Logo Kel 12 Cultura del viaggio

SIBERIA MISTICA

RUSSIA

icona orologio 20 GIORNI
minimo 10 massimo 12 partecipanti
icona valigia PARTENZE:
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

La Siberia: un’immensa terra incognita a Est degli Urali, una landa infinita e indefinita di cui si sente parlare solo quando si nomina la grande ferrovia che l’attraversa o la tetra rete di campi di lavoro di epoca staliniana. Eppure, la Siberia, il cui nome, tradotto letteralmente, significa “terra che dorme”, non è soltanto questo: la maggior parte di questa frontiera sconosciuta è anzi costituita da impervie catene montuose, fiumi leggendari, metropoli - continua -

A PARTIRE DA: 6.450 €


ITINERARIO

Partenza dall’Italia per Mosca con voli di linea.

Arrivo all’aeroporto di Mosca Sheremetyevo e incontro con l’esperto Kel 12. Trasferimento al terminal domestico dell’Aeroflot e volo di linea per Barnaul, capitale della regione dell’Altai.

 

Arrivo a Barnaul nella mattinata e trasferimento in albergo.

Tempo a disposizione per un po’ di riposo e nel pomeriggio visita guidata del centro storico di epoca zarista e dei memoriali sovietici di Barnaul. La città ha una storia relativamente recente, tuttavia è una delle città più antiche della Siberia Occidentale e la più grande della terra di Altai. La sua fortuna è legata al rame: enormi riserve del metallo sono state scoperte proprio in questi territori da alcuni minatori russi. Il padre fondatore della città fu il proprietario di una di queste miniere, che nel 1738 costruì la fonderia di rame Barnaul. La fabbrica diede vita alla più grande "città mineraria" in Siberia tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo. Di notevole bellezza sono gli eleganti edifici amministrativi della fabbrica mineraria, le raffinate dimore dei mercanti, le abitazioni, i teatri e i negozi in giro per la città dove lo stile classicista si intreccia con il barocco. Barnaul era una città così bella che la gente la definiva "Eldorado siberiano", "un piccolo angolo di San Pietroburgo”, "l'angolo più culturale della Siberia" ed "Atene siberiana".

Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Il viaggio prosegue verso i monti dell’Altai, con una pausa pranzo e la visita guidata presso un caseificio tradizionale.

Meta della giornata sarà al villaggio di Topolnoje, abitato dagli “antichi credenti”: una setta religiosa russa che segue ancora uno stile di vita quasi ottocentesco, una sorta di Hamish siberiani.

Cena russa con balli e canti della tradizione.

Pensione completa e pernottamento in guest house tradizionale.

 

Di seguito diamo una breve descrizione delle guest house e foto di esempio:

Piccole casette a gestione familiare, che ricordano le abitazioni della popolazione locale, con graziose finestre decorate che illuminano gli interni in legno immerse nella rigogliosa natura della Siberia. Si tratta di sistemazioni molto semplici ma accoglienti con poche camere a due letti a castello, arredate con mobili in legno. Dispongono di bagni condivisi (2 bagni condivisi per massimo 7/8 persone ciascuno, secondo il numero dei partecipanti), che per almeno 3 notti saranno esterni alla struttura con wc, doccia e lavandino.

Le guest house dispongono di poche camere per cui è tassativa la condivisione.

 

 

 

Dalla regione dell’Altai ci spostiamo nella Repubblica dell’Altai, una repubblica etnica a maggioranza altaica.

Visiteremo inizialmente le pitture rupestri delle caverne di Denisova, sito che ha una grande rilevanza sia dal punto di vista paleo-archeologico che paleontologico: una serie di scavi hanno infatti portato alla luce manufatti che testimoniano la presenza di ominidi a partire da 280.000 anni fa. I ricercatori sostengono che la grotta fu abitata dai primi umani moderni (Homo sapiens) e forse dai Neanderthal (Neanderthalensis).

Successivamente, viaggeremo attraverso la splendida valle di Karakol. Lungo il percorso sono previste soste fotografiche e incontri con la popolazione dei numerosi villaggi altaici, grazie ai quali entreremo in contatto con la cultura di questo misterioso popolo turco-mongolo.

