“TIMKAT” lo “Spettacolo Secolare” dell’Epifania copta

ETIOPIA

  • “TIMKAT” lo “Spettacolo Secolare” dell’Epifania copta

    ETIOPIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 12 giorni
    Partecipanti minimo 9 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 10  gennaio   al 21  gennaio  
      Completa
      135

    A PARTIRE DA:  

    4.950€

    Etiopia

    “TIMKAT” lo “Spettacolo Secolare” dell’Epifania copta

    Seguendo la tradizione del calendario Giuliano, la cristianità etiope celebra la festa dell’ Epifania dodici giorni dopo la data del mondo cristiano latino. Questo viaggio è stato studiato per vivere nel modo più completo le celebrazioni di questa festa che è la più folcloristica del cristianesimo etiope. Una celebrazione che si esprime con processioni accompagnate da balli  e canti tribali  e che si accende in ogni angolo del vasto territorio etiope là dove ci sia una chiesa …anche la più piccola chiesa. La nostra  scelta del centro storico di Lalibela è guidata dalla volontà di far vivere queste celebrazioni in un punto che sia un campo scenografico  unico per la sua portata archeologica. Lalibela accoglie nel suo centro storico uno dei più antichi lavori di scavo della roccia; le undici chiese di Lalibela sono, a livello mondiale,  uno degli esempi più strabilianti di “architettura per sottrazione”. Il giorno della vigilia dell’ Epifania da ognuna di queste chiese escono le “Tabot”, gli scrigni contenenti le copie delle tavole in pietra che Mosè incise su ispirazione divina. Processioni che scendono come piccoli rivoli da ognuna delle chiese e si congiungono in un grande fiume di paramenti e  parasole in movimento fino al posto sacro della festa vera e propria. Il viaggio nel suo insieme si sviluppa attraverso una rete di punti storici e paesaggistici che sono tra i più significativi dell’aspetto architettonico e dell’aspetto naturalistico dell’ Etiopia settentrionale: il centro storico di Addis Abeba, Bahar Dar e la nascita del Nilo Azzurro, Gondar ed i castelli reali, il Parco nazionale del Semien con i suoi fantastici scorci paesaggistici ed infine la già citata Lalibela, centro  e apoteosi dell’architettura di scavo del medioevo etiopico.

     

