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STORIA DI UNA CIVILTA’ MILLENARIA

IRAN

icona orologio 15 GIORNI
minimo 8 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

Due settimane nell’antica Persia, per ripercorrere la storia delle grandi civiltà della regione. Un viaggio nel tempo, tra i siti archeologici di regni e imperi Elamiti, Medi, Achemenidi, Parti e Sasanidi. Ma anche meraviglie millenarie come la ziggurat di Choga Zanbil, il sistema idraulico di Shustar, i bassorilievi di Bishapur e la Tomba di Ciro a Pasargade. Un tour che ripercorre i tracciati della Via della Seta fino a Yazd, incrocio delle rotte carovaniere che collegavano - continua -

A PARTIRE DA: 3.670 €


ITINERARIO

Partenza da Milano/Roma per Teheran. Arrivo in nottata, accoglienza da parte della guida locale, trasferimento e sistemazione all’Hotel Espinas 5* o similare. Pernottamento.

 

Prima colazione. La città di Teheran si estende su una vasta superficie a partire dal limite meridionale delle montagne dell'Elburz. Teheran conta attualmente oltre 15 milioni di abitanti ed è una vera e propria megalopoli. Divenuta capitale alla fine del XVIII secolo, ha conosciuto a partire dagli anni 50, con la crescente prosperità dovuta in gran parte allo sfruttamento del petrolio, uno sviluppo senza precedenti, marcato dalla costruzione di autostrade e di edifici di diversi piani, nonché dal flusso inarrestabile di persone provenienti dalle parti rurali del Paese. Poche sono le tracce visibili che testimoniano i due secoli di vita della città come capitale. In effetti, da due secoli a questa parte, è cresciuta all'insegna della più totale assenza di un piano architettonico: sovraffollamento costante, traffico caotico ed evidente mancanza di progetti urbanistici adeguati non possono fare a meno di colpire spiacevolmente il visitatore.

Tra la zona nord e quella sud della città si nota un profondo divario sociale. Nella prima il livello economico è elevato, vi si trovano quartieri residenziali eleganti, buoni ristoranti e negozi di qualità, mentre nella seconda si denota un certo grado di povertà e di caos, anche se è proprio questa la zona dove sono collocati i principali e più spettacolari musei che costituiscono il motivo d’interesse principale della nostra breve sosta.

Il Museo Archeologico dell'Iran si trova in Kheyabun-e Shahid Yarjani. Si tratta senza dubbio del più bel museo del Paese, data la quantità e la qualità delle testimonianze esposte provenienti da ogni parte dell'Iran. La visita al museo costituisce un’ottima introduzione alla storia della Persia e ai tesori che avremo modo di ammirare durante il nostro viaggio. Nello splendido Museo Nazionale dei Gioielli possiamo osservare una delle collezioni di gioielli più importante al mondo, accumulata attraverso i secoli da tutte le dinastie persiane. Il Palazzo Golestan, ex residenza dello Scià, poi sede del governo della famiglia Qajar, salita al potere nel 1779, è il monumento più antico della città ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2013. Al suo interno ospita il Museo Etnologico detto anche Palazzo Bianco, dove è raccontata la quotidianità dei persiani attraverso abiti e oggetti d’uso comune, e il Museo di Pittura Qajar Negar Khaneh. Lo stile architettonico è affascinante, rappresentativo delle antiche tradizioni locali, ma anche dell’influsso occidentale moderno. Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Presto al mattino trasferimento all’aeroporto nazionale per il volo per Ahwaz, che dura circa un’ora. Partenza in pulmino in direzione nord per raggiungere i resti di Dur-Untash, capitale elamita del XIII secolo a.C., dove si trova l’unica antica ziggurat mesopotamica oggi visitabile, la Choga Zanbil. Costruita dal re elamita Untash-Gal, la ziggurat riveste un'importanza eccezionale sia per essere l'esemplare più orientale che finora si conosca, sia, specialmente, per essere la più conservata di quelle giunte fino a noi. L'edificio templare, decorato esternamente con placche e chiodi di terracotta trovati in abbondanza durante lo scavo, si innalzava con cinque piani, di cui tre sono ben conservati; al centro dei quattro lati della ziggurat si aprono quattro porte monumentali, fiancheggiate da animali di cui si sono trovati frammenti. La ziggurat conteneva al primo piano, appena sollevato dal suolo, due templi, di cui uno caduto in disuso in breve tempo; un terzo si trovava, come in tutti gli edifici del genere, sulla cima: tutti questi templi erano dedicati al dio elamita Inshushinak. Il passaggio da un piano all'altro dell'edificio avveniva mediante scalinate di diversa ampiezza: dietro le porte d'ingresso si aprivano quattro ampie scalinate che portavano al secondo piano, mentre un solo passaggio, piuttosto stretto, portava da questo al terzo piano. Ci spostiamo poi nella località di Shushtar che conserva uno storico sistema idraulico, iscritto nelle liste Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco come un capolavoro del genio creativo umano.

