TESORI NEL DESERTO E MAR ROSSO

ARABIA SAUDITA

  • TESORI NEL DESERTO E MAR ROSSO

    ARABIA SAUDITA

    Viaggi con Esperto
    Durata 10 giorni
    Partecipanti minimo 7 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 29  gennaio   al 7  febbraio  
      Iscrizioni aperte
      130
    • Dal 9  aprile   al 18  aprile  
      Iscrizioni aperte
      130
    • Dal 7  maggio   al 16  maggio  
      Iscrizioni aperte
      130
    • Dal 24  settembre   al 3  ottobre  
      Iscrizioni aperte
      130
    • Dal 5  novembre   al 14  novembre  
      Iscrizioni aperte
      130

    A PARTIRE DA:  

    5.750€

    Arabia Saudita

    TESORI NEL DESERTO E MAR ROSSO

    L’Arabia Saudita è un Paese ancora misterioso, vastissimo e frequentato sin dai tempi dei Nabatei dalle carovane sulla Via dell’Incenso.

    Noi siamo in grado di portarvi attraverso i luoghi straordinari che piano piano stanno iniziando a farsi strada:Jeddah, l’oasi di AlUla, il deserto. E, soprattutto, il sito nabateo di Hegra, patrimonio dell’umanità Unesco. Ma non solo in questi luoghi si avventura questo viaggio, bensì tra le acque e le isole coralline del Mar Rosso: l’Arabia che non ti aspetti, la parte che è sempre stata al di là delle frequentate e ben conosciute coste egiziane e di cui poco o nulla si sapeva e ancora si conosce. È anche qui che vi porteremo, in zone remote e di una bellezza ancora cruda e selvaggia.

    Il viaggio, dopo la visita della capitale Riyadh, prevede l’attraversamento con vetture fuoristrada del deserto della Hisma Valley, caratterizzato da splendide e selvagge vallate rocciose con dune di sabbia rosse, rocce color ocra e interessanti incisioni rupestri preistoriche. Il sito nabateo di Madyan sarà solo un preludio di quello che ci aspetta: scenderemo lungo la costa del Mar Rosso; percorreremo il canyon lungo e mozzafiato della Disah Valley fino all’oasi di AlUla, splendidamente incassata tra enormi pareti rocciose e luogo di passaggio obbligato, sin dai tempi più antichi, di carovane che hanno lasciato le loro testimonianze con misteriose scritture e tombe nella roccia. Qui saremo al cospetto di Mada’in Saleh, l’antica Hegra: un sito archeologico di straordinario interesse con oltre 100 grandi tombe scavate nella roccia e decorate con frontali a colonne ed architravi, dagli scorci veramente unici.

    Potremmo essere ancora tra i privilegiati ad entrare a Medina, aperta ai non musulmani in tempi recenti. Uno di quei luoghi carichi di fascino e suggestione che per secoli hanno alimentato le fantasie e la curiosità dei viaggiatori. Per finire il viaggio a Yanbu, dove ha soggiornato anche Lawrence d’Arabia, tra il mare e l’isola atollo di Al Baridi, che visiteremo in barca: coralli, sabbie bianche e orizzonti azzurri saranno la cornice di questo viaggio nella terra dell’Incenso.