    Itinerario di viaggio

    Volo ET 737 – 22.55/07.35+1Partenza dall’Italia col volo notturno per Addis Abeba. 
    Il volo atterra di prima mattina ad Addis Abeba. Una volta espletate le formalità di ingresso nel Paese ci si trasferisce verso l’albergo situato in centro città. Prima colazione e sistemazione nelle camere che normalmente non sono libere prima delle ore 14.00 ma, avendo previsto il pagamento del supplemento per l’early check-in, saranno subito a disposizione.  Si cominciano le visite in tarda mattinata con la breve escursione alla collina di Entoto che guarda dall’ alto il panorama della culla di Addis Abeba. Entoto è il posto storico dove, a fine 1800 il Negus Menelik II, dopo aver posto il campo imperiale decise la nascita della nuova città, l’embrione di quella che sarà la capitale dello stato moderno. Al ritorno dalla collina si visita il Museo Nazionale.  Anni fa l’esposizione si trovava proprio all' interno della palazzina che fu nel ‘36 la residenza di Rodolfo Graziani.  Tra la raccolta del museo ricordiamo le vestigia sabee a testimonianza dell’antico scambio commerciale e culturale tra l'altopiano etiope e la costa sudarabica; la carrellata di ricchi abiti indossati dalle alte cariche dell'impero al tempo dei Negus ed infine la sempre emozionante figura di Lucy, lo scheletro di tre milioni e mezzo di anni ritrovato negli anni 70 nella valle dell'Awash. “Lucy” appellativo dell’’ Australopitecus Afarensis è, nella storia dell’evoluzione umana, la figura più rappresentativa dell’essere che si pone in posizione eretta. Il centro di Addis Abeba, quello storico, è adagiato sul fondo di una conca circondata da colline di foreste di eucalipti. Fino agli anni precedenti l’occupazione italiana, la città era poco più di un grosso villaggio a ridosso del palazzo imperiale. Il centro urbano assumerà il taglio moderno con l’occupazione italiana ed il successivo governo dell’imperatore Haile Sellassie. Durante il ventennio della dittatura comunista, dagli anni ’70 agli anni ’90, la città è stata quasi del tutto bloccata nella sua crescita, ma nel   periodo successivo che ha visto la nascita di uno stato repubblicano, il centro cittadino è esploso sotto il profilo demografico ed ha cominciato ad espandersi enormemente nei suoi quartieri periferici.  La nostra giornata di visita continuerà nel quartiere battezzato dagli italiani col nome di “Piazza” dove si incontra la statua equestre di Menelik II.  Di fronte a questo monumento vi è la chiesa copta di S. Giorgio dove la figlia del penultimo Negus, Zauditu, e in seguito Haile Sellassie vennero incoronati. Dal nucleo di “Piazza” si scende verso il vero cuore commerciale e culturale della città, il quartiere chiamato “Mercato”. Al termine di questo passaggio ci si orienterà verso l’asse centrale della capitale, la strada principale, Churchill road, che dal quartiere alto corre dritta fino alla stazione.  La ferrovia che venne costruita dai francesi collegava Addis Abeba con Gibouti passando per Dire Dawa. Il suo nome: "Chemin de fer Djibouto- Etiopien" non lascia dubbi sulla paternità del progetto!Con ciò si può dire si sono colti tutti i centri focali della città.  Pranzo in ristorante locale e cena libera. N.B. l’ordine delle visite di questa giornata potrà subire modifiche 
    Trasferimento in volo a Bahar Dar ed inizio visiteVolo ET 188 - 11.40/12.50 Da percorrere via terra, la distanza tra la capitale etiope e Bahar Dar, una delle città più importanti del Paese, sarebbe di 600 chilometri. La trasvolata dura circa un’ora e passa su una linea orografica importantissima, è il grande taglio nella natura fragile dell’altopiano compiuto dal Nilo Azzurro in migliaia di anni. Bahar Dar è situata sulle rive del lago Tana, a circa 1.700 metri s.l.m., la quota più bassa del nostro tour. Sia per la modesta altitudine sia per l’abbondanza d’acqua il territorio che circonda il lago Tana e la stessa Bahar Dar è uno dei più ricchi di vegetazione: grandi sicomori e ficus, piane coltivate a riso, trionfi di bouganvilles, fioriture di jacarande e coltivazioni di caffè nascoste tra il folto dei grandi alberi che vegetano lungo i bordi di pietra vulcanica delle penisole e delle isole del lago.Dedicheremo il pomeriggio alla visita del centro cittadino, il mercato all’aperto ed infine la sponda del lago dove ancora oggi con le tipiche imbarcazioni locali, le “tanquas”, fatte di papiro, la gente del posto trasporta la legna dalle coste più boscose alla città. Pensione completa  N.B.: salvo grossi ritardi del volo avremo modo di pranzare in arrivo a Bahar Dar. 
