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ZATIK, LA PASQUA NELLA CRISTIANITA’ D’ORIENTE

ARMENIA

icona orologio 5 GIORNI
minimo 10 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

Un viaggio breve ma ricco di sorprese, alla scoperta della cultura cristiana dell’area caucasica. In una terra da sempre crocevia tra Oriente e Occidente, custode di tesori religiosi e cultura millenaria. La Pasqua apostolica armena, celebrata nello stesso giorno di quella cattolica romana, è l’occasione per visitare il Paese e assistere allo Zatik, uno dei momenti più suggestivi e ricchi di spiritualità. In un luogo non casuale: la Cattedrale di Echmiadzin, tra - continua -

A PARTIRE DA: 1.500 €


ITINERARIO

Partenza da Milano/Roma con volo di linea Aeroflot via Mosca. L’arrivo a Yerevan è previsto alle 00.30. Accoglienza e trasferimento privato al Grand Hotel Yerevan 5* per il pernottamento.

 

Dopo un buon riposo e la prima colazione, iniziamo le visite. Capitale dal 1918, cresciuta lungo le rive del fiume Hrazdan, Yerevan risulta piacevole grazie all’ampiezza degli spazi, al tufo usato per i palazzi che le donano delicate sfumature di colore rosa, all’abbondanza di parchi e fontane.

Iniziamo la giornata visitando il Matenadaran, la grande biblioteca dove sono conservati più di 17.000 manoscritti, codici miniati e libri antichi di inestimabile valore. Alcuni di questi codici sono l’unica copia rimasta, tradotta in armeno, dell’originale andato perduto, come “Le categorie� di Aristotele o la traduzione delle “Cronache� di Eusebio di Cesarea e molte altre opere greche, latine, arabe. Il più antico manoscritto completo e datato è il Vangelo di Lazzaro dell’887, uno dei più belli quello di Echmiadzin, realizzato a Noravank nel 987. I manoscritti meravigliano per l’abilità delle miniature i cui fregi ornamentali brillano come fossero composti da pietre preziose. Il tempo non ne ha appassito i colori chiari e lucenti.

Ci spostiamo poi verso la collina delle rondini, negli immediati dintorni di Yerevan, dove sorge il complesso formato dal Memoriale e Museo del Genocidio (Tsitsernakaberd) che commemora il massacro di circa un milione e mezzo di armeni ad opera del governo ottomano nel periodo dal 1915 al 1922. Il genocidio è una ferita aperta e l’ostilità verso i turchi è palpabile.

Proseguiamo con la visita panoramica della città, sostando nei punti di maggiore interesse: Piazza della Repubblica, il cuore della capitale su cui si affacciano alcuni degli edifici più scenografici costruiti in tufo chiaro; il Teatro dell’Opera; la Cascade, la monumentale scalinata che collega la zona bassa del Teatro dell’Opera con il Parco della Vittoria, più in alto, dove si trova la statua intitolata a Madre Armenia. Il luogo è diventato un centro di aggregazione, molto animato e frequentato dai locali specie durante la bella stagione.

Concludiamo con la visita alla fabbrica di brandy “Ararat� con degustazione.

Pranzo e cena in ristoranti locali. Pernottamento in hotel.

 

Prima colazione in hotel.

Tra i vari allestimenti museali che Yerevan offre scegliamo il Museo di Storia Nazionale, ricco di reperti, che costituisce un’ottima base di partenza per rendersi conto di dove si è. L’Armenia è un paese effimero, un frammento del vasto territorio storico degli armeni, che nei secoli si è ampliato e ristretto molte volte. Quel che rimane è un lascito delle divisioni sovietiche degli anni 20 del XX secolo. Particolarmente interessante è il piano alto che ospita due carri funerari in legno e una vasta collezione di oggetti di ceramica, bronzo, terracotta oltre a gioielli e coltelli.

Al termine della visita partenza per il monastero di Geghard situato a 40 km a sud est della città, con sosta all’Arco di Charents, un monumento dedicato al poeta Yeghishe Charents, ma anche un ottimo punto panoramico per ammirare la mole del Monte Ararat sulla cui vetta, secondo la tradizione, sarebbe approdata l’Arca di Noè dopo il Diluvio Universale.

La tradizione vuole che nel complesso monastico di Geghard (XII-XIII secolo), fosse conservata per lungo tempo la lancia, “geghard� in armeno, che trafisse il costato di Cristo. La reliquia è ora custodita presso la cattedrale di Echmiadzin. Il monastero è stato costruito in una gola montagnosa di grande fascino e la particolarità della sua costruzione, in parte ricavata nella roccia viva, fa di questo complesso un vero gioiello e uno dei monumenti da non perdere dell’architettura medievale armena. Il monastero è inoltre conosciuto per l’acustica perfetta della cappella che si trova dietro la chiesa principale. Attorno al monastero sono visibili numerosi “khachkar�, steli funerarie a forma di croce, alcuni finemente scolpiti nella roccia della montagna.

Pranzo in casa locale.

Dopo il pranzo visitiamo Garni, ubicato su di un promontorio nella profonda valle del fiume Azat, tra montagne aride e selvagge.

L’insieme architettonico comprende un tempio pagano edificato nel I secolo d.C. dal re Tiridate I di Armenia e dedicato a Mitra, unico esempio di costruzione ellenistica conservatosi in Armenia.

