CROCIERA IN DHOW TRA I SELVAGGI FIORDI DEL MUSANDAM

EMIRATI ARABI OMAN

  • CROCIERA IN DHOW TRA I SELVAGGI FIORDI DEL MUSANDAM

    EMIRATI ARABI OMAN

    Viaggi con Esperto
    Durata 12 giorni
    Partecipanti minimo 6 massimo 10  partecipanti
    Partenze

    A PARTIRE DA:  

    6.400€

    Oman - Emirati Arabi

    CROCIERA IN DHOW TRA I SELVAGGI FIORDI DEL MUSANDAM

    Dove le montagne incontrano il mare e dove l’acqua bagna le dune del deserto fiorisce un paesaggio nuovo, tanto meraviglioso quanto irripetibile. E dove il vento del progresso trova un terreno culturalmente fertile ed economicamente generoso, sorgono idee progetti e sogni che si materializzano in forme sempre più ardite; così come quando si imbatte in ostacoli troppo alti o in ambienti assai aridi, scorre via lasciando come dei residui incuneati negli angoli del mondo. Come granelli di sabbia tra le dita, villaggi di pescatori resistono tra le pendici delle montagne.

    Alti, aridi, calcarei monti Hajar. Qui la tettonica delle placche ha scolpito ricami montuosi unici a latitudini mai viste, qui fiordi ombrosi si insinuano nella terra portando acque limpide e ricche di vita: come lo yin e lo yang, così è Musandam.

    Una penisola traforata da mille fiordi, puntellata da isole e faraglioni calcarei, che si specchia in acque dal blu intenso al verde turchese dove trovano rifugio coralli, pesci e cetacei. Una terra aspra e isolata dalla catena dei monti Hajar, dove gli ultimi Shishuh conducono ancora una vita semi-nomade dedicandosi alla pesca e all’allevamento di bestiame. Villaggi incuneati tra i fiordi, attraversati da wadi profondi, si nascono dalle navi, dai turisti e dal progresso stesso: qui c’è un’altra concezione del Tempo. Che impareremo a conoscere, a vivere sulla nostra pelle, con un’incredibile navigazione a bordo di un dhow che solcherà le acque dell’Oceano Indiano per doppiare lo stretto di Hormuz e raggiungere le acque calde del Golfo Persico.

    Questo viaggio a data unica ed esclusiva Kel 12 alla scoperta della Penisola di Musandam, uno dei lembi di terra meno conosciuti della Penisola Arabica, è anche una sorta di viaggio nel tempo: dai remoti paesini di pescatori raggiungeremo Dubai, con i suoi vertiginosi grattacieli che hanno riplasmato un territorio che, fino a qualche decennio fa, altro non era che uno di quei villaggi. Dalle sabbie del deserto sono nate strade e cresciuti palazzi sempre più alti, sempre più innovativi e tecnologici, sempre più somiglianti ad una gigantesca e fantascientifica Babele. Simbolo inequivocabile di questo impetuoso sviluppo è il Burj Khalifa, non solo il grattacielo, ma la costruzione più alta, con i suoi 828 metri, che l’uomo abbia mai costruito. Ma è solo l’apice metaforico di quello che sono gli Emirati Arabi: hanno il decino PIL pro capite al mondo, l’aeroporto più costoso mai costruito, il centro commerciale più grande, isole artificiali; ma quello che più colpisce è quanto i sogni, i progetti, le speculazioni abbiano sovvertito l’ordine naturale e forgiato un mondo artificiale creativo e innovativo, richiamando architetti e costruttori da tutto il mondo.

