UNIQUE ISLANDA

ISLANDA

  • UNIQUE ISLANDA

    ISLANDA

    Unique Collection
    Durata 11 giorni
    Partecipanti minimo 3 massimo 4  partecipanti
    Partenze
      2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 3  luglio   al 13  luglio  
      Coming soon
      -
    • Dal 11  agosto   al 21  agosto  
      Coming soon
      -

    PREZZO IN FASE DI DEFINIZIONE

    Islanda

    UNIQUE ISLANDA

    In piena estate islandese, la luce non tramonta mai davvero: resta bassa, calda e dorata persino a mezzanotte. Immersi in questo chiarore perpetuo, un nostro esperto tour leasder ci accompagnerà per undici giornate di viaggio attraverso l'isola, in un piccolo gruppo di quattro persone, lungo un itinerario ad anello che non ci farà mai tornare sui nostri passi.

    Lasciata Reykjavík a bordo di un Land Rover Defender, l'asfalto cederà presto il passo allo sterrato: la pista F35 ci condurrà nel cuore profondo dell'altopiano di Kerlingarfjöll, tra i vapori delle sorgenti termali e le vette cromatiche di Hveradalir. Raggiungeremo quindi la terra vulcanica di Mývatn, per poi addentrarci nei fiordi dell'est, un angolo d'Islanda intimo e defilato dal turismo di massa. Giunti a Jökulsárlón, il lago più profondo del Paese, cominceremo la giornata con un'uscita in gommone tra iceberg millenari. Attraversata la costa meridionale, faremo ritorno verso il punto di partenza dedicando un'intera giornata alla riserva di Fjallabak, a bordo di una super jeep. Lì, spento il motore sulla pista, rimarrà soltanto il respiro del vento a soffiare tra le rioliti variopinte di Landmannalaugar e il verde brillante del Mælifell, solitario richiamo di vita nel silenzio di un deserto di cenere nera.

