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  • L’ALBA NELLA GIUNGLA: DA COPAN A TIKAL ATTRAVERSO IL MONDO MAYA

    GUATEMALA HONDURAS

  • L’ALBA NELLA GIUNGLA: DA COPAN A TIKAL ATTRAVERSO IL MONDO MAYA

    GUATEMALA HONDURAS

    icona orologio 12 GIORNI
    minimo 8 massimo 12 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   28  novembre    al   9  dicembre  
    • Dal   26  dicembre    al   6  gennaio  
    • 2021

    • Dal   10  febbraio    al   21  febbraio  
    • Dal   3  aprile    al   14  aprile  
    • Dal   27  novembre    al   8  dicembre  
    • Dal   29  dicembre    al   9  gennaio  
    Sistemazioni
    Land Expeditions - Viaggi con Esperto

    VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

    Guatemala, un microcosmo di eccezionale interesse. I villaggi indigeni dell’altopiano, il mercato di Chichicastenango, il più famoso del Centro America, l’architettura coloniale di Antigua, gli scenari naturali del Lago Atitlan. I capolavori archeologici maya in mezzo alla giungla: Copan, in Honduras, Quiriguà, Tikal, la più estesa delle antiche città maya, ma anche Yaxhà e Topoxté. Livingston, la costa e la cultura - continua -

    A PARTIRE DA: 3.480 €


    ITINERARIO

    Partenza con voli di linea Iberia da Milano Linate per la capitale del Guatemala via Madrid. (Normalmente Iberia non prevede nelle tratte Italia/Madrid/Italia nessuna consumazione a bordo gratuita). Arrivo nel pomeriggio a Città del Guatemala, accoglienza e trasferimento all’Hotel Intercontinental 5* o similare.

    Eventuale tempo libero fino all’ora di cena e pernottamento.

     

    Partenza di buon mattino in bus privato verso Chichicastenango.

    Il giovedì e la domenica sono i giorni in cui si svolge il mercato più colorato e famoso del Centro America. Tantissimi commercianti arrivano dai villaggi circostanti per montare i banchetti che occupano la vasta piazza delimitata dalle due chiese, tra cui quella più nota in stile coloniale di Santo Tomàs del XVI secolo. In quest’ultima si avrà modo di osservare gesti e ritualità che, come avviene anche in altri luoghi di culto del Chiapas quali Chamula e Zinacantàn, risultano dalla commistione tra il cristianesimo forzatamente imposto dall’Europa e tradizioni locali.

    Più in generale nella cittadina permane una dualità non solo in ambito religioso ma anche in quello sociale e politico. A Chichi si riscontrano di fatto due autorità. Da un lato vigono le norme e sono rispettate le istituzioni che promanano dalla Repubblica del Guatemala e dalla Chiesa Cattolica. Dall’altro i “mashenos” (nome tradizionale degli abitanti del luogo), seguono i dettami della tradizione sacra e degli aspetti sociali autoctoni.

    L’accesso alla Chiesa di San Tomas per gli stranieri non è quello principale che si apre sulla facciata. A noi stranieri è consentito entrare da un portone laterale. Al suo interno si capisce subito di trovarsi in un ambiente con una sacralità e ritualità diverse come mostrano il pavimento cosparso di rami di pino e chicchi di mais, oltre ad offerte che consistono in tradizionali candele, ma anche in bottiglie di alcolici o di Coca Cola. Ricordiamo che è assolutamente vietato fotografare. I custodi della chiesa e i fedeli stanno anche molto attenti all’eventuale uso del cellulare come macchina fotografica.

    Dalla parte opposta della piazza, in una zona meno congestionata si trova l’altra chiesa detta “Capilla del Calvario”.

    In alcuni particolari giorni del mese e durante le festività sacre, le “cofradias”, confraternite di fedeli molto importanti nella vita sociale e religiosa locale, sfilano in processione per il centro giungendo sino alla Chiesa San Tomas.