    Passato e futuro si rincorrono, così come l’attraversamento degli stati: partiremo dall’Oman, dove visiteremo le regioni più vicine alla capitale, che sono anche le più varie dal punto di vista naturalistico: montagne alte e affilate, villaggi in adobe e palmeti, insospettabili castelli e palazzi, souk pieni di spezie, artigianato e bestiame e infine le dune dorate del Wahiba Sands, dove passeremo la notte in un campo tendato. Ci imbarcheremo poi a bordo del dhow Rubba che dispone di cinque cabine e inizieremo la prima parte della navigazione tra le isole Daymaniyat, l’arcipelago corallino autentico paradiso per gli amanti dello snorkeling, e l’esplorazione della piana di Batinah tra forti in adobe e incontri con i locali, prima di una lunga navigazione verso nord, sulle rotte del leggendario Sindbad il Marinaio. Attraverseremo le acque territoriali emiratine per tornare in Oman a Musandam, che è un’exclave separata e circondata dagli Emirati. Qui ci aspettano scorci mozzafiato e tramonti struggenti. Dopo quattro notti e cinque giorni totali di navigazione, rientreremo negli Emirati per visitare Dubai e il suo Museo del Futuro.

    Un viaggio intenso, sorprendente, in cui scoperta, emozioni e relax sono tutti ingredienti che non mancheranno.