    Itinerario di viaggio

    Atterreremo a Keflavík immersi in una luce che, in questa stagione e a quest'ora, non conosce tramonto: bassa, dorata, capace di allungare le ombre per l'intera giornata. Ad accogliervi ci sarà il nostro esperto tour leader che vi accompagnerà per l'intero viaggio.  La strada verso la capitale attraverserà campi di lava ricoperti di muschio grigioverde, prima immagine di una terra che raramente concede transizioni morbide tra un paesaggio e l'altro. Reykjavík, il cui nome significa baia del fumo nero, per via del vapore che un tempo saliva dalle sue sorgenti termali, resta la capitale più settentrionale del pianeta; eppure le sue case basse in lamiera ondulata verde, blu e ruggine ricordano più un borgo di provincia scandinavo che un avamposto ai margini del mondo abitato. Qui - in base all’orario di arrivo del volo - avremo un po’ di tempo libero per camminare attorno alla piazza del Parlamento, tra caffè con le porte aperte sulla strada e gabbiani che sorvolano i tetti del centro.  Sarà una prima serata dedicata all'orientamento più che al riposo: il sole resterà alto ben oltre le undici, e il corpo impiegherà qualche ora a comprendere che non è ancora il momento di dormire. Undici giorni, quattro persone, una sola guida: il ritmo del viaggio si definirà già stasera, tra la prima cena libera a Reykjavík e le ultime luci di un giorno che non finisce mai del tutto. Da domani lasceremo l'asfalto, e non vi faremo ritorno per giorni.  
    Il termine geyser, entrato nel linguaggio comune per indicare una sorgente geotermica eruttiva, nasce proprio qui, da Geysir, il primo fenomeno del genere mai descritto in una fonte scritta occidentale. Se il grande Geysir ormai dorme quasi sempre, a pochi metri di distanza il suo vicino Strokkur erutta ogni pochi minuti, scagliando una colonna d'acqua bollente contro il cielo prima di richiudersi su se stesso in un istante.  Poco più avanti il fiume Hvítá, alimentato dal ghiacciaio Langjökull, si getta con due salti consecutivi in una gola profonda oltre trenta metri: è Gullfoss, la cascata dorata, il punto in cui il Circolo d'Oro mostra la sua forza più dirompente prima di lasciarci procedere verso l'altopiano. A Gullfoss l'asfalto scompare. Da qui imboccheremo la pista F35, la via di Kjölur, che taglia l'Islanda esattamente a metà passando tra i ghiacciai Langjökull e Hofsjökull: una delle sole due vie capaci di attraversare l'intero altopiano centrale da nord a sud. Il fondo diventerà sterrato, il paesaggio si farà lunare e il Defender troverà finalmente la ragione per cui è stato scelto per questa spedizione.  Arriveremo a Kerlingarfjöll nel tardo pomeriggio, un'oasi geotermica a seicentocinquanta metri di quota, tra pozze d'acqua e fumarole che sibilano tra le rocce. Poco lontano da qui, si crede che per oltre vent'anni vi si nascose il fuorilegge Fjalla-Eyvindur insieme alla moglie Halla, in fuga dalla giustizia islandese: la leggenda vuole che cucinasse il proprio cibo direttamente nelle sorgenti calde. Notte in hotel nell’area di Kerlingarfjöll e cena libera. 
    Il vapore sale dalla terra prima ancora che il sole scaldi l'aria, disegnando colonne bianche contro le montagne rosse e ocra di Hveradalir. Cammineremo un'intera mattinata dentro questa valle geotermica, una delle più estese aree ad alta temperatura del centro dell'isola, tra pozze di fango che ribollono a pochi passi dal sentiero e ruscelli che scorrono già caldi verso valle. Il trekking attraverserà un terreno che cambia sfumatura a ogni curva, dal rosso ruggine allo zolfo giallo, fino al verde acceso del muschio che cresce dove la terra si raffredda appena. Kerlingarfjöll riceve meno visitatori di altre aree dell'altopiano, nonostante la sua posizione centrale: le distanze, qui, si misurano in ore di pista piuttosto che in chilometri. Sarà una giornata vissuta nello stupore e nelle emozioni di esser giunti in un luogo per certi versi surreale e lontano da qualsiasi logica a noi conosciuta.  Nel pomeriggio visiteremo in una sorgente termale naturale, con l'acqua che sgorga dalla roccia a temperature differenti a seconda del punto d'immersione: basta spostarsi di un metro per passare dal tiepido al bollente. Il silenzio è rotto solo dallo scorrere dell'acqua e, di tanto in tanto, dallo sbuffo di vapore che si libera da una fessura nella terra.  La seconda notte negli altopiani porterà con sé la stessa luce infinita della prima: a questa altitudine e latitudine, in piena estate, il buio non arriva mai del tutto. Notte in hotel e cena libera. 
    L'altopiano sfuma dove il muschio ricomincia a rivestire ogni cosa, come se la terra, uscendo dal deserto di pietra, si affrettasse a riappropriarsi del verde. Non esiste un cartello a segnare il passaggio tra il cuore selvaggio dell'Islanda e il nord abitato, ma il cambiamento si percepisce nell'aria più mite e nei primi cavalli islandesi al pascolo lungo la via.  Una volta usciti dagli altopiani centrali, faremo una prima sosta alla fattoria di Glaumbær, una delle più famose e meglio conservate fattorie storiche in torba dell'Islanda, per poi proseguire verso Akureyri, la capitale del nord, adagiata alla testa dell'Eyjafjörður, il fiordo più lungo del paese. Qui l'isola mostra un volto più mansueto, fatto di giardini curati a dispetto della latitudine e di un porto vivo di pescherecci.  Proseguiremo verso Mývatn nel pomeriggio, entrando in una regione dove il paesaggio torna sfacciatamente vulcanico: crateri bassi, campi di lava nera e il primo odore di zolfo ad anticipare ciò che vedremo il giorno successivo. Il nome del bacino significa letteralmente lago dei moscerini, per gli sciami che lo popolano in certe settimane estive: un dettaglio meno poetico della sua fama, ma parte integrante della sua identità tanto quanto i crateri che lo circondano. E la sera, quando il vento tace e il sole rifiuta di tramontare, Mývatn dimentica ogni imperfezione e si trasforma in una tela: il crepuscolo estivo del Nord porta una luce sospesa e infinita che liquida i contorni della lava in sfumature d'indaco, rosa antico e violetto. Il cielo sembra bruciare di un fuoco freddo, specchiandosi sulla superficie immobile del lago mentre i basalti neri che sorgono qua e là nel lago si ritagliano come sagome di cattedrali gotiche contro l'orizzonte. A Mývatn c’è sempre un'atmosfera magica, immobile, dove il tempo pare fermarsi del tutto. Notte in hotel e cena libera.   
