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SOGNANDO MACONDO E CANO CRISTALES

COLOMBIA

icona orologio 18 GIORNI
minimo 8 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   8  agosto    al   25  agosto  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

Bogotà, con La Candelaria e i suoi gioielli coloniali. E Cartagena, soprannominata La Regina dei Caraibi. Senza dimenticare i resti archeologici delle antiche civiltà nel Parco Archeologico di San Agustín. E Aracataca, nell’immaginario collettivo la Macondo di Gabriel García Márquez in Cent’anni di solitudine. Città uniche, dove le facciate color pastello dei palazzi contrastano ancora di più con i cornicioni bianchi. E i - continua -

A PARTIRE DA: 5.500 €


ITINERARIO

Partenza da Milano/Roma con volo di linea Iberia via Madrid (segnaliamo che sulle tratte europee Iberia non prevede nessuna consumazione gratuita a bordo e la preassegnazione dei posti in anticipo è a pagamento).

Arrivo nel pomeriggio a Bogotá. Disbrigo delle formalità doganali, incontro con la guida parlante italiano e trasferimento privato in hotel.

Cena e pernottamento all’Hotel EK 5* o similare.

 

Prima colazione. A 50 chilometri a nord della capitale si trovano le miniere di sale di Zipaquirà, che sono state lo spunto per una realizzazione davvero inconsueta. La denominazione ha origine dal legame mai reciso con la tradizione delle culture precristiane. Zipa, infatti, era il nome del cacique, il capo dei Muisca mezzo millennio fa.

Da secoli, prima della conquista spagnola, e ancor oggi, si estrae sale a circa 200 metri sottoterra. Milioni di tonnellate del prezioso materiale sono state asportate per farne emergere anche una cattedrale a 180 metri dotto il livello del terreno. L’esistenza di tale strana opera, si deve all’ampliamento dell’usanza dei minatori di realizzare piccoli altari per propiziare la benedizione divina su attività assai rischiose. Una prima cattedrale era stata costruita all’inizio del XX secolo e poi chiusa perché divenuta pericolante. La seconda è datata anni ’90. È lunga quasi come un campo di calcio e può contenere oltre 8.000 fedeli. È ancora in funzione e vi si accede dopo aver percorso una Via Crucis: il luogo è sacro e spettacolare allo stesso tempo.

Pranzo in ristorante e proseguimento verso Villa de Leyva.

Inizia qui una parte del viaggio che ci porta nella periferia coloniale della Colombia, dove il tempo sembra aver rallentato il suo scorrere. Villa de Leyva è in una regione importante storicamente perché fu una delle prime a essere colonizzata. È, a ragione, Monumento Nazionale e, sin dal primo periodo della sua fondazione, nel 1572, è stata luogo di residenza scelto da nobili, ufficiali dell’esercito e clero. Il nucleo storico è molto godibile: strade acciottolate, muri imbiancati di calce, la splendida piazza centrale, belle residenze alcune delle quali case museo, chiese e suoni di campane, caffè, ristoranti, negozi...

Le passeggiate per gustarne le atmosfere partono dalla Plaza Mayor: mai nome fu più adatto a una piazza, specie di un centro tanto piccolo, considerando che ogni lato misura 120 metri. Poco fuori Villa dalla cittadina visitiamo il Convento Ecce Homo. Cena e pernottamento al boutique hotel Posada de San Antonio o similare.

 

Prima colazione. Partenza in pulmino in direzione di Bogotà con sosta lungo il percorso alla cittadina di Raquirà, centro famoso per l’artigianato locale. Pranzo in ristorante lungo il percorso. Arrivo all’aeroporto di Bogotà e imbarco sul volo per Neiva (18.56/20.07, orario soggetto a riconferma).

All’arrivo a Neiva trasferimento all’Hotel GHL 4* o similare per la cena e il pernottamento.