    Il mercato, uno dei più famosi al mondo, come tutti i luoghi frequentati da tanti turisti non mantiene inalterato il fascino di 40 anni fa, ma rimane pur sempre imperdibile. Le bancarelle dedicate ai turisti vengono sistemate soprattutto nella parte perimetrale della piazza. Al suo centro si svolgono le attività più rivolte agli indigeni. Banchi con mercanzie d'uso quotidiano popolare e piccoli ristoranti occupano l’area sino al tardo pomeriggio.

    Pranzo in ristorante locale.  Con una breve camminata raggiungeremo Pascual Abaj, a sud della città sull’alto della collina. La passeggiata è molto bella, in mezzo a pini sempreverdi. Arrivando in cima troviamo una statua nera, informe e resa grigia dal fumo: è Pascual Abaj. Per i Maya significa "pietra del sacrificio". E' un santuario in onore a Huyup Tak'ah, dio maya della terra e il cui nome significa "pianura montagnosa". Gli abitanti di Chichicastenango la venerano e ancora oggi è possibile assistere a riti propiziatori, quando gli indios vi si recano per offrire alla divinità cibo, sigarette, fiori.

    Nel pomeriggio andiamo via da Chichi per giungere (dopo circa 40 km percorribili in un’ora) a Panajachel, la località nota per essere il centro più importante del Lago di Atitlan. A seconda dell’orario di arrivo, prima o dopo la cena, tempo libero per passeggiare sul lungolago e recarsi nel centro della cittadina tra le numerose bancarelle e negozi che vendono prodotti artigianali presenti un po’ ovunque, ma soprattutto lungo la Calle Santander. Cena e pernottamento all’hotel Villa Santa caterina 4* o hotel Atitlan 4*.

     

    Al mattino, dopo la colazione, nelle vicinanze dell’hotel ci aspetta una barca per l’escursione sul Lago Atitlan. Santiago Atitlan si trova esattamente dalla parte opposta di Panajachel. Mantiene alcune delle sue caratteristiche tradizionali nonostante la presenza non marginale del turismo. Vi si giunge dopo circa un’ora e mezza di navigazione e per visitarlo occorre salire sino alla cima dell’altura che domina il lago. La passeggiata non è impegnativa anche perché si è accompagnati da immancabili bancarelle e negozi che invitano alla sosta. Si arriva sino alla sommità dove si trovano la piazza principale e la grande chiesa con statue lignee e una storia anche recente legata a fatti avvenuti nel 1981. In quell’occasione un prete amato dai locali e odiato dagli “squadroni della morte” fu ucciso per questioni politiche.

    Nella chiesa si nota la rappresentazione del granturco, elemento sacrale di tutta la tradizione maya perché legata alla credenza secondo cui l’intera umanità sarebbe stata originata proprio da questa pianta indispensabile per la sopravvivenza. Altro elemento che ci fa percepire lo stretto rapporto con una religiosità da sempre intimamente legata alla quotidianità, che la sovrapposizione forzata del cristianesimo non è riuscita a incrinare, è l’attenzione della gente verso le particolari statue di santi. Tra l’altro le donne del posto badano a tenerle in ordine, pulirle ed abbigliarle con vestiti a volte sgargianti rinnovandoli periodicamente. Pranzo in ristorante locale.

    La seconda tappa della giornata è San Antonio Palopò che si trova lungo il lato orientale della riva lacustre. Decideremo al momento se arrivarci in barca o via terra. Questo piccolo agglomerato ha un numero di abitanti molto inferiore a quello di Santiago. Normalmente è meno frequentato dai turisti, anche se vi si può facilmente giungere via terra essendo più vicino a Panajachel. La località è nota per tre aspetti. I costumi tradizionali indossati dalle donne, le attività artigianali legate alla produzione di tessuti e ceramiche e i campi terrazzati che fanno da corona al luogo. Ultima tappa della giornata è Santa Caterina Palopo un autentico villaggio maya che rappresenta al meglio la cultura Kaqchiquel, è costituito da poche case intorno ad una piazza centrale in cui si trova una chiesetta coloniale. Nella piazza si potranno osservare le donne cakchiqueles tessere con tecniche preispaniche.

    Al termine rientro in hotel sul lago Atitlan, cena e pernottamento.

