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  • SOGNANDO MACONDO E CANO CRISTALES

    COLOMBIA

  • SOGNANDO MACONDO E CANO CRISTALES

    COLOMBIA

    icona orologio 18 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:
    Sistemazioni
    Land Expeditions - Viaggi con Esperto

    Bogotà, con La Candelaria e i suoi gioielli coloniali. E Cartagena, soprannominata la Regina dei Caraibi. Senza dimenticare i resti archeologici delle antiche civiltà nel Parco Archeologico di San Agustín. E Aracataca, nell’immaginario collettivo la Macondo di Gabriel García Márquez in Cent’anni di solitudine. Città uniche, dove le facciate color pastello dei palazzi contrastano ancora di più con i cornicioni bianchi. E i - continua -

    A PARTIRE DA: 5.600 €


    ITINERARIO

    Partenza dallItalia con volo di linea via scalo europeo. Arrivo in serata a Bogotá. Disbrigo delle formalità doganali, incontro con la guida parlante italiano e trasferimento privato in hotel.

    Cena libera e pernottamento in hotel 5*.

     

    Dopo la colazione andiamo alla scoperta di Bogotà.

    Situata a 2.600 metri sul livello del mare su un vasto altopiano delle Ande, è il centro culturale più importante della Colombia, un luogo ricco di siti da visitare e di attività da svolgere.

    Quando, nel 1538, gli spagnoli arrivano in quest'altipiano abitato da genti Muisca, ribattezzano il luogo Santa Fe de Bogotà e per tutto il periodo di dominio coloniale la città viene comunemente chiamata solo Santa Fe. Per molto tempo è governata da capitali lontane, nel 1717 diviene essa stessa capitale del Paese, nei secoli successivi cambia aspetto a causa di rivolte, urbanizzazione, terremoti ed epidemie e solo nel 1821, dopo l’indipendenza, acquista la denominazione con cui la conosciamo oggi. La grande trasformazione che la connota come vera capitale economica del Paese si ha alla metà dello scorso secolo, con un processo di industrializzazione che provoca anche consistenti migrazioni interne. L’ultimo mezzo secolo di storia della capitale e dell’intero paese fino alla svolta degli ultimi anni sono segnati dalle vicende storiche legate ai cartelli della cocaina e alla guerriglia.

    A Bogotà il quartiere storico de La Candelaria ha il cuore nella Plaza Bolívar. Nel mezzo, sta l’omonima statua. Nei dintorni si concentrano i luoghi di maggior interesse della capitale, anche con architetture del XVIII secolo, alcune in ottimo stato di conservazione. Dopo una passeggiata nel quartiere, ci recheremo nel Museo Botero, nella Iglesia de Santa Clara, nel Museo del Oro e saliremo in funivia al Cerro de Monserrate.

    Il primo, a trecento metri dalla piazza, pur essendo dedicato al redondo artista, offre occasione di osservare pure opere di Mirò, Picasso, Chagall, Monet, Dalì, donazioni dello stesso Botero. Ovviamente, le sale sono piene soprattutto di rotondità del più famoso pittore e scultore colombiano, dalle nature morte ai comandanti guerriglieri. L'Iglesia de Santa Clara è anche museo: la volta a botte con un’unica navata è sorretta da pareti ornate da decine di dipinti, le antichità e i decori risalgono al XVIII secolo. Lasciamo per ultimo il Museo del Oro, considerato il più bello e ricco del Sudamerica. Gli oltre 50.000 oggetti costituiscono l’esauriente testimonianza delle numerose culture precoloniali colombiane. Tra i reperti in oro, che sono ovviamente il motivo principale della visita, segnaliamo i tunjos, statuine d’oro e la famosa balsa muisca, legate al mito dell’El Dorado. La leggenda racconta che i caciques e i sacerdoti muisca si coprivano d’oro, immergendosi poi nelle acque della Laguna di Guatavita, poco lontano da Bogotá. Da qui nacque la frenetica ricerca del il mitico Eldorado, il luogo misterioso dove si nascondeva l’immenso tesoro dei popoli precolombiani.