    A Mývatn lo zolfo si avverte prima ancora di vederlo: un odore acre che filtra dai finestrini del Defender ben prima di giungere a Hverir, dove il terreno ribolle di fumarole e pozze di fango grigio che sputano vapore a intervalli irregolari. Cammineremo tra queste bocche incandescenti su passerelle di legno, unico elemento di stabilità in un paesaggio che sembra ancora in via di formazione. Saliremo poi verso la caldera di Krafla, il sistema vulcanico che tra il 1975 e il 1984 eruttò nove volte, ridefinendo per sempre la geografia della zona. Al suo interno si apre il cratere di Víti - il cui nome in lingua locale significa inferno —, che custodisce al suo interno un lago dall’azzurro intenso in una conca che profuma ancora di zolfo, a oltre quarant'anni dall'ultima eruzione.  Passeremo accanto a Grjótagjá, la grotta di lava con una sorgente termale interna usata per i bagni dagli abitanti della zona fino agli anni Settanta: le eruzioni di Krafla ne innalzarono la temperatura in modo così imprevedibile da renderla, da allora, del tutto inaccessibile. Nel pomeriggio raggiungeremo Husavík, un piccolo villaggio di pescatori che si affaccia sul mare scuro e misterioso della costa nord dell’isola, oggi considerato la capitale islandese delle balene.  Con gli occhi ancora pieni di queste meraviglie e il cuore colmo di stupore, riprenderemo la strada verso sud. Il viaggio di ritorno sarà un momento di quieto silenzio all'interno dell’auto: raggiungeremo infine il nostro hotel, affacciato sulla sponda settentrionale del lago Mývatn, pronti a goderci il meritato riposo di fronte alle sue acque tranquille, che ora riflettono gli ultimi bagliori della sera. 
    Risvegliati dall’aria frizzantina del Nord, quest’oggi continueremo il nostro viaggio verso est. Dopo poco più di mezz’ora d’auto, il rumore precederà la vista: un boato sordo che si intensificherà ad ogni passo. Alimentata dal fiume glaciale Jökulsá á Fjöllum, Dettifoss è considerata tra le cascate più potenti d'Europa per portata d'acqua. Il getto, carico di sedimenti color latte, precipita per oltre quaranta metri sollevando una nube di spruzzi che si avverte sulla pelle a decine di metri di distanza. Dettifoss è solo la tappa più imponente del Diamond Circle, il circuito che nel nord dell'Islanda raccoglie alcune delle formazioni geologiche più drammatiche del paese. Lasceremo la cascata attraversando un paesaggio via via più aspro, mentre la roccia vulcanica cede il passo al vuoto assoluto.  Nel pomeriggio raggiungeremo Egilsstaðir, il centro principale dei fiordi orientali, affacciato sul lago Lagarfljót. Da secoli si narra di un serpente che ne abita le acque, il Lagarfljótsormur: la prima testimonianza scritta risale al Trecento e da allora gli avvistamenti si sono susseguiti fino a oggi, alimentando una leggenda che gli islandesi accostano a quella di Loch Ness. Concluderemo la giornata nel minuscolo villaggio di pescatori di Fáskrúðsfjörður, un centro costiero dove i cartelli stradali sono bilingui, in islandese e francese: nell'Ottocento centinaia di marinai bretoni e normanni stabilirono qui la loro base per la pesca al merluzzo, lasciando un'impronta ancora visibile nella toponomastica e in un piccolo hotel che un tempo era l’ospedale francese affacciato sul fiordo. Sarà l’occasione per lasciarci avvolgere dall'atmosfera senza tempo di questo luogo sospeso tra storia e natura. Camminando tra le poche case colorate, il silenzio sarà interrotto soltanto dal leggero sciabordio dell'acqua e dal richiamo lontano degli uccelli marini. In questo remoto angolo dell'Islanda orientale, lontano dalle rotte più battute, si avvertirà una profonda sensazione di quiete e pace, un senso di isolamento felice che ci riconnetterà con l'essenziale e inviterà a rallentare il passo, respirando a fondo la calma immobile della sera. Notte in hotel e cena libera. 
    Qui le montagne crollano a picco nel mare, senza la gradualità a cui la costa islandese ci ha abituati fin dal primo giorno. Quella di oggi sarà una lunga giornata on the road, ma che sarà comunque in grado di stupirci e lasciarci esterrefatti di fronte alle bellezze dei paesaggi islandesi. Percorreremo i fiordi orientali lungo una strada che sale e scende di continuo, tra villaggi di poche case e insenature dove l'acqua resta quasi immobile.  Faremo una sosta a Djúpivogur, antico avamposto commerciale affacciato su un porto naturale, prima di proseguire verso sud attraverso una delle aree meno frequentate dell'isola. A Höfn - il cui nome significa semplicemente porto – faremo una veloce sosta: questa cittadina è famosa per i suoi scampi, pescato in queste acque dagli anni Ottanta e diventato il simbolo gastronomico della città, al punto da valerle la fama di capitale islandese.  Infine, al termine di questa lunga giornata vissuta principalmente in silenzio ammirando dal finestrino, giungeremo a Jökulsárlón, la laguna glaciale più famosa d’Islanda e alimentata dal Breiðamerkurjökull, solo una lingua del ghiacciaio più esteso d'Islanda, il Vatnajökull. Iceberg dal blu profondo, alcuni vecchi di secoli, galleggiano lentamente verso l'oceano prima di spiaggiarsi e terminare la loro incredibile corsa sulla spiaggia nera poco distante, in quella che è ormai nota come la spiaggia dei diamanti. Notte in hotel nella zona di Jökulsárlón e cena libera. 
