET

    ALGERIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 10 giorni
    Partecipanti minimo 8 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 30  ottobre   al 8  novembre  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 4  dicembre   al 13  dicembre  
      Iscrizioni aperte
      100
    • 2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 29  gennaio   al 7  febbraio  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 26  marzo   al 4  aprile  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 29  ottobre   al 7  novembre  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 3  dicembre   al 12  dicembre  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 27  dicembre   al 5  gennaio  
      Iscrizioni aperte
      100

    A PARTIRE DA:  

    3.400€

    Algeria

    RITORNO ALL’ASSEKREM: TIMIMOUN, GHARDAIA, TAMANRASSET

    Un itinerario costruito sulla scorta della vasta esperienza di viaggi che Kel 12 ha accumulato nel corso degli anni passati a scoprire l'Algeria e il Sahara centrale. Un gran viaggio che attraversa una vasta regione del Paese più grande d’Africa, per conoscerne gli aspetti più coinvolgenti.

    Il viaggio inizia a Timimoun, nel cuore del Grande Erg Occidentale, crocevia storico di merci e diversità culturali. Architetture intricate e fregi di fango, ksar. Tra le sabbie circostanti che attraversiamo piccoli villaggi ai piedi di grandi dune, rocce fantasiose, tutti i toni del deserto, tombe di marabutti, e la Sebka di Timimoun, fondo di antichi laghi salati. Da Timimoun continuiamo via terra e sabbie, “avventurandoci” dove l’Algeria cambia ancora volto, per arrivare a El Golea (El Meniaa). Strada asfaltata, ma anche accumuli di sabbia, ci portano prima a “l’inespugnabile”, così detta per il suo ksar. Poi Ghardaia, diversa dagli insediamenti del nord ma anche da altre regioni sahariane, ci fornisce il senso dell’Algeria come l’abbiamo sempre pensata. Piccole case strette fra loro, viuzze tortuose, e un’urbanistica di fango che rispecchia la sintesi culturale del loro vivere quotidiano. Particolarità da cui anche Le Corbusier succhia spunti emotivi e artistici per realizzare alcune sue opere in Francia.

    Ci spostiamo ancora più a sud, raggiungendo Tamanrasset, grande oasi sahariana che da sempre rappresenta la meta da raggiungere per chi attraversa il grande deserto. Qui si scoprono le tradizioni tuareg ancora vive, il caratteristico mercato degli animali e il colorato souk. E poi Tamekrest, dove ci attende una piccola e inaspettata cascata nel deserto e Tararar con i numerosi, isolati pinnacoli di roccia che emergono dal deserto e incisioni rupestri di buoi e giraffe di epoca preistorica. Tra i monti dell’Hoggar, che superano spesso i 2.000 m, saliremo all' Assekrem per ammirare i suoi panorami da inizio del mondo e visitare il suggestivo eremo di Père de Foucauld. E quindi la scoperta del Tafedest Bianco, un caotico massiccio di montagne in granito situato circa 200 km a nord di Tamanrasset e poco conosciuto. Una vera immersione nel Grande Sud algerino, autentico e poetico. Un’esperienza unica, pensata per chi cerca emozione, contemplazione e bellezza in uno dei deserti più affascinanti del mondo.

    Esperta guida in lingua italiana e accompagnatore dall’Italia a partire da 8 viaggiatori.