    Non mancheremo, inoltre, di andare sul Cerro de Monserrate. La funivia consente di evitare i 1500 scalini che superano un dislivello di circa 600 metri. Sulla sommità si trova la chiesa bianca del Cristo Caduto: la statua e il panorama montano che circonda l’immensa metropoli giustificano la salita. Pranzo in ristorante.

    Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e trasferimento in aeroporto per il volo diretto a Neiva (09.12/10.18, orario soggetto a riconferma).

    Arrivo e partenza con pulmino privato verso San Agustin. È la prima occasione che abbiamo per percorrere via terra e conoscere un tratto consistente di territorio colombiano.

    Lungo la strada avremo modo di osservare diversi paesaggi. Si passa dai 380 metri sul livello del mare e i 27° di Neiva, capoluogo del dipartimento di Huila, ai 1.700 metri sul livello del mare e i 20° del Massiccio Colombiano di San Agustín. La strada tortuosa corre nella Valle del Magdalena costeggiando in gran parte il fiume, attraverso coltivazioni di riso e di cotone, piantagioni di caffè e di frutta.

    Durante il percorso effettueremo una sosta al monumento alla Cacica Gaitana, una scultura di Rodrigo Arenas Betancourt dedicata alla Gaitana, o Guaitipán, una donna della regione di Timanà che nel XV secolo guidò la popolazione indigena della valle superiore del Rio Magdalena contro l’avanzata spagnola, e un’altra sosta al mirador de la Represa de Betania, da dove si può godere di una panoramica sulla valle.

    Pranzo libero.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

     

     

    Dopo la prima colazione visita del Parco Archeologico di San Agustin, testimonianza storica di un patrimonio artistico e culturale tra i più importanti del mondo preispanico sudamericano, e per questo inserito tra i luoghi Patrimonio Culturale dell’Umanità dal 1995.

    La regione montuosa di San Agustin fu abitata secoli fa da varie culture successive che lasciarono numerose vestigia archeologiche, tra cui statue, pietre scolpite, sarcofaghi monolitici e iscrizioni geroglifiche con rappresentazioni umane, animali e figure fantastiche. Non si ha una conoscenza approfondita delle culture agustiniane, ma si sa che praticavano forme complesse di culti, specialmente funerari. Erano agricoltori, con un’economia basata sulla coltivazione del mais e integrata da tuberi e frutta, caccia e pesca. Avevano inoltre una conoscenza avanzata dell’arte della ceramica.

    La maggiore concentrazione di statue si trova nel Parco Archeologico di San Agustin, a tre chilometri dal centro abitato. Il parco, sede di un museo, si percorre a piedi e comprende il Bosco delle Statue, il complesso noto come Tavoliere A, B, C e D e la Fonte dei Lavapiedi.

    Il Bosco delle Statue è un sentiero dove si possono apprezzare 35 statue di diversi origini, dimensioni, stili; i Tavolieri o Mesitas sono vaste spianate artificiali con tumuli funerari, dolmen, sarcofagi e statue. La Fonte Cerimoniale dei Lavapiedi, comprende un complesso labirinto di canali e incavi decorato con rappresentazioni di serpenti, lucertole e salamandre, nonché volti e forme umane. L’ipotesi più probabile è che questo fosse un sito cerimoniale associato al culto dell’acqua.

    Visitiamo anche i siti archeologici Alto de los Idolos, una spianata artificiale a ferro di cavallo localizzata a 26 chilometri da San Agustin, e Alto de las Piedras, siti funerari dove si possono osservare vestigia e statue finemente decorate, a testimonianza dell’importanza della regione.

    Pranzo in ristorante in corso d’escursione.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e partenza per Popayan.

    Lungo il percorso, visita a una finca cafetera, dove potremo conoscere le fasi di lavorazione e produzione del caffè, principale prodotto desportazione della Colombia e uno dei migliori al mondo, grazie al clima fresco e allaltitudine.