     

     

     

    Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Antigua, la vecchia capitale del Guatemala considerata dall’UNESCO tra le località degne di appartenere all’elenco mondiale Patrimonio dell’Umanità. All’arrivo sistemazione in hotel e pranzo. Nel pomeriggio inizio della visita della città.

    Vivace, colta, frequentata da molti giovani che la scelgono per perfezionare la lingua spagnola, di rara bellezza mai smaccatamente evidente ma in grado di regalare piccole continue scoperte ad ogni angolo, colma di reperti coloniali alcuni splendidamente restaurati altri che offrono il fascino della nobile decadenza. Chiese, piazze, mercati.

    La città è facilmente percorribile perché strutturata con calles parallele che incontrano perpendicolarmente avenidas, il tutto sotto l’occhio attento dei tre vulcani che fungono da ulteriori punti di riferimento.

    Oggi, “tra muri di storia e strade di pietra, vivremo la Città delle Rose Perpetue del secolo XVI”. Conventi, chiese e palazzi ci mostreranno il variegato accumularsi d'arte coloniale con evidenti contaminazioni locali. Davvero piacevole. Soste al Convento delle Suore Cappuccine, alla Chiesa della Mercede... Strade acciottolate, calessi, residenze d’epoca, angoli elegantemente smussati, finestre decorate protette da inferriate frutto del lavoro accurato di bravi artigiani, il bianco delle pareti, i vulcani che sembrano minacciosamente proteggerla, bar su graziose terrazze in cui concedersi un aperitivo, una passeggiata serale

    Tutto ad Antigua richiama sensazioni di vera gradevolezza. E’ stata capitale per oltre duecento anni, sino al 1773 quando lo scettro è passato a Città del Guatemala. Ma, al contrario di quest’ultima, ti fa rimpiangere il momento in cui sei costretto a lasciarla.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

     

    Mattinata dedicata alla visita al villaggio di Santiago Zamora, ad una decina di chilometri da Antigua, sede di una comunità di donne tessitrici. Qui incontreremo i membri della cooperativa Ixoki´ aj Quiema´ che ci coinvolgeranno nei loro lavori di artigianato mostrandoci i tessuti locali, i metodi di fabbricazione, l’utilizzo del telaio da cintura. Pranzo al villaggio con possibilità di imparare a cucinare le famose tortillas. Nel primissimo pomeriggio rientro ad Antigua e pomeriggio a disposizione per passeggiate e visite individuale nella più bella città del Guatemala. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

     

     

     

    La scelta di evitare il più possibile l’uso di aerei per i trasferimenti interni, l’abbiamo compiuta per poterci recare in posti altrimenti non visitabili, come Copàn e Quiriguà dislocati in prossimità della “Carretera Atlantica”.

    Da Antigua partiremo presto e, attraversata, necessariamente, non senza problemi di traffico la capitale del Guatemala, proseguiremo sulla famosa Carretera sino alla deviazione per El Florido. Nelle sue vicinanze si trova il confine per entrare in Honduras. Gli attraversamenti di frontiera, che prevedono formalità burocratiche in genere "snellibili" ma non sempre standard, possono influenzare l’andamento della giornata di oggi e di quella successiva. Di là del confine, dopo una decina di chilometri giungiamo a Copàn, “l’ateneo del Mondo Maya”.

    Questo sito è abitato da prima del X sec. a.C. e vede il massimo splendore dal VII al IX secolo d.C. C’è chi afferma che la sua scoperta abbia rappresentato per l’archeologia un passaggio non meno fondamentale di quello dell’assai più famosa Tikal. Per noi, che pure abbiamo deciso di introdurre Copàn nel programma, Tikal è irripetibile dal punto di vista della godibilità estetica delle strutture antiche e del contesto ambientale che la valorizza ulteriormente. In ogni caso, Copàn permette certamente di completare la conoscenza del meglio che continua ad esprimere visivamente la cultura maya in tutta l’America Centrale. In particolare riteniamo che la Scalinata dei Geroglifici, oltre ad avere importanza rilevantissima storica e culturale, sia in assoluto tra le opere maya con più fascino. Il tutto è circondato da un’ombrosa foresta che aggiunge interesse alle rovine sperse in una vasta area. Le iscrizioni sulla gradinata, “i glifi”, hanno consentito sostanziosi passi avanti nella comprensione di aspetti storici e della stessa particolare scrittura maya. La sua significatività e apprezzabilità è certificata anche dell’essere stata inserita dall’UNESCO nella lista del Patrimonio dell’Umanità. Visiteremo la Gran Plaza, le steli dei Signori di Copàn, il Campo de la Pelota, il Tempio delle Iscrizioni.