    Escursione alle cascate del Nilo Azzurro. Pomeriggio dedicato alla navigazione per la visita della chiesa Ura Kidane Meret e della chiesa Azua sulla penisola del lago Tana. Il Nilo Azzurro, che nasce dal lago Tana, ha, come già accennato, scavato profonde vallate al centro dell’altopiano portando il limo, il fango etiope, al delta egiziano. Il fiume e il lago sono gli attori principali della storia culturale e religiosa del centro di Bahar Dar.Dedicheremo la mattina a questa escursione che conduce all’ ambiente delle cascate del Nilo Azzurro. Il luogo delle cascate si trova ad un’ora e un quarto di auto dalla città. Per raggiungere il punto panoramico sulla caduta d’acqua occorrerà camminare per quaranta minuti lungo un sentiero che risale sul fianco della collina dall’ altra parte del fiume, al di là del ponte storico in pietra e malta, costruito dai portoghesi nel XVI sec. Il fronte di caduta, con un salto di 47 metri, è veramente impressionante, soprattutto nei mesi tra agosto e novembre quando il Nilo Azzurro è ricchissimo d’acqua. Oggi in seguito alla costruzione di uno sbarramento a monte delle cascate, talvolta la caduta d’acqua è molto ridotta, ma le sensazioni che permangono dopo questa escursione sono comunque molto importanti: il cosiddetto ‘Ponte dei Portoghesi’ che si attraversa all’inizio della camminata, il contesto ambientale, la gente locale, la vista stessa della caduta d’acqua, grande o piccola che sia, sono aspetti che restano a segnare un punto ben preciso della storia e della geografia: la nascita del Nilo Azzurro. L’intera passeggiata con le soste fotografiche dura circa due ore. Al termine dell’escursione si rientra verso Bahar Dar.Il lago Tana è un bacino piuttosto grande: la distanza tra la punta meridionale, dove è situata la città di Bahar Dar e da dove escono le acque del Nilo Azzurro, e la sponda settentrionale è di circa 80 chilometri. Essendo in passato un ambiente particolarmente inaccessibile per la foltissima vegetazione, venne scelto dai cristiani per nascondersi e difendersi dai frequenti attacchi delle armate islamiche provenienti dalle regioni orientali. Sulle penisole del lago e sulle sue isole nacquero chiese e monasteri che ancora oggi restano a testimoniare il forte attaccamento religioso del popolo etiope alla fede cristiana. La navigazione ci porta a contatto con la tradizione religiosa più radicata nell’Etiopia medievale. Là dove attracca la nostra barca comincia quel sentiero che, tra piante di caffè e vegetazione lussureggiante, conduce a chiese nascoste. In effetti, seppure in seguito abbellite dall’intervento della Casa Reale di Gondar, le chiese ed i monasteri nacquero come poveri centri di rifugio in punti lontani e nascosti per sfuggire alla violenza distruttiva degli invasori.La storia della vita di Cristo e di Maria, gli apostoli e i santi (scene dal vecchio e dal nuovo testamento) sono i soggetti che continuamente ritornano rappresentati all’interno delle chiese copte. Gli occhi grandi dei santi fissi nel vuoto riprendono quei tratti stilistici che hanno caratterizzato l’arte bizantina dalla quale sono stati ispirati. Un lembo di terra della sponda occidentale si insinua tra le acque, è la penisola Zeghié dove sorge la chiesa Ura Kidane Meret. Venne costruita nel 1300 e dipinta nel 1600; è un esempio significativo dell'arte medievale etiope.  Le pitture di questa chiesa costituiscono un passaggio importante dello sviluppo artistico dell'arte figurativa etiope. I dipinti del XIII sec. a Lalibela, le pitture di Gondar e infine i lavori all’ interno delle chiese del lago Tana, sono i lavori artistici più rappresentativi del dipinto sacro etiope e delle sue sottili trasformazioni nel tempo. Al di là di ogni considerazione analitica, ciò che più colpisce è il colore…o meglio, l’affollamento di colori vivaci che, come si aprono le porte delle chiese, catturano lo sguardo e l’attenzione del visitatore. Una volta terminata la visita di questa chiesa, con una breve camminata attraverso la vegetazione lussureggiante, raggiungiamo la seconda chiesa conosciuta col nome di Azua Maryam ed infine riprendiamo la navigazione per il ritorno all’approdo di Bahar Dar.Pensione completa. 
