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  • SICILIA OCCIDENTALE, ALLA SCOPERTA DELLE RADICI MULTICULTURALI DELL’ISOLA

    ITALIA

  • SICILIA OCCIDENTALE, ALLA SCOPERTA DELLE RADICI MULTICULTURALI DELL’ISOLA

    ITALIA

    icona orologio 8 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   24  ottobre    al   31  ottobre  
    • Dal   21  novembre    al   28  novembre  
    • Dal   12  dicembre    al   19  dicembre  
    • 2021

    • Dal   16  gennaio    al   23  gennaio  
    • Dal   20  febbraio    al   27  febbraio  
    • Dal   13  marzo    al   20  marzo  

    Il nostro viaggio parte da Palermo, incrocio di civiltà, e segue lungo la costa occidentale. Le stratificazioni culturali dei luoghi in cui ci fermeremo hanno tessuto la trama composita di questa regione: Segesta, Erice, Marsala e Selinunte saranno alcune delle tappe in cui rintracceremo le differenti dominazioni che hanno cambiato, di volta in volta, la fisionomia di questo territorio ed hanno scritto la sua storia. Il nostro Esperto Kel 12 ci aiuterà a districare i - continua -

    A PARTIRE DA: 1.900 €


    ITINERARIO

    Arrivo a Palermo e trasferimento in albergo con mezzi propri.

    Giornata a disposizione, Cena libera e pernottamento.

     

    Due intere giornate dedicate alla visita di Palermo, varie le visite e le occasioni culturali da vivere in città. Il Museo Nazionale Archeologico è in continuo restauro, ma questo non ci impedirà di godere delle ricchezze che custodisce nelle sale aperte al pubblico. Le sculture dei templi selinuntini sono importanti non solo per la loro bellezza, ma anche perché forniscono fondamentali informazioni sulla scultura siceliota. La parte del tempio probabilmente dedicato ad Apollo testimonia la bellezza e purezza dell'arte greca-antica.

    Visiteremo il Palazzo dei Normanni, edificato dagli arabi nel IX secolo sul luogo di una probabile roccaforte punica e romana poi. Fonti arabe raccontano che qui sorgeva un Qasr, da cui deriva il nome del quartiere, il Cassaro. Saranno i Normanni a ingrandire ed abbellire il palazzo per trasformarlo in una reggia sontuosa, sede politica e amministrativa dello Stato. Tra i gioielli custoditi all'interno, la Cappella Palatina, uno dei più alti esempi di integrazione tra architettura ed arte figurativa. Mosaici d'oro ricoprono quasi tutta la superficie delle pareti in un trionfo di luce dal notevole effetto scenico. Continuiamo a seguire le tracce della cultura Arabo-Normanna in città, visitando la Cattedrale, che dal 2015 è entrata a far parte del Patrimonio dell'Umanità (Unesco). La Chiesa è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo alla quale non solo i palermitani, ma tutti i siciliani, sono devotissimi.

    Una passeggiata per le vie del centro di Palermo ci porta in Piazza Vigliena o “dei Quattro Canti”, all'intersezione delle due strade principali, via Vittorio Emanuele e via Maqueda. Un antico detto siciliano recita “feste e forche a Piazza Vigliena” identificando in questo luogo il centro cerimoniale della vita cittadina in cui si allestivano le feste e venivano eseguite le condanne capitali. Poco più avanti raggiungiamo Piazza Pretoria, con la spettacolare fontana a cerchi concentrici, che è un tripudio di divinità, ninfe, mostri e teste di animali, allegorie, rampe di scale, balaustre, giochi d'acqua.

    Non mancheremo i luoghi più tradizonali della città come il Teatro dei Pupi, a rappresentare l'epopea dei Paladini, guerrieri cristiani e saraceni, gli eroi che tutti conoscono: Carlo Magno, Orlando, Rinaldo, Angelica e l'infido Gano.

    Passeggeremo lungo i mercati più tradizonali, come quello del Capo, incastonato tra chiese barocche, un luogo immancabile tra colori sgargianti ed inebrianti profumi che si mescolano alle specialità tipiche e alle voci dei commercianti.