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Milano Malpensa con volo di linea per Muscat via scalo internazionale. Pasti e pernottamento a bordo. Arrivo previsto nelle prime ore del giorno successivo. Dopo il disbrigo delle procedure d’ingresso, incontro con il nostro corrispondente locale e trasferimento privato in hotel dove le camere saranno subito a disposizione per qualche ora di riposo. NB: è possibile anche la partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino usufruendo del servizio di assistenza aeroportuale e senza alcun supplemento rispetto la partenza da Milano. È possibile anche la partenza da altri aeroporti italiani, a seconda della disponibilità e con un supplemento tariffario.   
    Prima colazione a disposizione in hotel e mattinata dedicata a qualche ora di riposo o al relax in spiaggia. Poco prima del pranzo, previsto in hotel, briefing del viaggio da parte del tour leader.Nel primo pomeriggio cominciamo le visite di Muscat. Conosciuta fin dal II secolo, la capitale omanita si è sempre contraddistinta come uno dei principali porti commerciali del Medio Oriente. Rame, incenso, stoffe, pietre preziose e poi spezie, con una menzione speciale per i chiodi di garofano che venivano prodotti a Zanzibar e la noce moscata, e anche schiavi. Oggi è una città che si è sviluppata a dismisura in orizzontale, contando una popolazione di 1 milione e mezzo di abitanti e conservando un’architettura tradizionale e senza eccessi.La nostra prima tappa sarà il Museo Nazionale, aperto al pubblico dal 2006. Conta quattordici sezioni, tra cui le più significative dedicate al territorio e alle popolazioni, alla storia marittima del Sultanato dell’Oman, al sistema di irrigazione degli aflaj – tutelato dall’Unesco – all’incenso e alla religione islamica. Ci troviamo proprio di fronte al palazzo del Sultano, che vedremo da fuori, all’interno delle vecchie mura portoghesi dove si stagliano i forti gemelli di Jilani e Mirani. Proseguimento per il souq di Muttrah, in prossimità del porto, diventato negli anni turistico ma che conserva botteghe interessanti e dedicate ai residenti nelle viuzze laterali. Rientro in hotel per la cena e pernottamento.  
    Prima colazione in hotel. Prima di lasciare la capitale, visita della Grande Moschea, una delle più belle e grandiose della penisola arabica. La sua costruzione è durata sei anni (dal 1995 al 2001), e vanta un enorme lampadario fatto interamente di cristalli Swarovski e un enorme tappeto persiano in lana e cotone. Uscendo da Muscat ci fermiamo anche alla fabbrica del profumo Amoauge, una delle eccellenze prodotte nel Paese. La casa produttrice propone fragranze uniche e raffinate, ispirate alla storia e alle tradizioni omanite. Partenza quindi verso l’entroterra in direzione dei monti Hajar. Pranzo in semplice ristorante locale. Proseguimento delle visite presso il tipico villaggio omanita di Misfat Al Abreen, dalle antiche case in pietra oggi restaurate, immerso in un’oasi lussureggiante dove potremmo ammirare piccoli campi terrazzati irrigati ancora con antichi sistemi tradizionali, chiamati falaj, dichiarati nel 2006 patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Partenza per la zona di Jebel Shams, la montagna più alta dell’Oman, famosa per i suoi bellissimi scenari naturali. Arriveremo fino ai margini di uno spettacolare canyon, dove ammirare la vista, che ci permetterà di entrare in contatto con il Paese e la sua natura ancora selvaggia. In serata arrivo in hotel, cena e pernottamento. 
    Prima colazione in hotel e mattinata dedicata alla visita di Nizwa.   Nizwa è la città più ampia nella regione interna dell’Oman e fu capitale del regno nel VI e nel XVII secolo. Di venerdì è presente anche il settimanale mercato del bestiame, che visiteremo la mattina molto presto.Proseguiamo con il forte di Nizwa, che fu costruito dal Sultano Bin Saif Al-Ya’Rub ed è stato abitato fino agli inizi del secolo scorso. La possanza architettonica è addolcita dalle porte in legno intagliato e dal gioco di ombre e luci che si appoggia incerto sugli intonaci restaurati da poco. Il forte è il più grande dell’intera penisola arabica. In città è tutto a portata di mano e si riesce a visitarla in breve. Dedali, porticati, cortili e il souq tradizionale, che ribolle di fermento, voci ed oggetti d’artigianato di ogni tipo, orci giganti, canestri, ceramiche e tappeti. A seguire tempo libero per immergersi tra le viuzze del souk.Partenza in direzione del deserto con pranzo lungo la via.Proseguimento verso il deserto del Wahiba, ormai a pochi chilometri. Ci inoltreremo tra le dune di sabbia e raggiungeremo il nostro campo tendato in tempo per ammirare, tempo permettendo, il tramonto sulle dune. Cena e pernottamento al campo. 