     

     

     

     

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Milano Malpensa per Algeri. All’arrivo accoglienza da parte dello staff locale. In base all’orario di arrivo, breve tour panoramico della città. Trasferimento in hotel, cena e pernottamento. 
     Prima colazione e trasferimento in aeroporto in direzione di Timimoun. Accoglienza in aeroporto da parte dello staff locale. Ci troviamo al centro della Gourara, una delle zone più autentiche e affascinanti del Sahara ricca di enormi dune di sabbia, spettacolari granai fortificati (ksour) e oasi che si susseguono una dopo l’altra grazie all’ingegnoso sistema idrico delle foggara. Timimoun ne è il capoluogo. Da secoli importante crocevia carovaniero, qui si sono incontrati e mescolati berberi, arabi, ebrei e sudanesi. Diversa da tutte le altre oasi sahariane, Timimoun “la rossa” deve il nome al colore dell’argilla con cui sono costruite le case dal caratteristico stile sudanese, un’idea avuta dal capitano francese Anthenour per ricordare i contatti ad ampio raggio che l’oasi aveva con l’Africa nera. Visita del centro città, a partire dalla Porta del Sudan (Bab el-Sudan), costruita dai francesi nei primi anni del ‘900 per monumentarizzare l’ingresso delle carovane provenienti dall’Africa nera. Proseguiremo con il Centro Capterre, situato all’interno dell’edificio che un tempo ospitava lo storico Oasis Rouge, un hotel di epoca coloniale. L'architettura dell'ex hotel, che già fondeva l'estetica europea con i materiali locali, funge da guscio perfetto per questa istituzione dedicata alla valorizzazione della terra cruda e che promuove la ricerca e la formazione sulle tecniche costruttive tradizionali. Ci dirigiamo quindi in 4x4 verso la foggara e poi proseguire tra le dune dove attenderemo il tramonto, sorseggiando il tradizionale the touareg, rigorosamente servito tre volte, zuccheratissimo, in piccoli bicchieri di vetro. Pernottamento in hotel.  Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale. Cena in hotel. 
     Dopo la prima colazione partenza per un’intera giornata dedicata al circuito della sebka, un antico lago ormai asciutto ma che in passato permise lo sviluppo di numerosi villaggi fortificati lungo le sue sponde: alcuni sono sopravvissuti fino ad oggi. Con i fuoristrada lasciamo le piccole case di Timimoun per introdurci in zone sabbiose, piccole dune e wadi, formazioni rocciose più fantasiose. Sicuramente ci lasceremo suggestionare dalla visione delle sabbie, dalle formazioni di roccia che si elevano tra le dune, dalla terra fatta fango che orna le architetture delle oasi che raggiungeremo. Ci fermiamo a Ksar Ighzer, un antico fortino costruito su una collina, circondato da un piccolo villaggio immerso in un verde palmeto. Raggiungiamo quindi l’oasi di Ouled Said, famosa per la sua foggara e per i resti di uno ksar del XIV secolo. Costruito sui resti di un uadi fossile, nel corso del tempo, la diminuzione delle acque nello uadi ha reso necessaria la realizzazione di un complesso sistema per la captazione e la distribuzione delle acque sotterranee. Pranzo a pic-nic. Nel pomeriggio proseguimento per Kali, famosa per la sua ceramica artigianale, per arrivare infine ad Aghlad, uno ksar tra i più famosi in Algeria in quanto il suo sovrano Abu Mahali di Sijilmassa riuscirà addirittura ad essere per un momento re di Marrakech (1610-1613), e temendo rappresaglie si ritirò a vivere qui nel 1620. Della passata gloria sono ancora visibili i resti della fortezza di argilla nera. Rientro in hotel per il pernottamento. Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo a pic-nic. Cena tradizionale in casa locale.     
    Il Grande Sud e le memorie di Père de Foucault Costeggiamo le ultime propaggini del Grande Erg Occidentale per un lungo trasferimento. La nostra meta finale, e anche la più evocativa, è Ghardaia. La strada è asfaltata, ma non sono rare le invadenze della sabbia, che a tratti movimenta il paesaggio facendosi alte dune. Attraversiamo parte del vasto altipiano Tademait, che sembra non avere confine, e per questo temuto anche dagli stessi nomadi che vi vivono senza apparenti punti di riferimento. Arriviamo in quella che un tempo si chiamava El Golea, “cittadella”. Oggi è nota come El Meniaa “l’inespugnabile”. Due denominazioni che richiamo entrambe il ksar, l’architettura che caratterizza il posto. Occupata dai francesi alla fine del XIX secolo, fu trasformata in base militare da cui muovevano le truppe che montavano i mehari, i dromedari da corsa e da guerra. (Lo stesso tipo di quadrupede reso famoso da Lawrence, detto d’Arabia). Poco fuori del paese si trova la tomba di Charles de Foucauld, esploratore ed eremita francese qui sepolto dal 1929 e canonizzato nel 2022. Proseguimento per Ghardaia, dove l’arrivo è previsto in serata. Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo a pic-nic. Cena in hotel. 