    Trasferimento a Gondar e inizio delle visite. Il percorso tra Bahar Dar e Gondar si sviluppa per una distanza di circa 180 chilometri, quattro ore di autobus. La strada esce dalla pianura intorno alla conca del lago Tana e costeggiando caratteristiche formazioni rocciose definite “Tappi Vulcanici “penetra in una zona più collinare che contorna la città di Gondar situata ad un’altitudine di 2100 metri. Nei secoli passati il sito di Gondar significò la salvezza della aristocrazia etiope dalla malaria che in certi periodi dell’anno imperversava nella conca ricca di acqua del lago Tana. Anche durante il periodo “italiano” la sua posizione era particolarmente apprezzata, era detta “Gondar la bella”; soprattutto nella stagione più calda offriva un contorno paesaggistico tropicale ed un piacevole clima arieggiato. Gondar, antica capital reale dell’Etiopia tra il XVI ed il XVIII secolo. Il cosiddetto ‘Periodo Gondariano’ rappresenta una delle stagioni etiopi più interessanti sotto il profilo architettonico, pittorico e politico. Oltre alle testimonianze della sua importante fase storica, Gondar è anche uno dei pochi centri in Etiopia ad aver mantenuto intatte alcune strutture del periodo coloniale: il palazzo della posta e altri edifici in centro città, sono proprio l’esempio di questa architettura. Dedicheremo le ore pomeridiane alla visita della città. Gondar divenne centro dell'impero nel XVII secolo, sotto il governo del re Fasilidas; fu infatti durante il suo regno che cominciò la costruzione del complesso dei castelli, cosa molto atipica in un Paese in cui, per tradizione e necessità di governo, i re hanno sempre avuto una corte mobile quasi come dei re “nomadi”, itineranti. Cominceremo il nostro viaggio cittadino con la visita della chiesa di Debre Birhan Sellassie, unica per il ciclo pittorico al suo interno. Nei dipinti potremo cogliere i tratti di un'arte che, sotto la, seppure debole, influenza occidentale, sviluppa la figura statica bizantina in una forma più plastica, più popolare e più espressiva. Questa chiesa, unica, del periodo antico, per la sua forma a basilica è completamente dipinta: il soffitto ritrae decine di volti di angeli dagli occhi etiopi e le pareti laterali raccontano le storie tradizionali della vita di Cristo e dei martiri.Si continua visitando l’insieme delle residenze reali ed il cosiddetto “Bagno di Fasilidas”. Si tratta di strutture abitative costruite in forma di castello che vennero introdotte in Etiopia, sia come linea architettonica sia come composizione materiale, in seguito all’ influenza portoghese che soprattutto a partire dal 1550 per la durata di circa un secolo fu molto forte. L’ Etiopia è l’unico Paese africano che presenti tali strutture medievali di influenza occidentale.Se ancora rimarrà tempo a disposizione prima della chiusura del sito, potremmo visitare i resti della residenza della regina Mentwab. Questo palazzo è rimasto nella storia perché qui soggiornò James Bruce, esploratore scozzese, durante il suo viaggio alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Pensione completa. 
    Trasferimento al parco nazionale del Semien.  L’ Etiopia conta sul suo territorio, da nord a sud, in aree climaticamente molto diverse tra loro, diverse riserve naturali. I dati nazionali danno in numero di 24 i parchi nazionali e in numero di 100 le aree protette. Si va dalle savane della zona più meridionale al confine con il Kenya, alla zona dei laghi della Rift Valley, alle zone desertiche del fiume Awash che muore nelle sabbie fino ai parchi montagnosi della zona settentrionale. Tra i parchi montagnosi, il Semien National Park è sicuramente il più spettacolare dal punto di vista paesaggistico ed anche forse il più vario sotto il profilo naturalistico. Queste due caratteristiche sono tra