    Questa mattina la giornata inizierà con un’uscita in gommone quando la luce è ancora bassa e il resto dei visitatori non è ancora arrivato: a bordo di uno zodiac, un'imbarcazione adatta a navigare tra gli iceberg, ci avvicineremo al fronte del Breiðamerkurjökull, tra imponenti blocchi di ghiaccio secolari che si staccano lentamente per prendere il largo.  Proseguiremo quindi verso est, un’area integrata dal 2008 nel Parco Nazionale del Vatnajökull dopo essere stata per oltre quarant'anni un parco autonomo: qui i sentieri si arrampicano tra lingue glaciali e distese di betulla nana, con la massa del ghiacciaio costantemente a far da fondale. Faremo tappa a Fjaðrárgljúfur, un canyon scavato da un fiume glaciale tra pareti di tufo smeraldo, prima di raggiungere Vík í Mýrdal, il borgo più meridionale dell'Islanda continentale. Sulla spiaggia nera di Reynisfjara si erigono i celebri faraglioni basaltici di Reynisdrangar: la leggenda vuole che siano due troll pietrificati dalla luce dell'alba mentre erano impegnati ad attaccare la cittadina e tentavano di trascinare a riva una nave a tre alberi.  Chiuderemo la giornata tra due cascate dagli spiriti opposti: Skógafoss, che precipita per sessanta metri generando arcobaleni quasi perenni e dietro la quale, si dice, un colono vichingo nascose un forziere mai ripescato; e Seljalandsfoss, che permette di camminare dietro il suo velo d'acqua per osservare la vallata attraverso una cortina liquida. Una lunga giornata alla scoperta di alcuni dei luoghi più iconici e fotografati dell’isola, prima dell’indomani quando lasceremo nuovamente le piste battute per addentrarci verso l’ignoto del Fjallabak. Notte in hotel e cena libera.  
    Quest’oggi lasceremo il Defender a riposo e saliremo su una super jeep locale, l'unico mezzo in grado di guadare i fiumi e superare le piste della riserva naturale di Fjallabak, dove l'asfalto non è mai arrivato.  Il cuore della giornata saranno gli altopiani centrali dell’Islanda, tra cui Landmannalaugar un'area dominata da montagne di riolite che mutano colore a ogni ora (dal rosso ruggine al verde cangiante), frutto di un'eruzione del vulcano Torfajökull del 1477. Il nome del luogo significa letteralmente le sorgenti degli uomini, e da secoli i viaggiatori che attraversano l'altopiano vi si fermano per immergersi nelle sue pozze naturali.  Più a sud incontreremo il Mælifell, un cono vulcanico quasi perfetto ammantato di muschio brillante che risalta contro il nero della piana di Mælifellssandur: uno dei profili più iconici dell'Islanda, a dispetto della sua posizione isolata: qui, più che altrove, sarà il territorio a dettare i ritmi del percorso, le piste da seguire e i sogni da trattenere e quelli da far andare. Torneremo a valle nel tardo pomeriggio, dopo una lunga giornata alla scoperta degli angoli nascosti degli altopiani, con la polvere nera vulcanica ancora attaccata alle scarpe. Notte in hotel e cena libera.  
    Ripercorreremo parte della costa meridionale verso la capitale, con il finestrino aperto sull'oceano che scompare e riappare dietro le dune di sabbia nera. Prima di rientrare verso la civiltà, devieremo verso l'interno per un’ultima importante tappa per visitare il Parco Nazionale di Þingvellir, un luogo dal valore storico e geologico immenso. Cammineremo all'interno della spaccatura di Almannagjá, la gigantesca fessura che segna il punto esatto in cui le placche tettoniche nordamericana ed eurasiatica si allontanano inesorabilmente. Qui, dove nel 930 d.C. i vichinghi fondarono l'Alþingi (uno dei parlamenti più antichi del mondo), la natura selvaggia sposa la storia dell'isola, regalandoci uno spettacolo di canyon rocciosi, cascate e acque cristalline che sembrano custodire i segreti più antichi dell'Islanda. Nel tardo pomeriggio raggiungeremo la Sky Lagoon, aperta nel 2021 a picco sul mare a Kópavogur, alle porte di Reykjavík: una vasca geotermica con un bordo a sfioro di settanta metri che regala l'illusione di tuffarsi direttamente nell'Atlantico. Il rituale in sette tappe, tra acqua calda, aria fredda e vapore, sarà il modo più naturale per congedarsi da undici giorni di viaggio. Rientreremo a Reykjavík in serata, ritrovando la stessa luce infinita con cui l'avevamo lasciata dieci giorni prima, ma il gruppo che salirà sul Defender stasera sarà diverso da quello sbarcato a Keflavík: più avvezzo alla polvere delle piste, meno sorpreso dal sole di mezzanotte, più emozionato e sbalordito dalla bellezza di un’isola così affascinante e unica.  Chiuderemo questo anello (classico e selvaggio) attorno all'Islanda con il cuore colmo di emozioni contrastanti, sospesi tra la meraviglia per una terra primordiale e un po’ di tristezza per il viaggio che sta giungendo a conclusione. Sarà l'ultima notte in città prima del rientro, e l'occasione per un’ultima cena (libera) tutti in compagnia, con il porto vecchio illuminato da una luce che, a queste latitudini, non sembra intenzionata a spegnersi mai.  
    Reykjavík resterà alle spalle, lungo la stessa strada verso Keflavík percorsa al contrario undici giorni fa, ma con molte più storie da raccontare. In mezzo: un altopiano attraversato su una pista accessibile solo per poche settimane all'anno, due notti scandite dal vapore delle sorgenti, una laguna di iceberg esplorata alle prime luci del mattino e una giornata intera vissuta senza paura a bordo di una super jeep tra fiumi da guadare e paesaggi sconfinati.  Raggiungeremo l’aeroporto di Keflavík e saluteremo la guida che ci ha accompagnato in ogni tappa. L'Islanda è una terra che non si lascia solo ammirare, ti entra sottopelle con il respiro del suo vento e il silenzio dei suoi spazi infiniti. Mentre l'aereo si staccherà dalla pista, lasciando che le nuvole nascondano l'asprezza magnetica dei campi di lava, porteremo con noi il ricordo di una natura rimasta pura, primordiale, quasi sacra. Non stiamo solo tornando a casa: stiamo lasciando un pezzo di cuore, sospesi nel sogno lucido di un'isola che, una volta scoperta, non ti abbandona più.  ATTENZIONE: In alternativa alla notte prevista a Reykjavík, è possibile scegliere di passare (previa disponibilità in loco e con supplemento su richiesta) una notte in alcune strutture esperienziali particolari presenti nell’area della capitale, come ad esempio al The Retreat at Blue Lagoon (l'hotel scavato in un campo di lava di ottocento anni a venti minuti da Keflavík con incluso l'accesso privato alla laguna geotermica). In caso di interesse, vi chiediamo di richieder l’opzione con largo anticipo così da poter confermare la disponibilità e aver la possibilità di chiudere il viaggio in un modo diverso, prima del volo di rientro.  