Il sistema prevedeva la realizzazione di due canali principali di diversione sul fiume Karun, uno dei quali, il Gargar, è ancora in uso e fornisce acqua alla città di Shushtar tramite una serie di gallerie da cui prendono acqua anche i mulini circostanti. Il Gargar forma una scogliera da cui l'acqua si riversa attraverso diverse cascate in un bacino sottostante. L'intero complesso idraulico testimonia l’alto livello delle conoscenze degli elamiti e dei popoli mesopotamici, nonché le influenze e commistioni di culture esterne come i nabatei e i romani. In serata rientro ad Ahwaz. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Pars 5* o similare.

 

Oggi ci attende una lunga giornata di trasferimento alla volta di Shiraz.

Lungo il percorso, sostiamo a Bishapur, antica città fondata dal re sasanide Shapur, famoso per avere sconfitto i romani invasori e per aver catturato l’Imperatore Valeriano a Edessa.

Visita dei resti del Palazzo e del tempio di Anahita, dea zoroastriana della guerra, della fertilità, dell’acqua e madre di Mitra nei culti mitraici.

Poco vicino, su una stretta gola, vi sono i famosissimi bassorilievi scavati nella roccia che commemorano le vittorie contro i Romani.

Arrivo a Shiraz in serata e sistemazione all’Hotel Zandieh 5* o similare. Pensione completa.

 

Escursione in giornata a Firuzabad, che si trova a circa 110 km a sud di Shiraz. Qui sorgeva la città sasanide a pianta circolare di Ardashir Khurreh, fatta costruire da Ardashir all’inizio del III secolo dopo Cristo. L’unica struttura che è rimasta in piedi è una torre in mattoni in cima alla quale probabilmente vi era un altare del fuoco.

Ma il motivo del nostro recarci fino a qui sono i resti del palazzo di Ardashir che si trovano poco fuori città. L’edificio in pietrisco è uno dei primi costruiti con una cupola rotonda su base quadrata ed è certamente il più grande.

Le innovazioni della pianta, in modo particolare l'unione di un iwan con una sala coperta a cupola, le decorazioni esterne e all'interno del cortile, possono essere considerate come un punto di partenza per le successive architetture sasanidi.  Rientro a Shiraz nel pomeriggio. A seconda dellorario di rientro, potremo iniziare qualche visita. Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione partenza per l’escursione a Persepoli, la capitale dei re achemenidi, di Dario, Serse e Artaserse I.

I resti maestosi della reggia del V secolo a.C., i preziosi bassorilievi, la sfilata interminabile dei popoli che portano offerte al Re dei Re, i tori androcefali, i grifoni, le tombe scolpite nella roccia sulle pareti della montagna, fanno di questa giornata uno dei momenti più emozionanti del viaggio.