    Prima colazione nel deserto. Eventuale tempo a disposizione per una passeggiata sulle dune prima di ripartire alla volta di Wadi Bani Khalid. Le piscine sono fresche, profonde e assolutamente mozzafiato. Per chi volesse c’è la possibilità di fare un bagno oppure una breve passeggiata. Arriviamo poi alla città costiera di Sur, dove pranziamo in ristorante locale. Visita al cantiere di dhow (barche tradizionali in legno), che variano nel design e nelle dimensioni e che hanno fatto la storia della marineria omanita. Proseguimento verso Muscat con possibilità di fermarsi per qualche sosta fotografica in uno degli spettacolari wadi, dove sorgono piccoli villaggi e piantagioni di datteri e banane. Proseguimento per Muscat e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. 
    Prima colazione e partenza di prima mattina per il porto di Muscat. Ci imbarchiamo a bordo del Rubba, una riproduzione moderna dei vecchi dhow cabinati che per secoli hanno solcato il mare arabico e l’oceano Indiano. Sistemazione nelle cabine e briefing con il comandante che illustrerà le regole di bordo e tutte le informazioni utili. Mollati gli ormeggi, ci abbraccia l’oceano. Ci aspettano quattro notti e cinque giorni a bordo, per una navigazione che ci stupirà per la varietà di paesaggi e atmosfere: da isole incontaminate a visite culturali alle fortificazioni costiere; dai piccoli villaggi di pescatori agli orizzonti sconsolanti dell’oceano, dai fondali corallini fino alle montagne che precipitano nell’acqua dando vita a contrasti mozzafiato. Questa sarà una navigazione di scoperta, che abbina la cultura e l’incontro con momenti di relax e attività marine. La nostra prima tappa la raggiungeremo in appena un’ora e mezza di navigazione: le isole Daymaniyat. Unica riserva naturale marina dell’Oman, le isole Daymaniyat sono un luogo eccezionale noto per i giardini di corallo e l'abbondante fauna acquatica. Questo gruppo di nove isole disabitate conserva, infatti, una barriera corallina che si estende fino a una profondità di 20 metri. La parte nord delle isole è rocciosa mentre la parte meridionale ha meravigliosi reef a profondità massime di 10/15 metri, indicati anche per chi ama il semplice snorkeling. Tempo a disposizione per il relax ed attività in acqua, cambiando – a seconda delle condizioni del mare e rimettendoci alle decisioni del comandante – due diverse postazioni per lo snorkeling. Pranzo a bordo.Continuazione della navigazione fino a Mussanah, dove passeremo la notte presso una marina privata. Cena e pernottamento a bordo con possibilità di scendere a terra. 
    Prima colazione a bordo e mattinata dedicata all’esplorazione dell’entroterra. Ci spostiamo in terraferma per visitare il castello di Al Hazm. Costruito nel 1708 dall’Imam Sultan bin Saif II, ospitava la sua residenza, le prigioni, una moschea e una scuola coranica. Architettonicamente è composto da una struttura principale rettangolare e da due torri difensive nei versanti meridionali e orientali. Si distingue dagli altri edifici fortificati omaniti soprattutto per la sua architettura che prevede passaggi segreti, vie di fuga e loculi difensivi nascosti. Pranzo lungo il percorso in ristorante locale. La navigazione riprende poi verso nord costeggiando la piana di Batinah, una zona fertile e popolata, che per le sue condizioni geografiche ha visto una lunga storia marinara.  Sohar, la principale città della regione di cui con probabilità avvisteremo in lontananza il porto e il polo industriale, è infatti stata capitale per ben undici secoli, fino al XII secolo, e prima dell’avvento dell’Islam era il principale centro del Regno di Magan (le cui navi nere sono citate in una tavoletta accadica del 2.300 a.C. in cui re Sargon ne celebra la robustezza). Deve il suo nome ad un discendente di Noè, Sohar bin Noah, e la celebre nave protagonista delle avventure di Sinbad il marinaio prende, a sua volta, il suo nome. Noi proseguiamo con la nostra traversata, essendo oggi una città moderna e di scarso interesse storico. La navigazione sarà lunga e ci porterà in acque emiratine: l’emirato di Fujairah separa infatti l’Oman dalla sua regione più settentrionale, Musandam, che raggiungeremo in nottata.Cena a bordo in corso di navigazione e pernottamento.  
    Il risveglio sarà dolce e ricco di emozione, trovandosi al cospetto delle aride e aguzze vette dell’Hajar settentrionale: siamo a Musandam, davanti a noi ci accoglie la cttadina di Lima. Con le sue case bianche, è completamente isolata e circondata dalle impervie montagne calcaree. Scenderemo a terra dopo colazione per visitare la città, l’antico cimitero, la spiaggia e il wadi che la attraversa.Proseguiremo poi verso Khor Habalayn, un largo fiordo che contiene a sua volta centinaia di fiordi più piccoli, baie appartate, ripidi promontori al suo interno. Tra le sue acque calme è prevista la cena e la prima notte. Il secondo giorno comincerà, per chi lo desidera, con la vista dell’alba da Khor Najd, dove una strada ripida e tortuosa raggiunge l’entroterra, unica via d’accesso al mondo esterno di questo settore dei fiordi orientali. Navigheremo lentamente verso Jazirah Hamra, un’isoletta stretta e lunga ideale per fare uno bello snorkeling ammirando i coralli e i numerosi pesci che frequentano queste acque tra cui la rana pescatrice, pesci pagliaccio, fucilieri, pesci arcobaleno, pesci angelo, pesci