La Valle di Karakol viene considerata un luogo sacro: i locali sostengono addirittura che tutti gli ospiti lascino questo luogo con pensieri puri. Dal punto di vista archeologico, la valle di Karakol è una delle più ricche nella zona dei Gorny Altai. I ritrovamenti più antichi – tumuli funerari associati alla singolare cultura Karakol – sono paleolitici. Alcuni ritrovamenti hanno suggerito che questa non fu solamente una necropoli per persone di ere diverse, ma anche uno dei più grandi santuari dell’Altai, che include strutture rituali, steli ed un grande numero di capolavori in roccia. Nel sito fu eretto anche un osservatorio astronomico, una stazione dalla quale sarebbe stato possibile comunicare con altri mondi. Nei tumuli funerari i cadaveri venivano sepolti con molto oro perché, l’oro era al contempo un simbolo di protezione e un mezzo per parlare con gli Esseri di altri mondi.

La sera incontreremo il kaichi (sciamano-cantante locale) e assisteremo al suo concerto di canto di gola accompagnato da strumenti musicali nazionali come il topshur e il komyz. Pensione completa e pernottamento in guesthouse tradizionale.

 

Al mattino approfondiremo la conoscenza della Valle del Karakol, durante il percorso è prevista una sosta al Monumento alla Marmotta, eretto per ringraziare il lanuginoso roditore per aver salvato - con la sua carne - la popolazione locale durante le carestie della Seconda Guerra Mondiale.

Viaggeremo quindi lungo il Chuisky Trakt, la splendida strada che collega la Russia alla Mongolia.

Per capire quanto sia emozionante questo tragitto, basti pensare che l'anno scorso, l'edizione russa di "National Geographic Traveler" includeva il Chuysky Trakt in una lista dei 10 migliori viaggi su strada del mondo. National Geopraghic Traveler paragonava la Chuysky Trakt alla Dalton Highway negli Stati Uniti e alla Ruta 40 in Argentina, osservando che "attraversare il Chuysky Trakt è come attraversare tutta la Russia".

Durante il viaggio ci fermeremo in diversi luoghi pittoreschi e interessanti, come Kalbak-Tash (famoso per i petroglifi) e Kupchegen (villaggio tradizionale altaico).

Pensione completa e pernottamento in guesthouse tradizionale.

 

Continueremo il nostro viaggio lungo la Chuisky Trakt e attraverseremo la Steppa Kurai, un bellissimo bacino intermontano dove potremo ammirare, se le condizioni atmosferiche saranno favorevoli, viste impressionanti sulla possente Cresta di Chuisky.

Uscendo dalla steppa Kurai esploreremo le montagne colorate di Kyzyl-Chin, catena montuosa con grandi vedute colorate situata a 10 km da Kosh-Agac. Il nome "Kyzyl chin" viene dalla lingua ufficiale dell’Altai e vuol dire “scogliera rossa”. Strati di argilla dai colori giallo, bianco, arancio, rosso e bordeaux rendono queste montagne davvero uniche. Molte delle persone che hanno visitato questo luogo hanno affermato che un simile paesaggio è possibile solo su altri pianeti come Marte. La gamma colorata è causata dalla presenza di ossidi di ferro oltre a manganese, titanio, minerale di zolfo, pirite e calcedonio: tutti questi minerali insieme donano una varietà di colori impressionante. Kyzyl-Chin è anche un luogo dove si svolgono ricerche geologiche: sono molte le prove che attestano che 90-100 milioni di anni fa, vi fosse un mare da queste parti. Oggigiorno è possibile trovare fossili, molluschi e ammoniti.

Dopo aver ammirato questo eccezionale paesaggio, entreremo nella steppa Chuya e ci dirigeremo verso l'insediamento di Kosh-Agach, dove visiteremo il mercato pieno di merci di contrabbando dalla Mongolia e la tradizionale moschea di legno della comunità kazaka locale.

Entreremo quindi nel Parco Nazionale Saylyugemsky, importante riserva per la protezione del leopardo delle nevi e dell'argali (la pecora selvatica asiatica).

Pensione completa e pernottamento in guesthouse tradizionale.

 

Dopo colazione ci addentreremo in fuoristrada verso il massiccio montuoso di Mongun-Tayga dirigendoci in direzione della Repubblica di Tuva.

Si tratta di un giorno impegnativo (circa 8/10 ore di fuoristrada) ma estremamente gratificante con splendide vedute panoramiche dell’Altai orientale.

