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IN VIAGGIO COL FOTOGRAFO TRA CLAN TRIBALI E ANTICHE TRADIZIONI

VIETNAM

icona orologio 14 GIORNI
minimo 8 massimo 12 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   13  marzo    al   26  marzo  
Sistemazioni
Photography Expeditions - Viaggi Fotografici

Un viaggio-novità,  in compagnia di un fotografo professionista, nel nord del Vietnam, terra popolata da 54 etnie diverse. Un miscuglio di genti, costumi, lingue e tradizioni, da scoprire in un tour che parte da Sapa, a 1.650 metri di quota. Un’occasione per conoscere gli Hmong Bianchi, i Dao e i Giay. Ma anche i Dao Rossi e gli Hmong Neri. Gruppi etnici differenti, ognuno con tradizioni e costumi particolari. E uno stile di vita semplice, basato principalmente - continua -

A PARTIRE DA: 3.350 €


ITINERARIO

Partenza con voli di linea per Hanoi. Pasti e pernottamento a bordo.

 

Arrivo ad Hanoi. Incontro con la nostra guida locale e trasferimento in hotel.

Tempo e fatica permettendo, passeggiata orientativa della città attraverso il vecchio quartiere e attorno al lago i Hoam Kiem. Durante la nostra permanenza avremo modo di apprezzare gli aspetti più rappresentativi di una città che racchiude e fa emergere le caratteristiche generali del Vietnam, con particolare riferimento alle regioni dell’ex Vietnam del Nord. Per decenni, anche dopo l’unificazione del Paese, ha resistito alle aperture verso l’Occidente per timore che l’impatto potesse stravolgere il volto tradizionale della città. Ma già dagli anni ’90 ha iniziato con cautela ad aprirsi riuscendo anche a preservare il suo carattere coloniale. La “Città del Drago che si alza in volo”, così veniva anticamente definita Hanoi, è stata in grado di mantenere la sostanza della propria storia nonostante le devastazioni dei bombardamenti statunitensi e gli interventi del “realismo socialista” di derivazione sovietica. Ancora oggi si presenta come “città della grazia” con un centro ricco anche di contaminazioni tra “elementi parigini” e asiatici. Le ruspe non hanno sino ad ora avuto la meglio e l’antico Quartiere Vecchio continua ad essere una piacevole e brulicante oasi di tradizione. Ben rende l’idea di una città che conserva il meglio del passato perché capace di aprirsi al nuovo senza eccessi, come invece succede per esempio nella amata-odiata Cina.

Cena in ristorante locale e pernottamento in Hotel.

 

Dopo la colazione, partiamo alla scoperta della città. Inizieremo con il Tempio della Letteratura, costruito nel 1070 e uno dei siti storici più significativi del Vietnam. Si presenta come una copia su scala ridotta del tempio che era stato dedicato a Confucio. Fu fatto edificare dal re Ly Thanh-tong per celebrare il culto dell’antico Maestro Kung e per istruire e formare il principe ereditario. Dopo sei anni diventò la prima università o scuola i alti studi alla quale potevano però accedere solo i membri della nobiltà e i figli degli alti dignitari. Con il tempo l’accesso diventò meno limitato pur restando la più esclusiva e prestigiosa scuola di formazione per quanto volevano seguire gli studi letterari e poi accedere ai più alti gradi dell’amministrazione civile dello Stato. L’Università funzionò per 700 anni e i suoi giardini e l’architettura del passato offrono uno sguardo affascinante nel passato del Vietnam.

La nostra visita prosegue con la Pagoda a Pilastro Unico, costruita nel 1049. Ha la forma di un fiore di loto che emerge dalle acque e si schiude sul proprio gambo, ma nel stesso tempo ricorda anche i semplici e poveri altari dedicati al culto dei geni che da sempre i contadini erigono in cima ad un palo conficcato nella risaia o presso un fiume. Consiste infatti in un pilastro in pietra posto al centro di un bacino quadrato, chiamato lo “Stagno della Virtù divina” che sostiene una piccola pagoda scolpita e decorata nella forma del fiore di loto al cui interno è posta una statua di Quam An, il bodhisattva grande e misericordioso.