 

Prima colazione e partenza presto al mattino in direzione sud verso San Agustin. Lungo la strada è possibile ammirare paesaggi molto diversi: passiamo dai380 metri sul livello del mare e i 27° di Neiva ai 1.700 metri sul livello del mare e i 20° del Massiccio Colombiano di San Agustin. La strada tortuosa corre nella Valle del Magdalena costeggiando in gran parte il fiume attraverso piantagioni di caffè e di frutta e coltivazioni di riso e di cotone. Una sosta lungo il percorso è d’obbligo per la degustazione delle famose “achiras del Huila�, salatini caratteristici del posto.

Arrivo a San Agustin e pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio visita del Parco Archeologico di San Agustin, testimonianza storica di un patrimonio artistico e culturale tra i più importanti del mondo preispanico sudamericano, e per questo inserito tra i luoghi Patrimonio Culturale dell’Umanità dal 1995.

La regione montuosa di San Agustin fu abitata secoli fa da varie culture successive che lasciarono numerose vestigia archeologiche, tra cui statue, pietre scolpite, sarcofaghi monolitici e iscrizioni geroglifiche con rappresentazioni umane, animali e figure fantastiche. Non si ha una conoscenza approfondita delle culture agustiniane, ma si sa che praticavano forme complesse di culti, specialmente funerari. Erano agricoltori, con un’economia basata sulla coltivazione del mais e integrata da tuberi e frutta, caccia e pesca. Avevano inoltre una conoscenza avanzata dell’arte della ceramica.

Il parco, sede di un museo, si percorre a piedi e comprende il Bosco delle Statue, il complesso noto come Tavoliere A, B, C e D e la Fonte dei Lavapiedi.

Il Bosco delle Statue è un sentiero dove si possono apprezzare 35 statue di diversi origini, dimensioni, stili; i Tavolieri o Mesitas sono vaste spianate artificiali con tumuli funerari, dolmen, sarcofagi e statue. La Fonte Cerimoniale dei Lavapiedi, comprende un complesso labirinto di canali e incavi decorato con rappresentazioni di serpenti, lucertole e salamandre, nonché volti e forme umane. L’ipotesi più probabile è che questo fosse un sito cerimoniale associato al culto dell’acqua.

Cena e pernottamento all’Akawanka Lodge 3* o similare.

 

 

 

Dopo la prima colazione visitiamo i siti archeologici Alto de Los Idolos, una spianata artificiale a ferro di cavallo localizzata a 26 chilometri da San Agustin, dove si possono ammirare 23 statue che esprimono la capacità scultorea della cultura che si sviluppò in epoca preispanica e Alto de Las Piedras, siti funerari dove si possono osservare vestigia e statue finemente decorate, a testimonianza dell’importanza della regione.

Pranzo in ristorante e partenza con il nostro pulmino in direzione di Popayan, che raggiungiamo in serata.

Cena e pernottamento all’Hotel Dann Monasterio o similare.

 

Prima colazione e partenza per Silvia. Dopo circa un’ora e mezza di percorso attraverso diversi paesini, la verde vegetazione montana e le piantagioni di caffè, raggiungiamo il pittoresco villaggio incastonato in una valle a 2.600 metri d’altitudine.

Silvia, diventata famosa per il suo mercato del martedì, è il centro della regione degli indios Guambianos, uno dei gruppi etnici tra i più tradizionali del Paese. È qui che si recano dai paesini intorno per vendere i loro prodotti artigianali e proprio in questo giorno vi ci rechiamo pure noi, per assaporare in pieno la cultura del luogo, certamente meno turistico di altri mercati andini.

I Guambianos sono dediti all’agricoltura e sono abili tessitori (borse, sciarpe e tessuti colorati sono tra le merci più interessanti da acquistare al mercato). Vestono abiti tradizionali, bombetta in testa e poncho blu annodato sulle spalle; le donne adornano il collo con collane bianche.

Dopo aver gironzolato tra le bancarelle, riprendiamo la strada per rientrare a Popayan, dove visitiamo l’Hacienda Calibio, una delle più famose case storiche di Popayan, che fu costruita nel 1793. Tra le sue mura, oltre lo sviluppo dell’allevamento, del commercio e dello schiavismo, si sono ispirati pittori e letterati durante le diverse fasi del colonialismo. Si è tenuta inoltre la battaglia indipendentista nella quale il patriota Antonio Nariño ha sconfitto lo spagnolo Juan Samana nel 1814. Inoltre nelle sue stanze soggiornò il Libertador Simon Bolivar nel 1826.

Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in hotel.

 

Popayan, conosciuta come la “Ciudad Blanca�, per tutte le facciate degli edifici color bianco gesso. La sua fondazione risale al 1537 per merito di Sebastiàn de Belalcàzar e, grazie alla sua posizione a metà strada fra Cartagena, al nord, e Quito e Lima, al sud, ebbe un ruolo importante nell’epoca della Colonia.

Di conseguenza, Popayan è una delle città più tradizionali della Colombia e uno dei suoi principali gioielli architettonici. Agli inizi del XVII secolo venne intrapresa la costruzione di edifici sacri, abitazioni, palazzi e scuole. Purtroppo un terribile terremoto distrusse la città nel 1983 e ci vollero una ventina d'anni per il restauro del patrimonio storico che oggi possiamo di nuovo ammirare in tutta la sua bellezza.

Dedicheremo la mattinata a un percorso a piedi di circa tre ore nel centro coloniale, partendo dal Parque Caldas e dalla Torre del Reloj, visitando antiche case, l’Iglesia de San Francisco, la più bella chiesa della città e l’Iglesia La Ermita, la più antica, il ponte Humilladero e il ponte Chiquito.

Pranzo libero.

A seguire trasferimento in aeroporto e volo per Bogotà (14.32/16.00, orario soggetto a riconferma in loco).

Arrivo e trasferimento in hotel. Cena libera e pernottamento all’Hotel EK o similare.

 

Trasferimento in aeroporto all’alba per il volo che parte alle 7.00 (orario soggetto a riconferma) per La Macarena. Arrivo alle ore 8.15 circa e trasferimento presso gli uffici di Cormacarena, che gestisce il Parco Nazionale Serrania de la Macarena, per una presentazione del parco e per ricevere alcune istruzioni per la sua tutela.

All’arrivo vi è una tassa d’ingresso a La Macarena e al Parco di Caño Cristales di 162.000 COP (pari a circa 45 Euro a persona, soggetto a variazioni anche senza congruo preavviso) da pagare in loco, in contanti e in valuta locale.

A seguire visita del Mirador o di Caño Cristalitos o di Caño Piedra oppure di Rio Bajo Lozada, ai margini del parco. La decisione di cosa si potrà visitare e delle escursioni dei giorni seguenti è a discrezione dell’Ente Parco. Di seguito forniamo una breve descrizione di come si svolgono normalmente queste visite.

Mirador: camminata di circa 500 metri per prendere una canoa (20 minuti circa di navigazione). Camminata in salita per 500 metri per raggiungere il Mirador da dove si ammira una panoramica sulle formazioni rocciose con i disegni rupestri degli indigeni e sulla “savana� locale.

Caño Cristalitos: auto per 20 minuti, poi si prende una lancia per guadare il fiume (10 minuti circa). Si cammina quindi per circa 1 km fino a Caño Cristalitos, un fiume con formazioni rocciose e alghe di color rosso.

Caño Piedra: in circa 30 minuti di auto attraverso la savana, si raggiunge una finca tipica. A 300 metri circa dalla finca si trova il fiume con alcune piante rosse nel fondale, dove si può fare un bagno.

Pranzo al sacco durante l’escursione. Cena in ristorante locale.

Pernottamento al semplice Hotel La Fuente 2* o similare.

 

NB: per i giorni a Caño Cristales è bene prevedere un bagaglio a mano con quanto si ritiene necessario. Il bagaglio principale verrà lasciato in custodia nell’hotel di Bogotà dove rientreremo.

 

Sveglia presto al mattino, prima colazione e partenza verso Caño Cristales.

Caño Cristales, che percorre 100 km prima di gettarsi nelle acque del fiume Guayabero, è un fiume che offre a chi s’inoltra fino a qui uno spettacolo biologico unico, tanto da essere stato definito come “il fiume più bello del mondo�, “il fiume dei cinque colori� o “arcobaleno liquido�.