E’ a Persepoli che possiamo ammirare ciò che resta del periodo di massimo splendore dell’architettura achemenide. Dario I vi trasferì la capitale nel 518 a.C., ma, se Dario aveva tracciato lo schema generale degli edifici, la Persepoli che conosciamo è opera di suo figlio Serse. Mentre i primi anni del suo regno furono dedicati alla guerra e all’amministrazione, già nel 485 a.C. l’interesse del sovrano fu dedicato all’edificazione della nuova capitale.

Fra gli edifici della terrazza reale di Persepoli, il più imponente è la grande “apadana” di Dario che poteva contenere 10.000 persone. La terrazza sulla quale si ergeva l’edificio è ricavata dalla viva roccia. L’accesso si effettua da due ampie scalinate, ornate dai famosi bassorilievi con l’omaggio dei popoli dell’impero al sovrano. Dopo la visita al celebre sito archeologico proseguiamo verso Naqhsh-e-Rostam, il luogo dove si trovano le tombe dei re achemenidi ormai vuote. La località è celebre per i bassorilievi sasanidi: uno di questi è noto poichè testimonia la sconfitta e la cattura dell’imperatore romano Valeriano ad opera del re sasanide Shapur.

Pranzo in ristorante e rientro a Shiraz nel pomeriggio, dove ci dedichiamo alle visite della città.

Shiraz è nota come la città dei poeti, delle rose e del vino, culla della cultura persiana. Splendidi giardini l’adornano, per la maggior parte ispirati alla classica struttura del cahârbâgh (tetragiardino).

Visiteremo la tomba del grande poeta lirico persiano Hafez, la moschea Nasir ol Molk, costruita in epoca Qajar, la Qavam House (conosciuta anche come Narenjestan House), una casa storica tradizionale con un bellissimo giardino. Verificheremo in loco se sarà possibile visitare Shagh e Cherak, il Mausoleo del Re della Luce, dove non sempre l’accesso è consentito ai non musulmani. Ci prenderemo infine del tempo per passeggiare nell’affascinante labirinto del Bazar-i Vakil. Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e partenza per Kerman.

Il percorso si snoda prevalentemente in un ambiente arido che alterna steppe e montagne, punteggiato qua e là da verdi oasi.

Dopo circa 100 km, effettuiamo una sosta a Sarvestan per la visita del palazzo costruito in pietra e gesso che risale all'epoca di Bahram V (tra il 420 e il 438 d.C.). I resti del palazzo emergono nella piana desolata che può contribuire a dare un qualche fascino a questo luogo inserito nell’elenco dei Monumenti Nazionali dell’Iran. L’edificio, di epoca sasanide è stato sottoposto a vari restauri che però non sono riusciti a valorizzarne l’importanza storica.

Arrivo a Kerman in serata e sistemazione all’Hotel Pars 5* o similare. Pensione completa.

 

Partiamo da Kerman per la visita di Bam, cittadella fortificata costruita in terra cruda. È distante poco meno di 200 chilometri e costituisce il punto più a sud del nostro itinerario in Iran. Lo sviluppo urbano in epoca remota si deve alla sua localizzazione lungo la via che collegava l'Iran centrale con le province orientali, che arrivava sino in Afghanistan e Pakistan.

Bam visse il suo periodo aureo sino al XIII secolo grazie al fiorente commercio carovaniero e alla produzione di seta, lana e cotone. L’antico complesso, le sue abitazioni, moschee, hammam, bazar e caravanserragli hanno subìto il terremoto che il giorno dopo il Natale 2003 ha raso al suolo la città nuova, liquefacendo la cittadella di fango.

Per fortuna questo luogo non è stato abbandonato e, dopo fasi di immobilismo e incertezze, sono cominciati lavori per rivitalizzarlo ed evitarne l’oblio. Uno stimolo all’interesse per il suo recupero e salvaguardia è stato certificato dal suo inserimento, già nel 2004, tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

L’inizio degli interventi per la ricostruzione, che paiono non avere termine, costituirono anche il motivo per riallacciare rapporti con l’Occidente dopo tanti anni di isolamento.