La scoperta della città prosegue con la visita del Lago dell’Ovest e la chua Tran Quoc Pagoda. Questa distesa d’acqua che originariamente era una grande ansa del Fiume Rosso, rappresenta nell’ordine cosmologico l’oceano primordiale da cui la terra ha preso vita. Sulle sue rive sin dall’XI secolo furono edificati i padiglioni del Palazzo d’Estate di cui oggi non resta alcuna traccia. Moltissime le leggende legate a questo lago e secondo una di queste, nei tempi antichi qui sorgeva un massiccio calcareo ricoperto dalla foresta dove viveva una volpe bianca a nove code che terrorizzava la regione. Il re Dragone, genio fondatore e protettore del paese dei Viet, per annegare la volpe scatenò le acque del Fiume Rosso che uscendo dagli argini spianarono e sommersero il massiccio calcareo e ricoprirono il luogo. Per questa ragione gli venne dato il nome di “Lago del cadavere della volpe”. Su una penisola che dal viale si protende nel Lago dell’Ovest, venne trasferita nel 1615 una pagoda. Il suo nome originario era Khai-quoc, vale a dire “Fondazione del Paese” e la costruzione risaliva la 544. Quando fu ricostruita venne ribatezzata chua Tran Quoc o Pagoda della Difesa del Paese e fu ampliata con lavori che durarono fino al 1639. Inalterati nel tempo sono rimasti la dozzina di stupa eretti per conservare le ceneri dei più famosi bonzi che vissero e predicarono nel monastero.

Pranzo in ristorante locale.

Nel pomeriggio, visita dell’interessante Museo Etnologico, che è sia un centro di ricerca che un museo pubblico che espone usi e costumi dei diversi gruppi etnici che compongono il paese.

Dopo la cena, trasferimento in stazione per il viaggio notturno in treno fino a Sapa. Pernottamento in treno (scompartimento a quattro cuccette con occupazione massima di due persone).

 

Arrivo il mattino presto alla stazione di Lao Cai (circa alla h. 5.00) e dopo una veloce doccia in una semplice guesthouse e una colazione in un ristorante locale, ci dirigiamo Muon Hum, una cittadina abitata dall’etnia giay (gli ultimi 8 km di strada sono piuttosto sconnessi). Al nostro arrivo, pranzeremo nell’abitazione del nostro ospite e ci prepareremo per il trekking del pomeriggio. Si sale attraverso uno stretto sentiero per poi scendere in fondo alla Valle di Ky Quan San, incontrando lungo la strada gruppi di etnie diverse, i Hmong Bianchi, i Dao e i Giay. molto bello anche il paesaggio circostante: le montagne, le vallate, i corsi d’acqua e i campi di riso terrazzati.

I H’mong conosciuti anche come Meo costituiscono una minoranza che conta circa 700.000 persone e che si trova anche in Laos e Thailandia, oltre che in Cina, da dove provengono. Generalmente, i loro insediamenti sono posti ad altitudini piuttosto elevati, cosa che ha favorito la conservazione dei costumi tradizionali e delle usanze tribali e anche la loro religiosità che si esprime attraverso il culto dei geni e spiriti e pratiche sciamaniche o magiche dove si può vedere un’influenza delle forme più popolari del taoismo praticato in Cina. Infatti, è proprio da lì che giunsero verso la metà del XVII secolo quando l’impero di Mezzo fu sconvolto dal rivolgimento dinastico che vide cadere la dinastia Ming e salire al potere la dinastia dei Manciù, i Qing. Tra i costumi che sono mantenuti, il tatuaggio, la lavorazione delle fibre tessili e la tintura di blu indaco, indossano ancora costumi riccamente ricamati, lavorano l’argento per farne dei monili e i loro sacerdoti sono stregoni, indovini, astrologi, guaritori ed esorcisti. Nei loro territori prevale l’antica pratica della coltura del riso e mais nei campi ricavati bruciando la foresta, ma sanno anche costruire ampi terrazzamenti per le risaie allagate.

Anche i Dao abitano preferibilmente le alte valli e anche la loro origine è la Cina come si può dedurre dai testi sacri sul mitico progenitore Ban Vuong che ottenne l’ordinanza imperiale detta Qua Son Bang, cioè “Permesso di valicare le montagne”, cosa che gli Dao fecero presumibilmente tra il 1361 e il 1398.

I Giay vivono in piccole comunità sparse su tutto il Viet Bac, alle medie altitudini ed in prossimità delle zone boscose. Nel lavoro dei campi e delle risaie, nelle abitazioni, nella pratica della caccia e della raccolta, nel culto degli antenati non differiscono di molto dalle altre etnie con le quali condividono anche la lontana origine nel Sud-ovest della Cina. Molto particolari sono le loro consuetudini relative al fidanzamento ed al matrimonio che sono regolate dalle norme di un rigoroso codice, non scritto ma tramandato nei tempi.