    Itinerario di viaggio

    Partenza nel pomeriggio da Milano per Riyadh con volo via scalo internazionale. Pasti a bordo e arrivo in nottata, accoglienza e trasferimento privato in hotel. Pernottamento. NB: possibilità di partire anche dall’aeroporto di Roma Fiumicino e con assistenza aeroportuale inclusa. Possibilità di partenza anche da altri aeroporti italiani, secondo disponibilità e con supplemento tariffario.
    Qualche ora di riposo visto l’arrivo in nottata e, dopo la colazione, visita della Capitale. Riyadh è capitale dal 1932, ed è oggi una città moderna e funzionale, costellata da palazzi avveniristici e mirabolanti grattacieli, e conta più di 6 milioni di abitanti. Si trova a circa 600 metri di altezza, sull’altopiano del Najd, circondata da deserti roventi. Sono presenti più di 4.300 moschee e, per chi non è musulmano, la pratica della propria religione deve avvenire in luoghi privati. Iniziamo le visite recandoci alla vecchia città di Diriyyah, oggi un quartiere che si trova a circa 20 km dal centro della città moderna. È uno dei siti archeologici più importanti del Paese, da cui deriva la dinastia saudita; servì anche da capitale dell’Emirato di Diriyyah sotto la prima dinastia saudita dal 1744 al 1818. Dal 2010 il distretto di Turaif, ovvero il nucleo centrale dove si trovano palazzo Salwa e il palazzo Saad Bin Saud, è patrimonio dell’umanità Unesco. Tutti gli edifici, circondati da mura e torri di avvistamento, sono costruiti in mattoni a crudo e fortunatamente i recenti restauri ne hanno conservato, per visibili tratti, l’originalità. Il sito è un autentico museo a cielo aperto e senz’altro una piccola sorpresa, in una città moderna come Riyadh e che potrebbe sembrare nata dal nulla in mezzo al deserto. Pranzo libero. Nel pomeriggio visita al Museo Nazionale, inaugurato nel 1999 per celebrare il centenario dell'unificazione saudita. Le sale espositive contengono testimonianze e reperti dall’età della pietra all’Arabia moderna.Ci inoltriamo poi nel Dira Souq, famoso per la sua varietà di vecchi oggetti in rame e ottone, tra cui pugnali d'argento, gioielli e abiti beduini. Entrando dall'accesso principale, si sente sempre il profumo del legno di sandalo. Infine, il forte Musmak, costruito durante il regno di Abdullah bin Rashid nel 1895. Questo edificio, caratterizzato da spesse mura in argilla e da quattro torri di avvistamento, ebbe un ruolo importante nella storia del regno, poiché fu qui che la riconquista di Riyadh, guidata da Ibn Saud, avvenne il 14 gennaio 1902. A seconda delle ore di luce della stagione in cui ci troviamo, sarà possibile vederlo anche illuminato, alla nostra uscita.Pranzo libero in uno dei numerosi locali del centro città. I ristoranti e i locali alla moda sono spesso stati aperti da giovani ragazzi che hanno studiato all’estero e sono rientrati per dare il loro contributo allo sviluppo del Paese. Oggi sono un importante centro di aggregazione che stanno lentamente cambiando le tradizioni e il modo di rapportarsi delle giovani generazioni. Rientrando in hotel ci fermeremo alla Kingdom Tower, un grattacielo alto 311 metri e probabilmente l’immagine più iconica di Riyadh. Nel 2002 ha vinto un prestigioso premio internazionale per il suo design, caratterizzato da un ponte che collega le due sommità dell’edificio, formando un triangolo sospeso. Noi abbiamo previsto la salita fino all’ultimo piano, per avere un punto di vista privilegiato sulla città.Cena e pernottamento in hotel. NB: L’ordine delle visite di Riyadh può cambiare per ragioni operative. Segnaliamo anche che l’estrema peculiarità del Paese potrebbe incidere sull’apertura stessa di alcuni siti, anche senza preavviso e motivazioni. Sarà cura di Kel 12 sostituire, in tal caso, le visite perse con altri luoghi d’interesse che non mancano in città.  
    Al mattino presto, trasferimento privato in aeroporto per il volo domestico per Tabuk. Capoluogo dell’omonima provincia, la città si è urbanisticamente sviluppata molto negli ultimi anni ed è uno strategico punto di partenza per l’esplorazione del nord-ovest dell’Arabia Saudita. Partiamo a bordo di mezzi 4x4 verso ovest: inizia la nostra esplorazione degli ambienti naturali dell’Arabia Saudita che, oltre il deserto, presenta inaspettati rilievi montuosi di spettacolare bellezza. Raggiungiamo Jabal al Lawz, la cui vetta sale a 2580 metri slm. La traduzione del nome significa “la montagna delle mandorle” ed è, tra le diverse località che si fregiano di essere state teatro dell’evento biblico, una delle possibili montagne dove il profeta Mosè ricevette i dieci comandamenti. La montagna è costituita granito calco - alcalino di colore chiaro, ed è puntellata da una vegetazione il cui eco-sistema è molto vicino a quello mediterraneo. Pranzo a picnic in corso di escursione o in ristorante locale.Nel pomeriggio rientro in città e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento in hotel. Pasti: colazione, pranzo picnic/ristorante locale e cena in hotel