Andandoci oggi, non bisogna aspettarsi di rivedere le vecchie immagini che costituivano uno dei forti motivi di attrattiva in Iran. Vedremo qualcosa di diverso ma, comunque in grado di farci cogliere l’essenza dell’antica Bam, e apprezzare quanto stiano facendo per farla risorgere. Usando quella stessa polvere e acqua con cui era nata oltre due millenni fa.

Sulla via del ritorno verso Kerman, o prima di giungere a Bam, ci fermiamo nell’oasi di Mahan che ospita un mausoleo degno di attenzione, l’Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali, risalente al XV secolo. E’ famoso per le sue piastrelle, le sette porte indiane alcune con intarsi in avorio, una cupola la cui immagine è tra le più ammirate di questa regione iraniana e gli elaborati decori interni. È dedicato ad un religioso e poeta, Ne’matollah Vali, derviscio e seguace del sufismo. Pensione complete e pernottamento in hotel.

 

Kerman ha ancora un cuore in mattoni di fango e un bazar ed è animata da facce che denotano mescolanze dovute al ruolo di snodo commerciale svolto verso l’India e le altre regioni orientali. Forse può essere fatta risalire al III secolo d.C. e da sempre la sua vocazione è legata al commercio anche se, quando nel XVI secolo le rotte terrestri sono sostituite in gran parte da quelle marittime, ha dovuto riconvertirsi dedicandosi alla produzione di tappeti. La città è stata governata da arabi, seleucidi, tribù del Turkmenistan e mongoli.

La Moschea del Venerdì mantiene lo stile tradizionale con cui fu costruita verso il 1349. Malgrado le sue piccole dimensioni la Masjed-e Jame, è il centro religioso principale della città e uno dei più importanti a livello nazionale. La decorazione basata sulle piastrelle a colori e la maggior parte della struttura dell’edificio risalgono alla ricostruzione portata a termine durante il periodo safavide nel XVIII secolo. Il complesso Ganj-Ali-Khan ha la struttura tipica di una moschea. La cupola, la facciata decorata con il gesso, le piastrelle e la decorazione di stucco interna sono opere notevoli. Nei bagni sono ancora visibili le colonne che anticamente sostenevano i soffitti e la cupola, le piscine, la stanza d’ingresso e i lunghi corridoi. Il complesso si trova all’interno del bazar. Costruito durante il periodo safavide, questo mercato si inserisce tra i centri commerciali più importanti del Paese.

Lasciamo quidi Kerman per dirigerci verso Yazd.

Il percorso si snoda in un ambiente desertico punteggiato qua e là da verdi oasi. Circa 60 km prima di raggiungere Yazd, sosta al caravanserraglio Zein-O-Din. Il caravanserraglio risale al XVI secolo e si trova sull'antica Via della Seta. E' stato uno delle centinaia di luoghi di ristoro costruiti durante il regno di Scià Abbas I per fornire servizi ai viaggiatori e ancora oggi offre la possibilità di mangiare e pernottare al suo interno.

Raggiungiamo infine Yazd.

Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Arg e Jadid 4* o similare.

 

Yazd, dove ancora parla Zarathustra, sembra legare la sua fama a Zoroastro, di cui rimane la presenza della seconda comunità in Iran, e a Marco Polo che ne descrisse le bellezze. Ma, l’interesse nei suoi confronti resterebbe intatto anche se i due personaggi non fossero mai esistiti.

Il quartiere di Fahadan conserva vicoli, giardini, case in mattoni, torri del vento, badgir, cortili, porte, tetti presenti in edifici che hanno anche migliaia di anni. Passeggiare senza fretta tra le vie strette è il modo migliore per apprezzare larchitettura e assorbire latmosfera di questo luogo.

Yazd sta tra due deserti e, a parere dell’UNESCO, è tra le città più antiche al mondo ad essere state abitate in modo continuativo.