Nel tardo pomeriggio arriveremo a Kyzyl Khaya, sperduto villaggio tuvino e primo avamposto di civilizzazione dopo il lungo viaggio off-road.

Pernottamento in guesthouse tradizionale.

 

Lasciamo il villaggio nelle prime ore del mattino e ci dirigiamo verso il selvaggio West della Repubblica di Tuva, dove trascorreremo due giorni in compagnia di nomadi e cavalli semi-selvatici, ammirando i grandiosi paesaggi della regione.

La prima tappa sarà Ak-Dovurak, un surreale costrutto urbano: palazzi sovietici, statue comuniste e monumenti buddisti persi nelle steppe (i caratteristici “stupa”).

Dopo pranzo continueremo il nostro viaggio attraverso i paesaggi mozzafiato di Tuva per raggiungere finalmente Chadan, una città tradizionale tuvina famosa per la sua peculiare cultura ippica.

Pernottamento in una guesthouse tradizionale

 

Trasferimento a Kyzyl, capitale di Tuva, una graziosa cittadina sovietica con un sapore mongolo unico: templi buddisti, monumenti e architetture socialiste, interessanti musei, case degli sciamani e bazar esotici.

La città è situata lungo le rive del fiume Enisej, più o meno nel punto esatto in cui si uniscono i suoi due rami sorgentiferi, il Grande (Bol'šoj) e il Piccolo (Malyj) Enisej.

I residenti ritengono che il sito della città sia il centro geografico del continente asiatico. La città venne fondata nel 1914 con il nome di Belocarsk; risale al 1918 il primo cambio di nome (Chem-Beldyr) e al 1926 il secondo (l'attuale Kyzyl, che in lingua tuvana significa semplicemente rosso). La città è il centro amministrativo e culturale della Repubblica di Tuva, fin da quando questa (all'epoca Repubblica popolare di Tuva) entrò a far parte dell'Unione Sovietica nel 1944; vi hanno sede il Parlamento Tuvano, il Teatro Nazionale e un centro dedicato allo studio e all'insegnamento del Khoomei, un canto tradizionale tuvano.

Pranzo tradizionale tuvino.

Nel pomeriggio avremo l’opportunità di assistere a spettacoli di khuresh (wrestling) e khoomei (canti di gola): manifestazioni davvero affascinante di antiche tradizioni e rituali mistici.

 

Dopo colazione ci sposteremo nel profondo sud tuvino, una terra di dune di sabbia, steppe infinite e cowboy sovietici.

Faremo la nostra base nell’avamposto sovietico di fine mondo di Erzin.

I luoghi più rappresentativi di questa area sono: il Dus-Xol, un lago salato rosato dove i tuvini amano tuffarsi in virtù delle presunte proprietà medicinali, il canyon del Durgen circondato dalla taiga, il monte Teve-Khaya a forma di cammello e le dune di sabbia di Tsugeer Els.

Durante il soggiorno nella zona avremo l’opportunità unica di incontrare pastori di cammelli nomadi e allevatori di cavalli tuvini, che condivideranno con noi il loro cibo, la loro casa e i segreti mistici della loro cultura in via d’estinzione  (quando diciamo cammelli intendiamo quelli autentici (enormi animali pelosi con due gobbe) e non i dromedari etichettati erroneamente come cammelli!).

In serata, ritorno a Kyzyl.

 

Dopo colazione ci sposteremo verso nord, verso la riserva naturale di Ergaki. La giornata sarà dedicata ad una totale immersione nella natura attraverso splendidi paesaggi montani, laghi cristallini e foreste vergini. Per chi lo desidera ci sarà anche la possibilità di fare un po’ di trekking.

Pernottamento in guesthouse tradizionale.

 

Nella giornata odierna ci dirigiamo quindi verso nord ad Abakan, la capitale della Repubblica di Khakassia, una regione autonoma di lingua turca della Siberia, con un’affascinante cultura che ruota attorno alla disciplina sportiva dell’equitazione, dei rituali sciamanici e della poesia nomade.

Sosta in villaggi tradizionali Khakassi lungo il percorso.

Visita nel pomeriggio di Abakan e del suo vivace bazar.

 

Partenza per Krasnojarsk: terza più grande città siberiana, importante centro industriale e nodo di comunicazione ferroviario.