Il corso d’acqua, che stupisce con i suoi vivaci colori, scorre nella provincia di Meta, esattamente nel Parco Nazionale Serrania de la Macarena, una zona che vanta un’elevata biodiversità, frutto della confluenza di tre sistemi biogeografici: le Ande, l’Amazzonia e la regione dell’Orinoco. Questo paradiso rappresenta un vero e proprio monumento naturale per la Colombia. Per la maggior parte dell’anno, Caño Cristales è un comunissimo fiume, con un letto di rocce coperte di muschi verdi che si intravedono tra la fresca e calma corrente trasparente e l’area è chiusa al turismo per proteggerne il fragile ecosistema e permettergli di rigenerarsi. Con l’arrivo della stagione umida e calda (la nostra estate fino all’autunno inoltrato), il muschio diventa di un verde brillante, le alghe sulle rocce acquistano sfumature dal viola al magenta e l’acqua diventa di un blu acceso. Ad attirare maggiormente l’attenzione è il rosso vivo prodotto dalla Macarenia Clavigera, una specie particolare di alga che regala alle acque del fiume colori psichedelici, alternandosi al giallo della sabbia, al verde dei muschi e delle altre alghe, e creando una cromia di tonalità intermedie.

L’effetto è davvero spettacolare, per l’atmosfera fiabesca e per l’ampiezza, interessando chilometri e chilometri di acque. Il sito è stato chiuso ai turisti per diversi anni per poi essere riaperto al pubblico nel 2009. Nonostante l’area sia isolata e impervia, vale la pena di faticare un po’ per ammirare questo spettacolo della natura. Naturalmente i colori e le sfumature cromatiche che rendono unico questo fiume si apprezzano nelle giornate limpide e soleggiate, ma la certezza di condizioni favorevoli in questi casi non vi è mai.

Iniziamo il nostro percorso di avvicinamento con una breve navigazione lungo il Río Guayabero, quindi un trasferimento di circa 30 minuti in auto 4x4 ci conduce fino alla porta di entrata di Caño Cristales.

L’intera giornata è dedicata al río de los cinco colores; i percorsi solitamente aperti che si percorrono a piedi sono: la Cascata dell’Aquila, il percorso più lungo della durata di circa 6 ore andata/ritorno (grado di difficoltà alto), Los Pianos (grado di difficoltà alto), Los Pailones (grado di difficoltà medio) e Caño Escondido (grado di difficoltà basso).

L’Ente che governa il parco giornalmente, a suo insindacabile giudizio, decide quali luoghi possono essere visitati a seconda delle condizioni del fiume e del numero di turisti presenti. Di norma le visite sono organizzate in gruppi di non più di 10 persone accompagnati da guida locale, quindi potrebbe essere necessario dividerci in due gruppi.

Per visitare Caño Cristales si deve camminare in mezzo alla vegetazione e può essere necessario guadare il fiume anche più volte. Si tratta di percorsi più o meno impegnativi che non richiedono una particolare preparazione, ma l’essere in buone condizioni fisiche e poter camminare senza problemi e che comportano il bagnarsi anche fino alla vita, in base al livello dell’acqua che dipende dalle precipitazioni del periodo.

Durante l’escursione, pranzo al sacco avvolto in foglia di banano. Terminata la visita ai principali punti d’interesse di Caño Cristales, rientriamo in auto 4x4 fino al Río Guayabero per poi navigare lungo il fiume fino al porto di La Macarena. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

 

NB: si consiglia di munirsi per l’escursione di un paio di scarpe adatte o sandali tipo tedesco con suola antiscivolo e che possano bagnarsi, di un costume da bagno e un asciugamano. Portare anche una borraccia, non di tipo usa e getta, perché non è possibile introdurre nel parco bottiglie di plastica.

 

Prima colazione presto al mattino e visita del Mirador o di Caño Cristalitos o di Caño Piedra o di Rio Bajo Lozada, ai margini del parco. Si visiterà una zona differente da quella visitata il primo giorno, ma la scelta è a discrezione dell’Ente Parco. Il pranzo è previsto al sacco in corso di escursione o al rientro nel villaggio.

Rientriamo a La Macarena per imbarcarci sul volo per Bogotà previsto nel primo pomeriggio (14.00/15.15, orario soggetto a riconferma in loco).