Visitiamo la Moschea del Venerdì del XV secolo con due minareti alti quasi 50 metri e la particolare facciata del complesso di Amir Chakhmaq.

Indipendentemente dal loro valore artistico, andremo anche alle Torri del Silenzio, Dakhmeh-ye Zartoshtiyun. Non sono più utilizzate da circa mezzo secolo, ma queste scarne torri poste su desolate piccole alture, per molti secoli sono stati luogo di sepoltura per le comunità zoroastriane.

I seguaci di questa religione nella zona sono circa un quinto dei 20.000 presenti in Iran, mentre nel mondo superano i 150.000. Provenendo anche da vari paesi, continuano a recarsi nel Tempio del Fuoco, dove ci rechiamo anche noi e dove, da oltre un millennio e mezzo, pare, arda una fiamma qui portata da altri Templi del Fuoco.

Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Lasciamo Yazd per Isfahan, distante poco più di 300 km.

Dopo circa 180 km e 2 ore di viaggio, sosta a Nain, famosa per i suoi tappeti e per le stoffe in lana di cammello tessute a mano da abili artigiani.  Merita certamente una visita la straordinaria Moschea del Venerdì risalente al X secolo. Lungo la strada per arrivare a Isfahan potremo osservare numerosi caravanserragli, ancora in buono stato di conservazione, a testimonianza del passaggio in queste zone delle antiche vie carovaniere.

A seconda dellorario di arrive a Isfahan, potremo iniziare le visite della città.

Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Abbasi o Kowsar 5*.

 

L’antica capitale dello scià Abbas, a cavallo tra il XVI e XVII secolo, è la città-sogno dell'Islam, meta nei secoli di intellettuali e viaggiatori.

La storia di Isfahan può essere paragonata alla sua complessa bellezza. Non si sa di certo quando fu fondata per la prima volta, ma si sa che già nel V secolo a.C. era una città importante perché i monarchi l’avevano scelta come residenza estiva. L’attuale aspetto della città è opera del re safavide scià Abbas (1587-1629) che durante il XVI secolo ordinò la costruzione di palazzi, ponti, moschee, giardini e marciapiedi che trasformarono la città già in quell’epoca in una delle più belle d’Oriente. Gli storici raccontano che era la città più prospera e moderna del mondo (aveva quasi un milione di abitanti). Dopo il regno di scià Abbas I altri artisti, monarchi, architetti, pensatori e intellettuali lasciarono la loro impronta e contribuirono ad alla sua bellezza.

Straordinario il fasto delle molte, raffinatissime moschee, ornate di smalti e di ceramiche. L’azzurro delle maioliche si intreccia nelle preziose geometrie, la maestosità dei portali a stalattiti gareggia con la superbia dei minareti puntati contro il cielo. Tutto lo splendore dell’architettura e della decorazione islamiche si concretizza nelle forme graziosamente proporzionate della Moschea del Venerdì, nella Moschea dello Scià, nel Palazzo Ali Qapu, nella residenza delle Quaranta Colonne… Ma l'incanto della città sta anche nel passeggiare nei giardini, che risentono della tradizione degli antichi "paradisi delle delizie", passeggiare sui vecchi ponti e confondersi nei meandri dell’immenso bazar: è l'atmosfera d'incanto di una città che un vecchio detto definisce “la Metà del Mondo”.

Il cuore della città è la spettacolare Meidun-e Naghsh-e Jahan. Questo enorme spazio aperto è una delle piazze più grandi del mondo e rappresenta un interessante esempio di urbanistica. Realizzata nel 1612, intorno a essa si concentrano molti tra i più rinomati monumenti di Isfahan. Tra questi visitiamo il Palazzo di Ali Qapu dal cui balcone che si affaccia sulla piazza i re safavidi assistevano alle partite di polo. All'ultimo piano dell’edificio è possibile ammirare la splendida “sala della musica”, con i particolari soffitti traforati intagliati con le forme degli strumenti musicali.