pipistrello, murene, razze, aragoste, tartarughe e con un po’ di fortuna, si possono avvistare anche squali zebra o aquile di mare. Ci muoveremo poi passando attraverso “le porte dell’Oman”, ovvero lo stretto che separa il mare dell’Oman dal Golfo Persico (chiamato anche Golfo Arabico). Pranzo e bordo e visita del villaggio di Kumzar, raggiungibile solo via mare (con un’imbarcazione rapida, ci vuole circa un’ora per raggiungere Khasab, il capoluogo, mentre con una barca tradizionale non meno di due ore). La lingua parlata dagli abitanti è un misto di arabo e farsi, con vocaboli indiani, portoghesi e inglesi: un piccolo crogiolo linguistico che rende questo villaggio sperduto un unicum. I residenti appartengono alla tribù degli Shihuh, un popolo semi nomade che si sposta dalla costa all’entroterra in base alla stagionalità. La maggior parte delle famiglie possiedono due case, una qui e l'altra a Khasab. D'estate, il caldo estremo rende infatti i fiordi quasi inabitabili, e nel periodo che va da maggio a settembre la maggior parte della popolazione si sposta. Non indossano il tipico pugnale omanita, il Khanjar, ma un’ascia vera e propria, chiamata Jerz, le cui origini risalgono all’età del bronzo. Il villaggio è stretto tra le pareti scoscese delle montagne, e si sviluppa con le sue case bianche lungo un piccolo wadi. Reti da pesca, imbarcazioni, alloggi per le capre, tombe, piccole botteghe e tende che sventolano al vento: Kumzar è l’emblema di un mondo che non c’è (quasi) più, dove le persone vivono ancora in modo tradizionale e in simbiosi con la natura difficile del loro territorio. Un viaggio nel tempo, tra passato e futuro, che ci aspetta il giorno seguente a Dubai.La navigazione non è ancora terminata però: nel pomeriggio ci aspettano bellissimi paesaggi fino a inoltrarci nel lunghissimo Khor Sham, un fiordo che si sviluppa da ovest a est e che, quasi per uno scherzo geografico, ci riporterà indietro al giorno precedente, quando eravamo all’ancora a Khor Habalayn. Ci fermeremo nei pressi di Sibi island e, per chi volesse, la sera o la mattina si potrà salire una scalinata per ammirare la vista sui due mari: mare dell’Oman a sud, Golfo Persico (a mare Arabico) a nord. Cena e pernottamento a bordo. ?    PENISOLA DI MUSANDAMIl momento forse più interessante ed emozionante del viaggio è l’arrivo alla penisola di Musandam, caratterizzata dai famosi fiordi d’Arabia. Il termine più corretto per definire queste lunghe e contorte insenature, in realtà, è “khor”. I fiordi, infatti, sono valli modellate dai ghiacciai e sommerse dal mare, tipici dei climi freddi, come quelli norvegesi, mentre i khor sono insenature costiereche si sono formate da Wadi preistorici, che hanno scavato e modellato la roccia – spesso calcarea – ricoperti oggi dalle acque del mare. Musandam è un’exclave omanita interamente circondata dagli UAE, la penisola è il più piccolo governatorato dell’Oman e ricopre una posizione strategica affacciandosi sullo stretto di Hormuz: penisola arabica da una parte e l’antica Persia dall’altra, porta d’accesso alle rotte commerciali che portano in Bahrein, Iraq e Iran. La popolazione conta circa 30.000 abitanti, la maggior parte dei quali concentrati nella capitale, Khasab. Il territorio è sormontato dai monti Hajar, che qui superano di poco i 2.000 metri, e che danno vita ad un ambiente arido e drammatico tuffandosi in un mare trasparente e ricco di forme di vita. Proprio il connubio tra l’aridità della superficie e la ricchezza della flora subacquea, unita alla presenza di popolazioni che resistono tenacemente alla globalizzazione, è il segreto della bellezza struggente di Musandam. 
    Prima colazione a bordo e mattinata interamente dedicata al relax in barca e alle attività in acqua, con possibilità di nuotare, fare snorkeling o kayak. Il Rubba stazionerà tra le isole del fiordo di Khor Ash Sham: Jazirat Sibi, Jazirat Sham e Jazirat Maqlab, ovvero Telegraph Island. Lunga 160 metri per 80 di larghezza, deve il suo nome alla stazione ripetitrice britannica utilizzata per potenziare i messaggi telegrafici lungo il cavo sottomarino del Golfo Persico, che collegava Londra a Karachi. Pranzo a bordo e, nel primo pomeriggio, facciamo rotta verso Khasab, la capitale del governatorato del Musandam. Conta circa 20 mila abitanti ma, nella stagione estiva, quando il caldo rende la vita nei villaggi difficile e la stessa pesca - la principale fonte di sussistenza - molto ardua, almeno raddoppia i suoi abitanti, essendo meta di una sorte di nomadismo stagionale. Terminiamo qui la nostra navigazione in dhow che ci ha portato dal mare Arabico attraverso il Golfo dell’Oman a entrare nelle acque calde del Golfo Persico. L’Iran dista una sessantina di chilometri. La nostra destinazione guarda invece a sud ovest dove, dopo un trasferimento privato di circa tre ore e un passaggio di confine, arriveremo in vista dei mirabolanti grattacieli di Dubai. Sorti dal nulla, dopo qualche giorno passato tra montagne di calcare e villaggi sperduti, ai limiti della civiltà, ci sembreranno come un miraggio. Da un mondo remoto ad uno futuristico, il nostro viaggio proseguirà ancora per un po’ come sospeso tra realtà e immaginazione. Sistemazione in hotel a due passi dal creek. Cena e pernottamento. 