    Ghardaia: l’oasi e il fango colorato Dopo la prima colazione scopriamo Ghardaia, il centro più importante della regione del M’Zab, che mostra una lunga storia. La regione desertica in cui è situata, la valle M’Zab, ha una sua specificità anche estetica, perché non ricorda le regioni del nord né quelle del profondo sud sahariano. Si tratta di un altipiano di circa 600 m slm, solcato dal wadi da cui prende nome, dove vive una popolazione mozabita che pratica una religiosità islamica specifica nota come Ibadismo. In realtà, quando si parla di Ghardaia ci si riferisce alla Pentapoli Mozabita. Il cuore antico di Ghardaia è coinvolgente, caratterizzato da piccole costruzioni colorate, molto vicine fra loro. Si propongono tra tortuosi vicoli dove la vita risente ancora di un tempo che qui pare essere più lento. Strette vene dove scorre una quotidianità in cui il visitatore trova motivi di forte interesse. (Il tempo che qui pare avere ritmi diversi, tanto da essersi fermato in alcuni aspetti, induce il visitatore al rispetto anche col proprio abbigliamento. Niente pantaloncini corti, minigonne, canottiere).La sua particolare architettura urbana, strettamente legata alle specifiche modalità del vivere locale, è stata non di rado stimolo per urbanisti e architetti. Fra tutti, si ricorda Le Corbusier che si nutre delle suggestioni indotte dalla locale moschea. Cuore della città è il mercato che, come si può immaginare, in un centro così isolato offre le merci più varie. Al termine delle visite trasferimento in aeroporto per il volo in direzione dell’oasi di Tamanrasset. Trasferimento in hotel per il pernottamentoPasti: colazione in hotel. Pranzo e cena in ristoranti locali.    Gli Ibaditi sono mussulmani dissidenti rifugiatisi nel deserto, perché, dopo la morte del Profeta, non hanno voluto abbracciare nessuno dei due filoni principali in cui si è scisso l’Islam. Rimasta a lungo isolata, Ghardaia fu fondata verso il 1000 d.C. proprio da una comunità berbera di rito Ibadita. Sono considerati eretici anche per avere tradotto il Corano nel loro idioma nell’anno 700 d.C. (Atto sacrilego perchè gli islamici di ogni tendenza ritengono l’arabo lingua sacra, essendo quella usata da Allah per trasmettere il Corano all’arcangelo Gabriele e poi al Profeta). Reputano che la salvezza eterna si possa meritare non per intercessione di santi, ma con le opere, praticando un’esistenza modesta, preghiera e lavoro. Quindi, per gli Ibaditi, niente ozio profumi tabacco alcool. Nel loro modo di interpretare il Corano costringono le donne ad una condizione molto pesante. Fino a pochi anni fa non potevano praticamente lasciare le città della valle e devono indossare un velo che lascia scoperto un solo occhio.  Si tratta dello stesso filone islamico presente in Oman ma, a dimostrazione che non esiste un Islam, ma tanti quanti sono le realtà geografiche e storiche in cui attecchisce, (fatti salvi alcuni generali principi unificanti), persino uno specifico minoritario rito musulmano riesce ad avere pratiche anche assai diverse. Per questo, approfondendo il tema, troveremmo grandi differenze per esempio tra ibaditi algerini e omaniti.  
    L’oasi di Tamanrasset Tamanrasset si trova a 1400 m di altezza, ai margini del massiccio montagnoso di origine vulcanica dell’Hoggar. Località famosa per essere situata proprio nel centro del Sahara, è abitata prevalentemente dall’etnia tuareg che qui ha mantenuto ancora in vita molti modi di vita legata a abitudini del passato. Al mattino, dopo la prima colazione, visita della cittadina, piacevole e vivace crocevia di culture. Visita della prima casa costruita nell’oasi da Père de Foucauld nel 1905, da lui chiamata la frégate per la sua forma lunga e stretta (i tronchi di palma erano troppo corti per creare ampi soffitti), della vicina missione dei Petits Frères e Petites Soeurs e del caratteristico mercato degli animali. Pranzo e tempo a disposizione per il relax. Nel pomeriggio visita del colorato souk alla ricerca dell’artigianato tuareg, del fortino e del Museo dell’Hoggar. Rientro in hotel per il pernottamento. Pasti: colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale o in hotel. Cena in hotel.      