i valori per i quali è entrato a far parte del patrimonio UNESCO. Si parte alla volta del Parco del Semien. La distanza tra Gondar e la cittadina di Debark, ingresso ufficiale della zona protetta del Parco, è di circa 90 chilometri. È un percorso che si compie in circa due ore e che offre, in un susseguirsi di falsopiani e passaggi tra villaggi ad alta quota, scorci affascinanti, preludio dell’ambiente paesaggistico così peculiare del Semien. Dopo Debark il percorso sterrato si inerpica fino oltre 3000 metri e costeggiando una bellissima vegetazione di piante e fiori endemici, tocca punti panoramici di indescrivibile bellezza: sono finestre che si aprono su vallate dove le nebbie si adagiano ai piedi di picchi lavici o ai piedi delle ambe…sono scenografie e quinte naturali senza dubbio spettacolari. Durante questo percorso si possono intravedere gli stambecchi (“Walia Ibex”) pascolare in lontananza sui dirupi, ma senz’altro si incontra la scimmia “Gelada”, il tipico babbuino del Semien detto anche “scimmia leone” con quella macchia rosso-vivo sul petto e quella foltissima criniera bruno-rossiccia che caratterizza e distingue il maschio.A fine mattinata raggiungiamo il nostro lodge. Nel pomeriggio compiamo una prima escursione a piedi nell’ area del parco. L’escursione consiste in un circuito a piedi che costeggia una grande spaccatura del territorio. È una camminata (fattibile da chiunque non abbia problemi di deambulazione) di circa due ore che offre panorami incredibili sulle terre sottostanti ed è veramente importante nel contesto di questo viaggio perché apre il sipario su una particolare conformazione del territorio etiope e sulla sua natura che diversamente non si riuscirebbe a cogliere in modo ravvicinato. Il Semien è una tavolozza del verde etiope nelle sue più diverse tonalità. É molto suggestivo. Pensione completa. 
    In mattinata raggiungeremo con il bus un secondo punto panoramico, la cascata di Sankaber.Anche questa sarà una seconda occasione per scoprire nuovi scenari e una seconda chance di incontro con le numerose comunità di scimmie “Gelada” sempre al pascolo alla ricerca di radici di cui nutrirsi. Questo particolare tipo di Scimmia è assolutamente vegetariana, vive in grosse comunità composte da più clan. Queste famiglie la mattina sono generalmente impegnate nella ricerca del cibo, la notte invece, lasciano le aree pianeggianti per trovare rifugio dai predatori sui terrazzi degli strapiombi vertiginosi delle spaccature del parco. Il predatore più temibile è il leopardo. Gli studi hanno appurato che queste scimmie hanno acquisito nel loro patrimonio genetico, per l’istinto di conservazione, un valore in forma di immagine che induce in loro il terrore, l’allarme e la fuga: è l’immagine del disegno geometrico del pelo maculato del leopardo. A fine mattinata, dopo il pranzo, si lascia la zona alta del parco per ritornare alla strada maestra che ci ricondurrà a Gondar. All’ ingresso della città fino agli anni Novanta si trovava il quartiere dei cosiddetti “Falascia”, gli ebrei dell’altopiano etiope. L’ origine di questa comunità ebraica si perde nei secoli addietro. Il legame con la terra del re Salomone fa parte della leggenda della nascita della prima dinastia reale etiope. In qualche modo dei gruppi di ebrei si erano installati in Etiopia dando origine a comunità locali che si sono incrociate con le genti del posto. Erano detti “Ebrei neri”, il loro colore della pelle era lo stesso della popolazione etiope ed anche i loro tratti somatici erano gli stessi. Dopo gli anni ’90 il governo israeliano ha portato queste famiglie nello Stato di Israele. Il ricordo dei falascia è comunque rimasto e la gente del posto ha mantenuto vive le stesse attività tradizionali di quella sorta di ghetto che consistevano per lo più nella produzione di piccoli oggetti in terracotta di uso familiare o puramente decorativo. Pensione completa. 