    Prima colazione in hotel e inizio della visita della città, un insieme sfacciato di contrasti tra il moderno e il tradizionale. Dubai tiene fede al suo nome, che sembra provenire dalla parola “duba”, mercato prospero. Le prime notizie dell’abitato risalgono al 1095, ma solamente alla fine del XVIII secolo viene identificata come centro urbano. Da allora la crescita urbanistica, demografica ed economica fu esponenziale, fino all’esplosione a cavallo del 2000. Oggi è uno dei centri più importanti al mondo, dotato di un importante distretto finanziario, e meta turistica di masse sempre crescenti di viaggiatori, attirati dai luccichii della mondanità, dal lusso ostentato, dalle attrazioni della modernità. Ma la città non è solo divertimento e grandiosi grattacieli: è la metafora di qualcosa di più di un sogno, ma di una visione. Pochi posti nel mondo hanno subito un impatto antropico come a Dubai: l’uomo, in un contesto aspro, caldissimo, ha potuto plasmare a proprio piacimento l’ambiente fino a farne un laboratorio internazionale di idee e a costruire un mondo nuovo. Può piacere o meno, ma Dubai è molto di più del riflesso perpetuo di un palazzo in un altro. Tra le sue strade, ogni giorno si fa Storia che verrà.Ci troviamo nella zona più tradizionale della città, che sviluppa attorno al Creek, il canale artificiale che attraversa la città, e Bastakiya, quartiere minuscolo e densamente abitato, un tempo abitato dai ricchi mercanti persiani. Le visite iniziano attraverso il Bur Dubai Souq, il vivace mercato arabo lungo il Creek. Lungo le sue sponde un brulichio di persone provenienti da diverse parti del mondo affolla il mercato: gli arabi con le loro lunghe dishadasha bianche, i pakistani con i larghi pantaloni in cotone e il camicione che scende fino al ginocchio, i sikh con i loro imponenti turbanti colorati e i business men occidentali in giacca e camicia. Salendo a bordo di un abra, i caratteristici taxi fluviali, raggiungeremo l’altra riva, dove si trova Deira, l’area commerciale della città, dove ci inoltreremo nel Deira Spice Souq, il mercato delle spezie. Facile perdersi tra i sacchi di juta traboccanti di zafferano, il fumo dell’incenso, i colori forti del curry e dell’indaco. Tra le sue viuzze si respira ancora l’atmosfera del passato, tra odori veraci, colori sgargianti, gente a caccia di affari, le torri del vento che si intravedono nei cortili delle case. Si giunge infine al souq dell’oro, il più grande al mondo e dove i prezzi sono più bassi che altrove. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Riprendiamo il pulmino e ci trasferiamo al Museo del Futuro, uno degli edifici e delle istituzioni più iconiche di Dubai. Il museo è ospitato all'interno di un edificio di forma ellittica, caratterizzato da un vuoto al centro che rimanda all'occhio umano, simbolo della proiezione verso il futuro. Le pareti tondeggianti sono decorate con la calligrafia araba ornamentale, che riporta i versi scritti dallo sceicco di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktum. Il rivestimento dell'edificio è costituito da 1024 pannelli di acciaio inossidabile, a richiamare il numero di byte contenuti in un kilobyte, l'unita di base della memoria digitale di un computer. Questa visita rappresenta l’apice del nostro viaggio spazio – temporale attraverso l’estremo più a oriente delle penisola arabica: il tempo, che abbiamo visto cristallizzarsi tra le assolate falesie che abbracciano Kumzar e i suoi indomiti pescatori, assume qui una dimensione futuristica estrema, ricordandoci come i confini dell’umanità siano flessibili e come l’interno genere umano, in fondo, sia sempre in viaggio verso l’altrove. Nel tardo pomeriggio terminiamo questo viaggio cogliendo l’aspetto più divertente e scenico della città: Downtown, il cuore della metropoli. Citiamo la Sheikh Zayed Road, dove troviamo i principali edifici commerciali di Dubai e poco distante, il Dubai Mall: un enorme centro commerciale con più di mille negozi e varie attrazioni, tra cui il celebre acquario. In serata potremmo assistere allo spettacolo della Dubai Fountain, che si trova alla base del Burji Khalifa, il grattacielo più alto al mondo: illuminate da 6.600 luci e 50 proiettori colorati, le fontane si estendono per 275 metri e riescono a sparare verso il cielo getti d'acqua alti 150 metri, accompagnati da musiche arabe classiche e internazionali. Gli spettacoli si ripetono ogni mezz’ora fino alle 10 di sera. Cena in ristorante locale e rientro in hotel.
    La mattina molto presto sveglia e trasferimento privato in aeroporto in tempo per il volo internazionale di linea diretto di rientro in Italia.Arrivo previsto per ora di pranzo e termine del nostro viaggio che ci ha condotto tra montagne, deserti, mari e grattacieli.   I fiordi di MusandamLe incontaminate isole Daymaniyat Il dhow RubbaIncontri a Jazirat Hamra      