Di fronte al Palazzo di Ali Qapu visitiamo la Moschea di Cheikh Lotfollah costruita dallo scià Abbas I nel 1602. In passato questa moschea era conosciuta come “Quella delle donne”, perché in origine un cunicolo la collegava col palazzo di Ali Qapu e permetteva alle donne della corte di assistere agli uffici religiosi senza essere osservate. Sul lato sud della piazza sorge la Moschea dello Scià o dell’Imam, che costituisce una delle più imponenti e favolose opere architettoniche dell’Iran. I muri dell’edificio, sia quelli esterni che quelli interni sono interamente rivestiti dalle piastrelle di maiolica azzurra che sono diventate uno dei simboli di Isfahan. Commissionata dallo scià Abbas il Grande, la costruzione della moschea richiese 26 anni e fu ultimata nel 1638. Il colore delle piastrelle assume tonalità diverse a seconda delle condizioni di luce in modo che ad ogni ora del giorno questo capolavoro dell'arte islamica ci appare con un aspetto diverso. La facciata è considerata una delle più belle del mondo mediorientale. Per completare il perimetro della piazza, manca il lato breve a nord, sul quale si apre l'ingresso del Bazar di Isfahan. Il Bazar si estende su di una superficie molto vasta: come la maggior parte dei bazar iraniani, anche questo è suddiviso in varie strade collegate tra loro, in ognuna delle quali si svolge una determinata attività o si vende un certo prodotto. La Moschea del Venerdì è l’espressione architettonica più importante della dominazione selgiuchide in Persia (1038-1118). Ciò che distingue in maniera immediata la moschea è la sua integrazione con il tessuto urbano attraverso i numerosi accessi che la collegano con le attività della città, sfumando i confini tra spazi cittadini e spazi religiosi. Questo risultato è anche l'esito finale del processo costruttivo e ricostruttivo verificatosi nel tempo. Di particolare interesse è il mihrab di Uljaitu, edificato nel 1310. Si tratta di una complessa composizione in stucco costituita da iscrizioni tridimensionali che si fondono con intagli floreali e geometrici. Pensione completa. Pernottamento in hotel.

 

L’ordine delle visite è puramente indicativo e potrà essere variato in loco dalla guida e dal Tour Leader a seconda dell’andamento della giornata, degli orari di apertura e delle esigenze del gruppo.

 

Dedichiamo anche la giornata odierna all’approfondimento di Isfahan.

I ponti sullo Zayandè Rud (11 in totale, 5 sono antichi), costituiscono un aspetto piacevole della città, anche se l’acqua sotto quei ponti non è sempre assicurata. I più frequentati sono Pol-e Si-o-Seh, con 33 arcate e il Pol-e Khaju.

Il Ponte delle 33 Arcate è lungo circa 300 metri e la sua costruzione avviene tra gli ultimi anni del XVI e l’inizio del successivo. Era ponte e diga e, diversamente dagli altri, sino a poco tempo fa conservava in una delle estremità un ambiente adibito a sala da tè. Il secondo ponte, Pol-e Khjau, pur essendo lungo meno della metà del precedente, è esteticamente molto gradevole. La sua costruzione, alla metà del XVII secolo, si deve non al solito Abbas, ma al suo successore (sceglieremo in loco quale visitare o se sarà possibile visitarli entrambi).

Ne possiede 20 ma il Kakh-e Chehel Sotun è definito Palazzo delle Quaranta Colonne. Un poco decentrato rispetto alla piazza, in prossimità della Chahar Bagh, il complesso ha una storia travagliata di cui ciò che ancor oggi si nota risale soprattutto all’inizio del XVIII secolo. Periodo achemenide e safavide si armonizzano in questo complesso che originariamente era stato concepito come luogo di svago. Vi sono giardini, terrazza, affreschi, salone e fontane che rispecchiando le 20 colonne ne fanno apparire 40.