    Trasferimento in volo da Gondar a Lalibela e inizio visite.Volo ET  122 - 09.55/10.25 Il volo in partenza da Gondar atterra in mattinata.Lalibela è conosciuta come una delle meraviglie del mondo, le sue chiese sono protette dall’ Unesco e negli ultimi anni sono state sottoposte ad importanti lavori di mantenimento. La leggenda racconta che le chiese vennero scavate e scolpite durante la vita del re sacro dal quale il posto prende il nome: Lalibela. In verità questi lavori sono il frutto di una tradizione i cui esempi troviamo sparsi non solo intorno allo stesso nucleo di Lalibela ma anche in aree lontane del territorio del nord-est etiope. L’insieme di Lalibela è diviso in due aree principali adiacenti. Le undici chiese che costituiscono queste due aree sono monolitiche, semi-monolitiche o semplicemente a “grotta”. La più singolare tra tutte le chiese rupestri è, per la sua linea cruciforme, quella di S.Giorgio che si trova esterna alle due aree principali. Tutto il pomeriggio sarà impiegato per la visita dell’area sacra.L’insieme delle chiese di Lalibela è considerato dall’ Unesco uno dei prodotti umani più importanti come esempio di “Architettura per Sottrazione”. Il lavoro di scavo che è stato fatto per trarre dal tufo questi edifici è senz’altro impressionante. L’opera di studio e di monitoraggio intorno a questi monoliti è tutt’ora in corso. Si studiano i movimenti della roccia, gli slittamenti delle fasce sedimentarie sovrapposte, le infiltrazioni d’acqua e tutto ciò che possa servire a preservare gli edifici il più a lungo possibile nel tempo. La visita di questi complessi ci lascia con molti interrogativi: quanti secoli effettivamente ci sono voluti per la realizzazione di questo insieme? Quanti operai e quanti artigiani sono stati impiegati per gli scavi e le decorazioni di queste chiese? Quale mente, quale progetto, quale conoscenza sta alla base di un lavoro di scavi così complesso? La mancanza di fonti scritte ci lascia con tutte le domande senza risposta, solo la leggenda accompagna le nostre visite e tra il fascino della leggenda e la moltitudine dei simboli tracciati nella roccia si sviluppa il nostro passaggio nei recinti sacri. N.B.: Essendo la struttura alberghiera che utilizzeremo molto vicina alla zona delle cerimonie, suggeriamo a chi particolarmente sensibile ai rumori notturni, l’utilizzo di tappi per le orecchie. Durante le feste notturne del Timkat i canti religiosi sono nenie tanto affascinanti quanto penetranti!!! Pensione completa. 
    La mattinata sarà dedicata alla salita verso la chiesa rupestre di Ashetem Maryam. La montagna della chiesa è raggiungibile con le auto. Resta comunque un tratto di sentiero da percorrere a piedi per raggiungere la zona sacra (si tratta di un percorso con alcuni tratti in salita, fattibile da chiunque non abbia problemi di deambulazione) La chiesa è piccola e raccolta, ma il panorama che si ha dall’ alto della montagna sulla valle arida di Lalibela è spettacolare. Si sale dai 2600 metri di Lalibela ai 3200 metri della cima dell’Amba dove è stata scavata, a mo’ di grotta, la chiesa. La vigilia dell’epifania copta è un momento molto importante per addentrarsi plasticamente   nell’ atmosfera religiosa e popolare di questo avvenimento.Questa è una cerimonia sacra molto sentita dal popolo etiope, non vi è nulla di artificiale architettato per il piacere del turismo!Il pomeriggio che precede il giorno del “Timkat” è il momento in cui da ognuna delle chiese escono i cofani contenenti le copie delle tavole dei dieci comandamenti, per essere portati al posto prescelto per la cerimonia vera e propria dell’epifania che sarà la mattina seguente. In tutta l’Etiopia avviene questa manifestazione, in qualsiasi sperduto villaggetto le celebrazioni cominciano alla vigilia e le copie dell’Arca dell’Alleanza escono da una chiesa e raggiungono un punto vicino che sia caratterizzato dalla presenza dell’acqua.A Lalibela, essendovi undici chiese la ramificazione delle processioni è molto articolata. Da ognuno dei gruppi di chiese scavate nella roccia scendono bracci di processioni che vanno ad incontrarsi presso la chiesa cruciforme di S.Giorgio. È il momento in cui le danze ed i cori delle confraternite formate da giovanissimi ragazzi e ragazze si uniscono in una sola fiumana di persone per accompagnare le sacre Tavole fino al posto prescelto per la veglia notturna e la festa del giorno dopo. Pensione completa. 