    Prima colazione ed emozionante giornata alla scoperta del deserto e del primo sito, poco conosciuto, dei nabatei. Dopo circa un’ora lasciamo l’asfalto e ci inoltriamo nella Hisma Valley. Il paesaggio assomiglia molto a quello del vicino deserto del Wadi Rum, in Giordania, con dune di sabbia e imponenti formazioni rocciose, faraglioni di roccia e qualche insediamento beduino, con i quali, con un po' di fortuna, potremo condividere del chai o del caffè aromatizzato al cardamomo. Gli scorci grandiosi che si aprono sono sempre diversi e inaspettati. Pranzo a picnic o in ristorante locale in corso di escursione. Raggiungiamo poi le vestigia nabatee di Madyan. Questo sito archeologico è un piccolo gioiello nascosto, perché fuori da ogni itinerario turistico e perché ci offre subito un’idea della stratificazione culturale e architettonica di quest’area, e di quanto fosse importante ai tempi delle rotte commerciali. Quest’area, infatti, si trova in posizione strategica: a metà strada tra Mada’in Saleh e Petra, ma anche vicino ad Aqaba e al Mar Rosso. I reperti più antichi risalgono al II millennio a.C. e la tradizione vuole che Mosè, fuggendo dall’Egitto, si rifugiò proprio nell’area desertica di Madyan, dove gli venne affidato da Dio il compito di tornare in Egitto per liberare il popolo ebraico. Agli edifici più antichi, scavati nella roccia, si sovrappongono le tombe dei nebatei, nell’area di Mugha'ir Shu'ayb. La necropoli conta circa una trentina di tombe, alcune delle quali decorate con colonne e capitelli che sembrano ispirarsi allo stile greco. A differenza di Petra, qui è possibile affacciarsi all’interno e vedere chiaramente i singoli luoghi sepolcrali. Ormai mancano pochi chilometri per affacciarsi sul Mar Rosso. Spiagge incontaminate, mare cristallino, colline aspre e desertiche, spesso spazzate dal vento. Rientro a Tabuk in tempo per la cena. Pernottamento in hotel. NB: segnaliamo che l’area è interessata da progetti faraonici di ripensamento del territorio: tra il Mar Rosso e il deserto si sta costruendo Neom, una nuova città eco-sostenibile. I lavori coinvolgono l’intera regione, per cui strade e paesaggi possono cambiare con estrema velocità e, da un punto di vista operativo, comportare delle deviazioni. Pasti: Colazione, pranzo picnic/ristorante locale cena in hotel
    Prima colazione e partenza per AlUla attraverso uno dei percorsi più belli del viaggio: la Disah Valley. Per raggiungerla torniamo verso l’entroterra visitando lungo la strada lo spettacolare Shaq Canyon, dove sono state rinvenute anche delle tombe risalenti all’età del bronzo; poi ci inoltriamo nell’entroterra fino ad arrivare ad Al Disah, un piccolo paesino all’imbocco del canyon, lungo il quale si svilupperà la nostra pista. Stretta tra scoscese pareti di arenaria, circondata da formazioni rocciose spettacolari, è davvero molto diversa dai luoghi attraversati il giorno precedente. Qui c’è ancora acqua, presente tutto l’anno, e il fondo del canyon è verde e rigoglioso, ricco di palme. Possiamo solo immaginarci, ai tempi dei nabatei o dei romani, cosa significasse per le carovane attraversare luoghi come questo, prima di attraversare il deserto. Ci fermiamo a fare due passi e pranzo lungo la via, prima di riprendere l’asfalto e di salire di qualche centinaio di metri. Avremo una vista dall’alto della Disah Valley, e non solo: scopriremo di aver attraversato solo uno dei mille percorsi, alcuni ciechi e pochi altri possibili, di un dedalo di montagne e wadi che caratterizza quest’area di straordinaria rilevanza geologica. Il miglior avvicinamento all’oasi di AlUla che nel tardo pomeriggio si vedrà all’orizzonte. Sistemazione in resort, cena e pernottamento.  Pasti: colazione, pranzo a picnic o presso una farm e cena in resort 