    Per arrivare a Popayan, ci si dirige verso nord attraversando il Parque Nacional Puracé, accompagnati dalla vegetazione d’alta quota andina tipica del paramo e dalle cime di vulcani che dominano la regione. Arrivo a destinazione nel tardo pomeriggio.

    Pranzo in ristorante.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

    Dopo la prima colazione partenza per Silvia. Dopo circa un’ora e mezza di percorso attraverso diversi paesini, la verde vegetazione montana e le immancabili piantagioni di caffè, raggiungiamo il pittoresco villaggio incastonato in una valle a 2600 metri d’altitudine.

    Silvia è il centro della regione degli indios Guambiano, uno dei gruppi etnici tra i più tradizionali del Paese. Vivono nei paesini che circondano Silvia, diventata famosa per il suo mercato del martedì. E’ qui che si recano per vendere i loro prodotti artigianali e proprio in questo giorno vi ci rechiamo pure noi, per assaporare in pieno la cultura del luogo, certamente meno turistico di altri mercati andini. I Guambianos sono dediti all’agricoltura e sono abili tessitori, borse, sciarpe e tessuti colorati sono tra le merci più interessanti da acquistare al mercato. Vestono abiti tradizionali, bombetta in testa e poncho blu annodato sulle spalle; le donne adornano il collo con collane bianche.

    Dopo aver gironzolato tra le bancarelle, pranzo in ristorante e rientro a Popayan, che visitiamo nel pomeriggio.

    E conosciuta come la “Ciudad Blanca”, per tutte le facciate degli edifici color bianco gesso. La sua fondazione risale al 1537 per merito di Sebastiàn de Belalcàzar e, grazie alla sua posizione a metà strada fra Cartagena, al nord, e Quito e Lima, al sud, ebbe un ruolo importante nell’epoca della Colonia.

    Di conseguenza, Popayan è una delle città più tradizionali della Colombia e uno dei suoi principali gioielli architettonici. Agli inizi del XVII secolo venne intrapresa la costruzione di edifici sacri, abitazioni, palazzi e scuole. Purtroppo un terribile terremoto distrusse la città nel 1983 e ci vollero una ventina d'anni per il restauro del patrimonio storico che oggi possiamo di nuovo ammirare in tutta la sua bellezza.

    Effettueremo un percorso a piedi di circa tre ore nel centro coloniale partendo dal Parque Caldas e dalla Torre del Reloj, visitando antiche case, alcune chiese e il Puente del Humilladero. C

    Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Presto al mattino trasferimento in aeroporto e volo per Bogotà (08.47/10.15, orario soggetto a riconferma in loco).  

    Arrivo e partenza immediata verso le miniere di sale di Zipaquirà, a 50 chilometri a nord della capitale. Qui, da secoli, prima della conquista spagnola e ancor oggi, si estrae sale a circa 200 metri sottoterra. Milioni di tonnellate del prezioso materiale sono state asportate per farne emergere anche una cattedrale a 180 metri sotto il livello del terreno. L’esistenza di tale strana opera si deve all’ampliamento dell’usanza dei minatori di realizzare piccoli altari per propiziare la benedizione divina su attività assai rischiose. Una prima cattedrale era stata costruita all’inizio del XX secolo e poi chiusa perché divenuta pericolante. La seconda è datata anni ’90. È lunga quasi come un campo di calcio e può contenere oltre 8.000 fedeli. È ancora in funzione e vi si accede dopo aver percorso una Via Crucis: il luogo è sacro e spettacolare allo stesso tempo.

    Pranzo in ristorante.

    Nel pomeriggio rientro a Bogotà e tempo libero a disposizione.

    Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Trasferimento in aeroporto all’alba per il volo che parte alle 7.00 circa (l’orario è soggetto a riconferma in loco) per La Macarena. Colazione al sacco.

    Arrivo dopo 1 ora e 15 minuti circa di volo e trasferimento presso gli uffici di Cormacarena, che gestisce il Parco Nazionale Serrania de la Macarena, per una presentazione del parco e per ricevere alcune istruzioni per la sua tutela.