Cena e pernottamento in una casa locale.

Nota. Nella casa locale si dorme nella stessa grande stanza e vengono forniti materassi, coperte, cuscini, sacchi a pelo (se necessari), zanzariere. I bagni sono in comune e sono all’occidentale e con acqua calda per fare una doccia.

 

Dopo la colazione, partenza per la visita del mercato settimanale di Muong Hum. I mercati nel nord del Vietnam sono sicuramente il momento migliore per incontrare le diverse etnie che abitano la regione. Infatti, il mercato anche per loro, è l’occasione per incontrare gli amici, scambiare le informazioni, vendere e acquistare la mercanzia e perché no, trovare un possibile consorte. Sarà l’occasione per incontrare i Hmong, i Dao, gli Ha Nhi e i Giay. A differenza di altri mercati della regione che sono ormai frequentati da molti turisti, questo resta ancora un mercato molto locale dove si possono osservare le transazioni locali e “assaporare” la loro cucina.

Dopo la visita, comincia il nostro trekking per raggiungere il villaggio di Nam Pung (12,6 km, circa 3 ore e mezzo), dove l’etnia Ha Nhi è famosa per le loro belle case con i muri d’argilla e per i campi terrazzati.

Il nostro trekking prosegue poi attraverso piantagioni e risaie terrazzate prima di raggiungere un villaggio abitato dai Dao Rossi, dove ci sarà l’opportunità di visitare una scuola primaria e d’imparare qualcosa in più sulla vita dei bambini che abitano in aree remote.

La nostra camminata prosegue sulla riva opposta del fiume (l’attraversamento del fiume sarà una sfida divertente) lungo un sentiero in salita, attraverso foreste di bambù e risaie terrazzate. Il nostro pernottamento è previsto in una casa locale nel villaggio di Mong Xa, abitato dalle genti Mong (circa 3 ore di cammino).

I Muong appartengono al gruppo viet-muong della famiglia etno-linguistica austro-asiatica, ma i loro tratti culturali sono influenzato tanto dai Viet con cui convivono, quanto dai Thai che sono i loro vicini ad occidente; sono però anche l’unica etnia che, a differenza delle altre minoranze, ha conservato una forte coesione geografica occupando un unico e ben definito territorio, senza disperdersi e frazionarsi. Senza aver abbandonato del tutto la pratica della caccia e della raccolta di quando offre la foresta, la base della loro economia è quella della risaia allagata costruita molto spesso su terrazza ricavate dai pendii montuosi. L’architettura della casa muong ha origini molto antiche, con il suo tetto massiccio, la solida carpenteria a quattro colonne portanti e le due porte poste sul senso della larghezza e tale è rimasta attraverso i secoli. Hanno conservato anche le loro primitive credenze religiose. Tutta la simbologia muong è dominata dalla coppia moong – ca, vale a dire “selvaggina – pesci” e questo dualismo di ritrova principalmente nella componente spirituale dell’uomo il quale possiede 90 wai, o “anime”, come insegnano i loro sciamani. Le anime si dividono in due categorie, le anime “forti” che sono fatte a immagine degli animali selvatici e le anime “dei piaceri” che sono invece simili ai pesci. Questo dualismo si ripete nel rituale celebrativo del ciclo agricolo. Accanto alle pratiche più o meno sciamaniche, con le quali si evocano le anime dei defunti, viene riservato un particolare culto a But cioè il Buddha, ma si tratta di una forma molto elementare di religiosità in cui compare l’arcaico culto del linga, il che sta a significare che in passato i Muong intrattenevano rapporti con la civiltà induizzata e di fede shiavaita dei Cham.

 

La mattina trascorriamo un po’ di tempo nel villaggio, incontrando i locali e visitando le loro case per conoscere in modo più approfondito i loro usi e costumi. Oggi consumeremo il nostro pic nic sulla cima del Monte Ta Giang Phinh, da cui si gode un fantastico panorama sui distretti di Sapa e Bat Xat che si allungano verso il confine Cinese.

Il resto della giornata, camminiamo in discesa verso attraverso piccoli villaggi abitati da Hmong Neri e Dao Rossi, fino ad arrivare al villaggio di Suoi Thau dove è previsto il nostro pernottamento in una casa locale.

 

Continuiamo il nostro trekking per raggiungere Sapa. Mentre scendiamo lungo il fiume, ci sarà il tempo di parlare in modo più approfondito della storia e delle tradizioni dei diversi gruppi etnici della regione.