    Non mancheremo il Duomo di Monreale, una delle creazioni più alte del Medioevo italiano, capolavoro d'arte in cui si rintracciano i segni stilistici di epoche differenti: normanna, islamica, bizantina, romanica. La facciata è delimitata da due poderose torri quadrate e preceduta da un portico settecentesco a tre arcate su colonne in stile dorico. Meraviglioso è il suo vastissimo interno in cui si possono ammirare i raffinati mosaici su fondo oro, che rivestono una superficie di 6340 mq, eseguiti tra la fine del XII e la metà del XIII secolo, da maestranze locali e veneziane.  Oltre che per la sua bellezza, il Duomo fa parlare di sé anche per le leggende e i racconti sulla sua fondazione. Una di queste narra dell'apparizione in sogno della Madonna a Guglielmo II, il quale si era addormentato sotto un carrubo mentre era a caccia per i boschi di Monreale. Nel sogno la Vergine Maria gli rivelava il luogo in cui era nascosto un tesoro, trovato il quale avrebbe dovuto costruire un tempio in suo onore.

    Pranzi e cene libere, pernottamento in hotel.

     

     

    Visita dell'area archeologica di Segesta dove sono perfettamente conservati il tempio dorico ed il teatro. La città occupava la sommità del Monte Barbaro, difesa dalle pareti rocciose sui lati est e sud, mentre sull'opposto versante una cinta muraria ne proteggeva il perimetro. Segesta fu, insieme a Erice, uno dei principali insediamenti degli Elimi, popolazione mista di indigeni sicani e di stranieri immigrati, forse anatolici (secondo alcune ipotesi esuli dalla città di Troia). Stupenda  passeggiata tra le rovine, in cui miracolosamente intatto è rimasto il tempio, in purissimo stile dorico, edificato probabilmente alla fine del V secolo a.C. Troveremo numerose tracce delle influenze culturali greche, romane, arabe e normanne che hanno movimentato il profilo architettonico di questo centro arroccato in posizione strategica.

    Proseguiremo poi per Erice, magnifico borgo medioevale, singolare sintesi di mito e storia, cultura, arte e paesaggio, da cui si gode di una splendida vista sulla costa occidentale. Roccaforte punica fino al 260 a.C., la cittadina perse importanza in epoca romana per rinascere con gli arabi prima e, nel XII secolo, con I Normanni. Particolare il suo impianto urbanistico, che asseconda la tortuosità del terreno con notevoli dislivelli, snodando percorsi di tipiche stradine dette “vanelle”, così strette da permettere il transito di una sola persona per volta. Deliziosi i cortiletti interni dai patii fioriti, da cui si accede alle abitazioni al riparo dai venti. Il centro medievale è perfettamente conservato e passeggiando per i vicoli acciottolati ne scopriremo i tesori e gli affascinanti scorci.

    Pranzo e cena liberi, sistemazione in hotel a Mazara del Vallo.

     

     

    Partenza alla volta di Mozia, dove ci imbarcheremo per visitare la Laguna dello Stagnone e l'Isola, un territorio che seppur limitato ha avuto una parte importante nella storia della Sicilia. Furono i Fenici, per primi, a dar vita a San Pantaleo, suo nome odierno, ad una prosperosa colonia. La posizione strategica, circondata dalle acque basse della laguna e naturalmente protetta dalla vicina Isola Longa, la resero un sito ambito sia dai Cartaginesi che dai Siracusani. Ed è proprio da questi ultimi che Motya fu completamente distrutta nel 397 a.C. e presto dimenticata, per essere poi riscoperta alla fine del secolo scorso. Gli scavi, promossi dall'inglese Joseph Whitaker agli inizi del 1900, hanno portato alla luce solo una piccola parte del patrimonio archeologico del sito. Nel Museo, che raccoglie i reperti rinvenuti negli scavi, ammireremo la famosa statua del Giovanetto di Mozia (V secolo a.C.). Dal corpo sinuoso e possente è considerata un capolavoro dell'arte greca e testimonia la continuità di scambi culturali e commerciali tra la Sicilia occidentale e il Mediterraneo orientale. In questi luoghi, fin dall'antichità, si è sviluppato un fiorente commercio del sale; ammireremo un paesaggio di rara bellezza fuori dal tempo, con le bianche saline ed i mulini a vento.