    Il canyon con le incisioni rupestri Al mattino, dopo la prima colazione, partiamo in 4x4 in direzione di Tamekrest, per vedere una piccola e inaspettata cascata nel deserto. Lasciamo quindi l’asfalto e proseguiamo su pista in direzione di Tararar, la prima località scelta da Père de Foucauld per il suo eremo e poi abbandonata. Davvero affascinanti i numerosi, isolati pinnacoli di roccia che emergono dal deserto. Dopo avere percorso un breve canyon con incisioni rupestri di buoi e giraffe all’ingresso, raggiungeremo una grande vallata dove ci fermeremo per il pic-nic. Rientro a Tamanrasset nel primo pomeriggio e visita del colorato souk alla ricerca dell’artigianato tuareg. Cena e pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel. Pranzo a pic-nic. Cena in hotel.    
    La salita all’Assekrem e l’eremo di Père de Foucauld Dopo la prima colazione lasciamo con i nostri 4x4 Tamanrasset dirigendoci verso le montagne che circondano l’oasi. Percorsi alcuni km di buona strada asfaltata ci inoltriamo lungo un’affascinante pista sterrata che ci conduce alla guelta di Afilale, sorprendente zona umida nel deserto tutelata dal Parco dell’Hoggar. Passeggeremo lungo l’oued e visiteremo il ruscello che crea un piccolo, inaspettato lago tra le rocce granitiche circostanti prima di disperdersi nelle aspre gole circostanti: uno scenario naturale davvero suggestivo. Pranzo a pic-nic. Nel pomeriggio proseguiremo lungo la pista che si inerpica tra le montagne e saliremo di quota passando per i famosi picchi di Tidiamaïne (il Tridente), di Tizouyags con le loro due gobbe ed il solitario Atakor fino a raggiungere, a 2575 m di altitudine, il bivacco ai piedi dell’Assekrem. Dopo esserci sistemati nelle camere condivise e preparati per la notte, saliremo a piedi all’Assekrem per visitare l'eremo di Charles de Foucauld (alt. 2725 m), probabilmente uno dei lughi più suggestivi e carichi di spiritualità dell’intero Sahara. Solo qui, in questo luogo isolato del deserto algerino, Charles de Foucauld, soldato, esploratore ed eremita, riuscì finalmente a placare la sua sete di serenità. Possibile incontro con i due eremiti che ancora vi abitano e tempo libero per godere la fantastica vista a 360° prima di ammirare il tramonto che illumina "il tetto dell'Algeria", il monte Tahat, il più alto del paese (3003 m). Discesa al bivacco per la cena e il pernottamento.Pasti: colazione in hotel. Pranzo a pic-nic. Cena a pic-nic, in bivacco.   NB: la salita all’Assekrem si effettua attraverso un ripido sentiero di montagna e richiede circa 30-40 minuti. Sono necessarie scarpe, anche da ginnastica, con una suola tassellata antiscivolo. E’ necessario portare il proprio sacco a pelo per la notte. Le camere sono comuni e molto spartane, con un semplice materasso disposto sul pavimento. Disponibile solo due bagni comuni, con WC alla turca per tutto il gruppo e sprovvisti di doccia.    
    La biblioteca di pietra Prima dell'alba, per chi lo desiderasse, possibilità di risalire all'Assekrem per ammirare il sole che illumina le famose guglie di Tizouyags, uno dei paesaggi più belli del Sahara. Dopo la colazione, con i nostri 4x4 proseguiamo in direzione di Tissalatine. Scenderemo dalle vette e dai rilievi dell’Assekrem ammirando panorami di una solitudine abbacinante. Dopo circa tre ore di viaggio arriviamo tra enormi formazioni di arenaria, modellate da millenni di erosione eolica, che sorgono dalla sabbia come giganti addormentati. Pranzo al sacco all’ombra di un torrione naturale. Nel pomeriggio ci dedichiamo all'esplorazione dei siti di arte rupestre. Tissalatine non è solo un miracolo geologico, ma una preziosa biblioteca di pietra. Passeggiando tra gli anfratti, ci imbattiamo in incisioni e pitture che raccontano di un Sahara che fu verde, popolato da animali selvatici e comunità umane vibranti. Figure di bovidi e scene di vita quotidiana sembrano quasi animarsi sotto la luce calda del pomeriggio, offrendo una connessione profonda con i popoli che millenni fa chiamavano casa questo labirinto di roccia. Rientro a Tamanrasset e tempo libero per il relax. Cena e pernottamento in hotel. Pasti: colazione a pic-nic. Pranzo a pic-nic. Cena in hotel.     
    Partenza notturna per l’aeroporto di Tamanrasset per il volo di rientro in Italia via Algeri.  Per ragioni tecnico-organizzative in fase di prenotazione o in corso di viaggio l’itinerario potrebbe subire delle modifiche, mantenendo invariate quanto più possibile le visite e le escursioni programmate.