    A seguire visita del Mirador o di Caño Cristalitos o di Caño Piedra oppure di Rio Bajo Lozada, che si trovano ai margini del parco. La decisione di quale località si potrà visitare e delle escursioni dei giorni seguenti è a discrezione dell’Ente che gestisce il parco. Di seguito forniamo una breve descrizione delle possibili escursioni.

    Mirador: camminata di circa 500 metri per prendere una canoa (20 minuti circa di navigazione). Camminata in salita per 500 m per raggiungere il Mirador da dove si ammira una panoramica sulle formazioni rocciose con i disegni rupestri degli indigeni e sulla “savana” locale.

    Caño Cristalitos: auto per 20 minuti, poi si prende una lancia per guadare il fiume (10 minuti circa). Si cammina quindi per circa 1 km fino a Caño Cristalitos, un fiume con formazioni rocciose e alghe di color rosso.

    Caño Piedra: in circa 30 minuti di auto attraverso la savana si raggiunge una finca tipica. A 300 metri circa dalla finca si trova il fiume con alcune piante rosse nel fondale, dove si può fare un bagno. Al ritorno in auto si ammira il tramonto nella sierra.

    Pranzo al sacco durante l’escursione.

    Cena in ristorante locale. Pernottamento in semplice hotel 2* (questo è l’hotel più semplice dove pernottiamo durante il nostro viaggio).

     

    NB: prevedere una valigia di piccole dimensioni, tipo bagaglio a mano, del peso massimo di 10 kg, per le giornate che trascorreremo a Caño Cristales. Il bagaglio principale verrà lasciato in custodia nell’hotel di Bogotà dove rientreremo.

     

    Sveglia presto al mattino, prima colazione e partenza verso Caño Cristales.

    Caño Cristales, che percorre 100 km prima di gettarsi nelle acque del fiume Guayabero, è un fiume che offre a chi s’inoltra fino a qui uno spettacolo biologico unico, tanto da essere stato definito come “il fiume più bello del mondo”, “il fiume dei cinque colori” o “arcobaleno liquido”.

    Il corso d’acqua, che stupisce con i suoi vivaci colori, scorre nella provincia di Meta, esattamente nel Parco Nazionale Serrania de la Macarena, una zona che vanta un’elevata biodiversità, frutto della confluenza di tre sistemi biogeografici: le Ande, l’Amazzonia e la regione dell’Orinoco. Questo paradiso rappresenta un vero e proprio monumento naturale per la Colombia. Per la maggior parte dell’anno, Caño Cristales è un comunissimo fiume, con un letto di rocce coperte di muschi verdi che si intravedono tra la fresca e calma corrente trasparente e l’area è chiusa al turismo per proteggerne il fragile ecosistema e permettergli di rigenerarsi. Con l’arrivo della stagione umida e calda (la nostra estate fino all’autunno inoltrato), il muschio diventa di un verde brillante, le alghe sulle rocce acquistano sfumature dal viola al magenta e l’acqua diventa di un blu acceso. Ad attirare maggiormente l’attenzione è il rosso vivo prodotto dalla Macarenia Clavigera, una specie particolare di alga che regala alle acque del fiume colori psichedelici, alternandosi al giallo della sabbia, al verde dei muschi e delle altre alghe, e creando una cromia di tonalità intermedie.

    L’effetto è davvero spettacolare, per l’atmosfera fiabesca e per l’ampiezza, interessando chilometri e chilometri di acque. Il sito è stato chiuso ai turisti per diversi anni per poi essere riaperto al pubblico nel 2009. Nonostante l’area sia isolata e impervia, vale la pena faticare un po’ per ammirare questo spettacolo della natura. Naturalmente i colori e le sfumature cromatiche che rendono unico questo fiume si apprezzano nelle giornate limpide e soleggiate, ma la certezza di condizioni favorevoli in questi casi non vi è mai.