    Concludiamo la giornata con la visita guidata alle storiche Cantine Pellegrino: l'antica famiglia arrivata alla settima generazione è nota per la produzione del vino Marsala che gli Inglesi ritennero migliore del Porto e del Madeira. Nelle  Cantine  il tempo si è fermato all'800: le botti di rovere, gli ampi magazzini, il museo con gli attrezzi dell'epoca e l'immancabile degustazione vi lasceranno una sensazione indimenticabile.

    Pasti liberi e pernottamento in hotel.

     

     

    Visita di Mazara del Vallo, affacciata sul Mediterraneo di fronte alle costa africana, importante porto peschereccio che conserva un centro storico, caratterizzato da strette viuzze, che ben ricordano le città al di là del canale di Sicilia. Visiteremo la Kasbah, la Cattedrale di epoca normanna con le chiese di San Nicolò e S.Maria delle Giummare. Immancabile il Museo del Satiro Danzante, preziosa statua greca appartenento ad un corteo orgiastico che accompagnava Dioniso, rinvenvuta in mare tra Pantelleria e l'Africa.

    Partiremo poi alla volta di Selinunte, che sorge su di un promontorio poco distante dal mare, tra Marsala e Agrigento. Dapprima abitata dai Sicani e poi dai Fenici,fu colonia greca a partire dalla metà del VI sec. a. C.

    Il parco archeologico di Selinunte è considerato il più ampio ed imponente d’Europa: si estende per 1740 km quadrati e comprende numerosi templi, santuari e altari. I luoghi sacri di Selinunte sono costruiti secondo i canoni dell’ordine dorico, le cui caratteristiche principali sono la semplicità e l’essenzialità, che danno il senso dell’ordine e dell’immortalità divina, contrapposte alla fugacità e al caos del mondo sensibile.

    Pasti liberi e pernottamento in hotel.

     

    Visita della cittadina di Salemi, nel cuore della valle del Belice, i cui cortili e vicoli testimoniano la lunga presenza araba. Qui Giuseppe Garibaldi assunse la dittatura della Sicilia. Giungiamo a Gibellina per visitarne il sorprendente 'Cretto' l'opera di Land Art più estesa d'Europa (circa 85 mila mq) e indelebile ricordo di quel dramma che fu il terremoto della Valle del Belice.

    Alberto Burri, che a Gibellina Nuova non volle intervenire, si commosse davanti alla devastazione provocata dal terremoto del 1968 e propose di coprire le macerie del paese distrutto, mantenendone l’impianto urbanistico, con un’immensa colata di cemento bianco. Passeggiare in mezzo al Cretto, lì dove c'erano le vie della vecchia Gibellina, è un'esperienza metafisica ed emozionante. Avvolta nel silenzio e nell'isolamento del paesaggio collinare, colpisce come quest'opera abbia superato la sua funzione di monumento artistico diventando, una volta inserita in questo paesaggio surreale, monumento alla memoria. Riento a Palermo.

    Pasti liberi e pernottamento in hotel.

     

    Giornata libera e rientro alle città di provenienza in autonomia.

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

     L’itinerario prevede spostamenti a piedi e passeggiate che non richiedono particolare allenamento.Come da ordinanza n. 24 del 6 giugno 2020 della Regione Sicilia, chiunque faccia ingresso in Sicilia non domiciliato o se non residente:-         deve necessariamente registrarsi al sito Internet siciliasicura.com compilando integralmente il modulo telematico.-         Utilizzare la WebApp collegata al sito - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
    • VIsita di Erice, borgo medievale antico sintesi di mito e storia
    • Durante il tour, la guida arricchisce l’esperienza con storie e curiosità locali

    ESPERTI

      

    Esperto Kel 12

    • Dal 24  ottobre  2020 al 31  ottobre  2020
    • Dal 21  novembre  2020 al 28  novembre  2020
    • Dal 12  dicembre  2020 al 19  dicembre  2020
    • Dal 16  gennaio  2021 al 23  gennaio  2021
    • Dal 20  febbraio  2021 al 27  febbraio  2021
    • Dal 13  marzo  2021 al 20  marzo  2021

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