    La mattina sarà carica di suggestioni per il connubio estremo tra la natura e l’opera dell’uomo. Visiteremo infatti Hegra, primo sito patrimonio Unesco dell’Arabia Saudita e anche conosciuto con il nome di Al Hijr o Mada’in Saleh. Sembra che i primi insediamenti risalgano attorno all’ VIII secolo a.C., ma è sotto il regno dei Nabatei che la città si espanse e, tra il 100 a.C. e il 75 d.C., furono realizzate tutte le principali opere che caratterizzano il sito. I Nabatei regnavano da Damasco a Gaza fino alle frontiere con lo Yemen, per conoscere poi un inesorabile declino con l’arrivo dei Romani, che conquistarono l’area corrispondente oggi alla Giordania per prendere il controllo delle principali rotte commerciali che in quest’area confluivano, dalla via della Seta a quella dell’Incenso, proveniente proprio dalla penisola Arabica. Ormai è accertato da alcuni ritrovamenti che fin qui si spinsero le truppe le truppe dell’imperatore Traiano, e che l’area probabilmente fece parte della provincia dell’Arabia Petrea, con capitale Petra. I grandi sepolcri, con architetture ben squadrate ricavate dalle pareti delle formazioni rocciose, conferiscono all'intero paesaggio un aspetto surreale. La più imponente delle tombe è la Qasr Farid, contraddistinta da una massiccia facciata monumentale e forse l’immagine più iconica del sito. La tomba era stata fatta costruire per un valoroso condottiero che, a quanto pare, morì in battaglia senza mai riuscire ad usufruire del luogo predisposto. A differenza di Petra, qui non vennero sepolti i re nabatei, ma altre importanti personalità. Per chi ha già visitato il sito giordano, l’emozione resta comunque intatta. Perché qui non ci sono stretti siq per raggiungere i luoghi sepolcrali, che sono tutti esposti lungo la vallata di AlUla, affacciati verso il deserto e grandi orizzonti. Anche la lontananza dai centri abitati, dalle stesse strutture turistiche, comunque poche, contribuisce alla sensazione di spaesamento e meraviglia, nel vedere opere umane così raffinate in un luogo così remoto. Pranzo in farm o ristorante locale e nel pomeriggio facciamo un salto indietro nel tempo: visiteremo la vecchia capitale del regno di Lihyan, Dedàn, citata nell’antico testamento. La sua fortuna fu l’attività intensiva di irrigazione che gli consentiva, grazie anche ad una maggiore presenza di acqua, di coltivare la terra della vallata di AlUla e, allo stesso, tempo, di dedicarsi al commercio: incenso, mirra, spezie provenienti dall’Arabia meridionale. Il popolo lihyanita fu noto anche agli antichi romani, tanto che Plinio si riferisce all’odierno golfo di Aqaba, proprio come Golfo di Lihyan. Oggi sono visibili centinaia di tombe, la cui più celebre è la tomba dei Leoni, per le decorazioni ai lati dell’ingresso che simboleggiavano probabilmente lo status e il potere del defunto, mentre altre tesi affermano che fossero le teste dei leoni fossero state scolpite per proteggere il sonno dei morti. Un altro sito stupefacente è Ikhmah, poco distante, dove si trova la famosa “biblioteca all’aperto”, dove sono state rinvenute antiche iscrizioni, in realtà disseminate un po' ovunque nell’area di AlUla. Le più antiche risalgono tra il IX e il X secolo a.C., e percorrono tutta la storia degli abitanti della regione e delle carovane che passano di qui: troviamo scritte in aramaico, tamudico, dadanitico, nabateo, greco, romano e arabo. Rientro al campo per la cena. Pasti: colazione, pranzo in farm o ristorante locale, cena in resort 
    Dopo colazione, lasciamo AlUla e i suoi gioielli archeologici per riprendere la nostra strada verso sud, questa volta a bordo di un pulmino. In tarda mattinata entreremo in quella che è considerata una delle due città sante, assieme alla Mecca, dell’Islam.Medina è il luogo in cui il profeta Maometto visse e insegnò dopo la migrazione dalla Mecca nel 622 d.C., chiamato Hijrah (Egira). Quest'anno è così importante nella storia islamica che segna l'inizio del calendario e, da allora, la città - precedentemente nota come Yathrib - iniziò ad essere chiamata Madinat al-Nabi, la città del profeta, soprannominata anche al-Madina al-munawwara, “la città illuminatissima”. Ed è così che viene vista da milioni di pellegrini che giungono sin qui da ogni parte del mondo. Se l’Haji è il quinto pilastro dell’Islam e prevede il pellegrinaggio alla Mecca, nel corso di questo o in altre occasioni, il fedele può compiere anche la Ziyara, ovvero l’atto devozionale con cui ci si reca in un luogo santo, tra cui quello più importante ha come destinazione proprio Medina. Solo recentemente aperta ai viaggiatori non credenti, Medina sprigiona un’energia e un’atmosfera davvero particolari. Ci si trova in un luogo tra i meno frequentati al mondo da parte degli occidentali (o, meglio, dei non credenti) e allo stesso tempo in una città frequentatissima e dove, lo si può dire, si può osservare una diversità umana, culturale e linguistica davvero eccezionale. La città, che conta oggi poco più di 1 milione di abitanti, è incentrata su Al Masjid an Nabawi, conosciuta anche come la Moschea del Profeta, costruita dallo stesso Maometto, che proprio qui vi è sepolto. La visita sarà possibile solo dall’esterno. Pranzo ospiti presso una famiglia locale, per apprezzare fino in fondo l’ospitalità saudita.Nel pomeriggio proseguiamo verso sud-ovest, raggiungendo nuovamente le coste del Mar Rosso. Ci fermeremo a Yanbu, antico porto commerciale fiorito assieme alla Via dell’Incenso e rimasto per secoli un piccolo paese tranquillo, fino a quando fu prescelto come centro operativo e logistico durante la rivolta araba contro gli ottomani e fino agli investimenti più recenti del XXI secolo che l’hanno trasformata anche in importante centro industriale e portuale. Restano le spiagge e i fondali marini bellissimi e anche la casa dove, tra il 1915 e il 1916, ha vissuto il celebre colonnello Thomas Edward Lawrence, divenuto per le sue gesta anche noto come Lawrence d’Arabia.Sistemazione in hotel, pranzo e cena in hotel. Pasti: colazione, pranzo in ristorante locale e cena in hotel
    Dopo colazione ci trasferiamo al porto per un’escursione in barca all’isola di Al Baridi. La raggiungiamo in poco più di un’ora di navigazione. Basta per arrivare a qualcosa di molto simile al paradiso: l’isola è un atollo corallino di sabbia chiara, piccola abbastanza per camminare sul bagnasciuga e seconda in bellezza solamente ai fondali colorati e ricchissimi di pesci che la circondano. La giornata è interamente dedicata al relax, ai bagni e all’esplorazione dei fondali facendo snorkeling con pranzo a picnic. Rientro a Yanbu nel pomeriggio, cena in ristorante e pernottamento. Pasti: colazione, pranzo a picnic e cena in ristorante locale.
    Dopo la colazione, trasferimento a Jeddah. Arrivo in città per il pranzo. Situata nel Mar Rosso, la città era originariamente un villaggio di pescatori. Nel 647 d.C. il califfo musulmano ‘Uthman B. ‘Affan la trasformò in un porto per i pellegrini musulmani che vi transitavano durante il viaggio che li portava alla Mecca. Ancora oggi Jeddah è un crocevia per milioni di pellegrini che arrivano in aereo o via mare. Negli ultimi anni, come molte altre città della penisola arabica, ha visto un notevole sviluppo urbanistico, anche se più tradizionale e, salvo lungo la corniche, evitando di svilupparsi in verticale. La città è la seconda per numero di abitanti, che oggi sfiorano i 4 milioni.Visiteremo la corniche, ovvero il lungo mare dove si trovano molti alberghi, la passeggiata, alcune moschee tra cui la Moschea dell’Isola, progettata dall’architetto egiziano Abdel–Wahed El–Wakil nel 1943; è unita alla terraferma da una sottile striscia di terra che induce a recarvisi in pellegrinaggio con andamento solenne. Curiose sono anche le sculture che adornano le rotonde di alcune strade e che sono diventate un vero simbolo della città: troviamo una bicicletta gigante, un incensiere, un’auto bianca su un tappeto volante e tantissime altre immagini eccentriche ma significative.  Nel pomeriggio continuiamo le visite della città, recandoci nel vecchio quartiere di Al Balad, il centro storico della città iscritto tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Abbiamo lasciato appositamente quest’area per ultima per sorprenderci ancora una volta dei volti di questo Paese. Ad Al Balad sorgono più di quattrocento palazzi storici, i più antichi dei quali risalgono a cinquecento anni fa e che ricordano le case yemenite. Visita di un palazzo tipico saudita. Poi ci recheremo nel Suq, con le sue botteghe artigianali. E infine tempo libero a disposizione, perché la cosa più bella è forse semplicemente perdervi tra le viuzze sottili, adornate qua e là da vasi di fiori, e scoprire i volti e li sguardi di chi ancora vi abita. Rientro in hotel e cena libera, con il tour leader a disposizione per provare uno dei ristoranti da noi selezionati. NB: l’ordine delle visite di Jeddah può essere variato in base al traffico cittadino, al periodo dell’anno e alle decisioni prese dal tour leader.   Pasti: colazione, Pranzo in ristorante locale e cena libera. 
    Trasferimento privato in aeroporto in tempo utile per il volo internazionale di linea diretto che ci riporterà in Italia. Arrivo previsto nel primo pomeriggio e fine del viaggio.  