    Iniziamo il nostro percorso di avvicinamento con una breve navigazione lungo il Río Guayabero, quindi un trasferimento di circa 30 minuti in auto 4x4 ci conduce fino alla porta di entrata di Caño Cristales. L’intera giornata è dedicata al río de los cinco colores. I percorsi solitamente aperti sono: la Cascata dell’Aquila, il percorso più lungo della durata di circa 6 ore andata e ritorno (grado difficoltà alto), Los Pianos (grado difficoltà alto), Los Pailones (grado difficoltà medio) e Caño Escondido (grado difficoltà basso). A seconda del sentiero che si percorre, si potranno visitare alcuni tra i seguenti luoghi: la Piscina del Turista, Tablas de la Ley, Cascada la Escalera, Cascada los Cuarzos, Cascada los Pianos, Cascada de la Virgen, Piscina Karoll Cristal, el Coliseo, Pozo del Corazón, Los Ochos, Tapete Rojo y Pozo de la Danta.

    Durante l’escursione, pranzo tipico al sacco avvolto in foglia di banano. Terminata la visita ai principali punti d’interesse di Caño Cristales, rientriamo in auto 4x4 fino al Río Guayabero per poi navigare lungo il fiume fino al porto di La Macarena. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

     

    NB: l’Ente che governa il parco, a suo insindacabile giudizio, decide giornalmente quali luoghi possono essere visitati a seconda delle condizioni del fiume e del numero di turisti presenti. Di norma le visite sono organizzate in gruppi di non più di 10 persone accompagnati da guida locale parlante spagnolo, quindi potrebbe essere necessario dividerci in due gruppi.

    Per visitare Caño Cristales si deve camminare in mezzo alla vegetazione e può essere necessario guadare il fiume anche più volte. Si tratta di percorsi che possono essere più o meno faticosi e che comportano il bagnarsi anche fino alla vita, in base al livello dell’acqua, che dipende dalle precipitazioni del periodo.

    Si consiglia di munirsi di un paio di scarpe adatte o sandali tipo tedesco con suola antiscivolo e che possano bagnarsi, di un costume da bagno e un asciugamano. Ricordarsi di portare con la borraccia Kel 12, perché non è possibile introdurre nel parco bottiglie di plastica.

     

    Prima colazione e visita del Mirador o di Caño Cristalitos o di Caño Piedra o di Rio Bajo Lozada, ai margini del parco.

    Si visiterà una zona differente da quella visitata il primo giorno, ma la scelta rimane a discrezione dell’Ente che gestisce il parco.

    Il pranzo è previsto al sacco in corso di escursione.

    A seguire rientriamo a La Macarena per imbarcarci sul volo charter per Bogotà in partenza nel primo pomeriggio (normalmente la partenza del volo è verso le 14.00, tuttavia lorario è soggetto a riconferma in loco).

    Arrivo a Bogotà, trasferimento in hotel e tempo a disposizione.

    Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e trasferimento in aeroporto per il volo per Santa Marta (09.55/11.27, orario soggetto a riconferma in loco).  

    Allarrivo trasferimento in hotel e pranzo libero.

    Dedichiamo il pomeriggio alla visita di Santa Marta e dei suoi dintorni.

    Santa Marta, la città coloniale più antica della Colombia, è affacciata sulla costa caraibica e protetta alle spalle dal massiccio innevato della Sierra Nevada.

    Appena fuori dal centro città, visitiamo la Quinta de San Pedro Alejandrino. È un antico zuccherificio perfettamente restaurato dove Simon Bolívar (El Libertador) morì il 17 dicembre 1830, deluso, solo e prigioniero del labirinto dei suoi ricordi come scrive Márquez in Il generale nel suo labirinto, il racconto del suo ultimo viaggio. Oggi vi si trova un museo di arte contemporanea all’interno di un giardino botanico con alberi centenari.

    Visitiamo poi la Casa de la Aduana, oggi sede del Museo del Oro Tairona, che custodisce interessanti manufatti degli indigeni della regione.

    Cena libera per approfittare di uno degli ottimi ristoranti del vivace quartiere del Parque de los Novios. Pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e partenza per Santa Cruz de Mompox.