Arrivo a Bogotà, trasferimento in hotel e tempo libero a disposizione.

Cena libera e pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione andiamo alla scoperta di Bogotà.

Situata a 2.600 metri sul livello del mare su un vasto altopiano delle Ande, è il centro culturale più importante della Colombia, un luogo ricco di siti da visitare e di attività da svolgere.

Quando, nel 1538, gli spagnoli arrivano in quest'altipiano abitato da genti Muisca, ribattezzano il luogo Santa Fe de Bogotà e per tutto il periodo di dominio coloniale la città viene comunemente chiamata solo Santa Fe. Per molto tempo è governata da capitali lontane, nel 1717 diviene essa stessa capitale del Paese, nei secoli successivi cambia aspetto a causa di rivolte, urbanizzazione, terremoti ed epidemie e solo nel 1821, dopo l’indipendenza, acquista la denominazione con cui la conosciamo oggi. La grande trasformazione che la connota come vera capitale economica del Paese si ha alla metà dello scorso secolo, con un processo di industrializzazione che provoca anche consistenti migrazioni interne. L’ultimo mezzo secolo di storia della capitale e dell’intero paese fino alla svolta degli ultimi anni sono segnati dalle vicende storiche legate ai cartelli della cocaina e alla guerriglia.

A Bogotà il quartiere storico de La Candelaria ha il cuore nella Plaza Bolívar. Nel mezzo, sta l’omonima statua. Nei dintorni si concentrano i luoghi di maggior interesse della capitale, anche con architetture del XVIII secolo, alcune in ottimo stato di conservazione. Dopo una passeggiata nel quartiere, ci recheremo nel Museo Botero, nella Iglesia de Santa Clara, nel Museo del Oro e saliremo in funivia al Cerro de Monserrate.

Il primo, a trecento metri dalla piazza, pur essendo dedicato al redondo artista, offre occasione di osservare pure opere di Mirò, Picasso, Chagall, Monet, Dalì, donazioni dello stesso Botero. Ovviamente, le sale sono piene soprattutto di rotondità del più famoso pittore e scultore colombiano, dalle nature morte ai comandanti guerriglieri. L'Iglesia de Santa Clara è anche museo: la volta a botte con un’unica navata è sorretta da pareti ornate da decine di dipinti, le antichità e i decori risalgono al XVIII secolo. Lasciamo per ultimo il Museo del Oro, considerato il più bello e ricco del Sudamerica. Gli oltre 50.000 oggetti costituiscono l’esauriente testimonianza delle numerose culture precoloniali colombiane. Tra i reperti in oro, che sono ovviamente il motivo principale della visita, segnaliamo i tunjos, statuine d’oro e la famosa balsa muisca, legate al mito dell’El Dorado. La leggenda racconta che i caciques e i sacerdoti muisca si coprivano d’oro, immergendosi poi nelle acque della Laguna di Guatavita, poco lontano da Bogotá. Da qui nacque la frenetica ricerca del mitico Eldorado, il luogo misterioso dove si nascondeva l’immenso tesoro dei popoli precolombiani.

Non mancheremo, inoltre, di andare sul Cerro de Monserrate. La funivia consente di evitare i 1500 scalini che superano un dislivello di circa 600 metri. Sulla sommità si trova la chiesa bianca del Cristo Caduto: la statua e il panorama montano che circonda l’immensa metropoli giustificano la salita. Pranzo in ristorante, cena libera e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e trasferimento in aeroporto per il volo per Santa Marta (11.44/13.18, orario soggetto a riconferma in loco).

Arrivo e sistemazione in hotel. Pranzo libero.

Santa Marta, la città coloniale più antica della Colombia, è affacciata sulla costa caraibica e protetta alle spalle dal massiccio innevato della Sierra Nevada.

Appena fuori dal centro città, visitiamo la Quinta de San Pedro Alejandrino.

È un antico zuccherificio perfettamente restaurato dove Bolívar morì il 17 dicembre 1830, deluso, solo e prigioniero del labirinto dei suoi ricordi come scrive Márquez in Il generale nel suo labirinto, il racconto del suo ultimo viaggio. Oggi vi si trova un museo di arte contemporanea all’interno di un giardino botanico con alberi centenari.