La copertura dell'edificio è sorretta da 24 colonne di ordine ionico. L'edificio attuale è stato ricostruito sul tempio originale distrutto dal terremoto nel 1679.

Proseguimento verso Byurakan, piccolo Villaggio dove un gruppo di artisti locali chiamato “Tonacuyc�, impegnato a mantenere vive le tradizioni locali, ci coinvolgerà nelle celebrazioni della Pasqua armena.

Potremo assistere a balli e canti tradizionali, alla decorazione delle uova e alla preparazione dei piatti tipici pasquali.

Rientro a Yerevan in serata. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione partenza verso est, attraverso le periferie e i palazzoni d’epoca sovietica, verso la città di Vagharshapat, antica capitale dell’Armenia fondata nel III secolo a.C., a circa 20 km dalla capitale.

La Pasqua armena, Zatik, è uno dei momenti più suggestivi che la spiritualità cristiana possa offrire. Oggi potremo assistere in parte al rituale pasquale, molto sentito e partecipato dalla gente, in un luogo davvero speciale: la Cattedrale di Echmiadzin, uno degli edifici di culto cristiani più antichi al mondo e sede del "Catholicos" della Chiesa Apostolica Armena, il quale presiede alla Messa pasquale.

Oltre alla Cattedrale di Echmiadzin visitiamo alcune tra le più antiche e splendide chiese armene, quelle intitolate alle sante Gayanè (630) e Hripsimè (618) dedicate a due vergini cristiane martirizzate dal re Tiridate III. Con queste due chiese l’architettura classica armena raggiunge la perfezione. Nel giardino della cattedrale è possibile ammirare alcuni khachkar, steli funerarie a forma di croce di pregevole fattura e la porta del re Tiridate risalente al VII secolo.

Poco distante si trova il Tempio di Zvartnots, delle “forze vigilanti�. Costruito da Narsete III nel 652 è crollato per un terremoto avvenuto tra il 930 e il 1000. Il sito, oggi ridotto in rovina, forma una collina di ruderi ancora in gran parte da esplorare. Una lunga campagna di scavi condotta tra il 1900 e il 1907 ha rivelato la consistenza completa e la grande importanza archeologica e architettonica del complesso che fu uno dei capolavori dell’architettura armena dell’Alto Medioevo. Il tempio si distingue per la profusione di sculture e altorilievi di cui si può ancora ammirare la ricchezza dei capitelli di stile ionico. Echmiadzin e Zvartnots sono entrambi inseriti tra i siti Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO. Pranzo presso una comunità locale, organizzato nel refettorio della Cattedrale Madre.

Ripartiamo in direzione sud, verso l’impervia e isolata regione montagnosa di Yeghegnadzor che conserva alcuni tra gli esempi più belli dell’arte armena. La strada attraversa la fertile valle dell’Ararat, unica vera pianura della piccola repubblica dove è possibile praticare un’agricoltura sistematica. Raggiungiamo il monastero di Khor Virap, situato in cima a un colle sulla fertile piana su cui troneggia l’immancabile Monte Ararat. Questo è uno dei punti più vicini al colossale monte biblico, che si offre in tutto il suo splendore nelle giornate limpide. Sebbene il luogo sia già di per sé molto bello, la storia di Khor Virap lo rende ancora più interessante. Si narra che il re Tiridate III si ammalò misteriosamente in seguito alla sua violenta soppressione del cristianesimo che aveva cominciato a diffondersi in Armenia nel tardo III secolo. Venne miracolosamente guarito da Gregorio l’Illuminatore, un evangelista devoto, che aveva condannato a morire in una fossa tredici anni prima a causa della sua fede, ma che era sopravvissuto miracolosamente. Grato e sorpreso, il re adottò la nuova religione e nel 301 d.C. fece dell’Armenia la prima nazione al mondo ad adottare ufficialmente il cristianesimo. Il pozzo dove San Gregorio l’Illuminatore fu imprigionato per tredici anni si chiama Khor Virap (fossa profonda) ed è visitabile all’interno del monastero, nella cappella dedicata a San Gregorio. Rientro a Yerevan in serata. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

 

Trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro in Italia.


 

 

 

  1. Monastero di Geghard   2. Cattedrale di Zvartnots

3. Monastero di Khor Virap

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

La primavera è una stagione ideale per visitare l’Armenia, quando le temperature sono in genere gradevoli; né troppo calde, né troppo fredde. Consigliamo un abbigliamento di mezza stagione comodo e informale e scarpe confortevoli. Prevedere una giacca e qualche capo più pesante per le sere più fresche.  I voli sono previsti con Aeroflot via Mosca da Milano e Roma. Per partenze da altri aeroporti italiani è richiesto un supplemento. Mezzi di trasporto: - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Il tour comprende la capitale Yerevan e i luoghi di maggior interesse del Paese, inclusi due siti Patrimonio Unesco
  • Assistiamo alle celebrazioni della Pasqua a Echmiadzin, il "Vaticano armeno", tra i luoghi di culto cristiano più antichi al mondo
  • A Byurakan partecipiamo ai canti e balli tradizionali e alla preparazione dei piatti tipici della Pasqua (Zatik)

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