    Dopo circa due ore di viaggio fra piantagioni di banane e di palme, ci fermiamo nel paesino di Aracataca, la Macondo di Cent’anni di Solitudine dello scrittore Premio Nobel Gabriel García Márquez. Visitiamo la casa museo fedelmente ricostruita dove Gabo nacque e visse da bambino con i nonni materni, quindi proseguiamo a piedi per gli altri luoghi descritti nel suo romanzo: la stazione ferroviaria, la statua di Remedios la Bella, il Camellón de los Almendros, il Colleggio Montessori in cui studiò il Premio Nobel, ledificio della Logia Masonica, la Casa del Telegrafista e il quartiere dove aveva sede la United Fruit Company. Pranzo in ristorante.

    Ripreso il nostro autobus continuiamo la lunga tappa fino a raggiungere finalmente Santa Cruz de Mompox “lejana y sola”.

    Cena in ristorante e pernottamento in boutique hotel.

     

    Prima colazione e visita a piedi della città con guida in italiano e guida locale in spagnolo. Santa Cruz de Mompox sorge sull’isola d’acqua dolce più grande del Sud America, l’Isla Margarita, situata tra il Rio Magdalena e il Rio Cauca. Mompox è un vero e proprio gioiello architettonico coloniale perfettamente conservato e proclamato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Fondata nel 1540, Mompox ebbe un’importanza strategica durante la dominazione spagnola in quanto centro di scambi commerciali tra Cartagena, sulla costa e Bogotá, nell’entroterra. Il declino della sua fortuna nei commerci si deve all’erosione e alla sedimentazione che cambiarono il corso del fiume Magdalena. Oggi è una città che con la sua atmosfera atemporale irradia storia, romanticismo e nostalgia da ogni scorcio, specie lungo la Calle Real del Medio, la via principale in cui si concentrano alcuni degli edifici più belli e importanti della città.

    Visitiamo la Casa della Cultura e il Museo di Arte Religiosa, le tante chiese fra cui Santo Domingo, San Francisco, San Juan de Dios, San Agustín e Santa Barbara, quest’ultima situata in riva al fiume, con la torre ottagonale in stile moresco e i suoi balconi che la rendono unica in Colombia. Le antiche case sono quasi tutte a un piano, con tetti in tegole, portali in pietra, grandi finestre protette da eleganti grate in ferro battuto appoggiate a basamenti ornamentali ognuno diverso. Nella penombra dove il sole non riesce a penetrare la gente chiacchiera tranquilla seduta sulle tradizionali sedie a dondolo in legno. Altri luoghi di grande interesse sono i parchi Bolívar e Santander e il Palazzo di Giustizia e il vecchio cimitero. Per quanto riguarda l’artigianato, gli orafi di Mompox godono di fama internazionale per i loro delicati gioielli in filigrana d’oro e d’argento. Pranzo in ristorante.

    Nel pomeriggio tempo libero per godere in tranquillità il fascino nascosto di questo prezioso angolo dimenticato dal tempo, passeggiare tra le vie della città, rilassarsi in un caffè, tornare in uno dei luoghi che ci hanno particolarmente colpito, fare foto, acquisti o un giro sul fiume al tramonto…

    Qui sembra davvero di muoversi dentro un racconto di García Márquez, anche se pare che Gabo nei suoi molti viaggi lungo il Rio Magdalena non vi si sia mai fermato. Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Colazione e partenza di mattina presto verso Cartagena de Indias.

    Per pranzo prevediamo un leggero box lunch da consumare in corso di trasferimento.

    Cartagena non è solo un gioiello architettonico coloniale, forse l’angolo più bello dell’America Latina, anch’essa meritatamente iscritta nel Patrimonio dell’Umanità. Ciò che le dona quell’atmosfera rilassata e allegra al tempo stesso è la popolazione gentile e cordiale e la sua vivacità culturale.