La città si trova al centro della Siberia meridionale sulla catena dei Sajani Orientali lungo il corso dello Enisej, che attraversa la città da ovest verso est.

La città fu fondata nel 1628 come fortezza, con il compito di difendere dagli assalti delle popolazioni locali stanziate lungo il fiume e fu chiamata inizialmente "Krasnyj Jar" (letteralmente, riva rossa), nome che fu successivamente modificato in "Krasnojarsk" quando il villaggio ricevette lo status di città nel 1822.

Dopo la Rivoluzione russa durante le pyatiletka (piano quinquennale) grandi fabbriche furono costruite a Krasnojarsk: la fabbrica di macchine pesanti, il bacino idroelettrico, la cartiera, la famosa stazione idro-elettrica e il porto fluviale.

Visita della centrale elettrica lungo il percorso: una meraviglia dell’ingegneria sovietica localmente conosciuta come la diga dei 10 rubli, come appare sulla banconota omonima.

La parte centrale della città è principalmente costituita dalle case storiche del XIX secolo, costruite per i commercianti. Ci sono anche case risalenti al periodo di Stalin, dalle caratteristiche finestre quadrate e dallo stile monumentale a più piani. Sopra la collina Karaulnaja, dove un tempo si svolgevano riti pagani, si trova la Cappella di San Paraskeba (1804). La cappella è uno dei simboli più conosciuti della città, ed è dipinta sulla banconota russa da dieci rubli. Notevole è la torre di 24 piani, la cui costruzione iniziò negli anni ottanta e non fu mai conclusa.

Dedicheremo il pomeriggio all’esplorazione della città, dove potremo osservare case di legno a due piani costruite principalmente a metà del XX secolo come abitazioni temporanee. Si riscontrano anche esempi dell'architettura tipica del villaggio russo, come le case di legno coi cortili. Alcune di queste, benché siano in precarie condizioni, sono abitate.

Dedicheremo il pomeriggio all’esplorazione della città.

Pranzo, cena e pernottamento a Krasnojarsk.

 

Trasferimento in aeroporto e volo di linea da Krasnojarsk a Irkutsk.

Una volta arrivati, sfrutteremo due intere giornate per la visita di questa splendida città.

Irkutsk è una cittadina davvero bella con i suoi palazzi nobiliari di fine Ottocento, periodo in cui la città cominciò a prosperare, e un’atmosfera vivace soprattutto sul lungo fiume in estate.

Molti viaggiatori arrivano a Irkutsk in treno per trascorrerci la notte e ripartire subito alla volta dell’isola o altra località sul lago, tuttavia suggeriscono di passarci almeno un pomeriggio, se non altro per ammirare le belle case in legno con finestre abbellite da raffinate decorazioni a intaglio in tipico stile siberiano di cui la città è piena (si dice che quelle di Irkutsk siano le più belle e meglio conservate).

Pensione completa.

 

Continua la nostra visita nella città di Irkustk.

Con una passeggiata di 30 minuti circa dal centro si arriva al Zhamensky Monastery, un grazioso monastero ortodosso con un interno riccamente decorato.

Vi è inoltre un enorme statua in bronzo all’inizio del quartiere che raffigura Babr, il leggendario animale che è rappresentato sullo stemma della città. È una sorta di tigre della steppa con uno zibellino in bocca. Babr simboleggia l’unicità, il potere e la ricchezza della zona.

Breve giro in barca al tramonto sul fiume Angara.

Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Trasferimento in auto e speedboat a Khuzhir, un insediamento di tipo urbano della Russia, situato nell'isola di Olkhon, la più grande (nonché l'unica abitata) isola del lago Bajkal, della quale rappresenta il maggior centro abitato.

Olkhon deve il suo nome alla parola buriata oj-chon ("un po' boschiva" o "piccola foresta") poiché l'isola è composta da steppa per il 55% e foresta per il restante 45%. L'occupazione principale della popolazione è la pesca, è presente inoltre un impianto di trattamento del pesce (risalente ai tempi dell'URSS) che però necessita di forti investimenti o addirittura di essere ricostruito.