    Perché con noi

    • Una prima assoluta, un tour improntato alla cultura e alla conoscenza, culturale e naturalistica, di un’area sconosciuta e poco frequentata dalle rotte turistiche.
    • La navigazione a bordo di un tradizionale dhow, prima alle isole Daymaniyat, poi tra i selvaggi fiori della Penisola di Musandam, per un'esperienza fuori dal tempo, tra villaggi di pescatori e fondali corallini dove praticare snorkeling.
    • Il tour consente di vivere tre ambienti molto diversi: l'Oman con le sue montagne e le dune del deserto, il mare e i fiordi del Musandam e la modernità di Dubai.
    • Hotel di buon livello e veicoli con al massimo 3 passeggeri per auto.
    • Visitiamo il Museo del futuro a Dubai e il mercato del bestiame a Nizwa. 
    • Kel 12 è l'unico operatore a proporre una navigazione di gruppo da Muscat a Khasab.

    Approfondimenti di viaggio

    INFORMAZIONI GENERALI – LEGGERE CON ATTENZIONE Il viaggio è l’unica proposta di tour di gruppo con navigazione da Muscat a Khasab sul mercato italiano Per il suo carattere di novità e per la tipologia di imbarcazione utilizzata il tour è consigliato ad un pubblico che predilige le bellezze del luogo al comfort. I servizi a terra sono tutti di ottima qualità secondo gli standard Kel 12: abbiamo riservato alcuni tra i migliori hotel, usiamo mezzi 4x4 con un riempimento di soli 3 [...]