    Nel tardo pomeriggio potremo avere un primo approccio individuale, o insieme all’accompagnatore, della bella Cartagena, la perla del Mar dei Caraibi, che visiteremo il giorno seguente.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

    Dopo la prima colazione, iniziamo con la visita della zona moderna di Cartagena per poi continuare con il centro storico dentro le mura, fra le antiche strade, piazze, chiese e palazzi dai colori pastello.

    Cartagena è ricca di cultura, di storia, di fascino e di mistero, un museo a cielo aperto. L'UNESCO ha dichiarato più volte il suo amore per questa città definendola una delle più belle del mondo. È una città da percorrere lentamente, a piedi o in una vecchia carrozza trainata da cavalli, alla luce del giorno e di notte, quando i lampioni illuminano le piazze. Solo così si può apprezzarne tutta la bellezza. Fondata nel 1533 da don Pedro de Heredia, Cartagena ebbe una funzione cruciale come centro commerciale e porto d’imbarco dei tesori della Corona durante la dominazione spagnola. Soffrì costanti assedi che determinarono la sua straordinaria architettura militare, caratterizzata da grosse muraglie, fortini e bastioni che le conferirono la fama di inespugnabile. Spicca, fra tutte, l’imponente mole di pietra del Castello di San Felipe de Barajas, considerato il capolavoro dell’ingegneria militare spagnola in America, che percorreremo a piedi.

    Visitiamo i principali edifici religiosi: la Cattedrale, la chiesa e il chiostro di San Pedro Claver. Nella Plaza de la Aduana si può apprezzare il Palazzo Municipale, sede del Comune, mentre nel settore nord della città si trova la Plaza de las Bòvedas, sotto le cui arcate, oggi occupate da negozietti per turisti, nel passato s’immagazzinarono munizioni e armi e alloggiarono le truppe. Dalla Puerta del Reloy si arriva alla Plaza de los Coches, dove anticamente si svolgeva il mercato degli schiavi. Oltre c’è il quartiere di Getsemani, parte del centro storico, ma ancora più giovane e vivace, con magnifici murales e tanti locali dove ascoltare musica e bere un drink.

    Dopo il pranzo in ristorante, pomeriggio libero per ritornare nei luoghi più suggestivi, dedicarci agli acquisti o sorseggiare un aperitivo guardando dalle fortificazioni il sole che si inabissa nell’oceano. 

    Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione in hotel.

    Dopo tanto viaggiare, oggi ci concediamo una meritata giornata di relax al mare.

    A piedi raggiungiamo il molo (circa 5 minuti) per l’escursione in barca collettiva all’Isla Gente de Mar, nell’arcipelago delle Isole del Rosario. L’arcipelago si trova a circa 40 km a sud-ovest di Cartagena ed è formato da 27 piccole isole coralline. L’intera area è stata dichiarata Parco Nazionale nel 1977 con il nome di Corales del Rosario per tutelare la barriera corallina, con la ricca flora e fauna endemiche.

    E’ una delle poche isole a possedere una spiaggia bianca e mare cristallino dove potersi rilassare e fare un bagno rinfrescante.

    Il trasferimento all’isola viene effettuato con lancia veloce e dura circa un’ora. Durante il tragitto di rientro il mare può essere mosso e ci si può bagnare facilmente (si consiglia di dotarsi di un asciugamano o di un k-way per ripararsi dagli eventuali spruzzi).

    Pranzo incluso in corso di escursione.

    Rientro a Cartagena verso metà pomeriggio. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

     

    NB: chi non fosse interessato a questa escursione, potrà rimanere in hotel a Cartagena e disporre della giornata in autonomia a piacere.

     

    Prima colazione e mattinata a disposizione.

    Trasferimento in aeroporto, imbarco sul volo per Bogotà, arrivo e connessione con il volo di ritorno via scalo europeo. Pasti liberi. Pernottamento a bordo.

     

    Arrivo alla destinazione finale.


     

     

     

    1. Mercato indigeno di Silvia   2. Caño Cristales      3. Cartagena de Indias

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

     L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILEPromuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre. Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, in cui - CONTINUA -