    Perché con noi

    • Un nostro esperto tour leader per l'intera durata del viaggio, un solo gruppo di quattro ospiti.
    • Due notti sull'altopiano centrale, a Kerlingarfjöll, tra le aree geotermiche meno frequentate dell'isola.
    • Pista F35 Kjölur, l'accesso più diretto al cuore dell'altopiano islandese.
    • Giornata intera nella riserva naturale di Fjallabak a bordo di moderne super jeep.
    • Uscita in gommone alla laguna glaciale di Jökulsárlón.
    • Viaggio in Land Rover Defender ideale per le piste più remote del paese.

    I nostri esperti

    FILIPPO SALVIONI

    Dal 3  luglio  2027 al 13  luglio  2027

    DA ASSEGNARE

    Dal 11  agosto  2027 al 21  agosto  2027

    Approfondimenti di viaggio

    INFORMAZIONI GENERALI Il viaggio Unique Islanda è un programma pensato per un gruppo ristretto di quattro persone che cerca un contatto diretto con l'altopiano islandese, senza rinunciare al comfort di un nostro esperto tour leader - guida e di alloggi di categoria Premium lungo tutto l’itinerario. Si rivolge a chi vuole passare ogni giornata all'aria aperta e vivere la miglior proposta di viaggio, senza scendere a compromessi: un trekking di alcune ore, una mattina in gommone tra gli [...]