    Dopo il risveglio, il silenzio in coda ai canti interminabili della notte e l’assembramento della folla di fedeli intorno alla vasca sacra, precedono l’atto più significativo di tutta la cerimonia religiosa: la benedizione dell’acqua. Una lunga pausa segue le fatiche della veglia notturna ed infine i preti e i fedeli ancora una volta si ritrovano e le Tabot, in processione, riprendono il percorso di ritorno verso le chiese. Durante questo viaggio le soste di preghiera sono innumerevoli. Le cerimonie   continuano per tutta la mattinata.  Il Timkat o “Epifania copta” è una ricorrenza religiosa che cade ogni anno verso la metà di gennaio. Durante questa festa si palesa la fusione tra le due grandi influenze che hanno modellato la tradizione religiosa etiope: quella ebraica e quella cristiana. Secondo la credenza etiope Menelik I, capostipite della dinastia salomonide in Etiopia, nato dall’incontro tra la regina di Saba e Salomone, durante uno dei viaggi a Gerusalemme, trafugò dalla casa di Salomone le “Tavole della Legge” che Dio aveva dato a Mosè. Quelle tavole portate in territorio etiope vengono sin da allora conservate ad Axum, l’antica capitale del regno. La tradizione vuole che ogni chiesa celi all’interno della parte sacra e inaccessibile una copia delle Tavole sacre, una copia dell’Arca dell’Alleanza, le sacre “Tabot”. Le processioni del Timkat che si tengono in ogni città e paese dell’Etiopia cristiana, sono dei percorsi di preghiera, canti e danze religiose fatti per accompagnare le sacre Tavole verso un punto d’acqua, simbolo della fonte battesimale. La bellezza di queste processioni è nel fervore religioso e nella genuinità dei fedeli che vi partecipano. É nella veglia notturna che precede la cerimonia del battesimo; è nella vivacità dei colori dei paramenti sacri, dei parasole e delle stoffe damascate che coprono i contenitori misteriosi dell’Arca dell’Alleanza. Alla vigilia del Timkat, le Tavole sotto questi drappi colorati vengono portate dai preti verso la fonte battesimale dove resteranno tutta la notte. I fedeli avvolti nei loro “shamma”, teli di cotone tradizionali, restano seduti, accovacciati o sdraiati l’intera notte. Le Tavole sacre sono protette all’interno di una tenda mentre i sacerdoti danzano e cantano suonando ritmicamente il sistro per tutta la notte. L’atmosfera è magica, l’aria è pervasa di vibrazioni e di nenie che durano fino all’alba. Il giorno della festa, i fedeli si assiepano attorno al punto d’acqua. È il momento del battesimo: un prete si avvicina al punto d’acqua e asperge la folla. Dopo le cerimonie di abluzione, le Tavole riprendono in lenta processione la via di ritorno verso la chiesa dove rimarranno, protette nel Sancta Sanctorum, fino al Timkat dell’anno successivo. Nel pomeriggio di questa giornata, quando ritorna la calma, quando ormai i contenitori delle “Tavole della Legge” sono ritornati alle loro chiese, intraprenderemo un’ultima escursione attraverso il territorio semi collinare di Lalibela che in questa stagione è molto arido verso una chiesa rupestre molto interessante, la chiesa dedicata a Maria con nome “Genet Maryam”, il “Giardino di Maria” dove col nome di giardino si vuole intendere l’ambiente paradisiaco che accoglie la madre di Cristo.Occorre almeno   un’ora di macchina su   strada in gran parte sterrata per giungere a questa chiesa. Genet Maryam è una vera sorpresa, un altro gioiello poco conosciuto, un inaspettato capolavoro di scavo fatto con scalpelli da comunità di lavoratori la cui identità rimane sconosciuta. La chiesa, in forma di basilica è tratta da una sola roccia ed è contornata da una serie di pilastri a formare una sorta di porticato esterno. Mentre, generalmente, le chiese al centro di Lalibela sono molto sobrie e prive di colore, in questo caso le pareti interne sono dipinte di figure sacre. Sono immagini molto naïf, figure caratterizzate dalla mancanza di giuste proporzioni, da sguardi ingenui e grandi occhi della classica tradizione bizantina.Questa escursione è un’altra occasione per osservare la autentica, semplice, realtà esistenziale delle genti etiopi che vivono in queste avare campagne.Al termine della visita di rientra in hotel. Pensione completa.  