Dopo il pranzo presso una famiglia locale, attraversiamo delle risaie terrazzate e i campi di mais prima di raggiungere uno stretto sentiero che ci porta ad una spettacolare foresta di bambù.

Il nostro trekking finisce al villaggio di Can Ho, abitato dai Mong e Dao, da dove percorreremo gli ultimi 14 km di strada asfaltata e raggiungere la cittadina di Sapa.

Pernottamento in Hotel.

 

Dopo la colazione, lasciamo Sapa in auto per raggiungere il villaggio di Ban Den da dove inizia il nostro trekking. Lungo il percorso potremo ammirare il paesaggio mozzafiato della catena montuosa di Hoang Lien e della valle di Muong Hoa.

Il trekking inizia da Ban Den (392 m.) e si sale lungo un sentiero ripido per circa un’ora e mezzo fino al villaggio di Nam Tong (679 m.) abitato dagli Dao Rossi. Passeggiata attraverso il villaggio e proseguimento lungo uno stretto sentiero di montagna salendo e scendendo per circa tre ore. Pic nic lungo la strada.

Raggiungiamo nel pomeriggio l’affascinante villaggio di Nam Sang (625 m.), casa degli Xa Pho dove trascorreremo del tempo per esplorarlo. Il villaggio si trova nella valle di Nam Sai, dove passeggeremo che attraverseremo per raggiungere nel tardo pomeriggio, il prosperoso villaggio di Ban Sai (570 m.), abitato dalla popolazione Tay.

Cena e pernottamento in una casa locale.

Anche se il mondo spirituale del Tay non è molto complicato, più complessa e articolata è la loro organizzazione sociale ed antica e ricca di eventi è la loro storia. I Tay si suddividono in tre gruppi che prendono nome da tre colori: rosso, nero e bianco. Oltre alle differenze nei colori dei costumi tradizionali che contraddistinguono i tre gruppi, esistono anche delle differenze di linguaggio e soprattutto un retroterra storico diverso, Già agli inizi del primo millennio a.C., una corrente migratoria di Tay si era stabilita nel sud dello Yunnan e nelle estreme regioni occidentali della penisola indocinese. Nel corso dell’XI e XII secolo avvenne una massiccia migrazione di Tay neri provenienti dalla zona compresa tra il Nam U e il Fiume Rosso, di cui discesero la valle per insediarsi nei pressi dell’attuale Nghia Lo; di qui poi mossero per occupare, prima, la regione di Son La e successivamente tutta la parte Nord-Est di Lai Chau ed il Sud-Est. Quasi contemporanea alla migrazione dei Tay neri, fu la discesa nell’estremo Nord-Ovest, di un eterogeneo raggruppamento di gruppi appartenenti all’etnia Tay e che furono tutti compresi sono il nome di Tay Bianchi. Ultimi arrivati furono i Tay Rossi che nel XIV secolo seguirono le orme dei precedenti gruppi, ma per trovare uno spazio di insediamento dovettero scendere verso la bassa valle e di qui spingersi a sud nella regione di Thanh Hoa e nello Nghe An. In ogni tutti i gruppi Tay hanno un solido retroterra culturale, sociale e religioso comune.  Le esigenze della coltura delle risaie allagate, li hanno spinti a stabilirsi in agglomerati sedentari posti generalmente ai piedi delle colline o su dei rilievi, in prossimità di foreste che forniscono loro anche una riserva d’acqua. A differenza di tutte le altre etnie i Tay accordano un posto molto importante all’allevamento, soprattutto a quello dei bufali, destinati al lavoro nei campi.

 

Dopo la colazione comincia il nostro trekking lungo un sentiero roccioso in salita fino al villaggio di Nam Tahn, passando per il villaggio di Nam Nhiu (865 m.). I villaggi sono abitati da i Dao Rossi e dai Hmong Neri. Questa parte di trekking ci regala dei sorprendenti panorami delle valli di Nam Sai e di Nam Chang, così come la possibilità di scoprire qualcosa in più della vita di queste etnie. Lasciando Nam Than, camminiamo attraverso un territorio selvaggio punteggiato di campi terrazzati, attraverso montagne e foreste pluviali.

Dopo il pranzo a pic-nic, continuiamo il nostro trekking lungo lo stesso sentiero attraverso le colline coltivate fino a raggiungere il Villaggio di Sin Chai (733 m.), casa degli Dao Rossi e anche la nostra per la notte. Visita del villaggio.

Cena e pernottamento in una casa locale.