    Perché con noi

    • Itinerario esclusivo Kel 12, creato in base alla nostra profonda conoscenza dell'Algeria
    • ll gruppo è composto da massimo 14 partecipanti
    • Itinerario di estremo interesse culturale, ma anche paesaggistico e umano
    • Il fascino di tornare, tra i primi in Italia, a Tamanrasset, sull'Assekrem e alle pendici dell'Hoggar
    • Viaggio in pensione completa

    I nostri esperti

    GIANNA DJABA

    Dal 30  ottobre  2026 al 8  novembre  2026

    CATERINA BORGATO

    Dal 4  dicembre  2026 al 13  dicembre  2026

    Dal 29  gennaio  2027 al 7  febbraio  2027

    DA ASSEGNARE

    Dal 26  marzo  2027 al 4  aprile  2027

    MARIA CECILIA BECHSTEIN

    Dal 29  ottobre  2027 al 7  novembre  2027

    PAOLO GHIRELLI

    Dal 3  dicembre  2027 al 12  dicembre  2027

    DANTE GIULIANO BARTOLI

    Dal 27  dicembre  2027 al 5  gennaio  2028

    Approfondimenti di viaggio

     Voli - Per questo itinerario abbiamo selezionato Air Algérie con partenza da Milano Malpensa, così da poter emettere un unico biglietto comprensivo sia dei voli internazionali sia delle tratte interne algerine. In caso di prenotazioni di gruppo, suggeriamo di raggiungere Milano per partire tutti insieme con gli stessi voli. Le partenze da altre città (compresa Roma) comportano un piano voli diverso che non sempre è possibile confermare e che, se operati da ITA Airways, sono stati [...]