Cena libera per approfittare di uno degli ottimi ristoranti del vivace quartiere del Parque de los Novios. Pernottamento all’Hotel Casa de Leda 4* o similare.

 

Prima colazione e partenza per Santa Cruz de Mompox.

Dopo circa due ore di viaggio fra piantagioni di banane e di palme, ci fermiamo nel paesino di Aracataca, la Macondo di Cent’anni di Solitudine dello scrittore Premio Nobel Gabriel García Márquez. Visitiamo la casa-museo fedelmente ricostruita dove Gabo nacque e visse da bambino con i nonni materni, quindi proseguiamo a piedi per gli altri luoghi descritti nel suo romanzo: Plaza de Bolívar, il Camellón de los Almendros, la Casa del Telegrafista, la stazione ferroviaria, la statua di Remedios la Bella e il quartiere dove aveva sede la United Fruit Company.

Pranzo in ristorante. Ripreso il nostro autobus continuiamo la lunga tappa fino a raggiungere finalmente Santa Cruz de Mompox lejana y sola.

Cena in ristorante e pernottamento all’Hotel Boutique Bioma 4* o similare.

 

Prima colazione e visita a piedi della città con guida in italiano e guida locale in spagnolo. Santa Cruz de Mompox sorge sull’isola d’acqua dolce più grande del Sud America, l’Isla Margarita, situata tra il Rio Magdalena e il Rio Cauca. Mompox è un vero e proprio gioiello architettonico coloniale perfettamente conservato e proclamato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Fondata nel 1540, Mompox ebbe un’importanza strategica durante la dominazione spagnola in quanto centro di scambi commerciali tra Cartagena, sulla costa e Bogotá, nell’entroterra. Il declino della sua fortuna nei commerci si deve all’erosione e alla sedimentazione che cambiarono il corso del fiume Magdalena. Oggi è una città che con la sua atmosfera atemporale irradia storia, romanticismo e nostalgia da ogni scorcio, specie lungo la Calle Real del Medio, la via principale in cui si concentrano alcuni degli edifici più belli e importanti della città.

Visitiamo la Casa della Cultura e il Museo di Arte Religiosa, le tante chiese fra cui Santo Domingo, San Francisco, San Juan de Dios, San Agustín e Santa Barbara, quest’ultima situata in riva al fiume, con la torre ottagonale in stile moresco e i suoi balconi che la rendono unica in Colombia. Le antiche case sono quasi tutte a un piano, con tetti in tegole, portali in pietra, grandi finestre protette da eleganti grate in ferro battuto appoggiate a basamenti ornamentali ognuno diverso. Nella penombra dove il sole non riesce a penetrare la gente chiacchiera tranquilla seduta sulle tradizionali sedie a dondolo in legno. Altri luoghi di grande interesse sono i parchi Bolívar e Santander e il Palazzo di Giustizia e il vecchio cimitero. Per quanto riguarda l’artigianato, gli orafi di Mompox godono di fama internazionale per i loro delicati gioielli in filigrana d’oro e d’argento. Pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio tempo libero per godere in tranquillità il fascino nascosto di questo prezioso angolo dimenticato dal tempo, passeggiare tra le vie della città, rilassarsi in un caffè, tornare in uno dei luoghi che ci hanno particolarmente colpito, fare foto o acquisti o di un giro sul fiume al tramonto…

Qui sembra davvero di muoversi dentro un racconto di García Márquez, anche se pare che Gabo nei suoi molti viaggi lungo il Rio Magdalena non vi si sia mai fermato. Cena libera e pernottamento in hotel.

 

Colazione e partenza presto al mattino verso Cartagena de Indias.

Per pranzo prevediamo un leggero lunch box da consumare durante il percorso.

Cartagena non è solo un gioiello architettonico coloniale, forse l’angolo più bello dell’America Latina, anch’essa meritatamente iscritta nel Patrimonio dell’Umanità. Ciò che le dona quell’atmosfera rilassata e allegra al tempo stesso è la popolazione gentile e cordiale e la sua vivacità culturale.