 

Lasciamo il villaggio di Sin Chai B lungo uno stretto sentiero e raggiungiamo in circa 30 minuti il fondo della valle per poi salire gradatamente per circa due ore fino a Nam Lang A e continuare poi fino a Nam Lang B, entrambi abitati dagli Dao Rossi. Visiteremo alcune abitazioni locali e faremo il nostro pranzo.

Nel pomeriggio, seguiamo una strada sterrata larga per circa 30 minuti fino a raggiungere la cima della catena montuosa per poi scendere dolcemente fino al villaggio di Nam Ket. Sempre lungo lo stesso sentiero, finiamo il nostro trekking al villaggio di Ta Thang, che offre una vista panoramica sulla Valle del Fiume Rosso che scorre attraverso il distretto di Bao Thang. Qui troviamo le macchine che in un’ora ci porteranno a Lao Cai, dove è iniziato il nostro trekking.

Prima di prendere il treno notturno per Hanoi, cena di arrivederci.

Pernottamento in treno (scompartimento a quattro cuccette con occupazione massima di due persone).

 

Arrivo la mattina presto alla stazione di Hanoi e trasferimento in Hotel.

Giornata a disposizione e pasti liberi.

 

Al mattino si raggiunge via terrà la città di Hai Phong, il punto più vicino per andare ad esplorare la baia di Lan Ha.  La giusta alternativa per sfuggire alla folla di turisti che normalmente visitano la baia di Halong.

Alle 12.00 è previsto il trasferimento con tender alla Orchid Cruise. Sulla strada si vede il canale Cai Trap. Alle 12,15 check-in a bordo della barca e drink di benvenuto.

La crociera procede verso l'isolotto di Da Chong, dove è possibile vedere un faro costruito dai francesi oltre 100 anni fa. Si pranza a bordo prima di proseguire il viaggio attraverso gli isolotti di Con Vit e Gia Luan. Queste incredibili formazioni carsiche di calcare si ergono dal mare in modo impressionante. Questa zona è ancora intatta, poiché poche barche effettuano questo percorso attraverso l'isola di Cat Ba e l'area di Thoi Quyt, l'isoletta di Coc Ngoi e Cua Van fino alla zona di Ba Trai Dao.

Verso le 15,00 si avanza verso la zona della spiaggia di Ba Trai Dao, della baia di Lan Ha, una parte separata della baia di Halong. Questo è un paradiso turistico del Vietnam. La regione è conosciuta per le sue spiagge incontaminate e la bellezza spettacolare, con circa 400 isole affascinanti. A differenza della baia principale di Ha Long, le isole di Lan Ha Bay sono boscose e piu basse.

Si potrà godere del magnifico tramonto sul Golfo di Tonkin.

Verso le 19,30 a bordo verrà servita una deliziosa cena a base di piatti locali.

Pernottamento a bordo.

 

 

Al mattino presto possibilità di partecipare ad una sessione di Tai Chi sulla terrazza. Dopo una leggera prima colazione, esplorazione della baia in canoa fino alla zona in cui si trova la grotta Sang Toi.

Rientro verso le di 10,00 e dopo un delizioso brunch ritorno al molo nel sud della baia, al porto di Dinh Vu, dove alle 12,00 è previsto lo sbarco. Trasferimento via terra ad Hanoi (circa 2 ore e mezza).

Arrivo all’aeroporto di Hanoi prendere il volo di rientro in Italia.

Pernottamento a bordo.

 

Al mattino arrivo in Italia.


 

 

 

 

  1. Pagoda a Pilastro Unico   2. Zao neri  3. Villaggio

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 Un’assoluta PRIMA KEL12!  I PERCHE' DI UN VIAGGIO FOTOGRAFICO CON MICHELE DALLA PALMA Ti piacerebbe fare un viaggio con un professionista del foto/video reportage imparando i "trucchi" di come si realizza un racconto fotografico? In oltre trent'anni di professione fotogiornalistica, ha pubblicato oltre 500 reportage sulla stampa nazionale ed estera, raccontando gli angoli di mondo più remoti, società umane infinitamente lontane dalla nostra realtà, Nature ostili o - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

Ad accompagnare il gruppo c’è un fotografo professionista

Il viaggio prevede la visita di villaggi remoti e poco battuti facendo trekking

Alla fine del tour è prevista la crociera nella baia di Lan Ha, fuori dalle rotte turistiche

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MICHELE DALLA PALMA

  • Dal 13  marzo  2019 al 26  marzo  2019

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