N.B.: per chi volesse assistere “in diretta” all’avvicendarsi della cerimonia dell’abluzione, occorre recarsi sulla gradinata alle spalle della vasca a croce alle 04.45. L’ attesa sarà lunga quindi si consiglia un cuscino gonfiabile per la “seduta di attesa” che sarà sicuramente di almeno due ore. L’ingresso alle gradinate ha un costo extra che potrebbe aggirarsi intorno a venti euro, ma la cifra esatta può variare perché aggiornata di anno in anno dall’ ente religioso preposto. *Questo viaggio è stato costruito per coloro che vogliano assistere nel modo più completo alle cerimonie dell’epifania copta. Proprio per questo motivo abbiamo dato ampio respiro a Lalibela, per poter vivere nel posto più importante dell’Etiopia cristiana e nel contesto ambientale più suggestivo lo svolgimento delle celebrazioni. 
    In mattinata termine delle manifestazioni e trasferimento all’ aeroporto per il volo diretto ad Addis Abeba.  ET 123 10.55/13.15 (con scalo tecnico a Gondar). La mattina successiva alla festa dell’Epifania copta, è ancora un giorno di Cerimonie, è infatti il giorno dedicato a S. Michele. Mentre tutte le copie dell’Arca dell’Alleanza sono rientrate nella giornata dell’Epifania. Le copie dell’Arca dedicate alla chiesa di S. Michele restano fuori ancora una notte e solo nella giornata odierna prendono il cammino che le riporta nel loro posto sacro dove, come tutte le altre rimarranno per un anno intero, protette, invisibili. Trasferimento di primo mattino in aeroporto per il volo che ci porterà nella capitale etiope. Le ore rimanenti del pomeriggio saranno libere. Dall’hotel è molto facile recarsi in taxi o a piedi nell’ area commerciale di Addis Abeba dove è possibile trovare ogni manufatto tipico dell’Etiopia. In serata trasferimento in aeroporto per il volo notturno per Milano. Sistemazione all’Hotel Jupiter in camere ad uso giornaliero.Pasti liberi. 
    Volo internazionale da Addis Abeba a Milano Malpensa Volo ET 736 - 00.20/05.20   N.B.: l’ordine delle visite così come è stato impostato nella descrizione del programma è puramente indicativo e potrebbe variare in seguito a nuove esigenze dettate dagli sviluppi delle cerimonie.  *L’itinerario si svolge interamente tra quote minime di 1700 metri e passi di 3000 metri, mediamente l'altopiano si sviluppa a 2300 metri. Questo programma è costruito per coloro che vogliano scoprire in modo completo l’aspetto storico e culturale dell’Etiopia, senza tralasciare il contesto ambientale.  *Il Timkat o Epifania copta è una celebrazione che cade, seguendo la tradizione cristiana orientale, circa dodici giorni dopo il giorno dell’epifania celebrata nel mondo cristiano latino. In ogni caso il giorno esatto può variare a seconda del calendario religioso etiope.  *Le sistemazioni sono varie nella tipologia e nello standard e sono state pensate in modo da poter offrire il massimo in termini di itinerario. Le strutture alberghiere nel Paese offrono un comfort e una qualità di servizi mediamente inferiore rispetto allo standard europeo. Possiamo senz’altro dire che questo tipo di viaggio non presenta difficoltà particolari per chi abbia una certa capacità di adattamento, carattere ancora oggi fondamentale per viaggiare in Etiopia.   1. Popoli                                          2. Chiesa di S. Giorgio                    3. Castello di Gondar  

    Perché con noi

    • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12, profondo conoscitore dei luoghi e dei popoli dell'Etiopia
    • Kel 12 organizza viaggi in Etiopia da più di 25 anni
    • Durante il tour si assiste alle celebrazioni del Timkat a Lalibela

    I nostri esperti

    GIOVANNI DARDANELLI

    Dal 10  gennaio  2027 al 21  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

          MEZZI DI TRASPORTO Solitamente utilizziamo un unico mezzo per il gruppo, un minibus Toyota Coaster o similare da 20 posti a sedere. BAGAGLIOIl bagaglio deve possibilmente essere costituito da sacche morbide di max 20 kg in totale.  ABBIGLIAMENTO E ACCESSORIImportante portarsi un paio di scarpe comode, qualche capo caldo, una torcia, un parka impermeabile, calzini da indossare durante le visite ai monasteri (vietate le scarpe). Scarpe: leggere (anche [...]