Nel tardo pomeriggio potremo avere un primo approccio individuale o insieme all’accompagnatore della bella Cartagena, la perla del Mar dei Caraibi, che visiteremo il giorno seguente.

Cena libera e pernottamento all’Hotel Capellan de Getsemani 5* o similare.

 

Dopo la prima colazione, iniziamo con la visita della zona moderna di  Cartagena per poi continuare con il centro storico dentro le mura, fra le antiche strade, piazze, chiese e palazzi dai colori pastello.

Cartagena è ricca di cultura, di storia, di fascino e di mistero, un museo a cielo aperto. L'UNESCO ha dichiarato più volte il suo amore per questa città definendola una delle più belle del mondo. È una città da percorrere lentamente, a piedi o in una vecchia carrozza trainata da cavalli, alla luce del giorno e di notte, quando i lampioni illuminano le piazze. Solo così si può apprezzarne tutta la bellezza. Fondata nel 1533 da don Pedro de Heredia, Cartagena ebbe una funzione cruciale come centro commerciale e porto d’imbarco dei tesori della Corona durante la dominazione spagnola. Soffrì costanti assedi che determinarono la sua straordinaria architettura militare, caratterizzata da grosse muraglie, fortini e bastioni. Visitiamo i principali edifici religiosi: la Cattedrale, la chiesa e il chiostro di San Pedro Claver.

Nella Plaza de la Aduana si può apprezzare il Palazzo Municipale, sede del Comune, mentre nel settore nord della città si trova la Plaza de las Bòvedas, sotto le cui arcate, oggi occupate da negozietti per turisti, nel passato s’immagazzinarono munizioni e armi e alloggiarono le truppe. Dalla Puerta del Reloy si arriva alla Plaza de los Coches, dove anticamente si svolgeva il mercato degli schiavi. Oltre c’è il quartiere di Getsemani, parte del centro storico, ma ancora più giovane e vivace, con magnifici murales e tanti locali dove ascoltare musica e bere un drink. Per capire bene ciò che fu la Cartagena storica, bisogna percorrerne le strutture difensive che salvarono la città dai numerosi assedi e le conferirono la fama di inespugnabile. Spicca, fra tutte, l’imponente mole di pietra del Castello di San Felipe de Barajas, considerato il capolavoro dell’ingegneria militare spagnola in America, che percorreremo a piedi dopo averlo raggiunto con il nostro minibus.

Dopo il pranzo in ristorante, pomeriggio libero per ritornare nei luoghi più suggestivi, dedicarci agli ultimi acquisti e salutare la Colombia guardando dalle fortificazioni il sole che si inabissa nell’oceano. 

Cena libera e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e trasferimento in aeroporto per il volo diretto a Bogotà (12.27/13.57, orario soggetto a riconferma). Arrivo e connessione con il volo in partenza per Madrid.

Pasti liberi. Pernottamento a bordo.

 

Arrivo a Madrid e connessione con il volo per l’Italia.


 

 

 

  1. Silvia, mercato    2. Caño Cristales      3. Cartagena de Indias

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 I voli per questo viaggio sono programmati con Iberia da Milano Malpensa e Roma. La preassegnazione dei posti in anticipo è a pagamento in classe turistica da effettuarsi con propria carta di credito a biglietto emesso come da condizioni consultabili sul sito della compagnia https://www.iberia.com/it/prenotazione-posti-a-sedere/ I voli domestici sono programmati con Avianca. Ovunque abbiamo selezionato hotel di medio-alto livello, confortevoli, tra i migliori disponibili nelle - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  •  Tra le tappe del viaggio c'è anche Cano Cristales, considerato da molti "il fiume più bello del mondo". Il corso d'acqua è accessibile solo in un determinato periodo dell'anno e pochissimi operatori lo includono negli itinerari
  • Il viaggio è completo e molto vario dal punto di vista di ciò che si vede. Si utilizzano aerei, bus, lance, mezzi 4x4

ESPERTI

  

Esperto Kel 12

  • Dal 8  agosto  2019 al 25  agosto  2019