    L’era di maggior sviluppo di Copàn si ha alla fine dell’VIII secolo, e il suo declino assume forme evidenti nel XIII secolo. Pare appurato che sia legato alle insufficienti risorse alimentari per una popolazione cresciuta eccessivamente date le caratteristiche della regione. L’abbandono che ne segue determina l’impossessarsi da parte della giungla delle strutture architettoniche. Migliaia sono i resti, ma solo la minor parte è stata riportata alla luce e restaurata. La maggior parte è ancora sommersa sotto vari strati terreni.

    Normalmente, il locale ministero del turismo prevede che la funzione di guida, spesso solo in lingua spagnola, venga svolta da personale del posto che non sempre sa fornire opportune sostanziose informazioni. (Gli occhi godranno di ciò che l’orecchio potrebbe non apprezzare pienamente). Consigliato l’uso di repellenti per la presenza, a volte, di fastidiosi insetti.

    Cena e pernottamento all’Hotel Marina Copan www.hotelmarinacopan.com o similare.

     

     

    Partenza per Quiriguà, dopo aver lasciato l’Honduras e riattraversato il confine con il Guatemala. Si percorre la Carretera Atlantica tra piantagioni di banane con lunghi “viali degli impiccati”, che inevitabilmente richiamano la discussa “United Fruit Company”. Quiriguà si ritiene sia stato un centro in grado di mantenere rapporti molto serrati con Copàn. Commerciava attraverso il fiume Motagua pure con altre popolazioni del Centro America. Le steli, gran parte delle quali sono state scolpite nel secolo VIII d.C. sono le più alte che si conoscano nella cultura maya. Gli enormi monoliti in arenaria alti anche oltre 10 metri, assai interessanti, sono resi ancora più apprezzabili dal contesto forestale. In generale veniva usata questo tipo di pietra anche perché estrazione e taglio non erano eccessivamente impegnativi. Inoltre, tale materiale risultava di facile lavorazione e, in più, tendeva ad indurirsi ed offrire maggiore resistenza agli elementi naturali man mano che permaneva esposto all’ossidazione. La visita del sito risulta sempre piacevole perché l’imponenza e anche la grazia dei manufatti sono distribuiti in un’area verde ben curata attorniata e protetta da grandi alberi. Le poderose opere incutono rispetto, e le sette steli molto ben scolpite con raffigurazioni umane, testi glifici, animali, particolari come barbe e bastoni di comando, sono distribuite nella Gran Plaza quasi come figure di un enorme gioco.

    Anche Quiriguà è tra i luoghi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. E’ significativo che sia il terzo che compare nella lista in un’area così ristretta. (Sono quattro, se si considera pure Tikal). Ciò dimostra la particolare importanza di questa regione maya dal punto di vista storico, per quello che gli uomini antichi hanno saputo realizzare e quelli moderni riportare ad alti livelli di godibile fruibilità.

    Proseguimento verso la Baia de Amatique fino a Puerto Barrios per prendere le barche che permettono di giungere sino all’ingresso del nostro hotel a Livingston. All’arrivo, dopo la sistemazione nelle camere, possibilità di tempo libero per una passeggiata nel centro abitato.