Negli ultimi anni, grazie all'attrazione esercitata dal lago Bajkal, si è sviluppato anche il turismo dovuto soprattutto alla sacralità dell'area nota un tempo come culla dello sciamanesimo siberiano. Uno dei siti più interessanti dell’isola, infatti, è sicuramente la Roccia dello Sciamano. Questo luogo sacro, è circondato da misteri e leggende. Molti reperti archeologici sono stati scoperti qui nel corso degli anni. Questi includono monete del 18° secolo, un coltello in nefrite, un’ascia, frecce, ceramiche, oggetti di pietra, osso, ferro, oro, e altri oggetti dell’Età Bronzo e del Neolitico. Oggi è ancora possibile, soprattutto in periodo estivo, osservare dei riti nell'area prospiciente le misteriose rocce dello sciamano.

Incontro con lo sciamano locale.

Pensione completa e pernottamento in guesthouse tradizionale.

 

Trasferimento in speedboat attraverso il Lago Bajkal per Ust-Barguzin, tradizionale villaggio Buriato sulla sponda orientale del lago.

Giornata dedicata all’esplorazione del lago posto sotto la tutela dell'UNESCO come patrimonio dell'umanità nel 1996. Il Baikal fa parte della lista delle Sette meraviglie della Russia. E’ il lago d'acqua dolce più profondo del mondo e quello con il volume maggiore: contiene un volume d'acqua pressoché equivalente a quello dei cinque grandi laghi americani messi assieme.

Le sue bellezze naturali sono le baie appartate, le spiagge di sabbia bianca, la penisola del Santo Naso e romantici boschetti di betulle.

Durante la permanenza nella zona avremo anche l'opportunità di incontrare la popolazione buriata.

Il nome "Buriati" è menzionato per la prima volta in un'opera mongola: infatti costoro sono i discendenti diretti dell'antico popolo nomade dei mongoli ed ancora oggi vivono lungo le sponde del lago; una leggenda locale asserisce che la madre di Gengis Khan fosse nata nel villaggio di Barguzin, sulla riva orientale del lago. I buriati d'inverno sono soliti attraversare il lago ghiacciato (quando la crosta è spessa 1 metro) con i camion poiché in tal modo la distanza fra le città di Irkutsk e Ulan-Ude si accorciano di molto, anche se questa pratica è molto pericolosa. I Buriati sono soliti pescare l'"omul", specie endemica piuttosto pregiata, unitamente ad altre 52 specie presenti nel lago e svariati tipi di crostacei.

Un'antica credenza popolare afferma che esistono due demoni maligni abitanti delle acque profonde intorno all'isola di Olkhon: "Burkhan" e "Doshkin Nojon", pronti a prendersi le anime dei pescatori durante le tempeste.
Una piccola consuetudine locale è quella di collocare dei nastrini colorati portafortuna detti "semelga" sopra gli arbusti.

Pensione completa e pernottamento in guesthouse tradizionale.

 

 

Concludiamo il nostro viaggio con l’ultima tappa: la capitale della Burazia, Ulan Ude.

In questa città si trova una statua gigante che raffigura la testa di Lenin: essa è stata eretta l’anno in cui avrebbe compiuto 100 anni. La statua domina la piazza centrale: è alta quasi 8 metri e pesa circa 42 tonnellate.

Durante la visita di Uland-Ude avremo l’occasione di visitare il Datsan Rinpoche Bagsha (tempio buddista circondato da ricchi e colorati giardini), il Buryat State Academic Opera (teatro costruito con uno stile architettonico e decorativo del periodo sovietico), l’Holy Trinity Cathedral, l’Ethnographic Museum (dove è possibile osservare tutto lo sviluppo della regione in ordine cronologico attraverso reperti storici, il Victory Park e molte vecchie case russe ed edifici sovietici.

Nel pomeriggio visiteremo anche i villaggi di Ivolginsky e Atsagat, sede di due dei più importanti datsan (templi) del buddismo di Buryat e importanti luoghi di pellegrinaggio per ogni buddista in tutta la Russia e nell'ex Unione Sovietica.

 

Trasferimento all’aeroporto e volo per l’Italia via Mosca.

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Il viaggio è adatto a tutti, è tuttavia richiesta una forte capacità di adattamento ad ambienti per noi inusuali ed un grande desiderio di provare emozioni del tutto nuove: requisiti fondamentali per vivere al meglio questa esperienza ed apprezzare i contenuti del viaggio. È particolarmente indicato per chi ama itinerari di interesse culturale e paesaggistico.  Parte dei pernottamenti si effettuano in buoni hotel, tuttavia, anche quando si è in presenza di una classificazione - CONTINUA -