Non manchiamo infine di inoltrarci nel quartiere armeno di Nuova Julfa e di visitare la Cattedrale di Vank. Nel 1606 fu eretto un monastero all’interno del quale sorgeva una piccola chiesa chiamata Amna Perkich, che in seguito venne ampliata e trasformata nell’attuale cattedrale. Successivamente furono costruiti un campanile, una biblioteca, una tipografia e un museo aperto nel 1905. L’architettura della Cattedrale di Vank è una commistione tra l’arte safavide del XVII secolo e quella delle chiese cristiane. Un grande portale in legno conduce i visitatori nel cortile della struttura. Il campanile domina il cortile e conduce alla navata centrale della cattedrale. Gli interni sono riccamente elaborati e completamente affrescati a olio.

Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e partenza in direzione nord verso Teheran.

La prima sosta la facciamo a Kashan, dopo aver percorso circa 210 chilometri. Kashan è conosciuta per i suoi tappeti, la seta, il rame e l’acqua di rose, ma soprattutto per le piastrelle di ceramica smaltata (kashi) diffuse a partire dal XII secolo. Qui visitiamo uno storico giardino persiano racchiuso da mura, Bagh-i Fin. Si trova a pochi chilometri dal centro cittadino e, assieme ad altri di località diverse, ben rappresenta la tipologia di giardini persiani inserita tra i Patrimoni Umanità UNESCO.

Entreremo poi in una delle vecchie case tradizionali ristrutturate, nascoste alla vista dei passanti dietro muri di anonimi mattoni. In genere si sviluppano attorno a cortili interni e sono abbellite da stucchi, vetrate, fontane, che caratterizzano il complesso degli ambienti domestici. Un tempo dimora di mercanti di ceramiche e tappeti, rendono bene l’idea della prosperità dei commerci dell’epoca.

Dopo altri 110 chilometri arriviamo a Qom, città santa seconda solo a Mashhad e cuore della Rivoluzione Islamica del 1979. Tuttora può essere considerata, non a torto, come uno dei luoghi più conservatori del Paese.

Vi sorge lo splendido santuario di Hazrat-e Masumeh, mausoleo di Fatemeh, sorella dell'ottavo imam sciita, l'Imam Reza. Lo volle lo scià Abbas I, per dare agli sciiti iraniani un luogo di culto degno di Karbala, ora in terra irachena, allora in mano agli ottomani. E gli scià qajari vollero arricchire ulteriormente il mausoleo di Qom, coprendo la grande cupola di migliaia di piastrelle dorate. Normalmente è possibile accedere al cortile della moschea accompagnati da un imam, tuttavia l’accesso potrebbe essere negato in occasione di festività particolari. Le donne si devono coprire con un chador che viene consegnato all’ingresso.

In serata arrivo presso l’aeroporto di Teheran da cui partiremo presto l’indomani mattina per il rientro in Italia.

Pranzo in ristorante e cena in hotel.Pernottamento all’Hotel Ibis 4* (il pernottamento nelle immediate vicinanze dell’aeroporto è la scelta più funzionale in quanto il volo per il rientro in Italia parte all’alba e ciò consente di razionalizzare i tempi).

 

Trasferimento in aeroporto e volo di rientro in Italia.


 

 

 

  1. Shushtar, sistema idraulico       2. Giovani donne a Yazd    

3. Moschea Nasir ol Molk, Shiraz

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 •È doveroso rilevare che l’Iran sta attraversando un momento storico di apertura verso l’Occidente mai registrato fino ad ora. La richiesta di servizi turistici è cresciuta rapidamente, ma l’offerta è rimasta limitata e impreparata a farvi fronte, anche per la mancanza di congrui investimenti, specie con riferimento a quelli di più elevata qualità. Pur prenotandoli con anticipo, gli hotel non danno una conferma immediata, ma specie in alta stagione, in particolare in - CONTINUA -