    Livingston, raggiungibile solo per vie d’acqua, è un luogo in cui vive una popolazione nera con ascendenze tra gli schiavi trascinati in America provenienti dall’Africa. Parlano idiomi che risultano da un insieme di spagnolo, “garìfuna”, (lingua tradizionale usata anche nel vicinissimo Belize), ed inglese. A tratti pare d’essere sbarcati in un paese caraibico con lo stesso sottofondo musicale, i forti colori delle case, i tetti in lamiera, gli alberi da cocco, l’andamento dinoccolato di alcuni giovani non solo locali che deambulano per le strade … Niente di particolarmente stravolgente, ma il luogo mostra una faccia sorprendente del Guatemala e certi aspetti della vista locale, legata alla pesca e turismo, offrono squarci di una nicchia di mondo che giustifica una breve sosta come la nostra. In ogni modo Livingston continua a richiamare un certo turismo giovanile, “saccopelista”, che in molte altre parti del mondo è scomparso o assai ridimensionato.

    Cena e pernottamento all’Hotel Villa Caribe 4* www.villasdeguatemala.com o similare.

     

    Le imbarcazioni ci attendono dopo la colazione. Percorriamo parte del Parco Nacional Rio Dulce verso ovest, in direzione del Lago di Izabal. Lo scenario che fa da contorno è quello tipico della giungla tropicale. Si entra prima nella Gola de la Vaca, oltre la quale il fiume diviene più ampio in corrispondenza di El Golfete. Qui si è vicini al Biotopo Chocòn Machacas, una riserva naturale di circa 8000 ettari che include paludi e area fluviale. Oltre ad animali come il giaguaro, nella riserva vive pure il lamantino, una sorta di tricheco grande tanto da pesare anche una tonnellata, ma non facilmente avvistabile per la sua abilità di nascondersi in acqua. In prossimità del villaggio di Rio Dulce, dopo aver superato il Castillo de San Felipe (da osservare stando in barca), s'incontra la Pista del Petèn giusto all’inizio del Lago di Izabal. Qui troviamo il nostro bus che, sfiorando il Belize, ci porta attraverso Modesto Mendez, Poptun, Flores, oltre la mitica “Foresta del Peten”. Oggi la vecchia pista che era l’ostacolo da superare per conquistare via terra le gioie offerte da Tikal è asfaltata, e consente un facile anche se lungo percorso.

    Giungiamo alla meta nel tardo pomeriggio dopo un percorso su una strada che dai cancelli di ingresso del parco può essere percorsa solo a una velocità ridotta, anche a causa di possibili attraversamenti di varie bestie tra cui i giaguari, come indica l’eloquente segnaletica. All’arrivo ci attendono grida stridule, alte piramidi alcune ancora solo immaginabili perché completamente nascoste dentro collinette, tucani, alberi secolari, scimmie non silenziose, giungla, templi restaurati perfettamente, odore di terra, pappagalli, sentieri da cui emergono radici fantasiose, piccoli abbeveratoi per i numerosi uccelli, intenso profumo di vegetazione, “nieblina de la mañana”, lunghissimi corridoi di foresta pluviale, “urla del giaguaro”, il silenzio del tramonto…

    Scegliamo di pernottare in un semplice lodge all’interno del Parco Archeologico di Tikal per utilizzare appieno il tempo della permanenza per visite non affannose. Cena e pernottamento al Jungle Lodge www.junglelodgetikal.com o similare.

     

     

    Preferiamo non elencare né tanto meno descrivere quanto si trova nel parco archeologico, lasciando direttamente alla nostra capacità di recepire sensazioni la scoperta di Tikal. Siamo certi, comunque, che le foto scattate non saranno in grado di ricostruire pienamente le atmosfere del posto. Solo la nostra emotività potrà succhiare e conservare adeguatamente gli aspetti più intimi del luogo maya.

    Immaginiamo che, se Terzani avesse avuto l’occasione di recarvisi, avrebbe dedicato a Tikal le stesse parole usate a proposito di Bagan: “Fa sentire orgogliosi di appartenere al genere umano”.

    I monumenti maya si mostreranno ancora più interessanti dal punto di vista storico e coinvolgenti da quello emozionale perchè sparsi nella giungla. Dopo aver notato “l’albero tarantola” (è la ceiba, da noi soprannominato albero tarantola per la sua rassomiglianza con il temibile ragno) e aver superato la biglietteria, si cammina tra la Gran Piazza e l’Acropoli, ammirando dall’alto del Tempio IV i templi del Gran Giaguaro e delle Maschere. Conosceremo anche l’area del “Mundo Perdido” e quanto altro sia possibile utilizzando al meglio la permanenza.