    Perché con noi

    • Due notti all'Oasi di Alula per visitare il sito Patrimonio Unesco di Hegra, straordinaria città nabatea scavata nella roccia
    • Esploreremo anche il deserto con due giornate di off road nella Hisma e nella Disah Valley
    • L'itinerario è molto vario: includiamo anche Medina, la città del profeta, e Yanbu con escursione in barca tra i coralli del Mar Rosso
    • Pernottiamo in una delle migliori accomodation ad AlUla ed a Yambu

    I nostri esperti

    GIACOMO IACHIA

    Dal 29  gennaio  2027 al 7  febbraio  2027

    FRANCESCA ANGHILERI

    Dal 9  aprile  2027 al 18  aprile  2027

    DA ASSEGNARE

    Dal 7  maggio  2027 al 16  maggio  2027

    Dal 5  novembre  2027 al 14  novembre  2027

    ROBERTO BIROLO

    Dal 24  settembre  2027 al 3  ottobre  2027

    Approfondimenti di viaggio

    IMPORTANTE – LEGGERE CON ATTENZIONE Il viaggio è dedicato a viaggiatori esperti e consapevoli del contesto culturale in cui ci si trova. È pertanto richiesto un certo spirito di adattamento per quanto riguarda i servizi usufruiti e che potrebbero non corrispondere a quelli di standard occidentale o essere soggetti a modifiche non dipendenti dalla nostra volontà. È bene tenere presente che l’esclusività del viaggio sta nell’essere tra i primi o tra i pochissimi viaggiatori al [...]