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  • TIBESTI: LA GRANDE SPEDIZIONE

    CHAD

  • TIBESTI: LA GRANDE SPEDIZIONE

    CHAD

    icona orologio 21 GIORNI
    minimo 8 massimo 15 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   22  novembre    al   12  dicembre  
    • 2021

    • Dal   24  gennaio    al   13  febbraio  
    • Dal   21  febbraio    al   13  marzo  
    • Dal   21  novembre    al   11  dicembre  

    Un viaggio-spedizione per gli appassionati di deserti. Tra guglie basaltiche e tassili di arenaria, caldere vulcaniche e montagne imponenti. Si parte dall'oasi sahariana di Faya Largeau per attraversare la regione del Borkou, serpeggiando tra dune, depositi multicolori di alghe fossili, palmeti e piccoli villaggi Tubu. Poi, si piega a nord, per rimontare gli altopiani dell'Emi Koussi, la più alta montagna del Sahara, e seguire il corso naturale dell'Enneri Miski, fino al - continua -

    A PARTIRE DA: 4.680 €


    ITINERARIO

    Partenza da Milano per N’Djamena con voli di linea Air France, via Parigi. Arrivo in serata. Disbrigo delle formalità aeroportuali e trasferimento in hotel. Le Meridien (5*paragonabile ad un 3*). Cena libera e pernottamento.

     

    Dopo la prima colazione ed espletate le formalità burocratiche di entrata, si parte per il circuito. Inizio della spedizione: si percorrono i primi chilometri di asfalto, sulla direttrice che collega N’Djamena via Bahr el Ghazal alla importante oasi di Faya. Puntiamo a Nord per continuare sempre su asfalto in direzione Est. Immersi in una dimensione di verace e autentica Africa saheliana in cui si susseguono senza soluzione di continuità villaggi e mercati. Sempre via asfalto arriveremo ad Abeche, antica capitale del Ciad oggi capoluogo della regione del Ouaddai e uno dei centri più importanti dell’intero Paese. Si segue fino alla conca di Faya Largeau, annunciata da grandi palmeti, tipici della regione del Borkou. L'oasi di Faya Largeau è posta su una delle direttive che univano le ricche "città" fezzanesi agli imperi di Kanem e Bornou. Fu conquistata dai francesi nei primi anni del '900. Vi è un netto contrasto tra i colori sahariani delle sue costruzioni, del suo mercato coloratissimo e le disastrose reliquie, carri armati, cannoni, ecc., che un'incredibile guerra ha ammassato alla sua periferia. Campi.

     

    La pista attraversa il Borkou, serpeggiando fra dune, depositi multicolori di alghe fossili e ordinati palmeti. Si incontrano i villaggi e palmeti di Yen, ove coesistono le capanne Tebou a forma di conchiglia rovesciata con le case in banco dei coltivatori ormai stanziali.

    All’uscita dal palmeto, la pista prosegue a nord rimontando verso la splendida regione di Kouroudi e i suoi tassili. Si continua verso gli altopiani dell'Emi Koussi, imponente massiccio vulcanico che, con i suoi 3415 metri, rappresenta la più alta cima del Sahara. La direttrice è data dal corso dell'Enneri Miski, attorniato da vaste erosioni tassiliane, dove pitture ed incisioni rupestri testimoniano la presenza di una vivace civiltà preistorica. Campi

     

    Proseguiamo verso nord in direzione del pozzo di Birni Erdé, l'unico della zona facilmente accessibile e meta obbligata per i nomadi Teda, che vi hanno costruito nei dintorni un piccolo villaggio. A occidente svettano le cime seghettate dell'imponente Tarso Tieroko. La pista si insinua tra le montagne e sale verso gli altopiani vulcanici, sfruttando a volte splendide gole naturali, a volte invece inerpicandosi direttamente su impervie colline sassose. Il villaggio di Yebbi Bou (uno dei più caratteristici del massiccio) è formato dalle tipiche abitazioni dei Teda di questa regione: la "concessione" è formata da una capanna principale rotonda costruita con banco e sassi, ricoperta da un tetto in canne, architettonicamente molto elaborato, con all'interno in posizione centrale il focolare, accanto la tipica "zeriba", di tradizione nomade; attorno vi è un recinto di canne che delimita la proprietà. Un profondo "canyon" ospita uno dei palmeti più belli e rigogliosi della regione. Campo.

     

    Costeggiando le gole di Yebbigué, la pista alterna tratti molto impervi e sassosi a lunghi percorsi in verdi "enneri" (ouadi in lingua Teda), ove abbondano acacie e tamerici, aggirando così gli enormi complessi vulcanici del Tarso Voon e del Tarso Toon.

    Nella valle dell'Enneri Zumri sono adagiate alcune oasi verdeggianti, costruite là dove le imponenti gole arenacee si interrompono, lasciando spazio vitale per costruire e coltivare. Procediamo seguendo le splendide gole di Zumri ed effettuando bellissime escursioni a piedi nei labirinti arenacei circostanti; immerse in questo silenzioso caos roccioso, spiccano, affascinanti e misteriose, numerose tombe preislamiche di diversa grandezza e forma.

    Bardai, ad un'altitudine di 1000 metri, è il capoluogo della regione; abitata da tempi remoti, situata sulle piste che dal Fezzan raggiungevano l'Africa nera, è posta in una cornice di montagne di indescrivibile bellezza. L'oasi è appena uscita da anni di guerra e incomincia a ritrovare vitalità e voglia di costruire, voglia di riprendere i commerci nel piccolo viale affollato di botteghe con commercianti arabi e sudanesi; è un poverissimo "bazar", ma l'unico nel raggio di centinaia di chilometri. Campi.