    Tra le altre informazioni potremo apprendere anche quanto è stato rivelato da non molti anni da David Stuart dell’università statunitense di Austin. (Evidenziamo questi studi perché confermerebbero un aspetto storico essenziale di Tikal). Il ricercatore texano ha infatti “ricostruito”, dopo essere riuscito dal 2000 a decifrare alcune delle iscrizioni su una stele nota con un semplice numero, la “31”, un passaggio che lui ritiene fondamentale per la conoscenza storica delle vicende maya. Secondo queste ricerche il 16 gennaio del 378 un personaggio, pare proveniente da Teotihuacàn noto come “Il Fuoco è Nato”, avrebbe conquistato Tikal. Da quel momento, grazie all’impulso ricevuto dal “dominatore proveniente dall’Occidente” Tikal non sarà più la stessa, iniziando ad assumere un atteggiamento espansionistico che la porterà a dominare l’intera regione. Pranzo nel modesto ristorantino sotto una tettoia nella giungla. Nel pomeriggio, durante il tempo libero, suggeriamo anche di recarsi in un punto panoramico per osservare le creste che bucano il tetto verde della foresta, per gustare un tramonto che qui ha qualche ragione per apparire diverso. Cena e pernottamento in hotel.

     

     

    E’ necessario rinunciare ad alcune ore di sonno, ma ci alzeremo ben prima dell’alba, e, con l’aiuto di una torcia, dopo aver percorso la direttrice che da est, dove è posto il nostro lodge, passa accanto alle più importanti strutture del sito, giungeremo e saliremo sul Tempio IV, una delle poche che ancora è possibile scalare. Qui assisteremo alla lotta tra il sole e la “neblina” che cerca di nascondere allo sguardo alcune delle immagini più significative di quanto l’opera dell’uomo, unita a quella della natura, abbiano saputo architettare per il piacere dei nostri occhi!

    Rientro al lodge per la colazione.

    Dopo la colazione partiamo alla volta del sito di Yaxhà che, oltre ad essere interessante, gode il privilegio di essere vicino a Tikal, e ciò lo rende poco appetibile alla maggior parte dei viaggiatori perché quest’ultima fa passare inosservata ogni cosa vicina. Riceve una scarsa attenzione e, normalmente, altrettanti scarsi visitatori. Nulla a che vedere col sito più famoso, ma merita certo una sosta.

    Molti sono i luoghi archeologici in questa zona che confina col lato sud est del parco di Tikal, ma Yaxhà è quello più rilevante anche perché sta su un’altura tra i laghi di Sacnab e un altro omonimo al sito. Osservatori astronomici, acropoli, spazi per il gioco della “pelota” e ritualità religiose, torri di osservazione … ne hanno fatto un importante centro maya nell’VIII secolo d.C. quando gli oltre 20.000 abitanti potevano contare su circa 500 tra edifici sacri e complessi residenziali. Sono stati effettuati sostanziosi lavori di disboscamento, restauro e rifacimento che hanno riportato all’attenzione numerose strutture su alcune delle quali è possibile salire per osservare il panorama. Conclusa la visita partiremo per un’escursione in barca a motore attraverso la Laguna di Yaxhà per visitare l’originale e pittoresco sito archeologico maya di Topoxtè, che originariamente sorgeva su tre isole al centro del lago Yaxhe, mentre oggi si estende su una penisola che si è sostituita alle isole stesse. Il sito è costituito in gran parte da tre aree principali: due piattaforme alte cinque metri e una bassa area residenziale costituita da oltre cento strutture abitative: il cuore di Topoxtè è invece costituito dalla grande piazza centrale, sulla quale si affacciano tre templi. Rientriamo in barca a Yaxhà e via terra a Flores. Partenza in serata con il volo di rientro a Città del Guatemala.

    Cena libera. Pernottamento all’Hotel Intercontinental o similare.