     

    Lasciata Bardai, si incomincia una lenta risalita percorrendo gli enneri che tagliano enormi colate laviche. Superate le gole di Oudinger, la pista si inerpica sino ad un colle a 2200 metri, oltre il quale appare il cratere del Trou au Natron, dal diametro di 6 chilometri per una profondità di 700 metri, che costituisce un'enorme caldera succedutasi ad un'esplosione vulcanica verso la fine del terziario; al suo interno, oltre ad alcuni piccoli coni lavici dovuti ad una ripresa dell'attività vulcanica nel quaternario, una crosta bianca di bicarbonato di sodio ricopre il fondo del cratere e serve come pascolo salato per gli animali, che i nomadi Tubu vi accompagnano. Campo sui bordi del cratere.

    La giornata successiva, sarà dedicata alla discesa nel cratere, tramite un lungo sentiero, privo di difficoltà “alpinistiche”, ma lungo e faticoso. Pic nic sul fondo e risalita nel primo pomeriggio. Campi.

     

    La pista per scendere nelle piane dell'Enneri Tao a 650 metri di quota è anch'essa impervia e sconnessa, ma lo spettacolo all'orizzonte delle prime dune dell'Erg di Bilma e delle guglie di Sissé che si innalzano dalle sabbie più a nord, è stupendo. Seguendo il corso del suddetto Enneri si arriva nella piana prospiciente la regione di Zouar. Campi.

     

    Arrivo all’oasi di Zouar ove risiede il Derdé, capo spirituale e tradizionale delle famiglie Tébu del Tibesti. Le povere case che compongono il villaggio sono in contrasto con la festosa cornice di montagne, quinte rocciose e dune che la circondano. Molto pittoresco è il piccolo mercato che vivacizza il paese.

    Dopo aver effettuato una camminata nei dintorni del villaggio e rifornito il convoglio di acqua e carburante, lasciamo Zouar superando gli ultimi contrafforti rocciosi meridionali ed entrando lentamente nella splendida regione in cui alti picchi rocciosi spiccano isolati su un terreno sabbioso. Campo.

     

     

    Inizia una spettacolare traversata tra le dune dell'erg di Djourab, ostacolo principale per gli scambi commerciali tra Faya e la capitale. Un'ottima balisatura permette di attraversare per circa 80 km le difficili dune sino ad una piana dove spiccano i caratteristici ammassi di diatomee fossili, testimonianze di altri climi in cui il lago Tchad si estendeva fino a lambire i limiti meridionali del Tibesti. Raggiungiamo Kouba Oulanga, la "depressione delle acacie". Incontreremo solitari pozzi nel sahel settentrionale. Là dove inizia una effimera vegetazione erbacea e arbustiva, sorprendenti branchi di gazzelle, antilopi e solitarie otarde dal volo maestoso, incroceranno il nostro passaggio. Lungo il Bahr si incontrano il villaggio di Salal, costituito da alcune case in banco disposte attorno al forte coloniale ormai abbandonato. La pista attraversa e poi costeggia in tutto il suo sviluppo la depressione del Bahr el Ghazal, il fiume delle gazzelle, antico emissario del paleo-tchad. La falda acquifera è qui poco profonda e nutre una vegetazione varia e rigogliosa rappresentata da numerose specie di acacia (nilotica, raddiana, balanites haegiptiaca) e da piccole foreste di palme dum (Hiphaene tebaica). Verso sud proseguiamo per Moussoro che attraversa la savana dove resistono aree di coltivazioni (miglio e sorgo), accanto a pianure dove pascolano mandrie di zebu e greggi di ovini. L'opera dell'uomo dove c'è acqua è sempre sorprendente, come nei rigogliosi e ben curati orti di Cheddra. Si percorre la grande arteria che corre nelle piane alluvionali del lago Tchad fino a Massakori, importante carrefour di piste.

     

     

    Arrivo a N'Djamena nel pomeriggio e sistemazione in Hotel con camere a disposizione per la doccia. Dopo cena, trasferimento in aeroporto e volo notturno. Cena e pernottamento a bordo.

     

    Arrivo a Parigi di primo mattino e coincidenza aerea per l’Italia.

     

    Il circuito potrebbe essere svolto in senso inverso e potrebbe subire variazioni a discrezione del nostro esperto o della guida locale, senza comunque alterare le peculiarità e l’essenza del viaggio.

    Si tratta di un viaggio in regioni poco battute, e occorre quindi prevedere eventuali disguidi e ritardi.

     

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    VOLII Voli di linea scelti per questo itinerario sono operati dalla compagnia di bandiera TURKISH AIRLINES «Widen your world». ll programma di viaggio è stato elaborato in base agli orari attuali del vettore. Segnaliamo che sono possibili eventuali cambiamenti di orari e aeromobili non dipendenti dalla nostra volontà e che potrebbero determinare modifiche all’itinerario di viaggio. Segnaliamo anche che, per motivi operativi e di disponibilità, potrebbe essere necessario - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12, profondo conoscitore dei luoghi
    • Il tour è una spettacolare traversata di 700 chilometri in completo fuoripista
    • un vero viaggio - spedizione nel Sahara più spettacolare

    ESPERTI

      

    MARINO KELLER BARD

    • Dal 22  novembre  2020 al 12  dicembre  2020
      

    PAOLO RUFFA

    • Dal 24  gennaio  2021 al 13  febbraio  2021
      

    Esperto Kel 12

    • Dal 21  febbraio  2021 al 13  marzo  2021
    • Dal 21  novembre  2021 al 11  dicembre  2021

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    Data Partenza:

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