     

     

    Città del Guatemala riteniamo che non sia la più avvincente delle capitali mesoamericane. Nonostante ciò può essere definita certamente come una città che sta facendo notevoli sforzi, con qualche successo, per divenire luogo in cui gli aspetti positivi possano sopravanzare quelli negativi.

    Oltre un milione di abitanti, contrasti notevoli, zone con baracche ma anche moderna architettura urbana, immigrati che non sanno bene a quale dei tanti santi rivolgersi per arrivare al giorno dopo e negozi che espongono merci pregiate, gallerie d’arte, presenza di musei e della gran parte degli uomini di cultura del Paese. In sostanza pare che, pur con tempi e contraddizioni proprie delle realtà che hanno vissuto decenni di lotte sociali anche cruente e che non sempre riescono a gestire le crisi delle aree agricole e le migrazioni interne con i conseguenti problemi legati alla marginalità sociale, stia indirizzando il proprio cammino verso una direzione apprezzabile.

    La città assume un ruolo di rilevanza nazionale solo dopo il terremoto del 1773 quando prese il posto di Antigua quale nuova capitale. Il suo centro, la Zona 1, è il Parque Central o Piazza della Costituzione, dove si trovano la Cattedrale e il Palacio Nacional de la Cultura, l’ex Palazzo Presidenziale. Alla Cattedrale può essere riconosciuta una certa imponenza che ha consentito alla struttura realizzata tra il XVIII e XIX secolo di resistere quasi indenne a terremoti e incendi.

    Il Palacio Nacional de la Cultura risale invece al secolo scorso e deve la sua realizzazione al lavoro forzato di carcerati. Se ne osserverà dall’esterno lo stile che risulta dalla contaminazione di varie tendenze architettoniche.

    La nostra breve sosta nella capitale ha nella visita di due musei, la motivazione più rilevante. Il Museo Nazionale di Archeologia ed Etnologia raccoglie una collezione di antichi manufatti maya veramente eccezionali e costituisce un'opportuna sintesi di quanto si è avuto modo di osservare lungo il nostro itinerario. Il Museo Ixchel del Traje Indigena offre un percorso legato all'arte della tessitura tradizionale, che costituisce un viaggio a ritroso nella storia, dall'epoca precolombiana ai giorni nostri passando per l'epoca della conquista spagnola.

    Pranzo libero.

    Dopo le visite trasferimento in aeroporto per il volo di linea Iberia di rientro a Madrid. Pasti e pernottamento a bordo.

     

    Arrivo a Madrid e coincidenza per Milano Malpensa.

     

    NB: desideriamo far notare che mentre l’aeroporto di partenza è Milano Linate, quello di arrivo è Milano Malpensa. Ciò perché abbiamo scelto i voli con le connessioni migliori (il primo volo utile per Linate parte infatti da Madrid alle 18.50 con arrivo alle 21.00).


     

     

    1. Antigua, Guatemala                2.Livingson, Guatemala               3. Copan, Honduras

     

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    L’itinerario si effettua con pulmino privato per il nostro gruppo, l’utilizzo di barche in più occasioni e un solo volo interno. Il volo da Flores (Tikal) a Città del Guatemala serve ad ottimizzare i tempi e a evitare di ripercorrere un itinerario già effettuato via terra. Normalmente la maggior parte delle cene sono consumate in hotel e i pranzi in ristoranti esterni per non essere costretti a rientrare negli hotel. Per questioni operative o di forza maggiore, l’itinerario potrebbe - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    • Si pernotta al Jungle Lodge, all'interno del Parco Archeologico di Tikal
       

    ESPERTI

      

    FERNANDO MADRID

    • Dal 28  novembre  2020 al 9  dicembre  2020
    • Dal 26  dicembre  2020 al 6  gennaio  2021
    • Dal 10  febbraio  2021 al 21  febbraio  2021
    • Dal 3  aprile  2021 al 14  aprile  2021
    • Dal 27  novembre  2021 al 8  dicembre  2021
    • Dal 29  dicembre  2021 al 9  gennaio  2022

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